La crisi geopolitica in Medio Oriente mette a rischio l’export ortofrutticolo italiano. Tra le produzioni colpite anche l’Asparago verde di Canino IGP e l’Uva da Tavola di Mazzarrone IGP.

L’attuale situazione geopolitica in Medio Oriente, con la chiusura dello Stretto di Hormuz e la sospensione di diversi vettori nel Mar Rosso, sta determinando conseguenze critiche e situazioni di incertezza anche per l’esportazione di ortofrutta italiana. I venti di guerra hanno imposto una riorganizzazione forzata delle rotte marittime, con effetti diretti sull’efficienza della catena di fornitura. Un’ulteriore preoccupazione per gli esportatori italiani riguarda la solvibilità dei clienti. In fasi di instabilità bellica e logistica, cresce il timore che le forniture già inviate o programmate non vengano regolarmente pagate dai partner commerciali esteri.

Il presidente della Federazione nazionale di prodotto/Frutticoltura di Confagricoltura, Michele Ponso, spiega in una nota: “Ci sono grossi problemi per la frutta, in particolare per quanto riguarda le mele. Ci sono navi cariche di prodotto che sono ferme e non possono arrivare a destinazione. Inoltre, sono già arrivate moltissime disdette di ordini per le prossime settimane”.

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Le filiere ortofrutticole DOP e IGP

Il Medio Oriente, e in particolare Dubai, è da tempo un mercato strategico per l’Asparago verde di Canino IGP. Il presidente di COPA, Sergio Marcoaldi, al momento commenta così: “Per ora non sappiamo come evolverà la situazione; fortunatamente i nostri clienti non hanno subito danni. C’è da vedere cosa succederà nei prossimi giorni. Di solito iniziamo con gli asparagi proprio nel mese di marzo. Speriamo bene”.

Gianni Raniolo, presidente del Consorzio di Tutela dell’Uva da Tavola di Mazzarrone IGP, riferisce che dalle interlocuzioni con partner e amici residenti negli Emirati Arabi, emerge un contrasto netto tra la comunicazione ufficiale e la percezione esterna. “Oggi dire qualcosa è impossibile… loro cercano di tranquillizzarci. Vedremo come evolverà la situazione nei prossimi mesi”. Nonostante i partner commerciali ostentino normalità, Raniolo teme ripercussioni a lungo termine, come l’aumento dei costi delle materie prime, quali petrolio e fertilizzanti. La campagna dell’uva siciliana si prospetta favorevole, con una produzione normale e di qualità, prevista per la fine di maggio/inizio giugno.

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Fonte: FreshPlaza.it