In corso un monitoraggio online a livello mondiale per individuare abusi, contraffazioni e utilizzi impropri del marchio sulla Rete e nei social network. Il Consorzio: “Tuteliamo produttori e consumatori, garantendo autenticità e qualità”

Persino kit con polverine da mettere nell’acqua e agitare e farsi così il vino Chianti da soli… Anche questo, oltre a diversi altri casi di uso improprio della denominazione, è nel mirino dell’intelligenza artificiale e dei più avanzati software che stanno aiutando il Consorzio del Vino Chianti, presieduto da Giovanni Busi, a combattere la battaglia contro tutto ciò che è appunto ‘falso Chianti’. Intanto, dopo l’exploit dello scorso gennaio quando con i software vennero scoperti diversi falsi, sappiamo oggi che il progetto ministeriale avviato insieme al consorzio andrà avanti per circa un anno. In che cosa consiste? E’ un programma strutturato di tutela digitale del marchio, con l’obiettivo di contrastare abusi, contraffazioni e utilizzi impropri della denominazione “Chianti“ sul web.

Un monitoraggio online a livello mondiale

E’ dunque in corso un’attività di monitoraggio online estesa a livello mondiale, senza alcuna limitazione geografica. A partire dal 20 gennaio 2027, data di chiusura del progetto, tutti i risultati saranno messi gratuitamente a disposizione delle imprese del settore e pubblicati su questo sito, www.consorziovinochianti.it , accessibile al pubblico. Quali sono gli obiettivi del progetto, sintetizzati dal consorzio?

I tre obiettivi del progetto

Il primo: tutela del marchio sui marketplace, ossia un monitoraggio globale dei principali marketplace internazionali per – si spiega – “individuare inserzioni illecite o sospette (contraffazioni, concorrenza sleale, uso improprio del marchio “Chianti“); richiedere la rimozione dei contenuti violativi tramite le procedure ufficiali delle piattaforme; gestire i rapporti con i marketplace e fornire la documentazione necessaria per le segnalazioni”.

[…]

Fonte: La Nazione.it – Empoli