Caro-cibo in arrivo: energia alle stelle e traffici bloccati per la guerra in IRAN mettono a rischio produzione, scorte e prezzi degli alimenti.

Il petrolio alle stelle manda in crisi campi, serre e stalle e rischia di prosciugare presto le borse degli italiani. La nuova guerra del Golfo, con l`aumento dei costi energetici cauati dalla guerra e il blocco di buona parte dei commerci via mare che passano dallo Stretto di Hormuz, sta colpendo duro la produzione agricola e agroalimentare italiana (e non solo). In forse, è la buona chiusura dei bilanci aziendali ma, secondo alcuni, anche lo stesso approvvigionamento di alimenti.

L`aumento del prezzo del petrolio e del gas naturale sta devastando i bilanci. Il costo della produzione di fertilizzanti e concimi è pesantemente influenzato da quello dell`energia oltre che dal prezzo stesso delle materie prime per ottenerli che spesso derivano proprio dal petrolio e dal gas naturale. E non basta.

Le ripercussioni di quanto sta accadendo sono anche su tutte le macchine agricole, sugli impianti di essiccazione, su quelli di irrigazione, sulla produzione di mangimi per gli allevamenti, sulla conservazione e trasformazione del latte e su molto altro ancora della produzione agricola e alimentare.

Per comprendere ancora meglio cosa sta accadendo, basta sapere che, stando ad una stima Coldiretti, consumi energetici e concimi rappresentano oggi in media il 25% dei consumi intermedi di un`azienda agricola e che quanto sta accadendo arriva a toccare costi che negli ultimi anni sono già saliti quasi del 50% per i fertilizzanti e di oltre il 65% per l`energia.

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Fonte: Avvenire

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