Le Pievi come avanguardia di un racconto di sistema, dove la storia poliziana si intreccia con la certificazione Equalitas e il peso crescente dell’enoturismo. Dalla filiera del Vino Nobile di Montepulciano DOP, nel 2025, hanno avuto origine circa 6,4 milioni di bottiglie, in linea con i valori del biennio 2023–24.
Montepulciano è un sistema dove il Nobile è parte di un insieme più grande, in cui storia e vino si fondono in una prospettiva green ormai parte integrante della cultura imprenditoriale di zona. Progettualità nuove nel solco della massima valorizzazione del territorio guardano all’enoturismo con crescente interesse, soprattutto a fronte delle difficoltà su alcuni mercati esteri, segnati da crisi economica e tensioni geopolitiche. In un simile contesto, il progetto delle Pievi offre un ulteriore spunto di articolazione, anche nel bicchiere, dell’offerta poliziana.
RESILIENZA AGRICOLA E PIEVI
Il Nobile è uno dei più chiari esempi di come un vino a denominazione possa trascendere la sua dimensione agricola per diventare infrastruttura economica, sociale e identitaria di un territorio. A fronte di un’estensione comunale di circa 16.500 ettari, la vite ne occupa approssimativamente 2.000, di cui 1.411 imputabili al Vino Nobile di Montepulciano DOCG e 587 al Rosso di Montepulciano DOC, ridisegnando di fatto il paesaggio rurale e la declinazione economica dell’area.
La produzione vitivinicola genera da sola un valore medio annuo di circa 65 milioni di euro, mentre l’impatto complessivo – dato dalla somma tra patrimonio aziendale, fatturato e valore della produzione – sfiora il miliardo di euro. In termini generali, le stime del Consorzio indicano che oltre il 70% dell’economia locale deriva direttamente o indirettamente dal vino, sostenuta da una filiera composta da oltre 250 viticoltori, 90 imbottigliatori e circa 2.000 addetti tra fissi e stagionali, impegnati ogni anno tra vigneti, cantine, enoteche e strutture ricettive.
Da questa filiera, nel 2025 hanno avuto origine circa 6,4 milioni di bottiglie, in linea con i valori del biennio 2023–24, quando la produzione si collocava fra 6,6 e 6,8 milioni di pezzi. Osservato nel lungo periodo, il dato dell’imbottigliato delinea una crescita evidente: nel 1994 la denominazione non raggiungeva i 3,5 milioni di bordolesi prodotte, mentre oggi la “piattaforma” del Nobile si è stabilizzata intorno alla fascia 6–7 milioni di bottiglie.
Osservando le rivendicazioni post-vendemmia – in attesa che lo storico dell’imbottigliamento consenta analisi più accurate – si ottiene un primo quadro quantitativo delle Pievi, ultimo e sostanziale aggiornamento del disciplinare del Vino Nobile di Montepulciano. Nel suo complesso, il Nobile Pieve ha registrato nel 2025 rivendicazioni per 585 mila litri, a fronte di quasi 4,9 milioni di litri rivendicati come Vino Nobile di Montepulciano privo di menzione aggiuntiva. Una ripartizione che sembra confermare le stime consortili, secondo cui, una volta a regime, le Pievi dovrebbero attestarsi attorno al 10% del Nobile complessivamente imbottigliato.
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Fonte: VinoNews24.it


