Oltre 60 agricoltori si sono riuniti a Renazzo nel nome del grano di qualità. Il progetto Campi Protetti Pivetti è l’innovazione agroalimentare più avanzata del territorio
Molini Pivetti ha aperto le porte della propria sede di Renazzo per l’Agrifest 2026, la festa che ogni anno chiude la campagna grano e che quest’anno ha assunto un significato speciale: i dieci annidi Campi Protetti Pivetti, la filiera certificata che rappresenta il fiore all’occhiello del territorio. All’appuntamento hanno partecipato oltre 60 agricoltori insieme a dipendenti, agronomi, conferitori e operatori del settore, oltre alla famiglia Pivetti. La sede aziendale si è trasformata in una piazzetta vivacemente animata: pizza sfornata sul momento dai tecnici Molini Pivetti, birra, dolci e musica dal vivo hanno accompagnato la serata insieme alla lettura della “zirudela”, il tradizionale componimento scherzoso in rima, scritto e recitato in dialetto da uno dei più giovani agricoltori della filiera.
Momento clou della festa è stata la cerimonia di premiazione degli agricoltori della filiera Campi Protetti Pivetti, a cui è stata consegnata una medaglia celebrativa in segno di riconoscimento e appartenenza a un progetto nato nel 2016 per offrire prodotti di origine e qualità tracciate in ogni fase produttiva. Tre i riconoscimenti assegnati: il Premio Qualità e il Premio Filiera, conferiti entrambi all’azienda agricola Pascolone, prima classificata, e il Premio Fedeltà a Vezzani Serse, vincitrice sul podio per il legame duraturo col molino e per aver creduto e contributo al progetto prima ancora del suo avvio.
Campi Protetti Pivetti è il progetto di innovazione agroalimentare più avanzato del territorio.
Da dieci anni riunisce gli agricoltori attorno a un disciplinare rigoroso che garantisce qualità e tutela nella selezione e coltivazioni dei grani. E stata la prima filiera a essere certificata dall’ente internazionale Csqa e, con il marchio Campi Protetti Pivetti Sostenibile, una sua parte è oggi riconosciuta e certificata come sostenibile.
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Fonte: La Nuova Ferrara


