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	<title>Ue-India &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Ue-India &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Economia: le nuove rotte dell’export di vino per arginare i danni dei dazi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 06:55:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vino Made in Italy, export in calo del 3,7% a causa dei dazi Usa. Le intese con l’India, l’Australia e l’area Mercosur produrranno risultati nel tempo mentre nel Vecchio continente il valore delle vendite è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vino Made in Italy, export in calo del 3,7% a causa dei dazi Usa. Le intese con l’India, l’Australia e l’area Mercosur produrranno risultati nel tempo mentre nel Vecchio continente il valore delle vendite è cresciuto del 31% in sei anni</em></p>
<p>Per un <strong>settore export oriented come il vino italiano</strong> (una bottiglia su due è venduta fuori dei confini nazionali) la priorità per i prossimi mesi non può che essere la <strong>ricerca di contromisure ai <a href="https://www.qualivita.it/argomento/dazi/" target="_blank" rel="noopener">dazi Usa</a></strong> e, in particolare, di sbocchi alternativi. Un compito non facile perché <strong>gli Usa oltre a rappresentare il primo mercato al mondo per consumi totali di vino è anche uno sbocco maturo</strong> in grado di valorizzare i prodotti di qualità. Quindi se può essere alla portata individuare nuove chance per ricollocare parte dell’invenduto negli Usa più difficile è garantire il medesimo fatturato. Ma, finché i dazi saranno confermati, questa è la strada da percorrere.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>I danni dei dazi</h4>
<p>Dopo le tariffe introdotte dal presidente Trump, <strong>il vino made in Italy ha chiuso l’anno, negli Usa, con una flessione del -9,2%</strong> (e una perdita in valore di 178 milioni di euro) trascinando <strong>al ribasso l’intero export italiano di vino</strong> (che ha chiuso il 2025 a 7,78 miliardi di euro con un calo del 3,7%). Male in genere le vendite nei paesi extra-Ue che, con la sola eccezione del <strong>Brasile</strong> (+3,8%), hanno invece perso terreno in <strong>Regno Unito (-3,9%)</strong>, <strong>Canada (-5,9%)</strong>, <strong>Svizzera (-4,2%)</strong> e <strong>Russia (-16 per cento)</strong>.</p>
<p><strong>Meglio è andata invece sui mercati comunitari</strong>, dove tiene la Germania (+0,6%, a 1,1 miliardi di euro) e crescono ancora la Francia (+3,6%) e i Paesi Bassi (+5,6 per cento).</p>
<p><strong> Tra le regioni, segno negativo per le tre capofila</strong>: il Veneto a -1,2% (2,9 miliardi di euro), la Toscana (-2%) e il Piemonte (-2,2%). Sul fronte delle tipologie di prodotto, a valore, limitano i danni gli spumanti (-2,5%, 2,3 miliardi di euro), va peggio per vini fermi e frizzanti (-4,3%, a 5 miliardi di euro).</p>
<h4>Gli accordi internazionali</h4>
<p>Questo il quadro delle esportazioni nel 2025. Tuttavia, <strong>con l’inizio del 2026 vanno registrati anche gli <a href="https://www.qualivita.it/argomento/accordi-internazionali/" target="_blank" rel="noopener">importanti accordi internazionali stretti dall’Unione</a></strong> europea rispettivamente con l’America latina (<a href="https://www.qualivita.it/argomento/mercosur/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mercosur</strong></a>), con <a href="https://www.qualivita.it/argomento/ue-india/" target="_blank" rel="noopener"><strong>l’India</strong> </a>e, da ultimo, con <a href="https://www.qualivita.it/argomento/ue-australia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>l’Australia</strong></a>. Accordi che prevedono un sensibile taglio dei dazi su quei mercati e, in prospettiva, possono far crescere le spedizioni di vino made in Italy.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/nuove-rotte-l-export-e-radici-europa-ecco-ricetta-anti-dazi-il-vino-italiano-AISFC6MC" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a></p>
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		<title>L’Europa punta su Mercosur, India e Australia per aumentare l’export</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/leuropa-punta-su-mercosur-india-e-australia-per-aumentare-lexport/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 07:18:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dagli accordi di Bruxelles con il Sud America e Nuova Delhi una riduzione delle tariffe di almeno 8 miliardi che cerca di scongiurare gli effetti dei dazi USA sull&#8217;Export UE Tra un mese, il prossimo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dagli accordi di Bruxelles con il Sud America e Nuova Delhi una riduzione delle tariffe di almeno 8 miliardi che cerca di scongiurare gli effetti dei dazi USA sull&#8217;Export UE</em></p>
<p>Tra un mese, il prossimo 1° maggio, <a href="https://www.qualivita.it/argomento/mercosur/" target="_blank" rel="noopener"><strong>entrerà ufficialmente in vigore l’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e i Paesi del Mercosur</strong></a>. Le sessantamila imprese europee che esportano in Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay – di cui circa 13 mila italiane – potranno vendere i loro prodotti a un prezzo inferiore grazie al taglio dei dazi, che verranno gradualmente azzerati per circa il 91% delle merci. A beneficiarne saranno soprattutto i settori industriali, la chimica, la farmaceutica, ma anche l’abbigliamento. Un <strong>risparmio calcolato in 4 miliardi di euro l’anno</strong> che, a regime, dovrebbe avere un <strong>impatto di circa 80 miliardi di euro sull’economia europea</strong>.</p>
<p>Ed è <strong>di circa 4 miliardi anche il taglio dei dazi</strong> previsto dall’intesa raggiunta nelle scorse settimane <a href="https://www.qualivita.it/argomento/ue-india/" target="_blank" rel="noopener"><strong>con l’India</strong></a>, che aprirà le porte a un <strong>mercato di 1,45 miliardi di persone</strong> con l’obiettivo di «raddoppiare» le esportazioni entro il 2032.</p>
<p><strong> I produttori di vini</strong> – soprattutto quelli italiani – non vedono l’ora che entri in vigore, dato che oggi il mercato è sbarrato da dazi che arrivano fino al 150%. Ma per vederne gli effetti bisognerà attendere ancora un po’ di tempo, in quanto l’iter di approvazione e di ratifica dell’accordo non è ancora iniziato: <strong>i governi Ue e il Parlamento europeo dovranno dire la loro</strong>.</p>
<p>Stesso discorso per l’ultimo arrivato nella lista degli accordi commerciali, quello con <a href="https://www.qualivita.it/argomento/ue-australia/" target="_blank" rel="noopener">l’<strong>Australia</strong></a>: in questo caso <strong>l’Ue punta a far salire del 33% le esportazioni</strong> verso il Paese dell’emisfero Sud grazie al <strong>taglio di circa un miliardo di euro di dazi</strong>. Al tempo stesso, <strong>l’intesa garantirà all’Ue anche un accesso privilegiato al “tesoro minerario” del Paese</strong>. Si tratta di tre tasselli fondamentali della politica commerciale dell’Unione europea che, dopo un periodo di stagnazione nei negoziati, si è rinvigorita in seguito alle tensioni con gli Stati Uniti di Donald Trump.</p>
<p>Nei giorni scorsi, <strong>l’Europarlamento ha dato il suo via libera all’intesa commerciale firmata nel luglio scorso in Scozia</strong>, pur considerandola sbilanciata. La guerra dei dazi scatenata dall’inquilino della Casa Bianca ha seminato grande incertezza nel commercio globale e così <strong>l’Ue ha cercato di fare squadra con alcuni «partner affidabili», rifugiandosi in una serie di accordi guardati con molto scetticismo da determinati settori produttivi europei, in primis quello agricolo</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.lastampa.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Stampa</strong></a></p>
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		<title>Export, le nuove rotte del made in Italy, dal Brasile all&#8217;India</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/export-le-nuove-rotte-del-made-in-italy-dal-brasile-allindia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 08:22:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;export italiano cerca vie alternative. Dal Brasile all&#8217;India: i Paesi strategici per i nuovi sbocchi del made in Italy, anche il Marocco nella mappa di Sace. II caso Tenaris, nella morsa delle tariffe In Marocco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;export italiano cerca vie alternative. Dal Brasile all&#8217;India: i Paesi strategici per i nuovi sbocchi del made in Italy, anche il Marocco nella mappa di Sace. II caso Tenaris, nella morsa delle tariffe</em></p>
<p>In <strong>Marocco</strong> e in <strong>Egitto</strong> sulla scia del Piano Mattei, in <strong>Brasile</strong> in vista dei vantaggi del trattato <strong>Mercosur</strong>, in <strong>Arabia Saudita</strong> e negli <strong>Emirati Arabi</strong> per partecipare ai grandi progetti infrastrutturali e urbani che potrebbero coinvolgere le imprese italiane di ingegneria, costruzioni e manifattura avanzata. Il mondo è pieno di opportunità per le aziende esportatrici italiane: <strong>Sace le delinea nella Mappa dell&#8217;Export 2026</strong>.</p>
<p>Il gruppo assicurativo-finanziario, partecipato al 100% dal ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, da quasi 50 anni supporla le imprese italiane nella loro crescita in Italia e in circa 200 Paesi nel mondo, aiutandole ad affrontare i rischi che possono costituire maggiormente un ostacolo all&#8217;export: quelli geopolitici e quelli di credito. Perché il fatto che un Paese presenti alti rischi, afferma il presidente di Sace Guglielmo Picchi, «non significa che non bisogna andarci: bisogna solo attrezzarsi per affrontarli e gestirli». La<a href="https://www.qualivita.it/argomento/dazi/" target="_blank" rel="noopener"><strong> guerra dei dazi</strong></a> scatenata dal presidente americano Donald Trump ha reso ancora più impellente l&#8217;esigenza di diversificare le destinazioni dell&#8217;export per le imprese europee e ancora di più per quelle italiane, considerato che il 45% delle nostre aziende ha un unico Paese di sbocco.</p>
<p><strong>Diversificare non significa cambiare</strong>: i mercati dove siamo presenti, sottolinea Sace, compreso quello statunitense, vanno comunque presidiati, senza farsi scoraggiare dalle difficoltà momentanee. Ma<strong> la ricerca di nuovi mercati è fondamentale per un Paese che trae quasi il 40% del proprio Pil dall&#8217;export</strong>, e che nel 2025 è diventato il quarto esportatore mondiale, superando il Giappone.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.repubblica.it/economia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Repubblica &#8211; Affari &amp; Finanza</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/export-le-nuove-rotte-del-made-in-italy-dal-brasile-allindia/">Export, le nuove rotte del made in Italy, dal Brasile all&#8217;India</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Troppe giacenza in cantina, il vino si aggrappa all&#8217;export</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/troppe-giacenza-in-cantina-il-vino-si-aggrappa-allexport/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 08:29:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vino, in giacenza ci sono bottiglie equivalenti a quasi due anni di vendemmia. La filiera apprezza gli accordi con India e Sudamerica, ma servirà tempo L&#8217;Italia del vino assomiglia a una grande nave carica fino [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vino, in giacenza ci sono bottiglie equivalenti a quasi due anni di vendemmia. La filiera apprezza gli accordi con India e Sudamerica, ma servirà tempo</em></p>
<p>L&#8217;Italia del vino assomiglia a una grande nave carica fino all&#8217;orlo, ferma in un porto che si fa ogni giorno più stretto. Le vele sono spiegate, ma il vento della <strong>domanda interna</strong> soffia debole, e le cantine sono diventate colme. E così <strong>l&#8217;unica ancora capace di tenere a galla il sistema resta l&#8217;export</strong>, chiamato a fare uno sforzo ulteriore proprio mentre le giacenze continuano a salire.</p>
<p>A fine 2025, la <strong>fotografia scattata dal Ministero dell&#8217;Agricoltura racconta una &#8220;Cantina Italia&#8221;</strong> arrivata a sfiorare i <strong>70 milioni di ettolitri complessivi</strong>, di cui 59 di vino già pronto, a cui se ne aggiungono 7,7 di mosti e 2,9 di vino in fermentazione: l&#8217;equivalente di <strong>quasi due vendemmie intere</strong>. Un&#8217;anomalia che non riguarda una singola denominazione o una regione in difficoltà, ma che attraversa l&#8217;intero Paese, dai grandi distretti spumantistici fino alle aree storiche dei rossi.</p>
<p>Il problema delle giacenze, però, è solo il punto di partenza di una questione più ampia. E il segnale di uno <strong>squilibrio strutturale tra offerta e domanda che negli ultimi anni si è accentuato</strong>, complice il rallentamento dei consumi interni e il raffreddamento dei mercati esteri.</p>
<p><strong>Anche il fronte dell&#8217;export, infatti, mostra crepe sempre più evidenti</strong>. Nei primi dieci mesi dell&#8217;anno le vendite verso i mercati extra Unione europea hanno registrato una flessione significativa, mentre <strong>l&#8217;Europa ha mostrato una certa tenuta grazie a Germania, Francia e Paesi Bassi</strong>. Una resistenza che, tuttavia, non è stata sufficiente a compensare le difficoltà fuori dai confini comunitari.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>L&#8217;intesa tra <a href="https://www.qualivita.it/argomento/mercosur/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Unione europea e Mercosur</strong></a> e il <a href="https://www.qualivita.it/argomento/ue-india/" target="_blank" rel="noopener"><strong>partenariato Ue-India</strong></a> rappresentano, sulla carta, un cambio di scenario profondo. Non tanto per l&#8217;impatto immediato &#8211; che sarà limitato &#8211; quanto per la possibilità di costruire nel tempo nuove reti distributive e commerciali là dove finora c&#8217;erano soprattutto barriere all&#8217;ingresso.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.repubblica.it/economia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Affari&amp;Finanza &#8211; La Repubblica</strong></a></p>
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		<item>
		<title>Accordo UE-India. Una grande opportunità per l&#8217;export del vino italiano</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/accordo-ue-india-una-grande-opportunita-per-lexport-del-vino-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 09:17:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tutelati settori zootecnico e riso. I dazi sul vino italiano, oggi al 150%, saranno immediatamente dimezzati fino a scendere progressivamente, entro sette anni, al 30% o al 20%, per vini con un prezzo superiore a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/accordo-ue-india-una-grande-opportunita-per-lexport-del-vino-italiano/">Accordo UE-India. Una grande opportunità per l&#8217;export del vino italiano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tutelati settori zootecnico e riso. I dazi sul vino italiano, oggi al 150%, saranno immediatamente dimezzati fino a scendere progressivamente, entro sette anni, al 30% o al 20%, per vini con un prezzo superiore a 10 euro a bottiglia</em></p>
<p data-mrf-recirculation="Article link">L’accordo <strong>Ue-India</strong> che rappresenta circa un quarto della popolazione mondiale, con due miliardi di persone, e circa il 25% del PIL mondiale, per evitare le problematiche emerse col Mercosur nel settore agricolo, escluderà dalla liberalizzazione alcuni prodotti sensibili tra cui carne bovina, zucchero, riso, pollame e miele. Grandi opportunità invece per il <strong>settore del vino,</strong> i cui <strong>dazi</strong> oggi sono al 150% e saranno immediatamente <strong>dimezzati</strong> fino a scendere progressivamente, entro sette anni, al 30% (al 20% per vini con un prezzo superiore a 10 euro a bottiglia).</p>
<p data-mrf-recirculation="Article link">L’accordo proteggerà l’agricoltura europea, mantenendo le sue <strong>tariffe</strong> attuali su prodotti sensibili come manzo, zucchero, riso, carne di pollo, latte in polvere, miele, banane, grano tenero, aglio ed etanolo, consentendo importazioni limitate di prodotti come carne di pecora e capra, mais dolce, uva, cetrioli, cipolle secche, rum a base di melassa e amidi. Un meccanismo di salvaguardia bilaterale consentirà di agire in caso di difficoltà delle importazioni.</p>
<p data-mrf-recirculation="Article link">Gli europei, che godono di cibo sicuro e sano grazie a regole che stabiliscono più alti <strong>standard sanitari e alimentari</strong> del mondo, con questo nuovo accordo vedranno proteggere la loro sicurezza alimentare. Per assicurarsi che questi standard siano mantenuti la Commissione aumenterà gli audit e rafforzerà, infatti, i controlli alle frontiere sui prodotti alimentari, animali e vegetali importati. Le ispezioni e gli audit dei prodotti importati, in particolare sui pesticidi e sul benessere degli animali, saranno rafforzati.</p>
<p data-mrf-recirculation="Article link">[&#8230;]</p>
<p data-mrf-recirculation="Article link">Fonte:<a href="https://www.huffingtonpost.it/economia/2026/01/29/news/accordo_ue-india_grande_opportunita_per_export_vino_e_salvaguardie_per_lagroalimentare_europeo_tutelati_settori_zootecnic-21070975/" target="_blank" rel="noopener"> <strong>HuffingotnPost</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/accordo-ue-india-una-grande-opportunita-per-lexport-del-vino-italiano/">Accordo UE-India. Una grande opportunità per l&#8217;export del vino italiano</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>L’accordo UE-India vale 180 miliardi l’anno: tra i settori favoriti cibo e vino</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/laccordo-ue-india-vale-180-miliardi-lanno-tra-i-settori-favoriti-cibo-e-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 07:56:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Accordo UE-India. Bene l’export di chimica, macchinari e cibo. Le Associazioni del vino Uiv e Federvini: “Col taglio delle tariffe i nostri prodotti potranno essere più competitivi” «Finalmente. Da domani inizieremo a lavorare per capire [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Accordo UE-India. Bene l’export di chimica, macchinari e cibo. Le Associazioni del vino Uiv e Federvini: “Col taglio delle tariffe i nostri prodotti potranno essere più competitivi”</em></p>
<p>«Finalmente. Da domani inizieremo a lavorare per capire quanto per noi possa essere significativo. Di certo è un’opportunità» racconta Mario Bivone di Poderi Colla, cantina piemontese che esporta vino in mezzo mondo, dai Caraibi a Taiwan, mentre incontra buyer internazionali alla manifestazione di settore “Grandi Langhe” in corso a Torino.</p>
<p>Anche se <strong>non si tratta di volumi significativi</strong> e lo sforzo burocratico è molto impegnativo, il fatto che pure un’azienda piccola guardi all’India per diversificare i mercati di riferimento rende l’idea dell’importanza dell’accordo con il Subcontinente.</p>
<p>Secondo l’Ue <strong>dovrebbe «raddoppiare», l’interscambio tra i due blocchi</strong> in beni e servizi, che ammonta oggi a <a href="https://www.qualivita.it/news/accordo-ue-india-per-vino-e-olio-un-eldorado-del-made-in-italy/" target="_blank" rel="noopener"><strong>circa 180 miliardi di euro l’anno</strong></a>. L’intesa firmata dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen liberalizza gli scambi bilaterali, creando di fatto <strong>un mercato composto da circa 2 miliardi di persone</strong>: l’India ha una classe media stimata ormai a oltre 400 milioni di persone (poco meno degli abitanti Ue, anche se il potere d’acquisto è diverso). E apre alle imprese un Paese con un Pil di 3.400 miliardi di euro.</p>
<p>Cifre alla mano <strong>l’interscambio dell’Ue con gli Usa valeva 1.680 miliardi</strong> di euro nel 2024, quello <strong>con il Mercosur cuba circa 111 miliardi</strong>, mentre quello <strong>con l’India arriva a 180</strong>. Complessivamente,<strong> i due accordi valgono, sulla carta, meno di un quinto dell’interscambio con gli States</strong>. Tuttavia, le intese consentiranno una crescita del commercio dell’Ue con i due blocchi, compensando in parte le perdite che potrebbero materializzarsi sul fronte Usa.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
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		<title>Accordo UE-India per vino e olio: un Eldorado del made in Italy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/accordo-ue-india-per-vino-e-olio-un-eldorado-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 07:55:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[Ue-India]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con 150 milioni di consumatori nella fascia dei redditi medio-alti, l&#8217;India potrebbe diventare un importante mercato di sbocco per il vino e l&#8217;olio made in Italy L&#8217;India ha le carte per diventare il nuovo Eldorado [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con 150 milioni di consumatori nella fascia dei redditi medio-alti, l&#8217;India potrebbe diventare un importante mercato di sbocco per il vino e l&#8217;olio made in Italy</em></p>
<p>L&#8217;India ha le carte per diventare il nuovo Eldorado della Dieta Mediterranea. Un <strong>mercato potenziale di 150 milioni di consumatori</strong>, il 10/15% della popolazione (1,5 miliardi) con redditi medi e alti. E questo il profilo della classe sociale su cui <strong>potrebbero fare breccia vini e olio italiani</strong>. Oltre agli altri prodotti, dall&#8217;ortofrutta ai biscotti e cioccolato.</p>
<p>Un mercato ricco, ma che fino ad ora, soprattutto per gli <strong>elevati dazi imposti ai prodotti europei (150% per i vini e 45% per l&#8217;olio), è rimasto lontano dalle tipicità a tavola</strong>, ín particolare italiane.</p>
<p>Con l&#8217;<a href="https://www.qualivita.it/news/lue-chiude-lintesa-con-lindia-giu-i-dazi-su-auto-vino-e-olio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>accordo siglato con l&#8217;Unione europea</strong></a> il quadro è destinato a cambiare. Il <strong>valore dell&#8217;export alimentare italiano in India</strong> è attualmente minimo. <strong>Per l&#8217;olio 3,8 milioni</strong>, a fronte di un valore totale delle spedizioni in tutto il mondo di 2,9 miliardi, ancora meno per il <strong>vino</strong>, campione dell&#8217;export globale con 8 miliardi, che si ferma <strong>sul mercato indiano a 2,6 milioni</strong>. E la <strong>pasta con 5,1 milioni</strong> nel paese asiatico è davvero lontana dai 4,3 miliardi di export totale. Si tratta di campioni della Dieta Mediterranea che invece possono davvero sfondare anche in India.</p>
<p>Per l&#8217;Unione Italiana Vini è «<strong>un&#8217;opportunità strategica di lungo termine</strong> anche per il vino europeo e italiano, a oggi praticamente inesistente nel Paese più popoloso al mondo». E con una classe media in rapida ascesa.</p>
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<p>Fonte: <a href="https://www.ilmessaggero.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Messaggero</strong></a></p>
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		<title>L&#8217;UE chiude l’intesa con l’India: giù i dazi su auto, vino e olio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lue-chiude-lintesa-con-lindia-giu-i-dazi-su-auto-vino-e-olio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 08:40:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
		<category><![CDATA[Ue-India]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Von der Leyen vola da Modi a caccia di nuovi mercati. E Nuova Delhi annuncia un taglio delle tariffe sui veicoli Ue: si passa dal 110 al 40% Passaggio in India per l’Unione europea alla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lue-chiude-lintesa-con-lindia-giu-i-dazi-su-auto-vino-e-olio/">L&#8217;UE chiude l’intesa con l’India: giù i dazi su auto, vino e olio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Von der Leyen vola da Modi a caccia di nuovi mercati. E Nuova Delhi annuncia un taglio delle tariffe sui veicoli Ue: si passa dal 110 al 40%</em></p>
<p>Passaggio in India per <strong>l’Unione europea alla ricerca dell’indispensabile diversificazione dei mercati</strong>. Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa sigleranno martedì a New Delhi l’<strong>accordo di libero scambio fra l’Ue e il subcontinente</strong>. Oggi intanto saranno ospiti d’onore alle celebrazioni per il 76° compleanno della Repubblica indiana: con l’indipendenza dall’impero britannico.</p>
<h4>L’intesa apre un mercato complessivo di 2 miliardi di persone</h4>
<p>Non è sicuro che si arrivi a una firma vera e propria (al quale comunque servirà la ratifica del Parlamento di Strasburgo), perché le negoziazioni &#8211; hanno precisato entrambi i contraenti &#8211; proseguono fino all’ultimo minuto. Ma di sicuro la strada è spianata. E <strong>arrivano le prime indicazioni</strong>: i <strong>dazi sull’import indiano di auto</strong> (un mercato da 4,4 milioni di vetture destinato a salire a 6 milioni entro il 2030, per ora dominato da marchi locali come Mahindra e Tata), saranno <strong>abbattuti al 40%</strong> dall’attuale 70% con punte fino al 110.</p>
<p><strong>Significative anche le riduzioni per altri beni e servizi</strong>. Secondo fonti vicine alla trattativa l’accordo di libero scambio sarà «molto vantaggioso per gli esportatori agricoli europei», con <strong>dazi sensibilmente in calo su vino e olio d’oliva</strong>, e mantenimento dello status quo su settori come quello della carne bovina, del pollame e dello zucchero. «Ci saranno opportunità significative».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.repubblica.it/economia/2026/01/25/news/accordo_ue_india_dazi_vino_olio-425117879/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Repubblica</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/lue-chiude-lintesa-con-lindia-giu-i-dazi-su-auto-vino-e-olio/">L&#8217;UE chiude l’intesa con l’India: giù i dazi su auto, vino e olio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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