«Il Pane Carasau solo con grano sardo». Sfida per tutelare la filiera locale, a Nuraminis il confronto promosso da Coldiretti: dalla materia prima al forno, Battista Cualbu: «Vogliamo un disciplinare più stringente e il marchio DOP»
Il pane dei pastori torna al centro di una partita economica e identitaria. Il futuro si gioca prima del forno, ossia nei campi e nelle mani di chi li coltiva. E la sfida che Coldiretti Sardegna porterà stamattina (12 settembre 2026, Ndr) nella sala Ex Monte Granatico di Nuraminis, riunendo istituzioni, ricerca, impresa e agricoltori.
“Quale grano per il pane carasau?” è infatti la domanda attorno alla quale ruoterà il question time moderato da Luca Saba, direttore regionale della Confederazione, con gli interventi degli esperti Marco Dettori e Antonio Farris, ma anche del presidente di Confindustria Sardegna Alberto Cellino e dell’assessore all’AgricolturaFrancesco Agus.
Le conclusioni saranno affidate al presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu, che in questa chiacchierata spiega il senso dell’iniziativa: ricostruire un sistema nel quale ogni anello abbia il giusto riconoscimento.
«Senza il grano non ci può essere il prodotto derivato — osserva — e non si può ragionare sulla filiera trascurando anche uno solo degli attori. Oggi l’equilibrio è fragile: il consumatore non sempre conosce l’origine della materia prima e l’agricoltore deve fare i conti con remunerazioni che non coprono le spese».
Ricercatori e produttori si confronteranno dunque su varietà, rotazioni e tecniche agronomiche utili a ottenere una semola capace di esaltare il prodotto da forno.
«Dal confronto potremo capire quale materia prima si presta meglio alla panificazione», spiega Cualbu. L’obiettivo, però, non è soltanto tecnico. «Non vogliamo semplicemente commercializzare una ricetta o vendere un prodotto: vogliamo valorizzare un sapere e creare reddito, distribuendolo in maniera equilibrata».
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Fonte: La Nuova – Sardegna


