La fotografia dell’American Association of Wine Economists (Aawe) sui dazi USA sul vino: “poiché non è chiaro chi abbia sopportato l’onere, chi dovrebbe essere rimborsato?”

Export che scende tra i principali produttori di vino al mondo, dall’Italia alla Francia fino alla Spagna, preoccupazioni per un futuro ancora incerto e su cui gravano anche altri fattori ormai noti, dal cambiamento climatico al calo dei consumi, e che necessita anche di diversificare un mercato che, al momento, vede gli Stati Uniti insostituibili. Il mondo del vino ha passato un anno, il 2025, decisamente complicato e condizionato anche dal “terremoto” dei dazi.

Ma quanto hanno portato, economicamente, agli Stati Uniti, i dazi voluti dal presidente americano Donald Trump e applicati anche al vino? Complessivamente, nel 2025, la cifra dei dazi Usa sul vino è ammontata a 492,2 milioni di dollari, dato che, dopo il coinvolgimento dell’Europa (il 2 aprile 2025 l’annuncio Usa dei dazi per il Vecchio Continente), è molto più grande di quello degli anni precedenti.

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Ma sono numeri che, però, pongono una domanda, alla luce anche della decisione della Corte Suprema, che ha stabilito l’illegittimità dei dazi Usa: “poiché non è chiaro chi abbia sopportato l’onere lungo la catena di approvvigionamento, chi dovrebbe essere rimborsato: produttori, importatori, distributori, rivenditori o consumatori?”, si interroga l’Aawe. Uno scenario, quello dei rimborsi (si stimano circa 130 miliardi di dollari complessivi in ballo), che appare tuttavia molto complesso, e la cui previsione sulla conclusione non è affatto scontata.

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Fonte: WineNews.it