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	<title>Innovazione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Innovazione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Consorzio dell’Olio Riviera Ligure DOP: OLIGREEN, i droni entrano in campo per la difesa dell’olivicoltura</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-dellolio-riviera-ligure-dop-oligreen-i-droni-entrano-in-campo-per-la-difesa-dellolivicoltura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 08:07:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prova dimostrativa nell’ambito del progetto OLIGREEN “Difesa Innovativa dell’olivo in Liguria”. Il Consorzio di tutela dell’Olio Riviera Ligure DOP: sperimentare per costruire le condizioni tecniche e normative che consentano l’impiego dei droni negli oliveti, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La prova dimostrativa nell’ambito del progetto OLIGREEN “Difesa Innovativa dell’olivo in Liguria”. Il Consorzio di tutela dell’Olio Riviera Ligure DOP: sperimentare per costruire le condizioni tecniche e normative che consentano l’impiego dei droni negli oliveti, tutelando operatori, ambiente e territorio.</em></p>
<p>L’innovazione entra oggi negli oliveti liguri con una dimostrazione sul campo che guarda al futuro della difesa fitosanitaria. Alle ore 17 a Lucinasco, nell’Imperiese, si svolge l’incontro dimostrativo dedicato all’<strong>esecuzione di un trattamento fitosanitario con drone</strong>, con una prova pratica seguita dalla presentazione dei risultati attesi e dal confronto tecnico.</p>
<p>L’iniziativa rientra in <strong>OLIGREEN – “Difesa Innovativa dell’olivo in Liguria”</strong>, progetto finanziato nell’ambito del Piano Strategico della PAC 2023/2027 – intervento SRG01 “Sostegno ai Gruppi Operativi PEI AGRI”, con il <strong>CeRSAA di Albenga </strong>quale soggetto capofila e il <strong>Consorzio di tutela dell’Olio Extravergine di Oliva Riviera Ligure DOP </strong>tra i partner insieme a <strong>APOL Liguria</strong>, <strong>CIPAT</strong>, <strong>Azienda Agricola Schiffini </strong>e <strong>Olivicoltori Sestresi</strong>.</p>
<p>La sperimentazione assume un significato particolare in Liguria, dove pendenze, terrazzamenti, frammentazione degli appezzamenti e difficoltà di accesso e di gestione dell’acqua necessaria per distribuire i mezzi di difesa rendono spesso complessi gli interventi fitosanitari. OLIGREEN prevede prove specifiche sull’impiego dei droni, valutandone modalità operative, efficacia degli interventi e residui, con l’obiettivo di contribuire alla definizione di protocolli applicabili all’olivicoltura.</p>
<p>«<strong>Le sperimentazioni in atto stanno aprendo una prospettiva molto importante per l’olivicoltura ligure </strong>– dichiara <strong>Carlo Siffredi, Presidente del Consorzio di tutela dell’Olio Riviera Ligure DOP</strong>. L’utilizzo dei droni può consentire interventi più mirati, limitando l’esposizione diretta degli operatori ai trattamenti e favorendo un impiego più razionale dei prodotti, con ricadute positive sulla tutela della salute e dell’ambiente. Occorre sperimentare, raccogliere dati e dimostrare sul campo efficacia e sicurezza, affinché queste evidenze possano contribuire velocemente alla definizione di una normativa adeguata che renda concretamente possibile l’impiego dei droni nella difesa fitosanitaria degli oliveti. Per la Liguria significa mettere l’innovazione al servizio delle imprese, ma anche della salvaguardia del nostro territorio e del nostro paesaggio olivicolo».</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.oliorivieraligure.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di tutela dell’Olio Riviera Ligure DOP</a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/09/Comunicato-stampa-Oligreen-17-sett-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Chianti DOP: l&#8217;AI per contrastare le false denominazioni sul web</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/chianti-dop-lai-per-contrastare-le-false-denominazioni-sul-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2026 06:40:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONTRAFFAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
		<category><![CDATA[tutela agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In corso un monitoraggio online a livello mondiale per individuare abusi, contraffazioni e utilizzi impropri del marchio sulla Rete e nei social network. Il Consorzio: “Tuteliamo produttori e consumatori, garantendo autenticità e qualità” Persino kit con polverine [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>In corso un monitoraggio online a livello mondiale per individuare abusi, contraffazioni e utilizzi impropri del marchio sulla Rete e nei social network. Il Consorzio: “Tuteliamo produttori e consumatori, garantendo autenticità e qualità”</em></p>
<p><strong>Persino kit</strong> con polverine da mettere nell’acqua e agitare e farsi così il vino Chianti da soli… Anche questo, oltre a diversi altri casi di uso improprio della denominazione, è nel mirino dell’intelligenza artificiale e dei più avanzati software che stanno aiutando il <a href="https://www.consorziovinochianti.it/programma-di-protezione-online-della-dop-chianti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio del Vino Chianti</strong></a>, presieduto da <strong>Giovanni Busi</strong>, a combattere la battaglia contro tutto ciò che è appunto ‘falso Chianti’. Intanto, dopo l’exploit dello scorso gennaio quando con i software vennero scoperti diversi falsi, sappiamo oggi che il progetto ministeriale avviato insieme al consorzio andrà avanti per circa un anno. In che cosa consiste? E’ un programma strutturato di <strong>tutela digitale del marchio</strong>, con l’obiettivo di contrastare abusi, contraffazioni e utilizzi impropri della denominazione “Chianti“ sul web.</p>
<h4>Un monitoraggio online a livello mondiale</h4>
<p><strong>E’ dunque</strong> in corso un’attività di monitoraggio online estesa a livello mondiale, senza alcuna limitazione geografica. A partire dal <strong>20 gennaio 2027</strong>, data di chiusura del progetto, tutti i risultati saranno messi gratuitamente a disposizione delle imprese del settore e pubblicati su questo sito, <a href="https://www.consorziovinochianti.it/">www.consorziovinochianti.it</a> , accessibile al pubblico. Quali sono gli obiettivi del progetto, sintetizzati dal consorzio?</p>
<h4>I tre obiettivi del progetto</h4>
<p><strong>Il primo:</strong> tutela del marchio sui marketplace, ossia un monitoraggio globale dei principali marketplace internazionali per – si spiega – “individuare inserzioni illecite o sospette (contraffazioni, concorrenza sleale, uso improprio del marchio “Chianti“); richiedere la rimozione dei contenuti violativi tramite le procedure ufficiali delle piattaforme; gestire i rapporti con i marketplace e fornire la documentazione necessaria per le segnalazioni”.</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.lanazione.it/empoli/cronaca/il-vino-chianti-sbarca-sul-web-lai-per-contrastare-le-false-denominazioni-dhi84196" target="_blank" rel="noopener">La Nazione.it &#8211; Empoli</a></p>
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		<item>
		<title>Viticoltura resiliente ai cambiamenti climatici, al Santa Chiara Lab i primi risultati della ricerca applicata</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/viticoltura-resiliente-ai-cambiamenti-climatici-al-santa-chiara-lab-i-primi-risultati-della-ricerca-applicata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 07:47:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[agritech]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[viticoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricerca del Santa Chiara Lab sulla viticoltura resiliente ai cambiamenti climatici individua portainnesti più resistenti a siccità e stress salino per sostenere l’adattamento della viticoltura. Una delle linee di ricerca applicata del Santa Chiara Lab [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La ricerca del Santa Chiara Lab sulla viticoltura resiliente ai cambiamenti climatici individua portainnesti più resistenti a siccità e stress salino per sostenere l’adattamento della viticoltura.</em></p>
<p>Una delle linee di ricerca applicata del <strong>Santa Chiara Lab dell&#8217;Università di Siena</strong> riguarda l’individuazione di soluzioni per <strong>consentire al settore vitivinicolo di far fronte alle conseguenze del cambiamento climatico</strong> in termini di scarsità idrica, aumento delle temperature e stress salino.</p>
<p>In particolare, nei laboratori di aeroponica del Centro sono<strong> in corso studi miranti ad individuare portainnesti capaci di garantire una maggiore resilienza della vite in condizioni di limitata disponibilità idrica e condizioni di elevata salinità</strong>. I portainnesti analizzati (tra cui Dod Ridge, 1103 Paulsen, 140 Ruggeri, Kober 5BB) costituiscono la parte basale della pianta sulla quale sarà innestato il vitigno prescelto dall’azienda agricola per la sua produzione, ad esempio sangiovese, canaiolo o trebbiano.</p>
<p>L&#8217;attività di ricerca, sviluppata inizialmente nell&#8217;ambito del <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-03/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Centro Nazionale Agritech, Spoke 9</strong></a>, è realizzata in collaborazione con l&#8217;Università degli Studi di Milano, l&#8217;Università degli Studi di Padova e i Vivai Cooperativi Rauscedo (VCR), azienda leader a livello mondiale nel settore vivaistico viticolo, che ha reso possibile la messa a dimora di quasi 3000 talee di vite, creando una base sperimentale ampia e rappresentativa per lo svolgimento delle attività di ricerca.</p>
<p>I laboratori di aeroponica del Santa Chiara Lab consentono di osservare e monitorare lo sviluppo dell&#8217;apparato radicale in condizioni controllate, offrendo ai ricercatori uno strumento avanzato per analizzare il comportamento dei diversi portainnesti e la loro capacità di adattamento agli stress idrici.</p>
<p>Dopo due anni, <strong>si è conclusa la prima fase della sperimentazione</strong>, con l’analisi comparativa di diversi portainnesti. Ciò ha permesso di mappare con precisione i parametri fisiologici, biochimici e strutturali che determinano la tolleranza delle diverse varietà alla siccità e allo stress salino, evidenziando i meccanismi di adattamento più efficaci, rappresentati dalla conformazione strutturale della radice, dalla capacità di ottimizzare l&#8217;uso delle risorse idriche riducendo gli sprechi e dall&#8217;attivazione di un tempestivo sistema di difesa proteica.</p>
<p>I dati già ottenuti permettono di classificare i genotipi in base alla loro maggiore o minore tolleranza allo stress da carenza d&#8217;acqua o salino.  Ulteriori analisi consentiranno di approfondire il diverso grado di tolleranza tra le varietà e, al tempo stesso, di comprendere come i portainnesti più performanti siano in grado di mantenere la memoria di una condizione di stress, una caratteristica indispensabile per incrementare la resilienza.</p>
<p><strong>La prossima fase prevede di mettere a disposizione delle aziende agricole informazioni precise e scientificamente valide sulla capacità dei vari portinnesti di resistere agli stress idrici e salini</strong>, così da consentire loro scelte più consapevoli e utili alla loro produzione.</p>
<p>«<em>Questa attività rappresenta un importante esempio di collaborazione tra università e imprese vivaistiche</em>», <strong>sottolineano i ricercatori coinvolti</strong>. «<em>L&#8217;integrazione tra competenze scientifiche e know-how produttivo permette di sviluppare soluzioni concrete per accompagnare il settore vitivinicolo nella transizione verso modelli sempre più sostenibili e resilienti.</em>»</p>
<p>«<em>Il Santa Chiara Lab conferma la propria vocazione a essere un luogo in cui ricerca, innovazione e imprese collaborano per affrontare le grandi sfide del nostro tempo, fra cui certamente rientrano gli effetti del cambiamento climatico sulle produzioni agroalimentari. Il progetto dimostra come il lavoro congiunto tra università e vivaisti possa generare conoscenze utili alle aziende agricole, con ricadute concrete per il territorio e l&#8217;intero comparto viticolo</em>», dichiara il <strong>Prof. Riccaboni presidente del centro Santa Chiara Lab Università di Siena</strong>.</p>
<p>«<em>Da anni ormai i VCR sono impegnati in un programma di miglioramento genetico della vite e in questo contesto si colloca l’attività di ricerca presso le strutture del Santa Chiara Lab; vogliamo valutare le potenzialità del sistema aeroponico come strumento per la fenotipizzazione rapida di nuovi genotipi</em>» dichiara la dottoressa <strong>Elisa De Luca</strong>, <strong>responsabile del Research Center VCR</strong>. «<em>Per un vivaio è fondamentale contribuire allo sviluppo di soluzioni innovative che possano sostenere il futuro della viticoltura. La collaborazione con il Santa Chiara Lab e con le università coinvolte ci consente di mettere a disposizione il nostro patrimonio di competenze e materiale vivaistico per una ricerca che potrà offrire strumenti concreti ai viticoltori chiamati ad affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici</em>»</p>
<p>Fonte: <a href="https://santachiaralab.unisi.it/it/magazine/al-santa-chiara-lab-i-primi-risultati-del-progetto-di-ricerca-applicata-una-viticoltura" target="_blank" rel="noopener">Santa Chiara Lab &#8211; Unisi.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/viticoltura-resiliente-ai-cambiamenti-climatici-al-santa-chiara-lab-i-primi-risultati-della-ricerca-applicata/">Viticoltura resiliente ai cambiamenti climatici, al Santa Chiara Lab i primi risultati della ricerca applicata</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Viticoltura, i Consorzi di tutela del Prosecco sostengono la formazione dei nuovi Tecnici Agritech</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/viticoltura-i-consorzi-di-tutela-del-prosecco-sostengono-la-formazione-dei-nuovi-tecnici-agritech/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:31:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[FORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[viticoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tecnologie digitali, competenze tecnico-scientifiche e strumenti di precisione per formare i professionisti della viticoltura di domani: ultimi posti disponibili al corso biennale di ITS Academy Agroalimentare Veneto, patrocinato dai Consorzi di tutela del Prosecco Guidare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/viticoltura-i-consorzi-di-tutela-del-prosecco-sostengono-la-formazione-dei-nuovi-tecnici-agritech/">Viticoltura, i Consorzi di tutela del Prosecco sostengono la formazione dei nuovi Tecnici Agritech</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tecnologie digitali, competenze tecnico-scientifiche e strumenti di precisione per formare i professionisti della viticoltura di domani: ultimi posti disponibili al corso biennale di ITS Academy Agroalimentare Veneto, patrocinato dai Consorzi di tutela del Prosecco</em></p>
<p>Guidare un vigneto con sensori e droni, scegliere le forme di coltivazione più sostenibili, garantire la qualità di ogni grappolo fino alla vendemmia: <strong>è</strong> il lavoro del<strong> Tecnico agritech, la nuova </strong>figura professionale che il sistema vitivinicolo veneto cerca lungo tutta la filiera, dalla gestione del vigneto e della produzione al controllo qualità, fino alla promozione dei prodotti e del territori<strong>o. </strong>Un ruolo tecnico e insieme strategico, che si forma nel cuore delle <strong>Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO</strong>, grazie al corso biennale “Tecnico specializzato agritech per la viticoltura sostenibile e di precisione” dell’ITS Academy Agroalimentare Veneto che a settembre riapre le iscrizioni per gli ultimi posti disponibili del<strong> biennio 2026-2028.</strong></p>
<p>Il corso, con sede a Conegliano presso l’ISISS &#8220;G.B. Cerletti&#8221;, nasce in collaborazione con il <strong>Consorzio Tutela Prosecco DOC</strong>, il <strong>Consorzio di Tutela Conegliano-Valdobbiadene Prosecco DOCG</strong> e il <strong>Consorzio Tutela Vini Asolo Montello</strong>, che patrocinano il percorso per rispondere a una domanda concreta delle aziende consorziate: tecnici con solide competenze tecnico-scientifiche e digitali, capaci di seguire l&#8217;intera filiera viticola.</p>
<p>In <strong>1.000 ore complessive tra aula e laboratori, e 800 ore di stage in azienda</strong>, gli studenti e le studentesse imparano a gestire ogni fase del ciclo produttivo in vigneto: dalla scelta dei materiali vivaistici e delle forme di allevamento, all&#8217;impianto, alla conduzione agronomica sostenibile, alla difesa fitosanitaria, fino a vendemmia e conferimento. Particolare attenzione è dedicata alla meccanizzazione e alla viticoltura di precisione, con <strong>sensoristica e droni</strong>, e alla conoscenza delle documentazioni obbligatorie e delle principali certificazioni internazionali. Al termine del percorso vengono rilasciati i principali patentini di settore, tra cui quello per l&#8217;uso dei prodotti fitosanitari, il corso sicurezza e le certificazioni per l&#8217;utilizzo di droni (A1+A3).</p>
<p>Il Tecnico agritech <strong>trova sbocco nelle aziende vitivinicole del territorio GUIDATE dai </strong>Consorzi di tutela del Prosecco<strong>, nella gestione del vigneto e della produzione, nel controllo qualità di prodotto e processo e nella promozione dei prodotti e del territorio.</strong></p>
<p>È possibile partecipare all&#8217;<strong>Open Day online del 21 settembre</strong> per conoscere il corso, oppure prenotare un <strong>colloquio individuale online con gli orientatori dell&#8217;ITS</strong> per un orientamento personalizzato. Le <strong>selezioni per gli ultimi posti disponibili del biennio 2026-2028</strong> si terranno il <strong>30 settembre</strong>, con <strong>chiusura delle iscrizioni il 27 settembre</strong>. <strong>Informazioni e iscrizioni: segreteria@itsagroalimentareveneto.it &#8211; itsagroalimentareveneto.it</strong></p>
<p>Fonte: <strong>ITS Academy Agroalimentare Veneto</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/09/CS_ITS-AGROALIMENTARE-VENETO_Agritech-per-la-viticoltura-sostenibile-e-di-precisione_Conegliano-14_9_26.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/viticoltura-i-consorzi-di-tutela-del-prosecco-sostengono-la-formazione-dei-nuovi-tecnici-agritech/">Viticoltura, i Consorzi di tutela del Prosecco sostengono la formazione dei nuovi Tecnici Agritech</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Consorzio Vini d’Abruzzo: conclusa la prima vendemmia Piwi d’Abruzzo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consorzio-vini-dabruzzo-conclusa-la-prima-vendemmia-piwi-dabruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 08:13:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[piwi]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel vigneto sperimentale dell’Istituto Ridolfi di Scerni raccolte le uve delle 18 varietà resistenti. Il progetto è promosso dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo con una qualificata partnership. Il presidente del Consorzio Nicodemi: “Una sfida enologica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consorzio-vini-dabruzzo-conclusa-la-prima-vendemmia-piwi-dabruzzo/">Consorzio Vini d’Abruzzo: conclusa la prima vendemmia Piwi d’Abruzzo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel vigneto sperimentale dell’Istituto Ridolfi di Scerni raccolte le uve delle 18 varietà resistenti. Il progetto è promosso dal Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo con una qualificata partnership. Il presidente del Consorzio Nicodemi: “Una sfida enologica e di sostenibilità”. L’assessore regionale all’Agricoltura Imprudente: “Ricerca ed innovazione per la viticoltura abruzzese del futuro”</em></p>
<p>Dalla vigna al vino per capire se i vitigni resistenti possono rappresentare una risorsa per la viticoltura abruzzese. È terminata, a Scerni, la <strong>prima vendemmia sperimentale di vitigni Piwi</strong>, coltivati presso l’azienda agraria dell’Istituto Tecnico Agrario “Cosimo Ridolfi”. Si tratta del primo raccolto di un progetto che studia il comportamento di <strong>varietà resistenti alle principali malattie fungine della vite e verificarne, nel tempo, l’adattamento al territorio, le caratteristiche produttive e il potenziale enologico</strong> e che il <strong>Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong> promuove e finanzia dal 2024.</p>
<p>La vendemmia, iniziata lo scorso <strong>29 luglio</strong>, arriva al terzo anno dall’impianto del vigneto e apre una fase importante della sperimentazione: le uve raccolte a Scerni sono state sottoposte a microvinificazione. I vini ottenuti, insieme ai dati agronomici raccolti in campo, forniranno ulteriori elementi per valutare il potenziale delle singole varietà.</p>
<p>Nel vigneto sono presenti 18 varietà: <strong>Bronner, Charvir, Fleurtai, Johanniter, Kersus, Palma, Pinot Iskra, Sauvignon Nepis, Sauvignon Rytos, Solaris, Sauvignier Gris, Cabernet Eidos, Nermantis, Pinot Kors, Pinot Regina, Sevar, Termantis e Volturnis</strong>.</p>
<p>Il lavoro di monitoraggio è stato guidato dall’agronomo <strong>Fausto Cimini</strong>, che ha seguito la crescita di dieci piante per ciascuna cultivar, contrassegnate individualmente, effettuando rilievi tecnici settimanali dalla fase di gemma cotonosa fino alla maturazione. Sono stati registrati i principali parametri fenologici e produttivi: germogliamento, fioritura, allegagione, invaiatura, numero di germogli e grappoli, fertilità delle gemme, posizione del primo grappolo sul tralcio, peso dell’uva, numero e peso dei grappoli e peso medio degli acini. Un monitoraggio che non si è limitato alla produttività. L’intero vigneto è stato infatti osservato anche dal punto di vista fitosanitario per verificare la risposta delle varietà a <strong>peronospora e oidio</strong>, le due principali patologie fungine per le quali i Piwi sono stati selezionati. Secondo la relazione tecnica, <strong>tutte le piante osservate hanno mostrato completa resistenza alle due patologie</strong>.</p>
<p><strong>“Quella dei vitigni resistenti è una sfida enologica, ma anche una sfida di sostenibilità</strong>, che abbiamo scelto di affrontare mettendo insieme partner importanti e competenze diverse &#8211; <strong>sottolinea</strong> <strong>Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong> -. La prima vendemmia è un passaggio fondamentale perché ci permette di cominciare a confrontarci concretamente con il prodotto della vigna. Da ora saranno le uve e le microvinificazioni a dirci qualcosa in più sul potenziale enologico di queste varietà. Ma il progetto non si esaurisce con una vendemmia: servono anni di osservazione, dati e confronti per capire quali genotipi possano essere realmente adatti al nostro territorio. Come Consorzio, crediamo <strong>che la ricerca sui vitigni resistenti sia un investimento strategic</strong>o poiché la sostenibilità non può essere soltanto una dichiarazione di principio ma deve tradursi in capacità di innovare senza perdere il legame con il territorio. Per questo – <strong>aggiunge Nicodemi </strong>– abbiamo costruito una squadra con <strong>partner importanti</strong>, ciascuno con una competenza specifica: dalla scuola all’università del sapere tecnico, dal mondo vivaistico agli enologi, dagli agronomi ai periti agrari. È proprio questa integrazione di competenze che può permetterci di affrontare seriamente una sfida che riguarda l’intera filiera”.</p>
<p>“L’avvio della vendemmia Piwi in Abruzzo rappresenta un risultato importante di un percorso che mette ricerca, innovazione e sostenibilità al servizio della nostra viticoltura – <strong>dichiara Emanuele Imprudente, vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore all’Agricoltura</strong> -. La sperimentazione condotta a Scerni ci consente di acquisire dati e conoscenze preziose su varietà che potrebbero contribuire a rendere il sistema vitivinicolo regionale sempre più resiliente e competitivo, riducendo al contempo la pressione delle principali patologie fungine e l’impiego di trattamenti. È un lavoro che richiede tempo, rigore scientifico e capacità di fare sistema, ma che va nella direzione che, come Regione Abruzzo, riteniamo strategica: sostenere l’innovazione in agricoltura senza perdere il legame con le nostre produzioni e con la specificità dei nostri territori. Continueremo a seguire con attenzione questa sperimentazione – <strong>conclude l’assessore Imprudente</strong> &#8211; e tutti i futuri progetti scientifici sul tema, perché i risultati che emergeranno nei prossimi anni potranno offrire nuove opportunità e strumenti alle nostre imprese vitivinicole”.</p>
<p><strong>Quella dei Piwi è, infatti, solo una delle iniziative del Consorzio nell’ambito di studi di filiera</strong> che, insieme ai vitigni resistenti, vedrà presto l’avvio di altri due filoni di ricerca, uno sulle <strong>Tea</strong> (Tecnologie di evoluzione assistita) che permettono di generare nuovicloni migliorati di varietà già esistenti, autoctone oltre che internazionali, meno suscettibili alle malattie e agli stress biotici e abiotici e l’altro dedicato ai vini autoctoni regionali, con l’obiettivo di mettere a disposizione dei viticoltori maggiori conoscenze e, soprattutto, più possibilità di scelta per le future strategie produttive.</p>
<p>Il progetto del <strong>Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong> coinvolge infatti <strong>l’Istituto “Ridolfi-Zimarino” di Scerni</strong>, i <strong>Vivai Cooperativi Rauscedo</strong>, il <strong>CIVIT – Consorzio Innovazione Vite</strong>, <strong>Assoenologi Abruzzo-Molise</strong>, la <strong>Federazione Regionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali dell’Abruzzo</strong> e il <strong>Collegio Interprovinciale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati di Chieti-L’Aquila</strong>.</p>
<p>La sperimentazione ha un orizzonte complessivo di <strong>almeno 5-6 anni</strong>, con almeno tre microvinificazioni e la costruzione, per ciascun genotipo, di un profilo quantitativo e qualitativo completo. L’obiettivo finale è arrivare a disporre di dati sufficienti per valutare le varietà e, per quelle che dimostreranno di possedere caratteristiche adeguate, procedere con l’eventuale richiesta di <strong>iscrizione nell’Elenco regionale delle varietà di vite autorizzate in Abruzzo</strong>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.vinidabruzzo.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/09/CS_Prima-Vendemmia-Vitigni-Resistenti-PIWI.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consorzio-vini-dabruzzo-conclusa-la-prima-vendemmia-piwi-dabruzzo/">Consorzio Vini d’Abruzzo: conclusa la prima vendemmia Piwi d’Abruzzo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Delle Venezie DOP: premio di laurea per valorizzare ricerca e nuove competenze nel settore vitivinicolo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/delle-venezie-dop-nasce-il-premio-di-laurea-giuseppe-catarin-per-valorizzare-ricerca-e-nuove-competenze-nel-settore-vitivinicolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 07:22:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bestpractice]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[FORMAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
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		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[viticoltura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio dedica l’iniziativa alla memoria dell’enologo e funzionario della Regione del Veneto, Giuseppe Catarin, che contribuì allo sviluppo del comparto e al percorso della denominazione. Promuovere la ricerca universitaria, valorizzare le competenze delle nuove [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio dedica l’iniziativa alla memoria dell’enologo e funzionario della Regione del Veneto, Giuseppe Catarin, che contribuì allo sviluppo del comparto e al percorso della denominazione.</em></p>
<p>Promuovere la ricerca universitaria, valorizzare le competenze delle nuove generazioni e favorire un dialogo sempre più stretto tra mondo accademico e filiera vitivinicola. Con questi obiettivi <strong>il Consorzio DOC Delle Venezie istituisce il Premio di Laurea “Giuseppe Catarin”, dedicato alla memoria dell’enologo e funzionario della Regione del Veneto</strong> che, nel corso della propria attività professionale, ha contribuito con competenza, passione e visione strategica allo sviluppo del settore vitivinicolo regionale e, tra i diversi progetti seguiti, anche al percorso che ha condotto alla costituzione e all’affermazione della DOC Delle Venezie.</p>
<p>Il Premio nasce con una finalità culturale, scientifica e istituzionale e intende riconoscere e valorizzare elaborati universitari capaci di offrire un contributo concreto alla conoscenza, allo sviluppo e alla competitività del comparto vitivinicolo, con particolare riferimento al Nord-Est italiano e attraverso un approccio interdisciplinare che metta in relazione competenze tecniche, economiche, giuridiche, ambientali e comunicative.</p>
<p>“<em>Con questo Premio vogliamo innanzitutto ricordare Giuseppe Catarin attraverso ciò che meglio ne rappresentava il modo di lavorare: competenza, capacità di visione e attenzione all’evoluzione del settore</em> – dichiara <strong>Luca Rigotti, Presidente del Consorzio DOC Delle Venezie</strong> – <em>Allo stesso tempo vogliamo guardare al futuro, creando un’occasione per avvicinare il mondo universitario alla filiera vitivinicola e per intercettare studi, idee e nuove competenze che possano aiutarci a comprendere e affrontare i cambiamenti in corso. Un settore complesso come quello del vino ha sempre più bisogno di ricerca, innovazione e capacità di leggere i fenomeni da prospettive differenti: tecniche e agronomiche, ma anche economiche, giuridiche, ambientali e comunicative. Crediamo che investire sui giovani e sulla conoscenza significhi investire sulla competitività futura dei nostri territori e delle nostre denominazioni, dando continuità a quell’approccio fatto di competenza, curiosità e capacità di guardare avanti che ha contraddistinto Giuseppe Catarin e che, attraverso questo Premio, vogliamo trasmettere alle nuove generazioni</em>”.</p>
<p>Il bando è aperto a tesi di laurea triennale, magistrale o magistrale a ciclo unico dedicate al settore vitivinicolo del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento. Tra gli ambiti individuati figurano viticoltura ed enologia, sostenibilità ambientale e cambiamento climatico, economia e marketing del vino, diritto vitivinicolo e tutela delle denominazioni, comunicazione, turismo e valorizzazione del paesaggio, innovazione tecnologica e digitale, filiera vitivinicola e competitività dei territori.</p>
<p>Potranno partecipare i laureati che abbiano frequentato corsi di studio con sede didattica in Veneto, Friuli Venezia Giulia o Provincia autonoma di Trento e discusso la tesi nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2024 e il 31 ottobre 2026.</p>
<p>Particolare attenzione sarà riservata all’originalità e al rigore scientifico, all’utilità e applicabilità dei risultati per la filiera, al contributo allo sviluppo del territorio viticolo e del sistema delle Indicazioni Geografiche e alla coerenza della ricerca con il settore vitivinicolo del Nord-Est.</p>
<p><strong>Le candidature dovranno essere trasmesse entro e non oltre il 16 novembre 2026</strong> all’indirizzo <a href="mailto:info@dellevenezie.it">info@dellevenezie.it</a>, allegando la documentazione prevista dal bando, <a href="https://drive.google.com/file/d/1aBFhbBuekhASoYHkS-KP3T65AXzVlQJC/view?usp=sharing">consultabile a questo link</a>.</p>
<p>Il vincitore potrà essere coinvolto nelle attività istituzionali del Consorzio attraverso la presentazione dell’elaborato in occasione di eventi o iniziative dedicate, trasformando così il Premio anche in un’occasione di diffusione e condivisione delle conoscenze sviluppate in ambito universitario.</p>
<p>Per informazioni è possibile rivolgersi alla Segreteria del Consorzio DOC Delle Venezie, tel. +39 045 4943850, e-mail <a href="mailto:info@dellevenezie.it">info@dellevenezie.it</a>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://dellevenezie.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Vini DOC delle Venezie</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/09/25.-CS-DOC-delle-Venezie_Premio-di-Laurea-Giuseppe-Catarin-2026_4-9-26.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>[Roma] Presentazione rapporto CREA: Commercio con l&#8217;estero dei prodotti agroalimentari</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/roma-presentazione-rapporto-crea-commercio-con-lestero-dei-prodotti-agroalimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 13:09:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Agenda Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 9 settembre 2026, a Roma, il CREA presenta il rapporto “Commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari”. Parteciperà al dibattito anche Mauro Rosati, Direttore della Fondazione Qualivita. Il 9 settembre 2026, alle ore 11:00, presso [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 9 settembre 2026, a Roma, il CREA presenta il rapporto “Commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari”. Parteciperà al dibattito anche Mauro Rosati, Direttore della Fondazione Qualivita.</em></p>
<p>Il 9 settembre 2026, alle ore 11:00, presso il Centro Studi Americani di Roma, si terrà la presentazione del rapporto CREA <strong>“Commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari”</strong>.</p>
<p>L’incontro prevede la presentazione del Rapporto e un dibattito sul tema <strong>“Focus Italia &#8211; USA”</strong>, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni del settore agroalimentare, tra cui <strong>Mauro Rosati, Direttore Generale e Cofondatore della Fondazione Qualivita</strong>.</p>
<h4 style="text-align: center;">PROGRAMMA*</h4>
<p style="text-align: center;">9 settembre 2026, ore 11:00<br />
Centro Studi Americani<br />
Via Michelangelo Caetani 32, Roma</p>
<p style="text-align: center;"><em>Presentazione del rapporto CREA</em><br />
<strong>Commercio con l’estero dei prodotti agroalimentari</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Saluti</strong><br />
<strong>Roberto Sgalla</strong>, Direttore, Centro Studi Americani<br />
<strong>Simone Crolla</strong>, Managing Director American Chamber of Commerce in Italy<br />
<strong>Andrea Rocchi</strong>, Presidente CREA</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Introduce e modera</strong><br />
<strong>Alessio Tola</strong>, direttore CREA Politiche e Bioeconomia</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Presentazione Rapporto</strong><br />
<strong>Roberto Solazzo</strong>, CREA Politiche e Bioeconomia<br />
<strong>Federica De Maria</strong>, CREA Politiche e Bioeconomia</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Talk “Focus Italia &#8211; USA”</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Conclusioni</strong><br />
<strong>Patrizio Giacomo La Pietra</strong>, Sottosegretario dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste</p>
<p>*<em>programma in fase di definizione</em></p>
<p>Fonte: <strong>CREA &#8211; Consiglio per la ricerca in agricoltura e l&#8217;analisi dell&#8217;economia agraria </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/roma-presentazione-rapporto-crea-commercio-con-lestero-dei-prodotti-agroalimentari/">[Roma] Presentazione rapporto CREA: Commercio con l&#8217;estero dei prodotti agroalimentari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Il Cioccolato di Modica IGP al centro della ricerca internazionale sulla blockchain</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-cioccolato-di-modica-igp-al-centro-della-ricerca-internazionale-sulla-blockchain/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 09:39:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Passaporto Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Passaporto Digitale, utilizzato dalla filiera del Cioccolato di Modica IGP e realizzato in collaborazione con CSQA, al centro di una ricerca su tracciabilità, Indicazioni Geografiche e blockchain Il Consorzio di Tutela del Cioccolato di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-cioccolato-di-modica-igp-al-centro-della-ricerca-internazionale-sulla-blockchain/">Il Cioccolato di Modica IGP al centro della ricerca internazionale sulla blockchain</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Passaporto Digitale, utilizzato dalla filiera del Cioccolato di Modica IGP e realizzato in collaborazione con CSQA, al centro di una ricerca su tracciabilità, Indicazioni Geografiche e blockchain</em></p>
<p>Il Consorzio di Tutela del Cioccolato di Modica IGP esprime le più vive congratulazioni alla Dott.ssa Anna Chiara Isidori, che il 23 giugno 2026 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca presso la School of Advanced Studies dell’Università degli Studi di Camerino, nell’ambito del Corso di Dottorato in Blockchain and Distributed Ledger Technology, curriculum Law and Governance.</p>
<p>La ricerca, dal Titolo “<strong>The Application of Blockchain Technology in the Agri-Food Sector. A Case for Geographical Indications</strong>”, sviluppata sotto la supervisione della Prof.ssa Pamela Lattanzi e nell’ambito del programma coordinato dal Prof. Flavio Corradini, analizza il ruolo delle tecnologie blockchain nella gestione, tutela e valorizzazione delle Indicazioni Geografiche agroalimentari.<br />
Tra i casi studio approfonditi nella tesi figura il Cioccolato di Modica IGP, con un’ampia analisi dell’esperienza maturata dal Consorzio nell’adozione del <strong>Passaporto Digitale</strong> e delle tecnologie blockchain per il rafforzamento della tracciabilità, della trasparenza e della tutela del prodotto nei confronti dei fenomeni di contraffazione.</p>
<p>Lo studio riconosce come<strong> il percorso intrapreso dal Consorzio, in collaborazione con il Poligrafico dello Stato, ORIGIN, Fondazione Qualivita e CSQA</strong>, rappresenti un esempio concreto di integrazione tra innovazione tecnologica e tradizione produttiva, evidenziando il valore delle nuove tecnologie nel sostenere la governance delle Indicazioni Geografiche e nel rafforzare il rapporto di fiducia tra produttori e consumatori.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.radiortm.it/2026/08/12/il-cioccolato-di-modica-igp-al-centro-della-ricerca-internazionale-sulla-blockchain/" target="_blank" rel="noopener">Radio RTM News.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-cioccolato-di-modica-igp-al-centro-della-ricerca-internazionale-sulla-blockchain/">Il Cioccolato di Modica IGP al centro della ricerca internazionale sulla blockchain</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>La prima denominazione di vini naturali al mondo? Potrebbe arrivare dal Galles</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-prima-denominazione-di-vini-naturali-al-mondo-potrebbe-arrivare-dal-galles/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:02:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[bestpractice]]></category>
		<category><![CDATA[BIOLOGICO]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’idea della prima IGP con vini naturali è di un gruppo di viticoltori gallesi che puntano su produzione nel territorio, trasparenza in etichetta, sostenibilità. La sostenibilità in vigna sembra essere un “modus operandi” sempre più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-prima-denominazione-di-vini-naturali-al-mondo-potrebbe-arrivare-dal-galles/">La prima denominazione di vini naturali al mondo? Potrebbe arrivare dal Galles</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em> L’idea della prima IGP con vini naturali è di un gruppo di viticoltori gallesi che puntano su produzione nel territorio, trasparenza in etichetta, sostenibilità.</em></p>
<p><b>La sostenibilità </b>in vigna sembra essere un “modus operandi” sempre più presente nelle idee dei produttori, come si vede dall’ascesa delle superfici biologiche ma anche dall’interesse per i vini naturali, un fenomeno ancora di nicchia, ma con un interesse in crescita. Un panorama comunque in divenire e dove non mancano esempi virtuosi o progetti nuovi. In Italia, ad esempio, il <strong>Valdarno di Sopra DOP</strong>, in Toscana, i cui viticoltori del Consorzio sono già certificati biologici o in fase di conversione, sta da tempo lavorando per diventare la prima denominazione italiana interamente biologica per disciplinare.</p>
<p>E poi c’è anche chi, ai margini climatici estremi della viticoltura, come nel caso del <strong>Galles</strong>, sogna di aprire una nuova strada, diventando la patria della prima indicazione geografica di vino naturale al mondo. L’idea arriva dai produttori vinicoli gallesi.</p>
<p>Come riporta The Drink Business le norme proposte per la <strong>IGP del vino naturale</strong> del Galles escluderebbero l’uso di sostanze chimiche sintetiche, coadiuvanti tecnologici, additivi e lieviti industriali nella produzione del vino. Gli apporti di zolfo sarebbero limitati in quantità e consentiti solo durante l’imbottigliamento.</p>
<p>Per i vini, si parla di una <strong>produzione in Galles</strong> (l’attuale Igp per i vini gallesi consente che fino al 15% del vino sia prodotto con uve coltivate in Inghilterra; molti vini gallesi, inoltre, vengono prodotti in cantine inglesi) da uve fermentate spontaneamente coltivate nel Paese secondo pratiche biologiche su tenute certificate biologiche, rigenerative o biodinamiche.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/la-prima-denominazione-di-vini-naturali-al-mondo-potrebbe-arrivare-dal-galles_598001/" target="_blank" rel="noopener"><strong>WineNews</strong></a></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Nel futuro della DOP Friuli ci sono Ribolla gialla ferma e Rosato</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nel-futuro-della-dop-friuli-ci-sono-ribolla-gialla-ferma-e-rosato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 07:47:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È in corso la modifica del disciplinare da parte del Consorzio per inserire due nuove tipologie di vini nella DOP Friuli. Nel 2025 sono stati raccolti 317.000 quintali di uva su 3.500 ettari di vigneti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/nel-futuro-della-dop-friuli-ci-sono-ribolla-gialla-ferma-e-rosato/">Nel futuro della DOP Friuli ci sono Ribolla gialla ferma e Rosato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>È in corso la modifica del disciplinare da parte del Consorzio per inserire due nuove tipologie di vini nella DOP Friuli. Nel 2025 sono stati raccolti 317.000 quintali di uva su 3.500 ettari di vigneti per 23 mila bottiglie in totale, più del 40% del volume complessivo regionale.</em></p>
<p>Anche la <strong>Ribolla gialla</strong> &#8220;ferma&#8221; e il Rosato potranno presto essere commercializzati con l&#8217;etichetta della <strong>DOP Friuli</strong>. È la principale novità emersa a San Vito al Tagliamento dall&#8217;assemblea annuale del <strong>Consorzio di tutela</strong>, che ha annunciato l&#8217;avvio della fase conclusiva dell&#8217;iter per la modifica del disciplinare. Modifica che però, secondo le previsioni del presidente <strong>Stefano Trinco,</strong> difficilmente si concluderà in tempo utile per il &#8220;debutto&#8221; dei due nuovivini con la vendemmia 2026.</p>
<p>Doppia logica Se l&#8217;ingresso del <strong>Rosato</strong> punta a intercettare una delle tendenze più evidenti del mercato internazionale, estendendo la denominazione a un vino sempre più richiesto dalla grande distribuzione e dai mercati esteri, capace di garantire volumi importanti e di consolidare ruolo e numeri della Doc Friuli, la Ribolla Gialla ferma è un vitigno fortemente identitario del Friuli Venezia Giulia, che sta registrando negli ultimi anni un crescente interesse dei consumatori non solo nella versione spumantizzata, ma anche come vino fermo. Il suo inserimento nel disciplinare, oltre a guardare ai nuovi trend di consumo, punta al tempo stesso rafforzare il valore della denominazione attraverso uno dei vitigni più rappresentativi del vigneto Friuli.</p>
<p>Il debutto Già all&#8217;esame del ministero dell&#8217;Agricoltura, il <strong>nuovo disciplinare</strong> dovrà successivamente ottenere il via libera del Comitato nazionale vini, come anticipato in apertura, difficilmente consentiranno la commercializzazione del Rosato e della Ribolla ferma a marchio DOP Friuli già con l`annata 2026. <em>«Probabilmente», spiega Trinco, «il nuovo disciplinare non sarà pubblicato in tempo utile per questa vendemmia. Più realisticamente se ne riparlerà con quella del 2027, ma attendiamo fiduciosi notizie ufficiali dagli enti preposti»</em>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Messaggero Veneto</strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/nel-futuro-della-dop-friuli-ci-sono-ribolla-gialla-ferma-e-rosato/">Nel futuro della DOP Friuli ci sono Ribolla gialla ferma e Rosato</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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