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	<title>Accordi Internazionali &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Accordi Internazionali &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Dal pecorino al vino, UE stila elenco di prodotti da esentare dai dazi USA</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dal-pecorino-al-vino-ue-stila-elenco-di-prodotti-da-esentare-dai-dazi-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:12:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella proposta della Commissione, anticipata da Euractiv, centinaia di prodotti da esportazione esenti da dazi La Commissione europea ha stilato un elenco di centinaia di prodotti che vorrebbe fossero esentati dai dazi del 15% previsti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nella proposta della Commissione, anticipata da Euractiv, centinaia di prodotti da esportazione esenti da dazi</em></p>
<p><strong>La Commissione europea</strong> ha stilato un <strong>elenco di centinaia di prodotti che vorrebbe fossero esentati dai dazi del 15% previsti dall&#8217;accordo Ue-Stati Uniti di Turnberry</strong>.</p>
<p>Nel documento &#8211; visionato e anticipato da <a href="https://www.euractiv.com/news/exclusive-brussels-to-ask-washington-for-tariff-exemptions-on-key-exports/" target="_blank" rel="noopener">Euractiv</a> &#8211; la Commissione sostiene che l&#8217;Ue abbia già adempiuto ai propri impegni previsti dall&#8217;accordo tariffario eliminando i dazi su centinaia di prodotti industriali e agroalimentari statunitensi a partire dal primo luglio.</p>
<p>[…]</p>
<h4>I prodotti da esentare</h4>
<p><strong>Roquefort</strong> e <strong>pecorino</strong> tra i formaggi citati esplicitamente. Poi il <strong>vino e gli spumanti</strong>, ma anche il <strong>brandy</strong>, il <strong>sidro</strong>, la <strong>birra</strong>, e i <strong>distillati</strong> come <strong>whisky, gin, rum, vodka</strong> e <strong>liquori.</strong></p>
<p>Tra gli agroalimentari, anche <strong>olive e olio d&#8217;oliva</strong>, <strong>pasta, tartufi</strong> e <strong>salumi.</strong> Per quanto riguarda il settore ittico, nell&#8217;elenco della Commissione figurano il tonno, il salmone affumicato, la spigola e il polpo.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/07/16/dal-pecorino-al-vino-ue-stila-elenco-di-prodotti-da-esentare-dai-dazi-usa_29582d02-a24f-45a8-b23a-3f3f368f0f6d.html" target="_blank" rel="noopener">Ansa.it</a></p>
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		<title>DOP e IGP, l’Italia ratifica l’Atto di Ginevra: più tutela sui mercati esteri</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-litalia-ratifica-latto-di-ginevra-piu-tutela-sui-mercati-esteri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 07:44:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo quadro amplia la protezione internazionale dalle denominazioni di origine a tutte le indicazioni geografiche attraverso il Sistema di Lisbona. Per l’Italia entrerà in vigore il 14 ottobre 2026, rafforzando gli strumenti a disposizione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il nuovo quadro amplia la protezione internazionale dalle denominazioni di origine a tutte le indicazioni geografiche attraverso il Sistema di Lisbona. Per l’Italia entrerà in vigore il 14 ottobre 2026, rafforzando gli strumenti a disposizione delle filiere agroalimentari contro imitazioni e abusi</em></p>
<p>L’Italia ha depositato presso l’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale, la WIPO, lo strumento di ratifica dell’<strong>Atto di Ginevra dell’Accordo di Lisbona sulle denominazioni di origine e le indicazioni geografiche</strong>. La formalizzazione è avvenuta il 14 luglio a Ginevra, durante le Assemblee 2026 della WIPO, con la consegna del documento da parte del Sottosegretario al MASAF Patrizio La Pietra al Direttore generale dell’Organizzazione, Daren Tang.</p>
<p>Il deposito completa il percorso avviato con la <strong>legge 14 gennaio 2026, n. 13</strong>, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 5 febbraio, con la quale il Parlamento ha autorizzato la ratifica e l’esecuzione dell’Atto adottato a Ginevra il 20 maggio 2015. Per l’Italia le nuove disposizioni entreranno formalmente in vigore il <strong>14 ottobre 2026</strong>, tre mesi dopo il deposito dello strumento di ratifica.</p>
<h4>Dal vecchio Accordo di Lisbona a un sistema più ampio</h4>
<p>L’Accordo di Lisbona del 1958, del quale l’Italia è stata uno dei Paesi fondatori, era rivolto esclusivamente alle denominazioni di origine, ossia ai nomi riferiti a prodotti caratterizzati da un legame particolarmente intenso con il territorio di provenienza.</p>
<p>L’Atto di Ginevra modernizza questo impianto ed estende il sistema internazionale anche alle <strong>indicazioni geografiche</strong>, rendendolo maggiormente compatibile con i diversi modelli di tutela adottati a livello nazionale e regionale. Possono inoltre aderire anche organizzazioni intergovernative come l’Unione europea.</p>
<p>Il meccanismo consente di richiedere la protezione di una denominazione in più giurisdizioni attraverso <strong>un’unica procedura di registrazione presso la WIPO e il pagamento di un solo insieme di tasse</strong>, evitando di presentare domande separate in ciascun Paese interessato. Non si tratta, tuttavia, di una protezione universale valida indistintamente in tutto il mondo: la copertura opera nei territori delle Parti contraenti secondo le regole previste dal Sistema di Lisbona.</p>
<p>Dopo la ratifica italiana, l’Atto di Ginevra riunisce <strong>28 Parti contraenti e può offrire protezione in un massimo di 61 Paesi</strong>, mentre il Sistema di Lisbona nel suo complesso, considerando anche il precedente Accordo, copre fino a 73 Paesi. La distinzione è rilevante perché la reale efficacia dello strumento dipenderà anche dalla capacità di favorire nuove adesioni, ampliando progressivamente il numero dei mercati nei quali le denominazioni possono essere tutelate.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<a href="https://www.ruminantia.it/dop-e-igp-litalia-ratifica-latto-di-ginevra-piu-tutela-sui-mercati-esteri/" target="_blank" rel="noopener"><strong> Ruminantia.it</strong></a></p>
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		<item>
		<title>MASAF e Origin Italia a Ginevra per la ratifica dell&#8217;Atto di Ginevra: l&#8217;Italia rafforza la tutela delle DOP IGP in sede WIPO</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/masaf-e-origin-italia-a-ginevra-per-la-ratifica-dellatto-di-ginevra-litalia-rafforza-la-tutela-delle-dop-igp-in-sede-wipo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 12:55:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Atto di Ginevra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’iniziativa conferma la leadership mondiale dell&#8217;Italia nel settore delle Indicazioni Geografiche e rilancia il percorso di rafforzamento del sistema DOP IGP a livello nazionale e internazionale avviato dal MASAF L&#8217;Italia ha ratificato l&#8217;Atto di Ginevra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/masaf-e-origin-italia-a-ginevra-per-la-ratifica-dellatto-di-ginevra-litalia-rafforza-la-tutela-delle-dop-igp-in-sede-wipo/">MASAF e Origin Italia a Ginevra per la ratifica dell&#8217;Atto di Ginevra: l&#8217;Italia rafforza la tutela delle DOP IGP in sede WIPO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’iniziativa conferma la leadership mondiale dell&#8217;Italia nel settore delle Indicazioni Geografiche e rilancia il percorso di rafforzamento del sistema DOP IGP a livello nazionale e internazionale avviato dal MASAF</em></p>
<p>L&#8217;<strong>Italia </strong>ha ratificato l&#8217;<strong>Atto di Ginevra </strong>dell&#8217;Accordo di Lisbona sulle Denominazioni di Origine e le Indicazioni Geografiche. La formalizzazione è arrivata oggi, 14 luglio 2026, a Ginevra, nel corso delle Assemblee 2026 della <strong>World Intellectual Property Organization</strong> (<strong>WIPO</strong>), con un evento che ha visto protagonista il <strong>Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste</strong> (MASAF), insieme a <strong>Origin Italia</strong>, a rappresentare un Paese che si conferma leader mondiale con 892 Indicazioni Geografiche registrate per un valore alla produzione di 20,2 miliardi di euro (Dati Rapporto Ismea-Qualivita 2025).</p>
<p>Alla cerimonia hanno preso parte <strong>Daren Tang</strong>, Direttore Generale della WIPO, <strong>Patrizio La Pietra</strong>, Sottosegretario di Stato al Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, <strong>Luigi Maria Vignali</strong>, Ambasciatore e Capo Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite e le altre Organizzazioni Internazionali in Ginevra e <strong>Cesare Baldrighi</strong>, Presidente di Origin Italia, <strong>Eleonora Iacovoni</strong>, Direttore generale del Masaf.</p>
<p>Il passaggio di oggi dà seguito alla <strong>legge 14 gennaio 2026</strong>, n. 13, approvata dal Parlamento e promulgata dal Presidente della Repubblica, recante la ratifica e l&#8217;esecuzione dell&#8217;Atto di Ginevra sulle Denominazioni di Origine e le Indicazioni Geografiche, adottato a Ginevra il 20 maggio 2015, che estende la protezione internazionale dalle sole denominazioni di origine a tutte le indicazioni geografiche attraverso un&#8217;unica registrazione valida in tutte le parti contraenti. Un percorso che punta a rafforzare il <strong>sistema internazionale di tutela delle produzioni di qualità</strong> e della proprietà intellettuale, e a valorizzare il contributo delle produzioni certificate allo sviluppo economico e culturale dei territori.</p>
<p>“<em>La ratifica dell&#8217;Atto di Ginevra da parte dell&#8217;Italia è un traguardo importante per il Sistema di tutela internazionale e un segnale di fiducia nel multilateralismo. Grazie al confronto costante con il <strong>Ministro Francesco Lollobrigida</strong> e con il Parlamento, Origin Italia ha contribuito a sensibilizzare le Istituzioni su questo obiettivo, che oggi rafforza la certezza giuridica per la tutela delle Indicazioni Geografiche e garantisce continuità di protezione alle denominazioni già registrate. Ringrazio anche la WIPO: continueremo a lavorare per ampliare la portata dell&#8217;Atto di Ginevra e sostenere lo sviluppo sostenibile delle Indicazioni Geografiche nel mondo</em>” ha dichiarato <strong>Cesare Baldrighi, Presidente di Origin Italia</strong>.</p>
<p>A conclusione dell&#8217;evento, alcune delle grandi <strong>produzioni DOP e IGP italiane </strong>sono state protagoniste di una degustazione guidata, per raccontare, attraverso storia, tradizione e qualità, ciò che rende uniche nel mondo: Parmigiano Reggiano DOP, Grana Padano DOP, Fontina DOP, Burrata di Andria IGP, Prosciutto di Parma DOP, Prosciutto di San Daniele DOP, Pane di Altamura DOP, Pomodoro di Pachino IGP, Arancia Rossa di Sicilia IGP, Prosecco DOP e Vino Nobile di Montepulciano DOP.</p>
<p><strong> <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/20260714_CS_RATIFICA-ATTO-DI-GINEVRA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>Fonte:<strong> Origin Italia</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/masaf-e-origin-italia-a-ginevra-per-la-ratifica-dellatto-di-ginevra-litalia-rafforza-la-tutela-delle-dop-igp-in-sede-wipo/">MASAF e Origin Italia a Ginevra per la ratifica dell&#8217;Atto di Ginevra: l&#8217;Italia rafforza la tutela delle DOP IGP in sede WIPO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Accordo UE-Messico: il Parlamento europeo approva il nuovo partenariato che rafforza la tutela delle Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/accordo-ue-messico-il-parlamento-europeo-approva-il-nuovo-partenariato-che-rafforza-la-tutela-delle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 14:32:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento Europeo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il via libera all&#8217;Accordo globale modernizzato e all&#8217;Accordo commerciale interinale, si rafforza la protezione delle Indicazioni Geografiche europee, comprese numerose DOP e IGP italiane, nel mercato messicano. Il Parlamento europeo ha approvato l&#8217;8 luglio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/accordo-ue-messico-il-parlamento-europeo-approva-il-nuovo-partenariato-che-rafforza-la-tutela-delle-indicazioni-geografiche/">Accordo UE-Messico: il Parlamento europeo approva il nuovo partenariato che rafforza la tutela delle Indicazioni Geografiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con il via libera all&#8217;Accordo globale modernizzato e all&#8217;Accordo commerciale interinale, si rafforza la protezione delle Indicazioni Geografiche europee, comprese numerose DOP e IGP italiane, nel mercato messicano.</em></p>
<p>Il Parlamento europeo ha approvato l&#8217;8 luglio i due accordi che modernizzano il partenariato tra l&#8217;Unione europea e il Messico, segnando un passo importante verso il rafforzamento delle relazioni economiche e commerciali tra le due parti e, in particolare, della tutela delle <strong>Indicazioni Geografiche (IG)</strong> europee.</p>
<p>Con il voto favorevole dell&#8217;Aula sono stati approvati sia l&#8217;<strong>Accordo globale modernizzato (AGM)</strong>, destinato a sostituire il quadro giuridico in vigore dal 2000, sia l&#8217;<strong>Accordo commerciale interinale (ACI)</strong>, che consentirà l&#8217;applicazione anticipata delle disposizioni commerciali di competenza esclusiva dell&#8217;Unione europea, comprese quelle relative alla protezione delle Indicazioni Geografiche, in attesa della piena entrata in vigore dell&#8217;Accordo globale.</p>
<p>Per il sistema europeo delle Indicazioni Geografiche si tratta di un risultato di particolare rilievo. Il nuovo accordo consolida infatti il riconoscimento e la tutela di un ampio elenco di denominazioni europee nel mercato messicano, garantendo strumenti giuridici più efficaci contro l&#8217;uso improprio, l&#8217;imitazione e l&#8217;evocazione delle denominazioni protette. Le disposizioni prevedono inoltre che le Indicazioni Geografiche riconosciute non possano diventare nomi generici e assicurano specifiche misure amministrative e giudiziarie per la loro tutela.</p>
<p>Tra le denominazioni italiane incluse nell&#8217;accordo figurano numerose eccellenze agroalimentari e vitivinicole, tra cui <strong>Parmigiano Reggiano DOP, Grana Padano DOP, Prosciutto di Parma DOP, Prosciutto di San Daniele DOP, Gorgonzola DOP, Mozzarella di Bufala Campana DOP, Asiago DOP, Fontina DOP, Taleggio DOP, Aceto Balsamico di Modena IGP, Bresaola della Valtellina IGP, Culatello di Zibello DOP, Mortadella Bologna IGP, Provolone Valpadana DOP, Piadina Romagnola IGP, Pomodoro S. Marzano dell&#8217;Agro Sarnese-Nocerino DOP</strong>, oltre a numerose denominazioni vitivinicole come <strong>Barolo DOP, Brunello di Montalcino DOP, Chianti DOP, Chianti Classico DOP, Franciacorta DOP, Prosecco DOP, Conegliano Valdobbiadene-Prosecco DOP, Asti DOP e Vino Nobile di Montepulciano DOP</strong>.</p>
<p>L&#8217;Accordo commerciale interinale entrerà in vigore dopo la conclusione delle rispettive procedure interne da parte dell&#8217;Unione europea e del Messico e rimarrà applicabile fino all&#8217;entrata in vigore definitiva dell&#8217;Accordo globale modernizzato, che dovrà essere ratificato da tutti gli Stati membri dell&#8217;UE e dal Messico.</p>
<p>Per il comparto delle Indicazioni Geografiche italiane, il via libera del Parlamento europeo rappresenta un ulteriore passo avanti nella strategia europea di valorizzazione e protezione delle produzioni DOP e IGP sui mercati internazionali, contribuendo a rafforzare la tutela delle denominazioni, la certezza giuridica per i produttori e la fiducia dei consumatori anche in un mercato strategico come quello messicano.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20260706IPR46312/parliament-backs-modernised-eu-mexico-partnership-and-easier-trade" target="_blank" rel="noopener">Parlamento Europeo</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/accordo-ue-messico-il-parlamento-europeo-approva-il-nuovo-partenariato-che-rafforza-la-tutela-delle-indicazioni-geografiche/">Accordo UE-Messico: il Parlamento europeo approva il nuovo partenariato che rafforza la tutela delle Indicazioni Geografiche</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:09:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
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		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[MERCOSUR]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tycoon e il presidente argentino hanno siglato un accordo che regolamenta l’export verso Buenos Aires di prodotti alimentari come la mozzarella made in Usa, mettendo a rischio le produzioni europee. Una mossa che potrebbe [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/">European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il tycoon e il presidente argentino hanno siglato un accordo che regolamenta l’export verso Buenos Aires di prodotti alimentari come la mozzarella made in Usa, mettendo a rischio le produzioni europee. Una mossa che potrebbe danneggiare anche gli allevatori americani senza portare benefici reali ai consumatori</em></p>
<p><a href="http://www.editorialedomani.it/tag/donald%20trump">Donald Trump</a> è riuscito a fregare l’Unione Europea come farebbe un salumiere disonesto che affetta più di quanto richiesto dal cliente per poi dire “che faccio, lascio?” mentre ha già il dito sul registratore di cassa pronto a battere lo scontrino, sempre che lo batta. E lo ha fatto con l’aiuto del presidente argentino neoliberista <a href="http://www.editorialedomani.it/tag/Javier%20Milei">Javier Milei</a>.</p>
<p><strong>I due hanno siglato un accordo, in poco più di tre mesi, che regolamenta l’export verso l’Argentina di prodotti alimentari</strong> come la mozzarella e il roquefort made in Usa mettendo a rischio le produzioni europee. Eppure quella che sembra una vittoria commerciale per Trump potrebbe trasformarsi in un boomerang in vista delle prossime elezioni di metà mandato.</p>
<p>La geopolitica è anche una questione di salumi e formaggi, perché l’intesa tra Washington e Buenos Aires, che dà una spallata all’Europa, stabilisce come l’Argentina permetterà l’ingresso nel proprio mercato a 39 denominazioni di formaggi e dieci di salumi, prodotti negli Usa, anche quando corrispondono a specialità europee. Alcuni dei nomi indicati dall&#8217;accordo sono Fontina, Gorgonzola, Asiago, Feta, Camembert, Pecorino, Mortadella e Prosciutto.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Sfida al Mercosur</h4>
<p>Il trattato tra i due paesi del continente americano entra in pieno conflitto con il piano dell’Unione Europea per tutelare i suoi prodotti tipici <a href="https://www.qualivita.it/argomento/mercosur/">verso il Mercosur</a>, l’unione economica composta da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Le ricadute economiche per il vecchio continente potrebbero essere devastanti.</p>
<p><strong>Gli Stati Uniti d’America infatti sono i leader globali nella produzione di alimenti <em>european sounding</em></strong>, ovvero prodotti che richiamano nomi, immagini o simboli di paesi europei pur non avendo alcun legame con i territori d&#8217;origine. Il solo mercato dell’italian sounding vale, secondo Ambrosetti, almeno 63 miliardi di euro, per Coldiretti addirittura 120.</p>
<p>[…]</p>
<p>Mentre i paesi del Sud America trattavano con l&#8217;Europa, Trump e Milei hanno visto un’opportunità e si sono accordati per far arrivare sugli scaffali dei supermercati argentini formaggi e salumi come il Parmesan o la Feta made in Usa, con tanto di bandierina italiana e greca sulla confezione, vicino al Parmigiano Reggiano o alla Feta prodotta nell’Epiro. Il tutto senza distinzione e senza che nessuno possa avviare un’azione legale per concorrenza sleale.</p>
<p><strong>L’accordo, in pratica, permette ai produttori americani di sfruttare il marketing, i loghi e la reputazione del made in Italy o del made in France</strong> senza doversene accollare i costi e i vincoli che gli europei devono rispettare.</p>
<p>[…]</p>
<p>La contropartita che Trump ha garantito al collega sudamericano è quella di incrementare fino a cinque volte l’importazione di carne prodotta in Argentina e questo aspetto in particolare potrebbe costare caro al presidente americano in vista delle prossime elezioni per rinnovare il congresso.<strong> L’arrivo della carne argentina nelle macellerie statunitensi ha mandato su tutte le furie i produttori americani</strong> che lo avevano votato e che ora potrebbero voltargli le spalle.</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue-owd4azsv?utm_source=dlvr.it&amp;utm_medium=facebook&amp;fbclid=IwY2xjawSlvE9leHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFPOFd4ODBVanpmU2VXZkxZc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHoF_0zoo0uFYyJs1tbg7ShaXuj0aVVbSndogd3PBO_XfbpfVqIL5bm3nVxnz_aem_Gdw9aVbLBwSP8hUCFt_s9Q" target="_blank" rel="noopener">Domani</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/">European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Ue-Messico, firmata l’intesa e ridotti i dazi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ue-messico-firmata-lintesa-e-ridotti-i-dazi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 08:17:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Europa firma nuovi accordi con il Messico per dazi ridotti su produzioni agroalimentari, un mercato da 2,5 miliardi In grave affanno sul fronte statunitense, ora l’Europa stringe un rapporto ancora più proficuo e vantaggioso con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ue-messico-firmata-lintesa-e-ridotti-i-dazi/">Ue-Messico, firmata l’intesa e ridotti i dazi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;Europa firma nuovi accordi con il Messico per dazi ridotti su produzioni agroalimentari, un mercato da 2,5 miliardi</em></p>
<p>In grave affanno sul fronte statunitense, ora l’<strong>Europa</strong> stringe un rapporto ancora più proficuo e vantaggioso con il <strong>Messico</strong>. Il merito è dei nuovi <a href="https://www.qualivita.it/argomento/dazi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>accordi (Mga e iTA) firmati ieri</strong></a>. Non parliamo di un Paese qualunque.</p>
<h4>I messicani importano merci comunitarie per 56 miliardi di euro ogni anno</h4>
<p>E sono anche i secondi maggiori compratori di prodotti agroalimentari dall’Ue, in America Latina. L’anno scorso ne hanno acquistati per <strong>2,5 miliardi spendendo 211 milioni solo per i vini</strong> (anche italiani) e <strong>175 milioni per i formaggi e gli altri prodotti caseari</strong> (anche italiani). Grazie all’intesa, adesso <strong>il Messico si prepara a eliminare o a ridimensionare i suoi <a href="https://www.qualivita.it/argomento/dazi/" target="_blank" rel="noopener">dazi</a></strong>. Quelli sul pollame, ad esempio, saranno azzerati mentre finora potevano spingersi al 100%. Yogurt, pasta, dolci &#8211; gravati da un prelievo doganale del 20% &#8211; saranno esenti anch’essi (altro esempio).</p>
<h4>La tutela delle Indicazioni Geografiche</h4>
<p><strong>Il Messico si impegna a vietare, inoltre, la vendita di produzioni locali che emulano marchi comunitari o denominazioni</strong> regionali per ingannare i consumatori del posto. Nel caso dell’Italia, i messicani promettono di tutelare realtà come Chianti, Fontina, Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte:<a href="https://www.repubblica.it/" target="_blank" rel="noopener"> <strong>La Repubblica</strong></a></p>
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		<title>Firmato memorandum d&#8217;intesa Italia-India sull&#8217;agricoltura, Lollobrigida: tutela per i prodotti DOP e IGP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/firmato-memorandum-dintesa-italia-india-sullagricoltura-lollobrigida-tutela-per-i-prodotti-dop-e-igp/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 08:26:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agricoltura, Lollobrigida firma memorandum d&#8217;intesa con l&#8217;India, asse strategico su innovazione e scambi commerciali: tutela dei prodotti a denominazione d&#8217;origine e delle indicazioni geografiche, condivisione di tecniche agronomiche sostenibili e di agricoltura di precisione &#8220;Questo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Agricoltura, Lollobrigida firma memorandum d&#8217;intesa con l&#8217;India, asse strategico su innovazione e scambi commerciali: tutela dei prodotti a denominazione d&#8217;origine e delle indicazioni geografiche, condivisione di tecniche agronomiche sostenibili e di agricoltura di precisione</em></p>
<p>&#8220;Questo <strong>accordo avvicina ancora di più Italia e India nella cooperazione in agricoltura</strong>. È un altro passo importante di avvicinamento tra due popoli dopo che, solo pochi mesi fa, insieme all&#8217;Ue hanno sottoscritto un trattato di facilitazioni per gli scambi commerciali nel rispetto dei rispettivi mondi agricoli. Per l&#8217;Italia ci saranno <strong>vantaggi nell&#8217;esportazione delle proprie eccellenze agroalimentari</strong>, in particolar modo per il <strong>vino</strong> le cui <strong>tariffe scenderanno progressivamente dal 150% al 20%</strong>. Voglio infine ringraziare Maria Chiara Zaganelli, direttrice generale del <strong>CREA </strong>che insieme all&#8217;omologa istituzione indiana (ICAR), avvieranno programmi di ricerca applicata e promuoveranno occasioni di joint venture tra imprese agricole indiane e italiane&#8221;, lo dichiara il <strong>ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste,</strong> <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, alla firma del <strong>Memorandum d&#8217;Intesa sulla cooperazione agricola con l&#8217;India</strong>. La cerimonia si è svolta a margine dell&#8217;incontro bilaterale tra il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il primo ministro indiano, Narendra Modi, presso Villa Doria Pamphili.</p>
<p>Il nuovo accordo supera il precedente quadro di cooperazione in materia di agricoltura e fitopatologia, risalente al 2008 e rinnovato nel 2017, ritenuto ormai inadeguato rispetto alle mutate condizioni di mercato e alle nuove esigenze dei due Paesi. <strong>L&#8217;intesa punta a rafforzare i legami economici, incrementare i flussi commerciali e favorire il trasferimento tecnologico nel settore primario</strong>.</p>
<p>Sul piano dei contenuti, il documento abbraccia un ampio spettro di ambiti: dalla <strong>tutela dei prodotti a denominazione d&#8217;origine e delle indicazioni geografiche</strong>, alla condivisione di tecniche agronomiche sostenibili e di agricoltura di precisione, fino alla cooperazione nel settore sementiero, alla protezione delle varietà vegetali e alla valorizzazione della biodiversità. Spazio anche al potenziamento della meccanizzazione agricola, della zootecnia, della pesca, dell&#8217;acquacoltura e delle tecnologie per la trasformazione alimentare.</p>
<p>Centrale nell&#8217;architettura dell&#8217;accordo è il ruolo affidato alla ricerca scientifica, con una sinergia strutturata tra il CREA italiano e l&#8217;ICAR indiano. Il testo promuove inoltre la nascita di joint venture e contatti diretti tra i rispettivi tessuti imprenditoriali agroalimentari.</p>
<p>Per l&#8217;attuazione degli obiettivi sarà istituito un Gruppo di Lavoro Congiunto, composto da alti funzionari delle due amministrazioni, che si riunirà alternativamente nei due Paesi &#8211; anche in videoconferenza &#8211; con la facoltà di costituire specifici sottogruppi tecnici.</p>
<p>L&#8217;accordo, firmato in italiano, inglese e hindi, non comporta oneri aggiuntivi per i bilanci statali. Avrà durata quinquennale e si rinnoverà automaticamente per un ulteriore quinquennio.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/Lollobrigida-firma-memorandum-intesa-con-India" target="_blank" rel="noopener">Masaf &#8211; Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste</a></p>
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		<title>L’alimentare made in Italy resiste tra consumi deboli e caro energia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/lalimentare-made-in-italy-resiste-tra-consumi-deboli-e-caro-energia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 06:45:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il comparto alimentare vale il 20% del Pil nazionale, preoccupano calo dei consumi e tensioni geopolitiche: fondamentale l’accordo Mercosur e le intese multilaterali con la Cina. Tra tensioni geopolitiche, crisi energetica e l’impatto dei cambiamenti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il comparto alimentare vale il 20% del Pil nazionale, preoccupano calo dei consumi e tensioni geopolitiche: fondamentale l’accordo Mercosur e le intese multilaterali con la Cina.</em></p>
<p>Tra <strong>tensioni geopolitiche</strong>, <strong>crisi energetica</strong> e l’<strong>impatto dei cambiamenti climatici</strong>, il settore <strong>agroalimentare italiano</strong> naviga in acque piuttosto agitate, ma mostra i segni di una resilienza che fa ben sperare. In uno scenario da “tempesta perfetta” inasprito dal conflitto mediorientale, la competitività di questo asset strategico per il nostro Paese non è diminuita.</p>
<p>Anzi, i dati elaborati dalla <a href="https://www.ambrosetti.eu/le-nostre-community/forum-food/" target="_blank" rel="noopener">Community Food and Beverage</a> di The European House-Ambrosetti confermano la crescita di un comparto che nel <strong>2024</strong> <strong>ha raggiunto un</strong> <strong>fatturato record da 270 miliardi di euro</strong> (di cui oltre settanta riconducibili all’ambito agricolo e 193 all’industria) e <strong>18 miliardi in investimenti</strong>. Risultati frutto di un’evoluzione costante del mercato nell’ultimo decennio, che neanche i dazi Usa sono riusciti a invertire. Come dimostra l’<a href="https://www.qualivita.it/news/agroalimentare-vola-lexport-e-la-produzione-va-su-dell18/" target="_blank" rel="noopener"><strong>altro record storico relativo all’export agroalimentare, che nel 2025 ha superato i 70 miliardi</strong></a>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Sulle <strong>esportazioni</strong>, l’impatto dei dazi nel corso dell’ultimo anno non ha impedito risultati positivi ma ha scosso l’Europa, accelerando la chiusura di <a href="https://www.qualivita.it/news/leuropa-punta-su-mercosur-india-e-australia-per-aumentare-lexport/" target="_blank" rel="noopener">importanti accordi commerciali</a> oltre al Mercosur e alle intese multilaterali con la Cina su cui si sta discutendo.</p>
<p>Il <a href="https://www.qualivita.it/news/gli-italiani-e-i-consumi-alimentari-stili-di-vita-e-sguardi-al-futuro/" target="_blank" rel="noopener">fronte più critico resta invece quello dei <strong>consumi</strong></a>, in grado di influenzare lo sviluppo del comparto ma stagnanti da una decina d’anni per effetto dei salari reali rimasti negativi e di un potere d’acquisto che fatica a recuperare il terreno perso. Il picco inflativo sui beni alimentari è più alto rispetto all’indice generale dei prezzi e a soffrire sono per lo più le famiglie meno abbienti, che si mostrano per questo più attente.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Avvenire</strong></p>
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		<title>Economia: le nuove rotte dell’export di vino per arginare i danni dei dazi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/economia-le-nuove-rotte-dellexport-di-vino-per-arginare-i-danni-dei-dazi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 06:55:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vino Made in Italy, export in calo del 3,7% a causa dei dazi Usa. Le intese con l’India, l’Australia e l’area Mercosur produrranno risultati nel tempo mentre nel Vecchio continente il valore delle vendite è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/economia-le-nuove-rotte-dellexport-di-vino-per-arginare-i-danni-dei-dazi/">Economia: le nuove rotte dell’export di vino per arginare i danni dei dazi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vino Made in Italy, export in calo del 3,7% a causa dei dazi Usa. Le intese con l’India, l’Australia e l’area Mercosur produrranno risultati nel tempo mentre nel Vecchio continente il valore delle vendite è cresciuto del 31% in sei anni</em></p>
<p>Per un <strong>settore export oriented come il vino italiano</strong> (una bottiglia su due è venduta fuori dei confini nazionali) la priorità per i prossimi mesi non può che essere la <strong>ricerca di contromisure ai <a href="https://www.qualivita.it/argomento/dazi/" target="_blank" rel="noopener">dazi Usa</a></strong> e, in particolare, di sbocchi alternativi. Un compito non facile perché <strong>gli Usa oltre a rappresentare il primo mercato al mondo per consumi totali di vino è anche uno sbocco maturo</strong> in grado di valorizzare i prodotti di qualità. Quindi se può essere alla portata individuare nuove chance per ricollocare parte dell’invenduto negli Usa più difficile è garantire il medesimo fatturato. Ma, finché i dazi saranno confermati, questa è la strada da percorrere.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>I danni dei dazi</h4>
<p>Dopo le tariffe introdotte dal presidente Trump, <strong>il vino made in Italy ha chiuso l’anno, negli Usa, con una flessione del -9,2%</strong> (e una perdita in valore di 178 milioni di euro) trascinando <strong>al ribasso l’intero export italiano di vino</strong> (che ha chiuso il 2025 a 7,78 miliardi di euro con un calo del 3,7%). Male in genere le vendite nei paesi extra-Ue che, con la sola eccezione del <strong>Brasile</strong> (+3,8%), hanno invece perso terreno in <strong>Regno Unito (-3,9%)</strong>, <strong>Canada (-5,9%)</strong>, <strong>Svizzera (-4,2%)</strong> e <strong>Russia (-16 per cento)</strong>.</p>
<p><strong>Meglio è andata invece sui mercati comunitari</strong>, dove tiene la Germania (+0,6%, a 1,1 miliardi di euro) e crescono ancora la Francia (+3,6%) e i Paesi Bassi (+5,6 per cento).</p>
<p><strong> Tra le regioni, segno negativo per le tre capofila</strong>: il Veneto a -1,2% (2,9 miliardi di euro), la Toscana (-2%) e il Piemonte (-2,2%). Sul fronte delle tipologie di prodotto, a valore, limitano i danni gli spumanti (-2,5%, 2,3 miliardi di euro), va peggio per vini fermi e frizzanti (-4,3%, a 5 miliardi di euro).</p>
<h4>Gli accordi internazionali</h4>
<p>Questo il quadro delle esportazioni nel 2025. Tuttavia, <strong>con l’inizio del 2026 vanno registrati anche gli <a href="https://www.qualivita.it/argomento/accordi-internazionali/" target="_blank" rel="noopener">importanti accordi internazionali stretti dall’Unione</a></strong> europea rispettivamente con l’America latina (<a href="https://www.qualivita.it/argomento/mercosur/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Mercosur</strong></a>), con <a href="https://www.qualivita.it/argomento/ue-india/" target="_blank" rel="noopener"><strong>l’India</strong> </a>e, da ultimo, con <a href="https://www.qualivita.it/argomento/ue-australia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>l’Australia</strong></a>. Accordi che prevedono un sensibile taglio dei dazi su quei mercati e, in prospettiva, possono far crescere le spedizioni di vino made in Italy.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/nuove-rotte-l-export-e-radici-europa-ecco-ricetta-anti-dazi-il-vino-italiano-AISFC6MC" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/economia-le-nuove-rotte-dellexport-di-vino-per-arginare-i-danni-dei-dazi/">Economia: le nuove rotte dell’export di vino per arginare i danni dei dazi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Compromesso UE sul Prosecco australiano: export vietato tra 10 anni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/compromesso-ue-sul-prosecco-australiano-export-vietato-tra-10-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 07:25:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[Ue-Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’intesa firmata da von der Leyen apre alla possibilità di utilizzare i marchi DOP e IGP in via transitoria: I produttori si dividono Un periodo transitorio di dieci anni per arrivare al divieto di export [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’intesa firmata da von der Leyen apre alla possibilità di utilizzare i marchi DOP e IGP in via transitoria: I produttori si dividono</em></p>
<p>Un <strong>periodo transitorio di dieci anni per arrivare al divieto di export del prosecco made in Australia</strong>, che non potrà più utilizzare questa denominazione. Il compromesso raggiunto nell’accordo di libero scambio con l’Unione europea non ha soddisfatto tutti i produttori.</p>
<p>Anzi, c’è chi, come <strong>Giacomo Ponti, presidente di Federvini, parla di «occasione persa» per affermare l’unicità delle nostre IG</strong>.</p>
<p>«Le copie basano la loro competitività sul prezzo: quando sullo stesso scaffale sono accanto ai nostri prodotti creano confusione nel consumatore», rileva Ponti. Eppure persino Coldiretti, che da anni periodicamente pubblica dati su quanto <strong>il made in Italy perde a causa dell’italian sounding</strong>, ha accolto l’intesa Ue-Australia come «una spinta importante per l’export agroalimentare tricolore», pur ribadendo che «<strong>occorre rafforzare la tutela delle nostre eccellenze</strong>».</p>
<p>In realtà<strong> il riconoscimento delle Indicazioni Geografiche</strong>, formalizzato a livello europeo solo nel 1990, ma che affonda le sue radici in tradizioni produttive secolari, è un effetto “collaterale” positivo per la Ue dei trattati di libero scambio firmati affannosamente uno dietro l’altro negli ultimi mesi dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, per trovare vie alternative all’export dopo la <strong>guerra dei dazi</strong> scatenata dal presidente Usa Donald Trump. Il sistema europeo di DOP e IGP, che si calcola valga 75 miliardi di euro in ricavi annuali, ha “copie” in tutti i Paesi d’oltremare dove esistono forti comunità di origine europea.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Repubblica</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/compromesso-ue-sul-prosecco-australiano-export-vietato-tra-10-anni/">Compromesso UE sul Prosecco australiano: export vietato tra 10 anni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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