La battaglia del Mercosur, arriva il no della Francia. I dubbi dell’Italia sul rinvio. Il nodo della reciprocità, la firma è attesa per sabato in Brasile
Il fatto è che nella partita del Mercosur — l’accordo di libero scambio con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay — l’Italia è ago della bilancia: se Roma si allinea con Parigi, che domenica ha chiesto ufficialmente di posticipare il voto a livello di Stati membri perché i progressi sulle clausole di salvaguardia per gli agricoltori europei «sono ancora incompleti», allora l’intesa slitta.
Ma per il momento non ci sono dichiarazioni ufficiali da parte del governo italiano
Ieri ha creato agitazione la notizia lanciata da Reuters di un possibile allineamento dell’Italia alla Francia. Fonti diplomatiche europee hanno precisato al Corriere che a Bruxelles non erano però ancora arrivati segnali da Roma. Mentre il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, intervenendo a Sky Tg24 Economia ha spiegato che «un breve rinvio non sarebbe un dramma se servisse a migliorare le condizioni per i nostri agricoltori». Lasciando la risposta nell’ambiguità.
Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, aveva dichiarato la settimana scorsa che l’Italia non è «pienamente soddisfatta» dei risultati ottenuti e che occorre ancora la vorare sul «principio di reciprocità». Ma è sul «breve rinvio» che a Bruxelles si preoccupano. Copenaghen, che ha la presidenza di turno dell’Ue, non può avviare la votazione se non ha la certezza del risultato perché sarebbe controproducente.
La cerimonia per la firma in Brasile con il presidente Luiz Inácio Lula da Silva e la presidente Ursula von der Leyen prevista per sabato rischia di saltare. Il ritardo, per il commissario Ue al Trade Maroš Šefcovic, potrebbe far naufragare l’accordo.
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Fonte: Corriere della Sera


