Consorzio di tutela dell’Asiago DOP: una legge declassa le nostre IG a «nomi comuni» per poterle copiare
Così ha voluto l’amministrazione Trump: il nome «Asiago» (inteso come formaggio), compare insieme a Parmigiano, Pecorino, Grana Padano, Prosciutto di Parma e altre specialità DOP dell’agroalimentare Made in Italy, nell’elenco dei «nomi comuni» del Safety Act, la proposta di legge statunitense confluita nel Farm Bill, la grande legge agricola americana, che la Camera dei Rappresentanti ha approvato in aprile e che ora è all’esame del Senato. Perché tutto questo ci dovrebbe preoccupare, al di qua dell’Atlantico? Perché l’obiettivo dichiarato del governo USA è far considerare generiche alcune delle principali Indicazioni Geografiche europee, così che i produttori americani possano usarle liberamente non solo negli Stati Uniti, ma anche nell’export verso i Paesi terzi. Ciò significa, per dirla ancora più chiaramente, che questi cibi e alimenti pregiati si possono produrre ed etichettare in America, per poi venderli altrove. In tre parole: si possono copiare.
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Come fanno notare dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago, il Safety Act è «il segnale più evidente di una strategia chiara, coordinata e costante, che punta a indebolire l’intero sistema europeo delle IG […]. Questo modello (quello delle IG, ndr) rappresenta un ottimo esempio anche per i produttori nordamericani, che avrebbero tutto da guadagnare a valorizzare le proprie specificità anziché concentrarsi sulle copie. Alcuni lo fanno già con successo: come i vini della californiana Napa Valley, che sono tutelati come IG anche in Europa, oppure le patate dell’Idaho o le mele di Washington ».
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Fonte: Corriere del Veneto


