“Vigneti aperti” torna in Friuli Venezia Giulia: enoturismo tra cantine, degustazioni e passeggiate nei vigneti da primavera a ottobre
Un viaggio alla scoperta del territorio, tra natura, tradizioni e cantine. Con l’arrivo della primavera è tornato, in Friuli Venezia Giulia, uno degli appuntamenti più amati dagli appassionati di enoturismo. Da sabato 21, infatti, ha preso il via la nuova edizione di “Vigneti aperti“, l’iniziativa promossa dal Movimento Turismo del vino che, da primavera fino all’autunno, invita il pubblico e gli appassionati a scoprire le zone più votate, dal Collio ai Colli orientali, dalle Grave all’Isonzo, direttamente tra vigneti e cantine.
Per oltre sette mesi, fino a ottobre, ogni settimana una decina di aziende agricole della regione accoglierà nei propri vigneti gli enoturisti desiderosi di vivere il mondo del vino in modo autentico e immersivo. Passeggiate tra i filari, incontri con i vignaioli, degustazioni guidate, momenti di convivialità e iniziative all’aria aperta daranno vita a un calendario diffuso che valorizza il patrimonio vitivinicolo regionale e il legame profondo tra vino, paesaggio e cultura. Il contatto sarà diretto con i vignaioli padroni di casa.
“Vigneti aperti” rappresenta infatti un’occasione unica per parlare e confrontarsi direttamente con chi il vino lo produce, ascoltare storie di territorio e scoprire da vicino il lavoro in vigna e in cantina, primo passo per comprendere la qualità che si ritrova poi nel calice. Ma non solo, perché “Vigneti aperti” è anche e soprattutto un invito a vivere il vino seguendo il ritmo delle stagioni e lasciandosi guidare dai paesaggi e dalle tradizioni che caratterizzano le diverse aree vitivinicole del Friuli Venezia Giulia.
«Questo è un progetto che racconta l’anima più autentica del nostro territorio – commenta la presidente del Movimento Turismo del vino del Friuli Venezia Giulia, Elda Felluga-, perché permette ai visitatori di vivere un’esperienza diretta tra vigneti e cantine, incontrando i produttori e scoprendo la cultura del vino nel luogo in cui nasce. E anche un modo per valorizzare l’accoglienza delle aziende e promuovere un turismo lento e consapevole, capace di unire natura, tradizione ed eccellenza enologica».
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Fonte: Messaggero Veneto


