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	<title>Economia &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Economia &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Vino: sempre più enoturisti nella Champagne, alla scoperta di Maison blasonate e vignerons</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Strade del vino e dei sapori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle colline patrimonio UNESCO alle profonde cave di gesso, un itinerario nel cuore della Champagne per scoprire il territorio dove nasce il vino simbolo della festa. È un viaggio emozionale quello che porta alla scoperta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-mrf-recirculation="Link article"><em>Dalle colline patrimonio UNESCO alle profonde cave di gesso, un itinerario nel cuore della Champagne per scoprire il territorio dove nasce il vino simbolo della festa.</em></p>
<p id="" class="art-text" data-mrf-recirculation="Link article">È un <strong>viaggio emozionale</strong> quello che porta alla scoperta della Champagne, la regione francese del Nord-Est che dalla città d’arte di Reims attraversa la valle della Marna, dove si produce il più blasonato dei vini. E se lo Champagne è un simbolo universale, di festa e opulenza, ‘la’ Champagne è meno conosciuta. Qui dove hanno sede le Maison più rinomate al mondo e dove i vignerons coltivano operosamente la loro terra argillosa, l’enoturismo è sorprendentemente un fenomeno abbastanza recente, se paragonato allo sviluppo che invece ha avuto in alcune delle più famose zone vitivinicole italiane. Dal 2015 Colline, case e produttori di Champagne sono riconosciuti Patrimonio dell’umanità dell’Unesco e oggi sempre più wine lovers e non solo visitano questa piccola ma ricchissima regione francese.</p>
<p id="" class="art-text" data-mrf-recirculation="Link article"><strong>Visitare una cantina</strong> che produce Champagne è un viaggio sensoriale all’interno di un patrimonio unico, dove ogni pietra racconta una storia e ogni bottiglia incarna l’eccellenza della casa che la produce. Vuol dire assistere al racconto di quel sapere che trasforma l’uva in vino e di quella ‘magia’ che in bottiglia fa nascere le bollicine. Si ripercorrono le tappe che dalla vigna portano al calice grazie al metodo cosiddetto ‘champenois’, proprio perché inventato per fare lo Champagne, e così si apprendono termini rigorosamente francesi come prise de mousse, liqueur d’expédition, remuage, dégorgement. Si attraversano bottaie, vinoteche, talvolta musei, e cave sotterranee dove le bottiglie restano distese per anni.</p>
<p data-mrf-recirculation="Link article">[&#8230;]</p>
<p data-mrf-recirculation="Link article"><em>“L’enoturismo, quindi, si sta sviluppando; è arrivato in ritardo qui rispetto ad altri paesi come l’Italia, nonostante la Route du Champagne esista da 72 anni, ma <strong>dal 2015 è cresciuto sette volte</strong>. Ci sono eventi che si tengono ogni anno e che attraggono sempre più visitatori. Ormai anche la Champagne è nella mappa dell’enoturismo e offre molte opportunità fra degustazioni, visite, biking etc. In Champagne la sensibilità verso l’enoturismo sta cambiando molto. L’enoturismo è agli albori nonostante lo Champagne sia internazionalmente apprezzato, perché prima si conosceva lo Champagne ma non la Champagne”</em>, spiega Anne Cabin Saint Marcel, un passato in Veuve Clicquot, oggi membro del consiglio scientifico dell’associazione Coteaux, Maisons et Caves de Champagne.</p>
<p data-mrf-recirculation="Link article">Fonte: <a href="https://www.adnkronos.com/lavoro/dati/vino-sempre-piu-enoturisti-nella-champagne-alla-scoperta-di-maison-blasonate-e-vignerons_7wESOxhZb6Q1jY9yWb8gJU" target="_blank" rel="noopener"><strong>AdnKronos</strong></a></p>
<p data-mrf-recirculation="Link article"><em>ph credits Sue Winston</em></p>
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		<title>Dall’esperienza del viaggio alla valorizzazione del territorio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dallesperienza-del-viaggio-alla-valorizzazione-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 08:13:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I punti vendita Avolta e Autogrill diventano spazi espositivi diffusi per valorizzare i vini e le eccellenze DOP e IGP grazie alla partnership con Fondazione Qualivita e al progetto Origini Edition C&#8217;è un filo che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I punti vendita Avolta e Autogrill diventano spazi espositivi diffusi per valorizzare i vini e le eccellenze DOP e IGP grazie alla partnership con Fondazione Qualivita e al progetto Origini Edition</em></p>
<p>C&#8217;è un filo che unisce milioni di viaggiatori ogni giorno, dagli aeroporti alle autostrade, passando per stazioni ferroviarie e centri urbani. È quello costruito da <strong>Avolta</strong>, leader globale nel travel retail e nel food &amp; beverage, nato nel 2023 dall`integrazione tra Dufry, il maggiore retailer aeroportuale al mondo, e <strong>Autogrill</strong>, marchio che da oltre settant`anni accompagna gli spostamenti degli italiani.</p>
<p>Con circa <strong>5.100 punti vendita</strong> distribuiti in oltre 1.000 location, una presenza in 70 Paesi e 78.000 dipendenti, Avolta rappresenta oggi uno dei principali operatori internazionali nei servizi dedicati a chi viaggia.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Circa il<strong> 75% degli acquisti annuali di food &amp; beverage</strong>, destinati sia alla ristorazione sia al retail, proviene infatti da aziende che operano e producono in <strong>Italia</strong>. Una scelta che rafforza il legame con il territorio e contribuisce a sostenere il sistema economico nazionale.</p>
<p>La valorizzazione delle produzioni tipiche passa inoltre attraverso collaborazioni con partner istituzionali e realtà specializzate. Nei punti vendita Autogrill sono presenti oltre <strong>60 prodotti certificati</strong> <strong>DOP e IGP</strong> e altre denominazioni di qualità, espressione delle diverse tradizioni regionali. Tra le iniziative più significative dell&#8217;ultimo anno spicca “<strong>Origini Edition</strong>”, sviluppata insieme alla <strong>Fondazione <span class="highlight-word">Qualivita</span></strong> con il sostegno del Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e di Fipe, per promuovere lungo tutta la rete Autogrill le produzioni DOP e IGP italiane.</p>
<p>Un approccio che sintetizza la visione di Avolta: fare del viaggio non soltanto uno spostamento, ma un`esperienza capace di coniugare <strong>accoglienza</strong>, <strong>cultura</strong>, <strong>innovazione</strong> e <strong>valorizzazione</strong> delle <strong>eccellenze</strong> <strong>italiane</strong>.</p>
<p>Fonte: <strong>Avvenire</strong></p>
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		<title>Vendemmia 2026, i produttori italiani di vino: «Clima troppo incerto, quest&#8217;anno impossibile fare previsioni sui volumi»</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vendemmia-2026-i-produttori-italiani-di-vino-clima-troppo-incerto-questanno-impossibile-fare-previsioni-sui-volumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:48:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In una nota congiunta, Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv) fanno sapere che i dati sulla vendemmia dell&#8217; annata corrente saranno resi noti solo al termine della campagna vendemmiale. L&#8217;incertezza climatica colpisce anche il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="summary-art is--brera-r is-mr-b-20 is-mr-t-20"><em>In una nota congiunta, Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv) fanno sapere che i dati sulla vendemmia dell&#8217; annata corrente saranno resi noti solo al termine della campagna vendemmiale.</em></p>
<p class="chapter-paragraph">L&#8217;incertezza climatica colpisce anche il mondo del<b> vino italiano</b>. Quest&#8217;anno &#8211; fanno sapere <b>Assoenologi</b>, <b>Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare</b> <b>(Ismea) </b>e <b>Unione italiana vini (Uiv)</b> &#8211; non si terrà la tradizionale conferenza stampa dedicata alle <b>previsioni sulla vendemmia</b>: impossibile, alla luce degli eventi meteorologici di queste settimane, fare previsioni esatte sui volumi di produzione per il 2026.</p>
<p class="chapter-paragraph">«La scelta &#8211; si legge in una nota congiunta &#8211; nasce dalla volontà di <b>fornire informazioni quanto più accurate e rappresentative possibile</b> dell’andamento della stagione. In un contesto caratterizzato da <b>condizioni climatiche sempre più variabili</b>, le stime effettuate prima della conclusione della raccolta possono risultare soggette a significative variazioni».</p>
<p class="chapter-paragraph">Per questi motivi, l&#8217;appuntamento è fissato direttamente per il<b> termine della vendemmia 2026. </b></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.corriere.it/cook/news/26_luglio_29/vendemmia-italia-vino-clima-967c895c-0dd4-4720-b7dc-2794479f1xlk.shtml" target="_blank" rel="noopener"><strong>Corriere.it</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vendemmia-2026-i-produttori-italiani-di-vino-clima-troppo-incerto-questanno-impossibile-fare-previsioni-sui-volumi/">Vendemmia 2026, i produttori italiani di vino: «Clima troppo incerto, quest&#8217;anno impossibile fare previsioni sui volumi»</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Cala l&#8217;export dei vini Dop europei nel primo quadrimestre, Italia -6,2%</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cala-lexport-dei-vini-dop-europei-nel-primo-quadrimestre-italia-62/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:21:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nomisma Wine Monitor sui vini Dop europei, perdite limitate per bianchi e spumanti giù molti rossi. Nessuno dei principali paesi esportatori di vini Dop europei chiude in positivo il primo quadrimestre 2026. Secondo il nuovo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nomisma Wine Monitor sui vini Dop europei, perdite limitate per bianchi e spumanti giù molti rossi.</em></p>
<p>Nessuno dei principali paesi esportatori di vini Dop europei chiude in positivo il primo quadrimestre 2026.</p>
<p>Secondo il nuovo Report di Nomisma Wine Monitor, rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente l&#8217;Italia perde il 6,2% a valore, la Francia il 3,4%, la Germania il 5,5%. Peggio di tutti la Spagna, con un -8,5%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Tra le singole denominazioni, partendo dagli spumanti, lo Champagne chiude i primi quattro mesi con volumi in crescita del 3%, ma il vero exploit è dei Cremant francesi con +19,4%. In Italia il <strong>Prosecco</strong> tiene, con un calo dello 0,8% nei volumi; l&#8217;<strong>Asti</strong> <strong>DOP</strong> prova invece il rimbalzo (+1% a volume) dopo un 2025 difficile, puntando anche sulla Cina, dove gli spumanti restano una nicchia ma crescono nei consumi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>In <strong>Italia</strong> reggono <strong>Sicilia</strong> e <strong>Toscana</strong>, con l&#8217;export a valore rispettivamente a +2,8% e +3,3%. Segno negativo invece per il Riesling della Mosella, che crolla dell&#8217;11%, e per i bianchi veneti con quasi -4% sul quadrimestre dello scorso anno. Nel capitolo dei rossi, il più critico, gli aumenti sono minimi. La Borgogna si salva anche qui, con l&#8217;export a valore con quasi +3%, ma a fronte di un calo nei volumi della stessa entità.</p>
<p>Continua la crisi di Bordeaux che nei rossi segna -19% a valore e -8% a volume. Anche i<strong> rossi Dop italiani</strong> non brillano: Toscana e Veneto perdono oltre il 10% a valore, mentre il Piemonte contiene i danni (-2,5%) e cresce addirittura del 9% a volume.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino/2026/07/29/cala-lexport-dei-vini-dop-europei-nel-primo-quadrimestre-italia_574d29f3-49af-4225-b374-39fa3cb3797d.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ansa.it</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cala-lexport-dei-vini-dop-europei-nel-primo-quadrimestre-italia-62/">Cala l&#8217;export dei vini Dop europei nel primo quadrimestre, Italia -6,2%</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Crisi climatica, è record di anticipo per la vendemmia. Da Sicilia a Piemonte, la mappa del raccolto</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/crisi-climatica-e-record-di-anticipo-per-la-vendemmia-da-sicilia-a-piemonte-la-mappa-del-raccolto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:20:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla Sicilia all&#8217;Alta Langa, i vigneti d&#8217;Italia anticipano la vendemmia tra sfide climatiche e ottimismo sulla qualità Primi grappoli già pronti nel Trapanese, 7-10 giorni prima rispetto agli ultimi anni. Cotarella (Assoenologi e Comitato Scientifico [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/crisi-climatica-e-record-di-anticipo-per-la-vendemmia-da-sicilia-a-piemonte-la-mappa-del-raccolto/">Crisi climatica, è record di anticipo per la vendemmia. Da Sicilia a Piemonte, la mappa del raccolto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dalla Sicilia all&#8217;Alta Langa, i vigneti d&#8217;Italia anticipano la vendemmia tra sfide climatiche e ottimismo sulla qualità</em></p>
<p id="p-rc_2ba8950e60107d1b-52" data-path-to-node="2"><span data-path-to-node="2,0"><strong>Primi grappoli</strong> già pronti nel Trapanese, 7-10 giorni prima rispetto agli ultimi anni. Cotarella (Assoenologi e Comitato Scientifico Qualivita): «Il raccolto è un progetto non più una festa, cambiano le tecniche di coltivazione dell&#8217;uva per garantire più ombra ai frutti»</span></p>
<p id="p-rc_2ba8950e60107d1b-53" data-path-to-node="3"><span data-path-to-node="3,0"><em>«Il vigneto è un laboratorio e la vendemmia un progetto, non più una festa»</em>. <strong>Riccardo Cotarella</strong>, presidente di Assoenologi sintetizza con questa immagine i cambiamenti che stanno caratterizzando il clima e di conseguenza i cicli della natura, in primis quello della vite. La conseguenza più tangibile è l&#8217;anticipo della vendemmia, già partita in Sicilia (in alcune aree a partire da una settimana fa) quando luglio non è ancora finito</span><span data-path-to-node="3,2">.</span></p>
<p id="p-rc_2ba8950e60107d1b-54" data-path-to-node="4"><span data-path-to-node="4,0">Un trend che si prepara a riscrivere il<strong> calendario della raccolta lungo tutta la Penisola</strong></span><span data-path-to-node="4,2">. Le prime uve sono già state staccate nel Trapanese, in alcune aree della Calabria, della Puglia e dell&#8217;Oltrepò Pavese</span><span data-path-to-node="4,4">. A seguire Franciacorta, Liguria e Alta Langa, già dai prossimi giorni</span><span data-path-to-node="4,6">. E dal Piemonte al tacco dello stivale, produttori ed enologi confermano un anticipo medio di circa una settimana/dieci giorni rispetto agli ultimi anni</span><span data-path-to-node="4,8">.</span></p>
<p id="p-rc_2ba8950e60107d1b-55" data-path-to-node="5"><span data-path-to-node="5,0">Se sulle <strong>quantità</strong> è ancora presto per sbilanciarsi, sulla qualità prevale l&#8217;ottimismo, grazie alle piogge invernali e primaverili che hanno ricostituito le riserve idriche in molte aree vitate</span><span data-path-to-node="5,2">.</span></p>
<p data-path-to-node="5">[&#8230;]</p>
<p data-path-to-node="5">Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Mortadella Bologna IGP, in crescita produzione e vendite (+4,4%) trainate dall&#8217;export (+19%)</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/mortadella-bologna-igp-in-crescita-produzione-e-vendite-44-trainate-dallexport-19/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 07:27:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati relativi al primo semestre 2026 diffusi dal Consorzio di tutela confermano la Mortadella Bologna IGP salume anticrisi anche nei momenti di mercato difficili La Mortadella Bologna IGP archivia un primo semestre 2026 in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/mortadella-bologna-igp-in-crescita-produzione-e-vendite-44-trainate-dallexport-19/">Mortadella Bologna IGP, in crescita produzione e vendite (+4,4%) trainate dall&#8217;export (+19%)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I dati relativi al primo semestre 2026 diffusi dal Consorzio di tutela confermano la Mortadella Bologna IGP salume anticrisi anche nei momenti di mercato difficili</em></p>
<p style="font-weight: 400;">La Mortadella Bologna IGP archivia un primo semestre 2026 in crescita sotto tutti i principali indicatori, confermando il percorso di sviluppo avviato negli ultimi anni. La <strong>produzione supera i 19,6 milioni di kg (+2,9%), mentre le vendite aumentano del +4,4%,</strong> trainate anche dall&#8217;ottima performance dell&#8217;<strong>affettato in vaschetta (+10,1%)</strong>, sempre più apprezzato dai consumatori.</p>
<p style="font-weight: 400;">A trainare la crescita è soprattutto <strong>l&#8217;export</strong>, che <strong>registra un incremento del +19,4% e raggiunge ormai il 27,8% delle vendite complessive</strong>, confermando il crescente apprezzamento sui mercati internazionali.</p>
<p style="font-weight: 400;"><em>“Dopo gli ottimi risultati del 2025, siamo particolarmente soddisfatti di vedere confermata anche nel primo semestre 2026 la crescita della Mortadella Bologna IGP </em>– afferma il presidente del Consorzio, <strong>Guido Veroni</strong> che prosegue –<em> se, da una parte, il mercato italiano vive un momento di riflessione, è soprattutto l&#8217;export a rappresentare il principale motore di sviluppo, con incrementi a doppia cifra nei nostri principali mercati europei. Questi risultati assumono un valore ancora maggiore in un contesto caratterizzato da consumi alimentari sostanzialmente stabili, confermando la capacità della Mortadella Bologna IGP di rafforzare la propria competitività sia in Italia sia all&#8217;estero.”</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Tra i mercati esteri spicca la <strong>Francia</strong>, primo Paese per volumi esportati, che <strong>cresce di quasi il +22%</strong>, seguita dalla <strong>Germania (+38,5%)</strong>. Positivi anche i risultati nei Paesi interessati dalle attività promozionali del Consorzio, come <strong>Spagna, Belgio e Regno Unito</strong>, mentre continuano a distinguersi mercati emergenti quali <strong>Polonia (+35,5%)</strong> e <strong>Repubblica Ceca (+67,2%)</strong>, che confermano importanti prospettive di sviluppo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sul mercato italiano la <b>Grande Distribuzione Organizzata</b> si conferma il principale canale di vendita, concentrando il <b>53,6% dei volumi</b>. Il restante mercato si distribuisce tra <b>Normal Trade (27,6%) e Discount (18,7%),</b> a conferma della presenza ormai consolidata della Mortadella Bologna IGP in tutti i principali canali distributivi.</p>
<p>Numeri che confermano la solidità della Denominazione e la crescente capacità della Mortadella Bologna IGP di affermarsi sia sul mercato nazionale sia su quelli internazionali, creando le premesse per un ulteriore sviluppo nella seconda parte dell&#8217;anno.</p>
<p>Fonte: <a href="https://mortadellabologna.com/news/mortadella-bologna-igp-vendite-in-crescita-anche-nel-1-semestre-44-con-un-export-che-vola-quasi-del-20/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio italiano tutela Mortadella Bologna</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/20260729_CS_MORTADELLA-BOLOGNA-IGP.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/mortadella-bologna-igp-in-crescita-produzione-e-vendite-44-trainate-dallexport-19/">Mortadella Bologna IGP, in crescita produzione e vendite (+4,4%) trainate dall&#8217;export (+19%)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Aiuti Pac: 1,67 miliardi pagati in anticipo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/aiuti-pac-167-miliardi-pagati-in-anticipo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 08:42:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[MASAF]]></category>
		<category><![CDATA[PAC]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Agenzia per le erogazioni in agricoltura e gli otto organismi regionali pagheranno in anticipo di circa 80 giorni rispetto ai tempi previsti dalla Ue gli 1,67 miliardi di aiuti Pac. Gli aiuti della Politica agricola [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;Agenzia per le erogazioni in agricoltura e gli otto organismi regionali pagheranno in anticipo di circa 80 giorni rispetto ai tempi previsti dalla Ue gli 1,67 miliardi di aiuti Pac.</em></p>
<p>Gli aiuti della <strong>Politica agricola comune</strong> sono soldi degli agricoltori, ma renderli disponibili in forte anticipo rispetto al passato è un sostegno prezioso e tutt`altro che scontato per le imprese. L`<strong>Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea)</strong> e gli otto organismi pagatori regionali, hanno ricevuto ieri mandato dal <strong>ministro dell&#8217;Agricoltura, Francesco Lollobrigida,</strong> di pagare in anticipo 1,67 miliardi di aiuti Pac.</p>
<p>Le risorse sono così state erogate <strong>80 giorni prima</strong> rispetto ai tempi previsti da Bruxelles (la data fissata dalla Commissione Ue è infatti il 15 ottobre) ma, soprattutto, con ben dieci mesi di anticipo rispetto al recente passato (quando spesso si accumulavano anche sensibili ritardi).</p>
<p>&#8220;<em>In questo momento di grande crisi geopolitica </em>– ha commentato il <strong>ministro Lollobrigida</strong> –<em> che condiziona l`economia di tutte le Nazioni non c`è tempo da perdere. Gli 1,67 miliardi pagati da Agea e dagli enti pagatori regionali sono risorse per sostenere gli agricoltori in tempi di costi crescenti ed evitare che aumenti il costo del carrello della spesa per tutti i cittadini. Tre anni fa avevo preso un impegno: dare agli agricoltori i loro soldi e in data certa. In passato lo Stato non ha rispettato i tempi, pagare in ritardo era la regola, oggi diamo le risorse della Pac agli agricoltori in anticipo di 80 giorni rispetto ai tempi dettati da Bruxelles e di addirittura dieci mesi rispetto al passato. Mai più lungaggini burocratiche e inefficienza a condizionare la vita dei nostri agricoltori. Un imprenditore deve avere le risorse che gli spettano in tempi certi per non essere costretto ad indebitarsi per garantire i suoi impegni</em>&#8220;.</p>
<p>Ma la scelta operata dal <strong>Masaf</strong> non ha riflessi positivi solo sui produttori agricoli che possono così disporre tempestivamente delle risorse cui hanno diritto e far fronte ai propri impegni, ma anche su tutti i cittadini. <em>&#8220;In questo modo </em>– ha aggiunto <strong>Lollobrigida</strong> –<em> evitiamo che l`aumento dei costi di produzione oggi fronteggiato dalle imprese agricole e legato alle tensioni geopolitiche, ricada sul carrello della spesa&#8221;</em>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Culatello di Zibello DOP, il preaffettato traina il primo semestre 2026: crescono dell&#8217;8,2% le vaschette sul mercato</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/culatello-di-zibello-dop-il-preaffettato-traina-il-primo-semestre-2026-crescono-dell82-le-vaschette-immesse-sul-mercato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 07:29:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da gennaio a giugno sono state 527.457 le confezioni di Culatello di Zibello DOP prodotte, con 17.789 culatelli destinati al preaffettato (+10% rispetto allo stesso periodo del 2025). Il preaffettato si conferma il motore della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Da gennaio a giugno sono state 527.457 le confezioni di Culatello di Zibello DOP prodotte, con 17.789 culatelli destinati al preaffettato (+10% rispetto allo stesso periodo del 2025).</em></p>
<p>Il preaffettato si conferma il motore della crescita del Culatello di Zibello Dop. Nei <strong>primi sei mesi</strong> del 2026 il Consorzio di Tutela ha immesso sul mercato <strong>527.457 vaschette</strong>, con un incremento dell&#8217;<strong>8,2%</strong> <strong>rispetto alle 487.628</strong> dello stesso periodo dell&#8217;anno scorso. In crescita anche il numero di culatelli destinati alla specifica lavorazione, saliti da 16.178 a <strong>17.789 (+10%)</strong>: una quota che rappresenta <strong>oggi il 41,7% dell&#8217;intera produzione</strong> della Dop, <strong>contro il 36,8%</strong> del primo semestre 2025. I culatelli totali avviati alla produzione nel semestre sono stati invece 42.661, in leggera flessione (-3%) rispetto ai primi sei mesi dell&#8217;anno scorso, che avevano però fatto registrare un balzo del +12,8%.</p>
<p>Numeri che confermano il consolidamento di un comparto in continua espansione. Nel 2025 il Consorzio aveva immesso sul mercato 1,06 milioni di vaschette destinando al preaffettato 34.392 culatelli, pari al 41,5% dell&#8217;intero volume, per un fatturato al comparto superiore ai 12 milioni di euro. Una crescita che assume ancora più valore se si guarda al decennio: nel <strong>2015 la produzione</strong> destinata all&#8217;affettato era ferma al 4,6% del totale, con <strong>71mila vaschette prodotte</strong>.</p>
<p>Il Consorzio – che riunisce tutti e 20 i produttori della Dop, realizzata in soli sette comuni della Bassa Parmense – prosegue intanto nelle attività di promozione. Lo scorso <strong>18 luglio il &#8216;Re dei salumi&#8217; è stato protagonista di Tramonto DiVino</strong>, il roadshow del gusto dell&#8217;Emilia-Romagna che sposa i vini regionali con le Dop e Igp più pregiate del territorio, nella tappa di Riccione che ha totalizzato <strong>600 presenze</strong>. Un appuntamento che ha rinnovato la collaborazione con le altre eccellenze regionali e confermato la capacità della manifestazione, promossa dalla Regione Emilia-Romagna, di fare sistema tra le produzioni agroalimentari di qualità.</p>
<p><strong>Romeo Gualerzi</strong>, presidente del Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello Dop: <em>«I dati del primo semestre confermano quanto auspicavamo: il preaffettato continua a crescere in modo strutturale e garantisce ai consorziati un mercato più stabile, capace di sostenere la produzione anche nelle fasi di assestamento. È la conferma di una scelta strategica che negli ultimi dieci anni ha cambiato il volto della nostra Dop, allargando il pubblico del Culatello di Zibello senza mai rinunciare alla qualità. Un percorso che portiamo avanti anche attraverso appuntamenti come la recente presenza a Tramonto DiVino, dove abbiamo raccontato quel legame con il territorio che rende unico questo prodotto d&#8217;eccellenza».</em></p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di Tutela del Culatello di Zibello Dop</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/1-Culatello_di_Zibello_dati_semestrali_2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Cozza di Scardovari DOP, il Consorzio di tutela ridimensiona l&#8217;allarme: &#8220;Venduto circa il 90% del prodotto&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cozza-di-scardovari-dop-il-consorzio-di-tutela-ridimensiona-lallarme-venduto-circa-il-90-del-prodotto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 07:24:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[pesci e molluschi]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo i dati diffusi dalla Cia di Rovigo sulla perdita del 99% della produzione della cozza di Scardovari Dop, il presidente del Consorzio ridimensiona l&#8217;allarme: &#8220;Venduto circa il 90% del prodotto&#8221;. Restano però i problemi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dopo i dati diffusi dalla Cia di Rovigo sulla perdita del 99% della produzione della cozza di Scardovari Dop, il presidente del Consorzio ridimensiona l&#8217;allarme: &#8220;Venduto circa il 90% del prodotto&#8221;. Restano però i problemi legati al caldo e al granchio blu</em></p>
<p><em>&#8220;Da marzo ai primi di luglio abbiamo venduto quasi tutta la produzione della <strong>Cozza di Scardovari Dop</strong>. Non capiamo da dove vengono questi numeri&#8221;</em>. A ridimensionare la situazione, dopo gli ultimi allarmismi sulla perdita quasi totale della produzione della celebre cozza del Delta del Po, ci pensa il presidente del Consorzio di Tutela della Cozza di Scardovari Dop <strong>Paolo Mancin</strong> che nega in modo netto i numeri riportati dalla Cia di Rovigo in un comunicato stampa del 14 luglio scorso.</p>
<p>Nel testo, infatti, si riportava una perdita del 99% della produzione della celebre cozza Dop e un dimezzamento di quella delle vongole locali. Un’annata da analizzare bene per un territorio che, oltre a questa eccellenza, alleva anche l’incredibile ostrica rosa apprezzata da molti chef italiani.</p>
<h4 class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-section-id="7qpc6w" data-start="2210" data-end="2243">Cosa dice davvero il Consorzio</h4>
<p><em>&#8220;In realtà abbiamo venduto circa il 90% del prodotto. Purtroppo dall’inizio di luglio ha cominciato a fare molto più caldo e si sono alzate le temperature dell’acqua, rovinando così l’ultima parte di cozze da raccogliere. Una <strong>perdita di circa un migliaio di quintali</strong> che però non ha compromesso l’annata&#8221;</em>, ci rivela al telefono il presidente Mancin. L’eccessivo riscaldamento dell’acqua è quindi tra le cause principali della moria di mitili, proprio come avevamo visto un paio di anni fa nella Costa dei Trabocchi dove l’impatto, all’epoca, è stato molto più pesante.</p>
<p>Un problema non indifferente anche nella zona del Delta del Po che in questi ultimi anni toccato con mano i <strong>cambiamenti climatici</strong> e la siccità. Problematiche che però non riguarderebbero questa annata in particolare: <em>&#8220;Ora abbiamo finito la produzione della Cozza di Scardovari Dop che vengono allevate in laguna, ma stiamo prendendo quelle <strong>in mare aperto</strong> che però non possono fregiarsi della denominazione&#8221;</em>, aggiunge Mancin.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/attualita/cozza-scardovari-allarme-produzione-consorzio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gambero Rosso</strong></a></p>
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		<title>Pecorino Romano DOP, confermati i dazi al 10%</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/pecorino-romano-dop-confermati-i-dazi-al-10/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 07:33:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dazi confermati al 10%. Gianni Maoddi, presidente del Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP: &#8220;La politica deve aiutarci a gestire questo delicato momento&#8221; &#8220;Trump ha confermato i dazi del 10% sul Pecorino Romano, ora [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dazi confermati al 10%. Gianni Maoddi, presidente del Consorzio di tutela del Pecorino Romano DOP: &#8220;La politica deve aiutarci a gestire questo delicato momento&#8221;<br />
</em></p>
<p>&#8220;<strong>Trump ha confermato i dazi del 10% sul Pecorino Romano</strong>, ora la politica deve aiutarci a gestire questo delicato momento&#8221;. Così il <strong>presidente del Consorzio di Tutela del Pecorino Romano, Gianni Maoddi</strong>, commenta l&#8217;esito della revisione tariffaria varata dall&#8217;amministrazione statunitense, che lascia invariato il dazio sull’export del primo formaggio ovino italiano nel mercato americano.</p>
<p>Mentre <strong>per alcuni dei principali concorrenti del comparto lattiero-caseario italiano sul mercato americano la nuova intesa commerciale ha portato una riduzione della tariffa dal 25 al 15%</strong>, per il Pecorino Romano il quadro resta invariato: il dazio si conferma al 10%, un aggravio sempre più insostenibile per il comparto.</p>
<p>&#8220;<strong>Per il Pecorino Romano al momento è tutto confermato così com&#8217;era</strong>”, dice Maoddi. “Ora analizzeremo in modo puntuale il documento Usa di oltre 400 pagine e siamo in attesa della convocazione della task force ministeriale nei prossimi giorni.<strong> Il nostro auspicio è che ci sia ancora qualche spiraglio per far rientrare il Pecorino Romano tra i prodotti esentati</strong>, e continueremo a lavorare intensamente per questo: seguiamo con attenzione ogni margine che le trattative in corso possano ancora aprire. Ma ci servono aiuto e supporto da parte della politica, di quella nazionale e di quella regionale, con azioni e interventi immediati a supporto di un comparto che è fondamentale per l’economia della Sardegna e dell’agroalimentare italiano”.</p>
<p><strong>Intanto, la delibera con cui la Regione estende anche al comparto lattiero-caseario gli strumenti finanziari attivati dalla Sfirs</strong>, la società in house della Regione, viene accolta con soddisfazione dal Consorzio. &#8220;È una delibera attesa, che viene incontro alle esigenze della nostra filiera in un momento in cui ogni strumento di sostegno è importante – sottolinea Maoddi –. Bene anche il coinvolgimento della Sfirs: ci affidiamo ora alle competenze di entrambe, Regione e Sfirs, per entrare subito nella fase operativa. Non c’è un minuto da perdere: tra due mesi inizia la nuova campagna produttiva e dobbiamo assolutamente invertire la rotta per garantire stabilità al comparto”.</p>
<div class="entry-content">
<p>Fonte: <a href="https://www.pecorinoromano.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di tutela del Pecorino Romano</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Cs-Dazi-Confermati-24-luglio-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
</div>
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