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	<title>ITALIAN SOUNDING &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>ITALIAN SOUNDING &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Italian sounding e dazi: vino e olio tra i più colpiti dalle pratiche scorrette</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/italian-sounding-e-dazi-vino-e-olio-tra-i-piu-colpiti-dalle-pratiche-scorrette/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 07:43:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Italian sounding e dazi: un tema che riguarda da vicino anche la Maremma con 7mila aziende olivicole e una su due produce olio EVO Toscano IGP. Italian sounding, codice doganale e dazi sono costati oltre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Italian sounding e dazi: un tema che riguarda da vicino anche la Maremma con 7mila aziende olivicole e una su due produce olio EVO Toscano IGP.</em></p>
<p><strong>Italian sounding</strong>, codice doganale e dazi sono costati oltre 2 miliardi di euro al <strong>Made in Tuscany</strong> a tavola nel 2025 negli <strong>Stati Uniti</strong>. Tra i prodotti più colpiti ci sono <strong>vino</strong> e <strong>olio</strong> che da soli rappresentano il 90% delle esportazioni verso il mercato americano che resta, nonostante la frenata (-25%), il principale sbocco per l’agroalimentare toscano con 860 milioni di valore di export. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti diffusa in occasione del Summer Fancy Food a New York.</p>
<p>Reduce dall’assemblea del<strong> Consorzio Olio Toscano IGP</strong>, dove ha contribuito al dibattito sulle prospettive del settore, Giovanni Quaratesi, Head of Corporate and Global Affairs di ’Certified Origins’, ha analizzato lo stato del mercato statunitense dell’olio extravergine di oliva.</p>
<p>Un tema che riguarda da vicino anche la <strong>Maremma</strong> (7mila aziende olivicole e una su due produce Olio Toscano Igp) considerando che Certified Origins ha uno dei suoi principali stabilimenti a Braccagni, punto di riferimento per l’export dell’olio toscano e italiano verso i mercati internazionali. Il mercato americano è ancora un’opportunità per l’olio della Maremma?</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.lanazione.it/grosseto/cronaca/italian-sounding-e-dazi-sono-5d5bbfe1" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Nazione</strong></a></p>
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		<title>Azione legale negli USA contro il pelato non DOP definito &#8220;San Marzano&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/azione-legale-negli-usa-contro-il-pelato-non-dop-definito-san-marzano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 07:19:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ricorso di due cittadini californiani contro un prodotto generico definito &#8220;certified San Marzano&#8221;: «Etichetta sleale». Nel mirino i prodotti di una grande azienda del New Jersey Si fa presto a dire San Marzano. E [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il ricorso di due cittadini californiani contro un prodotto generico definito &#8220;certified San Marzano&#8221;: «Etichetta sleale». Nel mirino i prodotti di una grande azienda del New Jersey</em></p>
<p><strong>Si fa presto a dire San Marzano</strong>. E anche a scriverlo sull’etichetta frontale del barattolo in banda stagnata che di norma contiene i pomodori pelati. Ma non è detto che i consumatori ci credano. E, infatti, negli <strong>Stati Uniti, uno dei principali mercati dell’export del prodotto di eccellenza <a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/pomodoro-s-marzano-dellagro-sarnese-nocerino-dop/" target="_blank" rel="noopener">Pomodoro San Marzano dell’Agro Nocerino-sarnese DOP</a></strong>, due cittadini californiani hanno <strong>avviato una class action contro un vero e proprio colosso americano del pomodoro in scatola</strong>.</p>
<p><strong>Uno dei prodotti di punta dell’azienda «Cento Fine Food»</strong> con sede nel New Jersey, specializzata nella produzione, importazione e commercializzazione di cibo italiano, <strong>reca effettivamente in etichetta la dicitura San Marzano</strong>. E questo non è andato giù ai due ricorrenti. Del caso si è anche interessata la <a href="https://www.cbsnews.com/news/san-marzano-tomatoes-cento-products-lawsuit/" target="_blank" rel="noopener">Cbs News</a>.</p>
<p>In un articolo, dedicato al caso, della prestigiosa testata giornalistica, viene riportato che<strong> i querelanti affermano che l’etichetta «certified San Marzano» sia addirittura «falsa, fuorviante e sleale»</strong>. Sostengono inoltre che il prodotto «non abbia una designazione ufficiale da parte di un’autorità italiana competente in materia di pomodori».</p>
<p>In effetti sulle lattine e sul sito web, <strong>Cento dichiara che i suoi San Marzano sono certificati da un ente terzo, indipendente</strong>. Ma ciò, sempre <strong>secondo i ricorrenti, punterebbe solo a far credere che «si tratti dei famosi pelati San Marzano coltivati con il metodo tradizionale e certificati dal Consorzio di tutela del marchio Dop».</strong></p>
<p>E per rendere ancora più chiaro il proprio ragionamento si tira in ballo nientemeno che lo Champagne che «può essere prodotto solo nell’omonima regione francese».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Il fatto è che gli unici San Marzano sono quelli DOP, assistiti dal marchio comunitario. In altre parole il San Marzano o è DOP o non è.</p>
<p>Come <a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/500826/" target="_blank" rel="noopener"><strong>ribadiscono dal Consorzio di tutela</strong></a>. «Seguiamo — commenta il <strong>presidente Giampiero Manfuso</strong> — con grande interesse e particolare attenzione questa vicenda. La class action è in una fase istruttoria, non appena il procedimento sarà avviato, <strong>il Consorzio, se chiamato in causa, farà la sua parte al fianco dei consumatori americani</strong>. Indipendentemente dall’esito, <strong>valutiamo positivamente l’attenzione dei consumatori nel rivendicare la possibilità di scegliere il vero San Marzano</strong>, che è solo quello DOP, in ogni parte del mondo».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://napoli.corriere.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Corriere del Mezzogiorno</strong></a></p>
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		<item>
		<title>DOP casearie, dagli USA una nuova offensiva sui “nomi comuni”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-casearie-dagli-usa-una-nuova-offensiva-sui-nomi-comuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 07:02:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Senato americano torna a sostenere l’uso dei cosiddetti “nomi comuni” per i formaggi, riaprendo lo scontro con l’Europa sulle denominazioni d’origine. Al centro, il valore delle DOP italiane e la tutela della loro identità [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Senato americano torna a sostenere l’uso dei cosiddetti “nomi comuni” per i formaggi, riaprendo lo scontro con l’Europa sulle denominazioni d’origine. Al centro, il valore delle DOP italiane e la tutela della loro identità</em></p>
<p>La sfida tra formaggi italiani e statunitensi non si gioca più soltanto sui tavoli di assaggio, ma anche sul terreno, molto più delicato, della politica commerciale internazionale. Dopo il confronto agli <strong>International Cheese &amp; Dairy Awards di Stafford</strong>, dove la Nazionale italiana Formaggi di CheeseItaly ha ottenuto un risultato significativo nel rapporto tra prodotti iscritti e premiati, il dibattito si è spostato negli Stati Uniti, dove <a href="https://www.qualivita.it/news/usa-lagricultural-act-2026-riapre-il-fronte-dei-common-names-contro-le-indicazioni-geografiche/" target="_blank" rel="noopener">torna centrale il tema dei cosiddetti <strong>“common names”</strong></a>, i nomi ritenuti generici dall’industria americana e invece legati, per l’Unione europea, a precise identità territoriali e produttive. L’edizione 2026 dell’ICDA si è svolta a Stafford dal 24 al 26 giugno.</p>
<p>Al centro della discussione c’è l’iniziativa legislativa statunitense nota nel dibattito di settore come prosecuzione della battaglia avviata con il SAVE Act e rilanciata nel 2025 con il <strong><a href="https://www.congress.gov/bill/119th-congress/house-bill/2558/text">SAFETY Act</a> – Safeguarding American Food and Export Trade Yields Act</strong>. Il testo, introdotto al Senato il 1° aprile 2025, punta a preservare i mercati esteri per i prodotti commercializzati con “common names” e affida al Governo statunitense il compito di difendere questo diritto nei negoziati commerciali internazionali.</p>
<p>La portata del provvedimento è rilevante per il settore lattiero-caseario europeo e in particolare per quello italiano. Tra i nomi che il testo considera utilizzabili come “comuni” compaiono infatti <strong>Asiago, Fontina, Gorgonzola, Grana, Parmigiano, Pecorino, Ricotta e Romano</strong>, accanto ad altri termini legati all’agroalimentare come Bologna, Mortadella, Prosciutto e Salami. Il disegno di legge prevede inoltre che il Segretario all’Agricoltura coordini le proprie azioni con lo USTR, il rappresentante statunitense per il commercio, per assicurare ai produttori americani la possibilità di usare tali denominazioni sui mercati esteri.</p>
<p><u>[&#8230;]</u></p>
<p>La questione non è soltanto giuridica. È economica e riguarda direttamente la tenuta delle filiere certificate. Secondo il <strong><a href="https://www.ruminantia.it/wp-content/uploads/2026/07/20251126_CS01_DATI-GENERALI.pdf">XXIII Rapporto Ismea-Qualivita</a></strong>, la <strong>Dop economy italiana</strong> ha raggiunto nel 2024 un valore alla produzione di <strong>20,7 miliardi di euro</strong>, con un peso pari al 19% del fatturato agroalimentare nazionale. Il comparto dei formaggi DOP e IGP è uno degli assi portanti di questo sistema: nel 2024 ha registrato una crescita del +10,5%, mentre l’export dei prodotti DOP IGP ha raggiunto 12,3 miliardi di euro, con gli Stati Uniti primo mercato di destinazione per le esportazioni italiane certificate.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ruminantia.it/dop-casearie-dagli-usa-una-nuova-offensiva-sui-nomi-comuni/" target="_blank" rel="noopener">Ruminantia.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dop-casearie-dagli-usa-una-nuova-offensiva-sui-nomi-comuni/">DOP casearie, dagli USA una nuova offensiva sui “nomi comuni”</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>USA, l’Agricultural Act 2026 riapre il fronte dei “common names” contro le Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/usa-lagricultural-act-2026-riapre-il-fronte-dei-common-names-contro-le-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 06:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[tutela agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel disegno di legge agricola del Senato americano &#8220;Agricultural Act of 2026&#8221; una norma punta a difendere l’uso internazionale dei nomi considerati comuni. Tra gli esempi compaiono anche denominazioni di forte interesse per il sistema [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel disegno di legge agricola del Senato americano &#8220;Agricultural Act of 2026&#8221; una norma punta a difendere l’uso internazionale dei nomi considerati comuni. Tra gli esempi compaiono anche denominazioni di forte interesse per il sistema DOP IGP italiano</em></p>
<p>Il nuovo <a href="https://www.agriculture.senate.gov/agricultural-act-of-2026-farm-bill-20" target="_blank" rel="noopener"><strong>Agricultural Act of 2026</strong></a>, presentato al Senato degli Stati Uniti, contiene una disposizione di particolare rilevanza per il sistema europeo e italiano delle Indicazioni Geografiche. La sezione dedicata alla tutela dei cosiddetti <strong>“common names”</strong> mira infatti a preservare nei mercati esteri il diritto degli operatori statunitensi a utilizzare una serie di nomi agroalimentari considerati generici o di uso comune.</p>
<p>Il passaggio più delicato è contenuto nella sezione <strong>3201 – Preserving Foreign Markets for Goods Using Common Names</strong>, dove viene introdotta una definizione ampia di “common name”. Secondo il testo, un nome può essere considerato comune quando è ordinariamente o abitualmente utilizzato per un prodotto agricolo o alimentare, normalmente riportato sull’etichetta o sulla confezione e coerente con standard internazionali.</p>
<p>L’elemento di maggiore criticità per l’Italia riguarda l’elenco degli esempi riportati nel documento. Tra i nomi indicati come “common names” compaiono infatti termini di forte interesse per le filiere italiane, tra cui <strong>asiago, bologna, burrata, capocollo, fontina, gorgonzola, grana, mascarpone, mortadella, parmesan, pancetta, pecorino, prosciutto, provolone, ricotta, romano, salame e salami</strong>.</p>
<p>Si tratta di un’impostazione che conferma una linea politica statunitense già nota: contrastare l’estensione della tutela delle Indicazioni Geografiche nei mercati internazionali, sostenendo che molti nomi legati alla tradizione agroalimentare europea debbano essere considerati termini generici liberamente utilizzabili.</p>
<p>La norma prevede inoltre che il Segretario all’Agricoltura possa individuare anche altri nomi comuni oltre a quelli espressamente elencati. Il testo affida poi all’amministrazione americana il compito di sostenere il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti nelle trattative bilaterali, plurilaterali e multilaterali per garantire agli operatori USA il diritto di continuare a utilizzare tali denominazioni nei mercati esteri.</p>
<p>Per il sistema italiano DOP IGP, il tema non è soltanto commerciale, ma strategico. La qualificazione come “common names” di nomi che richiamano prodotti storici italiani rischia infatti di indebolire la protezione delle Indicazioni Geografiche, generare confusione per i consumatori e ridurre il valore reputazionale delle denominazioni nei mercati internazionali.</p>
<p>Il disegno di legge conferma quindi la necessità per l’Italia e per l’Unione Europea di presidiare con attenzione i negoziati commerciali, rafforzare la tutela giuridica delle IG nei Paesi terzi e comunicare con maggiore efficacia il valore distintivo del modello europeo: un sistema fondato non su semplici nomi di prodotto, ma su origine, disciplinari, controlli, reputazione territoriale e qualità certificata.</p>
<p><strong>Allegato</strong><br />
Testo del disegno di legge: <a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/agricultural_act_of_2026-1.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Agricultural Act of 2026 – Senato degli Stati Uniti</strong></a></p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
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		<title>&#8220;Italian Sounding&#8221;, cos&#8217;è e quanto ci costa la somiglianza con il Made in Italy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/italian-sounding-cose-e-quanto-ci-costa-la-somiglianza-con-il-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 07:44:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Italian Sounding: Secondo un&#8217;analisi della Coldiretti, il fenomeno vale 2 miliardi per gli agricoltori e si aggiunge ai 40 miliardi di &#8220;Italian Sounding&#8221; made in Usa Parmesan, San Daniele Ham, Grana Parrano&#8230; chiunque sia andato negli Stati [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Italian Sounding: Secondo un&#8217;analisi della Coldiretti, il fenomeno vale 2 miliardi per gli agricoltori e si aggiunge ai 40 miliardi di &#8220;Italian Sounding&#8221; made in Usa</em></p>
<p>Parmesan, San Daniele Ham, Grana Parrano&#8230; chiunque sia andato negli Stati Uniti avrà notato, in particolare sugli scaffali dei supermercati, questi nomi su dei prodotti molto simili ai celebri alimenti nostrani, ma che non sono veramente italiani. È il fenomeno dell&#8217;<strong><em>Italian Sounding</em></strong>, per il quale alcuni prodotti realizzati all’estero utilizzano nomi, immagini, colori, simboli o riferimenti geografici che <strong>evocano l’Italia</strong>, pur non avendo alcun legame con il nostro Paese.</p>
<h4>Che cos&#8217;è e perché è pericoloso</h4>
<p>L’obiettivo è richiamare nell’immaginario dei consumatori la <strong>qualità, </strong>la <strong>tradizione </strong>e la <strong>reputazione</strong> del Made in Italy, inducendo a credere che il prodotto sia italiano quando non lo è. Il fenomeno riguarda soprattutto il settore <strong>agroalimentare</strong>: esempio noto è, appunto, quello della denominazione &#8220;Parmesan&#8221; usata per descrivere un formaggio che in realtà non è il vero Parmigiano Reggiano, oppure ancora confezioni decorate con il <strong>tricolore</strong>, paesaggi italiani o nomi dal suono italiano per prodotti fabbricati in altri Paesi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/tgcomlab/dizionario/italian-sounding-cosa-e-quanto-costa_113725582-202602k.shtml" target="_blank" rel="noopener">TG Com 24</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/italian-sounding-cose-e-quanto-ci-costa-la-somiglianza-con-il-made-in-italy/">&#8220;Italian Sounding&#8221;, cos&#8217;è e quanto ci costa la somiglianza con il Made in Italy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:09:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Accordi Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[MERCOSUR]]></category>
		<category><![CDATA[panorama internazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il tycoon e il presidente argentino hanno siglato un accordo che regolamenta l’export verso Buenos Aires di prodotti alimentari come la mozzarella made in Usa, mettendo a rischio le produzioni europee. Una mossa che potrebbe [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/">European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il tycoon e il presidente argentino hanno siglato un accordo che regolamenta l’export verso Buenos Aires di prodotti alimentari come la mozzarella made in Usa, mettendo a rischio le produzioni europee. Una mossa che potrebbe danneggiare anche gli allevatori americani senza portare benefici reali ai consumatori</em></p>
<p><a href="http://www.editorialedomani.it/tag/donald%20trump">Donald Trump</a> è riuscito a fregare l’Unione Europea come farebbe un salumiere disonesto che affetta più di quanto richiesto dal cliente per poi dire “che faccio, lascio?” mentre ha già il dito sul registratore di cassa pronto a battere lo scontrino, sempre che lo batta. E lo ha fatto con l’aiuto del presidente argentino neoliberista <a href="http://www.editorialedomani.it/tag/Javier%20Milei">Javier Milei</a>.</p>
<p><strong>I due hanno siglato un accordo, in poco più di tre mesi, che regolamenta l’export verso l’Argentina di prodotti alimentari</strong> come la mozzarella e il roquefort made in Usa mettendo a rischio le produzioni europee. Eppure quella che sembra una vittoria commerciale per Trump potrebbe trasformarsi in un boomerang in vista delle prossime elezioni di metà mandato.</p>
<p>La geopolitica è anche una questione di salumi e formaggi, perché l’intesa tra Washington e Buenos Aires, che dà una spallata all’Europa, stabilisce come l’Argentina permetterà l’ingresso nel proprio mercato a 39 denominazioni di formaggi e dieci di salumi, prodotti negli Usa, anche quando corrispondono a specialità europee. Alcuni dei nomi indicati dall&#8217;accordo sono Fontina, Gorgonzola, Asiago, Feta, Camembert, Pecorino, Mortadella e Prosciutto.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Sfida al Mercosur</h4>
<p>Il trattato tra i due paesi del continente americano entra in pieno conflitto con il piano dell’Unione Europea per tutelare i suoi prodotti tipici <a href="https://www.qualivita.it/argomento/mercosur/">verso il Mercosur</a>, l’unione economica composta da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Le ricadute economiche per il vecchio continente potrebbero essere devastanti.</p>
<p><strong>Gli Stati Uniti d’America infatti sono i leader globali nella produzione di alimenti <em>european sounding</em></strong>, ovvero prodotti che richiamano nomi, immagini o simboli di paesi europei pur non avendo alcun legame con i territori d&#8217;origine. Il solo mercato dell’italian sounding vale, secondo Ambrosetti, almeno 63 miliardi di euro, per Coldiretti addirittura 120.</p>
<p>[…]</p>
<p>Mentre i paesi del Sud America trattavano con l&#8217;Europa, Trump e Milei hanno visto un’opportunità e si sono accordati per far arrivare sugli scaffali dei supermercati argentini formaggi e salumi come il Parmesan o la Feta made in Usa, con tanto di bandierina italiana e greca sulla confezione, vicino al Parmigiano Reggiano o alla Feta prodotta nell’Epiro. Il tutto senza distinzione e senza che nessuno possa avviare un’azione legale per concorrenza sleale.</p>
<p><strong>L’accordo, in pratica, permette ai produttori americani di sfruttare il marketing, i loghi e la reputazione del made in Italy o del made in France</strong> senza doversene accollare i costi e i vincoli che gli europei devono rispettare.</p>
<p>[…]</p>
<p>La contropartita che Trump ha garantito al collega sudamericano è quella di incrementare fino a cinque volte l’importazione di carne prodotta in Argentina e questo aspetto in particolare potrebbe costare caro al presidente americano in vista delle prossime elezioni per rinnovare il congresso.<strong> L’arrivo della carne argentina nelle macellerie statunitensi ha mandato su tutte le furie i produttori americani</strong> che lo avevano votato e che ora potrebbero voltargli le spalle.</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.editorialedomani.it/idee/cultura/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue-owd4azsv?utm_source=dlvr.it&amp;utm_medium=facebook&amp;fbclid=IwY2xjawSlvE9leHRuA2FlbQIxMQBicmlkETFPOFd4ODBVanpmU2VXZkxZc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHoF_0zoo0uFYyJs1tbg7ShaXuj0aVVbSndogd3PBO_XfbpfVqIL5bm3nVxnz_aem_Gdw9aVbLBwSP8hUCFt_s9Q" target="_blank" rel="noopener">Domani</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/european-sounding-lasse-americano-di-trump-e-milei-contro-le-produzioni-ue/">European sounding. L’asse americano di Trump e Milei contro le produzioni Ue</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Cucina Italiana patrimonio Unesco, sarà vera gloria?</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cucina-italiana-patrimonio-unesco-sara-vera-gloria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 07:09:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana]]></category>
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		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[Origini Edition]]></category>
		<category><![CDATA[Patrimonio Unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cucina italiana, smaltita l&#8217;euforia per il riconoscimento a patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanità Unesco, gli addetti al lavori si confrontano su come capitalizzare il risultato ottenuto e trasformarlo in un motore di sviluppo economico per il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cucina italiana, smaltita l&#8217;euforia per il riconoscimento a patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanità Unesco, gli addetti al lavori si confrontano su come capitalizzare il risultato ottenuto e trasformarlo in un motore di sviluppo economico per il sistema paese</em></p>
<p>Che cosa è la <strong>cucina italiana</strong>? «Non è un insieme di ricette» taglia corto <strong>Massimo Bottura</strong>, chef dell&#8217;Osteria Francescana. «È uno dei più grandi strumenti di diplomazia culturale che l&#8217;Italia abbia mai dispiegato nel mondo» osserva <strong>Lino Stoppani</strong>, presidente di Fipe-Confcommercio. «È il modo in cui un popolo ha imparato ad abitare il tempo, la fame, la festa, il dolore e la comunità» sostiene <strong>Federico Quaranta</strong>, conduttore radiofonico e televisivo.</p>
<p>Voci dal <strong>primo Forum internazionale della cucina italiana</strong>, andato in scena in occasione di Tuttofood, evento che ha animato i padiglioni di Rho Fiera Milano lo scorso maggio. Un appuntamento pensato per celebrare il <a href="https://www.unesco.it/it/news/la-cucina-italiana-iscritta-alla-lista-rappresentativa-del-patrimonio-culturale-immateriale-unesco/" target="_blank" rel="noopener"><strong>riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell&#8217;umanità</strong></a>, assegnato dall&#8217;<strong>Unesco</strong> a dicembre 2025. Figure diverse a confronto, chiamate a interrogarsi su come capitalizzare un risultato di indubbia importanza, raggiunto grazie al lavoro di squadra tra le istituzioni e il comitato promotore dell&#8217;iniziativa presieduto da <strong>Maddalena Fossati</strong>.</p>
<p>Il rischio, in verità solo in parte sventato, era che dalla celebrazione si scivolasse nell&#8217;autocelebrazione, ma il susseguirsi degli interventi ha comunque fornito un panorama di alcuni dei tanti &#8220;ingredienti&#8221; che fanno della cucina italiana un modello di riferimento. Come dimostrano i numeri snocciolati da Tommaso Nastasi, Strategy Value Creation Leader di Deloitte: «<strong>La cucina italiana vale circa il 20% dell&#8217;intero mercato internazionale del full service restaurant</strong>, cioè dei ristoranti con servizio al tavolo, per una <strong>cifra che stimiamo intorno ai 250 miliardi di euro</strong>, in crescita del 5% annuo contro il 2% di media globale».</p>
<p>Nastasi ha indicato come aspetti strategici su cui lavorare la capacità di fare sistema tra produzione alimentare e ristorazione &#8211; evocando un concetto di filiera che è tornato più volte nel corso della giornata &#8211; e di difendere il posizionamento del marchio Italia: «<strong>L&#8217;Italian Sounding</strong>», cioè l&#8217;imitazione del prodotto italiano, si attesta in una forchetta compresa dagli 80 ai 120 miliardi di euro, a seconda di come si fanno le stime. È in ogni caso una cifra mostruosa ed è importante chiederci con quali leve possiamo tutelarci».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<blockquote><p><em>Con il panino Carpegna 1463 abbiamo venduto centinaia di migliaia di pezzi, dando volumi e visibilità alla filiera del Prosciutto di Carpegna DOP.<br />
</em><strong>Luca D&#8217;Alba</strong>, General Manager Avolta Food &amp; Beverage Italy</p></blockquote>
<p>Grandi numeri anche per <a href="https://www.qualivita.it/origini-edition/" target="_blank" rel="noopener"><strong>l&#8217;iniziativa Origini Edition di Autogrill</strong></a>, parte del gruppo Avolta, sviluppata <strong>in collaborazione con la Fondazione Qualivita</strong> per valorizzare i <strong>prodotti DOP e IGP</strong> mediante menù a rotazione. Il debutto c&#8217;è stato con il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=KYnkAbScw2A" target="_blank" rel="noopener"><strong>panino Carpegna 1463</strong></a>, farcito con il <strong>Prosciutto di Carpegna DOP</strong>; la denominazione richiama l&#8217;anno della prima testimonianza scritta relativa alla specialità marchigiana.</p>
<p>«Lo abbiamo lanciato prima di Pasqua &#8211; <strong>ha chiarito Luca D&#8217;Alba, Generai Manager Avolta FB Italy</strong> &#8211; e ne abbiamo venduti centinaia di migliaia di pezzi, dando volumi e visibilità a questa filiera. Siamo partiti da un panino per raggiungere una platea più ampia possibile. Il prossimo si chiamerà <a href="https://www.youtube.com/watch?v=UqD9EOoSDQo" target="_blank" rel="noopener"><strong>Andria 1931</strong></a>, perché in quell&#8217;anno il casaro Lorenzo Bianchino inventò la <strong>Burrata di Andria IGP</strong>».</p>
<p>Un&#8217;operazione ovviamente commerciale, ma con un&#8217;ambizione anche divulgativa, per sostenere e allo stesso tempo raccontare queste filiere, mediante un codice QR esposto nei 400 punti vendita Autogrill, che consente al consumatore di sapere di più delle materie prime utilizzate e della loro origine.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Mixer</strong></p>
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		<title>In vigore i &#8220;delitti contro il patrimonio agroalimentare&#8221;: multe e carcere per le Indicazioni Geografiche false</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/in-vigore-i-delitti-contro-il-patrimonio-agroalimentare-multe-e-carcere-per-le-indicazioni-geografiche-false/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 07:55:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
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		<category><![CDATA[LEGISLAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle contraffazioni DOP e IGP alla tracciabilità della filiera bufalina: tutte le novità della nuova disciplina agroalimentare che scattano dal 29 maggio La tutela del patrimonio agroalimentare italiano passa attraverso un inasprimento delle sanzioni e degli strumenti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dalle contraffazioni DOP e IGP alla tracciabilità della filiera bufalina: tutte le novità della nuova disciplina agroalimentare che scattano dal 29 maggio</em></p>
<p>La <strong>tutela del patrimonio agroalimentare italiano </strong>passa attraverso un inasprimento delle sanzioni e degli strumenti di controllo. Da oggi, <strong>29 maggio</strong>, scattano novità nel sistema penale e amministrativo per contrastare frodi, contraffazioni e pratiche illecite nel settore alimentare. La riforma nasce dall’esigenza di proteggere uno dei comparti più strategici dell’economia nazionale, da anni esposto ai rischi della concorrenza sleale e della falsificazione. Si interviene così con nuove leggi per garantire sicurezza alimentare e tutela del consumatore, ma anche per difendere il <a href="https://www.open.online/2025/07/29/dazi-settori-prezzi-agroalimentare-alcol-farmaceutica-meccanica/">valore economico e culturale del Made in Italy</a>.</p>
<h4>I nuovi delitti contro il patrimonio agroalimentare</h4>
<p>Uno dei punti centrali della legge 21 aprile 2026 n. 75, che <strong>entra in vigore oggi, </strong>riguarda l’introduzione nel Codice penale dei cosiddetti «delitti contro il patrimonio agroalimentare», una nuova categoria di reati destinata a colpire le condotte fraudolente nel settore alimentare. La normativa punisce chi introduce nel territorio nazionale, trasporta o commercializza prodotti con <strong>indicazioni geografiche false o alterate</strong>, comprese le denominazioni DOP e IGP contraffatte. Per tali condotte sono previste pene severe, con la <strong>reclusione da uno a quattro anni</strong> e <strong>multe comprese tra 10mila e 50mila euro</strong>.</p>
<p>In più la legge introduce anche un nuovo articolo, il 517-sexies del codice penale. La disposizione sanziona la vendita e la distribuzione di alimenti e bevande <strong>non genuini oppure diversi da quanto dichiarato</strong> <strong>per origine, qualità o quantità</strong>. Accanto a questa fattispecie viene introdotto anche l’articolo 517-septies sui cosiddetti «segni mendaci», che <strong>punisce l’utilizzo di simboli, diciture, immagini o riferimenti grafici idonei a indurre in errore il consumatore</strong> attraverso il packaging o la pubblicità del prodotto. In questo caso la pena prevista è la reclusione da <strong>tre a diciotto mesi e una multa fino a 20mila euro</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.open.online/2026/05/29/riforma-rafforzare-difesa-made-in-italy-legge-75-2026-sanzioni/" target="_blank" rel="noopener">Open</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/in-vigore-i-delitti-contro-il-patrimonio-agroalimentare-multe-e-carcere-per-le-indicazioni-geografiche-false/">In vigore i &#8220;delitti contro il patrimonio agroalimentare&#8221;: multe e carcere per le Indicazioni Geografiche false</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>DDL Tutela Agroalimentare, Lollobrigida: più trasparenza, più tacciabilità, più salute</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ddl-tutela-agroalimentare-lollobrigida-piu-trasparenza-piu-tacciabilita-piu-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 07:39:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[frodi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[tutela agroalimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>DDL Tutela Agroalimentare. Approvata la legge sulla tutela agroalimentare: nuove sanzioni, reati contro le frodi e maggiore trasparenza per proteggere il Made in Italy &#8220;Oggi il Parlamento italiano ha approvato la nostra proposta di legge [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ddl-tutela-agroalimentare-lollobrigida-piu-trasparenza-piu-tacciabilita-piu-salute/">DDL Tutela Agroalimentare, Lollobrigida: più trasparenza, più tacciabilità, più salute</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>DDL Tutela Agroalimentare. Approvata la legge sulla tutela agroalimentare: nuove sanzioni, reati contro le frodi e maggiore trasparenza per proteggere il Made in Italy</em></p>
<p>&#8220;Oggi il Parlamento italiano ha approvato la nostra proposta di legge a difesa e a tutela del patrimonio agroalimentare italiano. Non c&#8217;era modo migliore per ricordare la giornata del Made in Italy. Questa legge ci permette di migliorare la trasparenza, tutelare al meglio la salute dei cittadini e combattere i reati nell&#8217;agroalimentare, non solo con sanzioni aumentate e commisurate ai rischi, ma anche mettendo in condizione le nostre forze dell&#8217;ordine di fare ancora meglio il loro lavoro. Questa legge giaceva nei cassetti da oltre dieci anni e nessuno aveva mai avuto il coraggio di farla diventare un provvedimento. Noi lo abbiamo avuto, raccogliendo i suggerimenti del mondo associativo e delle forze dell&#8217;ordine. Introduciamo nuovi reati, l&#8217;aggravante di agropirateria e sanzioni proporzionali alle dimensioni del fatturato delle imprese, affinché siano un vero deterrente. Abbiamo inoltre istituzionalizzato la cabina di regia per un efficientamento dei sistemi di controllo ed evitare sovrapposizioni. Difendere il nostro sistema agroalimentare è fondamentale, è la difesa del Made in Italy che nel mondo è simbolo di ciò che è buono e di qualità&#8221;. Così il <strong>ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida</strong>, dopo il via libera definitivo al provvedimento che riorganizza il sistema sanzionatorio a difesa delle eccellenze italiane.</p>
<p>Il <a href="https://www.qualivita.it/news/approvato-il-ddl-tutela-agroalimentare-rincarate-multe-su-dop-e-igp/" target="_blank" rel="noopener">Ddl &#8220;Tutela Agroalimentare&#8221; italiano è legge</a>. La Camera dei deputati, con 154 voti a favore, 1 contrario e 110 astenuti ha approvato in seconda lettura il testo della legge che garantirà più trasparenza e sicurezza ai prodotti alimentari acquistati dagli italiani. Fortemente voluto dal Ministro dell&#8217;Agricoltura della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, e che ha visto un lavoro di sinergia con il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rappresenta un impegno concreto del Governo Meloni a difesa a del sistema agroalimentare italiano, per consentire alle imprese che operano correttamente di competere in un mercato leale, in cui i cittadini possano avere fiducia in ciò che acquistano, e in cui il valore del Made in Italy sia protetto e valorizzato in ogni fase della filiera.</p>
<p><strong>Il testo di legge</strong> rafforza la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti lungo tutta la filiera perché è essenziale fornire informazioni quanto più esaustive possibili al cittadino anche al fine di tutelare la salute. Di conseguenza vengono inseriti nel Codice penale meccanismi di deterrenza con l&#8217;introduzione di due reati e l&#8217;aggravante:</p>
<ul>
<li>la Frode alimentare per punire chi commercializza alimenti o bevande che, a sua conoscenza, non sono genuine o che provengano da luoghi diversi rispetto a quelli indicati. Prevista la reclusione da 2 mesi a un anno.</li>
<li>Commercio di alimenti con segni mendaci per punire chi utilizza segni distintivi o indicazioni per indurre in errore il compratore sulla qualità o sulla quantità degli alimenti. Prevista la reclusione da 3 a 18 mesi.</li>
<li>Aggravante di Agropirateria, quando l&#8217;attività illecita è realizzata in maniera organizzata e continuativa</li>
<li>Aggravante Quantità, qualora le quantità siano particolarmente rilevanti</li>
<li>Aggravante Biologico, qualora i prodotti siano commercializzati come Biologici ma non lo sono</li>
</ul>
<p><strong>In questi tre casi le pene sono aumentate fino a 1/3</strong></p>
<p><strong>Protezione delle Indicazioni geografiche,</strong> attività particolarmente rilevanti per l&#8217;economia agroalimentare e che secondo l&#8217;ultimo rapporto Ismea-Qualivita nel 2024 ha realizzato 20,7 miliardi di euro di fatturato di cui 12,3 miliardi di euro realizzati all&#8217;estero. Per fare ciò il <strong>reato di contraffazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine protetta</strong> già previsto dal nostro codice prevederà le sanzioni da 1 a 4 anni (prima era 2 anni) e multe da 10.000 a 50.000 euro (prima fino a 20.000 euro).Viene introdotta la misura della confisca obbligatoria per i reati sopraindicati disponendo la confisca di prodotti, beni o cose oggetto o prodotto dei reati e dei beni utilizzati per commettere il reato stesso.</p>
<p><strong>Introdotto l&#8217;obbligo per l&#8217;autorità giudiziaria di distribuire i prodotti sequestrati,</strong> ma commestibili, a enti territoriali o caritatevoli per destinarli a persone bisognose o animali abbandonati, nonché una più ampia &#8220;diversa destinazione prevista dalla legge&#8221;, ampliando le possibilità di destinazione dei prodotti.</p>
<p><strong>Un&#8217;altra importante novità riguarda le sanzioni amministrative</strong>.<strong> </strong>Il provvedimento prevede una gradazione delle sanzioni in base alla gravità della violazione, con l&#8217;introduzione di misure più dissuasive legando gli importi al fatturato delle imprese coinvolte. In passato si verificava, ad esempio, che un piccolo imprenditore poteva vedersi applicare la stessa sanzione prevista per una multinazionale.</p>
<p><strong>Viene formalmente istituita la &#8220;Cabina di regia per i controlli amministrativi&#8221;,</strong> presieduta dal Ministro del MASAF e che vede la partecipazione, ai più alti livelli, delle istituzioni deputate ai controlli. Questa norma consentirà di rendere l&#8217;attività ispettiva più efficiente, di migliorare il tracciamento del cibo e di eliminare le duplicazioni delle azioni da parte delle Forze dell&#8217;Ordine.</p>
<p><strong>Uso improprio del termine &#8220;latte&#8221; </strong>Il testo vieta l&#8217;utilizzo del termine &#8220;latte&#8221; e di prodotti lattiero-caseari per prodotti vegetali (i.e. uso improprio del termine &#8220;latte&#8221;) se non accompagnato dalla denominazione corretta (p.e. latte di mandorla venduto come sostitutivo senza distinzione). Sanzioni da 4.000 a 32.000 euro o fino al 3% del fatturato dell&#8217;azienda sanzionata (tetto max 100.000 euro).</p>
<p><strong>Interventi straordinari per la filiera bufalina </strong>Istituita una piattaforma informatizzata nazionale per tracciare i movimenti del latte bufalino e dei derivati in modo da evitare frodi, doppie mungiture non dichiarate o triangolazioni illecite.<br />
Introdotto un piano straordinario nazionale con controlli a campione su tutta la filiera sia su mungitura che trasporto, trasformazione e commercializzazione dei prodotti e perfezionato un sistema di vigilanza ufficiale continua e permanente, prevedendo l&#8217;uso di prove di laboratorio per l&#8217;origine geografica del latte e dei prodotti di trasformazione, accertando l&#8217;uso di latte non fresco .Sanzioni da 6.000 a 48.000 euro o fino al 3% del fatturato dell&#8217;azienda sanzionata (tetto max 150.000 euro).</p>
<p><strong>Pesca</strong>Viene riformato in modo organico il sistema sanzionatorio esistente con l&#8217;obiettivo di riordinare e accorpare le norme per renderlo più efficace e soprattutto proporzionato riparametrando l&#8217;ammontare della sanzione alla quantità del pescato e alla gravità dell&#8217;impatto ambientale procurato.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.masaf.gov.it/tutela_agroalimentare_lollobrigida_legge" target="_blank" rel="noopener"><strong>MASAF &#8211; Ministero dell&#8217;agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ddl-tutela-agroalimentare-lollobrigida-piu-trasparenza-piu-tacciabilita-piu-salute/">DDL Tutela Agroalimentare, Lollobrigida: più trasparenza, più tacciabilità, più salute</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Allarme del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP: da stop trasporti gravi ripercussioni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/allarme-del-consorzio-arancia-rossa-di-sicilia-igp-da-stop-trasporti-gravi-ripercussioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 07:57:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[crisi alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[trasporti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 15 aprile si festeggiano la Giornata Mondiale del Made in Italy, ma il sentiment va altrove: l’attuale situazione geopolitica internazionale rischia di dare il fianco all’ingresso di produzioni dall’estero. Il caro petrolio, gli scioperi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/allarme-del-consorzio-arancia-rossa-di-sicilia-igp-da-stop-trasporti-gravi-ripercussioni/">Allarme del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP: da stop trasporti gravi ripercussioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il 15 aprile si festeggiano la Giornata Mondiale del Made in Italy, ma il sentiment va altrove: l’attuale situazione geopolitica internazionale rischia di dare il fianco all’ingresso di produzioni dall’estero. Il caro petrolio, gli scioperi dei trasportatori e il futuro incerto sono al centro di questa giornata di riflessione per le produzioni italiane. Diana (presidente Consorzio): “Necessari interventi per evitare catastrofi economiche”</em></p>
<p>I prodotti a Indicazione Geografica, come l’Arancia Rossa di Sicilia IGP, sono un esempio di ambasciatori di made in Italy nel mondo grazie alla loro presenza nei mercati internazionali e al territorio che per natura si portano dietro, ma <strong>nell’attuale contesto geopolitico il rischio è una contaminazione di prodotti dall’estero che potrebbe affossare il patrimonio produttivo italiano</strong>. È la <strong>riflessione del Consorzio dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP nella Giornata nazionale del made in Italy</strong> che si celebra il 15 aprile, per promuovere l’importanza delle manifatture italiane, agroalimentare incluso. Il Consorzio, infatti, esprime forte preoccupazione per le conseguenze dello sciopero degli autotrasportatori in Sicilia, azione condivisibile, ma che rischia di compromettere gravemente la distribuzione dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP verso il mercato nazionale. La situazione, se non affrontata con misure tempestive, potrebbe causare una significativa perdita per i produttori siciliani e favorire l’ingresso di prodotti di altre regioni o addirittura esteri sugli scaffali della grande distribuzione italiana.</p>
<p>“<strong>Il blocco dei trasporti</strong> minaccia la presenza delle nostre arance rosse nei punti vendita del Continente, dove la domanda potrebbe essere facilmente soddisfatta da agrumi provenienti dall’estero – in allarme in <strong>Presidente del Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP, Gerardo Diana</strong> &#8211; così facendo, la Sicilia rischia di perdere quote di mercato fondamentali, con ripercussioni economiche su tutta la filiera proprio nella fase finale della raccolta dell’Arancia Rossa IGP”.  La situazione è aggravata anche dall’aumento vertiginoso dei costi del gasolio agricolo, oltre che dal rincaro di concimi, fertilizzanti e dell’energia elettrica. Questi fattori stanno mettendo a dura prova la sostenibilità delle imprese agricole siciliane, minacciando la qualità e la competitività dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP.</p>
<p>Continua Gerardo Diana: “Siamo di fronte a una crisi senza precedenti, che fa seguito ai danni che abbiamo ricevuto dal passaggio dei vari cicloni, per questo chiediamo con forza alle istituzioni regionali, nazionali di intervenire immediatamente con misure concrete a sostegno della nostra filiera, per evitare una guerra tra poveri e salvaguardare il valore di quel made in Italy che proprio nella giornata di oggi celebriamo”.</p>
<p>Nel 2025, confermando lo scorso anno,<strong> l’Arancia Rossa di Sicilia IGP è al terzo posto per valore e produzione tra i prodotti ortofrutticoli italiani a marchio IG</strong> secondo i dati dell’ultimo rapporto Ismea-Qualivita (nel 2023 era al quinto). La produzione certificata IGP è infatti cresciuta dell’8,4%, e arrivando a un valore di circa 20 milioni di euro (+11,8% rispetto al 2023). Questa situazione rischia di far invertire una tendenza che fa bene al sistema economico regionale.</p>
<p><strong>La giornata nazionale del made in Italy</strong>. Istituita dal Ministero delle Imprese e del made in Italy (MIMIT) ogni anno il 15 aprile è La Giornata Nazionale del made in Italy. La data non è casuale: è infatti l’anniversario della nascita del genio italiano più conosciuto al mondo, Leonardo Da Vinci.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.tutelaaranciarossa.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di Tutela dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/04/11-Giornata-del-made-in-Italy-Arancia-Rossa-Sicilia-IGP-.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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