<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Economia Archivi : Fondazione Qualivita</title>
	<atom:link href="https://www.qualivita.it/news/ambito/economia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Oct 2026 07:35:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>

<image>
	<url>https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/04/cropped-favicon-32x32.png</url>
	<title>Economia Archivi : Fondazione Qualivita</title>
	<link></link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Dop economy modello nelle scuole della Food valley</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-economy-modello-nelle-scuole-della-food-valley/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 07:35:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[FORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=531405</guid>

					<description><![CDATA[<p>A Fidenza, nell&#8217;ambito di Borgofood 2026, la Dop economy al centro di varie attività, fra cui la formazione ai ragazzi del quinto anno dell&#8217;istituto agrario Magnaghi Solari La parola chiave del recente Borgofood è stata [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-modello-nelle-scuole-della-food-valley/">Dop economy modello nelle scuole della Food valley</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A Fidenza, nell&#8217;ambito di Borgofood 2026, la Dop economy al centro di varie attività, fra cui la formazione ai ragazzi del quinto anno dell&#8217;istituto agrario Magnaghi Solari</em></p>
<p>La parola chiave del recente Borgofood è stata &#8220;<strong>Dop economy</strong>&#8220;, che riassume in sé l&#8217;idea totale di produzioni a denominazione d&#8217;origine e, allo stesso tempo, di Consorzi di tutela che queste produzioni, appunto, proteggono e valorizzano. Se ne era parlato all&#8217;Istituto Magnaghi Solari di Fidenza in un convegno che ha visto in primo piano il futuro della «Food valley».</p>
<p>«Il futuro delle nostre produzioni DOP e IGP è certamente roseo — ha detto <strong>Luigi Franchi</strong>, direttore di <strong>Salaecucina</strong> &#8211;  e con il decreto ministeriale che è stato da poco approvato, i Consorzi possono anche intraprendere azioni turistiche, ovvero promuovere il turismo enogastronomico dando la possibilità alle persone di recarsi nei caseifici, nei salumifici, nelle cantine eccetera, allargando la conoscenza e permettendo la vendita diretta, ma soprattutto creando una memoria delle tecniche di produzione, lavorazione e conservazione».</p>
<p>Per <strong>Fondazione Qualivita</strong> era presente come relatore <strong>Giovanni Gennai</strong>, responsabile dell&#8217;area ricerca: &#8220;La Dop economy in Italia è un modello che sta crescendo da tanti anni, il cui punto di forza sono i Consorzi di tutela, con la loro capacità di cooperare, pur riunendo aziende competitors. La &#8220;Food valley&#8221; è il cuore pulsante della Dop economy: la provincia di Parma è la prima per valore economico del cibo, quindi, ragionando di questi argomenti certamente giochiamo in casa, grazie a una grande varietà di produzioni, con un paniere di oltre 70 prodotti fra cibo e vino e, non da ultimo, ci sono imprese che ci credono e investono, grazie a una grande cultura che fa della provincia di Parma un punto di riferimento&#8221;.</p>
<p>Fonte: <strong>Gazzetta di Parma</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-modello-nelle-scuole-della-food-valley/">Dop economy modello nelle scuole della Food valley</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Agricoltura e pesca: in arrivo 70 milioni a fondo perduto</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/agricoltura-e-pesca-in-arrivo-70-milioni-a-fondo-perduto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 07:12:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=531407</guid>

					<description><![CDATA[<p>Meloni: col contributo uno sconto fino a 45 centesimi al litro per 120 milioni di litri. Lollobrigida: la misura si aggiunge al sostegno già fornito a 138mila imprenditori agricoli coi 100 milioni già stanziati Sessanta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/agricoltura-e-pesca-in-arrivo-70-milioni-a-fondo-perduto/">Agricoltura e pesca: in arrivo 70 milioni a fondo perduto</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Meloni: col contributo uno sconto fino a 45 centesimi al litro per 120 milioni di litri. Lollobrigida: la misura si aggiunge al sostegno già fornito a 138mila imprenditori agricoli coi 100 milioni già stanziati</em></p>
<p><strong>Sessanta milioni di euro di contributi a fondo perduto agli agricoltori</strong> e 10 per i pescatori. A tanto ammontano le risorse <strong>aggiuntive stanziate dal Governo per agricoltura e pesca</strong> col decreto varato ieri.</p>
<p><strong>La principale novità del provvedimento</strong> è l’adozione dello strumento del <strong>contributo a fondo perduto al posto del credito di imposta</strong> utilizzato in precedenza per analoghi interventi di compensazione contro il caro gasolio. Una decisione che accoglie una richiesta avanzata a gran voce dalle organizzazioni agricole sia per velocizzare l’afflusso delle risorse alle imprese che per bypassare le difficoltà legate all’utilizzo del credito di imposta in compensazione per aziende agricole che spesso non redigono bilancio o non sono sufficientemente capienti.</p>
<p>«Con il ministro Lollobrigida – <strong>ha commentato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni</strong> &#8211; abbiamo previsto ulteriori misure per i nostri agricoltori e per i nostri pescatori. Stanziamo 60 milioni di euro per un contributo a fondo perduto sul costo del gasolio agricolo che, nei fatti, si tradurrà in uno sconto fino a 45 centesimi al litro per oltre 120 milioni di litri. E poi – ha aggiunto la premier &#8211; stanziamo 10 milioni per la pesca. Anche qui sappiamo quanto la situazione sia complessa per i nostri pescatori».</p>
<p>«Questa misura &#8211; <strong>ha aggiunto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida</strong> &#8211; si aggiunge al sostegno già fornito a oltre 138mila imprenditori agricoli attraverso i 100 milioni precedentemente stanziati. Le risorse arriveranno in brevissimo tempo attraverso l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea). Dopo un primo intervento che copriva la prima parte dell’anno, questo copre il periodo compreso tra l’1 giugno e il 15 ottobre ristorando le aziende che hanno acquistato il carburante».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/agricoltura-e-pesca-in-arrivo-70-milioni-a-fondo-perduto/">Agricoltura e pesca: in arrivo 70 milioni a fondo perduto</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vino, analisi sul mercato mondiale: espianti massicci necessari per la ripresa</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-analisi-sul-mercato-mondiale-espianti-massicci-necessari-per-la-ripresa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 07:22:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=531152</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cinquant’anni di consumi in calo, cantine piene di giacenze e uve pagate sempre meno: per l’economista Kym Anderson dell&#8217;Università di Adelaide il mercato mondiale è squilibrato nel profondo, e senza espianti massicci la ripresa resterà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/vino-analisi-sul-mercato-mondiale-espianti-massicci-necessari-per-la-ripresa/">Vino, analisi sul mercato mondiale: espianti massicci necessari per la ripresa</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cinquant’anni di consumi in calo, cantine piene di giacenze e uve pagate sempre meno: per l’economista Kym Anderson dell&#8217;Università di Adelaide il mercato mondiale è squilibrato nel profondo, e senza espianti massicci la ripresa resterà lontana</em></p>
<p>Di solito le crisi del vino si compensano: se un paese va male, un altro prospera. Non questa volta. Secondo lo <a href="https://www.facebook.com/wineecon/posts/journal-of-wine-economics-forthcoming-why-the-current-global-wine-industry-crisi/1151041597278950/" target="_blank" rel="noopener"><strong>studio</strong></a> di <strong>Kym Anderson</strong> (Università di Adelaide), pubblicato sul <strong>Journal of Wine Economics </strong>di<strong> Cambridge University Press</strong>, oggi i prezzi sono depressi in tutti i grandi paesi produttori e per tutte le fasce, tranne la più alta. Il mondo è sommerso da un’eccedenza, soprattutto di rosso di fascia bassa.</p>
<p><strong>Il vino perde la sfida con birra e superalcolici</strong><br />
Dai primi anni Sessanta il volume di birra e di superalcolici consumato nel mondo è raddoppiato, mentre quello del vino è sceso di un quarto. La quota del vino sul consumo globale di alcol è passata da oltre un terzo a meno di un ottavo (dato 2023). Il consumo totale di alcol è fermo da oltre un decennio, e quello per adulto è calato del 30% dal picco di mezzo secolo fa. Dentro il vino, a perdere più terreno sono i rossi fermi, mentre crescono bianchi, rosati e bollicine.</p>
<p><strong>Il nuovo mondo, l&#8217;export e le giacenze</strong><br />
Nel 1985 Argentina, Australia, Cile, Nuova Zelanda, Sudafrica e Stati Uniti pesavano l’1% dell’export mondiale. Alla fine degli anni Duemila erano al 25% in valore e al 30% in volume, mentre Francia, Italia e Spagna scendevano al 58% in valore e al 53% in volume. Nei vent’anni fino al 2012 quei sei paesi hanno quasi raddoppiato la produzione, esportandone ormai circa il 40%. La quota di vino esportato nel mondo è salita dal 10% al 43% tra il 1965 e il 2025. Poi sono arrivati il crollo della domanda cinese, il Covid e i costi di trasporto alle stelle.</p>
<p><strong>Estirpare e guardare a oriente</strong><br />
Il rimedio sono gli espianti, ma le vigne rispondono lentamente. L’area vitata mondiale è scesa da 5,4 a 4,5 milioni di ettari tra il 1990 e il 2023, e c’è voluto un terzo di secolo. Secondo diversi osservatori citati da Anderson, oggi servirebbe un taglio di dimensioni simili. Senza espianti consistenti entro il decennio, avverte lo studio, i prezzi resteranno bassi a lungo, con effetti anche su alcuni vini di qualità superiore.</p>
<p>Fonte: <a href="https://vinonews24.it/2026/10/20/un-mare-di-rosso-invenduto-la-crisi-del-vino-non-e-piu-una-parentesi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>vinonews24.it</strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/vino-analisi-sul-mercato-mondiale-espianti-massicci-necessari-per-la-ripresa/">Vino, analisi sul mercato mondiale: espianti massicci necessari per la ripresa</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sciopero dei tir, Pomodoro di Pachino IGP: danni per milioni di euro, governo intervenga</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/sciopero-dei-tir-pomodoro-di-pachino-igp-danni-per-milioni-di-euro-governo-intervenga/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 07:18:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[sistema IG]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=531092</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino in ginocchio per lo sciopero dei tir: si contano danno per milioni di euro &#8220;Tonnellate di pomodoro non raccolte perché impossibilitati a consegnarle, il nostro comparto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/sciopero-dei-tir-pomodoro-di-pachino-igp-danni-per-milioni-di-euro-governo-intervenga/">Sciopero dei tir, Pomodoro di Pachino IGP: danni per milioni di euro, governo intervenga</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino in ginocchio per lo sciopero dei tir: si contano danno per milioni di euro</em></p>
<p>&#8220;Tonnellate di pomodoro non raccolte perché impossibilitati a consegnarle, il nostro comparto già allo stremo per i rincari precedenti ora è al collasso&#8221;. Ad esprimere profonda preoccupazione per il protrarsi dello <strong>sciopero dei Tir</strong> è anche il <strong>Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino</strong>, prodotto tra i più colpiti dall&#8217;agitazione in atto.</p>
<p>&#8220;Pur esprimendo piena solidarietà per le difficoltà degli autotrasportatori non possiamo ignorare che il fermo sta mettendo letteralmente in ginocchio tutta la filiera dell&#8217;ortofrutta che, per l&#8217;estrema deperibilità dei suoi prodotti, non può restare a lungo nei magazzini&#8221; ha dichiarato il Presidente <strong>Sebastiano Fortunato</strong>.</p>
<p>&#8220;Ci fa ben sperare l&#8217;intervento dell&#8217;Assessore all&#8217;Agricoltura nonché vicepresidente della Regione Sicilia <strong>Luca Sammartino</strong>, che sta portando avanti la mediazione con il Comitato Trasportatori Siciliani (Cts) affinché le tonnellate di ortaggi freschi già raccolti e bloccati nelle celle frigorifere non debbano finire al macero, ma la ripartenza dei trasporti via terra non scongiura completamente questo rischio poiché restano comunque ferme tutte le merci che viaggiano via mare&#8221; ha spiegato Fortunato.</p>
<p>&#8220;Confidiamo che l&#8217;incontro di domani con il Ministro Salvini abbia esito positivo poiché se il Cts prolungherà lo sciopero, le aziende subiranno danni per milioni di Euro e la situazione, già in precedenza fortemente precaria, diverrà insostenibile per migliaia di famiglie. A nome del Consorzio e di tutte le realtà che esso rappresenta chiediamo che il Governo intervenga in modo risolutivo quanto prima&#8221; ha concluso Fortunato.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.igppachino.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/10/SCIOPERO-DEI-TIR-PACHINO-IGP-DANNI-PER-MILIONI-DI-EURO-IL-GOVERNO-INTERVENGA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/sciopero-dei-tir-pomodoro-di-pachino-igp-danni-per-milioni-di-euro-governo-intervenga/">Sciopero dei tir, Pomodoro di Pachino IGP: danni per milioni di euro, governo intervenga</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Produrre in Italia competere nel mondo: Lactalis organizza un confronto sul futuro della Dop economy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/produrre-in-italia-competere-nel-mondo-lactalis-organizza-un-confronto-sul-futuro-della-dop-economy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 07:15:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#TourDOP]]></category>
		<category><![CDATA[filosofiaDopeconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=531091</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lactalis riunisce Istituzioni, imprese e mondo accademico sul futuro della Dop economy con la presentazione del volume La filosofia della Dop economy (Treccani) di Mauro Rosati Lactalis ha ospitato presso il suo headquarter a Milano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/produrre-in-italia-competere-nel-mondo-lactalis-organizza-un-confronto-sul-futuro-della-dop-economy/">Produrre in Italia competere nel mondo: Lactalis organizza un confronto sul futuro della Dop economy</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lactalis riunisce Istituzioni, imprese e mondo accademico sul futuro della Dop economy con la presentazione del volume La filosofia della Dop economy (Treccani) di Mauro Rosati</em></p>
<p class="c-paragraph">Lactalis ha ospitato presso il suo headquarter a Milano l&#8217;evento &#8220;Indicazioni Geografiche e non solo: la DOP Economy e il valore delle produzioni italiane nei mercati Un momento di confronto tra istituzioni, imprese e mondo accademico dedicato al ruolo strategico delle produzioni certificate e dei grandi brand italiani nel rafforzare la competitività del Made in Italy. Nel corso dell&#8217;incontro, Mauro Rosati, Direttore di Fondazione Qualivita, ha presentato il suo saggio edito da Treccani: &#8220;<a href="https://www.qualivita.it/la-filosofia-della-dop-economy-2/" target="_blank" rel="noopener">La filosofia della DOP Economy</a>&#8220;, evidenziando il valore delle Indicazioni Geografiche come leva di crescita per il sistema agroalimentare nazionale. Un modello che integra qualità certificata, identità territoriale e sostenibilità e che rappresenta una risposta concreta alle sfide poste dall&#8217;evoluzione dei mercati globali, dall&#8217;aumento dei costi produrtivi e dai cambiamenti nei comportamenti di consumo.</p>
<h4>QUALITÀ, FILIERE E INNOVAZIONE AL CENTRO DELLA CRESCITA</h4>
<p>L&#8217;evento si è aperto con i saluti istituzionali di Alessandro Beduschi, Assessore all&#8217;A56 2026/OTTOBRE gricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia, e di Vittorio Fiore, Direttore Corporale Affairs, Communication &amp; Sustainability di Lactalis Italia. A seguire la tavola rotonda &#8220;Produrre in Italia, competere nel mondo&#8221; a cui hanno partecipato Mauro Rosati, Massimiliano Bruni, Professore di Economia presso l&#8217;Università IULM, il Vicedirettore del Corriere della Sera Federico Fubini e Giovanni Pomella, Amministratore Delegato del Gruppo Lactalis Italia.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Scienza e Tecnica Lattiero Casearia</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/produrre-in-italia-competere-nel-mondo-lactalis-organizza-un-confronto-sul-futuro-della-dop-economy/">Produrre in Italia competere nel mondo: Lactalis organizza un confronto sul futuro della Dop economy</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dop economy, un mondo tutto da scoprire</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-economy-un-mondo-tutto-da-scoprire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2026 07:06:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[filosofiaDopeconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=531085</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dop economy, un neologismo, ormai adottato a livello internazionale, che indica i rapporti tra economia e cibo di qualità. Ne parla Mauro Rosati nel suo libro La filosofia della Dop Economy, edito da Treccani. Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-un-mondo-tutto-da-scoprire/">Dop economy, un mondo tutto da scoprire</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dop economy, un neologismo, ormai adottato a livello internazionale, che indica i rapporti tra economia e cibo di qualità. Ne parla Mauro Rosati nel suo libro La filosofia della Dop Economy, edito da Treccani.</em></p>
<p>Il recente riconoscimento dell&#8217;UNESCO alla nostra amata cucina non è tanto un meritato traguardo, ma soprattutto un punto di partenza per dare ulteriore valore a un complesso di storie, tradizioni, professionalità di cui i piatti e le ricette sono naturale conseguenza. Dietro tutto ciò, c&#8217;è una solida realtà in cui l&#8217;aspetto economico è motore e sostegno per tutto il resto. Illuminante, in questo caso, l&#8217;interessantissimo libro, scritto da Mauro Rosati, <a href="https://www.qualivita.it/la-filosofia-della-dop-economy-2/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La filosofia della Dop economy</strong></a>. Come il cibo di qualità può generare cultura, comunità e futuro.</p>
<p>&#8220;<strong>Dop economy</strong>&#8216;, felice neologismo coniato dallo stesso Rosati, e oramai adottato a livello internazionale per indicare i rapporti tra economia e cibo di qualità, ossia quello con le certificazioni europee Dop e Igp &#8211; laddove la prima sta a indicare prodotti di un territorio definito, nel quale sono attuate tutte le fasi di produzione, mentre la seconda certifica i prodotti originari di un territorio in cui si svolge almeno una fase del processo produttivo. Riassunti entrambi con il termine IG (Indicazioni Geografiche).</p>
<blockquote><p>Una bella sintesi di quanto possa essere utile consolidare il sistema delle IG, e quindi della Dop Economy, l&#8217;ha fornita <strong>Marina Puricelli</strong>, docente alla Bocconi. &#8220;L identità di un prodotto IG non è proprietà esclusiva, ma un bene condiviso, da custodire assieme&#8217;, ossia tutti i protagonisti della filiera dedicata: produttori, artigiani, aziende.</p>
<p>Una sintesi finale suggerita da <strong>Mauro Rosati</strong>: &#8220;La Dop economy è una sorta di rinascimento alimentare, dove le IG hanno contribuito a cambiare il senso del cibo, sottraendolo alla sola dimensione della merce e del nutrimento&#8217;, così da &#8220;riportarlo dentro una trama&#8221; di storia, memoria e gusto.</p></blockquote>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>L&#8217;importanza dei Consorzi di tutela</h4>
<p>Per certi versi, questa nuova tendenza ha avuto inizio con Expo 2015, tenutasi a Milano, &#8220;una sorta di spartiacque che ha riportato cibo e agricoltura al centro dell&#8217;attenzione, con i prodotti a certificazione IG a fare da cerniera tra le varie eccellenze che un territorio può offrire nei suoi vari aspetti di storia, paesaggio, cultura. In tale ambito emerge il ruolo centrale dei Consorzi di tutela, protagonisti nel garantire la qualità del prodotto, l&#8217;alleanza tra i vari protagonisti delle rispettive filiere: agricoltori, allevatori, trasformatori finali, che siano artigiani o aziende che hanno scelto di privilegiare qualità e tradizione rispetto alla ricerca dei grandi numeri a prescindere. Infatti, perla candidatura di un prodotto alla relativa certificazione europea, è il Consorzio a provvedere a che tutta la documentazione dei disciplinari sia puntuale e precisa, con l&#8217;emergere, però, anche delle singole&#8221;identità plurali, ossia quei &#8220;termini dialettali e toponimi che descrivono specifiche tecniche, attrezzature, fasi di lavorazione che altrimenti rischierebbero di scomparire&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<strong> Civilità della Tavola</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/dop-economy-un-mondo-tutto-da-scoprire/">Dop economy, un mondo tutto da scoprire</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Export e consumi: a settembre crescono le vendite in Usa e nei Paesi extra Ue, segnali positivi dalle DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/export-e-consumi-a-settembre-crescono-le-vendite-in-usa-e-nei-paesi-extra-ue-segnali-positivi-dalle-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 07:28:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=531003</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le buone impressoni di settembre: crescono export e consumi nel mondo del vino. Segni di risveglio: crescono le vendite in Usa e nei Paesi extra Ue, segnali positivi da DOC e DOCG. A luglio fermi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/export-e-consumi-a-settembre-crescono-le-vendite-in-usa-e-nei-paesi-extra-ue-segnali-positivi-dalle-dop/">Export e consumi: a settembre crescono le vendite in Usa e nei Paesi extra Ue, segnali positivi dalle DOP</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le buone impressoni di settembre: crescono export e consumi nel mondo del vino. Segni di risveglio: crescono le vendite in Usa e nei Paesi extra Ue, segnali positivi da DOC e DOCG. A luglio fermi 16 milioni di ettolitri</em></p>
<p>Se alla fine il mercato del vino 2026 finisse meglio di quanto molti temono? Finora ha fatto pensare al peggio: prodotto fermo in cantina, nessuna ripresa della domanda nonostante promozioni a gò gò, <strong>mercato estero compromesso da questioni geopolitiche e dinamiche commerciali penalizzanti</strong>, esportazioni del primo semestre riassunte in un’ondata di segni meno davanti ai principali paesi importatori.</p>
<p>Un andazzo preoccupante, aggravato da una montagna di giacenze: <strong>al 31 luglio erano fermi 16 milioni di ettolitri di vino contro i 13,6 del 2025</strong>, ben 2,4 milioni di ettolitri in più. Non a caso c’è chi considera una fortuna l’ultima vendemmia meno abbondante (in Italia, e anche in Francia e Spagna): circostanza che potrebbe aiutare a ridurre le scorte.</p>
<h4>Le luci</h4>
<p>Insomma ci sono tante nuvole nere sul mercato, ma <strong>emergono in questi giorni segnali incoraggianti</strong>.</p>
<p>Il primo, molto significativo, è legato ai <strong>dati provvisori dell’export nei paesi extra Unione europea nel terzo trimestre</strong>. L’Unione italiana vini (Uiv) ha infatti registrato una <strong>ripresa delle esportazioni di circa l’8%</strong>, grazie in particolare a un <strong>incremento negli Usa che sfiora il 17%</strong>: un rimbalzo potente, di fronte al crollo del 23,3% del terzo trimestre 2025 e un segnale importante, tenuto conto che il mercato statunitense è la prima piazza di sbocco del vino made in Italy.</p>
<p><strong>Il consuntivo gennaio-settembre rimane comunque negativo</strong> (meno 3% i paesi extra Ue e meno 6% gli Usa), ma sicuramente in recupero sul meno 14% di giugno. Secondo molti operatori, si vedrà presto se questo exploit è stato determinato più da esigenze di approvvigionamento che da una ripresa dei consumi che non c’è.</p>
<p><strong>La seconda boccata di aria fresca arriva da Valoritalia</strong>, l’ente di certificazione leader del vino italiano e riguarda gli imbottigliamenti e cioè le nuove bottiglie di vino che arrivano sul mercato. Sulla base dei dati al 30 settembre, la Business intelligence dell’ente certificatore presieduto da Francesco Liantonio e diretto da Giuseppe Liberatore, registra <strong>nel terzo trimestre un arresto della flessione degli imbottigliamenti</strong>. Una sorpresa positiva che ridimensiona a meno 3% il forte calo dei primi mesi. Non solo. <strong>A settembre sono ripresi gli imbottigliamenti (più 4,9% rispetto allo stesso mese del 2025)</strong>, e, quel che conta, c’è stato il <strong>risveglio dei vini Doc e Docg</strong>, quelli cioè di maggior valore, cresciuti nel terzo trimestre rispettivamente del 5% e del 4,9%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;Economia &#8211; Corriere della Sera</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/export-e-consumi-a-settembre-crescono-le-vendite-in-usa-e-nei-paesi-extra-ue-segnali-positivi-dalle-dop/">Export e consumi: a settembre crescono le vendite in Usa e nei Paesi extra Ue, segnali positivi dalle DOP</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Più Mozzarella di Bufala Campana DOP, ma viene prodotto troppo latte</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/piu-mozzarella-di-bufala-campana-dop-ma-viene-prodotto-troppo-latte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 07:27:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[programmazione produttiva]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=530989</guid>

					<description><![CDATA[<p>Aumentano gli stock di latte adatti al prodotto &#8220;non DOP&#8221;, che però è meno richiesto: tra le soluzioni, concentrare le nascite di vitelli in primavera-estate, quando la domanda di mozzarella è più forte. Saccani: &#8220;Servono [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/piu-mozzarella-di-bufala-campana-dop-ma-viene-prodotto-troppo-latte/">Più Mozzarella di Bufala Campana DOP, ma viene prodotto troppo latte</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Aumentano gli stock di latte adatti al prodotto &#8220;non DOP&#8221;, che però è meno richiesto: tra le soluzioni, concentrare le nascite di vitelli in primavera-estate, quando la domanda di mozzarella è più forte. Saccani: &#8220;Servono accordi e norme per rendere più efficiente una filiera di valore.</em></p>
<p><strong>Cresce la produzione di Mozzarella di Bufala Campana <a href="https://www.qualivita.it/news/prodotto-di-riferimento/5674/" target="_blank" rel="noopener">DOP</a></strong>: tra gennaio e agosto la produzione (in volume) è aumentata del +3,72%. Nello stesso periodo, però la &#8220;non DOP&#8221; è calata del -4%: appare chiaro che vi sia stato <strong>un trasferimento dei consumi da &#8220;non DOP&#8221; a <a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/mozzarella-di-bufala-campana-dop/" target="_blank" rel="noopener">DOP</a></strong>, seguendo una tendenza già attiva da alcuni anni. Nonostante la crescita della domanda, anche il settore dei formaggi tipici soffre in questa fase di nuovi e vecchi problemi di cui si è discusso in un incontro che si è tenuto nei giorni scorsi in Prefettura a Caserta, alla presenza di rappresentanti degli allevamenti bufalini e delle associazioni di categoria dei caseifici.</p>
<p>«Il clima è positivo – dichiara <strong>Pier Maria Saccani</strong>, <strong>direttore del Consorzio di tutela</strong> – ci misuriamo con gli stessi problemi e cerchiamo soluzioni condivise. Per la prima volta abbiamo chiarito, tutti d’accordo, che il destino della filiera è legato al posizionamento e alla qualità della Mozzarella di Bufala Campana DOP». All’ordine del giorno, la <strong>crescita eccessiva della quantità di latte stoccato</strong>: 31 milioni di Kg del valore di circa 50 milioni che genera un forte appesantimento finanziario dei caseifici. Ora si cerca la soluzione per impiegare queste scorte. Questo, per espressa previsione del disciplinare, passatte 60 ore dalla mungitura non può essere utilizzato per produrre DOP, pertanto viene “declassato”. Può essere invece adatto (anche ad esempio dopo essere stato surgelato) a produrre &#8220;non DOP&#8221;, burrata di bufala e altri prodotti.</p>
<p>«Una strada da perseguire – spiega ancora Saccani – è quella della <strong>regolamentazione dei parti delle bufale</strong>, spingendo le nascite verso i mesi caldi, allo scopo di ottenere, proprio tra primavera ed estate, la maggiore produzione di latte, facendola coincidere circon il periodo dell’anno in cui la domanda di mozzarella cresce». Un tema su cui da tempo il consorzio di tutela si batte. «Oggi questo processo è partito – avvisa Saccani – ma gli allevatori fanno presente che per completarlo ci vorrà del tempo».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/piu-mozzarella-di-bufala-campana-dop-ma-viene-prodotto-troppo-latte/">Più Mozzarella di Bufala Campana DOP, ma viene prodotto troppo latte</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le vendite di vino scendono ancora ma gli imbottigliamenti ripartono</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/le-vendite-di-vino-scendono-ancora-ma-gli-imbottigliamenti-ripartono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 07:13:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=530986</guid>

					<description><![CDATA[<p>Vendite in discesa ma buoni segnali per il mondo del vino dopo l&#8217;estate: sale l&#8217;imbottigliamento. L&#8217;analisi di Nomisma mostra che tra gennaio e luglio l&#8217;export italiano è sceso in 9 dei primi 12 mercati mondiali [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/le-vendite-di-vino-scendono-ancora-ma-gli-imbottigliamenti-ripartono/">Le vendite di vino scendono ancora ma gli imbottigliamenti ripartono</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vendite in discesa ma buoni segnali per il mondo del vino dopo l&#8217;estate: sale l&#8217;imbottigliamento. L&#8217;analisi di Nomisma mostra che tra gennaio e luglio l&#8217;export italiano è sceso in 9 dei primi 12 mercati mondiali</em></p>
<p>Le cantine di Veneto e Friuli Venezia Giulia stanno ricevendo gli ordini dai clienti, italiani e internazionali. Per chi vende vino siamo già a ridosso delle festività natalizie e di fine anno, il periodo in cui i consumi si impennano e dai quali dipendono, in buona parte, fatturati e utili delle aziende. Ma in attesa del rush finale, come è andato finora il 2026 per il mondo enologico del Nordest? «<strong>Tengono gli sparkling</strong>, in particolare il <strong>Prosecco</strong>, e i bianchi, mentre <strong>i vini rossi soffrono</strong>: Piemonte, Toscana, Veneto, Sicilia, i grandi nomi sono tutti in calo». Questa la <strong>sintesi di Denis Pantini</strong>, responsabile Agrifood e Wine monitor di Nomisma, che ha elaborato gli ultimi dati disponibili sull&#8217;exporte le vendite in Italia.</p>
<p><strong>Riguardo la tendenza per i prossimi mesi c&#8217;è un raggio di luce</strong>. «Gli imbottigliamenti a settembre sono ripresi, secondo i dati di Valoritalia», dice il ricercatore di Nomisma «si stanno recuperando livelli in maniera importante rispetto ai primi due trimestri dove la flessione era stata importante. Questo potrebbe essere un indice che i produttori hanno maggiori ordini da evadere per gli ultimi mesi dell&#8217;anno».</p>
<h4>Il mercato domestico</h4>
<p>Nella Gdo (grande distribuzione organizzata), <strong>tra gennaio e agosto i vini fermi a volume perdono il 3,2%</strong> (i rossi meno 4,4%, i bianchi meno 1,9% e i rosati meno 2,2%).<strong> Gli sparkling in controtendenza con un più 2,7%</strong>, con il metodo classico (<strong>Trento DOP</strong> e <strong>Franciacorta DOP</strong>) che recupera posizioni e il <strong>Prosecco</strong> sempre a fare l&#8217;andatura.</p>
<p>«Se analizziamo il valore, il calo nei vini fermi e spumanti », osserva Pantini, «è più contenuto e si ferma al meno 2%. Ciò significa che l&#8217;alta qualità tiene di più anche in valore. C&#8217;è una forte polarizzazione sui prezzi: reggono gli entry level, dall&#8217;altro lato crescono le fasce di prezzo più alte. Il consumatore probabilmente fa questo ragionamento: bevo una volta ogni tanto, spendo di più per avere un prodotto migliore».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Piccolo</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/le-vendite-di-vino-scendono-ancora-ma-gli-imbottigliamenti-ripartono/">Le vendite di vino scendono ancora ma gli imbottigliamenti ripartono</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Toscano IGP Olio EVO: produzione tra le migliori degli ultimi 10 anni, prezzi stabili</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/toscano-igp-olio-evo-produzione-attesa-fino-al-40-sopra-la-media-i-prezzi-restano-stabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 06:35:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Oli e grassi]]></category>
		<category><![CDATA[olivicoltura]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=530952</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le prime stime del Consorzio Olio Toscano IGP per la campagna 2026 indicano una crescita del 35-40% rispetto alla media degli ultimi dieci anni. Rese in frantoio intorno al 12% Buona produzione in campo, rese [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/toscano-igp-olio-evo-produzione-attesa-fino-al-40-sopra-la-media-i-prezzi-restano-stabili/">Toscano IGP Olio EVO: produzione tra le migliori degli ultimi 10 anni, prezzi stabili</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le prime stime del Consorzio Olio Toscano IGP per la campagna 2026 indicano una crescita del 35-40% rispetto alla media degli ultimi dieci anni. Rese in frantoio intorno al 12%</em></p>
<p><strong>Buona produzione in campo, rese interessanti in frantoio e prezzi stabili sul mercato</strong>. Un indizio è un indizio, due sono una coincidenza, ma tre fanno una prova. Se dovessimo tradurre in una ipotetica scheda statistica l’andamento della <strong>campagna olearia 2026 dell’olio extravergine Toscano IGP</strong>, le lancette punterebbero verso l’alto e il colore dominante sarebbe il verde. Nelle olivete toscane la raccolta è nel pieno. Si stendono i teli, si scuotono le piante e si raccolgono i frutti di un anno di lavoro, impegno e sacrifici. Le previsioni della prima ora trovano conferma in quello che è il luogo del verdetto per gli olivicoltori: il frantoio. La produzione attesa, stando alle prime stime, sarà superiore del 35%-40% rispetto alla media degli ultimi dieci anni.</p>
<p>A scattare una fotografia autorevole e puntuale è il <strong>Consorzio di Tutela dell’oIio extravergine Toscano IGP</strong>. La location scelta per la presentazione dell’annata olearia è l’aula magna dell’Istituto Alberghiero Aurelio Saffi di Firenze. Un ambiente didattico che il Toscano IGP conosce bene e frequenta abitualmente contribuendo alla formazione dei futuri cuochi e responsabili di sala che, attraverso lezioni in aula, imparano a conoscere, riconoscere e valorizzare le straordinarie qualità nutrizionali e organolettiche dell’olio extravergine Toscano IGP. La collaborazione porterà il Consorzio dell’Olio Toscano ad accompagnare l’istituto nella settimana della cucina italiana nel mondo a novembre presso l’ambasciata d’Italia in Marocco.</p>
<p>“Sulle piante possono essere presenti tante olive, quello che conta è anche la resa, ovvero la quantità di olio che, dopo la frangitura, finirà in bottiglia. Quest’anno ci sono tutti gli indizi per una stagione molto positiva sia dal punto di vista della quantità sia della qualità. – spiega <strong>Fabrizio Filippi, presidente del Consorzio</strong> – Le olive sono sane e belle e le rese soddisfacenti, mediamente intorno al 12%. Le temperature secche di quest’estate alla fine si sono rivelate un vantaggio: hanno impedito la riproduzione della mosca olearia e i danni alle olive limitando allo stretto necessario gli interventi in campo. Siamo molto fiduciosi anche sul fronte del mercato dove il prezzo si mantiene stabile. Il Toscano IGP sta facendo una corsa a sé affermandosi come l’espressione dell’eccellenza dell’extravergine italiano a livello mondiale”.</p>
<p><strong>Il percorso di crescita dell’Olio Toscano IGP si fonda anche su un disciplinare rigoroso</strong> che garantisce una filiera 100% Made in Tuscany. Dall’origine delle olive alla frangitura fino all’imbottigliamento, tutte le fasi si svolgono in Toscana.- L’origine permette agli agricoltori di ottenere un valore economico adeguato e offre ai consumatori la certezza di acquistare un prodotto 100% toscano. “Il consumatore è attento, si informa, si documenta. Ha imparato a leggere l’etichetta, uno strumento su cui il nostro Consorzio ha investito tantissimo. – spiega ancora Filippi – Il contrassegno antifrode del Poligrafico di Stato e l’inserimento del QR code, che dalla scorsa campagna i consumatori trovano sul collo di ogni singola bottiglia, fanno parte di questo percorso di trasparenza. La fiducia dei consumatori di tutto il mondo ci premia sugli scaffali”.</p>
<p><strong>Un altro ambizioso obiettivo del Consorzio è essere il primo ente del comparto olivicolo a dotarsi della relazione di sostenibilità</strong>: lo strumento introdotto dal nuovo <em>regolamento sulle Indicazioni Geografiche (2024/1143)</em> consentirà agli otto mila soci del Toscano IGP di definire e valorizzare le buone pratiche ambientali, sociali ed economiche messe in campo. Lo studio si è inserito nell’ambito del progetto Sofig, appena concluso in collaborazione con UNIFI e PIN Prato.</p>
<p>Il Consorzio per la tutela dell’olio extravergine di oliva Toscano IGP nasce nel 1997 e ottiene nel 1998 il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta. Oggi riunisce quasi otto mila soci su tutto il territorio regionale, rappresenta circa 7 milioni di piante ed è espressione dell’intera filiera: produttori, frantoi e imbottigliatori. Il marchio Toscano IGP e il relativo disciplinare garantiscono che tutte le fasi della produzione – dalla raccolta delle olive alla frangitura fino al confezionamento – avvengano in Toscana, per un olio 100% toscano.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.oliotoscanoigp.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Olio Extravergine di Oliva Toscano</strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/toscano-igp-olio-evo-produzione-attesa-fino-al-40-sopra-la-media-i-prezzi-restano-stabili/">Toscano IGP Olio EVO: produzione tra le migliori degli ultimi 10 anni, prezzi stabili</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
