Mission

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Democrazia della qualità

I prodotti agroalimentari italiani costituiscono un grande patrimonio della nostra identità nazionale, al pari dei tesori della cultura, del paesaggio e dell’arte. Un’antichissima eredità culturale e un’enorme risorsa economica da tutelare e valorizzare.

Nessun Paese al mondo è carico di identità dei territori come l’Italia, e questa evidenza (ancor più di fronte alla minaccia di vederle stravolte) deve tradursi in una nuova consapevolezza, incardinata in una sensibilità comunitaria, perché il legame tra l’uomo e il suo territorio è un legame profondo: il termine comunitarismo non ci parla solo del rapporto tra uomo e uomo, ma anche del legame dell’uomo con il suo territorio e con il suo ambiente. E questo vale sia per l’ambiente naturale, sia per quello “acquisito” o “costruito”, vale a dire l’ambiente culturale. In tal modo, si possono combattere lo spaesamento e lo smarrimento dell’uomo contemporaneo. In questo senso si può e si deve parlare di un’empatia profonda col proprio ambiente e con la propria terra. L’ambiente ha una doppia valenza, perché crea nell’individuo sentimenti positivi o negativi: un paesaggio o un’architettura possono in qualche modo spingere a un miglioramento o peggioramento qualitativo della vita.

Vivere in un Paese come il nostro significa ricevere una grande missione da realizzare che fa intrinsecamente parte di quell’idea di qualità che deve animare un nuovo progetto politico-culturale. L’agricoltura è un esempio di come un contesto naturale è tale in quanto frutto della capacità dell’uomo di modellare il territorio. E questo ragionamento – poiché non nega l’azione dell’uomo – si traduce nell’ approccio “multifunzionale”, che è tale anche nei confronti della conservazione dell’ambiente. L’agricoltura è il medium di questo ragionamento, perché l’attività dell’uomo sul territorio è l’attività che plasma e “presidia” il contesto naturale. Non a caso è proprio intorno all’agricoltura che l’Europa ha costruito l’unico modello identitario presente nella sua politica: quel modello “multifunzionale” in cui si trovano legati ambiente, alimentazione e agricoltura. L’agricoltura viene “legittimata” perché non è soltanto produzione di merci, ma anche “garanzia” di sicurezza alimentare, di tutela del paesaggio e dell’ambiente.

Questo approccio è stato valorizzato proprio nella fase di trasformazione della Pac (Politica Agricola Comune) da quantitativa a qualitativa, e oggi è ulteriormente sorretto dalla necessità di perseguire una sovranità alimentare: non si può più, in un mondo in cui comincia a esserci carenza di materia prima agricola, accettare di poter scendere sotto certi livelli di dipendenza alimentare. L’agricoltura non può essere ridotta alla questione della ruralità, deve restare un mestiere produttivo. Il nostro Paese ha ancora più bisogno dei suoi agricoltori e delle sue imprese agroalimentari. Agricoltura, pesca e industria alimentare sono un pilastro essenziale della nostra economia. Questo discorso si lega poi direttamente all’alimentazione quale elemento centrale nella qualità della vita delle persone, con l’Italia che gioca tra l’altro un ruolo di “superpotenza alimentare”, in virtù di un primato che non può essere perso e che deve diventare un simbolo, non soltanto in termini di produzione, ma di cultura e di qualità della vita, a suggellare un made in italy non de-localizzabile.

Giuseppe Prezzolini, giustamente vantando la geniale creazione italiana degli spaghetti, era giunto a concludere che «la cucina italiana è una filosofia della vita». I limiti della politica italiana si vedono non solo nell’incapacità di contrastare efficacemente la pirateria agroalimentare, ma anche di sviluppare una vera comunicazione globale. Le più importanti riviste di cultura enologica e gastronomica mondiali sono inglesi o francesi. In questa competizione vince chi riesce a governare anche la comunicazione: perché non basta saper produrre la qualità, bisogna anche saperla comunicare. Se la qualità non si comunica, non viene riconosciuta e quindi non diventa valore. Il tutto, tenendo fermo che ciò che è tipicamente italiano è la dimensione popolare e diffusa di questi valori, perché, ciò che non si troverà mai in altra parte del mondo è la rete di trattorie, osterie e pizzerie di alto livello che il nostro Paese può vantare. Questa dimensione popolare strutturale è il più potente freno all’omologazione. Così nasce il circolo virtuoso: l’agricoltura difende l’ambiente, l’ambiente offre possibilità al turismo: poiché l’alimentazione, la cucina, le tradizioni eno-gastronomiche sono un modo peculiare di interpretare un territorio. Questo tipo di “circuito” è uno dei fondamenti dello sviluppo locale, perché rispetta e asseconda il territorio.

Manifesto Qualivita

Sostenere il sistema delle IG come un modello di sviluppo economico

In un’epoca caratterizzata dalla sempre maggiore prevalenza di sistemi produttivi complessi, il sistema delle Indicazioni Geografiche (IG) rappresenta un modello semplificato, che riesce ad avere un impatto estremamente positivo sui territori. La filiera delle IG genera un prodotto dalle caratteristiche non riproducibili e quindi non delocalizzabile, favorendo così il sistema produttivo e l’economia del territorio; tutela l’ambiente, perché il legame indissolubile con il territorio di origine esige la salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità; sostiene la coesione sociale dell’intera comunità, contrastando fenomeni come lo spopolamento e la desertificazione demografica delle aree rurali, da cui originano processi di vero e proprio abbandono.

La Fondazione Qualivita riconosce la virtuosità del modello IG e la sua importanza per i territori di produzione, promuovendolo a livello internazionale. Nel quadro più generale del sistema delle IG, riconosce l’originalità e la specificità del modello europeo delle DOP, IGP, STG disciplinato dal Regolamento UE 1151 del 2012 e pone particolare attenzione alla sua evoluzione.

Garantire tutela giuridica alle IG

La mancanza di una tutela internazionale delle IG rappresenta oggi una delle maggiori problematiche per lo sviluppo della filiera dei prodotti tradizionali. I sistemi di tutela regionali, come quello europeo, non bastano a preservarli da abusi e imitazioni, dalla contraffazione e dall’agro-pirateria, che ne danneggiano l’immagine e la produzione, mettendo a rischio tutto ciò che rappresentano. In questo contesto, è fondamentale che le organizzazioni internazionali, WTO in primis, garantiscano un posto di rilievo nella loro agenda e in sede negoziale al sistema delle IG e mettano in campo tutto l’impegno necessario a promuoverne la tutela legale. Allo stesso tempo, ogni Stato deve dotarsi di una legislazione sulle IG, che ne garantisca la protezione e scongiuri le contraffazioni tramite il riconoscimento di standard di alto livello, capaci di assicurare l’esclusività e la peculiarità dei prodotti, nonché di garantire la tracciabilità della filiera.

La Fondazione Qualivita lavora e coopera a livello internazionale affinché si riesca a garantire una corretta tutela giuridica e commerciale delle IG. Si impegna nella sensibilizzazione dell’Unione europea e delle organizzazioni internazionali preposte (WTO, FAO, ONU, Unesco) e nella promozione della cultura della qualità dei prodotti agroalimentari in quei Paesi che hanno una legislazione carente a tutela delle IG.

Riconoscere l’importanza della certificazione dei prodotti agroalimentari

Riconoscere l’importanza della certificazione dei prodotti agroalimentari. Attraverso la certificazione dei prodotti agroalimentari si garantisce ai consumatori un livello di tracciabilità e di sicurezza alimentare più elevato rispetto ai prodotti che non godono di alcun riconoscimento delle loro qualità. I controlli forniscono ai consumatori la certezza della veridicità delle caratteristiche dei prodotti a denominazione di origine.

La Fondazione Qualivita, oltre a sostenere e valorizzare i prodotti agroalimentari certificati, ha creato un proprio originale sistema di certificazione che ha l’obiettivo di garantire la trasparenza e la veridicità delle informazioni sulla qualità dei prodotti e dei servizi del canale Ho.Re.Ca, e che risponde alle esigenze della ristorazione e dei consumatori in tema sicurezza, trasparenza e qualità del cibo. In questo senso Qualivita vuole promuovere una salda alleanza tra agricoltori e consumatori.

La trasparenza della comunicazione alla base delle IG per rendere la qualità un valore globale

comunicazioneIn un’epoca di straordinaria ricchezza di informazioni diventa un obbligo colmare le gigantesche lacune che caratterizzano la comunicazione del settore agroalimentare, in particolare il comparto delle produzioni di qualità. Sempre più spesso ci si confronta con un vero e proprio analfabetismo alimentare: non si conosce ciò che si mangia, si ignorano i sistemi di produzione e, soprattutto, si ha un’idea approssimativa di un concetto basilare come la qualità.

La Fondazione Qualivita si impegna nella creazione di una comunicazione capace di promuovere le produzioni a denominazione di origine e ciò che esse rappresentano in modo organico, coerente, sistemico. Una comunicazione che riesca a raggiungere con forza ed efficacia i consumatori finali, contribuendo ad accrescerne la consapevolezza delle scelte e delle abitudini alimentari.

Promuovere lo sviluppo dei prodotti IG attraverso le nuove tecnologie

È necessario compiere un ulteriore passo avanti in direzione delle nuove tecnologie informatiche, che possono rappresentare per l’agricoltura ed in particolare per i prodotti a denominazione di origine un importante strumento di sviluppo. In particolare le innovazioni tecnologiche nel campo della comunicazione possono rappresentare una opportunità unica per consolidare il rapporto diretto fra produttore e consumatore finale e per raggiungere target ampi di utenti, ovunque e in tempo reale.

La Fondazione Qualivita promuove la diffusione e l’utilizzo delle nuove applicazioni tecnologiche attraverso la realizzazione di progetti di editoria digitale, finalizzati alla valorizzazione delle IG e alla creazione di una bibliografia ad essa dedicata che sia gratuitamente consultabile on line.

Dare forza alle reti

Per essere incisivo ed efficace, l’impegno per la valorizzazione e la tutela delle IG a livello internazionale non può prescindere dalla capacità di lavorare in sinergia e di fare sistema. L’attività di cooperazione fra le organizzazioni che a vario titolo operano nel sistema delle IG riveste infatti un ruolo fondamentale nel contribuire al suo sviluppo e deve essere finalizzata alla creazione di una rete di relazioni stabile e propositiva.

La Fondazione Qualivita si adopera attivamente con tutti i soggetti del settore per favorire la libera circolazione e il libero scambio delle informazioni e per collaborare alla realizzazione di iniziative e progetti, promuovendo la creazione di un network stabile di relazioni.

Sostenere il ruolo fondamentale della distribuzione per lo sviluppo economico delle IG

mercatoIntrodurre i prodotti del territorio all’interno della catena distributiva costituisce uno degli ostacoli che limitano in parte lo sviluppo delle produzioni a Indicazione Geografica. Riuscire a raggiungere i clienti delle grandi catene di supermercati, ma anche delle piccole reti (Mercatini, GAS, Vendita diretta, ristorazione) rappresenta per questi prodotti la possibilità di fuoriuscire da un mercato spesso troppo locale e di trovare spazi di vendita più ampi, a vantaggio quindi dell’intera filiera che rappresentano.

La Fondazione Qualivita sostiene tutti quei soggetti della distribuzione che offrono uno spazio commerciale ai prodotti a denominazione di origine e che hanno creato appositi percorsi di comunicazione per informare i clienti sulle peculiarità delle produzioni tipiche.

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