CONTRIBUTI. Luis Planas, Ministro dell’agricoltura Spagna: Le IG sono lo strumento con cui il nostro territorio, la nostra cultura e il lavoro dei produttori diventano valore riconosciuto, distintivo e sostenibile a livello europeo e globale

Le IG rappresentano una componente centrale dei sistemi agroalimentari e dell’ambiente rurale. Prodotti di qualità, uni­ci e riconoscibili, generano valore aggiunto per agricoltori, allevatori, pescatori e industrie agroalimentari, rafforzando l’identità gastronomica dei territori. La Spagna è oggi il terzo Paese dell’Unione Europea per numero di prodotti di qualità riconosciuti: 394 a livello europeo, più 13 a livello nazionale, per un totale di 407. Queste certificazioni coprono tutti i set­tori agroalimentari e costituiscono una leva strategica fonda­mentale per la competitività dei produttori.

Il valore della produzione certificata spagnola ha raggiunto 8,4 miliardi di euro lo scorso anno, coinvolgendo oltre 3.300 agricoltori e allevatori e quasi 8.000 imprese. Il modello del­le Indicazioni Geografiche non è solo un sistema di tutela: è uno strumento di valorizzazione nei mercati nazionali e inter­nazionali. Nel programma “Alimentos de España”, le figure di qualità sono un pilastro della strategia nazionale, garantendo selettività, qualità e differenziazione dei prodotti. Durante la presidenza spagnola del Consiglio UE nel 2023, sono stati rag­giunti accordi significativi sulla proposta della Commissione europea, in collaborazione con il Parlamento europeo. L’azio­ne della Commissione nelle negoziazioni commerciali interna­zionali ha permesso di difendere le IG europee nei trattati con Paesi terzi e di ottenere il loro riconoscimento da parte dei par­tner commerciali. Questo è cruciale per proteggere prodotti strategici come vino, olio d’oliva e formaggi.

L’esperienza maturata conferma la forza del sistema, ma oc­corre guardare al futuro. Il percorso di sviluppo delle Indica­zioni Geografiche deve continuare con innovazioni mirate, mantenendo intatti gli elementi essenziali: qualità, seletti­vità e differenziazione. Solo così sarà possibile rafforzare la presenza dei prodotti europei di qualità nel commercio mon­diale e sostenere lo sviluppo dei territori rurali.

Fonte: Consortium 29 / N° 04/2025