La degustazione enologica e di altri prodotti tipici del territorio insieme alla visita a cantine e tenute agricole, dà oggi nuove occasioni a un patrimonio in sofferenza. La valorizzazione del territorio sempre più legata alle DOP e IGP.
Il settore vitivinicolo italiano, caposaldo del made in Italy in tutto il mondo, attraversa un periodo di difficoltà a causa delle tensioni geopolitiche a livello internazionale e all’alternarsi di politiche protezionistiche da parte di molti paesi, nonché alla svalutazione del dollaro. Nel 2025 le esportazioni di vino italiano sono diminuite del 3,6% in termini di valore, mentre in patria le vendite in Gdo calano del 3% a volume, soprattutto per fermi e frizzanti (-4%); al contrario il segmento spumanti si rivela più che vivace, con un incremento del 2,7%. Risulta quindi sempre più strategico il ruolo dell’enoturismo, che unisce alla degustazione dei vini la scoperta del territorio.
La ricerca promossa da Unicredit e Nomisma, Wine Monitor, presentata il 16 aprile 2026 al workshop “Enoturismo: opportunità di sviluppo per imprese e territori“, rappresenta la prima analisi strutturata di questo segmento del mondo vitivinicolo. Il comparto che unisce la degustazione dei vini alla scoperta delle aree di produzione ha totalizzato più di 3 miliardi di euro di valore per le cantine. Non stupisce quindi che la maggior parte delle aziende vinicole si sia strutturata nel tempo per offrire un’offerta esperienziale sempre più ampia agli enoturisti.
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Il Turismo DOP come leva per valorizzare il territorio
Una ulteriore leva per valorizzare il territorio è costituita dal turismo orientato alla degustazione del prodotto Dop, strettamente legato all’area in cui viene lavorato. Anche in questo caso, il prodotto rinomato e conosciuto a livello nazionale e internazionale può costituire un vero e proprio volano per l’economia di tutto il distretto. E quanto rileva l’Osservatorio Turismo Dop, promosso dalla Fondazione Qualivita in collaborazione con Origin Italia. Il rapporto 2025 evidenzia la presenza di 667 attività, 350 permanenti e 317 relative al 2025, realizzate o sostenute principalmente dai consorzi di tutela in riferimento ai prodotti Dop e Igp. L’incremento rispetto al 2024 è stato di ulteriori 73 iniziative, pari al 12% in un solo anno. Complessivamente sono stati coinvolti 367 consorzi di tutela e 620 prodotti.
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Fonte: Largo Consumo


