IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Riccardo Deserti, Presidente oriGIn: La nostra fragilità è anche la nostra forza: un patrimonio territoriale che coinvolge milioni di famiglie e che merita regole globali capaci di proteggerlo.

Sottolineando come il contesto globale stia cambiando profondamente rispetto ai paradigmi degli ultimi 25 anni, si vuole introdurre una riflessione sulla dimensione inter­nazionale delle Indicazioni Geografiche. La globalizzazione regolata da principi condivisi lascia spazio a dinamiche ge­opolitiche, economiche e di potere che rendono più com­plesso il confronto per un sistema, quello delle IG, strut­turalmente fragile perché radicato in territori e comunità, privo della forza contrattuale delle grandi multinazionali.

I dati elaborati da oriGIn rivelano che le prime 30 IG mon­diali rappresentano oltre 80 miliardi di valore economico, gestiscono un milione di chilometri quadrati di territorio e coinvolgono direttamente o indirettamente più di 600 milioni di persone. Un sistema vulnerabile, ma capace di generare enorme ricchezza sociale, culturale ed econo­mica. Per questo la sfida politica centrale è costruire una rete globale di regole che favorisca uno sviluppo armoni­co, contrastando ogni deriva autarchica e consolidando la tutela del legame prodotto–territorio.

Molte aree geografiche – dall’Asia all’Africa, dal Sud Ame­rica ai Paesi anglosassoni – guardano con crescente inte­resse al modello IG. In questo contesto, la cooperazione in­ternazionale diventa una leva strategica, valorizzata anche dal prossimo congresso organizzato con EUIPO. L’Europa, pur affrontando difficoltà legate alla perdita di leadership in altri settori, resta leader mondiale nelle IG: un patrimo­nio economico, culturale e identitario che può diventare pilastro per rilanciare il progetto europeo in una chiave di cooperazione globale.

Fonte: Consortium 29 / N° 04/2025