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	<title>filiere produttive &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Jun 2026 07:58:05 +0000</lastBuildDate>
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	<title>filiere produttive &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Costi di produzione fuori controllo: l’appello del Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:58:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’appello di DOSES e Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo: costi di produzione fuori controllo, gasolio agricolo e i fertilizzanti mostrano un +60% rispetto al pre-crisi Il DOSES – Distretto Ortofrutticolo Sud-Est Sicilia e il Consorzio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’appello di DOSES e Consorzio IGP Pomodoro di Pachino al Governo: costi di produzione fuori controllo, gasolio agricolo e i fertilizzanti mostrano un +60% rispetto al pre-crisi</em></p>
<p>Il <strong><a href="https://share.google/Wu7l8tHaPcSctSGRQ">DOSES – Distretto Ortofrutticolo Sud-Est Sicilia</a></strong> e il <strong><a href="https://share.google/ZGdrveiokRwexSW9m">Consorzio di Tutela della IGP Pomodoro di Pachino</a></strong> lanciano un appello congiunto al Governo nazionale e alla Regione Siciliana: servono misure strutturali e continuative per proteggere la serricoltura siciliana dall’impennata dei costi di produzione. Le soluzioni tampone non bastano più. Le tensioni internazionali su energia e materie prime colpiscono duramente un territorio dove la serricoltura intensiva è il modello prevalente. Qui l’incidenza di gasolio agricolo, fertilizzanti e film plastici in polietilene per le coperture è strutturalmente più alta.</p>
<p>I numeri della crisi sono drammatici: il gasolio agricolo e i fertilizzanti mostrano un +60% rispetto al pre-crisi, rendendo i costi di trasporto dall’isola insostenibili; i film plastici per serre hanno subìto rincari record su un fattore produttivo non sostituibile, oggi privo di qualsiasi agevolazione. Questi aumenti non sono più assorbibili dalle imprese. Quando il produttore non regge, il costo si scarica sulla filiera e arriva diretto sulle tavole delle famiglie italiane, alimentando l’inflazione.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.agenfood.it/agricoltura/costi-di-produzione-fuori-controllo-lappello-di-doses-e-consorzio-igp-pomodoro-di-pachino-al-governo/" target="_blank" rel="noopener">AgenFood.it</a></p>
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		<title>Ciliegia di Vignola IGP: il campo sperimentale porterà il nome di Andrea Bernardi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ciliegia-di-vignola-igp-il-campo-sperimentale-a-vignola-portera-il-nome-di-andrea-bernardi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 07:57:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un omaggio all’ex presidente del Consorzio, figura centrale per la crescita della Ciliegia di Vignola IGP e per la capacità di unire il “sistema Vignola” attorno a innovazione, dialogo e territorio Soci del Consorzio, rappresentanti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/ciliegia-di-vignola-igp-il-campo-sperimentale-a-vignola-portera-il-nome-di-andrea-bernardi/">Ciliegia di Vignola IGP: il campo sperimentale porterà il nome di Andrea Bernardi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un omaggio all’ex presidente del Consorzio, figura centrale per la crescita della Ciliegia di Vignola IGP e per la capacità di unire il “sistema Vignola” attorno a innovazione, dialogo e territorio</em></p>
<p>Soci del Consorzio, rappresentanti delle istituzioni e consiglieri si sono riuniti ieri, venerdì 12 giugno, presso il <strong>campo sperimentale di Vignola per rendere omaggio ad Andrea Bernardi</strong>, ex presidente del Consorzio della Ciliegia, della Susina e della Frutta Tipica di Vignola, scomparso prematuramente nel settembre scorso. La cerimonia di intitolazione, preceduta da una visita guidata al campo sperimentale, ha ricordato una figura che ha segnato in modo profondo la storia recente della frutticoltura vignolese e, in particolare, il percorso di crescita della Ciliegia di Vignola IGP.</p>
<p>L’iniziativa è nata dalla volontà condivisa dei <strong>Consorzi di Vignola</strong>, il <strong>Consorzio della Ciliegia di Vignola IGP</strong> e il <strong>Consorzio della Ciliegia, della Susina e della Frutta Tipica di Vignola</strong>, che hanno chiesto all’<strong>Amministrazione comunale</strong> di dedicare il campo sperimentale alla memoria di Andrea Bernardi, riconoscendo il profondo legame che lo ha unito per tanti anni a questo luogo e al mondo produttivo del territorio.+</p>
<p><strong>Bernardi ha dedicato la propria vita professionale al settore frutticolo</strong>, assumendo circa vent’anni fa la guida del Consorzio della Ciliegia, della Susina e della Frutta Tipica di Vignola. Sotto la sua presidenza, la Ciliegia di Vignola ha ottenuto il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta, traguardo che ha segnato una nuova fase per la valorizzazione del prodotto e ha portato alla nascita di un Consorzio dedicato specificamente alla tutela e alla promozione della Ciliegia di Vignola IGP.</p>
<p>«Andrea Bernardi ha interpretato il proprio ruolo con competenza tecnica, visione e una rara capacità di dialogo», ha dichiarato <strong>Pier Giorgio Lenzarini, presidente del Consorzio della Ciliegia</strong> <strong>di Vignola IGP</strong>. «La sua storia nasceva dalla campagna, e proprio da lì derivavano la sua concretezza, la sua vicinanza alla produzione e la sua attenzione costante all’innovazione. Andrea sapeva coinvolgere quello che amava definire il “sistema Vignola”: Consorzi, organizzazioni professionali, cooperazione, commercianti privati e attori della filiera. Aveva il dono di ascoltare e di far ragionare insieme le persone, anche quando le posizioni erano diverse, senza mai perdere il senso del confronto. Intitolargli il campo sperimentale significa riconoscere il contributo che ha dato alla Ciliegia di Vignola, ma anche ricordare le sue qualità umane, che restano un esempio prezioso per tutti noi».</p>
<p>La scelta del campo sperimentale non è casuale: proprio qui l’ex presidente ha dedicato tempo, attenzione e visione, riconoscendo in questo luogo uno strumento essenziale per accompagnare l’evoluzione della cerasicoltura vignolese e per sostenere il percorso di crescita della Ciliegia di Vignola IGP.</p>
<p>«Il lavoro del campo sperimentale è fondamentale perché permette di guardare avanti e di dare risposte concrete ai produttori», ha spiegato il <strong>Direttore Valter Monari</strong>. «Qui si provano varietà, portinnesti, sistemi di copertura e tecniche di difesa dalla pioggia e dagli insetti. Non sempre i risultati sono quelli attesi, ma anche questo è importante: capire che una strada non funziona significa evitare errori in campo e orientare meglio le scelte future. La cerasicoltura di Vignola è cambiata anche grazie alle esperienze maturate nei campi sperimentali: oggi l’obiettivo è ridurre i tempi improduttivi, proteggere meglio le colture e affrontare le problematiche a 360 gradi, perché il settore evolve continuamente e la ricerca deve accompagnare questa crescita».</p>
<p>Nel corso della visita sono state illustrate alcune delle principali attività in corso nel campo sperimentale, che ospita soprattutto ciliegio e, in parte, susino. Tra le prove più significative figurano un campo varietale con oltre 80 varietà e selezioni, un’area dedicata al confronto tra portinnesti, un appezzamento condotto in biologico e nuove sperimentazioni rivolte al contenimento della Drosophila suzukii. Particolare attenzione è dedicata anche agli impianti fitti con portinnesti nanizzanti, pensati per ridurre i tempi di entrata in produzione e rendere la coltivazione sempre più efficiente.</p>
<p>«L’intitolazione del campo sperimentale di Vignola ad Andrea Bernardi è un riconoscimento giusto e doveroso per il lavoro che ha svolto, insieme a Valter Monari, per la riqualificazione della cerasicoltura nel comprensorio della Ciliegia di Vignola», ha dichiarato <strong>Stefano Cavani, presidente del Consorzio della Ciliegia, della Susina e della Frutta Tipica di Vignola</strong>. «Un impegno che ha contribuito a tenere unito un territorio complesso e che oggi trova conferma anche in una produzione di grande qualità. È un gesto simbolico, ma importante per mantenere vivo il ricordo di chi ha dedicato tempo, competenza e passione a questo territorio».</p>
<p>Alla cerimonia sono intervenuti il Sindaco Angelo Pasini, l’Assessore regionale Alessio Mammi, il Direttore Valter Monari, il Presidente Pier Giorgio Lenzarini e Stefano Cavani, presidente del Consorzio della Ciliegia, della Susina e della Frutta Tipica di Vignola.</p>
<p>L’intitolazione del campo sperimentale ad Andrea Bernardi rappresenta quindi un gesto di memoria e riconoscenza verso una figura che ha contribuito in modo decisivo alla crescita della frutticoltura vignolese e alla valorizzazione di una delle sue eccellenze più identitarie: la Ciliegia di Vignola IGP. Allo stesso tempo, riafferma il valore del campo sperimentale come luogo di ricerca, confronto e innovazione a servizio del territorio.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di tutela della Ciliegia di Vignola IGP</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/CS_Ciliegia-di-Vignola_Intitolazione-campo.pdf">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Riso italiano in crisi d’identità tra varietà negate e prezzi a picco</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/riso-italiano-in-crisi-didentita-tra-varieta-negate-e-prezzi-a-picco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 06:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un dossier della Coldiretti Pavia alza il velo sul crollo delle quotazioni del riso italiano. Il senatore De Carlo: «Sono pronto ad aprire un’indagine conoscitiva» Roma e similari -60,5%. Vialone Nano -58,2%. Carnaroli e similari [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un dossier della Coldiretti Pavia alza il velo sul crollo delle quotazioni del riso italiano. Il senatore De Carlo: «Sono pronto ad aprire un’indagine conoscitiva»</em></p>
<p>Roma e similari -60,5%. Vialone Nano -58,2%. Carnaroli e similari -50%. Arborio e Volano -46,8%. Sant’Andrea e similari-45%. Le<strong> variazioni di prezzo registrate nel corso degli ultimi 12 mesi</strong> &#8211; da maggio 2025 a maggio 2026 &#8211; <strong>dai grandi risi della tradizione alimentare italiana</strong> sono tali da fotografare un crollo del mercato senza precedenti.</p>
<p>Ma le percentuali da sole raccontano soltanto una parte della verità. Sulle piazze storiche di Mortara, Vercelli e Milano è comparsa spesso, accanto alle quotazioni, la dicitura “nominale”: nel senso che i prezzi indicati erano teorici, dal momento che mancava la domanda. Per intere settimane si sono segnalati scambi nulli: se un coltivatore avesse voluto vendere ad esempio il Carnaroli anche a 52 centesimi al chilogrammo anziché a 1,04 euro di dodici mesi or sono rischiava di non riuscirci, dal momento che la domanda era pari a zero.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Le importazioni sono una parte rilevante della spiegazione per questo crollo di mercato. Nell’ultima campagna l’Italia ha importato circa 250mila tonnellate di riso, a fronte di una produzione interna pari a quasi un milione di tonnellate. Dunque l’import &#8211; soprattutto Basmati indiano e Jasmine tailandese &#8211; è minoritario. Ma il peso economico è sproporzionato. Il Basmati, ad esempio, occupa appena il 14% degli scaffali di super e ipermercati, ma ha un prezzo mediano di circa 7 euro al chilo, nettamente superiore perfino ai risi italiani a indicazione geografica, come il riso di Baraggia Biellese e Vercellese Dop e il riso del Delta del Po Igp.</p>
<h4>VARIETÀ AUTENTICHE</h4>
<p>Tra varietà straniere, chicchi con denominazioni di fantasia e similari, le varietà storiche &#8211; etichettate come Classico, Dop e Igp &#8211; occupano appena il 5,5% degli scaffali della grande distribuzione, come ho potuto verificare misurando i centimetri lineari in tre catene frequentate dalla casalinga di Voghera: “Grande i” di Montebello della Battaglia, Esselunga e Md a Voghera città.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Libero</strong></p>
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		<title>Da 18 quintali per ettaro nel 2014 a poco più di 6-8: la crisi della nocciola in cifre</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/da-18-quintali-per-ettaro-nel-2014-a-poco-piu-di-6-8-la-crisi-della-nocciola-in-cifre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 07:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[difesa fitosanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Nocciola Piemonte IGP affronta una forte crisi produttiva causata da cambiamenti climatici, siccità e fitopatie: ricerca, innovazione e tecniche sostenibili al centro del confronto della filiera corilicola piemontese. Dai 18 quintali per ettaro nel [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/da-18-quintali-per-ettaro-nel-2014-a-poco-piu-di-6-8-la-crisi-della-nocciola-in-cifre/">Da 18 quintali per ettaro nel 2014 a poco più di 6-8: la crisi della nocciola in cifre</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La Nocciola Piemonte IGP affronta una forte crisi produttiva causata da cambiamenti climatici, siccità e fitopatie: ricerca, innovazione e tecniche sostenibili al centro del confronto della filiera corilicola piemontese.</em></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/news/crolla-la-produzione-di-nocciola-in-piemonte-allarme-degli-agricoltori/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Dai 18 quintali per ettaro nel 2014 a poco più di 6-8 quintali per ettaro delle ultime annate</strong></a>. La crisi della nocciola piemontese sta tutta in questi numeri. Fino al 2020 il comparto corilicolo regionale ha garantito produzioni soddisfacenti, sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo. Negli ultimi tre anni, però, molte aziende si sono trovate ad affrontare una situazione estremamente difficile, caratterizzata da un <a href="https://www.qualivita.it/news/la-crisi-delle-nocciole-mette-a-rischio-lindustria-dolciaria-made-in-italy/" target="_blank" rel="noopener"><strong>drastico calo della produzione</strong></a> che, in alcuni casi, ha raggiunto punte del 90%. Si tratta di un fenomeno complesso e multifattoriale, <strong>determinato dall’azione congiunta di diversi fattori ambientali e dalla recrudescenza di nuove e vecchie fitopatie</strong>.</p>
<h4>I numeri del mercato</h4>
<p><strong>Le cause principali della crisi</strong> sono gli eventi meteorologici estremi e i periodi di siccità abbinati a temperature elevate. Questo provoca una caduta dei frutti prima del periodo di raccolta. <strong>Meno prodotto, spesso attaccato da malattie e parassiti</strong>, si traduce in un’<a href="https://www.qualivita.it/news/per-la-nocciola-prezzi-alti-ma-raccolto-incostante-il-clima-incide-al-70/" target="_blank" rel="noopener">impennata dei prezzi</a> e nella <strong>difficoltà di un mercato che in Piemonte fattura quasi 80 milioni di euro l’anno</strong> e coinvolge 8 mila aziende agricole su circa 30 mila ettari. Così, dopo la corsa degli ultimi anni a estendere la produzione, ora il comparto si trova a dover affrontare <strong>ritardi nel miglioramento delle tecniche produttive</strong> insieme all’impatto globale dei <strong>cambiamenti climatici</strong>.</p>
<p>[…]</p>
<p>Particolarmente partecipato il <strong>talk «La Nocciola Piemonte Igp e la Nocciola Piemonte Igp delle Langhe: prodotti di eccellenza, risorsa e valorizzazione di un territorio»</strong>, organizzato da Confagricoltura Cuneo con il contributo della Regione e del nuovo brand «PiemonteIS – Eccellenza Piemonte». Il confronto ha messo al centro il <strong>valore strategico di un prodotto certificato Igp</strong>, riconosciuto come elemento distintivo dell’eccellenza piemontese e strumento fondamentale per la promozione e la valorizzazione del territorio.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.lastampa.it/cuneo/2026/05/28/news/nocciola_crisi-15639477/" target="_blank" rel="noopener">La Stampa.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/da-18-quintali-per-ettaro-nel-2014-a-poco-piu-di-6-8-la-crisi-della-nocciola-in-cifre/">Da 18 quintali per ettaro nel 2014 a poco più di 6-8: la crisi della nocciola in cifre</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Aceto Balsamico di Modena IGP: oltre il 90% export, dalla crisi del Golfo pressioni su costi e consumi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/aceto-balsamico-di-modena-igp-oltre-il-90-export-dalla-crisi-del-golfo-pressioni-su-costi-e-consumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 May 2026 06:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Altri prodotti dell'allegato I del Trattato]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mazzetti, Presidente Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena: “L’aumento dei costi lungo la filiera incide sui consumi: fondamentale garantire continuità e presidio dei mercati” Le tensioni in Medio Oriente e lo stallo nello Stretto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/aceto-balsamico-di-modena-igp-oltre-il-90-export-dalla-crisi-del-golfo-pressioni-su-costi-e-consumi/">Aceto Balsamico di Modena IGP: oltre il 90% export, dalla crisi del Golfo pressioni su costi e consumi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mazzetti, Presidente Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena: “L’aumento dei costi lungo la filiera incide sui consumi: fondamentale garantire continuità e presidio dei mercati”</em></p>
<p>Le <a href="https://www.qualivita.it/argomento/guerra/" target="_blank" rel="noopener">tensioni in Medio Oriente e lo stallo nello Stretto di Hormuz</a> stanno già producendo impatti concreti sulle filiere agroalimentari globali, con l’<a href="https://www.qualivita.it/argomento/inflazione/" target="_blank" rel="noopener">aumento dei costi energetici</a>, rallentamenti nei trasporti marittimi e una crescente instabilità nei mercati internazionali. Questo scenario incide direttamente sull’equilibrio tra produzione, distribuzione e domanda, aggravato dalle difficoltà nell’accesso alle rotte commerciali strategiche.</p>
<p>Il comparto dell’<strong>Aceto Balsamico di Modena IGP</strong>, uno dei prodotti agroalimentari italiani con la maggiore esposizione ai mercati internazionali (oltre il 90% dell’export), è tra i più vulnerabili, visto che il prodotto è distribuito in oltre 100 Paesi. In un contesto di incertezze, le <strong>difficoltà logistiche</strong> e le <strong>fluttuazioni dei costi energetici</strong> possono mettere a rischio il normale flusso delle esportazioni.</p>
<p><em>“Il contesto attuale è in continua evoluzione e richiede una gestione attenta e tempestiva da parte delle aziende </em>&#8211; afferma <strong>Cesare Mazzetti, Presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena</strong> -. <em>L’aumento dei costi in tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, rischia di influenzare significativamente l’equilibrio dei mercati e la domanda finale. A questo si aggiungono gli effetti collaterali legati al blocco delle principali rotte commerciali, che stanno creando incertezze sulle catene di distribuzione. La nostra priorità in questa fase è <strong>diversificare i mercati di sbocco</strong> e cercare di <a href="https://www.qualivita.it/argomento/consumi/" target="_blank" rel="noopener"><strong>aumentare la domanda dei consumatori europei</strong></a> mantenendo continuità e stabilità. L’Aceto Balsamico di Modena IGP non è solo un prodotto, è un simbolo di <strong>eccellenza</strong> che ha saputo rispondere alle crisi, dimostrando la solidità della nostra filiera e la forza del Made in Italy nel mondo. In momenti come questo, è proprio il nostro valore riconosciuto che fa la differenza </em>&#8211; prosegue <strong>Mazzetti</strong> -.</p>
<p>La solidità e la riconoscibilità dell’Aceto Balsamico di Modena IGP sui mercati internazionali, insieme alla sua filiera strutturata e consolidata, sono oggi più che mai fondamentali per garantire continuità e presidio del mercato.</p>
<p>“<em>Anche in fasi di incertezze, è proprio il valore riconosciuto del prodotto e la capacità della filiera di reagire alle crisi che fanno la differenza</em> – conclude <strong>Mazzetti</strong> -. <em>La nostra capacità di sostenere la competitività dipende dalla resilienza della nostra filiera e dal supporto a un posizionamento forte e responsabile del Made in Italy. In questo quadro, il Consorzio si augura una rapida de-escalation delle tensioni e una conclusione del conflitto nel più breve tempo possibile, auspicabilmente entro aprile secondo quanto riportato oggi dalla stampa, per favorire la stabilizzazione dei mercati e il ripristino delle normali dinamiche commerciali.”</em></p>
<p>In questo quadro, il Consorzio si augura una rapida de-escalation delle tensioni e una conclusione del conflitto nel più breve tempo possibile, auspicabilmente entro aprile secondo quanto riportato oggi dalla stampa, per favorire la stabilizzazione dei mercati e il ripristino delle normali dinamiche commerciali.”</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziobalsamico.it/news-blog/aceto-balsamico-di-modena-igp-oltre-il-90-export-dalla-crisi-del-golfo-pressioni-su-costi-e-consumi/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena</a></p>
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		<title>Ciliegia di Vignola IGP: al via la campagna 2026 con buoni quantitativi e ottima qualità</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/ciliegia-di-vignola-igp-al-via-la-campagna-2026-con-buoni-quantitativi-e-ottima-qualita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 06:49:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fiducia da parte del Consorzio di tutela della Ciliegia di Vignola IGP per la stagione commerciale dell’eccellenza emiliana. In partenza anche un’intensa campagna di comunicazione a livello nazionale La Ciliegia di Vignola IGP è tornata [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Fiducia da parte del Consorzio di tutela della Ciliegia di Vignola IGP per la stagione commerciale dell’eccellenza emiliana. In partenza anche un’intensa campagna di comunicazione a livello nazionale</em></p>
<p>La <strong>Ciliegia di Vignola IGP è tornata sui mercati</strong>, per una stagione commerciale dalle prospettive positive, che proseguirà fino a inizio luglio. Le <strong>previsioni del Consorzio parlano di una buona produzione</strong>, che secondo le stime si assesterà sui 40-50 mila quintali. La prima varietà ad arrivare sugli scaffali della GDO e nei negozi di ortofrutta sarà <strong>Bigarreau Moreau</strong>.</p>
<p>Grazie a un <strong>buon andamento climatico</strong> e alla copertura contro la pioggia, che riguarda oltre il 40% degli impianti, <strong>anche nel 2026 i produttori garantiranno la presenza sul mercato di ciliegie di qualità premium</strong>, capaci di distinguersi per consistenza della polpa, calibro e caratteristiche organolettiche.</p>
<p>Il marchio Ciliegia di Vignola IGP, nato nel 2012, garantisce infatti la coltivazione in 28 comuni tra le province di Modena e Bologna, un territorio ideale per frutti eccellenti, che si unisce a competenze produttive consolidate e tramandate nel tempo all’interno di aziende spesso a conduzione familiare. La certificazione indica inoltre un’alta qualità sensoriale riconoscibile delle ciliegie, grazie a un rigoroso disciplinare.</p>
<p>“Le aspettative per questa stagione sono sicuramente all’insegna dell’ottimismo – commenta <strong>Valter Monari, direttore del Consorzio Ciliegia di Vignola IGP</strong> – Pur in presenza di buoni quantitativi di ciliegie da altre aree italiane ed europee, il nostro posizionamento sui mercati resta solido grazie a un prodotto dall’elevato profilo qualitativo e a un marchio riconosciuto e premiato dai consumatori.”</p>
<p>Per supportare la campagna della Ciliegia di Vignola IGP è in partenza, inoltre, una<strong> campagna di marketing</strong>, che renderà riconoscibile il marchio a sempre più consumatori. Le iniziative comprendono pubblicità sulle riviste consumer e in-store, RP locali e rivolte alla stampa specializzata, tram brandizzati a Milano, sponsorizzazioni e la partecipazione a programmi televisivi che valorizzano e raccontano i territori italiani.</p>
<p>Prosegue inoltre la collaborazione, inaugurata nel 2023, con Casoni Liquori per il Gin Tabar Ciliegia di Vignola IGP, una specialità che mette insieme due eccellenze della provincia modenese.</p>
<p>Fonte: <strong>Consorzio di tutela della Ciliegia di Vignola IGP</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/CS_Ciliegia-di-Vignola_Inizio-stagione-2026.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<title>Allarme per la Piadina Romagnola IGP: &#8220;gli aumenti affossano le imprese&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/allarme-per-la-piadina-romagnola-igp-gli-aumenti-affossano-le-imprese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 07:56:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[costi]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Qualivita]]></category>
		<category><![CDATA[Prodotti di panetteria pasticceria confetteria o biscotteria]]></category>
		<category><![CDATA[produzione]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola IGP lancia l&#8217;allarme: Gas +41%, imballaggi +40%, energia +25%. Sotto pressione una filiera da 65 milioni di euro e 1.200 addetti La Piadina Romagnola IGP è molto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola IGP lancia l&#8217;allarme: Gas +41%, imballaggi +40%, energia +25%. Sotto pressione una filiera da 65 milioni di euro e 1.200 addetti</em></p>
<p>La <a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/433980/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Piadina Romagnola IGP</strong></a> è molto più di un prodotto da forno. E un simbolo identitario, un&#8217;eccellenza certificata, un <strong>motore economico capace di muovere oltre 1.200</strong> <strong>addetti</strong> e un <strong>indotto che abbraccia l&#8217;intero territorio romagnolo</strong>.</p>
<p>Eppure, dietro il profumo inconfondibile di questa sfoglia antica, si nasconde oggi una <strong>preoccupazione crescente: quella dei costi di produzione</strong>, lievitati a ritmi insostenibili negli ultimi mesi.</p>
<p>A <strong>lanciare l&#8217;allarme è il <a href="https://www.consorziopiadinaromagnola.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola IGP</a></strong> che ha fotografato la situazione raccogliendo la voce diretta dei propri associati. Il quadro che emerge è tutt&#8217;altro che rassicurante: aumenti a doppia cifra su quasi tutte le principali voci di spesa stanno comprimendo i margini delle aziende del comparto, mettendo a rischio la sostenibilità economica di una filiera strategica.</p>
<h4>I numeri parlano chiaro</h4>
<p>Il gas ha registrato un incremento del 41,2%; gli imballaggi del Uno stabilimento di produzione delia piadina 40,1%; l&#8217;elettricità del 25,3%; i trasporti del 10,4%. Una pressione che, sommata, si trasforma in una morsa sempre più stretta sulla redditività delle imprese, siano esse artigianali, industriali o gestori di chioschi.</p>
<p>«Siamo davanti a una situazione che si fa sempre più complessa e pesante per le nostre imprese», dichiara <strong>Alfio Biagini, Presidente del Consorzio</strong>. «I rincari energetici, dei trasporti e del packaging incidono direttamente sui costi di produzione, con la conseguenza di comprimere i margini delle aziende e mettere in difficoltà una filiera cardine dell&#8217;economia regionale».</p>
<p>Il presidente non usa mezzi termini quando si tratta di contestualizzare la posta in gioco: «La Piadina Romagnola IGP rappresenta una delle eccellenze dell&#8217;agroalimentare italiano e un simbolo identitario della Romagna. Dietro a questo prodotto ci sono imprese, lavoratori, investimenti e una filiera che ogni giorno garantisce qualità, sicurezza e tracciabilità».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Corriere Romagna</strong></p>
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		<title>Il Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena lancia “GENERATIVA”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-di-tutela-aceto-balsamico-di-modena-lancia-generativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 07:37:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Altri prodotti dell'allegato I del Trattato]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCA]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[tracciabilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“GENERATIVA” è un progetto con Nativa, CSQA e Università di Parma per una filiera dell’Aceto Balsamico di Modena IGP sempre più sostenibile, trasparente e orientata alla creazione di valore nel tempo. Il Consorzio di Tutela Aceto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“GENERATIVA” è un progetto con Nativa, CSQA e Università di Parma per una filiera dell’Aceto Balsamico di Modena IGP sempre più sostenibile, trasparente e orientata alla creazione di valore nel tempo.</em></p>
<p>Il <a href="https://www.consorziobalsamico.it/"><strong>Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena</strong></a> ha lanciato il 4 maggio “<strong>GENERATIVA</strong>”, <strong>un progetto sviluppato insieme a Nativa, CSQA e all’Università di Parma </strong>che proseguirà fino al 2028 con con l’obiettivo di rendere la <strong>filiera dell’Aceto Balsamico di Modena sempre più sostenibile</strong>, trasparente e orientata alla creazione di valore nel tempo.</p>
<p><strong>GENERATIVA poggia su due pilastri fondamentali</strong>: il primo è il programma <a href="https://www.csqa.it/it-it/certificazioni/sostenibilita/made-green-in-italy"><strong>Made Green in Italy</strong></a>, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per la <strong>valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti </strong>e <strong>certificabile da CSQA</strong>.</p>
<p>Il secondo pilastro è il progetto di <strong>Supply Chain Co-evolution</strong> che punta a costruire una vera e propria catena di valore sostenibile che coinvolga l’intero comparto, fino alla fase agricola.</p>
<p>L’obiettivo è rafforzare l’identità e la collaborazione di una filiera oggi frammentata, <strong>creando un sistema condiviso fatto di dati affidabili, regole comuni e competenze territoriali.</strong></p>
<p>Nel breve periodo, GENERATIVA mira a strutturare un programma di coinvolgimento e miglioramento continuo, basato sulla raccolta di dati primari lungo tutta la catena del valore. Nel medio-lungo termine, il progetto intende generare risultati duraturi in termini di sostenibilità, resilienza e capacità di pianificazione del comparto.</p>
<p>L’approccio integra competitività e sostenibilità secondo il paradigma della Value Creation: creare valore economico, sociale e ambientale attraverso un percorso partecipato, scientifico e orientato al miglioramento continuo dell’intera filiera.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.consorziobalsamico.it/news-blog/il-consorzio-abm-avvia-generativa/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di Tutela Aceto Balsamico di Modena</a></p>
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		<title>Qualivita e WOW accolgono la delegazione cilena di olivicoltori della Valle del Huasco</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/fondazione-qualivita-accoglie-la-delegazione-cilena-di-olivicoltori-del-valle-del-huasco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 12:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[olivicoltura]]></category>
		<category><![CDATA[qualivita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A WOW un incontro su Indicazioni Geografiche, Dop economy e cooperazione internazionale con la delegazione cilena dell’Aceite de oliva del Valle del Huasco e INIA, ospiti del Santa Chiara Lab e Fondazione Qualivita Fondazione Qualivita [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A WOW un incontro su Indicazioni Geografiche, Dop economy e cooperazione internazionale con la delegazione cilena dell’Aceite de oliva del Valle del Huasco e INIA, ospiti del Santa Chiara Lab e Fondazione Qualivita</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Fondazione Qualivita</strong> ha ospitato una <strong>delegazione cilena di olivicoltori della denominazione di origine <a href="https://aceitesdo.cl/" target="_blank" rel="noopener"><em>Aceite de oliva del Valle del Huasco</em></a></strong>, accompagnata da rappresentanti del Governo cileno e <a href="https://www.inia.cl/" target="_blank" rel="noopener"><strong>INIA (Instituto de Investigaciones Agropecuarias)</strong></a>, in un momento di confronto dedicato ai modelli di valorizzazione delle produzioni agroalimentari di qualità e al ruolo delle Indicazioni Geografiche come strumento di sviluppo territoriale.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel corso dell’incontro, che rientra nel quadro delle attività di cooperazione e dialogo internazionale della Fondazione, il direttore <strong>Mauro Rosati</strong> ha <strong>illustrato ai partecipanti il sistema delle Indicazioni Geografiche europee e il valore della Dop economy italiana</strong>, sottolineandone la capacità di tutelare le produzioni, rafforzare l’identità dei territori e generare opportunità economiche, culturali e di promozione internazionale.</p>
<p style="font-weight: 400;">La delegazione ha infine visitato <a href="https://www.qualivita.it/news/luniversita-di-siena-apre-wow-spazio-esperienziale-dedicato-a-sostenibilita-ricerca-e-territori/" target="_blank" rel="noopener"><strong>WOW</strong></a>, lo <strong>spazio esperienziale realizzato dall’Università di Siena e dal Santa Chiara Lab</strong>, dedicato alla sostenibilità, alla ricerca e ai territori, che ospita anche un’area informativa curata da Fondazione Qualivita sul sistema delle Indicazioni Geografiche europee e sulla Dop economy italiana.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>La delegazione</strong>, formata da <strong>Daniela Francisca Gonzalez Miranda</strong>, <strong>Carlos Gonzalez Morales</strong> e <strong>Angel Manuel Ponce Paredes</strong> del Comité DO AOVE Valle del Huasco, da <strong>Verónica Arancibia</strong> dell’INIA – Instituto de Investigaciones Agropecuarias, da <strong>Pía Nicole Albiña Mura</strong> (Olivos Albiña), <strong>Enrique Malfanti</strong> (Ex Fundo VRO), e da <strong>Luis Gustavo Díaz</strong> e <strong>Gabriela Diaz</strong> della Pontificia Universidad Católica de Chile, e accompagnata, tra gli altri, da <strong>Angela Canale</strong>, presidente del Movimento Turismo dell’Olio Umbria, ha preso parte alle attività di approfondimento e confronto sui temi della valorizzazione delle produzioni di qualità.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’incontro ha rappresentato un momento di confronto di particolare rilievo per la condivisione di esperienze tra realtà impegnate nella tutela delle produzioni di qualità, nella promozione dei territori e nella costruzione di relazioni di cooperazione tra sistemi produttivi accomunati dall’attenzione alla distintività e alla valorizzazione dell’origine.</p>
<p>Fonte: <strong>Fondazione Qualivita</strong></p>
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		<title>Montasio DOP: peptidi bioattivi, sostenibilità ESG e montagna</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/montasio-dop-peptidi-bioattivi-sostenibilita-esg-e-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 06:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[#RAPPORTODOPIGP2025]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio di sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[ESG]]></category>
		<category><![CDATA[filiere produttive]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il XXIII Rapporto ISMEA-Qualivita sulla DOP Economy (2025) colloca il Montasio DOP al nono posto tra i formaggi italiani a Indicazione Geografica. Nel 2024 il Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio ha pubblicato il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/montasio-dop-peptidi-bioattivi-sostenibilita-esg-e-montagna/">Montasio DOP: peptidi bioattivi, sostenibilità ESG e montagna</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il XXIII Rapporto ISMEA-Qualivita sulla DOP Economy (2025) colloca il Montasio DOP al nono posto tra i formaggi italiani a Indicazione Geografica. Nel 2024 il Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio ha pubblicato il proprio primo Bilancio di Sostenibilità</em></p>
<p>Il <strong>Montasio DOP</strong> esprime l’evoluzione dell’economia lattiero-casearia del Nord-Est Italia, trasformando una tradizione secolare in un caso di studio per il mercato dei cibi funzionali. Protetta dal sistema delle Indicazioni Geografiche UE, la denominazione risponde oggi alle richieste di trasparenza dei consumatori attraverso una tracciabilità integrale e la valorizzazione dei prodotti di montagna. L’analisi dei dati produttivi e delle recenti evidenze biochimiche ne delinea il potenziale strategico per gli operatori internazionali.</p>
<h4>Numeri e rotte commerciali della DOP</h4>
<p>Il <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2025/">XXIII Rapporto ISMEA-Qualivita sulla <strong>DOP Economy</strong></a> (2025) colloca il <strong>Montasio DOP</strong> al <strong>nono posto</strong> tra i formaggi italiani a Indicazione Geografica, con una produzione certificata di 5.939 tonnellate nel 2024 (-1,7% rispetto al 2023), un <strong>valore alla produzione</strong> di <strong>53 milioni di euro</strong> (+0,6%), un valore al consumo di 95 milioni di euro (+0,5%) e un valore all’export di 4,6 milioni di euro (+3%).</p>
<p>Sul fronte commerciale, il bilancio d’esercizio 2024 del Consorzio di tutela segnala la vendita di <strong>780.973 forme</strong>. Circa 70.000 forme, pari al <strong>9% </strong>della produzione consorziale, riportano la dicitura <strong>‘Prodotto della Montagna’</strong> (PDM), riservata alle lavorazioni avvenute oltre i 600 metri di altitudine (Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio, 2025).</p>
<p>La filiera coinvolge oltre <strong>40 produttori</strong>, 14 stagionatori e circa 795 aziende agricole zootecniche. Il dato <strong>export</strong> — 4,6 milioni di euro, intorno al <strong>7% della produzione</strong> — evidenzia margini di sviluppo significativi, con focus su Austria e Germania quali mercati chiave della campagna europea ‘<em>Eccellenze DOP: un savoir-faire tutto europeo</em>‘, cofinanziata dall’UE, e potenziale dichiarato anche su Polonia, Giappone e Nord America (Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio, 2024).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>La strategia ESG e l’impatto ambientale</h4>
<p>Nel 2024 il Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio ha pubblicato il proprio <strong>primo Bilancio di Sostenibilità</strong>, strumento di rendicontazione non finanziaria che misura e comunica l’impatto della filiera lungo le dimensioni ambientale, sociale e di governance (ESG). Il documento — finanziato nell’ambito del Complemento di Sviluppo Rurale per il Veneto 2023–2027 — rappresenta un passo significativo verso la trasparenza strutturata e la credibilità istituzionale della denominazione (Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio, 2024).</p>
<p>Sul piano ambientale, le azioni documentate includono lo sviluppo di <strong>packaging a basso impatto</strong>, la <strong>ricerca</strong> sull’impiego di ceppi batterici autoctoni per ridurre l’uso di additivi, e attività di riduzione della muffa sotto crosta come leva per limitare gli scarti di prodotto. Il Consorzio ha inoltre avviato progetti di ricerca in partnership con università — in primo luogo l’Università di Udine — e ha aderito all’Agenda 2030 dell’ONU, rendicontando il proprio contributo agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.</p>
<p>Sul piano sociale, il Bilancio documenta programmi di <strong>educazione nutrizionale</strong> negli istituti scolastici, iniziative di contrasto allo spreco alimentare e azioni a sostegno delle comunità rurali del territorio di produzione. Sul fronte della governance, il Consorzio ha rendicontato la propria struttura, lo statuto, i 51 soci, i 4 dipendenti e le 792 analisi di controllo svolte nel 2024, oltre a un <strong>rating ESG</strong> che misura e confronta nel tempo i risultati conseguiti.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/montasio-formaggio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>greatitalianfoodtrade.it</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/montasio-dop-peptidi-bioattivi-sostenibilita-esg-e-montagna/">Montasio DOP: peptidi bioattivi, sostenibilità ESG e montagna</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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