IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Charles Deparis, Presidente oriGIn Europe: Le Indicazioni Geografiche devono diventare un vero concetto europeo: uno strumento che unisce territori diversi e rafforza le nostre comunità rurali.
È necessario consolidare il ruolo delle Indicazioni Geografiche come patrimonio europeo condiviso, superando la percezione di un modello ancora troppo “mediterraneo”. La revisione normativa del 2024 ha rafforzato l’impianto delle IG, ma resta fondamentale allargare la partecipazione dei Paesi dell’Europa centrale, orientale e del nord. L’annuncio dell’ingresso della Polonia in oriGIn Europa rappresenta un passo concreto in questa direzione.
I dati raccolti durante la conferenza di Bruxelles mostrano l’esigenza dei produttori di nuovi Paesi membri: servono informazioni, formazione e strumenti per organizzare e rendere operativi i gruppi di produttori, fulcro della recente riforma. L’aumento del budget di promozione deciso dalla Commissione per il 2026 offre un primo supporto, ma non basta a rispondere alle sfide attuali. Da qui la richiesta di un vero Piano d’Azione europeo capace di valorizzare le IG, informare i consumatori su origine, qualità e metodi produttivi e sostenere la vitalità delle aree rurali.
Un altro fronte riguarda la revisione delle norme sugli appalti pubblici: DOP e IGP devono essere riconosciute tra i prodotti prioritari nelle politiche di acquisto europeo. Allo stesso modo, l’integrazione delle IG nella strategia UE per il turismo sostenibile – prevista per il 2026 – apre nuove opportunità: il legame tra qualità certificata, territori e attrattività turistica è ormai evidente. La revisione della PAC dopo il 2027 rappresenta infine un nodo cruciale: il bilancio europeo dovrà garantire maggior sostegno agli agricoltori e alla filiera IG, ancora poco tutelati nelle proposte attuali.
Fonte: Consortium 29 / N° 04/2025


