Con il nuovo decreto sulle IGP no-food, il vetro di Murano apre la strada alla tutela europea delle eccellenze artigianali.
Il primo in assoluto, per il Veneto, è il vetro artistico di Murano, prodotto da un gruppo di aziende concentrate in una ben definita area della regione, le quali hanno fatto pervenire al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) il proprio dossier per candidarsi come produzione artigiana (non alimentare) a Indicazione geografica protetta (IGP).
Altri cluster di realtà produttive, connotate da una specificità definita e dal fatto di trovarsi concentrate entro perimetri ristretti, dovrebbero cominciare a farlo a breve (uno, per esempio, è il merletto di Burano): tutto ciò grazie all`entrata in vigore ufficiale, dallo scorso giovedì 7 maggio, del Decreto legislativo n. 51 del 2026, con cui è stato recepito il regolamento europeo 2023/2411 che estende le misure di tutela del consumatore, fino a oggi riservate ai prodotti alimentari, anche a quelli industriali e artigianali.
A differenza della normativa che disciplina i prodotti DOP (Denominazione di origine protetta), i quali, per conseguire il riconoscimento, devono realizzare nel territorio indicato tutte le fasi della lavorazione, per le Igp è sufficiente che questo avvenga per un solo segmento del processo. Il fatto di espandere la possibilità anche al no-food ora fa esplodere potenzialmente il fenomeno su una platea di dimensioni quasi dieci volte maggiori.
Le imprese alimentari che operano in Veneto, secondo i dati di Unioncamere più recenti e che risalgono al 2022, sarebbero circa 4 mila, di cui 2.400 nell`artigianato.
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Fonte: Corriere del Veneto
Foto di Salvatore Tonnara su Unsplash


