Lo Stile Orafo Fiorentino verso l’IGP. L’Europa in difesa delle botteghe: «Serve un riconoscimento sul mercato»
Un passaggio importante per una tradizione che affonda le radici nel Duecento e che oggi conta 481 imprese. Dopo il via libera del ministero del Made in Italy ora si attende quello dell’Unione a Bruxelles
Dalle botteghe rinascimentali ai mercati internazionali, l’arte orafa fiorentina si avvicina al riconoscimento europeo. Il Ministero del Made in Italy ha dato il via libera alla domanda per ottenere l’Indicazione Geografica Protetta (IGP) dello Stile Orafo Fiorentino. Un passaggio importante per una tradizione artigiana che affonda le radici nei secoli e che oggi, nella Città Metropolitana, conta 481 imprese attive. Firenze entra così nel gruppo delle prime nove produzioni italiane ad aver superato la fase nazionale della procedura. Adesso la parola passa all’Europa.
La decisione ministeriale, adottata il 19 ottobre dopo il parere favorevole della Regione Toscana arrivato a luglio, apre infatti la fase di valutazione dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO). Se arriverà il riconoscimento definitivo, la denominazione Stile Orafo Fiorentino potrà essere utilizzata soltanto per i manufatti che rispettano precisi requisiti di produzione e lavorazione. Una protezione contro gli utilizzi impropri del nome di Firenze, ma anche uno strumento per distinguere sul mercato i gioielli realizzati secondo le tecniche della tradizione locale.
Il Consorzio, nato due anni fa, riunisce 43 realtà tra laboratori, gioiellerie e scuole di settore. L’obiettivo è tutelare non semplicemente un luogo di produzione, ma uno stile riconoscibile, fatto di tecniche, lavorazioni e caratteristiche estetiche tramandate dalle botteghe medievali e rinascimentali fino ai laboratori contemporanei. Un patrimonio che rappresenta anche un’importante realtà economica: delle 481 imprese attive nell’area metropolitana, 276 operano nella produzione e lavorazione orafa e 205 nel commercio al dettaglio. Per le piccole imprese artigiane il marchio europeo potrebbe rappresentare una leva competitiva.
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Fonte: La Nazione – Firenze


