Aumenta la presenza dell’agroalimentare italiano sui mercati internazionali, decisivo il ruolo dell’artigianato nella filiera agroalimentare italiana
Il cibo made in Italy è sempre più «glocal», capace di rafforzare la presenza sui mercati internazionali e, allo stesso tempo, profondamente legato ai territori e alle tradizioni locali. È quanto emerge da un rapporto di Confartigianato Alimentazione, che mette in evidenza il ruolo decisivo dell’artigianato nella filiera agroalimentare italiana. La fotografia del settore è stata presentata al convegno «Intelligenza artigiana a tavola» svoltosi l’11 marzo alla Camera dei Deputati alla presenza del presidente della Camera Lorenzo Fontana e dell’onorevole Arianna Lazzarini.
In Italia operano 64.365 imprese artigiane nei settori dell’alimentare, delle bevande e della ristorazione con 248.672 addetti.
[…]
I dati confermano il boom del food made in Italy nel mondo: nel 20251e esportazioni di alimentari e bevande sono aumentate del 4,3%, un ritmo superiore al +3,3% del complesso del made in Italy. L’export agroalimentare pesa per il 3% del Pil italiano, con una maggiore esposizione internazionale in alcune regioni come Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto, Trentino-Alto Adige, Campania e in provincie come Cuneo, Parma, Asti e Verona. La competitività del food italiano nel mondo poggia su un patrimonio unico di qualità certificata. L’Italia conta infatti 330 prodotti agroalimentari riconosciuti dall’Unione europea con i marchi DOP, IGP e STG.
[…]
Fonte: QN – Economia e Lavoro


