Il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani di tutela riduce del 10% le rese di Nebbiolo e Barbera. I viticoltori preoccupati per le quotazioni delle uve sempre più basse
Il Consorzio di tutela riduce del 10% le rese di Nebbiolo e Barbera. I viticoltori preoccupati per le quotazioni delle uve sempre più basse Meno bottiglie di Langhe Nebbiolo e Barbera d’Alba da vendere sul mercato, stop a nuovi vigneti, promozione più efficace e ricerca di mercati alternativi agli Stati Uniti, gravati dai dazi e dal minore potere di spesa degli americani.
Anche le blasonate Langhe fanno i conti con la crisi globale del vino e provano a rispondere al rischio sempre più concreto di arrivare alla prossima vendemmia con un eccesso di produzione e le cantine ancora mezze piene.
I produttori aderenti al Consorzio di tutela del Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani hanno approvato in assemblea una riduzione delle rese di due denominazioni più esposte al pericolo: il Langhe Nebbiolo Doc e la Barbera d’Alba Doc.
Per entrambi, è stata decisa a larghissima maggioranza una riduzione del 10% della resa, che per quest’anno scenderà a 90 quintali per ettaro, contro i 100 quintali previsti dal disciplinare. È ammesso un 20% di esubero, ma solo il 5% potrà essere utilizzato per produrre vino da tavola, mentre il resto dovrà essere obbligatoriamente destinato ad altri usi come succhi di frutta o distillazione.
«Abbiamo ottenuto quasi l’unanimità, la compagine sociale si è espressa con una visione chiara e coerente – è il commento del presidente del Consorzio, Sergio Germano -. In questo scenario, attuare una riduzione del potenziale produttivo è una misura utile per tenere sotto controllo l’offerta, senza interventi drastici. Non avrà effetti positivi nell’immediato, ma è un utile segnale di responsabilità da parte di noi produttori. Inoltre, si inserisce in un programma più ampio di gestione avviato in questi anni e che passa anche attraverso il controllo degli ettari vitati e la promozione».
[…]
Fonte: La Stampa.it


