Il Consorzio Vini Alto Adige promuove una visione di lungo periodo per rafforzare il proprio posizionamento nel panorama enologico internazionale
Cerchiamo sempre di muoverci in largo anticipo per poter essere il più proattivi possibile». Guarda già al 2027 Andreas Kofler, presidente del Consorzio Vini Alto Adige che riunisce 263 aziende del sistema vitivinicolo altoatesino e genera un valore complessivo tra i 350 e i 380 milioni di euro, a fronte di una produzione di circa 40 milioni di bottiglie.
La visione di lungo periodo pensa a rafforzare il posizionamento dell’Alto Adige nel panorama enologico internazionale, anche con l’enoturismo. «L’obiettivo è rafforzare il legame tra vino, territorio e ospitalità, valorizzando l’esperienza complessiva dell’Alto Adige come destinazione d’eccellenza. In questo senso, il racconto diventa un elemento centrale: non si tratta solo di promuovere il prodotto, ma di costruire un racconto coerente e coinvolgente», osserva Kofler. Sul fronte internazionale, la parola d’ordine è diversificazione.
«Investiamo in mercati nuovi come Australia, Polonia e Sud America, con una prospettiva di crescita nel medio-lungo periodo», spiega il presidente. Tra i cambiamenti, anche il modo di raccontare il vino, attraverso nuovi codici e linguaggi innovativi. L’attenzione si allarga ai più giovani: «I canali digitali e i social media giocano un ruolo importante nel raggiungere nuovi pubblici, contribuendo a rafforzare l’identità del marchio territoriale con contenuti capaci di valorizzare persone, valori e paesaggi», spiega Kofler.
Il sistema altoatesino si distingue per la qualità, con oltre il 96% dei vigneti sotto la DOP Alto Adige, e punta anche sulla valorizzazione della Doc Lago di Caldaro, la più antica della zona. A rafforzare il percorso del Consorzio, anche una nuova infrastruttura simbolica e operativa.
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Fonte: Corriere della Sera


