Nel 23° Rapporto MASAF CSQA Certificazioni si conferma l’organismo di controllo più utilizzato, con 45 organizzazioni di etichettatura affidate nel 2025
Torna, anche quest’anno, il rapporto di monitoraggio dell’attività degli organismi indipendenti di controllo, in materia di disciplinari di etichettatura facoltativa delle carni bovine, a cura dal Masaf. Giunto alla sua 23° edizione, il documento permette di effettuare alcune considerazioni in merito all’efficienza dei controlli sui singoli segmenti della filiera, nonché conoscere lo scostamento dei controlli effettuati rispetto a quelli previsti dai piani di controllo predisposti, evidenziare il flusso dei soggetti entrati e usciti dal sistema di etichettatura facoltativa, e le tipologie di non conformità accertate per i diversi segmenti della filiera (allevamenti, macelli, laboratori di sezionamento, punti vendita e stesse organizzazioni titolari dei disciplinari).
Un po’ di storia
Il sistema di etichettatura volontaria affonda le sue origini nella crisi della BSE del 1996 e del 2000, a seguito della quale l’Unione Europea ha avviato un processo di riforma del settore delle carni bovine per rilanciarne il mercato e rafforzare la fiducia dei consumatori (Reg.CE n. 1760/2000, successivamente modificato dal Regolamento (UE) n. 653/201). In Italia, gli interventi si sono concentrati sul miglioramento della qualità e sulla valorizzazione del prodotto nazionale. Per raggiungere questi obiettivi è stato creato un sistema di garanzia che coinvolge tutti gli operatori della filiera, con lo scopo di aumentare la competitività del settore, creare maggiore valore aggiunto, assicurare la tracciabilità della carne e garantire ai consumatori un prodotto facilmente riconoscibile.
Dal punto di vista normativo, nel nostro Paese, ricordiamo l’etichettatura facoltativa delle carni bovine è regolamentata dal D.M. 16 gennaio 2015 (modificato poi dal D.M. 20 maggio 2016)che stabilisce come gli operatori possano inserire volontariamente alcune informazioni aggiuntive in etichetta. Queste informazioni devono essere verificabili, comprensibili e conformi alle norme UE, e possono essere di due tipologie:
- desumibili da documenti ufficiali (es. età, sesso, razza riportati in BDN) e quindi non necessitanti di un disciplinare specifico;
- non desumibili da documenti ufficiali (es. tipo di alimentazione, benessere animale, sistema di allevamento), per poter dichiarare le quali serve un disciplinare approvato dal MASAF, con controlli e verifiche anche tramite analisi.
Cosa emerge dal nuovo rapporto Masaf
L’obiettivo dell’attività di vigilanza è la verifica dell’attività svolta dagli Organismi di controllo, con particolare riguardo alla corretta applicazione del disciplinare approvato da parte del MASAF, e all’imparzialità nei confronti di tutti i soggetti controllati. Di seguito riportiamo le principali informazioni emerse grazie alle verifiche del 2025.
Operatori in possesso di disciplinari
OdC e Controlli
Tra gli organismi indipendenti responsabili della certificazione delle organizzazioni di etichettatura delle carni bovine, il più utilizzato è il CSQA Certificazioni S.r.l. che nel corso del 2025 è stato autorizzato ad effettuare i controlli di conformità in 45 organizzazioni di etichettatura; seguono, per numerosità, SGS Italia S.p.A con 18 organizzazioni e INOQ con 16 organizzazioni controllate.

I controlli, eseguiti dagli OdC indipendenti, nel corso del 2025, che hanno interessato le 87 organizzazioni attive (-3 rispetto al 2024), possono essere presentati per mezzo delle cifre riportate nella tabella di seguito:

Non conformità riscontrate
Per quanto riguarda le non conformità, dopo il minimo assoluto di 38 NC rilevate su 1.408 controlli effettuati registrato nell’anno 2016, è ripresa la crescita della NC fino al 2021 con 89 NC, poi sono lentamente diminuite ed attualmente ammontano a 69 (4,6% sui controlli effettuati nel 2025), percentuale in lieve aumento rispetto al 2024 (+1,3%).


