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	<title>Innovazione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Thu, 25 Jun 2026 08:09:18 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Innovazione &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<item>
		<title>Intelligenza Artificiale, verso modelli digitali più solidi per le Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/intelligenza-artificiale-verso-modelli-digitali-piu-solidi-per-le-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 08:03:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Modelli di terroir digitale basati su Intelligenza artificiale, una ricerca sulle Indicazioni Geografiche ha mostrato che l’accuratezza del machine learning cala spesso dell’11,8% senza validazione spaziale, sollevando dubbi per i regolatori Uno studio pubblicato martedì [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Modelli di terroir digitale basati su Intelligenza artificiale, una ricerca sulle Indicazioni Geografiche ha mostrato che l’accuratezza del machine learning cala spesso dell’11,8% senza validazione spaziale, sollevando dubbi per i regolatori</em></p>
<p>Uno <strong>studio pubblicato martedì su Discover Applied Sciences</strong> ha rilevato che gli strumenti di machine learning utilizzati a supporto delle Indicazioni Geografiche, comprese le aree vitivinicole e altri prodotti alimentari e delle bevande legati all’origine, spesso ottengono buoni risultati nei test interni ma si indeboliscono quando vengono verificati con dati spaziali indipendenti.</p>
<p>Il paper esamina quello che gli autori definiscono “<strong>terroir digitale</strong>”, uno strato digitale pensato per collegare le qualità dichiarate di un prodotto a condizioni ambientali misurabili come suolo, clima, biodiversità, gestione del territorio e pratiche locali. I ricercatori sostengono che <a href="https://www.qualivita.it/argomento/tracciabilita/" target="_blank" rel="noopener"><strong>la credibilità delle Indicazioni Geografiche dipenda sempre più da sistemi in grado di verificare tali affermazioni con prove controllabili</strong></a>.</p>
<p>Lo studio è stato guidato da ricercatori affiliati a istituzioni brasiliane, tra cui la Federal University of Sergipe, la State University of Feira de Santana e la Federal Rural University of Pernambuco. Ha esaminato la letteratura scientifica pubblicata tra il 2010 e il 2025 sugli approcci di <strong>machine learning legati alle Indicazioni Geografiche e alla verifica dei servizi ecosistemici</strong>.</p>
<p>Utilizzando le linee guida di revisione PRISMA-ScR, il team ha iniziato con 272 record e li ha vagliati con un sistema automatizzato a punteggio ponderato che, secondo il paper, ha raggiunto un’accuratezza tematica del 94,2%. Quel processo ha prodotto un corpus tematico finale di 148 studi per analisi descrittive, multivariate, di rete e meta-analitiche.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Le opportunità per i sistemi IG</h4>
<p>I risultati potrebbero essere rilevanti per i produttori di bevande che fanno affidamento sulle Indicazioni Geografiche, in particolare le regioni vinicole ma anche altre categorie basate sull’origine, perché <strong>strumenti più solidi di audit digitale potrebbero aiutare a sostenere le rivendicazioni su sostenibilità e terroir con prove tracciabili</strong>. Ciò potrebbe ridurre il rischio che il marketing ambientale legato ai nomi dei luoghi superi ciò che può effettivamente essere verificato.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.vinetur.com/it/amp/20260624103233/study-finds-digital-terroir-models-falter-under-independent-spatial-tests.html" target="_blank" rel="noopener">Vinetur.com</a></strong></p>
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		<title>I vini a bassa gradazione naturale vogliono l&#8217;indicazione in etichetta</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/i-vini-a-bassa-gradazione-naturale-vogliono-lindicazione-in-etichetta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 08:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[No-Lo]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pressing del Consorzio DOC Delle Venezie, che chiede la possibilità di distinguersi anche per la tipologia low alcol ed essere riconoscibile agli occhi dei consumatori, così come avviene per i no alcol. Il direttore [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em> Il pressing del Consorzio DOC Delle Venezie, che chiede la possibilità di distinguersi anche per la tipologia low alcol ed essere riconoscibile agli occhi dei consumatori, così come avviene per i no alcol. Il direttore Sequino: &#8220;C&#8217;è tempo fino a fine 2026&#8221;</em></p>
<p>Il vino a <strong>bassa gradazione naturale</strong>, all’interno dell’ampia famiglia dei <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/no-alcol-analisi-circana-wine-paris/">vini no-low alcol</a> che si possono produrre in Europa e <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/investimenti-cantine-italiane-impianti-dealcolazione-vino/">anche in Italia</a>, deve avere una specifica <strong>indicazione in etichetta</strong>, che consenta a questa tipologia di <strong>distinguersi</strong> favorendo l’informazione nei confronti dei <strong>consumatori.</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/vini-a-bassa-gradazione-alcolica-il-delle-venezie-dop-protagonista-del-confronto-europeo/" target="_blank" rel="noopener">L’appello è stato lanciato dal Consorzio del <strong>Doc Delle Venezie</strong> </a>nel corso del convegno <em>Il vino cambia: sfide ed opportunità. Il Pacchetto Vino e le sue prime applicazioni</em>, organizzato da Unione dei giuristi della vite e del vino, la Camera civile di Mantova e Legal hackers Mantova, sabato 13 giugno presso la Cantina di Quistello.</p>
<h4>Modifiche normative</h4>
<p>L’ente di tutela presieduto da <strong>Luca Rigotti</strong> , che ha appena <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/pinot-grigio-venezie-riduzione-rese/">annunciato i provvedimenti per il controllo delle produzioni nella vendemmia 2026</a>, è al lavoro da almeno un anno su un vasto progetto, ad ampio spettro, che dovrebbe portare la denominazione a produrre <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/pinot-grigio-protocollo-basso-grado-naturale/">un Pinot grigio Doc a bassa gradazione naturale</a>. Progetto molto lungo, delicato, che si incrocia con la necessità di introdurre nella Doc <a href="https://www.gamberorosso.it/vino/pinot-grigio-doc-vitigni-resistenti/">i vitigni resistenti</a>, coinvolge numerosi enti di ricerca universitari e su cui il direttore <strong>Stefano Sequino</strong> spiega che non ci sono tempi definiti per la conclusione, dal momento che la sperimentazione sarà applicata anche alle uve della campagna 2026/27.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/vini-bassa-gradazione-naturale-indicazione-etichetta-proposta-consorzio-doc-delle-venezie/" target="_blank" rel="noopener">Gambero Rosso.it</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Agricoltura, Masaf: &#8220;Con Cabina di regia in Italia più controlli, più efficaci&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/agricoltura-masaf-con-cabina-di-regia-in-italia-piu-controlli-piu-efficaci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 07:33:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[caporalato]]></category>
		<category><![CDATA[CONTROLLI]]></category>
		<category><![CDATA[frodi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[tutela agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oltre 315mila controlli (+25,7% sul 2021), efficacia oltre il 50%: sono i risultati della Cabina di Regia per i controlli nel settore agroalimentare. Uno strumento per la repressione di frodi e caporalato. &#8220;Con l&#8217;istituzione della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Oltre 315mila controlli (+25,7% sul 2021), efficacia oltre il 50%: sono i risultati della Cabina di Regia per i controlli nel settore agroalimentare. Uno strumento per la repressione di frodi e caporalato.</em></p>
<p>&#8220;Con l&#8217;istituzione della Cabina di Regia, approvata con la legge di Tutela dell&#8217;Agroalimentare del 15 aprile scorso, abbiamo reso permanente il confronto tra le Forze dell&#8217;Ordine e gli organismi deputati al controllo nel settore agroalimentare. Lo abbiamo fatto perché i numeri parlano da soli. Non solo con la Cabina di regia i controlli sono aumentati, ma è aumentata anche la loro efficacia. Nella Cabina di regia infatti, tutti gli operatori preposti ai controlli, ma anche le associazioni agricole, si confrontano scegliendo al meglio il settore da controllare secondo un indice di rischio, si evitano così le sovrapposizioni evitando così vessazioni su imprenditori onesti e si liberano risorse per contrastare chi non gioca secondo le regole e contrastare fenomeni inaccettabili come il caporalato. Il valore del Made in Italy agroalimentare si protegge e si preserva solo se le regole vengono fatte rispettare. Oggi, nella prima riunione ufficiale della Cabina di regia abbiamo analizzato il nuovo piano dei controlli che prevede controlli congiunti rafforzati, l&#8217;inserimento di categorie merceologiche che saranno oggetto dei controlli rafforzati e l&#8217;attività da svolgere nei porti per i prodotti di importazione sui residui dei pesticidi e rendere effettivo il principio di reciprocità. Dal 2026 stiamo conducendo questi controlli specifici nei porti di Genova, Napoli, Salerno e Trieste e a breve avremo i risultati. Non permetteremo mai che i prodotti che non seguono le nostre regole entrino indisturbati nel mercato italiano ed europeo&#8221;, lo dichiara al termine della prima riunione della Cabina di Regia sui prodotti Agroalimentari il ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste <strong>Francesco Lollobrigida</strong>.</p>
<p>La Cabina di Regia è stata istituita il 15 aprile 2026 con l&#8217;approvazione del disegno di legge sulla Tutela Agroalimentare con la quale si istituzionalizza e si rende permanente l&#8217;organo insieme ad altre misure per migliorare la tracciabilità e le informazioni sulla filiera dei prodotti agroalimentari e quindi garantire al massimo la salute dei cittadini che acquistano e consumo questi prodotti.</p>
<h4>I RISULTATI DELLA CABINA DI REGIA</h4>
<p>Nel quinquennio 2021-2025, il numero complessivo dei controlli nel settore agroalimentare è cresciuto del 25,7%, passando da 251.659 a 315.308 interventi. Le attività, svolte da ICQRF, Carabinieri (CUFAA e NAS), Capitanerie di Porto, Guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, AGEA (Agecontrol) e Polizia di Stato, sono state sempre più coordinate. In particolare, i controlli congiunti, che coinvolgono almeno due enti nello stesso intervento, sono quasi raddoppiati tra il 2023 e il 2025, passando da 1.127 a 2.174 (+93%). Si tratta di un risultato che conferma l&#8217;efficacia del modello della Cabina di Regia, istituita presso il MASAF nel 2023 per favorire lo scambio di informazioni, ridurre le sovrapposizioni e concentrare i controlli sui contesti a maggiore rischio di frode, a tutela dei consumatori e degli operatori onesti.</p>
<p>Controlli più mirati hanno portato a un aumento delle irregolarità accertate, dei sequestri e delle segnalazioni all&#8217;Autorità giudiziaria, dimostrando una maggiore capacità di intercettare frodi lungo le filiere. Il CUFAA, per esempio, ha registrato un incremento della quota di attività irregolari: se nel 2021 un&#8217;attività su tre risultava irregolare, nel 2025 più di una su due ha evidenziato irregolarità, confermando la precisione della selezione preventiva degli obiettivi. Nel settore della ristorazione etnica, nel 2025 le Capitanerie di Porto hanno accertato 415 illeciti su 594 ispezioni, mentre nel comparto vitivinicolo, oleario e lattiero-caseario, 137 controlli da parte dell&#8217;ICQRF su 101 strutture hanno rilevato 66 irregolarità con 78 denunce e circa 1.000 tonnellate di alimenti sequestrati.</p>
<h4>STRUMENTI PER IL CONTRASTO AL CAPORALATO</h4>
<p>La Cabina di Regia ha come fine quello di contrastare con strumenti più efficaci fenomeni di illegalità nel mondo agroalimentare. Il caporalato, oltre a essere un fenomeno inaccettabile perché aliena i diritti dei lavoratori e delle persone, arreca un indebito vantaggio agli imprenditori che decidano di approvvigionarsi di manodopera in nero. Agea ha dato vita a una piattaforma dati di nome &#8220;Cassandra&#8221; ed è il luogo in cui si concentrano le informazioni sulle imprese, per le quali Inps fornisce i dati di sua competenza. In questo luogo, facendo controlli incrociati, si può estrapolare un fattore di rischio e portarlo poi all&#8217;attenzione dei componenti della Cabina di Regia che procederanno con controlli mirati.</p>
<p>Ad esempio, se l&#8217;azienda &#8220;Bianca&#8221; ha una estensione di 50 ettari e possiede due trattori dovrebbe avere almeno 10 dipendenti. Se dal fascicolo di impresa si evince che i lavoratori in forze sono in numero inferiore, l&#8217;azienda ha un fattore di rischio elevato e subirà controlli. Questo serve non solo per fare emergere il lavoro irregolare, ma anche per dare vita a un sistema di incentivi che porti le aziende agricole all&#8217;iscrizione nel registro delle imprese agricole di qualità. Una sorta di patente che permetterà di assegnare nelle gare pubbliche premialità alle imprese virtuose.</p>
<h4>IL RUOLO DEL REGISTRO UNICO</h4>
<p>Un contributo decisivo arriva anche dall&#8217;uso integrato delle banche dati, tra cui il RUCI &#8211; Registro Unico dei Controlli Ispettivi, che consente di eliminare i doppi controlli diminuendo quello che in gergo viene chiamato &#8220;controllo vessatorio&#8221;. Da notare che l&#8217;inserimento dei controlli nel RUCI ha registrato una crescita esponenziale, passando da poche decine di unità nel 2016 a oltre 30 mila nuovi controlli nel 2025, con un incremento di più del 300% negli ultimi cinque anni. Anche l&#8217;attività di consultazione del Registro è in forte aumento, segno di un utilizzo sempre più frequente dello strumento da parte degli organi competenti. Siamo passati da poco più di 19 mila accessi nel 2016 a oltre 60 mila accessi nel 2025, con un incremento di quasi l&#8217;80 % negli ultimi cinque anni.</p>
<p>Questi numeri confermano che la cooperazione tra gli Enti della Cabina di Regia e l&#8217;utilizzo di strumenti di analisi del rischio hanno permesso una maggiore efficienza nei controlli, evitando verifiche inutili su operatori corretti e ottimizzando le ispezioni lungo l&#8217;intera filiera, a tutela del Made in Italy e degli imprenditori onesti.</p>
<h4>NUOVO PIANO OPERATIVO</h4>
<p>Nel corso della riunione è stato analizzato il Piano Operativo dei Controlli (POC) 2026, che introduce importanti novità per rafforzare ulteriormente la tutela del comparto agroalimentare italiano. In particolare, il POC 2026 prevede:<br />
&#8211; il rafforzamento dei controlli congiunti e l&#8217;introduzione dei controlli congiunti rafforzati, con il coinvolgimento di almeno tre enti di vigilanza;<br />
&#8211; l&#8217;inserimento del settore delle conserve di pomodoro tra i comparti oggetto di specifiche campagne di controlli rafforzati (olio d&#8217;oliva, ortofrutta, lattiero-caseario, cerealicolo e conserve di pomodoro), coordinate da un Ente &#8220;pilota&#8221;;<br />
&#8211; una maggiore attenzione ai prodotti di importazione anche in relazione agli accordi internazionali, con controlli mirati presso porti e valichi di confine per verificare tracciabilità, sicurezza alimentare e benessere animale. Le analisi del rischio si baseranno anche sulla stagionalità e sulla territorialità.</p>
<p>La Cabina di Regia continuerà a promuovere azioni di controllo mirate e campagne straordinarie lungo tutta la filiera agroalimentare, confermando il ruolo centrale del MASAF nella tutela della legalità e nella valorizzazione delle produzioni italiane.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/cabina-regia-controlli-agroalimentari-italia-lollobrigida-masaf-2026" target="_blank" rel="noopener"><strong>Masaf &#8211; Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/agricoltura-masaf-con-cabina-di-regia-in-italia-piu-controlli-piu-efficaci/">Agricoltura, Masaf: &#8220;Con Cabina di regia in Italia più controlli, più efficaci&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Vino, dal Rosé alla sottozona &#8220;Terre di Vinci&#8221;: ecco le novità del nuovo disciplinare del Chianti DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-dal-rose-alla-sottozona-terre-di-vinci-ecco-le-novita-del-nuovo-disciplinare-del-chianti-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 07:42:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Entrano in vigore le nuove regole della denominazione: nasce il Chianti DOP Rosé, debutta la sottozona Terre di Vinci e si rafforzano controlli e tracciabilità. Busi, Consorzio Vino Chianti: “Punto di equilibrio tra identità e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Entrano in vigore le nuove regole della denominazione: nasce il Chianti DOP Rosé, debutta la sottozona Terre di Vinci e si rafforzano controlli e tracciabilità. Busi, Consorzio Vino Chianti: “Punto di equilibrio tra identità e innovazione”</i>.</p>
<p>Il <strong>Chianti DOP </strong>si rafforza e rilancia con l&#8217;entrata in vigore del <strong>nuovo disciplinare di produzione</strong>, approvato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. È il più significativo aggiornamento degli ultimi anni, frutto del percorso avviato dal <a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/5523/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vino Chianti</strong></a> nel 2020 per adeguare la denominazione all’evoluzione del settore.</p>
<p>Debutta il<strong> Chianti DOP Rosé,</strong> una nuova tipologia pensata per ampliare l’offerta della denominazione in un segmento in costante crescita sul mercato italiano e su quelli internazionali. E viene introdotta la nuova sottozona “Terre di Vinci”, che entra ufficialmente nella geografia del Chianti DOP valorizzando un’area di grande rilievo storico e vitivinicolo, legata alla terra natale di Leonardo da Vinci, dopo un lungo percorso voluto fermamente dalle aziende del territorio.</p>
<p>Si rafforzano i <strong>controlli</strong> a tutela della trasparenza e dei consumatori. Diventa obbligatorio ottenere il certificato di idoneità dell’Organismo di Controllo prima del trasferimento delle partite delle DOP Chianti e Chianti Superiore destinate alla commercializzazione. È inoltre prevista la comunicazione preventiva allo stesso organismo per il trasferimento di vino nuovo ancora in fermentazione destinato alla DOP.</p>
<p><em>“Queste modifiche rappresentano il punto di equilibrio tra identità e innovazione </em>– commenta <strong>Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti</strong><em>. Da una parte continuiamo a difendere gli elementi che hanno reso il Chianti uno dei vini italiani più conosciuti nel mondo; dall’altra introduciamo strumenti che consentono alle aziende di affrontare con maggiore efficacia le sfide del mercato e del cambiamento climatico”</em>.</p>
<p><em>“Il nuovo Rosé ci permette di entrare in un segmento in espansione, tanto più in un periodo particolare come quello estivo in cui solitamente il Chianti subisce un naturale rallentamento nelle vendite. Questo nuovo disciplinare </em>&#8211; conclude <strong>Busi</strong> &#8211; <em>è il risultato di un lavoro condiviso con la filiera che guarda al futuro senza rinunciare alla nostra storia”</em>.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziovinochianti.it/vino-dal-rose-alla-sottozona-terre-di-vinci-ecco-le-novita-del-nuovo-disciplinare-del-chianti-docg/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Vino Chianti</strong> </a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-dal-rose-alla-sottozona-terre-di-vinci-ecco-le-novita-del-nuovo-disciplinare-del-chianti-dop/">Vino, dal Rosé alla sottozona &#8220;Terre di Vinci&#8221;: ecco le novità del nuovo disciplinare del Chianti DOP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Vini a bassa gradazione alcolica: il Delle Venezie DOP protagonista del confronto europeo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vini-a-bassa-gradazione-alcolica-il-delle-venezie-dop-protagonista-del-confronto-europeo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 07:10:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[No-Lo]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal convegno sugli effetti del Reg. (UE) 2026/471, c.d. pacchetto vino, promosso da UGIVI, il Consorzio DOC Delle Venezie rilancia il tema del Pinot Grigio a basso contenuto alcolico naturale, una delle principali sfide per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal convegno sugli effetti del Reg. (UE) 2026/471, c.d. pacchetto vino, promosso da UGIVI, il Consorzio DOC Delle Venezie rilancia il tema del Pinot Grigio a basso contenuto alcolico naturale, una delle principali sfide per il futuro della viticoltura europea</em></p>
<p>Il Consorzio DOC Delle Venezie ha portato al centro del dibattito europeo sul futuro del vino il tema della bassa gradazione alcolica naturale in occasione del convegno <em>“Il vino cambia: sfide ed opportunità. Il Pacchetto Vino e le sue prime applicazioni”</em>, organizzato da <strong>UGIVI – Unione dei Giuristi della Vite e del Vino</strong>, la Camera Civile di Mantova e Legal Hackers Mantova, svoltosi sabato 13 giugno presso la Cantina di Quistello. L’iniziativa, dedicata all’analisi delle novità introdotte dal Reg. (UE) 2026/471, ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, professionisti e rappresentanti del settore vitivinicolo sui cambiamenti che stanno interessando il comparto.</p>
<p>Nel corso della tavola rotonda conclusiva, moderata dal giornalista Giulio Somma, che ha riunito alcuni tra i principali esponenti del mondo vitivinicolo nazionale ed europeo, <strong>Luca Rigotti</strong>, Presidente del Consorzio DOC Delle Venezie, nonché Presidente del Settore Vino di Confcooperative e del Gruppo di Lavoro Vino di Copa-Cogeca e il Direttore del Consorzio DOC Delle Venezie, <strong>Stefano Sequino</strong> hanno richiamato l’attenzione su una delle questioni più strategiche per il futuro del settore: <strong>la produzione di vini a bassa gradazione alcolica naturale, ottenuti a partire dal vigneto attraverso specifiche pratiche colturali ed agronomiche e non mediante processi meccanici di dealcolazione in cantina</strong>.</p>
<p>Un tema che il Consorzio DOC Delle Venezie segue e approfondisce da tempo e che rappresenta oggi uno degli ambiti di ricerca e innovazione più significativi per il sistema del Pinot Grigio del Triveneto e non solo. Già in occasione del <a href="https://4j0gt.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsDg0irXlPPXcx0CzoNYOI/qDeOamD4eEDS"><strong>convegno annuale del Consorzio, svoltosi a Trento nel novembre 2025</strong></a>, il dibattito aveva evidenziato la necessità di individuare nuove risposte alle trasformazioni del mercato e agli effetti del cambiamento climatico sulla viticoltura.</p>
<p>L’interesse crescente verso i vini a ridotto contenuto alcolico trova infatti riscontro nelle dinamiche dei mercati internazionali. Le più recenti analisi evidenziano una crescita costante del segmento No and Low Alcohol (NoLo), sostenuta dall’evoluzione delle abitudini di consumo, da una maggiore attenzione alla moderazione e dal crescente interesse delle giovani generazioni verso prodotti capaci di coniugare qualità, equilibrio e sostenibilità. In particolare, nei principali mercati internazionali, <strong>il comparto low-alcohol continua a registrare tassi di crescita particolarmente evidenti</strong> che negli USA – primo mercato di riferimento della DOC nordestina – sono stimati tra il +15% e il +18% nel periodo 2024–2028, con un valore complessivo atteso prossimo ai 4–5 miliardi di dollari entro il 2028, aprendo nuove opportunità per le produzioni vitivinicole di qualità.</p>
<p>Accanto alle esigenze del mercato, anche il cambiamento climatico sta imponendo nuove riflessioni al comparto viticolo. L’aumento delle temperature medie e l’anticipo dei processi di maturazione stanno infatti determinando un progressivo incremento del potenziale alcolico delle uve, rendendo sempre più necessario individuare strumenti agronomici capaci di preservare l’equilibrio qualitativo e sensoriale dei vini. In questo contesto, la produzione di vini a bassa gradazione alcolica naturale potrà rappresentare una concreta strategia di adattamento.</p>
<p>Proprio in questa direzione si inserisce il <strong>percorso avviato dal Consorzio DOC Delle Venezie, promotore di un percorso di ricerca con l’obiettivo di fornire ai produttori strumenti tecnici e scientifici </strong>che consentano di tutelare l’identità varietale e la tipicità territoriale del Pinot Grigio DOC Delle Venezie ma nel contempo ottenere dei vini di elevata qualità più contenuti sul fronte del contenuto alcolico.</p>
<p>Non ultimo, nel corso del confronto è emersa la necessità di un <strong>adeguato riconoscimento normativo per questa specifica tipologia produttiva</strong>. I vini a bassa gradazione alcolica naturale, infatti, si distinguono nettamente dai vini dealcolati e parzialmente dealcolati in quanto la riduzione del contenuto alcolico è il risultato di interventi effettuati direttamente in vigneto e non mediante l’applicazione in cantina di tecnologie di sottrazione dell’alcol etilico.</p>
<p>“<em>Con l’avvio di un nuovo anno di sperimentazione finalizzato all’ottenimento di Pinot Grigio a bassa gradazione alcolica naturale prosegue un percorso che per il Consorzio DOC Delle Venezie presenta un valore strategico in termini di opportunità di posizionamento e ulteriori margini di competitività in un mercato in costante evoluzione</em> – ha dichiarato <strong>Stefano Sequino, Direttore del Consorzio DOC Delle Venezie</strong> – <em>Occorre inoltre riconoscere, anche sotto il profilo normativo e merceologico, la specificità dei vini a bassa gradazione alcolica naturale, distinguendoli in modo chiaro dai vini dealcolati e parzialmente dealcolati. Si tratta infatti di una tipologia produttiva profondamente diversa, in cui la riduzione del contenuto alcolico deriva da scelte agronomiche e gestionali effettuate in vigneto, e non dall’impiego di successivi interventi tecnologici in cantina. Una distinzione sostanziale </em>– ha concluso Sequino –<em> che può aprire nuove opportunità per le imprese e che merita di essere adeguatamente valorizzata e comunicata anche nei confronti del consumatore”.</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://4j0gt.r.sp1-brevo.net/mk/mr/sh/1t6AVsd2XFnIGLpGcnBz0NDmJf83JS/Ahar4WOqxHW0" target="_blank" rel="noopener"><strong><span dir="auto">Consorzio DOC delle Venezie</span></strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/20.-CS-DOC-delle-Venezie_Convegno-UGIVI-13giugno_Basso-grado-naturale.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Low alcol e no alcol, nuova frontiera del vino</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/low-alcol-e-no-alcol-nuova-frontiera-del-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 08:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[No-Lo]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Racconto di uno stimolante dibattito sul palco di Identità Milano, per capire se questi siano prodotti legati a una moda o se abbiano invece un futuro. Ma prima di tutto rappresentano un cambiamento culturale Per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Racconto di uno stimolante dibattito sul palco di Identità Milano, per capire se questi siano prodotti legati a una moda o se abbiano invece un futuro. Ma prima di tutto rappresentano un cambiamento culturale</em></p>
<p>Per una volta partiamo dalla conclusione: alla domanda <strong>“Low-Alcol e NO-Alcol: solo una tendenza o il futuro?”</strong>, tema dell’incontro guidato da Cinzia Benzi sul <em>Main Stage</em> di <strong><em>Identità Milano 2026</em>,</strong> al momento non esiste una risposta univoca.</p>
<p>Ma il solo fatto di riuscire a discuterne, a confrontarsi e – comunque – a guardare al futuro del mondo beverage, è un fattore positivo, per evitare di “fossilizzarsi” o di proseguire sulla propria strada con il paraocchi, senza accorgersi magari che il mondo sta prendendo un’altra direzione.</p>
<p>Il dibattito ha coinvolto vari protagonisti, interessati al discorso sui low e no alcol a vario titolo Eleonora Spadotto di Lea Winery, Federico Veronesi di Signorvino, Francesca Argentero, Giovanni Rastrelli e Luca Argentero (l’attore non ha potuto intervenire ma ha mandato un suo contributo video) di Sodamore, Marzia Varvaglione, Presidente CEEV (Comité Européen des Entreprises Vins), che ha mandato un suo contributo video, e <strong>Stefano Ricagno, presidente Consorzio dell’Asti DOP</strong>.</p>
<p>Proprio Ricagno ha rotto il ghiaccio, confermando come <strong>gli Spumanti dell’Asti DOP rispecchino già naturalmente una richiesta di prodotti a basso contenuto di alcol.</strong> «Siamo il Consorzio low alcol per eccellenza. È una <em>Denominazione</em> con 90 anni, rappresentiamo la storia dello spumante d’Italia, grazie a Carlo Gancia. Già all’epoca non aveva fatto altro che seguire le caratteristiche dell’uva, il <em>Moscato</em>, creando un vino tra i 5 e i 7 gradi, ma con maggiore presenza di zucchero».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.identitagolose.it/sito/it/476/46177/ig2026-identita-future/low-alcol-e-no-alcol-nuova-frontiera-del-vino-ancora-da-interpretare.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Identità golose web</strong></a></p>
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		<title>Dati, sensori e blockchain nel piatto: anche il cibo entra nell’era digitale</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dati-sensori-e-blockchain-nel-piatto-anche-il-cibo-entra-nellera-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 07:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[agritech]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[Blockchain]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Innovazione. Dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria soluzioni avanzate per seguire il percorso dei prodotti agroalimentari, contrastare le frodi e rafforzare la fiducia lungo tutta la filiera, valorizzando al contempo qualità, origine e autenticità dei prodotti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Innovazione. Dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria soluzioni avanzate per seguire il percorso dei prodotti agroalimentari, contrastare le frodi e rafforzare la fiducia lungo tutta la filiera, valorizzando al contempo qualità, origine e autenticità dei prodotti</em></p>
<p>L a potremmo definire una scena del crimine sui generis. I detective di nuova generazione, armati di tecnologie innovative e a caccia di prove tangibili di Dna, oggi lavorano in quel percorso di trasformazione della materia agricola che dal campo arriva alla tavola. È lì che si gioca una delle sfide più importanti dell’innovazione agroalimentare. D’altronde se l’<strong>agritech</strong> guarda alla produzione agricola, il <strong>foodtech</strong> si concentra sulla <strong>trasformazione</strong>, sul <strong>controllo</strong>, sulla <strong>sicurezza</strong> e quindi sulla qualità del cibo che arriva sulle nostre tavole.</p>
<p>Un mercato globale che per Global market insights supererà i 460 miliardi di dollari entro il 2034, con una crescita annuale stimata attorno all’8%, mentre in Italia l’ecosistema delle startup foodtech ha raccolto lo scorso anno 121,6 milioni di euro, in crescita del +18% sull’anno precedente.</p>
<h4>La tecnologia di Spoke 9</h4>
<p>A questo comparto guarda lo <strong>Spoke 9 del Centro nazionale agritech</strong> finanziato dal ministero della Ricerca nell’ambito del Pnrr e dedicato alle tecnologie emergenti e alle <strong>metodologie innovative per tracciabilità e certificazione dei prodotti agroalimentari</strong>. Nell’Università Mediterranea di Reggio Calabria il Focuss Lab – acronimo che sta per food chemistry, authentication, safety and sensoromic laboratory – sta sviluppando soluzioni avanzate per monitorare e autenticare gli alimenti lungo l’intera filiera. Infatti il laboratorio opera sulla chimica degli alimenti. In pratica si occupa dell’impatto dei processi industriali sulla qualità del cibo e sulle caratteristiche compositive, organolettiche e funzionali, oltre che sulla sicurezza.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>I benefici della digitalizzazione</h4>
<p>La digitalizzazione diventa alleato strategico. I dati raccolti dai sistemi sviluppati possono essere integrati con <strong>sensori, QRCode evoluti e piattaforme blockchain per garantire trasparenza, tracciabilità e fiducia lungo tutta la filiera.</strong></p>
<p><strong>Un approccio che unisce ricerca, industria alimentare e tecnologie digitali</strong>, trasformando la qualità alimentare da promessa a evidenza scientifica verificabile. Ma c’è di più. Il lavoro sui marker chimici e genetici consente di <strong>certificare autenticità e origine di prodotti simbolo del Mediterraneo come miele, olio di oliva extravergine e liquirizia</strong>.</p>
<p>«Per esempio dallo studio del fingerprinting metabolomico della <strong>Liquirizia di Calabria DOP</strong> è emerso che rapporti quali-quantitativi e alcune specifiche sostanze possono essere utilizzate come marker di origine della liquirizia calabrese rispetto a quella di altra origine geografica. Tutto ciò ha permesso di selezionare diversi marcatori che possono essere utilizzati per la tracciabilità ed identificazione varietale in quanto considerati geni barcode», , afferma Mariateresa Russo, professoressa di chimica degli alimenti all’Università Mediterranea di Reggio Calabria e presidente della società italiana di chimica degli alimenti.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Il Bianco di Pitigliano DOP festeggia 60 anni, a giugno un convegno tra storia, ricerca e prospettive future</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-bianco-di-pitigliano-dop-festeggia-60-anni-a-giugno-un-convegno-tra-storia-ricerca-e-prospettive-future/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 07:46:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio di Tutela DOC Bianco di Pitigliano e Sovana celebra i 60 anni della DOC Bianco di Pitigliano con un importante appuntamento dedicato alla storia, alla ricerca e alle prospettive future della viticoltura locale. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio di Tutela DOC Bianco di Pitigliano e Sovana celebra i 60 anni della DOC Bianco di Pitigliano con un importante appuntamento dedicato alla storia, alla ricerca e alle prospettive future della viticoltura locale.</em></p>
<p>L’evento, dal titolo <strong>“60 anni della DOC Bianco di Pitigliano – Un patrimonio millenario che guarda al futuro”</strong>, si svolgerà sabato <strong>20 giugno alle ore 11.00</strong> <strong>presso i locali della Cantina Cooperativa di Pitigliano</strong> e vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti del mondo accademico, istituzionale e vitivinicolo. Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del Sindaco di Pitigliano Giovanni Gentili e del Presidente della Cantina di Pitigliano Paolo Spicci. Il convegno sarà moderato dal giornalista Paolo Mastracca e offrirà un momento di approfondimento sul valore storico, culturale e produttivo di una denominazione che rappresenta una delle espressioni più significative dell’enologia toscana.</p>
<p>Tra i relatori interverranno:</p>
<ul>
<li><strong>Mario Fregoni</strong>, Professore Emerito dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, sede di Piacenza, e membro dell’Accademia della Vite e del Vino;</li>
<li><strong>Claudio D’Onofrio</strong>, Professore Università di Pisa; e membro dell’Accademia della Vite e del Vino;</li>
<li><strong>Paolo Storchi</strong>, Direttore del CREA di Arezzo e membro dell’Accademia della Vite e del Vino;</li>
<li><strong>Sandro Conticelli</strong>, Università di Firenze;</li>
<li><strong>Ines Tescione</strong>, Funzionario Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energeticsa;</li>
<li><strong>Angelo Biondi</strong>, Professore e storico del territorio;</li>
<li><strong>Giancarlo Spezia</strong>, Ingegnere</li>
</ul>
<p>Le <strong>conclusioni saranno affidate a Edoardo Ventimiglia</strong>, vicepresidente del Consorzio, che proporrà un excursus storico sull’evoluzione del Consorzio e della denominazione, e a <strong>Stefano Formiconi</strong>, presidente del Consorzio di Tutela Bianco di Pitigliano e Sovana DOC, con un intervento dedicato allo stato attuale e alle prospettive della viticoltura locale.</p>
<p>L’iniziativa vuole essere non soltanto una celebrazione di un importante anniversario, ma anche un’occasione di confronto sulle sfide che attendono il settore vitivinicolo, tra sostenibilità, cambiamenti climatici, valorizzazione delle produzioni di qualità e promozione del territorio.</p>
<p>La giornata proseguirà alle ore 18.00 in Piazza della Fortezza Orsini, dove si svolgerà “Pitigliano DOC”, evento dedicato alle degustazioni dei vini del territorio a cura dell&#8217;Associazione Cantine nel Tufo, offrendo al pubblico l’opportunità di conoscere e assaporare le diverse interpretazioni di una tradizione vitivinicola che affonda le proprie radici nella storia millenaria di Pitigliano e della Città del Tufo.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di tutela DOC Bianco di Pitigliano e Sovana</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/CS_60-anni-DOC-20-giugno-2026-Pitigliano.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/LOCANDINA_CONVEGNO_DOC_PITGILIANO.jpeg" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO</a></p>
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		<title>Dalla tavola al biocarburante. E ora il &#8220;bollino&#8221; anche per l&#8217;IA</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dalla-tavola-al-biocarburante-e-ora-il-bollino-anche-per-lia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 10:38:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>II bilancio di Csqa, leader nelle certificazioni. Primo a certificare l&#8217;uso responsabile dell&#8217;intelligenza artificiale e tra i primi nella cybersecurity Crescono i servizi Ricavi a 37,4 milioni L&#8217;ultima frontiera è l&#8217;intelligenza artificiale. Il Csqa di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>II bilancio di Csqa, leader nelle certificazioni. Primo a certificare l&#8217;uso responsabile dell&#8217;intelligenza artificiale e tra i primi nella cybersecurity Crescono i servizi Ricavi a 37,4 milioni</em></p>
<p><strong>L&#8217;ultima frontiera è l&#8217;intelligenza artificiale</strong>. Il <strong>Csqa</strong> di Thiene è stato il primo ente in Italia ad aver ottenuto l&#8217;accreditamento per il rilascio della <strong>certificazione nell&#8217;ambito dell&#8217;IA</strong>.</p>
<p>«Come a suo tempo le Iso 9000 hanno insegnato a fare qualità, così oggi la Iso 42001 aiuterà a gestire la nuova tecnologia con regole, stabilite a livello europeo, per un uso responsabile ed etico». Dalla tavola all&#8217;IA un passo lungo 35 anni che ora accelera.</p>
<p><strong>Pietro Bonato</strong>, bassanese, tra i fondatori del Csqa nel 1990, è presidente dell&#8217;organismo di certificazione a controllo pubblico (90,32% di Veneto Agricoltura) con 300 dipendenti, 500 ispettori, 12 sedi tra cui una in Polonia. <strong>È stato il primo ente italiano accreditato nel &#8220;food&#8221;</strong> e l&#8217;esperienza delle certificazioni legate al cibo lo ha proiettato a garantire processi e sistemi di gestione nei settori più svariati: qualità, ambiente, energia, sicurezza sul lavoro, information security, responsabilità sociale.</p>
<p>&#8220;<strong>Tra i primi nel campo della cybersicurezza</strong> ha certificato &#8211; ricorda Bonato &#8211; nomi prestigiosi dalla Banca d&#8217;Italia all&#8217;Inps, dal Ministero della Difesa all&#8217;Università Bocconi. Crescono i servizi e i conti accelerano&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Giornale di Vicenza</strong></p>
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		<item>
		<title>Certificazione, sostenibilità e cybersecurity. Ecco i conti di Csqa</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/certificazione-sostenibilita-e-cybersecurity-ecco-i-conti-di-csqa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 08:21:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’organismo di certificazione CSQA ha chiuso il 2025 con risultati economici che confermano un percorso di crescita solido e strutturato, con ricavi complessivi che hanno raggiunto i 37,4 milioni di euro, con una crescita del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/certificazione-sostenibilita-e-cybersecurity-ecco-i-conti-di-csqa/">Certificazione, sostenibilità e cybersecurity. Ecco i conti di Csqa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’organismo di certificazione CSQA ha chiuso il 2025 con risultati economici che confermano un percorso di crescita solido e strutturato, con ricavi complessivi che hanno raggiunto i 37,4 milioni di euro, con una crescita del 6,4%. Il ruolo dei biocarburanti</em></p>
<p>Crescono i conti di CSQA. Il primo organismo di certificazione in Italia nel settore agroalimentare e nel controllo e valorizzazione di prodotti Dop, Igt e Stg e attivo anche nella sostenibilità, servizi digitali e sicurezza IT, sanità e salute e formazione, ha chiuso il 2025 con risultati economici che confermano un percorso di crescita solido e strutturato. Nel corso dello scorso anno, i ricavi complessivi hanno infatti raggiunto i 37,4 milioni di euro, con una crescita del 6,4% rispetto agli obiettivi di piano industriale. Particolarmente significativo il risultato del margine operativo lordo, che ha raggiunto i 2,6 milioni di euro, con un’incidenza percentuale del 6,9% sul valore dei ricavi.</p>
<p>I risultati, spiega una nota, “evidenziano la capacità di CSQA di intercettare e guidare le principali evoluzioni del mercato della certificazione, soprattutto negli ambiti della sostenibilità dei bioliquidi e biocarburanti, del benessere animale e di altri schemi ad alto valore strategico, dove si registra una crescente domanda di conformità, trasparenza e garanzia da parte delle imprese e delle istituzioni”. A trainare la crescita sono stati in particolare i comparti legati agli schemi regolamentati, per le quali l’Autorità competente ha definito obblighi e tempistiche in materia di certificazione, oltre allo sviluppo delle attività collegate alla sostenibilità, alla digitalizzazione e alla sicurezza delle informazioni.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://formiche.net/2026/05/certificazione-sostenibilita-e-cybersecurity-ecco-i-conti-di-csqa/#content" target="_blank" rel="noopener"><strong>Formiche.net</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/certificazione-sostenibilita-e-cybersecurity-ecco-i-conti-di-csqa/">Certificazione, sostenibilità e cybersecurity. Ecco i conti di Csqa</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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