Superate le opposizioni per il riconoscimento del Giandujotto di Torino IGP grazie a un compromesso che include periodi  transitori fino a 15 anni per alcune aziende

Il Giandujotto di Torino fa le valigie e si prepara a salire sul primo volo con destinazione Bruxelles. All’arrivo, la speranza è che possa trovare la strada più breve per ottenere il marchio Igp (indicazione geografica protetta) che valga in tutti i Paesi Ue.

Il semaforo verde è arrivato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste che – analizzati i documenti – ha ritenuto che ci fossero le condizioni per superare le cosiddette “opposizioni” al percorso verso la Igp.

Non erano state poche, infatti, le osservazioni presentate al Comitato Giandujotto di Torino, ma le relative controdeduzioni sembrano aver trovato un punto di compromesso soddisfacente. Tra le richieste accolte, per esempio, c’è quella legata alla concessione di periodi transitori fino a 15 anni per l’utilizzo di specifiche denominazioni già in uso da parte di alcune imprese, tra cui Lindt & Sprüngli Spa, con la concessione di un periodo transitorio di 15 anni per continuare a utilizzare la denominazione in relazione ai prodotti già in commercio.

Altre opposizioni avevano sollevato alcune criticità dovute al fatto che la proposta di riconoscimento Igp poteva sovrapporsi a un quadro normativo già esistente, richiedendo quindi la modifica delle percentuali degli ingredienti, così come proposte nel disciplinare di produzione.

[…]

Fonte: La Repubblica – Torino