Barriere anti cinghiali perla peste suina. Contagi in aumento, reti metalliche suA1 eA11. E nei boschi si va col disinfettante. Abbattuti 645 animali. Tre le province più colpite, ma ora rischiano Firenze, Prato e Pisa
Una maxi operazione che prevede l’installazione di reti metalliche lungo l’autostrada del Sole tra Firenze e Bologna e lungo tutta la Firenze-Mare per impedire ai cinghiali di «scavallare» dalle zone infettate a quelle ancora indenni.
È questo uno degli interventi previsti per contrastare il diffondersi della peste suina africana, malattia virale che colpisce cinghiali e suini domestici, contagiosa e spesso letale per gli animali, ma che non si trasmette all’uomo e che viaggia attraverso vettori quali suole delle scarpe e pneumatici, oltre che attraverso gli animali stessi. Le barriere anti cinghiali saranno predisposte soprattutto nelle aree dove gli animali attraversano l’autostrada: ponticelli, tombini, cunicoli, corsi d’acqua e altri passaggi sotto l’autostrada.
Il virus, come spiegato dal commissario toscano per l’emergenza Giorgio Briganti, circola attualmente nelle province di Massa-Carrara, Lucca e Pistoia. Ci sono inoltre tre province che, per la loro vicinanza alle aree interessate, sono sottoposte a particolare attenzione e a misure restrittive: Pisa, Prato e Firenze.
«Siamo attivi nella ricerca del virus — ha detto Briganti — Stiamo effettuando campionamenti sui cinghiali abbattuti e sugli animali trovati morti, non soltanto nelle zone soggette a restrizioni, ma su tutto il territorio toscano. Stiamo lavorando sul miglioramento della biosicurezza degli allevamenti per rafforzare le misure di separazione tra la zona “sporca” e quella “pulita”, anche attraverso la doppia recinzione».
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«In Sardegna l’epidemia è durata dal 1978 al 2024. Noi dobbiamo darci degli orizzonti lunghi e non guardare ai risultati da qui a un mese. Allo stesso tempo però bisogna correre con gli abbattimenti di cinghiali per fare depopolamento».
È quello che chiedono anche gli allevatori del Consorzio Cinta senese, che negli ultimi mesi ha lanciato diversi allarmi sui rischi per la razza Dop che cresce in stato semibrado quindi meno isolabile. «Se arriva a Siena, per noi è finita».
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Fonte: Corriere Fiorentino


