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	<title>Turismo DOP &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Turismo DOP &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Turismo dell&#8217;olio, l&#8217;Italia accelera</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turismo-dellolio-litalia-accelera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 07:12:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[Oleoturismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo Enogastronomico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra esperienze coinvolgenti, reti territoriali e nuovi format urbani, l&#8217;oleoturismo italiano evolve e interroga il settore: crescita reale o narrazione da governare? Il turismo dell&#8217;olio non è più una tendenza emergente: è un segmento che sta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra esperienze coinvolgenti, reti territoriali e nuovi format urbani, l&#8217;oleoturismo italiano evolve e interroga il settore: crescita reale o narrazione da governare?</em></p>
<p>Il <strong>turismo dell&#8217;olio</strong> non è più una tendenza emergente: è un segmento che sta progressivamente ridefinendo il rapporto tra agricoltura, territorio e mercato. Non si tratta più soltanto di visite in frantoio o degustazioni per appassionati, ma di un sistema articolato di esperienze, capace di intercettare un pubblico ampio, trasversale e sempre più internazionale.</p>
<p>Il <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-turismo-dop-2026-download/" target="_blank" rel="noopener"><strong>secondo Rapporto sul turismo Dop di Fondazione Qualivita</strong></a> restituisce l&#8217;immagine di un comparto dinamico, in cui l&#8217;olio extravergine di oliva si afferma come leva strategica dell&#8217;economia dell&#8217;esperienza. Cresce l&#8217;interesse per attività legate alla produzione, aumentano le esperienze offerte dalle aziende e si rafforza il ruolo delle denominazioni di origine come elementi distintivi nella costruzione dell&#8217;offerta.</p>
<h4>DALL&#8217;AZIENDA AL TERRITORIO, QUANDO L&#8217;OLIO DIVENTA ESPERIENZA</h4>
<p>Il cambiamento più evidente riguarda il ruolo delle imprese olivicole. <strong>L&#8217;oleoturismo non è più un&#8217;attività accessoria</strong>, ma una componente sempre più integrata nel modello di business aziendale. I frantoi si trasformano in spazi di accoglienza e racconto: degustazioni guidate, percorsi sensoriali, visite durante la raccolta, attività didattiche e cammini tra gli ulivi diventano strumenti per costruire una relazione diretta con il consumatore.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>UN TURISTA NUOVO: CURIOSO, CONSAPEVOLE, INTERNAZIONALE</h4>
<p><strong>Cambia anche il profilo del visitatore</strong>. Non più soltanto esperti o appassionati, ma viaggiatori interessati a esperienze autentiche, sostenibili e culturali. Si tratta spesso di un pubblico internazionale, con <strong>una crescente presenza di turisti europei e nord-americani</strong>, attratti dalla dieta mediterranea e dal valore simbolico dell&#8217;extravergine.</p>
<p>La permanenza media si allunga, così come la spesa sul territorio, generando ricadute economiche che coinvolgono ospitalità, ristorazione e commercio locale. Il dato forse più significativo è però un altro: l&#8217;olio diventa linguaggio. Un codice culturale attraverso cui raccontare paesaggi, comunità e identità.</p>
<h4>ESPERIENZE E NUOVI FORMAT, IL VALORE DELLA CONTAMINAZIONE</h4>
<p>In un mercato turistico sempre più competitivo, la qualità del prodotto non basta più. E l&#8217;esperienza a fare la differenza. Nascono così format innovativi che Mi ecce i, rno agricoltura, cultura e benessere. In questa direzione si collocano esperienze come il Museo dell&#8217;Olio EVO, che costruisce un racconto accessibile e strutturato dell&#8217;extravergine, o il <a href="https://parcodegliulivi-garda.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Parco degli Ulivi del Garda</strong></a>, dove il paesaggio diventa parte integrante dell&#8217;esperienza turistica. Sono esempi che mostrano come l&#8217;oleoturismo possa evolvere in chiave sistemica, andando oltre la semplice visita in azienda per diventare esperienza territoriale completa.</p>
<h4>DALLE CAMPAGNE ALLE CITTÀ, L&#8217;OLEOTURISMO DIVENTA URBANO</h4>
<p>Accanto alla crescita nei territori rurali, si affaccia una nuova dimensione: quella urbana. L&#8217;olio entra nelle città e dialoga con il turismo culturale.</p>
<p>È in questo scenario che si inserisce la nascita del <a href="https://www.qualivita.it/news/nasce-il-primo-festival-dellolio-di-roma-igp-un-mese-di-eventi-tra-storia-arte-tradizioni-e-gusto/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Festival dell&#8217;Olio di Roma Igp</strong></a>, iniziativa che nel mese di aprile 2026 trasformerà Roma in un palcoscenico diffuso.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Olivo e Olio</strong></p>
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		<title>&#8220;A Montefalco&#8221; 2026: il Montefalco Sagrantino DOP al centro dell’attenzione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/a-montefalco-2026-il-montefalco-sagrantino-dop-al-centro-dellattenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 07:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grande partecipazione di stampa, operatori e sommelier da tutta Italia. Andrea Peruzzi vince il Gran Premio del Sagrantino. L’artista Martina Ferrari firma l’etichetta celebrativa dell’annata 2022 Si è conclusa con grande partecipazione l’edizione 2026 di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Grande partecipazione di stampa, operatori e sommelier da tutta Italia. Andrea Peruzzi vince il Gran Premio del Sagrantino. L’artista Martina Ferrari firma l’etichetta celebrativa dell’annata 2022</em></p>
<p>Si è conclusa con grande partecipazione l’<strong>edizione 2026 di “A Montefalco”,</strong> iniziativa promossa dal <strong>Consorzio Tutela Vini Montefalco</strong> che nei giorni scorsi ha portato nel cuore dell’Umbria del vino <strong>stampa nazionale e internazionale, operatori del settore, sommelier e professionisti della filiera</strong> per tre giornate dedicate alle <strong>nuove annate dei vini prodotti nelle denominazioni Montefalco Sagrantino DOP, Montefalco DOP e Spoleto DOP</strong>.</p>
<p>Momento centrale dell’evento la <strong>presentazione ufficiale dell’annata 2022 del Montefalco Sagrantino DOP</strong>, valutata con <strong>92 centesimi</strong>, corrispondenti a 4 stelle, e definita “ottima annata”, a conferma della capacità del territorio di esprimere vini di grande struttura, equilibrio ed eleganza.</p>
<p>Al centro dell’incontro l’intervento del wine writer internazionale <strong>Ian D’Agata</strong>, che ha presentato l’annata 2022 del Montefalco Sagrantino DOP. Sono inoltre intervenuti il presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco <strong>Paolo Bartoloni</strong> il sindaco di Montefalco <strong>Alfredo Gentili,</strong> l’assessore regionale all’Agricoltura della Regione Umbria <strong>Simona Meloni</strong>, il presidente AIS Umbria <strong>Pietro Marchi</strong> e <strong>Nicola Mattoni</strong> della Confraternita del Sagrantino. A moderare l’incontro il giornalista <strong>Jacopo Cossater</strong>.</p>
<p>Nel corso della manifestazione è stata inoltre svelata l’<strong>etichetta celebrativa dell’annata 2022</strong>, vincitrice del <strong>concorso “Etichetta d’Autore”</strong>, firmata da <strong>Martina Ferrari</strong>, artista ligure formatasi presso la Scuola di Disegno Industriale di Genova. L’opera accompagnerà simbolicamente questa vendemmia interpretandone l’identità attraverso il linguaggio artistico.</p>
<p>Ad aprire il programma una giornata dedicata agli operatori con degustazioni tecniche delle annate in commercio dei vini delle denominazioni di Montefalco e Spoleto e due Masterclass curate dalla <strong>Master of Wine Cristina Mercuri</strong>: “<strong>Il gusto di Montefalco: vini per ogni tavola, vini per ogni piatto</strong>” riservata agli operatori e “<strong>The Shape of Elegance: Montefalco’s New Wine Grammar</strong>” riservata alla stampa, dedicate all’interpretazione contemporanea dei vini del territorio e alla loro versatilità gastronomica.</p>
<p>Grande attenzione anche per il <strong>Gran Premio del Sagrantino</strong>, il concorso nazionale riservato ai sommelier AIS provenienti da tutta Italia, chiamati a confrontarsi su degustazioni, abbinamenti e prove tecniche legate alla comunicazione e valorizzazione del Sagrantino. A conquistare il primo posto è stato <strong>Andrea Peruzzi</strong> di AIS Cesena, seguito da <strong>Marco Curzi</strong> di AIS Rimini e <strong>Bruno Chiappani</strong> di AIS Trentino. Presenti <strong>Pietro Marchi</strong>, presidente AIS Umbria, e <strong>Maurizio Zanolla</strong>, responsabile nazionale concorsi AIS Italia, che hanno portato anche i saluti del presidente AIS Italia <strong>Sandro Camilli</strong>. Particolarmente emozionante anche la presenza della Confraternita del Sagrantino, simbolo del forte legame tra il vino e la storia identitaria del territorio. La giuria del Gran Premio del Sagrantino era composta da <strong>Liù Pambuffetti</strong>, vicepresidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco, <strong>Massimo Iannaccone</strong> di Miriade &amp; Partners e <strong>Giulia Celeschi</strong>, vincitrice della scorsa edizione.</p>
<p>Per tutta la durata della manifestazione giornalisti, buyer, sommelier e operatori hanno avuto la possibilità di approfondire la conoscenza delle produzioni del territorio attraverso degustazioni tecniche, incontri con i produttori e visite nelle cantine aderenti all’iniziativa.</p>
<p><strong>“A Montefalco” si conferma così un appuntamento di riferimento per il mondo del vino italiano e internazionale</strong>, capace di raccontare l’identità contemporanea di Montefalco attraverso qualità produttiva, cultura del vino e dialogo con operatori e media provenienti da tutto il mondo.</p>
<p><strong>31 le aziende partecipanti all’edizione 2026</strong>: Agricola Mevante, Antonelli, Arnaldo Caprai, Bocale, Cesarini-Sartori, Colle Ciocco, Colle Uncinano, Còlpetrone, Di Filippo, Dionigi, Fongoli, Goretti – Fattoria Le Mura Saracene, La Veneranda, Le Cimate, Lungarotti, Montioni, Moretti Omero, Ninni, Perticaia, Romanelli, Scacciadiavoli, Tenuta Alzatura, Tenuta Bellafonte, Tenuta di Saragano, Tenute Lunelli – Carapace, Terre de la Custodia, Terre de’ Trinci, Terre di San Felice, Tudernum e Valdangius.</p>
<p>L’iniziativa è stata organizzata dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, con il contributo del CSR Umbria SRG10, con il patrocinio dei Comuni di Montefalco e Bevagna e la collaborazione della Strada del Sagrantino.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziomontefalco.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini Montefalco</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/cs_a_montefalco_bilancio_2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA QUI IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Turismo DOP, tutto pronto per la settima edizione del Barbera Fish Festival</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-tutto-pronto-per-la-settima-edizione-del-barbera-fish-festival/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 07:47:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la collaborazione del Consorzio Barbera d&#8217;Asti e Vini del Monferrato, dal 28 al 31 maggio, il borgo astigiano di Agliano Terme celebra il matrimonio gourmet tra la Barbera d&#8217;Asti DOP e il merluzzo norvegese. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con la collaborazione del Consorzio Barbera d&#8217;Asti e Vini del Monferrato, dal 28 al 31 maggio, il borgo astigiano di Agliano Terme celebra il matrimonio gourmet tra la Barbera d&#8217;Asti DOP e il merluzzo norvegese.</em></p>
<p>Le colline del Monferrato patrimonio UNESCO si preparano a ospitare la settima edizione del <b>Barbera Fish Festival</b>, l’appuntamento che suggella l&#8217;originale abbinamento tra la <b>Barbera d’Asti</b> e il <b>merluzzo norvegese</b>. Quest’anno il Festival si rinnova con un cambio di stagione: non sarà più in autunno, ma nel pieno della primavera. L&#8217;evento è organizzato da Barbera Agliano, con il patrocinio del Comune di Agliano Terme, in collaborazione con il Consorzio Barbera d&#8217;Asti e Vini del Monferrato, l&#8217;Agenzia di Formazione Professionale Colline Astigiane, The Norwegian Culinary Teams e l&#8217;Ente Turismo Langhe Monferrato Roero.<u></u><u></u></p>
<p>«<i>Il Barbera Fish Festival è diventato negli anni un appuntamento profondamente identitario per il nostro territorio, capace di unire tradizione, qualità e apertura al mondo. È un evento che racconta la forza della nostra comunità e il valore straordinario dei nostri produttori, veri protagonisti del successo della Barbera. A chi ha lavorato con passione e visione per far crescere questo progetto va il mio più sentito ringraziamento</i> – dichiara<b> Patrizia Masoero </b>la nuova presidente di Barbera Agliano, che raccoglie il testimone di Fabrizio Genta –. <i>Assumere la presidenza di Barbera Agliano è per me motivo di grande orgoglio ed emozione. Con entusiasmo raccolgo questa eredità, con l&#8217;impegno di continuare a valorizzare il nostro territorio e rendere il festival sempre più un punto di incontro fra culture, sapori e persone</i>».<u></u><u></u></p>
<p>«<i>Ci avviciniamo con entusiasmo alla settima edizione dell&#8217;evento che più dà lustro alla nostra comunità per la sua singolarità ed esclusività – dichiara </i><b>Marco Biglia</b><i>, </i>sindaco di Agliano Terme –. <i>Siamo a fianco </i><i>di Barbera Agliano affinché tutto si svolga nel segno dell&#8217;eccellenza, pronti ad accogliere turisti e amici che, in arrivo dall&#8217;Italia e dall&#8217;estero, soggiorneranno in paese tra le nostre magnifiche colline Unesco e apprezzeranno la nostra ospitalità insieme alle specialità enogastronomiche</i>».<u></u><u></u></p>
<p>«<i>Il Barbera Fish Festival si inserisce tra gli appuntamenti più significativi di Sinfonia Barbera, il progetto con cui il Consorzio valorizza la capacità della Barbera d’Asti e dei vini del Monferrato di entrare in dialogo con linguaggi, culture e occasioni di consumo differenti</i> – dichiara <b>Filippo Mobrici</b>, presidente del Consorzio Barbera d&#8217;Asti e Vini del Monferrato –. <i>Questa manifestazione interpreta in modo concreto questa visione: mette in relazione il vino, la cucina, il territorio e le persone, generando un racconto contemporaneo capace di esprimere identità e apertura internazionale. La Norvegia rappresenta per il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato un mercato strategico, con il quale negli anni si è consolidato un rapporto fondato su attenzione alla qualità, affinità culturali e reciproca valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche. L’incontro tra la Barbera d’Asti e il merluzzo norvegese è oggi la sintesi più efficace di questo percorso: un dialogo che continua a crescere e che trova nel Barbera Fish Festival un momento di visibilità, confronto e relazione di particolare valore per tutto il territorio</i>». <u></u><u></u></p>
<p>«<i>Partecipiamo con grande entusiasmo a una manifestazione ormai riconosciuta a livello europeo</i> – dichiara <b>Annalisa Conti</b>, presidente della Scuola Alberghiera di Agliano Terme e Asti –. <i>Per la nostra scuola rappresenta un’importante occasione di crescita e apertura internazionale: abbiamo avuto modo di avviare un confronto con una scuola alberghiera norvegese di Tromsø, dando vita a uno scambio concreto e stimolante. Il valore aggiunto di questa esperienza sarà la presenza, nel nostro punto ristoro, dei nostri ragazzi insieme a una delegazione di studenti norvegesi</i>». «<i>Un lavoro condiviso che significa scambio di buone pratiche, potenziamento delle competenze linguistiche e capacità di fare squadra oltre i confini</i> – sottolinea la direttrice <b>Alessandra Sozio</b> –. <i>Mettere insieme le forze, le culture e le competenze è il modo migliore per raggiungere un risultato di alto livello, sia dal punto di vista formativo sia da quello dell’accoglienza e della qualità del servizio</i>».<u></u><u></u></p>
<p>«<i>Un evento che si distingue nel panorama dell&#8217;offerta turistica ed enogastronomica di Langhe Monferrato Roero grazie ad un gemellaggio originale, che trova radici in una comunità in cui la tradizione locale si fonde</i> <i>&#8211; ma non perde identità &#8211; con la gastronomia e la cultura norvegese. Un connubio</i> – dichiara <b>Mariano Rabino</b>, presidente dell&#8217;Ente Turismo Langhe Monferrato Roero – <i>che esalta le specialità tipiche di Agliano e del Nord Europa e che contribuisce a dare lustro alla nostra destinazione all&#8217;estero, in uno dei mercati più interessanti per la nostra destinazione, la Scandinavia. Infine, un plauso agli organizzatori per la scelta di cambiare la stagionalità dell&#8217;evento, collocandolo nella tarda primavera, una stagione che anno dopo anno registra flussi turistici in crescita</i>».<u></u><u></u></p>
<p><strong>L’ELITE DELLA CUCINA NORVEGESE AD AGLIANO</strong><u></u><u></u></p>
<p>Il festival si conferma palcoscenico di caratura internazionale grazie alla partecipazione dei <b>Norwegian Culinary Teams</b>. A guidare la delegazione sarà il team manager <b>Gunnar Hvarnes</b>, illustre rappresentante della cucina scandinava e Medaglia di Bronzo al Bocuse d’Or 2011. Sotto la sua supervisione, gli chef <b>Håvard Onsøyen</b>, <b>Andreas Enger Fjellheim</b> e <b>Per Anders Midtlie</b>, coordinati dal direttore <b>Espen Wasenius</b>, trasformeranno il merluzzo in creazioni d’alta cucina abbinate alla Barbera d&#8217;Asti.<u></u><u></u></p>
<p>Il fulcro dell’eccellenza sarà nella suggestiva location di <b>BAart</b>,<b> </b>l’ex confraternita di San Michele, dove si terranno due appuntamenti su prenotazione: <b>la Cena Masterclass </b>di <b>giovedì 28 maggio</b>,<b> </b>un viaggio sensoriale tra merluzzo fresco, stoccafisso e baccalà e i sapori e profumi della Barbera d&#8217;Asti;<b> il Pranzo Masterclass</b>,<b> domenica 31 maggio</b>,<b> </b>evento di chiusura del Festival che esplorerà le potenzialità gastronomiche del &#8220;Re del Nord&#8221; in abbinamento con le migliori etichette dei produttori.<u></u><u></u></p>
<p><strong>STREET FOOD D’AUTORE E DEGUSTAZIONI DI OLTRE CENTO ETICHETTE DI VINO</strong><u></u><u></u></p>
<p><b>Venerdì 29</b> e <b>sabato 30 maggio</b> il festival animerà il cuore del centro storico di Agliano Terme con due <b>serate</b> di <b>street food gourmet </b>e <b>degustazioni</b>.<u></u><u></u></p>
<p>Protagonista sarà la collaborazione tra i giovani talenti della scuola alberghiera norvegese <b>Ishavsbyen VGS di Tromsø</b>, guidati dallo chef <b>Roy-Helge Olsen</b>, e gli studenti dell’<b>Agenzia di Formazione Professionale Colline Astigiane </b>che lavoreranno fianco a fianco. Insieme, gli allievi dei due istituti proporranno un piatto ideato dagli chef dei <b>Norwegian Culinary Teams</b>, che supervisioneranno le preparazioni. L&#8217;offerta gastronomica sarà ulteriormente arricchita dai piatti preparati dalle <b>attività di Agliano Terme</b>, che presenteranno le proprie interpretazioni culinarie per celebrare l&#8217;incontro di sapori e la cucina piemontese. Presente anche una delegazione<b> </b>del<b> Sjømatfest d</b><b>i Tromsø </b>con una proposta di due piatti della tradizione norvegese. <u></u><u></u></p>
<p>Sarà l’occasione perfetta per scoprire le ricette a base di merluzzo, stoccafisso e baccalà passeggiando per le vie del centro e sorseggiando un calice di vino: sarà possibile degustare <b>oltre cento etichette</b> dei produttori che partecipano al festival negli stand allestiti in piazza San Giacomo. <u></u><u></u></p>
<p>Non mancherà la<b> musica</b> con le esibizioni live di alcune band che faranno da colonna sonora alle due serate di venerdì e sabato. <u></u><u></u></p>
<p><strong>LA GRANDE CUCINA NORVEGESE NEI RISTORANTI DEL BORGO</strong><u></u><u></u></p>
<p>Oltre agli appuntamenti in BAart e alle due serate dedicate allo street food, l&#8217;eccellenza dei Culinary Teams entrerà nelle cucine dei <b>tre ristoranti di Agliano Terme</b>:<b> Osteria La Milonga, Ristorante Villa Fontana, Il Gatto Verde </b>che<b> sabato 30 maggio</b> ospiteranno <b>cene a tema con menù esclusivi</b>, con i piatti curati in collaborazione con gli chef norvegesi. Un’occasione unica per apprezzare i sapori della cucina del Nord Europa in un contesto intimo e tradizionale, scoprendo nuove sfumature nell&#8217;abbinamento con la Barbera d&#8217;Asti.<u></u><u></u></p>
<p><strong>GLI OSPITI</strong><u></u><u></u></p>
<p><b>The Norwegian Culinary Teams</b> è l’insieme di squadre di chef norvegesi che partecipano alle <b>Ika Culinary Olympics</b>, le &#8216;Olimpiadi della cucina&#8217;, la più antica manifestazione mondiale dedicata alle arti culinarie, nata nel 1896 e organizzata ogni quattro anni in Germania. L’ultima edizione si è svolta dal 2 al 7 febbraio 2024, a Stoccarda. La prossima si svolgerà sempre a Stoccarda nel 2028. A differenza della competizione del Bocuse d’Or, che si svolge ogni due anni e vede la partecipazione di un singolo chef, alle Ika Culinary Olympics partecipano squadre di chef che gareggiano divisi in più categorie.<u></u><u></u></p>
<p>Ad Agliano arriveranno il direttore <b>Espen Wasenius</b>, il team manager <b>Gunnar Hvarnes</b> (medaglia di bronzo al Bocuse d’Or 2011, già ospite di una delle edizioni del Barbera Fish Festival), <b>Håvard Onsøyen</b> e <b>Andreas Fjellheim</b>, rispettivamente capitano della squadra Senior e chef, e <b>Per Anders Midtlie</b>, capitano della squadra Community Catering.</p>
<p>Fonte:<a href="https://www.turismodelgusto.com/eventi/manifestazioni/barbera-fish-festival/" target="_blank" rel="noopener"><b> Turismo del Gusto</b></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-tutto-pronto-per-la-settima-edizione-del-barbera-fish-festival/">Turismo DOP, tutto pronto per la settima edizione del Barbera Fish Festival</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>VINORUM, festival del Vino d&#8217;Abruzzo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vinorum-festival-del-vino-dabruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 07:45:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In centro storico a L’Aquila, torna, alla sua seconda edizione, Vinorum, Festival del Vino d’Abruzzo, il più grande evento regionale dedicato al vino e alle sue radici promosso dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, con la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vinorum-festival-del-vino-dabruzzo/">VINORUM, festival del Vino d&#8217;Abruzzo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>In centro storico a L’Aquila, torna, alla sua seconda edizione, Vinorum, Festival del Vino d’Abruzzo, il più grande evento regionale dedicato al vino e alle sue radici promosso dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, con la Regione Abruzzo.</em></p>
<p>Dal 15 al 17 maggio, piazza Duomo e i cortili dei palazzi storici della città Capitale italiana della Cultura 2026, si trasformeranno in uno spazio diffuso di incontro, scoperta e degustazione per raccontare l’Abruzzo e le sue produzioni vitivinicole, con tre giornate pensate per valorizzare l’indissolubile legame tra vino e territorio. Un legame che non è solo produttivo, ma culturale, storico e paesaggistico.</p>
<p>Cinquantadue cantine, duecentocinquanta etichette in degustazione e dieci food track con il meglio delle produzioni gastronomiche regionali, racconteranno dal villaggio del vino di piazza Duomo il meglio dell’enologia abruzzese, grazie anche all’incontro diretto con i vignaioli e le vignaiole.<br />
Inoltre, dagli stand allestiti in piazza, wine lovers, visitatori e curiosi potranno spostarsi lungo Corso Vittorio Emanuele II e raggiungere i cortili dei palazzi storici che ospiteranno masterclass, convegni, degustazioni guidate. Tra le novità della tre giorni aquilana, la presenza del trenino del vino che accompagnerà i visitatori fino alla Fontana delle 99 Cannelle e alla Basilica di Collemaggio, passando attraversando la città, con soste a tema che vedranno la presenza di sommeliers pronti, ad ogni tappa, a far degustare vini legati a questo e a quel monumento. Ecco allora che L’Aquila, con il suo straordinario patrimonio architettonico e simbolico, diventerà il palcoscenico ideale di un originale racconto che parte da calici e bottiglie e si fa occasione di conoscenza e promozione di storie, tradizioni, luoghi.<br />
Di questo si è parlato oggi a L’Aquila, a Palazzo Silone, durante l’incontro con i giornalisti, introdotto da Francesca Piccioli, responsabile dell’ufficio stampa del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo.</p>
<p>“Con Vinorum abbiamo l’ambizione di raccontare un Abruzzo del vino che ha voglia di crescere, di fare sempre meglio e che è sempre più consapevole della propria identità e del proprio valore e lo faremo da L’Aquila, capitale italiana della Cultura 2026 – ha dichiarato il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo Alessandro Nicodemi, assente all’incontro con i giornalisti per un imprevisto -. Il vino è il risultato di un dialogo continuo tra territorio, produttori e cultura: portarlo nel cuore del capoluogo di regione, in un contesto così ricco di storia e significato, significa rafforzare questo legame e condividerlo con un pubblico sempre più ampio”.</p>
<p>“Vinorum è indubbiamente un’occasione strategica per valorizzare il comparto vitivinicolo abruzzese e rafforzare il legame tra produzioni di qualità e territorio – ha spiegato il vicepresidente della Regione ed assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente &#8211; Iniziative come questa contribuiscono a promuovere un modello di sviluppo in grado di unire la bellezza dei luoghi, la storia e le tradizione al mondo produttivo e alle cantine abruzzesi e di nuove opportunità di crescita per le nostre imprese vitivinicole e per l’intero sistema turistico regionale”.</p>
<p>“Già da settimane stiamo ricevendo prenotazioni per gli eventi nei cortili e numerosi contatti con richieste di informazioni; segno che la rassegna suscita curiosità ed interesse – ha aggiunto Barbara Lunelli, della società Blunel che con il Consorzio organizza Vinorum &#8211; Le degustazioni e gli incontri si snoderanno tra piazza Duomo e suggestivi cortili di palazzi storici, trasformando la città in un itinerario esperienziale dove vino, arte e cultura dialogano in modo naturale e coinvolgente. Mi piace ricordare che il festival è l’evento sul mondo vino più importante d’Abruzzo e che può fregiarsi della presenza, non scontata, dei produttori che parteciperanno alla tre giorni”.</p>
<p>“Vinorum – ha sottolineato il vicesindaco del capoluogo d’Abruzzo Raffaele Daniele &#8211; non è solo una rassegna enologica, ma un’esperienza immersiva che unisce gusto, conoscenza e identità. In un anno così significativo per L’Aquila, l’evento contribuisce a rafforzare il ruolo della città come centro culturale e luogo di incontro, capace di raccontare il territorio abruzzese in tutte le sue sfumature”.</p>
<p>Al festival del vino d’Abruzzo non mancherà, poi, uno sguardo oltre i confini regionali con la presenza del Cervim, organismo internazionale con sede in Valle d&#8217;Aosta che promuove studi e ricerche sulla coltura della vite nelle zone di montagna in forte pendenza o delle piccole isole, la cosiddetta viticoltura eroica.</p>
<p>Tra gli appuntamenti da segnalare l’omaggio a Luigi Cataldi Madonna figura chiave dell’enologia abruzzese ed italiana, scomparso l’8 dicembre 2025, considerato un pioniere della viticoltura di montagna. La degustazione, ospitata nel cortile di Palazzo Spaventa dal titolo Dal concetto al vino: la lezione di Luigi Cataldi Madonna, sarà moderata da Giorgio D’Orazio. Interverranno Giulia Cataldi Madonna e il giornalista Camillo Langone.</p>
<p>Il programma della rassegna prevede degustazioni guidate, incontri tematici e momenti di approfondimento curati da esperti del settore, sommelier ed enologi. Particolare attenzione sarà dedicata al rapporto tra vino e territorio: dalle interpretazioni del Montepulciano d’Abruzzo alle espressioni dei vini di montagna, fino alle nuove sperimentazioni e alla viticoltura biologica. Ogni appuntamento sarà un viaggio attraverso paesaggi diversi, dalle colline della costa alle aree interne. Un’occasione unica per appassionati, operatori del settore e visitatori, per vivere il vino non solo come prodotto, ma come storia, paesaggio e comunità.</p>
<p>Il programma completo è pubblicato sul sito <a href="http://www.vinidabruzzo.it/vinorum." target="_blank" rel="noopener">www.vinidabruzzo.it/vinorum.</a></p>
<p>Fonte: <a href="https://h9f6h.mailupclient.com/f/rnl.aspx/?mlh=ww/yu1dalj=s3el:=_2_/10e8bb=d:ol&amp;x=pp&amp;v/im9b&amp;x=pv&amp;nam65al4&amp;x=pv&amp;9k=v_yw_NCLM" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong></a></p>
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		<title>Food&#038;Science Festival: il Parmigiano Reggiano DOP a Mantova celebra il territorio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 07:30:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 15 al 17 maggio, la DOP è protagonista della rassegna mantovana con uno stand dedicato al Progetto Turismo. In programma visite guidate nei caseifici, laboratori per le scuole, focus sull’alimentazione sportiva e un ricco [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal 15 al 17 maggio, la DOP è protagonista della rassegna mantovana con uno stand dedicato al Progetto Turismo. In programma visite guidate nei caseifici, laboratori per le scuole, focus sull’alimentazione sportiva e un ricco calendario di degustazioni, dalle lunghe stagionature in purezza agli abbinamenti con Aceto balsamico tradizionale di Modena DOP e whisky.</em></p>
<p>Il <strong>Parmigiano Reggiano</strong> protagonista al <strong>Food&amp;Science Festival</strong> di <strong>Mantova</strong>, la manifestazione che <strong>da venerdì 15 a domenica 17 maggio</strong> trasformerà il centro cittadino in un crocevia di incontri, scienza e divulgazione gastronomica. Quest’anno, la presenza del Consorzio sarà fortemente incentrata sulla valorizzazione del territorio e sull’accoglienza, in linea con il nuovo <strong>“Progetto Turismo”</strong> della DOP.</p>
<p>Il ricco calendario di appuntamenti prenderà il via <strong>venerdì 15 maggio</strong> con una giornata interamente dedicata alle <strong>scuole</strong>: per avvicinare le nuove generazioni ai valori della filiera, due classi delle elementari avranno l’opportunità di visitare il caseificio <strong>Latteria Sociale Gonfo </strong>di Motteggiana, mentre allo stand si terranno <strong>degustazioni guidate</strong> curate dagli esperti dell’<strong>APR (Associazione Assaggiatori Parmigiano Reggiano)</strong> per gli altri istituti.</p>
<p>Il fine settimana offrirà al grande pubblico un palinsesto denso di appuntamenti allo stand, dove si susseguiranno numerose <strong>masterclass</strong> per esplorare la <strong>versatilità</strong> della DOP. <strong>Sabato 16 maggio</strong>, alle <strong>12:00</strong> e alle <strong>16:00</strong>, i visitatori potranno sperimentare l’incontro di due eccellenze con <em>La coppia perfetta: Parmigiano Reggiano e Aceto balsamico Tradizionale di Modena DOP,</em> mentre alle <strong>18:00</strong> l’attenzione si sposterà sull&#8217;assaggio in purezza con l’appuntamento <em>Alla scoperta delle alte stagionature</em>. <strong>Domenica 17 maggio</strong>, le degustazioni in purezza torneranno protagoniste alle <strong>11:00</strong> e alle <strong>15:00</strong> con l’incontro <em>Come il tempo cambia gli aromi</em>, per poi concludere alle <strong>17:00</strong> con il pairing <em>Il tempo nel gusto: Parmigiano Reggiano e whisky</em>.</p>
<p>L’esperienza uscirà anche dai confini della piazza: <strong>sabato 16 maggio</strong> alle <strong>8:30</strong> è prevista una visita guidata al <strong>Caseificio Vo Grande </strong>di Pegognaga, per offrire un’immersione diretta e autentica nei luoghi dove ogni giorno si rinnova la magia della DOP. Sempre <strong>sabato </strong>alle <strong>10:45</strong>, il Parmigiano Reggiano salirà sul palco principale di <strong>Piazza Sordello</strong> per il talk intitolato <strong><em>Muscoli, mete e proteine</em></strong>: un incontro sull’<strong>alimentazione</strong> che vedrà la partecipazione del nutrizionista <strong>Andrea Barbieri</strong>, della specialista tecnico-scientifica del Consorzio <strong>Ilaria Grisanti</strong> e di una delegazione della squadra di rugby <strong>Zebre Parma</strong>, per raccontare come la naturalità, l’alta digeribilità e la ricchezza di nutrienti rendano la Dop un alleato fondamentale nella dieta degli sportivi.</p>
<p>A seguire, alle ore <strong>12:15</strong> presso la Sala conferenze di Palazzo Plenipotenziario in Piazza Sordello, si terrà il panel intitolato <strong><em>DOP: tre lettere, mille storie. Il grande formaggio italiano tra mercato, territorio e identità</em></strong>. Un momento di confronto per capire come le denominazioni di origine proteggono le filiere, raccontano i territori e affrontano le sfide globali. All’incontro prenderà parte <strong>Riccardo Deserti</strong>, direttore del Consorzio del Parmigiano Reggiano, affiancato da alcune delle figure di maggior rilievo del panorama agroalimentare italiano: <strong>Stefano Berni</strong> (direttore generale del Consorzio di Tutela Grana Padano), <strong>Pier Maria Saccani</strong> (direttore generale del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP) e <strong>Cesare Baldrighi</strong> (presidente di Origin Italia). Il talk sarà moderato dal divulgatore e autore <strong>Emiliano Audisio</strong>.</p>
<p>Lo <strong>stand del Consorzio</strong>, animato dalla presenza del caseificio <strong>Latteria Agricola Mogliese</strong> di Sermide, sarà inoltre uno spazio per raccontare le iniziative del Consorzio in ambito turistico, come <strong>Caseifici Aperti </strong>(in programma <strong>sabato 23</strong> e <strong>domenica 24 maggio</strong>): un appuntamento chiave per vivere in prima persona il territorio della Dop. <strong>Oltre 50 caseifici nelle cinque province di produzione</strong> apriranno le porte al pubblico, offrendo la possibilità di assistere alla lavorazione, partecipare a degustazioni, acquistare direttamente dai produttori e vivere esperienze di intrattenimento.</p>
<p>«<em>Siamo felici di rinnovare la nostra presenza al Food&amp;Science Festival di Mantova, un appuntamento ormai irrinunciabile per dialogare in modo innovativo e scientifico con i consumatori</em>», ha dichiarato <strong>Nicola Bertinelli</strong>, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano. «<em>Mantova rappresenta un tassello fondamentale della nostra zona di origine, con una produzione annua che supera le 520.000 forme. Quest’anno abbiamo scelto di focalizzare la nostra partecipazione sul Progetto Turismo, perché crediamo fermamente che il Parmigiano Reggiano sia un’esperienza da vivere in prima persona. Portare le scuole, le famiglie e i foodies direttamente nei caseifici significa mostrare loro la passione, il lavoro e la sostenibilità che si celano dietro a ogni singola forma, trasformando la degustazione in un viaggio memorabile e consapevole all&#8217;interno di un territorio straordinario</em>».</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio Parmigiano Reggiano DOP</strong></p>
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		<title>Miele della Lunigiana DOP, a Mulazzo torna Mielerie Aperte 2026</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/miele-della-lunigiana-dop-a-mulazzo-torna-mielerie-aperte-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 07:38:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[miele]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica 17 maggio 2026 al Pungiglione di Mulazzo torna Mielerie Aperte, una giornata di attività gratuite tra visite con smielatura, laboratori, assaggi ed esperienze Domenica 17 maggio 2026 anche a Mulazzo torna l’appuntamento con Mielerie [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="118" data-end="316"><em>Domenica 17 maggio 2026 al Pungiglione di Mulazzo torna Mielerie Aperte, una giornata di attività gratuite tra visite con smielatura, laboratori, assaggi ed esperienze</em></p>
<p><strong>Domenica 17 maggio 2026 </strong>anche a <strong>Mulazzo</strong> torna l’appuntamento con <a href="https://mielerieaperte.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mielerie Aperte®</strong></a>, la giornata nazionale dedicata alla scoperta dei mieli e dei prodotti dell’alveare, a pochissimi giorni dalla Giornata Mondiale delle Api (20 maggio), istituita dalle Nazioni Unite nel 2017.</p>
<p>Promossa da <a href="https://unaapi.it/">UNA·API – Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani</a>,  <a href="http://www.toscanamiele.it">Associazione Toscana Miele</a>, <a href="http://www.ilpungiglione.org">Cooperativa Sociale Il Pungiglione</a> e <a href="http://www.mieledellalunigiana.it">Consorzio del Miele della Lunigiana DOP</a>, la giornata è un’occasione privilegiata per entrare nel mondo dell’apicoltura locale con una serie di <strong>esperienze gratuite</strong>. Il modo migliore per conoscere origini e caratteristiche del Miele e di prodotti come propoli, pappa reale, polline; gli strumenti, gli spazi, i processi produttivi cioè la quotidianità e il lavoro di un apicoltore; il valore delle api come organismi fondamentali per la tutela e cura di luoghi, ambiente. La filiera, viva, vivente. <strong>Al Pungiglione </strong>sono diverse le attività previste, a partire dalle <strong>speciali</strong> <strong>visite guidate in apiario e mieleria con dimostrazione di smielatura</strong> in programma alle 10:30, 11:30, 15 e 16, su prenotazione &#8211; per partecipare contattare il +39 380 783 9721 entro venerdì 15 maggio.</p>
<p>In più, per tutto il giorno, dalle 10:00 alle 18:00, sarà possibile visitare l’azienda e fino alle 17:00 partecipando ai <strong>laboratori creativi </strong>di cera d’api e candele, agli <strong>assaggi guidati</strong> di Miele della Lunigiana DOP e dei prodotti dell’alveare, alle <strong>sessioni didattiche </strong>su apoidei, impollinazione, biodiversità, api, apicoltura, attività sociale.</p>
<p>Dicono gli organizzatori, riprendendo le parole di <strong>Stefano Gallorini</strong>, apicoltore e presidente di Toscana Miele: «Iniziative come Mielerie Aperte rappresentano un’opportunità di incontro necessario con i cittadini. Spesso l’apicoltura è raccontata in modo romantico o superficiale, ma la realtà è quella di un settore tecnico e complesso, di un mestiere fatto di sacrificio, gestione rigorosa, competenze. Con queste iniziative portiamo il pubblico non solo ad emozionarsi &#8211; nell’incontro con le api e questo mondo incredibile -, ma anche a vedere da vicino la professionalità contenuta in ogni singolo vasetto di miele».</p>
<p data-start="2113" data-end="2361" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Fonte: <a href="https://mieledellalunigiana.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di tutela Miele della Lunigiana DOP</strong></a></p>
<p data-start="2113" data-end="2361" data-is-last-node="" data-is-only-node=""><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/CS_Domenica-17-maggio-al-Pungiglione-torna-Mielerie-Aperte.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Torna la XVI edizione di “Di Freisa in Freisa”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/torna-la-xvi-edizione-di-di-freisa-in-freisa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 07:38:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 23 e domenica 24 maggio Chieri torna ad ospitare la due giorni dedicata alla Freisa di Chieri e ai vini della Collina torinese: masterclass, approfondimenti, degustazioni guidate ma anche musica, divertimento, cultura, incontri gastronomici [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sabato 23 e domenica 24 maggio Chieri torna ad ospitare la due giorni dedicata alla Freisa di Chieri e ai vini della Collina torinese: masterclass, approfondimenti, degustazioni guidate ma anche musica, divertimento, cultura, incontri gastronomici con le altre tipicità del territorio, valorizzazione del tessuto commerciale cittadino</em></p>
<p>Diventata una delle manifestazioni più attese nel panorama enogastronomico piemontese, <strong><em>“Di Freisa in Freisa”</em></strong> torna a brindare per il sedicesimo anno consecutivo: l’appuntamento è <strong>sabato 23</strong> (a partire dalle ore 17 fino alle 24) e <strong>domenica 24</strong> <strong>maggio </strong>(dalle ore 10 fino alle 20) nel centro storico di Chieri.</p>
<p>La manifestazione del <strong>Comune di Chieri</strong> è organizzata da Gusto Sì, <strong>Consorzio di Tutela e Valorizzazione delle DOP Freisa di Chieri e Collina Torinese e Croce Rossa Italiana Comitato di Chieri</strong>, con l’obiettivo di mettere in luce tutte le sfaccettature di un vitigno unico e prezioso, ma anche di valorizzare e promuovere le eccellenze culturali, artistiche, enogastronomiche e commerciali del Chierese.</p>
<p>Due giorni ricchi di iniziative, momenti di festa e di racconto, masterclass, degustazioni guidate ma anche tante occasioni per conoscere in modo più ampio e approfondito le diverse anime che abitano il territorio: da quelle prettamente enogastronomiche a quelle ristorative fino a quelle artistiche e sociali.</p>
<p><em>“Di Freisa in Freisa è uno degli appuntamenti più attesi per la nostra città e, in generale, per l’intero territorio del Chierese – </em><strong>dichiarano il sindaco Alessandro Sicchiero e l’Assessora alla Promozione del Territorio Antonella Giordano</strong><em> – La manifestazione, infatti, non vuole solo celebrare uno dei vitigni storici del Piemonte ma si pone l’obiettivo di mostrare ai tanti visitatori le innumerevoli eccellenze che Chieri è in grado di offrire. Da quelle artistiche e culturali a quelle enogastronomiche, fino agli esercizi commerciali e alle Associazioni: tutti vogliono partecipare a questa grande festa e dare il proprio contributo per rendere questa due giorni indimenticabile”.   </em></p>
<p><em>“Negli ultimi due anni Di Freisa in Freisa è stata rinnovata con l’obiettivo di diventare ancora più fresca e contemporanea e avvicinarci così a un pubblico giovane, desideroso di conoscere la Freisa e gli altri vini del territorio attraverso un consumo consapevole e di assoluta qualità. </em><strong>Spiega Matteo Rossotto, Presidente del Consorzio di Tutela e Valorizzazione delle DOC Freisa di Chieri e Collina Torinese &#8211; </strong><em>In un momento storico come quello attuale, mutevole e complesso per il comparto del vino, ritengo che gli addetti ai lavori abbiano la responsabilità e il dovere di condividere il proprio sapere con una nuova fetta di consumatori, magari meno esperti ma con una grande voglia di imparare e di approfondire questo mondo così affascinante. Una strada che il nostro Consorzio, piccolo ma molto dinamico, ha deciso di intraprendere promuovendo i propri vini sia attraverso i canali istituzionali sia attraverso iniziative più “pop” e inclusive”.</em></p>
<p>Saranno due i nuclei centrali da cui prenderà vita la manifestazione: Piazza Cavour e Via Vittorio Emanuele II. Come da tradizione, Piazza Cavour si trasformerà in un grande palcoscenico a cielo aperto con <strong><u>“<em>Note e calici di Freisa”</em></u></strong> facendo incontrare il <strong>mondo dell’enogastronomia con quello della musica e del divertimento</strong>.</p>
<p><strong>24 cantine del territorio</strong> proporranno in assaggio, in modalità <em>walk around tasting</em>, la Freisa e i vini della Collina Torinese, assieme ad altre etichette del Canavese, dell&#8217;Astigiano e dell&#8217;Alessandrino. Un percorso di degustazione arricchito dalla presenza <em>dell’Enoteca Regionale dei vini della Provincia di Torino</em> che offrirà ai partecipanti un vero e proprio viaggio nel panorama enologico della provincia di Torino. Non solo vino ma anche cibo grazie a una ricca proposta di cucine di strada di alta qualità con le loro specialità locali e regionali.</p>
<p>A rendere ancora più viva la festa ci penserà la<strong> musica</strong>. Nel pomeriggio e nella serata di sabato 23 maggio un lungo <em>DJ set</em> vedrà la partecipazione straordinaria di Francesco Quarna e Maurizio Rossato di Radio DEEJAY. Nella giornata di domenica la musica itinerante allieterà la manifestazione lungo tutto il centro storico: dalle incursioni di <em>BandarAdan</em>, punto di riferimento da oltre 20 anni dell&#8217;arte di strada, alla musica e ai balli popolari occitani a cura del gruppo <em>Controcanto</em>.  Domenica sarà presente in piazza anche Radio GRP, con musica diffusa e interviste, e l&#8217;evento si concluderà con la Filarmonica San Marco &#8211; Wind Orchestra, che intratterrà il pubblico in un viaggio tra colonne sonore e brani originali per orchestra.</p>
<p>Il Cooking Loft <em>Spazio Gusto</em> di Via Vittorio Emanuele 40/A sarà invece la casa di <strong><em><u>Spazio Freisa</u></em></strong>, attiva per tutta la giornata della domenica a partire dalle 10. Un luogo dove produttori, esperti del settore, sommelier, ma anche Wine Lovers e semplici curiosi potranno approfondire tutte le caratteristiche della Freisa di Chieri attraverso degustazioni guidate e masterclass pensate per sensibilizzare al consumo consapevole e soprattutto di qualità, in abbinamento ai prodotti del <em>Distretto del Cibo del Chierese-Carmagnolese</em>, grazie alla preziosa collaborazione con i docenti e gli studenti dell&#8217;<em>Istituto Norberto Bobbio</em> di Carignano.</p>
<p>Ad aprire il programma di appuntamenti della giornata di Spazio Freisa sarà l’incontro” Caffè<strong><em> agricolo: Acqua e resilienza&#8221; </em></strong>(ore 10) nell&#8217;ambito del progetto IDEA, in collaborazione con il tavolo di lavoro Agroambiente del Distretto del Cibo del Chierese-Carmagnolese: un momento di riflessione necessario durante il quale sarà presentato il <em>Masterplan SWITCH</em>, un’iniziativa strategica del territorio, nata per rispondere concretamente alla crisi idrica del 2022-2024.</p>
<p>Seguiranno momenti altamente “enologici” come il <strong>Blind Testing <em>“La Freisa tra i grandi” </em></strong>(ore 12), una degustazione alla cieca di tre vini a base Freisa in mezzo a tre etichette nazionali ed internazionali di alto livello guidati da Mauro Carosso, Presidente AIS Piemonte; l’appuntamento con <strong><em>“La Freisa incontra i vini dealcolati”</em></strong><em> (ore 15) </em>che propone un interessante viaggio nella storia del vino dealcolato in compagnia del Professor Vincenzo Gerbi; e, ancora, l’incontro con i <strong><em>“Giovani outsiders della Freisa”</em></strong> (ore 17) per conoscere insieme a Gaetano Pio Liscio – enologo DISAFA &#8211;  cinque giovani nuovi produttori che hanno deciso di lanciarsi nel mondo della viticoltura, fino alla <em>Masterclass <strong>“I vini della Provincia di Torino”</strong></em> (ore 18) con una degustazione guidata dall’enologo Giampiero Gerbi per scoprire i quattro territori della viticoltura torinese.</p>
<p>Accanto alle tante iniziative dedicate alla Freisa, il week-end chierese coinvolgerà altre realtà del territorio che hanno deciso di partecipare da protagonisti alla festa.</p>
<p>La <strong><em>Croce Rossa Italiana – Comitato di Chieri</em></strong>, grazie al contributo dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Chieri, anche quest’anno organizza, sabato 23, la <strong><em>Notte Bianca e Rossa</em></strong> all’insegna dell’intrattenimento ma anche della sensibilizzazione e della solidarietà, a cui si aggiungono attività gratuite durante l’intero week-end pensate per tutta la famiglia.</p>
<p>Per i più piccoli, oltre alle iniziative proposte da Croce Rossa, il Distretto del Cibo del Chierese-Carmagnolese sarà presente in piazza Cavour con <strong>l&#8217;azienda agricola &#8220;La Collina&#8221;, di Baldissero Torinese</strong> (TO), accreditata dal 2021 dalla Regione Piemonte come fattoria didattica, che proporrà divertenti e coinvolgenti giochi rivolti ai bambini, con i seguenti orari: sabato 23 maggio dalle 17 alle 19 e domenica 24 maggio dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.</p>
<p>Anche i ristoranti e i locali di Chieri aderiscono con l’iniziativa “<strong>La Freisa di Chieri nel Piatto”</strong>, proponendo un itinerario di abbinamenti gustosi e creativi in cui la Freisa di Chieri si incontra con altre tipicità quali i prodotti del Distretto del Cibo del Chierese-Carmagnolese.</p>
<p>Il week-end del 23 e 24 maggio sarà poi all’insegna dello shopping con <strong><em>“La Freisa in Fiera”</em></strong>: i negozi aderenti in collaborazione con Ascom e Comitato Centro Storico, parteciperanno alla manifestazione esponendo i loro prodotti in Via Vittorio Emanuele II e in Piazza Umberto I. Inoltre nella giornata di domenica andrà in scena il mercatino degli hobbisti a cura di Associazione 360, mentre in via Palazzo di Città si terrà un mercato straordinario, a cura dei mercatali di Avac.</p>
<p>Le attività commerciali chieresi saranno inoltre coinvolte in altre due iniziative in collaborazione con Ascom e Comitato Centro Storico: <strong><em>“Freisa &amp; Friends”,</em></strong> che prevede un sistema di “doppio” sconto: agevolazioni per i clienti degli esercizi aderenti da utilizzare per le degustazioni di piazza Cavour, e offerte da scoprire nei negozi per chi partecipa alla manifestazione; <strong><em>“We Love Freisa”</em></strong> trasforma invece in fotomodelli gli esercenti che vorranno immortalare il loro amore per la Freisa in uno scatto con una bottiglia gigante.</p>
<p>Durante <em>Di Freisa in Freisa</em> sarà possibile conoscere le bellezze artistiche e culturali della città: dalla <strong>Galleria Civica Palazzo Opesso</strong> con la mostra d&#8217;arte <em>“Oltre l’immagine 2026 &#8211; XI edizione del premio Chieri Arte”</em>, al <strong>Museo del Tessile</strong>, dalla <strong>StArt Gallery</strong> fino alla <strong>MAC</strong> (Mostra Archeologica di Chieri), senza dimenticare i tanti <strong>monumenti aperti </strong>come le chiese di San Bernardino, Sant’Antonio Abate e San Filippo, che sarà possibile visitare guidati da <em>Carreum Potentia</em>.</p>
<p>Infine, nel pomeriggio di sabato 23 alle ore 16 saranno presentati i nuovi interventi realizzati al <strong>Museo Don Bosco</strong>, che prevedono l’esposizione di alcuni oggetti appartenuti al Santo.</p>
<p>Per gli amanti della bici e del cicloturismo appuntamento sabato 23 alle 12:30 con <strong><em>“Pedali DiVini”</em></strong> la biciclettata curata da Turismo Torino e Provincia lungo le strade del chierese.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.freisadichieri.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela e Valorizzazione delle DOC Freisa di Chieri</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/CS_-Di-Freisa-in-Freisa-2026-2-1.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA QUI IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>“Lambrusco a Corte” debutta a Rubiera per celebrare le bollicine rosse emiliane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 07:19:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Promossa da ONAV Reggio Emilia con il sostegno del Consorzio Tutela Lambrusco e di Enoteca Regionale Emilia-Romagna, la manifestazione in programma il 16 e 17 maggio celebrerà le tante tipologie di Lambrusco tra degustazioni, masterclass [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Promossa da ONAV Reggio Emilia con il sostegno del Consorzio Tutela Lambrusco e di Enoteca Regionale Emilia-Romagna, la manifestazione in programma il 16 e 17 maggio celebrerà le tante tipologie di Lambrusco tra degustazioni, masterclass e gastronomia locale</em></p>
<p>Tradizione e convivialità si incontrano a <strong>“Lambrusco a Corte”</strong>, la manifestazione dedicata alle bollicine rosse emiliane in programma il <strong>sabato 16 e domenica 17 maggio alla Corte Ospitale di Rubiera (RE)</strong>.  <strong>L’evento, promosso da ONAV Reggio Emilia con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Rubiera e con il sostegno del Consorzio Tutela Lambrusco ed Enoteca Regionale Emilia-Romagna</strong>, proporrà degustazioni, masterclass e approfondimenti gastronomici dedicati alle diverse anime del Lambrusco.</p>
<p>Per due giornate, produttori, operatori e appassionati troveranno <strong>banchi di assaggio</strong> con tante diverse interpretazioni, dai tradizionali frizzanti agli spumanti Metodo Classico e Charmat, in un racconto che unisce territorialità, identità produttiva e contemporaneità. Si comincia sabato 16 maggio, dalle 15 alle 20, con un <strong>calendario collaterale di degustazioni guidate</strong> e momenti dedicati agli abbinamenti tra Lambrusco ed eccellenze della gastronomia emiliana. I banchi di assaggio riapriranno domenica 17 maggio, dalle 11 alle 19, con nuovi approfondimenti pensati per raccontare la varietà stilistica dei vini Lambrusco e il forte legame con il loro territorio.</p>
<p>“<em>Iniziative come questa rappresentano un’importante occasione per mostrare le potenzialità e la grande contemporaneità dei vini Lambrusco</em>” sottolinea <strong>Claudio Biondi, presidente del Consorzio Tutela Lambrusco</strong>. “<em>Il confronto diretto è fondamentale per valorizzare una produzione enologica che è insieme parte della cultura del territorio e ambasciatrice nel mondo.  In questi anni ci siamo concentrati sul racconto di come le diverse espressioni di Lambrusco possano accompagnare con successo tante tipologie di cucina, dalla pizza alle specialità internazionali. In fondo, stiamo parlando del vino italiano diffuso in più Paesi al mondo. Con Lambrusco a Corte avremo modo di tornare alle origini, ricordando come la gastronomia e le specialità emiliane ne siano il perfetto e naturale complemento</em>.”</p>
<p>“<em>Come assaggiatori O.N.A.V. la nostra passione per il mondo del vino non è solo finalizzata alla sua valutazione tecnica, ma anche e soprattutto a diffonderne la cultura. Da sempre promuoviamo il territorio, i suoi vini, siamo vicini alle cantine e sosteniamo il loro difficile lavoro. Parlando tra di noi ci siamo accorti che mancava nella sua terra di vocazione una manifestazione interamente dedicata al Lambrusco e alle sue eccellenze: da lì è nata l’idea di Lambrusco a Corte. Dove farla? Proprio tra Reggio e Modena, a Rubiera, in una cornice di particolare bellezza e piena di storia come la Corte Ospitale” c</em>ommenta <strong>Marco Rossa, responsabile eventi per ONAV Sezione di Reggio Emilia</strong>. “<em>Ringrazio Enoteca Regionale Emilia-Romagna, il Consorzio Tutela Lambrusco, la Regione Emilia-Romagna ed il Comune di Rubiera per averci dato la possibilità di organizzare questo fantastico evento sul nostro e unico vino: il Lambrusco.”</em></p>
<p>In un momento di trasformazione per il settore vitivinicolo e per le abitudini di consumo, l’appuntamento rappresenta un’importante occasione per promuovere una conoscenza più ampia di uno dei vini simbolo dell’Emilia-Romagna.</p>
<p>Nel corso della manifestazione sarà possibile degustare le etichette di 36 aziende: Albinea Canali, Azienda Agricola Bugno Martino, Azienda Agricola Reggiana,  Azienda Vinicola Bertolani Alfredo, Barbaterre, Cantina Carnevali, Cantina San Martino in Rio, Cantina Settecani, Cantina Sociale Centro di Massenzatico, Cantina Sociale di Gualtieri, Cantina Sociale di Masone Campogalliano, Cantina Sociale Cooperativa di Quistello, Cantina Sociale Puianello, Cantine Giubertoni, Cantine Lebovitz, Casali Viticultori, Collequercia, Corte Manzini, Emilia Wine, Fantesini, Ferretti Vini, Fondo Bozzole, FM Wine, Lombardini, Monte delle Vigne, Podere Francesco, Società Agricola Vitivinicola Fangareggi, Società Agricola Lusvardi Wine, Tarabuso, Tenuta Aljano, Tenuta Galvana Superiore, Tenuta Vandelli, Umberto Cavicchioli e F., Ventiventi, Venturini Baldini, Zanni Società Agricola.</p>
<p>I vini saranno raccontati dagli assaggiatori ONAV attraverso percorsi di degustazione dedicati alla storia, alla tradizione e all’identità delle diverse denominazioni del Lambrusco.</p>
<p>Fonte: <a href="https://lambrusco.net/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Lambrusco</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/CS_Lambrusco-a-Corte.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA QUI IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>Mauro Rosati racconta la Dop economy. E forse anche il futuro del turismo italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 07:05:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#TourDOP]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[filosofiaDopeconomy]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel nuovo libro &#8220;La filosofia della Dop economy&#8221; di Mauro Rosati le DOP diventano chiave per leggere territori, comunità e nuove destinazioni turistiche italiane.  Per capire davvero l’Italia del cibo oggi bisogna smettere di guardare soltanto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel nuovo libro &#8220;La filosofia della Dop economy&#8221; di Mauro Rosati le DOP diventano chiave per leggere territori, comunità e nuove destinazioni turistiche italiane. </em></p>
<p>Per capire davvero l’<a href="https://www.cibovagare.it/tag/italia.html"><strong>Italia</strong></a> del cibo oggi bisogna smettere di guardare soltanto il piatto.<br />
È questa, in fondo, la sensazione che resta dopo aver letto <a href="https://www.qualivita.it/la-filosofia-della-dop-economy-2/" target="_blank" rel="noopener"><em>La filosofia della DOP Economy</em></a>, il nuovo libro di Mauro Rosati pubblicato da Treccani con prefazione di Umberto Galimberti.</p>
<p>Mauro parte dalle Indicazioni Geografiche — DOP e IGP — ma il libro non parla soltanto di certificazioni, consorzi o filiere produttive. Prova piuttosto a raccontare cosa succede quando un prodotto agricolo riesce ancora a restare legato al territorio che lo genera. E cosa accade attorno a quel legame: economia, paesaggio, identità culturale, comunità locali e, sempre più spesso, turismo.</p>
<p>La parte più interessante del libro forse sta proprio qui.<br />
Nel tentativo di leggere le DOP non come semplici marchi di tutela, ma come sistemi territoriali complessi che oggi stanno cambiando il modo in cui l’Italia viene vissuta e attraversata anche dai viaggiatori.</p>
<h4>Il cibo come geografia culturale</h4>
<p>Mauro utilizza il concetto di “DOP Economy” per descrivere un fenomeno che negli ultimi vent’anni ha trasformato profondamente molte aree italiane. Le produzioni certificate non sono più soltanto eccellenze agroalimentari: sono diventate motori economici, strumenti di riconoscibilità internazionale e, in alcuni casi, vere infrastrutture culturali.</p>
<p>Dietro una forma di <a href="https://www.cibovagare.it/tag/parmigianoreggiano.html"><strong>Parmigiano Reggiano</strong></a> o una bottiglia di Brunello non c’è soltanto una filiera produttiva. C’è una geografia precisa fatta di colline, allevamenti, paesi, cooperative, disciplinari, relazioni umane e paesaggi agricoli che continuano a esistere proprio grazie al valore riconosciuto a quei prodotti.</p>
<p>Il libro insiste molto su questo aspetto: una DOP non protegge solo un alimento. Protegge un equilibrio territoriale.</p>
<p>Ed è esattamente qui che la riflessione esce dall’agroalimentare ed entra dentro il turismo contemporaneo.</p>
<h4>Il turismo del gusto non cerca più solo ristoranti</h4>
<p>Negli ultimi anni il turismo enogastronomico italiano è cambiato radicalmente.<br />
Per molto tempo il viaggio del gusto si è limitato alla tavola: un ristorante, una degustazione, una cantina. Oggi il viaggiatore cerca qualcosa di diverso. Vuole capire il luogo che produce quel cibo.</p>
<p>Non basta più bere un <a href="https://www.cibovagare.it/tag/vino.html"><strong>vino</strong></a> importante. Si vogliono vedere le vigne, attraversare i paesaggi, ascoltare chi lavora la terra, entrare nei caseifici, nei frantoi, nelle acetaie. In altre parole: il prodotto diventa una porta d’ingresso nel territorio.</p>
<p>Ed è proprio questa trasformazione che rende il libro di Mauro Rosati interessante anche per chi osserva il futuro delle destinazioni italiane.</p>
<p>Molte delle aree che oggi attirano turismo internazionale — <a href="https://www.cibovagare.it/tag/langhe.html"><strong>langhe</strong></a>, Valdobbiadene, Montalcino, Modena, le colline del <a href="https://www.cibovagare.it/tag/prosecco.html"><strong>prosecco</strong></a>, i territori del Parmigiano Reggiano — hanno costruito la propria forza narrativa attorno alle filiere certificate.</p>
<p>Le DOP stanno diventando qualcosa di più di una tutela produttiva: sono “marcatori territoriali”, simboli capaci di orientare l’immaginario dei viaggiatori.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.cibovagare.it/news/mauro-rosati-racconta-la-dop-economy-e-forse-anche-il-futuro-del-turismo-italiano-4325.html" target="_blank" rel="noopener">CiboVagare.it</a></p>
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		<title>Cinque Terre Sciacchetrà DOP, il vino eroico salvato dai giovani</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cinque-terre-sciacchetra-dop-il-vino-eroico-salvato-dai-giovani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 06:24:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Viticoltura eroica]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una nuova generazione di vignaioli raccoglie l’eredità della viticoltura eroica del Cinque Terre Sciacchetrà DOP, trasformando fatica, salsedine e paesaggio verticale in un passito unico al mondo Dicono sia eroica, e pur essendo un cliché, non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cinque-terre-sciacchetra-dop-il-vino-eroico-salvato-dai-giovani/">Cinque Terre Sciacchetrà DOP, il vino eroico salvato dai giovani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una nuova generazione di vignaioli raccoglie l’eredità della viticoltura eroica del Cinque Terre Sciacchetrà DOP, trasformando fatica, salsedine e paesaggio verticale in un passito unico al mondo</em></p>
<p><strong>Dicono sia eroica, </strong>e pur essendo un cliché, non c&#8217;è aggettivo più calzante, perché la viticoltura delle Cinque Terre è una sfida continua a un paesaggio verticale. Un’ostinata resistenza alle vertigini, dove lo <strong>Sciacchetrà </strong>rappresenta l’impossibile: il miracolo di un passito salmastro e mediterraneo come nessun altro. <strong>Giorgio Bacigalupi</strong>, direttore del <strong>Consorzio di Tutela</strong>, ne fotografa l&#8217;assoluta rarità. «<strong>Nel 2024 la produzione si è fermata a 44 ettolitri</strong>, contro i 1900 di Cinque Terre Bianco. Parliamo del 2,3% del totale, con rese in pressatura del 20%, in perenne balia dei capricci del clima».</p>
<h4>Il consolidamento con il riconoscimento della DOP</h4>
<p><strong>Su 200 viticoltori</strong> – dei quali 170 conferiscono alla cantina cooperativa – <strong>solo 25 si dedicano allo Sciacchetrà</strong>: bottiglie da 37,5 centilitri proposte in enoteca tra i 35 e i 70 euro. Volumi microscopici per un tesoro che un tempo era consumato solo in loco, messo via per le grandi occasioni, che <strong>con la Doc del 1973 ha consolidato la sua nicchia</strong>. La sommelier Yvonne Riccobaldi ne traccia l&#8217;identità. «L&#8217;appassimento concentra zuccheri e minerali, donando un colore topazio. Ti aspetti l&#8217;albicocca disidratata e vieni travolto da macchia mediterranea e salsedine. In bocca lo zucchero amplifica il sorso, ma il sale asciuga la lingua con grinta pazzesca. È il territorio che parla».</p>
<h4>L&#8217;enoturismo come strumento di valorizzazione</h4>
<p><strong>A raccogliere l&#8217;eredità </strong>c&#8217;è una nuova generazione. <strong>Mirco Cappellini,</strong> classe 1985, e la moglie <strong>Laura Ampollini</strong> incarnano la settima generazione della Cantina Capellini, a Volastra.</p>
<p>Hanno fatto dell&#8217;enoturismo lo strumento che valorizza il legame primordiale con la vigna: lo scorso anno, tra aprile e ottobre, 900 persone hanno scelto le loro esperienze. «Portiamo le persone tra i filari. Lo Sciacchetrà lo proponiamo in un&#8217;esperienza esclusiva per due, isolate nel vigneto: un assaggio centellinato, per farne percepire il valore intimo». A Vernazza, <strong>Riccardo Giorgi e Adeline Maillard </strong>infondono il rigore appreso a Bordeaux nella loro cantina &#8211; Cian du Giorgi &#8211; nata nel 2020 dopo un salvataggio durato tre anni di vigne ultracentenarie a pergola.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.repubblica.it/il-gusto/2026/05/10/news/sciacchetra_vino_passito_liguria_salvato_dai_giovani-425335484/" target="_blank" rel="noopener">Repubblica &#8211; Il Gusto</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cinque-terre-sciacchetra-dop-il-vino-eroico-salvato-dai-giovani/">Cinque Terre Sciacchetrà DOP, il vino eroico salvato dai giovani</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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