Dopo le minacce del presidente statunitense, che intende impossessarsi della Groenlandia, l’Aula di Strasburgo chiede di alzare il livello dello scontro. In Plenaria si vota anche la quarta sfiducia a von der Leyen
Il Parlamento europeo è pronto ad andare alla guerra con gli Stati Uniti di Donald Trump, e ha deciso che congelerà la ratifica dell’accordo sui dazi che, con grandi difficoltà, era stato raggiunto lo scorso anno. Il tema dei rapporti tra Stati Uniti ed Europa, alla luce della linea molto aggressiva della Casa Bianca, sarà discusso in diversi dibattiti nella Plenaria della prossima settimana. Ma i deputati sono pronti ad azioni forti. In base a un accordo raggiunto la scorsa estate, l’Ue si è impegnata ad approvare una normativa che abolisce i dazi su diversi prodotti provenienti dagli Stati Uniti, in cambio della riduzione dei dazi sulle automobili europee e altri beni da parte di Washington. Gli Stati Uniti hanno rispettato la loro parte dell’accordo, mentre l’Ue, finora, non l’ha ancora fatto. Il Consiglio Ue, che rappresenta i governi nazionali, ha adottato la sua posizione alla fine di novembre e ora manca il via libera dell’Aula di Strasburgo.
La svolta
Inizialmente l’idea di congelare l’approvazione come forma di pressione su Trump era stata paventata da sinistra, socialisti e Verdi, ma non aveva entusiasmato gli altri partner della maggioranza, popolari e liberali, che la ritenevano una mossa troppo forte. Ma la decisione del presidente statunitense di imporre nuovi dazi ai Paesi che hanno deciso di inviare, simbolicamente, dei militari in Groenlandia, ha fatto infuriare tutti. I tre partiti che costituiscono la maggioranza al Parlamento europeo (popolari, socialisti e liberali) “rimanderanno la ratifica dell’accordo commerciale Ue-Usa dell’anno scorso”, ha annunciato su X l’eurodeputato e vicepresidente del gruppo del Ppe, Siegfried Mureșan. “Il Parlamento europeo conta. I parlamenti contano nelle democrazie”, ha aggiunto. “Il Ppe è favorevole all’accordo commerciale Ue-Usa, ma, viste le minacce di Donald Trump sulla Groenlandia, l’approvazione non è possibile in questa fase. I dazi dello 0% sui prodotti statunitensi devono essere sospesi”, ha aggiunto il presidente del gruppo Ppe al Parlamento europeo, Manfred Weber.
Aula compatta
Una mossa che ha messo d’accordo di fatto tutta l’Aula, dalla sinistra alla destra. “Le minacce di Donald Trump alla sovranità di qualsiasi Stato, soprattutto europeo, sono inaccettabili. Il ricatto commerciale è altrettanto intollerabile”, ha scritto su X il leader del Rassemblement national, Jordan Bardella, invitando “l’Unione europea a sospendere l’accordo concluso lo scorso luglio, che all’epoca avevamo denunciato e che compromette i nostri interessi senza sufficienti concessioni”. Altrimenti “Bruxelles dimostrerà ancora una volta la sua impotenza e la sua rassegnata accettazione della sottomissione dei suoi Stati membri”, ha aggiunto il possibile candidato all’Eliseo per i sovranisti francesi.
L’allarme Ue e la riunione degli ambasciatori
Ieri (sabato 17 gennaio) l’Unione europea ha messo in guardia contro una “spirale pericolosa” dopo la minaccia di Trump di aumentare i dazi doganali contro otto Paesi europei se la Groenlandia non verrà “venduta integralmente” agli Stati Uniti. “I dazi doganali indebolirebbero le relazioni transatlantiche e rappresenterebbero il rischio di una pericolosa spirale discendente”, hanno scritto in un comunicato congiunto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “L’Europa rimarrà unita, coordinata e determinata a difendere la propria sovranità”, hanno aggiunto.
[…]
Fonte: Europa Today.it


