L’annuario Crea: il sistema agroalimentare italiano vale il 15% del PIL. Nel 2024 l’agricoltura ha ricevuto fondi pubblici per 13,6 miliardi di euro

Il sistema agroalimentare italiano nello scorso anno ha totalizzato un fatturato di circa 700 miliardi di euro, pari a circa il 15% del Pil nazionale. Il dato arriva dal Crea, che a Roma ha presentato l’edizione 2025 del suo annuario dell’agricoltura italiana: la 78esima.

In Italia, raccontano gli esperti del Crea, è cresciuta sia la produzione agricola (+2,5%) sia soprattutto il suo valore aggiunto (+12,2%), e questo grazie al calo dei costi dei fattori della produzione: sono scesi in media del 7,9% i consumi intermedi, sono calati del 15% i costi dell’energia e del 13,9% quelli dei concimi, mentre sono aumentati del 4,7% i prezzi delle sementi.

Il settore della pesca ha visto sbarchi per oltre 125mila tonnellate (+1% rispetto all’anno precedente), per un valore di 683,7 milioni di euro, mentre l’acquacoltura ha mostrato segni di sofferenza soprattutto a causa del crollo degli allevamenti di vongole, falcidiati dagli attacchi del granchio blu. Dal campo all’industria della trasformazione alimentare, fino alle bevande, il bio rappresenta il 10% del valore dell’economia nazionale e dà lavoro a oltre due milioni di persone.

Le produzioni a Indicazione geografica, invece, hanno registrato una crescita del valore della produzione, che si colloca intorno ai 21 miliardi di euro e che è trainata dal cibo (9,9 miliardi di euro, +7,7%), mentre è stabile il vino imbottigliato (11 miliardi di euro).

Nel 2024 la crescita della produzione agricola italiana è stata sostenuta da prezzi in aumento e da una lieve ripresa dei volumi, seppure con dinamiche legate agli impatti degli eventi meteorologici estremi su rese e qualità, differenziate a seconda delle coltivazioni e degli allevamenti.

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Fonte: Il Sole 24 Ore