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	<title>filiere produttive &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>filiere produttive &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Cinta Senese DOP: trema un sistema che vale 5,5 milioni di euro</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cinta-senese-dop-trema-un-sistema-che-vale-55-milioni-di-euro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 07:48:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cinta senese, un tesoro a rischio. La peste suina mette i brividi, il Consorzio di tutela: «Il rischio è reale, non più un&#8217;ipotesi lontana». E la Regione nomina un commissario speciale per gestire l&#8217;emergenza A [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cinta senese, un tesoro a rischio. La peste suina mette i brividi, il Consorzio di tutela: «Il rischio è reale, non più un&#8217;ipotesi lontana». E la Regione nomina un commissario speciale per gestire l&#8217;emergenza</em></p>
<p>A rischio una filiera da cinque milioni e mezzo di euro, quello della cinta senese dop, un maiale parte della tradizione toscana e della storia di Siena nel tempo diventato simbolo del made in Italy. A lanciare l&#8217;allarme è il Consorzio di Tutela dopo i nuovi focolai in Toscana di peste suina, un&#8217;emergenza sanitaria che rischia di travolgere gli allevamenti allo stato brado e semi brado e di cancellare un patrimonio genetico costruito in decenni.</p>
<p><strong>I numeri parlano di 79 allevatori, 6 macelli e 18 imprese di trasformazione</strong> compongono l&#8217;intero sistema produttivo della razza suina autoctona toscana. <strong>Nel corso del 2025 sono stati certificati 3.135 capi macellati, per un totale di 617.423 chilogrammi di mezzene</strong>, oltre 617 tonnellate. Un dato che assume particolare rilievo se rapportato alla distribuzione territoriale degli allevamenti: su settanta aziende riconosciute dal sistema di controllo, ben 52 sono concentrate tre province, Siena (24), Firenze e Grosseto (14 ciascuna). Una concentrazione che, in caso di focolaio in una di queste aree, potrebbe avere effetti sproporzionati sull&#8217;intero comparto.</p>
<p><strong> Dopo i casi recenti</strong>, che non hanno riguardato solo cinghiali selvatici che abitano nei boschi ma anche maiali di allevamento, con un aggravarsi ella situazione, il presidente della Toscana Eugenio Giani ha deciso di <strong>nominare un commissario straordinario per gestire l&#8217;emergenza della peste suina africana</strong>: sarà il medico veterinario dell&#8217;Asl Toscana Sud Est Giorgio Briganti, direttore del dipartimento di prevenzione territoriale.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>«Siamo davanti a un pericolo reale, non più a un&#8217;ipotesi lontana», <a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">dichiara il presidente del Consorzio Nicolò Savigni</a>, ricordando che dall&#8217;agosto 2024 è al vaglio delle istituzioni un progetto per costituire, in un sito isolato e ad alta biosicurezza, un nucleo di riserva genetica composto da 12-15 femmine e 3 maschi riproduttori. A quasi due anni dal primo sopralluogo, però, il sito non è stato individuato, l&#8217;istruttoria sanitaria non è completa e il nucleo non è stato costituito.</p>
<p>Per <strong>Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia</strong>, la posta in gioco supera i confini toscani: «La Cinta Senese è un patrimonio storico, genetico, culturale ed economico dell&#8217;intero Paese. Perderla significherebbe un danno irreversibile».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Nazione &#8211; Pisa</strong></p>
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		<title>Scatta l&#8217;allarme per la cinta senese: &#8220;Così la razza rischia l&#8217;estinzione&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/scatta-lallarme-per-la-cinta-senese-cosi-la-razza-rischia-lestinzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:43:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le preoccupazioni del presidente del Consorzio di tutela Savigni e del direttore generale di Qualivita Rosati. «Da due anni aspettiamo di poter definire un progetto per la messa in sicurezza della specie» L&#8217;allarme, scattato già [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/scatta-lallarme-per-la-cinta-senese-cosi-la-razza-rischia-lestinzione/">Scatta l&#8217;allarme per la cinta senese: &#8220;Così la razza rischia l&#8217;estinzione&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le preoccupazioni del presidente del Consorzio di tutela Savigni e del direttore generale di Qualivita Rosati. «Da due anni aspettiamo di poter definire un progetto per la messa in sicurezza della specie»</em></p>
<p>L&#8217;allarme, scattato già da un paio di anni, è ora ai massimi livelli: la diffusione del<a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;epidemia di peste suina rischia di mettere a rischio gli allevamenti di cinta senese</a>.</p>
<p>«Rischiamo l&#8217;estinzione della razza», dice senza tanti giri di parole <strong>Nicolò Savigni, presidente del Consorzio di tutela della cinta senese Dop</strong>. Quella dei suini neri con la striscia bianca dalla carne pregiata, allevati in stato brado o semibrado.</p>
<p>«Stiamo lavorando da tempo a un progetto di salvaguardia della specie, ora che la situazione è così allarmante spero che si riesca ad accelerare», <strong>aggiunge Mauro Rosati, direttore generale di Qualivita</strong>.</p>
<p>Per capire i timori, bisogna partire dai numeri: il Consorzio raduna in tutta la regione 79 allevatori, 6 macelli, 18 imprese di trasformazione.</p>
<p>La stima è di circa 3.300 capi. «<strong>Sotto la soglia di tremila si rischia l&#8217;estinzione &#8211; sottolinea Savigni</strong> &#8211; e con la diffusione della peste suina il rischio è che qualcuno sia tentato di bloccare la riproduzione e vendere i capi. Spero che ora il commissario superi lentezze burocratiche e rimpalli di responsabilità che stanno bloccando i nostri progetti di tutela».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <b>La Nazione &#8211; Siena</b></p>
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		<title>Peste suina, a rischio il Maialino di Cinta Senese</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/peste-suina-a-rischio-il-maialino-di-cinta-senese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jul 2026 07:12:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I primi casi di peste suina rinvenuti in Toscana hanno spinto all’abbattimento di 300 capi di Cinta Senese DOP, il 10% del patrimonio totale. L’allevamento allo stato brado espone gli animali al contagio Maialino di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I primi casi di peste suina rinvenuti in Toscana hanno spinto all’abbattimento di 300 capi di Cinta Senese DOP, il 10% del patrimonio totale. L’allevamento allo stato brado espone gli animali al contagio</em></p>
<p>Maialino di Cinta Senese a rischio estinzione a causa della Peste suina africana. A dare l’<a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">allarme è lo stesso <strong>Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP</strong></a> dopo i primi abbattimenti di capi avvenuti nei giorni scorsi. Il primo focolaio in un allevamento toscano è stato individuato a Comano, in provincia di Massa-Carrara, mentre nei giorni scorsi due suini rinvenuti morti in un allevamento di San Marcello Piteglio, in provincia di Pistoia, sono risultati positivi al virus.</p>
<h4>Abbattuto il 10% dell’intero patrimonio di 3mila capi</h4>
<p>Nei giorni scorsi sono stati abbattuti 300 capi circa il 10% di un patrimonio che è di circa 3mila capi in tutto.</p>
<p>Il maialino di Cinta Senese è <strong>allevato soprattutto allo stato brado o semibrado</strong> caratteristica fondamentale per la qualità delle sue carni ma che rende però i capi particolarmente esposti al contagio il cui veicolo principale è rappresentato dai cinghiali selvatici.</p>
<h4>Consorzio Dop: siamo davanti a un pericolo reale</h4>
<p>«Siamo davanti a un pericolo reale – ha commentato il <strong>presidente del Consorzio della Cinta Senese Dop,</strong> <strong>Nicolò Savigni</strong> -. Gli allevatori hanno rafforzato la biosicurezza interna, anche grazie ai contributi ricevuti, ma fuori dai confini aziendali il rischio resta al di fuori del loro controllo. Non possono essere lasciati soli: ogni allevamento di Cinta Senese deve essere considerato un presidio da difendere».</p>
<p>[…]</p>
<h4>Istituire un incubatore per preservare il patrimonio genetico</h4>
<p>«La principale ipotesi allo studio con il Commissario e le istituzioni – ha spiegato il <strong>direttore della Fondazione Qualivita</strong>, <strong>Mauro Rosati</strong> – è creare una sorta di incubatore nel quale inserire 12 verri e 12 scrofe in modo da assicurarsi un presidio di conservazione del patrimonio genetico. Con la peste suina alle porte il rischio estinzione è davvero reale».</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.ilsole24ore.com/art/per-peste-suina-rischio-estinzione-maialino-cinta-senese-AJvfd2M" target="_blank" rel="noopener">Il Sole 24 Ore.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-a-rischio-il-maialino-di-cinta-senese/">Peste suina, a rischio il Maialino di Cinta Senese</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Baldrighi: allarme su Cinta Senese, un simbolo del made in italy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/baldrighi-allarme-su-cinta-senese-un-simbolo-del-made-in-italy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 07:16:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente di Origin Italia, Cesare Baldrighi, sulla Cinta Senese DOP colpita dalla peste suina: È un patrimonio storico, genetico, culturale “La Cinta Senese non è soltanto una razza autoctona della Toscana: è un patrimonio storico, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/baldrighi-allarme-su-cinta-senese-un-simbolo-del-made-in-italy/">Baldrighi: allarme su Cinta Senese, un simbolo del made in italy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il presidente di Origin Italia, Cesare Baldrighi, sulla Cinta Senese DOP colpita dalla peste suina: È un patrimonio storico, genetico, culturale<br />
</em></p>
<p>“La <a href="https://www.qualivita.it/news/peste-suina-africana-lallarme-del-consorzio-la-cinta-senese-rischia-di-scomparire/" target="_blank" rel="noopener">Cinta Senese non è soltanto una razza autoctona della Toscana</a>: è un patrimonio storico, genetico, culturale ed economico dell’intero Paese”. Così <strong>Cesare Baldrighi, presidente di Origin Italia</strong>. “La sua filiera è alla base di una produzione tutelata a livello europeo con la Denominazione di Origine Protetta e rappresenta uno dei simboli più autentici del Made in Italy agroalimentare.</p>
<p>La perdita di questo patrimonio – prosegue Baldrighi – provocherebbe un danno irreversibile non soltanto agli allevatori e al territorio toscano, ma anche all’immagine e alla credibilità dell’intero sistema italiano delle DOP e IGP. Per questo è indispensabile che le istituzioni intervengano con la massima urgenza”.</p>
<p>[…]</p>
<p>Fonte: <a href="https://askanews.it/2026/07/17/baldrighi-allarme-su-cinta-senese-un-simbolo-del-made-in-italy/" target="_blank" rel="noopener">AskaNews.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/baldrighi-allarme-su-cinta-senese-un-simbolo-del-made-in-italy/">Baldrighi: allarme su Cinta Senese, un simbolo del made in italy</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Costi di produzione fuori controllo: l’appello del Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/costi-di-produzione-fuori-controllo-lappello-del-consorzio-igp-pomodoro-di-pachino-al-governo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:58:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’appello di DOSES e Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo: costi di produzione fuori controllo, gasolio agricolo e i fertilizzanti mostrano un +60% rispetto al pre-crisi Il DOSES – Distretto Ortofrutticolo Sud-Est Sicilia e il Consorzio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/costi-di-produzione-fuori-controllo-lappello-del-consorzio-igp-pomodoro-di-pachino-al-governo/">Costi di produzione fuori controllo: l’appello del Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’appello di DOSES e Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo: costi di produzione fuori controllo, gasolio agricolo e i fertilizzanti mostrano un +60% rispetto al pre-crisi</em></p>
<p>Il <strong><a href="https://share.google/Wu7l8tHaPcSctSGRQ">DOSES – Distretto Ortofrutticolo Sud-Est Sicilia</a></strong> e il <strong><a href="https://share.google/ZGdrveiokRwexSW9m">Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino</a></strong> lanciano un appello congiunto al Governo nazionale e alla Regione Siciliana: servono misure strutturali e continuative per proteggere la serricoltura siciliana dall’impennata dei costi di produzione. Le soluzioni tampone non bastano più. Le tensioni internazionali su energia e materie prime colpiscono duramente un territorio dove la serricoltura intensiva è il modello prevalente. Qui l’incidenza di gasolio agricolo, fertilizzanti e film plastici in polietilene per le coperture è strutturalmente più alta.</p>
<p>I numeri della crisi sono drammatici: il gasolio agricolo e i fertilizzanti mostrano un +60% rispetto al pre-crisi, rendendo i costi di trasporto dall’isola insostenibili; i film plastici per serre hanno subìto rincari record su un fattore produttivo non sostituibile, oggi privo di qualsiasi agevolazione. Questi aumenti non sono più assorbibili dalle imprese. Quando il produttore non regge, il costo si scarica sulla filiera e arriva diretto sulle tavole delle famiglie italiane, alimentando l’inflazione.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.agenfood.it/agricoltura/costi-di-produzione-fuori-controllo-lappello-di-doses-e-consorzio-igp-pomodoro-di-pachino-al-governo/" target="_blank" rel="noopener">AgenFood.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/costi-di-produzione-fuori-controllo-lappello-del-consorzio-igp-pomodoro-di-pachino-al-governo/">Costi di produzione fuori controllo: l’appello del Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ciliegia di Vignola IGP: il campo sperimentale porterà il nome di Andrea Bernardi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ciliegia-di-vignola-igp-il-campo-sperimentale-a-vignola-portera-il-nome-di-andrea-bernardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 07:57:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un omaggio all’ex presidente del Consorzio, figura centrale per la crescita della Ciliegia di Vignola IGP e per la capacità di unire il “sistema Vignola” attorno a innovazione, dialogo e territorio Soci del Consorzio, rappresentanti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ciliegia-di-vignola-igp-il-campo-sperimentale-a-vignola-portera-il-nome-di-andrea-bernardi/">Ciliegia di Vignola IGP: il campo sperimentale porterà il nome di Andrea Bernardi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un omaggio all’ex presidente del Consorzio, figura centrale per la crescita della Ciliegia di Vignola IGP e per la capacità di unire il “sistema Vignola” attorno a innovazione, dialogo e territorio</em></p>
<p>Soci del Consorzio, rappresentanti delle istituzioni e consiglieri si sono riuniti ieri, venerdì 12 giugno, presso il <strong>campo sperimentale di Vignola per rendere omaggio ad Andrea Bernardi</strong>, ex presidente del Consorzio della Ciliegia, della Susina e della Frutta Tipica di Vignola, scomparso prematuramente nel settembre scorso. La cerimonia di intitolazione, preceduta da una visita guidata al campo sperimentale, ha ricordato una figura che ha segnato in modo profondo la storia recente della frutticoltura vignolese e, in particolare, il percorso di crescita della Ciliegia di Vignola IGP.</p>
<p>L’iniziativa è nata dalla volontà condivisa dei <strong>Consorzi di Vignola</strong>, il <strong>Consorzio della Ciliegia di Vignola IGP</strong> e il <strong>Consorzio della Ciliegia, della Susina e della Frutta Tipica di Vignola</strong>, che hanno chiesto all’<strong>Amministrazione comunale</strong> di dedicare il campo sperimentale alla memoria di Andrea Bernardi, riconoscendo il profondo legame che lo ha unito per tanti anni a questo luogo e al mondo produttivo del territorio.+</p>
<p><strong>Bernardi ha dedicato la propria vita professionale al settore frutticolo</strong>, assumendo circa vent’anni fa la guida del Consorzio della Ciliegia, della Susina e della Frutta Tipica di Vignola. Sotto la sua presidenza, la Ciliegia di Vignola ha ottenuto il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta, traguardo che ha segnato una nuova fase per la valorizzazione del prodotto e ha portato alla nascita di un Consorzio dedicato specificamente alla tutela e alla promozione della Ciliegia di Vignola IGP.</p>
<p>«Andrea Bernardi ha interpretato il proprio ruolo con competenza tecnica, visione e una rara capacità di dialogo», ha dichiarato <strong>Pier Giorgio Lenzarini, presidente del Consorzio della Ciliegia</strong> <strong>di Vignola IGP</strong>. «La sua storia nasceva dalla campagna, e proprio da lì derivavano la sua concretezza, la sua vicinanza alla produzione e la sua attenzione costante all’innovazione. Andrea sapeva coinvolgere quello che amava definire il “sistema Vignola”: Consorzi, organizzazioni professionali, cooperazione, commercianti privati e attori della filiera. Aveva il dono di ascoltare e di far ragionare insieme le persone, anche quando le posizioni erano diverse, senza mai perdere il senso del confronto. Intitolargli il campo sperimentale significa riconoscere il contributo che ha dato alla Ciliegia di Vignola, ma anche ricordare le sue qualità umane, che restano un esempio prezioso per tutti noi».</p>
<p>La scelta del campo sperimentale non è casuale: proprio qui l’ex presidente ha dedicato tempo, attenzione e visione, riconoscendo in questo luogo uno strumento essenziale per accompagnare l’evoluzione della cerasicoltura vignolese e per sostenere il percorso di crescita della Ciliegia di Vignola IGP.</p>
<p>«Il lavoro del campo sperimentale è fondamentale perché permette di guardare avanti e di dare risposte concrete ai produttori», ha spiegato il <strong>Direttore Valter Monari</strong>. «Qui si provano varietà, portinnesti, sistemi di copertura e tecniche di difesa dalla pioggia e dagli insetti. Non sempre i risultati sono quelli attesi, ma anche questo è importante: capire che una strada non funziona significa evitare errori in campo e orientare meglio le scelte future. La cerasicoltura di Vignola è cambiata anche grazie alle esperienze maturate nei campi sperimentali: oggi l’obiettivo è ridurre i tempi improduttivi, proteggere meglio le colture e affrontare le problematiche a 360 gradi, perché il settore evolve continuamente e la ricerca deve accompagnare questa crescita».</p>
<p>Nel corso della visita sono state illustrate alcune delle principali attività in corso nel campo sperimentale, che ospita soprattutto ciliegio e, in parte, susino. Tra le prove più significative figurano un campo varietale con oltre 80 varietà e selezioni, un’area dedicata al confronto tra portinnesti, un appezzamento condotto in biologico e nuove sperimentazioni rivolte al contenimento della Drosophila suzukii. Particolare attenzione è dedicata anche agli impianti fitti con portinnesti nanizzanti, pensati per ridurre i tempi di entrata in produzione e rendere la coltivazione sempre più efficiente.</p>
<p>«L’intitolazione del campo sperimentale di Vignola ad Andrea Bernardi è un riconoscimento giusto e doveroso per il lavoro che ha svolto, insieme a Valter Monari, per la riqualificazione della cerasicoltura nel comprensorio della Ciliegia di Vignola», ha dichiarato <strong>Stefano Cavani, presidente del Consorzio della Ciliegia, della Susina e della Frutta Tipica di Vignola</strong>. «Un impegno che ha contribuito a tenere unito un territorio complesso e che oggi trova conferma anche in una produzione di grande qualità. È un gesto simbolico, ma importante per mantenere vivo il ricordo di chi ha dedicato tempo, competenza e passione a questo territorio».</p>
<p>Alla cerimonia sono intervenuti il Sindaco Angelo Pasini, l’Assessore regionale Alessio Mammi, il Direttore Valter Monari, il Presidente Pier Giorgio Lenzarini e Stefano Cavani, presidente del Consorzio della Ciliegia, della Susina e della Frutta Tipica di Vignola.</p>
<p>L’intitolazione del campo sperimentale ad Andrea Bernardi rappresenta quindi un gesto di memoria e riconoscenza verso una figura che ha contribuito in modo decisivo alla crescita della frutticoltura vignolese e alla valorizzazione di una delle sue eccellenze più identitarie: la Ciliegia di Vignola IGP. Allo stesso tempo, riafferma il valore del campo sperimentale come luogo di ricerca, confronto e innovazione a servizio del territorio.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di tutela della Ciliegia di Vignola IGP</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/CS_Ciliegia-di-Vignola_Intitolazione-campo.pdf">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Riso italiano in crisi d’identità tra varietà negate e prezzi a picco</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/riso-italiano-in-crisi-didentita-tra-varieta-negate-e-prezzi-a-picco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 06:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<category><![CDATA[riso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un dossier della Coldiretti Pavia alza il velo sul crollo delle quotazioni del riso italiano. Il senatore De Carlo: «Sono pronto ad aprire un’indagine conoscitiva» Roma e similari -60,5%. Vialone Nano -58,2%. Carnaroli e similari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un dossier della Coldiretti Pavia alza il velo sul crollo delle quotazioni del riso italiano. Il senatore De Carlo: «Sono pronto ad aprire un’indagine conoscitiva»</em></p>
<p>Roma e similari -60,5%. Vialone Nano -58,2%. Carnaroli e similari -50%. Arborio e Volano -46,8%. Sant’Andrea e similari-45%. Le<strong> variazioni di prezzo registrate nel corso degli ultimi 12 mesi</strong> &#8211; da maggio 2025 a maggio 2026 &#8211; <strong>dai grandi risi della tradizione alimentare italiana</strong> sono tali da fotografare un crollo del mercato senza precedenti.</p>
<p>Ma le percentuali da sole raccontano soltanto una parte della verità. Sulle piazze storiche di Mortara, Vercelli e Milano è comparsa spesso, accanto alle quotazioni, la dicitura “nominale”: nel senso che i prezzi indicati erano teorici, dal momento che mancava la domanda. Per intere settimane si sono segnalati scambi nulli: se un coltivatore avesse voluto vendere ad esempio il Carnaroli anche a 52 centesimi al chilogrammo anziché a 1,04 euro di dodici mesi or sono rischiava di non riuscirci, dal momento che la domanda era pari a zero.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Le importazioni sono una parte rilevante della spiegazione per questo crollo di mercato. Nell’ultima campagna l’Italia ha importato circa 250mila tonnellate di riso, a fronte di una produzione interna pari a quasi un milione di tonnellate. Dunque l’import &#8211; soprattutto Basmati indiano e Jasmine tailandese &#8211; è minoritario. Ma il peso economico è sproporzionato. Il Basmati, ad esempio, occupa appena il 14% degli scaffali di super e ipermercati, ma ha un prezzo mediano di circa 7 euro al chilo, nettamente superiore perfino ai risi italiani a indicazione geografica, come il riso di Baraggia Biellese e Vercellese Dop e il riso del Delta del Po Igp.</p>
<h4>VARIETÀ AUTENTICHE</h4>
<p>Tra varietà straniere, chicchi con denominazioni di fantasia e similari, le varietà storiche &#8211; etichettate come Classico, Dop e Igp &#8211; occupano appena il 5,5% degli scaffali della grande distribuzione, come ho potuto verificare misurando i centimetri lineari in tre catene frequentate dalla casalinga di Voghera: “Grande i” di Montebello della Battaglia, Esselunga e Md a Voghera città.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Libero</strong></p>
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		<title>Da 18 quintali per ettaro nel 2014 a poco più di 6-8: la crisi della nocciola in cifre</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/da-18-quintali-per-ettaro-nel-2014-a-poco-piu-di-6-8-la-crisi-della-nocciola-in-cifre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 07:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[difesa fitosanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Nocciola Piemonte IGP affronta una forte crisi produttiva causata da cambiamenti climatici, siccità e fitopatie: ricerca, innovazione e tecniche sostenibili al centro del confronto della filiera corilicola piemontese. Dai 18 quintali per ettaro nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Nocciola Piemonte IGP affronta una forte crisi produttiva causata da cambiamenti climatici, siccità e fitopatie: ricerca, innovazione e tecniche sostenibili al centro del confronto della filiera corilicola piemontese.</em></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/crolla-la-produzione-di-nocciola-in-piemonte-allarme-degli-agricoltori/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Dai 18 quintali per ettaro nel 2014 a poco più di 6-8 quintali per ettaro delle ultime annate</strong></a>. La crisi della nocciola piemontese sta tutta in questi numeri. Fino al 2020 il comparto corilicolo regionale ha garantito produzioni soddisfacenti, sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo. Negli ultimi tre anni, però, molte aziende si sono trovate ad affrontare una situazione estremamente difficile, caratterizzata da un <a href="https://www.qualivita.it/news/la-crisi-delle-nocciole-mette-a-rischio-lindustria-dolciaria-made-in-italy/" target="_blank" rel="noopener"><strong>drastico calo della produzione</strong></a> che, in alcuni casi, ha raggiunto punte del 90%. Si tratta di un fenomeno complesso e multifattoriale, <strong>determinato dall’azione congiunta di diversi fattori ambientali e dalla recrudescenza di nuove e vecchie fitopatie</strong>.</p>
<h4>I numeri del mercato</h4>
<p><strong>Le cause principali della crisi</strong> sono gli eventi meteorologici estremi e i periodi di siccità abbinati a temperature elevate. Questo provoca una caduta dei frutti prima del periodo di raccolta. <strong>Meno prodotto, spesso attaccato da malattie e parassiti</strong>, si traduce in un’<a href="https://www.qualivita.it/news/per-la-nocciola-prezzi-alti-ma-raccolto-incostante-il-clima-incide-al-70/" target="_blank" rel="noopener">impennata dei prezzi</a> e nella <strong>difficoltà di un mercato che in Piemonte fattura quasi 80 milioni di euro l’anno</strong> e coinvolge 8 mila aziende agricole su circa 30 mila ettari. Così, dopo la corsa degli ultimi anni a estendere la produzione, ora il comparto si trova a dover affrontare <strong>ritardi nel miglioramento delle tecniche produttive</strong> insieme all’impatto globale dei <strong>cambiamenti climatici</strong>.</p>
<p>[…]</p>
<p>Particolarmente partecipato il <strong>talk «La Nocciola Piemonte Igp e la Nocciola Piemonte Igp delle Langhe: prodotti di eccellenza, risorsa e valorizzazione di un territorio»</strong>, organizzato da Confagricoltura Cuneo con il contributo della Regione e del nuovo brand «PiemonteIS – Eccellenza Piemonte». Il confronto ha messo al centro il <strong>valore strategico di un prodotto certificato Igp</strong>, riconosciuto come elemento distintivo dell’eccellenza piemontese e strumento fondamentale per la promozione e la valorizzazione del territorio.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.lastampa.it/cuneo/2026/05/28/news/nocciola_crisi-15639477/" target="_blank" rel="noopener">La Stampa.it</a></strong></p>
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		<title>Aceto Balsamico di Modena IGP: oltre il 90% export, dalla crisi del Golfo pressioni su costi e consumi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/aceto-balsamico-di-modena-igp-oltre-il-90-export-dalla-crisi-del-golfo-pressioni-su-costi-e-consumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 06:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Altri prodotti dell'allegato I del Trattato]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mazzetti, Presidente Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena: “L’aumento dei costi lungo la filiera incide sui consumi: fondamentale garantire continuità e presidio dei mercati” Le tensioni in Medio Oriente e lo stallo nello Stretto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mazzetti, Presidente Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena: “L’aumento dei costi lungo la filiera incide sui consumi: fondamentale garantire continuità e presidio dei mercati”</em></p>
<p>Le <a href="https://www.qualivita.it/argomento/guerra/" target="_blank" rel="noopener">tensioni in Medio Oriente e lo stallo nello Stretto di Hormuz</a> stanno già producendo impatti concreti sulle filiere agroalimentari globali, con l’<a href="https://www.qualivita.it/argomento/inflazione/" target="_blank" rel="noopener">aumento dei costi energetici</a>, rallentamenti nei trasporti marittimi e una crescente instabilità nei mercati internazionali. Questo scenario incide direttamente sull’equilibrio tra produzione, distribuzione e domanda, aggravato dalle difficoltà nell’accesso alle rotte commerciali strategiche.</p>
<p>Il comparto dell’<strong>Aceto Balsamico di Modena IGP</strong>, uno dei prodotti agroalimentari italiani con la maggiore esposizione ai mercati internazionali (oltre il 90% dell’export), è tra i più vulnerabili, visto che il prodotto è distribuito in oltre 100 Paesi. In un contesto di incertezze, le <strong>difficoltà logistiche</strong> e le <strong>fluttuazioni dei costi energetici</strong> possono mettere a rischio il normale flusso delle esportazioni.</p>
<p><em>“Il contesto attuale è in continua evoluzione e richiede una gestione attenta e tempestiva da parte delle aziende </em>&#8211; afferma <strong>Cesare Mazzetti, Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena</strong> -. <em>L’aumento dei costi in tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, rischia di influenzare significativamente l’equilibrio dei mercati e la domanda finale. A questo si aggiungono gli effetti collaterali legati al blocco delle principali rotte commerciali, che stanno creando incertezze sulle catene di distribuzione. La nostra priorità in questa fase è <strong>diversificare i mercati di sbocco</strong> e cercare di <a href="https://www.qualivita.it/argomento/consumi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>aumentare la domanda dei consumatori europei</strong></a> mantenendo continuità e stabilità. L’Aceto Balsamico di Modena IGP non è solo un prodotto, è un simbolo di <strong>eccellenza</strong> che ha saputo rispondere alle crisi, dimostrando la solidità della nostra filiera e la forza del Made in Italy nel mondo. In momenti come questo, è proprio il nostro valore riconosciuto che fa la differenza </em>&#8211; prosegue <strong>Mazzetti</strong> -.</p>
<p>La solidità e la riconoscibilità dell’Aceto Balsamico di Modena IGP sui mercati internazionali, insieme alla sua filiera strutturata e consolidata, sono oggi più che mai fondamentali per garantire continuità e presidio del mercato.</p>
<p>“<em>Anche in fasi di incertezze, è proprio il valore riconosciuto del prodotto e la capacità della filiera di reagire alle crisi che fanno la differenza</em> – conclude <strong>Mazzetti</strong> -. <em>La nostra capacità di sostenere la competitività dipende dalla resilienza della nostra filiera e dal supporto a un posizionamento forte e responsabile del Made in Italy. In questo quadro, il Consorzio si augura una rapida de-escalation delle tensioni e una conclusione del conflitto nel più breve tempo possibile, auspicabilmente entro aprile secondo quanto riportato oggi dalla stampa, per favorire la stabilizzazione dei mercati e il ripristino delle normali dinamiche commerciali.”</em></p>
<p>In questo quadro, il Consorzio si augura una rapida de-escalation delle tensioni e una conclusione del conflitto nel più breve tempo possibile, auspicabilmente entro aprile secondo quanto riportato oggi dalla stampa, per favorire la stabilizzazione dei mercati e il ripristino delle normali dinamiche commerciali.”</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziobalsamico.it/news-blog/aceto-balsamico-di-modena-igp-oltre-il-90-export-dalla-crisi-del-golfo-pressioni-su-costi-e-consumi/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/aceto-balsamico-di-modena-igp-oltre-il-90-export-dalla-crisi-del-golfo-pressioni-su-costi-e-consumi/">Aceto Balsamico di Modena IGP: oltre il 90% export, dalla crisi del Golfo pressioni su costi e consumi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Ciliegia di Vignola IGP: al via la campagna 2026 con buoni quantitativi e ottima qualità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ciliegia-di-vignola-igp-al-via-la-campagna-2026-con-buoni-quantitativi-e-ottima-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 06:49:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fiducia da parte del Consorzio di tutela della Ciliegia di Vignola IGP per la stagione commerciale dell’eccellenza emiliana. In partenza anche un’intensa campagna di comunicazione a livello nazionale La Ciliegia di Vignola IGP è tornata [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Fiducia da parte del Consorzio di tutela della Ciliegia di Vignola IGP per la stagione commerciale dell’eccellenza emiliana. In partenza anche un’intensa campagna di comunicazione a livello nazionale</em></p>
<p>La <strong>Ciliegia di Vignola IGP è tornata sui mercati</strong>, per una stagione commerciale dalle prospettive positive, che proseguirà fino a inizio luglio. Le <strong>previsioni del Consorzio parlano di una buona produzione</strong>, che secondo le stime si assesterà sui 40-50 mila quintali. La prima varietà ad arrivare sugli scaffali della GDO e nei negozi di ortofrutta sarà <strong>Bigarreau Moreau</strong>.</p>
<p>Grazie a un <strong>buon andamento climatico</strong> e alla copertura contro la pioggia, che riguarda oltre il 40% degli impianti, <strong>anche nel 2026 i produttori garantiranno la presenza sul mercato di ciliegie di qualità premium</strong>, capaci di distinguersi per consistenza della polpa, calibro e caratteristiche organolettiche.</p>
<p>Il marchio Ciliegia di Vignola IGP, nato nel 2012, garantisce infatti la coltivazione in 28 comuni tra le province di Modena e Bologna, un territorio ideale per frutti eccellenti, che si unisce a competenze produttive consolidate e tramandate nel tempo all’interno di aziende spesso a conduzione familiare. La certificazione indica inoltre un’alta qualità sensoriale riconoscibile delle ciliegie, grazie a un rigoroso disciplinare.</p>
<p>“Le aspettative per questa stagione sono sicuramente all’insegna dell’ottimismo – commenta <strong>Valter Monari, direttore del Consorzio Ciliegia di Vignola IGP</strong> – Pur in presenza di buoni quantitativi di ciliegie da altre aree italiane ed europee, il nostro posizionamento sui mercati resta solido grazie a un prodotto dall’elevato profilo qualitativo e a un marchio riconosciuto e premiato dai consumatori.”</p>
<p>Per supportare la campagna della Ciliegia di Vignola IGP è in partenza, inoltre, una<strong> campagna di marketing</strong>, che renderà riconoscibile il marchio a sempre più consumatori. Le iniziative comprendono pubblicità sulle riviste consumer e in-store, RP locali e rivolte alla stampa specializzata, tram brandizzati a Milano, sponsorizzazioni e la partecipazione a programmi televisivi che valorizzano e raccontano i territori italiani.</p>
<p>Prosegue inoltre la collaborazione, inaugurata nel 2023, con Casoni Liquori per il Gin Tabar Ciliegia di Vignola IGP, una specialità che mette insieme due eccellenze della provincia modenese.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di tutela della Ciliegia di Vignola IGP</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/CS_Ciliegia-di-Vignola_Inizio-stagione-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ciliegia-di-vignola-igp-al-via-la-campagna-2026-con-buoni-quantitativi-e-ottima-qualita/">Ciliegia di Vignola IGP: al via la campagna 2026 con buoni quantitativi e ottima qualità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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