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	<title>Mauro Rosati &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Mauro Rosati &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>&#8220;Dop economy eccellenza italiana&#8221;, al Bailo l&#8217;incontro con Mauro Rosati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 07:22:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mauro Rosati presenta il libro &#8220;La Filosofia della Dop economy&#8221; al museo Bailo di Treviso: &#8220;le filiere DOP e IGP fanno economia vera. I Consorzi riescono a migliorare le filiere ma la forza più importante [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mauro Rosati presenta il libro &#8220;La Filosofia della Dop economy&#8221; al museo Bailo di Treviso: &#8220;le filiere DOP e IGP fanno economia vera. I Consorzi riescono a migliorare le filiere ma la forza più importante sono i produttori&#8221;.</em></p>
<p><strong>La Dop economy è il sistema economico e produttivo basato sui prodotti agroalimentari e vitivinicoli con certificazione di origine Dop, Igt e Stg</strong>. Un insieme di fattori che rappresenta il pilastro fondamentale del made in Italy (e del suo export), sostenuto soprattutto dalla coesione dei consorzi di tutela; crea valore non delocalizzabile e tutela tradizione, comunità, occupazione e territori.</p>
<p>L&#8217;Italia è un giacimento ricchissimo per la Dop economy, con oltre 180 mila imprese legate alle Dop e alle Igp, per un totale di oltre mille &#8220;tesori&#8221; agroalimentari certificati, assestando il nostro Paese al primo posto in Europa. Il Veneto fa la sua larga parte, con una quarantina di eccellenze tra formaggi, ortaggi, radicchi, asparagi. A cui si aggiungono le denominazioni vitivinicole e il fenomeno Prosecco, uno dei tanti &#8220;miracoli&#8221; italiani e un modello di successo. Ma non è un caso unico, se si pensa al boom planetario del Parmigiano Reggiano, della mozzarella di bufala campana o del cioccolato di Modica.</p>
<h4>I PRODOTTI</h4>
<p>Prodotti il cui valore non è più solo riconducibile al mero prezzo di mercato, ma che, invece, sono il frutto di una filiera di qualità, mantenendo un legame autentico con i territori e la cultura d&#8217;origine. Sistemi di sviluppo dinamici, sempre attenti all&#8217;evoluzione del mercato, con uno scopo primario: garantire al consumatore finale che quel che mangia e beve corrisponde, effettivamente, a ciò che si aspetta da un cibo e da un vino certificato.</p>
<p><strong>Se ne è parlato venerdì, nella sala Zanini del Museo Bailo di Treviso</strong>, alla presentazione del libro &#8220;<strong>La filosofia della Dop Economy. Come il cibo di qualità può generare cultura</strong>&#8221; (Treccani), <strong>scritto da Mauro Rosati</strong>, direttore della Fondazione Qualivita, esperto di politiche agroalimentari.</p>
<h4>L&#8217;APPUNTAMENTO</h4>
<p>Rosati, in un tour di quaranta date, sta presentando il suo saggio in tutta Italia; la tappa trevigiana è stata organizzata con il sostegno del Consorzio Prosecco Doc e del Comune di Treviso, in collaborazione con la Fondazione Qualivita. Sono intervenuti il direttore del Prosecco Doc, <strong>Luca Giavi</strong>, il sindaco <strong>Mario Conte</strong>, <strong>Giulia Casagrande</strong>, presidente di Fondazione Marca Treviso, <strong>Luca De Carlo</strong> presidente della Commissione agricoltura del Senato e <strong>Cesare Mazzetti</strong> a capo di Qualivita.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<strong> Il Gazzettino &#8211; Treviso</strong></p>
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		<title>La filosofia della Dop economy, il nuovo libro di Mauro Rosati al Museo Bailo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-filosofia-della-dop-economy-il-nuovo-libro-di-mauro-rosati-al-museo-bailo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 07:38:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 24 luglio 2026 alle ore 17.30, presso il Museo Luigi Bailo di Treviso si terrà, in collaborazione con il Consorzio di tutela della DOC Prosecco, la presentazione del volume La filosofia della Dop economy [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 24 luglio 2026 alle ore 17.30, presso il Museo Luigi Bailo di Treviso si terrà, in collaborazione con il Consorzio di tutela della DOC Prosecco, la presentazione del volume La filosofia della Dop economy di Mauro Rosati</em></p>
<p>Negli ultimi anni, il <strong>sistema delle Denominazioni di Origine Protette (DOP) e delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP)</strong> ha modellato i territori italiani, dando forma a una nuova economia geografica, oggi definita con il neologismo <strong>Dop economy</strong>. Ha valorizzato patrimoni culturali e artistici, rafforzato le comunità e la riconoscibilità del made in Italy nel mondo, restituendo un senso più pieno ai nostri prodotti agroalimentari.</p>
<p>Il <strong>Consorzio di Tutela della DOC Prosecco porta al venerdì alle 17,30 al Museo Bailo la presentazione del libro &#8220;La filosofia della Dop economy</strong>. <strong>Come il cibo di qualità può generare cultura, comunità e futuro&#8221; di Mauro Rosati</strong>, edito da Treccani con la prefazione di Umberto Galimberti.<br />
L&#8217;iniziativa, promossa e ospitata dal Consorzio nella propria città sede, Treviso, si terrà in <strong>collaborazione con Fondazione Qualivita</strong> e con il patrocinio del Comune di Treviso.</p>
<p>La presentazione sarà preceduta dai saluti di <strong>Giancarlo Guidolin</strong>, Presidente Consorzio di Tutela della DOC Prosecco, <strong>Mario Conte</strong> — Sindaco della Città di Treviso e <strong>Cesare Mazzetti</strong>, Presidente Fondazione Qualivita. La presentazione del libro, moderata da <strong>Luca Ferrua</strong>, vedrà un talk con la partecipazione dell&#8217;autore, <strong>Mauro Rosati</strong>, di <strong>Giulia Casagrande</strong>, Presidente Fondazione Marca Treviso e <strong>Luca De Carlo</strong>, Presidente Commissione Agricoltura del Senato.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<strong> Il Gazzettino &#8211; Treviso</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/treviso-presentazione-del-libro-la-filosofia-della-dop-economy-di-mauro-rosati/" target="_blank" rel="noopener">PROGRAMMA COMPLETO</a></p>
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		<title>Cinta Senese DOP: trema un sistema che vale 5,5 milioni di euro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cinta-senese-dop-trema-un-sistema-che-vale-55-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 07:48:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cinta senese, un tesoro a rischio. La peste suina mette i brividi, il Consorzio di tutela: «Il rischio è reale, non più un&#8217;ipotesi lontana». E la Regione nomina un commissario speciale per gestire l&#8217;emergenza A [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cinta senese, un tesoro a rischio. La peste suina mette i brividi, il Consorzio di tutela: «Il rischio è reale, non più un&#8217;ipotesi lontana». E la Regione nomina un commissario speciale per gestire l&#8217;emergenza</em></p>
<p>A rischio una filiera da cinque milioni e mezzo di euro, quello della cinta senese dop, un maiale parte della tradizione toscana e della storia di Siena nel tempo diventato simbolo del made in Italy. A lanciare l&#8217;allarme è il Consorzio di Tutela dopo i nuovi focolai in Toscana di peste suina, un&#8217;emergenza sanitaria che rischia di travolgere gli allevamenti allo stato brado e semi brado e di cancellare un patrimonio genetico costruito in decenni.</p>
<p><strong>I numeri parlano di 79 allevatori, 6 macelli e 18 imprese di trasformazione</strong> compongono l&#8217;intero sistema produttivo della razza suina autoctona toscana. <strong>Nel corso del 2025 sono stati certificati 3.135 capi macellati, per un totale di 617.423 chilogrammi di mezzene</strong>, oltre 617 tonnellate. Un dato che assume particolare rilievo se rapportato alla distribuzione territoriale degli allevamenti: su settanta aziende riconosciute dal sistema di controllo, ben 52 sono concentrate tre province, Siena (24), Firenze e Grosseto (14 ciascuna). Una concentrazione che, in caso di focolaio in una di queste aree, potrebbe avere effetti sproporzionati sull&#8217;intero comparto.</p>
<p><strong> Dopo i casi recenti</strong>, che non hanno riguardato solo cinghiali selvatici che abitano nei boschi ma anche maiali di allevamento, con un aggravarsi ella situazione, il presidente della Toscana Eugenio Giani ha deciso di <strong>nominare un commissario straordinario per gestire l&#8217;emergenza della peste suina africana</strong>: sarà il medico veterinario dell&#8217;Asl Toscana Sud Est Giorgio Briganti, direttore del dipartimento di prevenzione territoriale.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>«Siamo davanti a un pericolo reale, non più a un&#8217;ipotesi lontana», <a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">dichiara il presidente del Consorzio Nicolò Savigni</a>, ricordando che dall&#8217;agosto 2024 è al vaglio delle istituzioni un progetto per costituire, in un sito isolato e ad alta biosicurezza, un nucleo di riserva genetica composto da 12-15 femmine e 3 maschi riproduttori. A quasi due anni dal primo sopralluogo, però, il sito non è stato individuato, l&#8217;istruttoria sanitaria non è completa e il nucleo non è stato costituito.</p>
<p>Per <strong>Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia</strong>, la posta in gioco supera i confini toscani: «La Cinta Senese è un patrimonio storico, genetico, culturale ed economico dell&#8217;intero Paese. Perderla significherebbe un danno irreversibile».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Nazione &#8211; Pisa</strong></p>
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		<title>Scatta l&#8217;allarme per la cinta senese: &#8220;Così la razza rischia l&#8217;estinzione&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/scatta-lallarme-per-la-cinta-senese-cosi-la-razza-rischia-lestinzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:43:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le preoccupazioni del presidente del Consorzio di tutela Savigni e del direttore generale di Qualivita Rosati. «Da due anni aspettiamo di poter definire un progetto per la messa in sicurezza della specie» L&#8217;allarme, scattato già [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le preoccupazioni del presidente del Consorzio di tutela Savigni e del direttore generale di Qualivita Rosati. «Da due anni aspettiamo di poter definire un progetto per la messa in sicurezza della specie»</em></p>
<p>L&#8217;allarme, scattato già da un paio di anni, è ora ai massimi livelli: la diffusione del<a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;epidemia di peste suina rischia di mettere a rischio gli allevamenti di cinta senese</a>.</p>
<p>«Rischiamo l&#8217;estinzione della razza», dice senza tanti giri di parole <strong>Nicolò Savigni, presidente del Consorzio di tutela della cinta senese Dop</strong>. Quella dei suini neri con la striscia bianca dalla carne pregiata, allevati in stato brado o semibrado.</p>
<p>«Stiamo lavorando da tempo a un progetto di salvaguardia della specie, ora che la situazione è così allarmante spero che si riesca ad accelerare», <strong>aggiunge Mauro Rosati, direttore generale di Qualivita</strong>.</p>
<p>Per capire i timori, bisogna partire dai numeri: il Consorzio raduna in tutta la regione 79 allevatori, 6 macelli, 18 imprese di trasformazione.</p>
<p>La stima è di circa 3.300 capi. «<strong>Sotto la soglia di tremila si rischia l&#8217;estinzione &#8211; sottolinea Savigni</strong> &#8211; e con la diffusione della peste suina il rischio è che qualcuno sia tentato di bloccare la riproduzione e vendere i capi. Spero che ora il commissario superi lentezze burocratiche e rimpalli di responsabilità che stanno bloccando i nostri progetti di tutela».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <b>La Nazione &#8211; Siena</b></p>
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		<title>Peste suina, a rischio il Maialino di Cinta Senese</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/peste-suina-a-rischio-il-maialino-di-cinta-senese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:12:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I primi casi di peste suina rinvenuti in Toscana hanno spinto all’abbattimento di 300 capi di Cinta Senese DOP, il 10% del patrimonio totale. L’allevamento allo stato brado espone gli animali al contagio Maialino di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-a-rischio-il-maialino-di-cinta-senese/">Peste suina, a rischio il Maialino di Cinta Senese</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I primi casi di peste suina rinvenuti in Toscana hanno spinto all’abbattimento di 300 capi di Cinta Senese DOP, il 10% del patrimonio totale. L’allevamento allo stato brado espone gli animali al contagio</em></p>
<p>Maialino di Cinta Senese a rischio estinzione a causa della Peste suina africana. A dare l’<a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">allarme è lo stesso <strong>Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP</strong></a> dopo i primi abbattimenti di capi avvenuti nei giorni scorsi. Il primo focolaio in un allevamento toscano è stato individuato a Comano, in provincia di Massa-Carrara, mentre nei giorni scorsi due suini rinvenuti morti in un allevamento di San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia, sono risultati positivi al virus.</p>
<h4>Abbattuto il 10% dell’intero patrimonio di 3mila capi</h4>
<p>Nei giorni scorsi sono stati abbattuti 300 capi circa il 10% di un patrimonio che è di circa 3mila capi in tutto.</p>
<p>Il maialino di Cinta Senese è <strong>allevato soprattutto allo stato brado o semibrado</strong> caratteristica fondamentale per la qualità delle sue carni ma che rende però i capi particolarmente esposti al contagio il cui veicolo principale è rappresentato dai cinghiali selvatici.</p>
<h4>Consorzio Dop: siamo davanti a un pericolo reale</h4>
<p>«Siamo davanti a un pericolo reale – ha commentato il <strong>presidente del Consorzio della Cinta Senese Dop,</strong> <strong>Nicolò Savigni</strong> -. Gli allevatori hanno rafforzato la biosicurezza interna, anche grazie ai contributi ricevuti, ma fuori dai confini aziendali il rischio resta al di fuori del loro controllo. Non possono essere lasciati soli: ogni allevamento di Cinta Senese deve essere considerato un presidio da difendere».</p>
<p>[…]</p>
<h4>Istituire un incubatore per preservare il patrimonio genetico</h4>
<p>«La principale ipotesi allo studio con il Commissario e le istituzioni – ha spiegato il <strong>direttore della Fondazione Qualivita</strong>, <strong>Mauro Rosati</strong> – è creare una sorta di incubatore nel quale inserire 12 verri e 12 scrofe in modo da assicurarsi un presidio di conservazione del patrimonio genetico. Con la peste suina alle porte il rischio estinzione è davvero reale».</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/per-peste-suina-rischio-estinzione-maialino-cinta-senese-AJvfd2M" target="_blank" rel="noopener">Il Sole 24 Ore.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-a-rischio-il-maialino-di-cinta-senese/">Peste suina, a rischio il Maialino di Cinta Senese</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Fondazione Banfi e Qualivita a confronto sulla Dop economy del vino</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/fondazione-banfi-e-qualivita-a-confronto-sulla-dop-economy-del-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 07:01:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il “Modello Montalcino” protagonista della presentazione del libro “La filosofia della Dop economy“, di Mauro Rosati ed edito da Treccani, organizzata da Fondazione Banfi e Fondazione Qualivita. Il futuro delle Indicazioni Geografiche del vino, il ruolo delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/fondazione-banfi-e-qualivita-a-confronto-sulla-dop-economy-del-vino/">Fondazione Banfi e Qualivita a confronto sulla Dop economy del vino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il “Modello Montalcino” protagonista della presentazione del libro “La filosofia della Dop economy“, di Mauro Rosati ed edito da Treccani, organizzata da Fondazione Banfi e Fondazione Qualivita.</em></p>
<p>Il <strong>futuro delle Indicazioni Geografiche</strong> del vino, il ruolo delle filiere a denominazione nello <strong>sviluppo dei territori</strong> e le grandi trasformazioni che attendono il settore sono stati al centro della presentazione de “<strong><em>La filosofia della Dop economy</em></strong>“, il nuovo libro del Direttore della Fondazione Qualivita <strong>Mauro Rosati</strong>, edito da Treccani, ospitata venerdì 10 luglio a Montalcino nella prestigiosa cornice della <strong><em>Summer School Sanguis Jovis</em></strong>, il programma di alta formazione organizzato da <strong>Fondazione Banfi</strong>.</p>
<p>L’incontro si è tenuto presso la storica azienda <strong>Banfi</strong>, uno dei protagonisti del cosiddetto “<strong>Modello Montalcino</strong>” raccontato nel volume: l’impresa, infatti, ha avuto un ruolo determinante nell’affermazione internazionale del Brunello di Montalcino DOP, contribuendo all’apertura dei mercati internazionali, alla crescita di una moderna cultura del marketing del vino e alla valorizzazione del territorio attraverso ricerca, formazione e innovazione, facendo di Montalcino uno dei casi più emblematici della Dop economy italiana.</p>
<p>Insieme all’autore sono intervenuti alcuni tra i più autorevoli protagonisti del panorama vitivinicolo italiano: <strong>Rodolfo Maralli</strong>, Presidente dell’azienda Banfi e della Fondazione Banfi e protagonista dell’affermazione internazionale di uno dei marchi simbolo dell’enologia italiana; <strong>Alberto Mattiacci</strong>, docente della Sapienza Università di Roma ed esperto di marketing strategico; <strong>Attilio Scienza</strong>, tra i massimi studiosi italiani di viticoltura ed enologia; e <strong>Gabriele Gorelli</strong>, primo Master of Wine italiano e membro del Comitato Scientifico Fondazione Qualivita.</p>
<p>Nel corso del confronto sul modello italiano delle Indicazioni Geografiche come leva di sviluppo economico, culturale e sociale è emerso con forza il ruolo strategico delle<strong> filiere DOP IGP e </strong>dei<strong> Consorzi di tutela </strong>come<strong> motori di sviluppo economico, sociale e culturale dei territori</strong>. Una riflessione sviluppata a partire dal caso di Montalcino, considerato uno degli esempi più emblematici della capacità di una denominazione di origine di trasformare un territorio, creando valore economico, reputazione internazionale e un modello di crescita fondato sulla qualità, sulla tutela e sulla governance condivisa della filiera.</p>
<p>Fonte: <b>La Nazione &#8211; Siena</b></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/fondazione-banfi-e-qualivita-a-confronto-sulla-dop-economy-del-vino/">Fondazione Banfi e Qualivita a confronto sulla Dop economy del vino</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Pordenonelegge 2026: il 17 settembre un talk dedicato a cibo, ambiente e sostenibilità con Mauro Rosati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 07:53:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La narrativa italiana si riunisce a Pordenonelegge 2026 con centinaia di protagonisti e grandi dialoghi, il 17 settembre un talk dedicato a cibo, ambiente e sostenibilità con Mauro Rosati che presenta il libro &#8220;La filosofia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La narrativa italiana si riunisce a Pordenonelegge 2026 con centinaia di protagonisti e grandi dialoghi, il 17 settembre un talk dedicato a cibo, ambiente e sostenibilità con Mauro Rosati che presenta il libro &#8220;La filosofia della Dop economy&#8221;, edito da Treccani.</em></p>
<p><strong>Oltre 650 voci internazionali della letteratura, della poesia e del pensiero, per raccontare il tempo cruciale in cui si dibatte il mondo</strong>: cinque giorni e 350 eventi in 50 sedi della città e del Friuli Venezia Giulia. Fra i grandi protagonisti internazionali: Michel Houellebecq, che porterà a pordenonelegge la sua Opera Omnia poetica; Peter Sloterdijk che rifletterà su Trump, Eshkol Nevo vincitore del Premio Crédit Agricole La storia in un romanzo; Julija Naval&#8217;naja, sull’eredità spirituale e politica del marito Aleksej Naval&#8217;nyj; lo scrittore statunitense Premio Pulitzer Andrew Sean Greer, in arrivo con un romanzo inedito; Thomas Schlesser, scrittore bestseller e autore dell’anno in Francia 2025; Leïla Slimani, l’autrice franco-marocchina che racconta memoria, esilio, identità e libertà come ferite da riaprire per rinascere; Nelio Biedermann, con la saga familiare paragonata ai Buddenbrook del XXI secolo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Grande spazio e attenzione a <strong>pordenonelegge 2026</strong> anche alla cultura enogastronomica, in particolare al rapporto attuale e molto importante tra <span style="text-decoration: underline;"><strong>cibo, ambiente e sostenibilità</strong></span>, anche negli appuntamenti realizzati in collaborazione con PromoTurismoFVG. Marino Niola e Barbara Nappini dialogheranno sul cibo come chiave per leggere identità, mescolanze e futuro, dalle origini delle abitudini a tavola alle nuove pratiche di comunità. La cucina ambientale e il cibo come atto di cura saranno al centro dell&#8217;incontro con Chiara Pavan. Deborah Piovan ci porterà a fare un viaggio nel cibo che arriva sulle nostre tavole attraverso dodici storie di donne impegnate tra ricerca, agricoltura e futuro sostenibile. Pier Luigi Petrillo interpreterà la cucina italiana come patrimonio dell’umanità, fatta di diversità, pratiche quotidiane, libertà, inclusione e continue ibridazioni.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/la-filosofia-della-dop-economy-2/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mauro Rosati leggerà la Dop economy come una filosofia del cibo</strong></a>, dove qualità, territori, imprese e comunità trasformano le eccellenze italiane in cultura e futuro. Insieme a Leonardo Di Carlo scopriremo come la pasticceria diventa evolutiva: dalla ricetta madre nascono infinite versioni, tutte golose, ragionate e contemporanee. Due appuntamenti infine saranno dedicati all’arte enologica: Alessandro Torcoli racconterà l&#8217;abbinamento tra cibo e vino come esperienza culturale, sensoriale e personale. Angelo Costacurta e Antonio Calò ci accompagneranno nel lungo viaggio della vite e del rapporto che l&#8217;uomo ha costruito con essa nel corso dei secoli.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.pordenonelegge.it/" target="_blank" rel="noopener">Pordenonelegge</a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Comunicato-stampa-pordenonelegge-2026-Milano.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Indicazioni Geografiche, la nuova stagione della responsabilità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/indicazioni-geografiche-la-nuova-stagione-della-responsabilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:44:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[CONSORTIUM]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la pubblicazione del nuovo decreto ministeriale sui Consorzi di tutela dei prodotti agricoli e alimentari DOP e IGP, ben analizzato in questo numero dall’avvocato Alberto Improda, si completa una parte importante dell’attuazione nazionale del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con la pubblicazione del <a href="https://www.qualivita.it/news/dop-igp-fondazione-qualivita-il-nuovo-dm-consorzi-rafforza-il-ruolo-delle-filiere-di-qualita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>nuovo decreto ministeriale sui Consorzi di tutela dei prodotti agricoli e alimentari DOP e IGP</strong></a>, ben analizzato in questo numero dall’avvocato <a href="https://www.qualivita.it/news/i-consorzi-di-tutela-motore-delle-indicazioni-geografiche/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Alberto Improda</strong></a>, si completa una parte importante dell’attuazione nazionale del Regolamento UE 2024/1143. Resta ancora da adottare il decreto relativo ai Consorzi del settore vitivinicolo: un’assenza che appare in parte disallineata rispetto all’impianto unitario del regolamento europeo.</p>
<p>Il nuovo decreto chiude, almeno in parte, <strong>un ciclo di provvedimenti nazionali ed europei che, dal 2020 al 2026, ha cambiato il volto e il senso delle Indicazioni Geografiche</strong>.</p>
<p>Nel 2020, durante la crisi Covid, le DOP e IGP entrano nelle misure di sostegno economico. Il <strong>D.M. 23 luglio 2020 sul pegno rotativo</strong> consente di costituire pegno su prodotti agricoli e alimentari DOP IGP, compresi vini e bevande spiritose. Un prodotto certificato di­venta così anche garanzia finanziaria, perché riconosciuto, tracciabile e controllabile. Nello stesso periodo, il <strong>Fondo per la filiera del­la ristorazione</strong> valorizza gli acquisti di prodotti DOP IGP, considerandoli prioritari. Qui cambia la prospettiva: la DOP IGP non è più solo una certificazione settoriale, ma uno strumento di politica pubblica per sostenere ristorazione, agricoltura e filiere territoriali.</p>
<p>Un passaggio decisivo arriva poi con la <strong>Legge 24 luglio 2023, n. 102, che modifica il Codice della proprietà industriale</strong>. Non è un aggiornamento tecnico, ma il <strong>riconoscimento delle Indicazioni Geografiche come diritti di proprietà intellettuale collettiva</strong>. La modifica dell’art. 14 stabilisce infatti che non possono essere registrati come marchi i segni evocativi, usurpativi o imitativi di Indicazioni Geografiche e Denominazioni di Origine Protette, secondo la normativa italiana, europea e gli accordi internazio­nali di cui l’Italia o l’Unione europea sono parte.</p>
<p>Nello stesso quadro si colloca il <strong>Regolamento UE 2023/2411</strong>, che introduce la protezione europea delle Indicazioni Geografiche per i prodotti artigianali e industriali, pienamente applicabile dal 1° dicembre 2025. <strong>In Italia, il sistema è stato reso operativo con il D.Lgs. 2 aprile 2026, n. 51</strong>, che adegua l’ordinamento nazionale al regolamento europeo e individua nel MIMIT, tramite UIBM, l’autorità competente per la fase nazionale di registrazione.</p>
<p><strong>Il passaggio centrale resta però il Regolamento UE 2024/1143</strong>, entrato in vigore nel 2024: un vero codice europeo delle Indica­zioni Geografiche agroalimentari, vitivinicole e delle bevande spiritose. <strong>Il regolamento conferma le IG come diritti di proprietà intellettuale e, insieme, come strumenti per valorizzare beni immateriali</strong>, rafforzare il mercato interno e sostenere anche il commercio elettronico.</p>
<p>A questo quadro europeo risponde<strong> il D.M. 22 dicembre 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 16 marzo 2026, che attua in Ita­lia il Reg. (UE) 2024/1143</strong>. Il decreto disciplina le procedure nazionali di registrazione, modifica dei disciplinari e cancellazione delle IG dei vini, delle bevande spiritose e dei prodotti agricoli, oltre alle STG e alle indicazioni facoltative di qualità.</p>
<p>Un ulteriore tassello è la <strong>Legge 14 gennaio 2026, n. 13</strong>, con cui<strong> l’Italia ratifica ed esegue l’Atto di Ginevra dell’Accordo di Lisbona sulle Denominazioni d’Origine e le Indicazioni Geografiche</strong>. La tutela delle IG assume così una dimensione internazionale più forte, dentro un sistema multilaterale di protezione.</p>
<p>Infine, con la <strong>Legge 21 aprile 2026, n. 75, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 14 maggio 2026</strong> ed entrata in vigore il 29 maggio 2026, il tema compie un altro salto: non siamo più soltanto nel campo delle procedure, dei disciplinari e dei controlli, ma anche in quello della <strong>repressione delle frodi agroalimentari</strong>.</p>
<p><strong>Il nuovo D.M. Consorzi 2026 si inserisce dunque come ultimo tassello di questo percorso</strong>. Traduce il Reg. (UE) 2024/1143 in <strong>funzioni operative per i Consorzi di tutela</strong>, rafforzando il ruolo delle filiere di qualità e dei territori con la gestione del <strong>Turismo DOP</strong> e la <strong>sostenibilità</strong>.</p>
<p>Tra il 2020 e il 2026 le Indicazioni Geografiche hanno cambiato natura giuridica e politica: da certificazioni di qualità sono diventate infrastrutture di proprietà intellettuale collettiva, strumenti di governo delle filiere, presìdi della reputazione terri­toriale e beni strategici da proteggere anche sui mercati internazionali.</p>
<p>La domanda, a questo punto, è se i Consorzi (e le amministrazioni pubbliche) saranno in grado di reggere questa nuova centra­lità, conquistata sul campo ma oggi resa molto più impegnativa dal quadro normativo. Molti di essi restano strutture fragili, spesso leggere sul piano organizzativo, chiamate però a svolgere funzioni sempre più complesse. La nuova stagione delle In­dicazioni Geografiche non sarà quindi soltanto una stagione di maggiori poteri, ma soprattutto di maggiore responsabilità.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2026-02/" target="_blank" rel="noopener">Consortium n° 31 &#8211; 2026/02</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Editoriale-MR_Consortium-31.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Grosseto, presentato il volume &#8220;La filosofia della Dop economy&#8221; di Mauro Rosati</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/grosseto-presentato-il-volume-la-filosofia-della-dop-economy-di-mauro-rosati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 06:28:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;incontro di Grosseto sulla Dop economy, promosso dai Consorzi del Pecorino Toscano DOP e dell&#8217;Olio Toscano IGP, ha approfondito il ruolo delle Indicazioni Geografiche come motore di sviluppo e valorizzazione dei territori. Si è svolta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/grosseto-presentato-il-volume-la-filosofia-della-dop-economy-di-mauro-rosati/">Grosseto, presentato il volume &#8220;La filosofia della Dop economy&#8221; di Mauro Rosati</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;incontro di Grosseto sulla Dop economy, promosso dai Consorzi del Pecorino Toscano DOP e dell&#8217;Olio Toscano IGP, ha approfondito il ruolo delle Indicazioni Geografiche come motore di sviluppo e valorizzazione dei territori.</em></p>
<p>Si è svolta il <strong><a href="https://www.qualivita.it/news/grosseto-presentazione-del-libro-la-filosofia-della-dop-economy-di-mauro-rosati/" target="_blank" rel="noopener">24 giugno, ai Bastioni della Rimembranza di Grosseto, la presentazione del volume <em>La filosofia della Dop economy</em> di Mauro Rosati, edito da Treccani</a>,</strong> in un incontro dedicato al valore delle Indicazioni Geografiche per lo sviluppo dei territori. L&#8217;iniziativa, promossa dal Consorzio di tutela del Pecorino Toscano DOP e dal Consorzio di tutela dell&#8217;Olio Extravergine di Oliva Toscano IGP, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dei Consorzi di tutela, del sistema bancario e delle imprese per riflettere sul ruolo delle filiere DOP e IGP nella crescita economica, sociale e culturale della Maremma.</p>
</p>
<div class='avia-iframe-wrap'><iframe loading="lazy" title="Grosseto - Presentazione del libro &quot;La filosofia della Dop economy&quot;" width="1500" height="844" src="https://www.youtube.com/embed/brLvHK9xePs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p>
<p>Intervistato da Telemaremma, <strong>Mauro Rosati</strong>, autore del libro e Direttore della Fondazione Qualivita e di Origin Italia, ha sottolineato come la provincia di Grosseto disponga di importanti potenzialità ancora da valorizzare attraverso il sistema delle Indicazioni Geografiche. Accanto alle esperienze consolidate del Pecorino Toscano DOP e dell&#8217;Olio Toscano IGP, ha indicato la possibilità di sviluppare nuove filiere identitarie, dalla vacca maremmana all&#8217;ortofrutta fino alla castagna, integrandole con il turismo enogastronomico per rafforzare il valore economico e sociale del territorio. È stato inoltre ribadito come le piccole imprese non possano affrontare da sole i mercati globali e come i Consorzi di tutela rappresentino uno strumento fondamentale per aggregare le filiere, valorizzare le produzioni e generare sviluppo.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.tv9italia.it/2026/06/27/tg9-edizione-12-50-27-06-2026/" target="_blank" rel="noopener">Telemaremma &#8211; TV9 – Edizione 12.50 27/06/2026</a></p>
<blockquote>
<h4><a href="https://www.qualivita.it/la-filosofia-della-dop-economy/" target="_blank" rel="noopener">LA FILOSOFIA DELLA DOP ECONOMY</a></h4>
<p><strong><em>Come il cibo di qualità può generare cultura, comunità e futuro</em></strong></p>
<p>Il libro propone una lettura organica del sistema agroalimentare italiano, evidenziando il ruolo delle Indicazioni Geografiche come strumenti capaci di connettere economia, territorio, cultura e istituzioni. Attraverso un percorso che intreccia analisi, territori ed esperienze concrete, il volume restituisce il valore delle DOP e IGP come patrimonio produttivo e culturale del Paese. Un contributo alla riflessione sul modello italiano della qualità, letto come espressione di identità, responsabilità e visione del futuro.</p></blockquote>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/grosseto-presentato-il-volume-la-filosofia-della-dop-economy-di-mauro-rosati/">Grosseto, presentato il volume &#8220;La filosofia della Dop economy&#8221; di Mauro Rosati</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Turismo DOP, crescono gli eventi legati al vino e non solo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-crescono-gli-eventi-legati-al-vino-e-non-solo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 07:10:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal “Solstizio d’estate” con il Vino Nobile a Montepulciano a “Tramonto DiVino” in Emilia Romagna, i Consorzi in prima fila per il Turismo DOP. Prosegue anche il TourDOP di Origin Italia e Fondazione Qualivita “Bella [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal “Solstizio d’estate” con il Vino Nobile a Montepulciano a “Tramonto DiVino” in Emilia Romagna, i Consorzi in prima fila per il Turismo DOP. Prosegue anche il TourDOP di Origin Italia e Fondazione Qualivita</em></p>
<p>“Bella Arianna con tua bianca mano/versa la manna di Montepulciano/che d’ogni vino è il re”: è con questi versi che, dando il via alle celebrazioni dei 400 anni dalla nascita di Francesco Redi, autore del “Bacco in Toscana”, il <strong>Consorzio del Vino Nobile</strong> celebra il “Solstizio d’estate” nella rinascimentale Piazza Grande, dove il Nobile sposa la cucina tristellata dello chef Enrico Cerea, e intreccia la sua storia a quella del libro “<a href="https://www.qualivita.it/news/un-libro-sul-legame-tra-il-presidente-thomas-jefferson-e-il-vino-nobile-di-montepulciano-dop/" target="_blank" rel="noopener">Il gusto della libertà. Thomas Jefferson, il Vino Nobile di Montepulciano e la nascita degli Stati Uniti</a>”. Ma si va dal Ferrari Perlé Nero Riserva firmato da Paolo Troilo in mostra al Palazzo Reale a Milano, al “Roero Wine Fest” firmato dal <strong>Consorzio del Roero</strong> nell’iconica Pista 500 del Lingotto di Torino; dalle vecchie annate del Lugana protagoniste di “Tesori Liquidi Vintage” a Peschiera del Garda, dove con “Soave Seven” si assaggia anche la longevità del Soave, a “<strong>Tramonto DiVino</strong>”, il viaggio con i vini e le Dop dell’Emilia-Romagna in Riviera, nei borghi più autentici e nelle città d’arte della regione; dal <strong>Chianti Classico</strong> con le cantine aperte dei Viticoltori di Greve in Chianti con “Tastingreve” e il “Pic Nic Gourmet a Montefioralle” con i vini dei Viticoltori di Montefioralle e la cucina stellata dello chef Niccolò Palumbo, alla prima “Capri Wine Experience” con grandi vini di celebri cantine italiane nella “perla del Mediterraneo”; dai migliori spumanti ad “Abruzzo in Bolla” a L’Aquila con il <strong>Consorzio Vini d’Abruzzo</strong> ed Excellence Sidi, ad “Anteprima Terra Madre Tropea” per scoprire la Calabria con Slow Food, hotspot di biodiversità di tutto il Mediterraneo; dalla griffe siciliana Cusumano “Official Wine Partner” del prestigioso “Taobuk &#8211; Taormina Book International Festival”, a “In vigna con Angelina” e Tasca d’Almerita sull’isola di Mozia per la “Giornata Internazionale dello Yoga”.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>E fino al 30 ottobre, prosegue <a href="https://www.qualivita.it/seminari-sulla-dop-economy/"><strong>“TourDop”</strong></a>, il ciclo di incontri promosso da Origin Italia e Fondazione Qualivita per portare il tema della Dop Economy nei territori italiani, nelle grandi città, nelle università e nei luoghi della cultura, con il supporto del Ministero dell’Agricoltura, dei consorzi, delle organizzazioni professionali, delle istituzioni locali, delle scuole e delle associazioni culturali, ma anche chef, operatori della distribuzione e protagonisti delle filiere Dop Igp, e nei quali si partirà dal volume “La filosofia della Dop economy”, scritto da Mauro Rosati, con la prefazione di Umberto Galimberti ed edito da Treccani.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://winenews.it/it/dal-solstizio-destate-con-il-vino-nobile-a-montepulciano-a-tramonto-divino-in-emilia-romagna_594286/" target="_blank" rel="noopener">WineNews.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-crescono-gli-eventi-legati-al-vino-e-non-solo/">Turismo DOP, crescono gli eventi legati al vino e non solo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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