Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP: 25 anni di qualità

Il Consorzio compie venti anni e celebra il quarto di secolo della IGP assegnata dall’Unione europea.
Nella Rocca di Casalina i festeggiamenti insieme ad associati, istituzioni, chef, giornalisti e Consorzi di Tutela dei prodotti DOP e IGP

Il 2023 è un anno speciale per il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, che festeggia un doppio anniversario importante: i 25 anni della IGP, primo marchio di qualità per le carni bovine fresche approvato nel 1998 dall’Unione Europea per l’Italia, e i 20 anni dalla costituzione del Consorzio di tutela. Insieme al presidente, Stefano Mengoli, ripercorriamo la storia del marchio e del Consorzio, celebrata pochi giorni fa con un evento che ha coinvolto associati, istituzioni, chef e oltre 20 Consorzi di Tutela dei prodotti DOP e IGP del territorio tipico di produzione del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP.

INTERVISTA AL PRESIDENTE DEL CONSORZIO STEFANO MENGOLI

Come nasce il marchio che da un quarto di secolo accompagna la carne certificata Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP?

Tutto nacque grazie a un gruppo di allevatori dell’Italia Centrale che a metà degli anni ’90 chiesero con determinazione all’Unione Europea il riconoscimento di una certificazione di qualità sulla carne delle razze bovine tipiche del Centro Italia: Chianina, Marchigiana e Romagnola. I loro obiettivi erano difendere e valorizzare l’intero settore e differenziare la carne di queste razze rispetto alle altre presenti sul mercato puntando sullo stretto legame con il territorio di produzione. Questo legame, ancora oggi, è l’elemento fondamentale e imprescindibile che contraddistingue la certificazione Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, garantita da 20 anni dal Consorzio di tutela.

Come si è evoluta la certificazione dal 1998 a oggi?

Grazie alla certificazione Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, dal 1998 a oggi la carne delle tre razze nate e allevate nel territorio previsto dal Disciplinare di produzione ha visto e continua a vedere un aumento di richiesta dal mercato, con un progressivo incremento dei capi allevati, degli allevamenti e delle macellerie controllati dal sistema di certificazione.

Cosa rende unica la certificazione Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP?

Il marchio IGP è sinonimo, da 25 anni, di qualità, tipicità e territorialità. La carne certificata Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP non sarebbe quella che è senza le caratteristiche dei suoi territori di allevamento, i sistemi di alimentazione e tutto ciò che è previsto dal Disciplinare di produzione. Da 20 anni tutto questo è monitorato e garantito dal Ministero dell’Agricoltura attraverso un Organismo di Controllo riconosciuto che controlla ogni fase della produzione – dall’allevamento al sezionamento e macellazione fino all’arrivo sulle tavole dei consumatori attraverso macellerie, ristoranti e supermercati – e dal nostro Consorzio di Tutela che svolge l’importante ruolo di vigilanza e tutela sulla denominazione e sul prodotto certificato.

Quali sono oggi i numeri della filiera del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP?

Attualmente la nostra filiera conta 3.218 allevatori presenti in 8 regioni del Centro Italia (Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Molise, Abruzzo e Campania); 77 mattatoi; 77 operatori commerciali; 123 laboratori di sezionamento e 997 macellerie in tutta Italia. Il trend è in costante crescita, così come il numero dei bovini certificati, che nel 2022 sono stati 18.311, come dicono i dati presentati recentemente all’assemblea del Consorzio insieme a tutti i numeri della filiera.

Qual è, invece, la risposta del mercato?

I dati registrati lo scorso anno ci dicono che, dal punto di vista dei canali di vendita, si assiste a un consolidamento della quota destinata ai prodotti trasformati. Questa è la tendenza più performante che conferma un costante aumento delle autorizzazioni concesse dal Consorzio per i prodotti trasformati che prevedono, tra gli ingredienti, carne certificata di Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP (hamburger, ragù, bresaola, tartare, pasta ripiena). Nonostante un trend generale positivo per l’intera filiera e la ripresa dopo le difficoltà legate alla pandemia, non mancano i problemi, legati soprattutto all’innalzamento dei costi di produzione, di alimentazione e di energia che gravano sulle aziende.

Cosa vi aspettate dal futuro?

Sarà sempre più importante valorizzare il legame fra razza e territorio che rende unica la carne certificata Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP e continuare a lavorare con tutti gli attori della filiera – allevatori, sezionatori, macellai, chef – per continuare a promuovere la nostra certificazione come una delle più importanti in Italia. Al tempo stesso, sarà fondamentale continuare a contrastare frodi e contraffazioni, un ambito che vede impegnato costantemente il Consorzio di tutela. Sul nostro sito, www.vitellonebianco.it, è disponibile anche una mappa per conoscere in tempo reale l’origine e il percorso della carne certificata su tutta la filiera e i ristoranti iscritti al circuito ‘Ristorante Amico’ del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP oltre a un link dedicato alle segnalazioni che ogni consumatore può inviare al Consorzio in forma anonima.

Una filiera unita che ha da poco celebrato i 25 anni della IGP.

Nei giorni scorsi abbiamo festeggiato questo importante anniversario nella Rocca di Casalina, di proprietà della Fondazione per l’Istruzione Agraria di Perugia che ha avuto un ruolo importante anche nella nascita del nostro Consorzio. L’evento è stata una bella occasione per riunire associati, istituzioni e associazioni che sostengono costantemente la nostra attività e per gustare la qualità della nostra carne. Il menu è stato preparato a più mani dagli chef della Federazione Italiana Cuochi delle Unioni regionali di Campania, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria, con piatti abbinati a vini serviti e presentati dai sommelier di AIS Umbria. La festa è stata arricchita dalla presenza di 20 Consorzi e Associazioni dei prodotti DOP e IGP del territorio tipico del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, che ringrazio per la presenza e per la collaborazione. Solo unendo le forze potremo valorizzare le certificazioni che garantiscono la qualità dei prodotti DOP e IGP e il loro legame fondamentale con il territorio di produzione, che le rende uniche e inimitabili.

 

DOCUMENTI

CS 25 ANNI DI STORIA

 

VIDEO-INTERVISTE

Presidente del Consorzio Stefano Mengoli

Direttore del Consorzio Andrea Petrini

Chef Giancarlo Gliceri