Maria Salimbeni, presidente del Consorzio di Tutela della IGP Clementine di Calabria nel suo intervento in occasione del Clementina Festival: Il Consorzio è un’istituzione perché mette insieme persone, imprese, lavoratori e comunità
Il futuro della clementinicoltura calabrese passa attraverso la tutela della qualità, il rafforzamento del sistema consortile e un nuovo dialogo con la Grande distribuzione organizzata. È quanto emerso dall’intervento di Maria Salimbeni (nella foto sotto), presidente del Consorzio di Tutela della IGP Clementine di Calabria, la quale, in occasione del Clementina Festival, ha evidenziato il valore economico e sociale della produzione certificata.
“Il Consorzio è un’istituzione perché mette insieme persone, imprese, lavoratori e comunità. Racchiude tanti pezzi di un mondo produttivo che, nel tempo, ha reso le clementine un simbolo identitario del nostro territorio”, ha sottolineato Salimbeni. Un’identità costruita anche attraverso scelte di sviluppo che hanno privilegiato l’agricoltura, la salvaguardia del suolo e la sostenibilità ambientale rispetto ad altri modelli di industrializzazione.
Costi energetici e difficoltà per le imprese
La presidente ha richiamato l’attenzione sulle criticità che interessano il settore primario, a partire dall’aumento dei costi dei carburanti e dell’energia, fattori che incidono pesantemente sulla sostenibilità economica delle aziende. “Stiamo attraversando una situazione di grande difficoltà, che ha messo in ginocchio anche il nostro settore. Se una parte dell’imprenditoria agricola non è scesa in piazza a protestare, è stato per senso di responsabilità nei confronti di un prodotto sul quale i coltivatori investono e lavorano per un anno intero”.
La posta in gioco, secondo Salimbeni, va ben oltre il risultato economico delle singole aziende. Attorno alla filiera delle clementine ruotano infatti occupazione, reddito e stabilità di numerose famiglie, coinvolte nelle attività produttive, nel confezionamento e nella distribuzione.
Il valore della certificazione IGP
In questo scenario, il sistema consortile rappresenta uno strumento fondamentale per rafforzare la filiera e affrontare le difficoltà del mercato. “Il Consorzio non ha il compito di determinare i prezzi o di occuparsi direttamente della commercializzazione. La sua funzione è tutelare la produzione, verificare il rispetto di precise caratteristiche tecniche e garantire la certificazione del prodotto”, ha spiegato Salimbeni.
La denominazione IGP costituisce dunque una garanzia per il consumatore, che può contare su un prodotto sottoposto a regole e controlli lungo la filiera. Allo stesso tempo, rappresenta un’opportunità di valorizzazione economica per le imprese e per il territorio d’origine.
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Fonte: FreshPlaza.it


