Le associazioni di artigiani contro la multinazionale svizzera Lindt, proprietaria del marchio torinese Caffarel. L’accusa è di ostacolare con un ricorso al Tar il percorso verso il riconoscimento dell’IGP del cioccolatino

C’è una storia che parte dal quartiere San Donato della Torino del 1826, attraversa quasi due secoli di industria dolciaria, passa per l’acquisizione di Caffarel da parte della multinazionale svizzera Lindt & Sprüngli e arriva oggi nelle aule della giustizia amministrativa. Al centro della disputa c’è il Gianduiotto, uno dei simboli più riconoscibili della tradizione piemontese, e la battaglia per ottenere l’Indicazione geografica protetta. L’ultimo capitolo dello scontro è il ricorso presentato da Lindt & Sprüngli contro il percorso che dovrebbe portare al riconoscimento dell’IGP “Giandujotto di Torino”. Una mossa che ha provocato la dura reazione di Confartigianato Imprese Piemonte e di Cna Piemonte. «Lindt dimostra mancanza di rispetto verso le sue stesse radici», attacca il presidente di Confartigianato Piemonte Giorgio Felici, ricordando come sia stato Paolo Caffarel a fondare uno dei marchi più celebri della storia del cioccolato torinese. Per Giovanni Genovesi, presidente di Cna Piemonte, «nessuno mette in discussione il ruolo delle grandi imprese nella diffusione del prodotto, ma il valore del Gianduiotto nasce molto prima e va molto oltre qualsiasi singolo marchio».

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Fonte: La Stampa