Turismo DOP, la filiera delle bevande spiritose si riunisce: Consorzi di tutela e associazioni di categoria riflettono sul valore del turismo in distilleria.
Il turismo in distilleria smette di essere un’attività accessoria e diventa una leva commerciale. È il segnale che arriva dal confronto promosso da Distillo in collaborazione con Simei e Unione Italiana Vini, che ha riunito produttori, consorzi e istituzioni attorno a una domanda concreta: come trasformare la visita in mercato.
Fare sistema è una formula che si usa spesso, ma che diventa utile solo quando funziona davvero e produce mercato: più visibilità, più informazioni, più forza commerciale, più capacità di portare persone nei luoghi di produzione.
Sanzio Evangelisti, di Mazzetti d’Altavilla, ha richiamato la necessità di uscire dalla logica del singolo orticello. Per leggere gusti, richieste e tendenze non basta restare dentro l’azienda. Serve stare tra le persone, partecipare a manifestazioni, raccogliere segnali e riportarli agli associati.
Michele Viscidi, Consigliere di Amministrazione del Consorzio Nazionale Grappa, ha allargato il discorso alla grappa come prodotto nazionale. In Italia ha un peso importante, ma al di fuori, a parte qualche eccezione, resta poco compresa. La tutela e la comunicazione comune servono anche a spiegare meglio cosa rende la grappa un distillato italiano.
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Fonte: Beverfood.com


