Argomento: volumi produttivi

  • 16 Aprile 2013

    Settore alimentare. Numeri positivi ma non si assume

    La Provincia di Sondrio Il fatturato cresce in un'azienda su due e gli organici non diminuiscono, ma la marginalità è ridotta e non sono previste nuove assunzioni. E questa la fotografia del settore alimentare della provincia di Sondrio. L'indagine Un'indagine condotta su diciassette imprese iscritte alla sezione Alimentari di Confindustria Sondrio, appartenenti avarie filiere produttive - insaccati, vino e bevande, farine e paste, conserve e altro - e ben distribuite in termini di dimensioni aziendali, ha evidenziato un quadro discretamente positivo per i livelli di attività. La metà delle imprese rileva fatturati in crescita sia per il 2012, sia per l'anno corrente, anche se un operatore su cinque segnala contrazioni progressive del giro d'affari. Una situazione analoga emerge dall'analisi dei volumi produttivi, che il 20% delle imprese rileva in calo, con lievi peggioramenti nel 2013.
  • 11 Aprile 2013

    Upa, più largo consumo online

    Italia Oggi Dai 10 miliardi di euro attuali ai 50 miliardi fra cinque anni. L'e-commerce italiano ha strada da fare, rispetto a quello degli altri maggiori paesi europei, ma la crescita ci sarà e il canale può essere di grande utilità per i marchi del largo consumo, per renderli più forti rispetto alle turbolenze del mercato, rispetto alla stessa distribuzione. Perché non è vero che i marchi debbano vendere online solo attraverso i siti dei supermercati, visto che i consumatori sarebbero disposti a comprare direttamente dai siti delle aziende. L'Upa, l'associazione che riunisce gli investitori in pubblicità, ha presentato ieri una ricerca commissionata a Gfk Eurisko insieme con Google, con lo scopo di mostrare lo spazio che esiste per questa categoria di prodotti sull'online. Una ricerca che peraltro ha segnato l'inizio della collaborazione di Upa con Google, «non una collaborazione sporadica»,
  • 11 Aprile 2013

    Quella «taggiasca» che dona il fruttato all’ extravergine

    Giornale di Genova Rimestare nel torbido può essere considerata un'attività lodevole? Sì, se si parla di olio. Che, per essere considerato autentica spremuta di olive, non deve lasciar passare luce in mezzo. Torbido, appunto. È un passaporto perlabontà, un'assicurazione sul gusto: lo afferma un gruppo di esperti e piccoli produttori dell'Imperiese guidati dal decano del settore Sergio Calcagno (è stato per anni il deus ex machina della storica azienda Ardoino), che stanno conducendo una battaglia di principio. «C'è un modo semplice per proteggere l'olio d'oliva della nostra zona: farlo bene». Vale a dire utilizzando solo olive taggiasche, spremendole con modalità meccaniche e ottenendo dalla loro spremitura un prodotto con acidità minore o uguale allo 0,8 per cento: lo standard che definisce l'olio extravergine. Un'operazione tanto semplice a descriversi quanto difficile ad eseguirsi.
  • 8 Aprile 2013

    Pane a Regola d’arte

    Corriere del Mezzogiorno Si fa presto a dire pane. Quello di Altamura, merita un'attenzione in più e un marchio di riconoscimento, assegnatogli, proprio per le sue peculiarità il 19 luglio del 2003 dall'Unione Europea. Un marchio, quello Dop, (denominazione di origine protetta) che fa la differenza e che rende questo pane unico e speciale. C'è tutto un processo di lavorazione particolare che porta alla realizzazione di questo prodotto che contraddistingue quel territorio e la Puglia intera. Sì perché è stato stimato che dei 600 quintali che vengono quotidianamente prodotti dalle panetterie della zona, il 20% è destinato al mercato locale, il resto è destinato a prendere il via e a farsi apprezzare in altre zone del Bel Paese e non solo. Per avere riconosciute le sue peculiarità, il processo di panificazione è lungo e caratterizzato da fasi ben precise che si susseguono con rigore. Si parte dalle semole.  Grano duro, naturalmente, ma ottenuto dalla macinazione di quattro varietà: appulo, arcangelo, duilio e simeto.
  • 7 Aprile 2013

    Olio un tesoro sconosciuto

    Corriere della Sera L' olio ricavato dalle olive sta attraversando un momento di massimo splendore. L'euforia è alle stelle. Tutto sembra andare per il verso giusto, c'è ottimismo. I consumi non deludono le aspettative, si estendono verso nuovi confini, includendo Paesi lontani dal Mediterraneo, là dove fino a qualche anno fa nemmeno si conosceva il frutto da cui l'olio si estrae. Parlare di euforia appare però imprudente. Guardando con attenzione quanto accade in Italia si resta ammutoliti. I consumi sono stabili e promettenti, il salto qualitativo della materia prima notevole, ma nessuno ci guadagna. È uri prodotto con il quale si lavora quasi in perdita. Paradossalmente, in un periodo storico in cui si sono raggiunti i massimi vertici sul fronte della qualità - sia sensoriale, sia nutrizionale - i prezzi degli extra vergini sullo scaffale pagano le conseguenze delle continue promozioni e offerte sottocosto.
  • 5 Aprile 2013

    Alimentare, produzione in recupero

    Sole 24 Ore Agrisole Gennaio reca notizie confortanti sul fronte della produzione alimentare. Riguardano non solo il singolo mese, che segna un +4,8% a parità di giornate lavorative, rispetto al gennaio 2012, ma anche gli stessi consuntivi 2012. L'Istat, infatti, come fa ogni cinque anni, ha rielaborato gli indici di produzione, modificando la base di riferimento. Stavolta, l'Istituto ha abbandonato la base 2005 uguale a 100, per fissarla al 2010. E i ricalcoli con la nuova base hanno reso meno pesanti le variazioni 2012 disponibili fino a pochi giorni fa. A parità di giornate lavorative, la produzione alimentare 2012 ora chiude con un -0,9%, rispetto al -1,4% prima disponibile. Ne esce un guadagno di mezzo punto, che non è poco. Tanto più che il ricalcolo parallelo effettuato per il totale industria porta solo a un ritoc co, con una variazione 2011/2012 del -6,5%, rispetto al -6,6% precedente. Ancora una volta,  quindi, l'alimentare riesce a sorprendere.
  • 5 Aprile 2013

    Il vino italiano cresce quattro volte più delle Borse

    Corriere della Sera Non soffre la crisi il vino italiano. Anzi, soprattutto grazie all'export il settore ha registrato nel 2012 una crescita del 7%. E se si attenua il super ottimismo rispetto al futuro, le attese sono ancora per uno sviluppo significativo. Questa in sintesi la fotografia che si ricava dalla consueta indagine sul settore vinicolo realizzata dall'Ufficio studi di Mediobanca che considera le 1o8 principali aziende con un fatturato superiore ai 25 milioni. L'industria italiana del vino corre comunque insieme a quella mondiale. Lo dimostra l'indice internazionale del settore che, secondo le analisi di Mediobanca, ha guadagnato dal 2001 a oggi il 175%, contro il 37,4% segnato dalle borse mondiali nello stesso periodo. L'indice, che comprende 46 società quotate, non ne include alcuna italiana. Con un fatturato in crescita del 3,2% a 514 milioni guida la classifica italiana il gruppo Cantine riunite & Civ,
  • 4 Aprile 2013

    Mortadella, nuove fette di mercato

    Il Sole 24 Ore Agrisole Nonostante il periodo di crisi e la corsa al risparmio del le famiglie per la spesa alimentare, i dati di produzione 2012 della Mortadella di Bologna IGP dimostrano un'ottima tenuta. I dati resi noti nei giorni scorsi dal Consorzio di tutela per il 2012 indicano 38 milioni 400mila chilogrammi di salume rosa prodotti, numeri che confermano la celebre Igp emiliana al secondo posto fra i salumi tutelati più consumati in Italia, con un giro d'affari al dettaglio di 400 milioni. Ê interessante analizzare anche il comportamento di acquisto degli italiani relativi al 2012 che, secondo i dati Nielsen, preferiscono acquistarla attraverso il canale della cosiddetta Gdo, ipermercati, supermercati e superette; un dato che si attesta attorno al 65% del totale delle vendite. Inoltre, in netta controtendenza rispetto ad altri salumi, la mortadella Igp è venduta prevalentemente al banco taglio (80% delle vendite totali),
  • 4 Aprile 2013

    Olio da una stagione non facile un extravergine da primato

    Giornale di Brescia Poco ma buono. Anzi, buonissimo. I produttori olivicoli bresciani si affacciano in queste settimane alla prova dei maggiori mercati con un olio «straordinario», per alcuni addirittura «uno d ' migliori di sempre». Unico neo, le quantità. O, meglio, la resa, ossia la quantità di olio ottenuta su un quintale di olive. E ciò vale sia per il Sebino DOP - a sua volta diramazione della Laghi Lombardi DOP - sia per il Garda DOP, che fa capo all'omonimo consorzio. Nell'area della Franciacorta - che paga di più in termini climatici rispetto, per esempio, alle zone limitrofe al lago - il clima dello scorso anno ha destato non poche preoccupazioni: «Gelate, ritorno di freddo primaverile e siccità non hanno certo giovato ai quantitativi», rileva li produttore Gianluigi Ravarini, che stima li calo medio in un 30-35%, affiancato a una diminuzione della resa: «Nel 2011 eravamo sul 17-18%, con punte del 20%,
  • 3 Aprile 2013

    Con il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale

    Terra e VitaL'Indicazione Geografica Protetta Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale è ad oggi l'unico marchio di qualità per le carni bovine fresche approvato dalla Comunità Europea per l'Italia. Un prestigio sinonimo di garanzia per la saluta di quanti lo includono nella propria dieta quotidiana. I Vitelloni certificati con il marchio IGP Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale sono soggetti di pura razza Chianina, Romagnola e Marchigiana nati ed allevata nelle otre 3mila aziende agricole sottoposte ai controlli per le verifiche del rispetto del disciplinare di produzione e rientrati nell'area tipica. Gli animali devono essere allevati ed alimentati in maniera naturale con l'utilizzo di foraggi e concentrati tipici della zona di allevamento. Nel 2012 i capi bovini certificati IGP del Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale sono stati 19135,
  • 28 Marzo 2013

    Aceto balsamico di Modena, nel 2012 prodotti 90 milioni di litri

    Oltre 90 milioni i litri prodotti nel 2012, 430.000.000 di curo il fatturato registrato nello stesso anno (+30% circa rispetto al 2010): ecco la carta d'identità dell'Aceto balsamico di Modena Igp che proprio in questi giorni festeggia il suo ottantesimo compleanno, fissato nella data in cui è stato emesso il primo riconoscimento legislativo, ovvero il 25 marzo 1933.
  • 28 Marzo 2013

    Aceto balsamico di Modena, nel 2012 prodotti 90 milioni di litri

    Il Resto del Carlino Modena Oltre 90 milioni i litri prodotti nel 2012, 430.000.000 di curo il fatturato registrato nello stesso anno (+30% circa rispetto al 2010): ecco la carta d'identità dell'Aceto balsamico di Modena Igp che proprio in questi giorni festeggia il suo ottantesimo compleanno, fissato nella data in cui è stato emesso il primo riconoscimento legislativo, ovvero il 25 marzo 1933. UN successo lungo ottant'anni dunque, che continua a crescere e che ha portato l'oro nero di Modena negli due ultimi anni ad altrettante affermazioni ai vertici della classifica stilata Qualivita tra i prodotti Dop e Igp più rappresentativi: primo assoluto nella top 15 delle Dop e delle Igp nel 2012 e secondo assoluto nella classifica 2013, ma sempre primo tra le Igp. Una eccellenza gastronomica che raccoglie apprezzamenti in Italia,
  • 26 Marzo 2013

    Mercato interno a rotoli: il vino del Belpaese emigra

    Il Piccolo Ma allora è vero che gli italiani non bevono più. Non come una volta, almeno, se si deve segnalare lo storico sorpasso del vino esportato rispetto a quello destinato al consumo nazionale. Le esportazioni di vino "made in Italy" raggiungono infatti il valore record di 4,7 miliardi di euro (+6%) e hanno superato nel 2012 la spesa interna.Il dato è emerso da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero con il vino che si classifica come il prodotto agroalimentare italiano più esportato nel 2012. Negli Stati Uniti il vino italiano - sottolinea la Coldiretti - supera lo storico tetto di un milione di euro in valore, con un aumento del 6 per cento mentre un incremento a due cifre si registra in Cina, dove le bottiglie tricolori stanno conquistando sempre più spacrescita rispettivamente del 10,8% e del 5%.
  • 26 Marzo 2013

    Industria alimentare a ritmo lento

    Agrisole Federalimentare registra una crescita rallentata del fatturato e una flessione dell'1,4% della produzione. In calo occupati e investimenti, 200 aziende chiudono i battenti - Crediti con la Pa per 2 miliardi comincia a perdere i primi colpi: per la prima volta infatti nel 2012 si riducono occupati e investimenti. I tagli alla spesa alimentare nell'ultimo anno sono costati infatti 7 miliardi, mentre in 5 anni sono stati bruciati oltre 20 miliardi. L'industria alimentare paga dunque un prezzo alto con un fatturato di 130 miliardi, ancora in crescita (+2,3%), in rallentamento però rispetto al 2011 e 2010 (+3,3%), una produzione in flessione dell' 1,4% e la scomparsa di 200 aziende. E la radiografia tracciata da Federalimentare in occasione della presentazione del primo bilancio. «Nelle crisi non esistono isole felici - ha detto il presidente
  • 26 Marzo 2013

    La crisi guida il mercato interno: scelte low cost

    Agrisole Le vendite complessive del quadrimestre agosto-novembre 2012 risentono della debolezza dei consumi, frutto del perdurare della situazione di difficoltà economica dell'Italia, e probabilmente anche di qualche incertezza che ha seguito l'entrata in applicazione delle nuove disposizione di legge sui ritardi di pagamento. Complessivamente le vendite di oli d'oliva e di sansa da parte delle imprese che prendono parte al monitoraggio sono così calate di un 4,7%. Una flessione che risulta leggermente superiore al calo che, secondo le principali società specializzate si è registrato per ...
  • 25 Marzo 2013

    Anno d’oro per le ciliegie La produzione volerà

    Gazzetta di Modena La campagna cerasicola sarà quest'anno molto particolare: la Ciliegia di Vignola IGP farà infatti il suo esordio con il marchio Igp (Indicazione Geografica Protetta), un riconoscimento europeo volto proprio a proteggere e a tutelare sui mercati un prodotto tipico e tradizionale come è appunto la ciliegia di Vignola. Alla vigilia ditale importante appuntamento, che tra un paio di mesi vedrà il debutto ufficiale, martedì scorso si è svolta l'assemblea di bilancio del Consorzio della Ciliegia di Vignola, alla quale hanno preso parte tra gli altri l'assessore provinciale all'agricoltura Tomei, il presidente della Provincia Emilio Sabattini, il sindaco di Vignola Daria Denti e numerosi produttori di ciliegie del comprensorio.Per chi non lo avesse ancora fatto, c'è tempo fino all'8 aprile per presentare la domanda di adesione al Consorzio.