Radicchio di Verona IGP e Pesca di Verona IGP, un incontro dedicato al valore della qualità legato alle certificazioni. CSQA: nel sistema DOP e IGP tutti gli attori della filiera sono controllabili
DOP e IGP possono davvero diventare il motore dell’ortofrutta? Guardando alle performance della Dop Economy, la risposta sembra positiva. L’ultimo Rapporto Qualivita evidenzia come il valore complessivo abbia raggiunto 20,7 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 16 miliardi del 2020, grazie al lavoro di 328 consorzi di tutela. Un dato che conferma la natura strategica di questo comparto e segnala un trend di forte espansione, ricco di opportunità da cogliere.
Opportunità che due Indicazioni Geografiche venete — il Radicchio di Verona IGP e la Pesca di Verona IGP — stanno provando a trasformare in realtà. L’obiettivo è diffondere tra i produttori il valore della qualità legato alle certificazioni, per arrivare al consumatore con un prodotto d’eccellenza, elemento che fa davvero la differenza sul mercato.
Se n’è discusso venerdì sera (28 novembre 2025 Ndr) a Villa Bertoldi, alle porte di Pescantina (Verona), durante un incontro dedicato. Leonardo Odorizzi, presidente del Consorzio della Pesca di Verona IGP, ha spiegato il senso dell’iniziativa: «Ho voluto creare un momento di riflessione per chiarire alcuni aspetti spesso sottovalutati.
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A chiudere l’incontro è stato Nicola Conterno, responsabile tecnico per i prodotti vegetali e trasformati DOP, IGP e STG di CSQA, che si è collegato al tema della qualità raccontandone l’evoluzione e l’importanza dei sistemi di garanzia. «La certificazione – ha spiegato – è un processo attraverso il quale un’azienda dimostra di rispettare requisiti stabiliti a priori. Questo rappresenta una garanzia per chi acquista. In pratica, l’organismo di controllo verifica che il produttore operi secondo il disciplinare previsto dall’IGP». Un processo che, ha ricordato, necessita di imparzialità, competenza, indipendenza e correttezza. «E non va dimenticato – ha aggiunto – che anche l’ente certificatore è a sua volta certificato da un organismo esterno, Accredia. Nel sistema DOP e IGP tutti gli attori della filiera sono controllabili: operatori di mercato, produttori, consorzi di tutela e organismi di controllo. È quindi una filiera completamente tracciata e verificabile».
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Fonte: Italia Fruit News.it


