<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ambiente &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<atom:link href="https://www.qualivita.it/news/ambito/ambiente/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Wed, 09 Sep 2026 07:42:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.7.17</generator>

<image>
	<url>https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/04/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>Ambiente &#8211; Fondazione Qualivita</title>
	<link>https://www.qualivita.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Champagne DOP stringe i rubinetti: nel 2026 la resa autorizzata più bassa del secolo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/champagne-dop-stringe-i-rubinetti-nel-2026-la-resa-autorizzata-piu-bassa-del-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 07:41:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=528114</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Comité Champagne fissa la resa a 8.800 kg/ha, equivalente a circa 250 milioni di bottiglie: il quarto taglio consecutivo in un anno segnato da gelate, ondate di calore e siccità. La Champagne frena ancora: [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/champagne-dop-stringe-i-rubinetti-nel-2026-la-resa-autorizzata-piu-bassa-del-secolo/">Champagne DOP stringe i rubinetti: nel 2026 la resa autorizzata più bassa del secolo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Comité Champagne fissa la resa a 8.800 kg/ha, equivalente a circa 250 milioni di bottiglie: il quarto taglio consecutivo in un anno segnato da gelate, ondate di calore e siccità.</em></p>
<p>La Champagne frena ancora: il Comité Champagne fissa il tetto della resa commercializzabile 2026 a 8.800 kg/ha, pari a 250 milioni di bottiglie, il livello più basso dell’era moderna dopo il Covid. Tra gelate, ondate di calore e siccità, la filiera punta a riequilibrare le scorte senza sacrificare la qualità, con una vendemmia che si annuncia tra le più precoci di sempre.</p>
<p>Riunitisi il 22 luglio scorso, i <strong>vertici del Comité Champagne </strong>hanno tracciato la rotta per la vendemmia 2026, e il segnale è inequivocabile: <strong>prudenza</strong>. La resa commercializzabile — la quantità di uva che può essere trasformata in vino destinato alla vendita — è stato fissato a <strong>8.800 kg/ha</strong>, un valore che il CIVC stima equivalere a circa <strong>250 milioni di bottiglie</strong>. Si tratta del livello più basso dell’era moderna, se si esclude l’anomalia pandemica del 2020, quando il tetto venne inizialmente stabilito a 8.000 kg/ha (poi ritoccato a 8.400 kg/ha a dicembre, quando le vendite mostrarono un timido recupero). Il dato 2026 rappresenta quindi il <strong>secondo rendimento commerciale più basso del secolo</strong>.</p>
<p>Il numero acquista ancora più peso se letto in prospettiva. Il tetto scende di 200 kg/ha rispetto ai 9.000 kg/ha del 2025, ma il vero scarto emerge guardando più indietro: <strong>10.000 kg/ha nel 2024</strong>, <strong>11.400 kg/ha nel 2023</strong> e <strong>12.000 kg/ha nel 2022</strong>. In appena quattro campagne, la Champagne ha tagliato la resa autorizzata di oltre il 26%. Non è un episodio isolato, ma <strong>la quarta riduzione consecutiva</strong>, la conferma di una traiettoria che il settore ha intrapreso con determinazione dal 2025 in poi.</p>
<h4>Una decisione collettiva, non un’imposizione dall’alto</h4>
<p>Il Comité Champagne ha voluto sottolineare la natura condivisa della scelta, definendola in un comunicato ufficiale una <strong>decisione collettiva</strong> presa insieme da <em>vignerons</em> e <em>maisons</em>, “volta a riequilibrare progressivamente le scorte, preservando al contempo la sostenibilità economica dei vigneti e il mantenimento degli standard qualitativi”.</p>
<p>Non è retorica di circostanza: l’obiettivo dichiarato è <strong>ridurre le giacenze di</strong> <strong>circa dieci milioni di bottiglie</strong>, ma senza traumi — evitando cioè un aggiustamento troppo brusco che rischierebbe di rendere più fragile il tessuto produttivo.</p>
<p>David Chatillon, Presidente dell’Union des Maisons de Champagne e co-presidente del Comité Champagne, ha rivendicato la specificità del <strong>modello champenois</strong>: “La Champagne dispone di un modello collettivo unico che le permette di adattare le proprie decisioni alla realtà del mercato senza perdere di vista l’essenziale: <strong>preservare nel tempo il valore della denominazione</strong>”. Un concetto ribadito parlando di approccio responsabile in un contesto economico ancora incerto. Sulla stessa linea Maxime Toubart, Presidente del Syndicat Général des Vignerons e co-presidente del CIVC, che ha parlato di “<strong>decisione misurata</strong>, attenta sia alla realtà del vigneto sia al futuro della filiera”.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.winemeridian.com/mercati/vendemmia-champagne-2026-rendimento-record-basso/?fbclid=IwY2xjawUN7B5wZG9mBWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMUtxSHlzU3RSTmlJMVdpREJzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEejPKKMwZUh2aD_1CyoKTeEZtYtvpf_GHprpx_pEtzVMm3HXw8q7HHqGvzJ6g_aem_Yh3lK303c4EL3YvIeX3zrg" target="_blank" rel="noopener">Wine Meridian.com</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/champagne-dop-stringe-i-rubinetti-nel-2026-la-resa-autorizzata-piu-bassa-del-secolo/">Champagne DOP stringe i rubinetti: nel 2026 la resa autorizzata più bassa del secolo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anche il miele soffre le ondate di caldo, import salito del 18%</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/anche-il-miele-soffre-le-ondate-di-caldo-import-salito-del-18/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 07:46:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[altri prodotti di origine animale]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=528055</guid>

					<description><![CDATA[<p>Apicoltura. Annata compromessa nelle aree più siccitose, con ricavi giù fino al 50%. In Italia prodotte 31mila tonnellate a fronte di un deficit di 26mila Anche la produzione italiana di miele paga lo scotto della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/anche-il-miele-soffre-le-ondate-di-caldo-import-salito-del-18/">Anche il miele soffre le ondate di caldo, import salito del 18%</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Apicoltura. Annata compromessa nelle aree più siccitose, con ricavi giù fino al 50%. In Italia prodotte 31mila tonnellate a fronte di un deficit di 26mila</em></p>
<p>Anche la <strong>produzione italiana di miele paga lo scotto della crisi climatica</strong>. Non tutta nello stesso modo, perché <strong>la campagna che si avvia alla chiusura è stata migliore in montagna</strong> ma estremamente difficile in pianura e nelle regioni più calde, come Sicilia e Sardegna.</p>
<p>Secondo l’Osservatorio nazionale miele il primo bilancio del 2026 restituisce l’immagine di <strong>un’annata senza un andamento uniforme</strong>: in alcuni territori le produzioni sono state buone o molto buone, mentre in aree vicine i raccolti sono risultati modesti o addirittura assenti, con grandi differenze non solo tra regioni, ma anche tra apiari vicini, in funzione di altitudine, esposizione, varroa (la malattia delle api), disponibilità idrica e tempestività degli spostamenti.</p>
<blockquote><p>Acacia, eucalipto, millefiori, tiglio, rododendro, castagno, agrumi, mieli di bosco e di alta montagna… l’Italia si distingue per la straordinaria biodiversità dei mieli, con oltre 60 varietà, dalle Dop come il Miele della Lunigiana, delle Dolomiti Bellunesi e il Miele Varesino, fino ad arrivare alle produzioni affinate in barrique o aromatizzate.</p></blockquote>
<p>Proprio nei giorni scorsi <strong>le principali associazioni di settore (Fai, Mic e Unaapi) hanno scritto al Masaf per chiedere un sostegno specifico legato al reddito degli apicoltori</strong> nell’ambito della nuova Politica agricola comune, denunciando una crisi legata a «fattori estranei alla capacità tecnica e imprenditoriale dell’apicoltore» e una <strong>contrazione dei ricavi tra il 25 e il 50 per cento</strong>. Eppure la stagione era iniziata bene, con temperature primaverili miti favorevoli allo sviluppo delle colonie e all’anticipo delle fioriture. Ma l’apicoltura, cartina di tornasole dello stato di salute ambientale, non poteva non pagare i successivi sbalzi termici, temporali e lunghe ondate di calore che hanno seccato rapidamente i terreni e accorciato la durata delle fioriture, riducendo la disponibilità di nettare per le api in molte aree del Paese.</p>
<p><strong>La nota positiva in un contesto che ha visto l’azzeramento di alcune produzioni è stata la ripresa complessiva del miele di acacia</strong>, prodotto cruciale per la redditività aziendale; resta però l’incertezza sulla reazione del mercato e sulla tenuta dei prezzi, in un contesto ancora caratterizzato – sottolinea l’Osservatorio – dalla presenza di giacenze della stagione passata.</p>
<p><strong>L’unica certezza riguarda invece l’aumento dell’import, salito del 18% nel 2025</strong> a oltre 26mila tonnellate di cui oltre un quarto di provenienza extraUe, a fronte di una produzione nazionale di circa 31mila tonnellate e consumi stabili a circa mezzo chilo a persona all’anno, al di sotto della media europea di 600 grammi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/anche-il-miele-soffre-le-ondate-di-caldo-import-salito-del-18/">Anche il miele soffre le ondate di caldo, import salito del 18%</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il caldo riscrive regole e scenari dell&#8217;agricoltura</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-caldo-riscrive-regole-e-scenari-dellagricoltura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 08:08:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=528008</guid>

					<description><![CDATA[<p>Crisi climatica, costi alle stelle. Dall&#8217;agricoltura alla zootecnia, fino all&#8217;accoglienza turistica: il cambiamento climatico impone nuove soluzioni. Gli eventi climatici estremi da un lato e la corsa dei costi dall&#8217;altro, complici i conflitti internazionali, tratteggiano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-caldo-riscrive-regole-e-scenari-dellagricoltura/">Il caldo riscrive regole e scenari dell&#8217;agricoltura</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Crisi climatica, costi alle stelle. Dall&#8217;agricoltura alla zootecnia, fino all&#8217;accoglienza turistica: il cambiamento climatico impone nuove soluzioni.</em></p>
<p>Gli <strong>eventi climatici estremi</strong> da un lato e la <strong>corsa dei costi dall&#8217;altro</strong>, complici i conflitti internazionali, tratteggiano un <strong>orizzonte poco confortante per l&#8217;agricoltura toscana</strong>, dopo che già lo scorso anno era stato avaro di soddisfazioni. <strong>Nel 2025 l&#8217;agricoltura toscana ha generato 4,17 miliardi di euro</strong> di produzione a prezzi correnti, circa 124 milioni in più rispetto all&#8217;anno precedente.</p>
<p>Il segno positivo c&#8217;è, ma va letto con attenzione: è quasi interamente il frutto di una ripresa dei prezzi, non di una crescita reale dell&#8217;attività produttiva. <strong>A prezzi correnti, infatti, la produzione agricola regionale è cresciuta del 3,1% (più 3,9% in Italia) ma in termini reali ha segnato una flessione dello 0,7% e il valore aggiunto è sceso dell&#8217;1,7%</strong>. Nel frattempo i consumi intermedi — cioè i costi sostenuti dalle imprese agricole — sono tornati a crescere del 2% in termini nominali e dell&#8217;1,6% in termini reali, il che significa che le aziende hanno acquistato più input a fronte di una produzione in calo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Il quadro per filiera è molto eterogeneo</h4>
<p>Secondo Irpet è la <strong>zootecnia</strong> il vero traino del 2025: il comparto ha segnato un più 7,4% in valore nominale, avvantaggiandosi del calo del costo dei mangimi (meno 3,7% a prezzi correnti). Le <strong>carni bovine</strong> hanno guadagnato il 19,6% in valore e il pollame il 15,1%. Le <strong>uova</strong>, dopo una performance negativa nel 2024, sono rimbalzate del 14,9%. <strong>L&#8217;olio d&#8217;oliva</strong> è il comparto che ha performato meglio: la produzione è cresciuta dell&#8217;11,4% in termini nominali e addirittura del 13,6% in termini reali. La ragione di scambio delle aziende olivicole si mantiene su livelli nettamente superiori alla media regionale, beneficiando di una dinamica pluriennale favorevole. All&#8217;opposto si trova il <strong>vino</strong>, che nel 2025 ha interrotto bruscamente la ripresa del 2024: la produzione vitivinicola è calata dell&#8217;11,5%in valore e del 1o% in termini reali, con il vino in bottiglia che ha perso il 13,5% in valore corrente e il 13,8% in volume. Il peso del comparto sul mercato del lavoro rende il dato particolarmente rilevante: la vitivinicoltura attiva ogni anno quasi un terzo del totale degli avviamenti in agricoltura.</p>
<h4>I rischi per per le Indicazioni Geografiche</h4>
<p>Ci sono poi <strong>i rischi crescenti legati al cambiamento climatico</strong>: sul sito della Piattaforma nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (lo strumento con cui Ispra e ministero dell&#8217;Ambiente condividono dati e informazioni) si legge che «<strong>l&#8217;agricoltura sarà sempre più soggetta a diminuzioni della produttività delle principali colture</strong>» e che il «settore agroalimentare andrà incontro ad un generale calo delle capacità produttive, al quale sarà strettamente legata anche una possibile diminuzione delle caratteristiche qualitative del prodotto, con <strong>ricadute negative sulle produzioni tipiche di qualità</strong>. Particolare <strong>attenzione dovrà essere riservata alle diverse Dop, Igp ed Igt</strong>».</p>
<p>Nulla di buono per l&#8217;Italia, che con i suoi 856 tra cibi e vini certificati è il Paese numero uno in Europa. E meno che mai per la Toscana, che conta complessivamente 32 prodotti alimentari a marchio Dop e Igp e 58 denominazioni vitivinicole d&#8217;origine e geografiche e sta nel gruppo di testa insieme a Veneto e Emilia Romagna.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;economia &#8211; Corriere della Sera</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-caldo-riscrive-regole-e-scenari-dellagricoltura/">Il caldo riscrive regole e scenari dell&#8217;agricoltura</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Consorzio Vini Trentino presenta il 3° Bilancio di Sostenibilità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-sostenibilita-nel-futuro-della-filiera-il-consorzio-vini-trentino-presenta-il-3-bilancio-di-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 07:35:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[bestpractice]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio di sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[viticoltura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=527917</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio Vini del Trentino presenta il 3° Bilancio di Sostenibilità, un appuntamento che mette al centro dati, imprese e nuove sfide della filiera. Il 30 settembre a Trento produttori, istituzioni, GDO e professionisti si [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-sostenibilita-nel-futuro-della-filiera-il-consorzio-vini-trentino-presenta-il-3-bilancio-di-sostenibilita/">Il Consorzio Vini Trentino presenta il 3° Bilancio di Sostenibilità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio Vini del Trentino presenta il 3° Bilancio di Sostenibilità, un appuntamento che mette al centro dati, imprese e nuove sfide della filiera. Il 30 settembre a Trento produttori, istituzioni, GDO e professionisti si confronteranno su sostenibilità, competitività e capacità del vino trentino di creare valore, tutelando territorio e comunità.</em></p>
<p>La sostenibilità non è più soltanto una dimensione ambientale, ma una componente sempre più centrale della capacità di un territorio vitivinicolo di creare valore, tutelare le proprie risorse e affrontare con consapevolezza le trasformazioni del mercato. È questo il filo conduttore della <strong>presentazione del 3° Bilancio di Sostenibilità del </strong><a href="https://vinideltrentino.com/"><strong>Consorzio Vini del Trentino </strong></a>che si terrà mercoledì 30 settembre 2026 dalle 17:00 alle 19:30 presso l’ITAS Forum in via Adalberto Libera 13 a Trento.</p>
<p>Un appuntamento pensato per fare il punto sul percorso intrapreso dal comparto e, soprattutto, per mettere a confronto prospettive e competenze diverse.Il Consorzio Vini del Trentino, organismo di rappresentanza e tutela della vitivinicoltura trentina, svolge un ruolo di coordinamento e valorizzazione della filiera e del territorio. Il suo impegno sulla sostenibilità si inserisce in un percorso sviluppato negli anni, che coinvolge le aziende e affronta il tema nella sua dimensione ambientale, economica e sociale. Un percorso che trova nel Bilancio di Sostenibilità uno <strong>strumento di misurazione, trasparenza e confronto e non soltanto un documento di rendicontazione.</strong></p>
<p>La presentazione del Bilancio di Sostenibilità 2025 nasce proprio con questo spirito: raccontare ciò che è stato fatto, leggere i dati e aprire una riflessione sulle sfide che attendono il vino trentino. <strong>Il programma mette infatti in dialogo il mondo della produzione con quello della formazione, della grande distribuzione e della comunicazione</strong>, offrendo una lettura della sostenibilità che parte dal vigneto ma arriva fino al consumatore e ai mercati internazionali.</p>
<p>Ad aprire i lavori, moderati da <strong>Patrizia Orsingher</strong>, saranno i saluti istituzionali e l’intervento del <strong>presidente del Consorzio Vini del Trentino Albino Zenatti</strong>, con la partecipazione delle autorità provinciali. <strong><em>“La sostenibilità è una responsabilità che riguarda l’intera filiera e che non può essere affrontata come un tema isolato,</em></strong> – commenta il presidente Zenatti – <em>il Bilancio di Sostenibilità ci permette di dare concretezza a un percorso che coinvolge quotidianamente le nostre imprese e il territorio in cui operano. Il nostro obiettivo è continuare a costruire una viticoltura capace di guardare al futuro, mantenendo insieme qualità, competitività, tutela dell’ambiente e capacità di generare valore per le comunità trentine”.</em></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.winemeridian.com/ambiente-e-sostenibilita/bilancio-sostenibilita-2025-consorzio-vini-trentino-settembre-2026/" target="_blank" rel="noopener">Wine Meridian.com</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-sostenibilita-nel-futuro-della-filiera-il-consorzio-vini-trentino-presenta-il-3-bilancio-di-sostenibilita/">Il Consorzio Vini Trentino presenta il 3° Bilancio di Sostenibilità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Adriatico bruciati i semi, produzione di cozze a rischio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/in-adriatico-bruciati-i-semi-produzione-di-cozze-a-rischio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 07:02:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[pesci e molluschi]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=527643</guid>

					<description><![CDATA[<p>Molluschicoltura in grave difficoltà per la temperatura del mare che è arrivata a 33,28 gradi, allo studio ristori alle imprese per calamità Un vero disastro. Le elevatissime temperature del mare registrate nell’estate 2026 a livelli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/in-adriatico-bruciati-i-semi-produzione-di-cozze-a-rischio/">In Adriatico bruciati i semi, produzione di cozze a rischio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Molluschicoltura in grave difficoltà per la temperatura del mare che è arrivata a 33,28 gradi, allo studio ristori alle imprese per calamità</em></p>
<p>Un vero disastro. Le elevatissime temperature del mare registrate nell’estate 2026 a livelli che qualcuno ha definito quasi “termali” sta letteralmente azzerando la molluschicoltura italiana. A essere <strong>colpita è soprattutto la produzione di cozze nell’Alto Adriatico</strong> distretto tra i principali al mondo con capofila l’Emilia Romagna che vale, da sola, circa il 60% della produzione italiana di mitili. Ma <strong>danni rilevanti sono stati registrati anche in Veneto e Puglia</strong> che sono le altre regioni con una produzione di rilievo.</p>
<p>«Ad essere a rischio – spiega il vicepresidente di Fedagripesca Emilia Romagna, Vadis Paesanti – non è tanto la campagna 2026 che inizia a marzo e si è conclusa a fine agosto. Ma la prossima. Tra martedì e mercoledì della scorsa settimana abbiamo scoperto che <strong>tutti i semi messi a dimora sono stati distrutti</strong>. Con una <a href="https://www.qualivita.it/news/mare-bollente-strage-di-cozze-persi-mille-quintali-di-cozze-di-scardovari-dop/" target="_blank" rel="noopener">temperatura del mare che è arrivata a 33,28 gradi</a>, di fatto, si sono cotti nell’acqua senza che nessuno però possa mangiarli. Una vera e propria ecatombe per la produzione di cozze visto che l’Emilia Romagna è il primo produttore ma anche il primo fornitore di semi per le altre regioni produttrici.</p>
<p>E questo significa anche che abbiamo scarsissime possibilità di rintracciare seme da altre aree per cercare di salvare la stagione. Calcoliamo che circa 200 imprese nella nostra area resteranno senza lavoro con una stima di danni che, al momento, è di almeno 50 milioni. E per questo siamo in contatto con le istituzioni per trovare forme di risarcimento e di ristoro per imprese e lavoratori».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/temperature-mare-livelli-termali-produzione-cozze-e-quasi-azzerata-nell-adriatico-AJGsmgz" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/in-adriatico-bruciati-i-semi-produzione-di-cozze-a-rischio/">In Adriatico bruciati i semi, produzione di cozze a rischio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Consorzio di Tutela Arancia di Ribera DOP: &#8220;prematuro fare una stima dei danni&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-di-tutela-arancia-di-ribera-dop-prematuro-fare-una-stima-dei-danni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 07:34:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=527518</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio di tutela Arancia di Ribera DOP mantiene alta l&#8217;attenzione sulle condizioni degli agrumeti a seguito della siccità che ha colpito la regione Il Consorzio di Tutela Arancia di Ribera DOP sceglie la linea [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-di-tutela-arancia-di-ribera-dop-prematuro-fare-una-stima-dei-danni/">Il Consorzio di Tutela Arancia di Ribera DOP: &#8220;prematuro fare una stima dei danni&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio di tutela Arancia di Ribera DOP mantiene alta l&#8217;attenzione sulle condizioni degli agrumeti a seguito della siccità che ha colpito la regione</em></p>
<p>Il Consorzio di Tutela Arancia di Ribera DOP sceglie la linea della prudenza istituzionale di fronte all&#8217;allarme lanciato nei giorni scorsi su tutti i canali nazionali dall&#8217;associazione riberese &#8220;Liberi Agricoltori&#8221; sui danni causati dalla siccità agli agrumeti.</p>
<p>Il Presidente del Consorzio, <strong>Salvatore Daino</strong>, precisa che l&#8217;ente sta valutando con attenzione la situazione della produzione, ma ritiene prematuro formulare oggi valutazioni definitive sull&#8217;andamento della prossima campagna agrumaria, sia sotto il profilo quantitativo sia, soprattutto, sotto quello qualitativo.</p>
<p>«Il Consorzio continua a monitorare la situazione, mantenendo alta l&#8217;attenzione sulle <strong>condizioni degli agrumeti e sull&#8217;evoluzione della campagna</strong> — scrive Daino —. Attendiamo l&#8217;evolversi delle condizioni climatiche, le prime piogge, per comunicare notizie concrete, ufficiali e supportate da dati, nell&#8217;interesse dei nostri produttori e della tutela dell&#8217;immagine della nostra DOP. Non sottovalutiamo le difficoltà degli agricoltori, senza alimentare allarmismi e senza anticipare conclusioni».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Sicilia</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-di-tutela-arancia-di-ribera-dop-prematuro-fare-una-stima-dei-danni/">Il Consorzio di Tutela Arancia di Ribera DOP: &#8220;prematuro fare una stima dei danni&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mare bollente, strage di cozze. Persi mille quintali di Cozze di Scardovari DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/mare-bollente-strage-di-cozze-persi-mille-quintali-di-cozze-di-scardovari-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 08:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[pesci e molluschi]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=527483</guid>

					<description><![CDATA[<p>Caldo, mare a 32 gradi fa strage di cozze in Alto Adriatico. Colpito anche il Veneto. Il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine perde circa mille quintali di Cozza di Scardovari DOP Il mare è sempre [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/mare-bollente-strage-di-cozze-persi-mille-quintali-di-cozze-di-scardovari-dop/">Mare bollente, strage di cozze. Persi mille quintali di Cozze di Scardovari DOP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Caldo, mare a 32 gradi fa strage di cozze in Alto Adriatico. Colpito anche il Veneto. Il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine perde circa mille quintali di Cozza di Scardovari DOP</em></p>
<p>Il mare è sempre più caldo e a pagare il conto sono le cozze. <a href="https://www.qualivita.it/news/delta-del-po-caldo-e-alghe-tolgono-ossigeno-moria-di-pesci-cozze-e-vongole/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La moria che a luglio ha colpito la Sacca di Scardovari</strong></a>, facendo perdere circa mille quintali di Cozza DOP e <strong>costringendo il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine a sospendere la vendita del prodotto allevato in laguna</strong>, non è rimasta un caso isolato.</p>
<p>Le temperature eccezionali che continuano a interessare l’Alto Adriatico stanno mettendo sotto pressione gli allevamenti di mitili e quanto accaduto nel Delta veneto trova ora conferma anche lungo le coste dell’Emilia Romagna. A Scardovari il primo pesante campanello d’allarme era arrivato nel pieno dell’estate. <strong>Nella Sacca l’acqua aveva raggiunto i 32 gradi, una temperatura risultata fatale per le cozze.</strong> In pochi giorni erano andati perduti circa mille quintali di prodotto proprio mentre la stagione commerciale stava registrando risultati particolarmente positivi, con richieste che avevano superato le aspettative e vendite triplicate rispetto all’anno precedente.</p>
<h4>LO STOP</h4>
<p><strong>Il Consorzio era stato così costretto a fermare la raccolta della Cozza di Scardovari Dop allevata in laguna</strong>, lasciando disponibile soltanto la produzione proveniente dagli impianti in mare. Una perdita economica, ma anche un nuovo colpo per i pescatori del Delta, reduci dalla devastazione provocata dal <strong>granchio blu</strong> e alle prese con <strong>condizioni ambientali sempre più difficili</strong>.</p>
<p>&#8220;Con 32 gradi le cozze muoiono&#8221;, aveva spiegato il <strong>presidente del Consorzio Pescatori di Scardovari, Paolo Mancin</strong>, mettendo in guardia anche sulla tenuta delle ostriche, maggiormente resistenti alle alte temperature ma comunque esposte al rischio in caso di condizioni estreme prolungate.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Gazzettino</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/mare-bollente-strage-di-cozze-persi-mille-quintali-di-cozze-di-scardovari-dop/">Mare bollente, strage di cozze. Persi mille quintali di Cozze di Scardovari DOP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Toscana, vino invenduto: i Consorzi tagliano la vendemmia del 20%</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-invenduto-i-consorzi-tagliano-la-vendemmia-del-20/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 07:18:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=527455</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le imprese toscane hanno 5,6 milioni di ettolitri stoccati, l’equivalente della raccolta di un anno. Dazi, crisi, gusto dei giovani tra le cause del vino invenduto: male i rossi, si tenta la strada degli spumanti. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-invenduto-i-consorzi-tagliano-la-vendemmia-del-20/">Toscana, vino invenduto: i Consorzi tagliano la vendemmia del 20%</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le imprese toscane hanno 5,6 milioni di ettolitri stoccati, l’equivalente della raccolta di un anno. Dazi, crisi, gusto dei giovani tra le cause del vino invenduto: male i rossi, si tenta la strada degli spumanti. I Consorzi di tutela costretti a tagliare la vendemmia del 20%.</em></p>
<p>È come se un’intera vendemmia fosse in giacenza, quasi 740 milioni di bottiglie. Sono <strong>quasi 5,6 i milioni di ettolitri di vino ‘fermi’ in Toscana a fine giugno 2026</strong>, cifra simile a dodici mesi prima, mentre nel novembre 2019, poco prima del Covid, erano 4,4.</p>
<p>Mentre in alcune zone è già partita la vendemmia, <strong>per alcuni grandi Consorzi della Toscana la quantità di uva raccolta per ogni ettaro viene ridotta di circa il 20%</strong>, come concordato con la Regione Toscana. I numeri sulle bottiglie invendute arrivano da <strong>Cantina Italia</strong>, portale del Ministero dell’Agricoltura.</p>
<p>Il quadro per i rossi toscani, specie tra Pisa e Firenze, non è molto positivo: <strong>tra i vini Dop o Igp italiani in giacenza, la denominazione Toscano o Toscana è terza</strong> (4,3% del totale, circa 1,6 milioni di ettolitri) e il <strong>Chianti è quarto</strong> (3,4% e 1,4 milioni di ettolitri), numeri quasi uguali al 2025 ma in rialzo rispetto al pre-Covid.</p>
<p>Come detto, in vista della vendemmia <strong>la giunta toscana ha approvato le deliberazioni dei Consorzi</strong>, andando verso una <strong>riduzione delle cosiddette ‘rese’</strong> (la quantità di uva raccolta per ettaro di vigneto) <strong>del 20% sia per l’Igt che per le produzioni Doc</strong>.</p>
<p>Per <strong>l’assessore regionale Leonardo Marras</strong>, «programmare è più efficace che rincorrere le emergenze».</p>
<p>«Abbiamo chiesto che per la vendemmia 2026 la resa prevista dal disciplinare venisse abbassata del 20%, lo hanno chiesto anche <strong>Chianti, Chianti classico, Brunello di Montalcino</strong>. Questo è per contenere le disponibilità» sono le parole di <strong>Stefano Campatelli, direttore del Consorzio Vino Toscana</strong>, che da poco ha ottenuto l’’erga omnes’ per la promozione e la tutela della Toscana Igt. «Ci sono situazioni di giacenze al momento, c’è un po’ di difficoltà sul mercato» continua Campatelli, secondo cui quel che non aiuta le esportazioni «è il momento di incertezza nazionale e globale».</p>
<p>L’incertezza si ripercuote anche sui consumatori «sia per l’inflazione sia per l’aumento dei costi che frenano gli acquisti del vino e lo tolgono dal carrello della spesa». C’è anche un <strong>cambio nelle abitudini dei consumi</strong>, i giovani bevono meno vino rosso e il calo porta a far calare prezzi «e con l’abbassamento tante aziende soffrono». Per il Consorzio Vino Toscana è la prima volta che si arriva a questo calo, <strong>spiega il presidente Cesare Cecchi</strong>: «La produzione media rimane sempre minore rispetto al massimale. Più che di invenduto però parlerei di stoccaggio, perché il vino non ha scadenza a breve». La crisi preoccupa ma per Cecchi «sono momenti in cui le aziende riescono a trovare nuove strade» come per esempio gli spumanti.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Repubblica &#8211; Firenze</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-invenduto-i-consorzi-tagliano-la-vendemmia-del-20/">Toscana, vino invenduto: i Consorzi tagliano la vendemmia del 20%</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vino e caldo record, l’annata più precoce del secolo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-e-caldo-record-lannata-piu-precoce-del-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 07:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=527288</guid>

					<description><![CDATA[<p>I vigneti e il caldo record, i rossi già pronti e i bianchi in anticipo: “È l’annata più precoce del secolo”. Una volta la vendemmia cominciava quando lo decideva il parroco. Nulla di spirituale, ovviamente. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-e-caldo-record-lannata-piu-precoce-del-secolo/">Vino e caldo record, l’annata più precoce del secolo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I vigneti e il caldo record, i rossi già pronti e i bianchi in anticipo: “È l’annata più precoce del secolo”.</em></p>
<p>Una volta la vendemmia cominciava quando lo decideva il parroco. Nulla di spirituale, ovviamente. Il prete non era un indovino, ma l’unico del paese a possedere un termometro a massima e minima, in grado di conoscere la temperatura del giorno e della notte. In un gabbiotto meteorologico rudimentale aveva anche un barometro e un anemometro, strumenti che lo informavano sulla situazione del clima, del vento e della pressione atmosferica. Annunciava con le campane la raccolta dell’uva e all’ingresso della chiesa, insieme con l’orario delle messe, fissava la data della vendemmia. Altri tempi. <strong>Oggi a decidere l’inizio del raccolto sono l’anticiclone africano e El Niño</strong>, i responsabili più o meno diretti dell’ondata di calore che ha investito l’Italia per tutta l’estate, scompigliando le carte anche tra i filari. Con il risultato che<strong> la vendemmia comincia sempre prima</strong>, accorciando fino a sovrapporre i tempi di maturazione delle differenti uve e costringendo i viticoltori a impegnativi tour de force per districarsi tra bianchi e rossi.</p>
<p><strong>In Sicilia e in Oltrepò Pavese i primi grappoli sono stati raccolti già a fine luglio, con un anticipo di almeno un paio di settimane.</strong></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Subito dopo le basi spumante, intorno a Ferragosto, è iniziata la <strong>vendemmia del Moscato</strong>, la più rilevante dal punto di vista quantitativo in tutto il Piemonte del vino. Circa diecimila ettari che si distendono tra le province di Cuneo, Asti e Alessandria per dar vita all’Asti Spumante e al Moscato d’<strong>Asti DOP</strong>.</p>
<p>«Quest’anno nessun produttore si è potuto permettere il lusso di andare in vacanza ad agosto» osserva il <strong>presidente del Consorzio dell’Asti, Stefano Ricagno</strong>. «Le piogge invernali, il caldo primaverile con conseguente anticipo della fioritura e le varie ondate di temperature roventi sono tutti fattori che hanno determinato un anticipo record per la zona».</p>
<p>Con conseguenze anche paradossali: a metà agosto molte cantine di vinificazione non avevano ancora aperto i battenti e i viticoltori si sono ritrovati con le uve bruciate dal sole in vigna e l’impossibilità di conferirle, con una significativa perdita di peso e una consistente diminuzione del reddito.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-e-caldo-record-lannata-piu-precoce-del-secolo/">Vino e caldo record, l’annata più precoce del secolo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Consorzio vini Asolo Montello: soluzioni di lungo termine per la gestione dell’acqua</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-vini-asolo-montello-soluzioni-di-lungo-termine-per-la-gestione-dellacqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 07:13:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[risorse idriche]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=527244</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vendemmia 2026, il Consorzio Vini Asolo Montello fa un primo bilancio della raccolta 2026 e lancia un appello: è ora di ripensare a soluzioni di lungo termine per la gestione dell’acqua, una risorsa sempre più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consorzio-vini-asolo-montello-soluzioni-di-lungo-termine-per-la-gestione-dellacqua/">Consorzio vini Asolo Montello: soluzioni di lungo termine per la gestione dell’acqua</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vendemmia 2026, il Consorzio Vini Asolo Montello fa un primo bilancio della raccolta 2026 e lancia un appello: è ora di ripensare a soluzioni di lungo termine per la gestione dell’acqua, una risorsa sempre più scarsa</em></p>
<p>Se fosse un film, lo slogan sarebbe “quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare.” In questo caso però si parla di <strong>vendemmia</strong> e i protagonisti sono i produttori dell’area Asolo Montello, che hanno iniziato a raccogliere le uve di Glera e delle altre varietà del territorio.</p>
<p>&#8220;<em>Quest’anno la situazione del vigneto è stata particolarmente impegnativa a causa della siccità e del caldo estremo. &#8211;  </em>Afferma il <strong>presidente del Consorzio di Tutela Michele Noal</strong>. &#8211;  <em>In questa annata complessa, l’esperienza dei viticoltori, che in questi anni hanno imparato a gestire anche condizioni molto difficili, ha permesso di raccogliere uve perfettamente sane e con parametri di acidità e zuccheri soddisfacenti, anche alla luce delle piogge degli ultimi giorni e del calo delle temperature&#8221;.</em></p>
<p>Se i viticoltori hanno maturato competenze importanti, che hanno consentito di garantire un’annata buona, <strong>la maggiore criticità oggi è rappresentata dal sistema idraulico</strong>, che è rimasto uguale a più di 20 anni fa. L’andamento del clima caratterizzato da eventi atmosferici sempre meno controllabili richiede una <strong>gestione strategica delle risorse</strong>, anzitutto dell’acqua, ad esempio con una conduzione più razionale dei bacini di laminazione per garantire l’approvvigionamento delle acque anche in collina, dove non è possibile ricorrere all’irrigazione.</p>
<p>Una direzione nella quale il Consorzio di Tutela si sta muovendo assieme anche ai colleghi degli altri Consorzi, e che non può prescindere dal coinvolgimento del mondo politico, di tutta la filiera e delle istituzioni locali.</p>
<p>Nell’imminente, comunque, i produttori si concentrano su completare la vendemmia. La pioggia e l’abbassamento delle temperature dei giorni scorsi hanno giovato alle uve, al risparmio energetico, perché riduce la necessità di refrigerazione in cantina, e soprattutto a chi è impegnato nella raccolta. La <strong>vendemmia è iniziata in anticipo rispetto alla media del territorio</strong>, come avvenuto d’altro canto in tutta Italia. Una <strong>scelta necessaria per preservare l’acidità,</strong> fondamentale per le uve destinate a diventare spumante. La bravura dei produttori è quindi scegliere il momento ideale per raccogliere, grazie anche al supporto offerto dal Consorzio di Tutela con il monitoraggio delle curve di maturazione.</p>
<p><em>&#8220;Il 2026 è un&#8217;annata molto calda e la siccità è stato l’elemento maggiormente problematico. Una situazione che non si esclude si possa ripetere anche in futuro e, proprio per questo, ragionare già da ora sulle soluzioni per il prossimo anno diviene particolarmente importante&#8221;. </em>Conclude Noal.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.asolomontello.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Asolo Prosecco</strong> e <strong>Vini del Montello</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/08/CS_Vendemmia-2026_Consorzio-Asolo-Montello.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consorzio-vini-asolo-montello-soluzioni-di-lungo-termine-per-la-gestione-dellacqua/">Consorzio vini Asolo Montello: soluzioni di lungo termine per la gestione dell’acqua</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
