LECTIO MAGISTRALIS. Franz Fischler, Già Commissario Europeo: La qualità non è una rendita da difendere, ma una responsabilità da rinnovare ogni giorno.

Negli ultimi decenni il sistema delle Indicazioni Geografiche è stato costruito con pazienza e consolidato dal Regolamento europeo 1143. È il frutto di un impegno collettivo che ha for­nito all’Europa uno degli strumenti più solidi per valorizzare agricoltura, territori e saperi produttivi. Oggi, però, il conte­sto in cui questo sistema opera è profondamente mutato.

Il cambiamento climatico mette sotto pressione modelli produttivi consolidati, mentre il sistema commerciale in­ternazionale mostra crescenti fragilità. Le trasformazioni tecnologiche stanno investendo l’intera filiera alimentare e il dibattito sulla PAC post-2027 si apre in un clima carico di tensioni e aspettative. In questo scenario, le Indicazioni Geografiche, se interpretate con uno sguardo orientato al futuro, possono svolgere un ruolo decisivo. Sono strumen­ti efficaci per sostenere le aree rurali, creare valore econo­mico, mantenere vivi i paesaggi e preservare il sapere pro­duttivo. Esprimono identità e significato, ma richiedono anche la capacità di rinnovarsi senza perdere continuità.

La qualità deve continuare a fondarsi su coesione sociale, filiere efficienti e sistemi alimentari solidi. In questo per­corso, l’innovazione tecnologica non va temuta. L’intelli­genza artificiale può migliorare la gestione delle aziende agricole, supportare raccolta, trasformazione e commer­cializzazione, aumentare la qualità, ridurre i costi, tutelare le risorse naturali e alleggerire il carico burocratico.

Accanto a questa evoluzione, emerge il tema delle biotec­nologie, spesso affrontato in modo ideologico. Senza in­novazione scientifica, l’agricoltura europea rischia di non essere pronta ad affrontare crisi future legate a clima, pa­rassiti o malattie. Serve quindi una conversazione nuova, responsabile e trasparente con i cittadini.

Di fronte a queste sfide, i principi fondamentali devono re­stare intatti. Le Indicazioni Geografiche devono continua­re a essere profondamente impegnate nella sostenibilità ambientale, economica e sociale, all’interno di un sistema commerciale internazionale che ne riconosca il valore.

Fonte: Consortium 29 / N° 04/2025