Argomento: vino

  • 9 aprile 2013

    Mezzo secolo di DOC

    Milano Finanza Compie mezzo secolo e lo festeggerà con 525 tra figlie e nipoti, tante sono oggi le denominazioni d'origine e le Igt nate dall'istituzione della legge sulle Doc, il primo grande passo per dare identità e valore certi al vino italiano nel mondo. Correva l'anno 1963 e l'Italia del vino viveva un caos medievale di cui il dpr 930/1963 decretò l'inizio della fine. La legge che racchiude le «Norme per la tutela delle denominazioni di origine dei mosti e dei vini» finalmente portò un po' di ordine e chiarezza in una produzione e un mercato dove praticamente ognuno faceva quel che voleva. Questo avvenne, innanzitutto, stabilendo che le denominazioni dei vini non potevano essere più usate in regime di completa deregulation. Venne istituita così la categoria dei vini a Denominazione d'origine controllata, ognuno riconosciuto con decreto, che mise fine alla mistificazione delle denominazioni e moralizzò il mercato. Ma non solo.
  • 9 aprile 2013

    Bussola fissa sull’export

    Milano Finanza La scommessa è sull'export. L' elaborazione definitiva dei dati fatta da Assoenologi sulle vendite di vino italiano all'estero nei 12 mesi del 2012 fa registrare un valore di 4,7 miliardi di curo pari a +6,5% rispetto al 2011, per un volume di 21,2 milioni di ettolitri, ossia di -8,8%, ma con una crescita del valore medio del 16,7%. Il che vuol dire che l'anno scorso la cantina Italia ha venduto di meno sui mercati internazionali, ma a prezzi più sostenuti e quindi ha introitato di più. Una performance di successo, che però va a confrontarsi con una situazione tale da mettere una seria ipoteca sulle vendite oltreconfine nella prima parte del 2013. Almeno questa è la percezione di Assoenologi. Perché? «Siamo convinti che almeno per tutto il primo quadrimestre dell'anno l'andamento delle vendite all'estero sarà in flessione», spiega il direttore dell'associazione, Giuseppe Martelli, «questo per una serie di motivi:
  • 9 aprile 2013

    Dalle false DOC danni per 200 milioni

    Il Sole 24 Ore «La Croazia rinunci al nome Prosecco»: più esplicito il governatore del Veneto, Luca Zaia, non poteva essere ieri a Vinitaly. «La Croazia a luglio vorrebbe entrare in Europa - ha precisato Zaia - e se vuole entrarci deve farlo con le regole europee. Noi vogliamo la Croazia in Europa, vogliamo che gli istriani, che sono nostri fratelli di sangue, continuino nella sfida dell'Euroregione con Carinzia, Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Veneto. Tuttavia la Croazia deve, rinunciare all'utilizzo del nome "Prosecco". Altrimenti saremo noi a fare ricorso contro questa cosa». Un invito a nozze per Coldiretti che dei tentativi di imitazione e soprattutto della lotta alla contraffazione ne ha fatto una bandiera. Dalle scatole magiche, per auto-prodursi in pochi giorni stravaganti imitazioni dei vini made in Italy, ai tarocchi più diffusi sui mercati - come il Kressecco tedesco, il Barbera rumeno o i concentrati di Sambuca, Amaretto e Anisetta - il settore dei "finti" vini
  • 8 aprile 2013

    L’iBook per bere vini marchigiani

    Per i vini delle Marche si apre una finestra mondiale senza precedenti, grazie all'iniziativa dell'Istituto marchigiano di tutela vini che presenta al Vinitaly una novità tecnologica che farà "bere" i vini marchigiani ad un pubblico vastissimo:
  • 8 aprile 2013

    Franco Ricci: “Diffondiamo la cultura del vino”

    QN È capo di Bibenda la casa editrice che edita la più autorevole e diffusa guida al vino italiano, ma è anche il presidente dell'associazione mondiale dei sommelier. Si chiama Franco (Maria) Ricci e da anni si batte per la cultura del vino. Ha avuto il coraggio di sfidare i guru delle degustazioni, i Master of Wine di Londra, dando vita al primo master italiano per laureare i super-sommelier e pure la Accademy di Los Angeles contro la quale ha vinto una causa per poter continuare a chiamare Oscar la manifestazione che premia i migliori vini d'Italia. Perché lei che guida i somelier non va a Verona? «Perché Vinitaly da anni è un'occasione persa. Per uno strano gioco di calendario Ais, l'associazione dei sommelier, e Vinitaly compiono 50 anni di vita insieme. Ebbene la Fiera è diventata importantissima, ma ha prodotto solo spazi commerciali. Poteva diventare il luogo in cui il vino italiano veniva promosso
  • 6 aprile 2013

    Seminario Ismea al Vinitaly – Verona

    Domenica 7 aprile dalle ore 15.00 si svolgeranno i seminari Ismea presso lo stand Mipaaf - piano terra del portico PalaExpo, lato ingresso San Zeno.
  • 5 aprile 2013

    Domani apre il Vinitaly «È l’era del web-wine»

    Corriere del Veneto Vino e web. Vino e social media. Vino e nuove tecnologie. È il trend del momento e un matrimonio che sembra destinato a durare. Senza rete il vino è destinato a cadere: secondo una ricerca del 2012 di Agivi, l'Associazione dei giovani imprenditori vinicoli italiani, le interconnessioni tra i due mondi sono così profonde da lasciare increduli. Su Google sono più di Zoo milioni le pagine aggregate, 7 milioni i video, 2.500 i blog, 1.200 le community nazionali e internazionali dedicate al mondo del vino. Numeri in continua espansione e non esclusivamente legati al piacere di parlare, di conoscere, di gustare il vino: e ben lo sanno i wine lover del Vinitaly. Un evento, quello veronese, giunto alla 47ma edizione e che apre i battenti domani mattina e prosegue fino a mercoledì sera, ponendosi sotto i riflettori mondiali per i numeri che riesce a generare sui propri 94.862 metri quadrati di superficie,
  • 5 aprile 2013

    Bussola fissa sull’export

    ItaliaOggi La scommessa è sull'export. L'elaborazione definitiva dei dati fatta da Assoenologi sulle vendite di vino italiano all'estero nei 12 mesi del 2012 fa registrare un valore di 4,7 miliardi di curo pari a +6,5% rispetto al 2011, per un volume di 21,2 milioni di ettolitri, ossia di -8,8%, ma con una crescita del valore medio del 16,7%. Il che vuol dire che l'anno scorso la cantina Italia ha venduto di meno sui mercati internazionali, ma a prezzi più sostenuti e quindi ha introitato di più. Una performance di successo, che però va a confrontarsi con una situazione tale da mettere una seria ipoteca sulle vendite oltreconfine nella prima parte del 2013. Almeno questa è la percezione di Assoenologi. Perché? «Siamo convinti che almeno per tutto il primo quadrimestre dell'anno l' andamento delle vendite all'estero sarà in flessione», spiega il direttore dell'associazione, Giuseppe Martelli,
  • 5 aprile 2013

    L’agroalimentare si unisce in un Consorzio

    Gli attori del paniere agroalimentare regionale si preparano a unire le forze e a dare i natali al consorzio del Tipicamente friulano, pronto ad affiancarsi agli attuali 3 enti consortili del comparto già attivi in regione e votati alla promozione del formaggio Montasio DOP, del Prosciutto di San Daniele DOP e dei vini Doc.
  • 5 aprile 2013

    Il vino italiano cresce quattro volte più delle Borse

    Corriere della Sera Non soffre la crisi il vino italiano. Anzi, soprattutto grazie all'export il settore ha registrato nel 2012 una crescita del 7%. E se si attenua il super ottimismo rispetto al futuro, le attese sono ancora per uno sviluppo significativo. Questa in sintesi la fotografia che si ricava dalla consueta indagine sul settore vinicolo realizzata dall'Ufficio studi di Mediobanca che considera le 1o8 principali aziende con un fatturato superiore ai 25 milioni. L'industria italiana del vino corre comunque insieme a quella mondiale. Lo dimostra l'indice internazionale del settore che, secondo le analisi di Mediobanca, ha guadagnato dal 2001 a oggi il 175%, contro il 37,4% segnato dalle borse mondiali nello stesso periodo. L'indice, che comprende 46 società quotate, non ne include alcuna italiana. Con un fatturato in crescita del 3,2% a 514 milioni guida la classifica italiana il gruppo Cantine riunite & Civ,
  • 4 aprile 2013

    Test d’eccellenza

    Corriere della Sera L'Italia corteggia la Cina anche via web.Così i vignaioli scoprono l'era digitale. Il Vinitaly apre ufficialmente domenica 7 aprile, ma, il pomeriggio della vigilia, al Palazzo della Gran Guardia, nel cuore di Verona, la città della Fiera internazionale, 472 edizione, celebra, tra business e un pizzico di mondanità, i migliori vini italiani. OperaWine, degustazione-evento, è dedicata soprattutto agli operatori specializzati, stranieri.Obiettivo: sedurli con le nostre bottiglie, affinché ne derivi beneficio per il nostro mercato.Intendiamoci, l'Italia del vino è già ...
  • 4 aprile 2013

    Vino, una bottiglia su due vola all’estero

    Il Resto del Carlino Il bicchiere del vino italiano è mezzo pieno. Un'espressione usata più volte ieri mattina a Palazzo Davia Bargellini, a Bologna, dove Nomisma (la società di studi economici fondata 30 anni fa da Romano Prodi) ha presentato 'Wine Monitor', il suo nuovo osservatorio sul mercato del vino. Un settore che non conosce crisi, almeno per le cantine che riescono a compensare la caduta della domanda interna con l'esportazione nei mercati mondiali. Ormai infatti una bottiglia su due uscita dalle nostre cantine prende la strada dell'estero. «L'andamento di questo settore è un esempio dell'Italia che va», ha esordito il presidente di Nomisma Pietro Modiano, prima di illustrare uno scenario macroeconomico lento a dare segni di miglioramento, nel quale l'internazionalizzazione non e però una scelta obbligata. Come ha sostenuto Fabio Piccoli: «Fattori come la piccola realtà familiare
  • 3 aprile 2013

    Dop e Igp, Francia primo esportatore

    Terra e Vita Uno studio della Commissione europea sui prodotti a indicazione geografica, Dop e lgp, evidenzia che il valore complessivo di tali produzioni è di 54 miliardi di euro, ma la parte del leone la fanno i vini che da soli valgono oltre 30 miliardi di euro e altri 8 miliardi il comparto spiriti e vini aromatizzati. Il peso delle produzioni Dop e Igp si è accresciuto con l'entrata nel registro comunitario dei le indicazioni geografiche dei vini che prima della nuova Ocm del 2009 erano classificati separatamente. Tra 2005 e il 2010 il valore di tutti i prodotti a indicazione geografica è cresciuto del 12% mentre quello dei soli prodotti alinmentari, è cresciuto nello stesso periodo del 19%. Italia e Francia confermano la loro posizione di leader, rispettivamente al secondo e primo posto della graduatoria degli Stati membri con un valore complessivo pari al 60% del totale (circa 32 miliardi di €).
  • 29 marzo 2013

    Vinitaly brinda all’Asia

    Milano Finanza Il Vinitaly non è diventato per caso il più importante appuntamento enoico del mondo: il segreto che ha consentito a questa mostra vinicola di arrivare piena di vitalità alla 47a edizione (ospitata quest'anno alla Fiera di Verona dal 7 al 10 aprile) è stato il coraggio di rinnovarsi ogni anno in qualche caratteristica per adeguare la propria struttura alle nuove esigenze man mano che emergevano. L'anno scorso, riducendo i giorni di apertura e cambiandone la cadenza settimanale, ha segnalato la propria evoluzione da fiera generalista a salone specializzato in business. Quest'anno, senza rinnegare le radici nazionali, sottolinea la dimensione mondiale che intende dare alla propria attività. È un impegno che si manifesterà fin dal 6 aprile, con un'anteprima sperimentata con successo l'anno scorso, una degustazione organizzata
  • 27 marzo 2013

    Vino italiano nel mondo arriva la carica dei 101

    La Stampa Ipnotizzare il mondo internazionale del vino è un'impresa ardua, in quanto la concorrenza è sempre più dura». A dirlo sono i redattori di «Wine Spectator», uno degli oracoli enoici più ascoltati in tutto il Pianeta, che per il secondo anno ha pronunciato il suo verdetto stilando la lista delle 100 icone del vino italiano che parteciperanno a OperaWine, la grande degustazione in programma sabato 6 aprile a Verona, una sorta di anteprima del Vinitaly che inizierà il giorno successivo. A dire il vero, i produttori che andranno alla carica degli operatori e dei wine lover (che pagheranno 150 euro per varcare la soglia del Palazzo della Gran Guardia) sono 101: segno di abbondanza o di idiosincrasia per i numeri tondi. Pochi i cambiamenti rispetto all'anno scorso. Restano le famiglie storiche (Antinori, Frescobaldi), i nomi internazionali (Biondi Santi, Gaja),
  • 25 marzo 2013

    L’agroalimentare fa gola al credito

    Giornale di Brescia Un po' negletto dal sistema bancario negli anni affluenti delle semestrali da capogiro, il settore agroalimentare, che ha rendimenti a lungo termine e non certo evidenziabili in una semestrale, torna a far gola alle banche. Per la verità si stanno muovendo un po' tutte, ma Cariparma ha idee più in grande: vuole diventare la banca di riferimento del settore agroalimentare italiano che non ha più banche di credito agrario specializzate. Lo fa perché ritiene che il settore agroalimentare sia tendenzialmente anticiclico, che stia reggendo molto bene la crisi e che abbia grosse possibilità di sviluppo all'estero che stentano essenzialmente per mancanza di credito. Per dare sostanza alla propria candidatura pone sul piatto il knowhow della «Banque vertei europea per eccellenza, il francese Crédit Agricole che di Cariparrma possiede l'85%