Il pressing del Consorzio DOC Delle Venezie, che chiede la possibilità di distinguersi anche per la tipologia low alcol ed essere riconoscibile agli occhi dei consumatori, così come avviene per i no alcol. Il direttore Sequino: “C’è tempo fino a fine 2026”

Il vino a bassa gradazione naturale, all’interno dell’ampia famiglia dei vini no-low alcol che si possono produrre in Europa e anche in Italia, deve avere una specifica indicazione in etichetta, che consenta a questa tipologia di distinguersi favorendo l’informazione nei confronti dei consumatori.

L’appello è stato lanciato dal Consorzio del Doc Delle Venezie nel corso del convegno Il vino cambia: sfide ed opportunità. Il Pacchetto Vino e le sue prime applicazioni, organizzato da Unione dei giuristi della vite e del vino, la Camera civile di Mantova e Legal hackers Mantova, sabato 13 giugno presso la Cantina di Quistello.

Modifiche normative

L’ente di tutela presieduto da Luca Rigotti , che ha appena annunciato i provvedimenti per il controllo delle produzioni nella vendemmia 2026, è al lavoro da almeno un anno su un vasto progetto, ad ampio spettro, che dovrebbe portare la denominazione a produrre un Pinot grigio Doc a bassa gradazione naturale. Progetto molto lungo, delicato, che si incrocia con la necessità di introdurre nella Doc i vitigni resistenti, coinvolge numerosi enti di ricerca universitari e su cui il direttore Stefano Sequino spiega che non ci sono tempi definiti per la conclusione, dal momento che la sperimentazione sarà applicata anche alle uve della campagna 2026/27.

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Fonte: Gambero Rosso.it

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