Dalle colline patrimonio UNESCO alle profonde cave di gesso, un itinerario nel cuore della Champagne per scoprire il territorio dove nasce il vino simbolo della festa.

È un viaggio emozionale quello che porta alla scoperta della Champagne, la regione francese del Nord-Est che dalla città d’arte di Reims attraversa la valle della Marna, dove si produce il più blasonato dei vini. E se lo Champagne è un simbolo universale, di festa e opulenza, ‘la’ Champagne è meno conosciuta. Qui dove hanno sede le Maison più rinomate al mondo e dove i vignerons coltivano operosamente la loro terra argillosa, l’enoturismo è sorprendentemente un fenomeno abbastanza recente, se paragonato allo sviluppo che invece ha avuto in alcune delle più famose zone vitivinicole italiane. Dal 2015 Colline, case e produttori di Champagne sono riconosciuti Patrimonio dell’umanità dell’Unesco e oggi sempre più wine lovers e non solo visitano questa piccola ma ricchissima regione francese.

Visitare una cantina che produce Champagne è un viaggio sensoriale all’interno di un patrimonio unico, dove ogni pietra racconta una storia e ogni bottiglia incarna l’eccellenza della casa che la produce. Vuol dire assistere al racconto di quel sapere che trasforma l’uva in vino e di quella ‘magia’ che in bottiglia fa nascere le bollicine. Si ripercorrono le tappe che dalla vigna portano al calice grazie al metodo cosiddetto ‘champenois’, proprio perché inventato per fare lo Champagne, e così si apprendono termini rigorosamente francesi come prise de mousse, liqueur d’expédition, remuage, dégorgement. Si attraversano bottaie, vinoteche, talvolta musei, e cave sotterranee dove le bottiglie restano distese per anni.

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“L’enoturismo, quindi, si sta sviluppando; è arrivato in ritardo qui rispetto ad altri paesi come l’Italia, nonostante la Route du Champagne esista da 72 anni, ma dal 2015 è cresciuto sette volte. Ci sono eventi che si tengono ogni anno e che attraggono sempre più visitatori. Ormai anche la Champagne è nella mappa dell’enoturismo e offre molte opportunità fra degustazioni, visite, biking etc. In Champagne la sensibilità verso l’enoturismo sta cambiando molto. L’enoturismo è agli albori nonostante lo Champagne sia internazionalmente apprezzato, perché prima si conosceva lo Champagne ma non la Champagne”, spiega Anne Cabin Saint Marcel, un passato in Veuve Clicquot, oggi membro del consiglio scientifico dell’associazione Coteaux, Maisons et Caves de Champagne.

Fonte: AdnKronos

ph credits Sue Winston