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	<title>Articoli Stampa &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Jul 2026 08:09:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Articoli Stampa &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<item>
		<title>Prosciutto di San Daniele DOP oltre l’ostacolo dazi: +20% di esportazioni negli Usa</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-san-daniele-dop-oltre-lostacolo-dazi-20-di-esportazioni-negli-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 07:16:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dop economy. Fatturato all’origine in calo del 5% ma i volumi di produzione del Prosciutto di San Daniele DOP sono in ripresa Superato il test dazi con un +20% di export Usa nel 2025, il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dop economy. Fatturato all’origine in calo del 5% ma i volumi di produzione del Prosciutto di San Daniele DOP sono in ripresa</em></p>
<p>Superato il test dazi con un <strong>+20% di export Usa nel 2025</strong>, il <strong>Consorzio del Prosciutto di San Daniele</strong> va in pressing sui mercati di Danimarca e Svezia. E in attesa che l’Asia riapra le frontiere dopo il blocco commerciale dovuto alla epidemia di peste suina africana, si prepara a erodere nuove quote di mercato attraverso una “riserva certificata”.</p>
<p>«Vendere di più e meglio puntando sulle nostre caratteristiche di salubrità» è il mantra di <strong>Mario Cichetti</strong>, da più di vent’anni ai vertici del Consorzio. Il direttore generale ci accoglie negli uffici di San Daniele del Friuli, 8mila anime tra le Alpi Carniche e il mare Adriatico. Qui tempo e stagioni della comunità sono scandite da un prodotto che – su tutta la regione – vanta ricadute complessive per oltre 1,15 miliardi.</p>
<p>Cichetti snocciola gli ultimi dati relativi alla Dop che riunisce 31 produttori e 3.500 allevamenti medio-piccoli, in dieci regioni certificate. «<strong>Abbiamo chiuso un bilancio in positivo</strong>, con un fatturato alla produzione di 340 milioni di euro, in calo rispetto ai 360 milioni del 2024, ma con un recupero in volumi, passando dai 2,45 milioni di prosciutti del 2024, ai 2,54 milioni del 2025».</p>
<p>Il 2024 e i primi mesi del 2025 hanno rappresentato un banco di prova importante, a causa del caro-materie prime e alla contestuale epidemia di peste suina africana negli allevamenti, che ha colpito soprattutto Centro-Nord e Sardegna e che ha fatto schizzare al massimo storico i prezzi di cosce fresche e pezzi di suino.</p>
<p>«Approvvigionare magazzini con costi del 30% più alti è stato oneroso», commenta Cichetti. Gli effetti della Psa sono percepibili nel blocco commerciale ancora in atto con Giappone e Cina, che insieme rappresentano il 10% dell’export: «Lo stallo pesa – dice – ma ci auguriamo, come sembra, una ripresa a breve dell’export con il Giappone, mentre per la Cina temiamo tempi più lunghi».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Salumi Piacentini DOP: “Le nostre tre DOP ottenute con lungimiranza, la sfida resta valorizzare Piacenza”</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/salumi-piacentini-dop-le-nostre-tre-dop-ottenute-con-lungimiranza-la-sfida-resta-valorizzare-piacenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 07:02:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Coppa, Salame, Pancetta Piacentina DOP: tris d&#8217;assi che lavora per &#8220;respirare il lîtturo&#8221;. II 2 luglio a Palazzo Gotico si è celebrata l&#8217;arte norcina dell&#8217;unico territorio provinciale che può vantare tre certificazioni europee Correva l’anno [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Coppa, Salame, Pancetta Piacentina DOP: tris d&#8217;assi che lavora per &#8220;respirare il lîtturo&#8221;. II 2 luglio a Palazzo Gotico si è celebrata l&#8217;arte norcina dell&#8217;unico territorio provinciale che può vantare tre certificazioni europee</em></p>
<p>Correva l’anno 1996 quando Piacenza ha iniziato a ‘Respirare il futuro”: era il 2 luglio 1996 quando l’Unione Europea, tramite il Regolamento CEE n. 2081/92, assegnava le Denominazioni di Origine Protetta (DOP), prestigiosi riconoscimenti per il territorio. Con lungimiranza, Piacenza si candidò ed ottenne quello che ancora oggi è un primato comunitario assoluto: l’ottenimento delle tre DOP per la <strong>Coppa Piacentina</strong>, il <strong>Salame Piacentino</strong> e la <strong>Pancetta Piacentina</strong>.</p>
<p>Piacenza è l’unica provincia europea a vantare ben tre DOP nel settore della salumeria. Per celebrare degnamente questo traguardo, il Consorzio Salumi Tipici Piacentini (costituito nel 1971) e il Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini (soggetto giuridico di tutela dal 2005) hanno unito le forze in una governance unitaria e in totale co-progettazione. Palazzo Gotico ha ospitato, nel pomeriggio del 2 luglio, il convegno Respirare il futuro”, un evento che non è un semplice momento auto-celebrativo, bensì un atto di responsabilità istituzionale ed economica volto a trasformare un patrimonio storico in una leva strategica e competitiva per guidare le PMI verso le sfide future dei mercati globali.</p>
<p>[…]</p>
<p>Il convegno, moderato da <strong>Patrizio Roversi</strong>, si è aperto con una rappresentazione teatrale, dedicata alla decisione degli imprenditori di avviare il percorso Dop dei salumi piacentini, con <strong>Corrado Calda</strong> e <strong>Gianluigi Gandini</strong>, per poi lasciare spazio ai saluti istituzionali: <strong>Roberto Belli</strong>, Direttore del Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini, <strong>Katia Tarasconi</strong>, Sindaco di Piacenza, e <strong>Francesco Lollobrigida</strong>, Ministro dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste (con videomessaggio). Si è entrati così nel vivo del convegno “Respirare il Futuro, Coltivare la Tradizione: i 30 anni delle DOP Piacentine tra storia e visione”, con <strong>Antonio Grossetti</strong>, Presidente del Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini e <strong>Roberto Belli</strong>, e alla presentazione della ricerca Nomisma “Salumi Piacentini DOP: percepito del consumatore e opportunità legate alla valorizzazione dei prodotti a marchio di qualità DOP”, con <strong>Paolo De Castro</strong> Presidente NOMISMA (introduzione alla tematica) e <strong>Chiara Volpato</strong> – Head of Tecnical Consulting NOMISMA, l’approfondimento dedicato a “La Stagionatura: Capolavoro della Natura” con <strong>Aldo Prandini</strong> (Università Cattolica del Sacro Cuore), <strong>Alex Revelli Sorini</strong> (Università San Raffaele di Roma).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.piacenzasera.it/2026/07/le-nostre-tre-dop-ottenute-con-lungimiranza-la-sfida-resta-valorizzare-piacenza/652898/" target="_blank" rel="noopener"><b>Piacenza Sera.it</b></a></p>
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		<item>
		<title>La Fontina DOP d’alpeggio nel pieno della stagione: la montagna torna protagonista</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-fontina-dop-dalpeggio-nel-pieno-della-stagione-la-montagna-torna-protagonista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 08:12:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti di montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> La Fontina DOP d&#8217;Alpeggio continua ad essere una risorsa per la montagna: il pascolo mantiene vivi i versanti, previene l’abbandono e contribuisce alla stabilità dell’ecosistema alpino All’alba, lungo i sentieri che salgono dal fondovalle, le mandrie [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em> La Fontina DOP d&#8217;Alpeggio continua ad essere una risorsa per la montagna: il pascolo mantiene vivi i versanti, previene l’abbandono e contribuisce alla stabilità dell’ecosistema alpino</em></p>
<p class="wp-block-paragraph">All’alba, lungo i sentieri che salgono dal fondovalle, le mandrie si mettono in cammino. È la <strong>monticazione</strong>: le mucche risalgono la montagna seguendo un ritmo antico che, ancora oggi, scandisce una parte concreta dell’economia valdostana. In gioco non c’è solo una tradizione, ma una filiera produttiva che ogni anno porta alla realizzazione di circa <strong>400mila forme di Fontina DOP</strong>, di cui quasi 70mila prodotte esclusivamente in alpeggio.</p>
<p class="wp-block-paragraph">È qui, tra i 2.000 e i 2.700 metri di quota, che nasce la <strong><a id="https://share.google/24KzZ9hly1YdXovYJ" href="https://share.google/24KzZ9hly1YdXovYJ" target="_blank" rel="noreferrer noopener" type="link">Fontina DOP Alpeggio</a></strong>, la sua espressione più rara e identitaria, appena il <strong>15% della produzione totale</strong>. Una produzione di nicchia, affidata a circa 125 alpeggi attivi, veri e propri micro-caseifici di montagna, dove tutto avviene in quota: il latte viene munto, lavorato e trasformato direttamente sul posto, spesso nel giro di poche ore.</p>
<p class="wp-block-paragraph">[&#8230;]</p>
<p class="wp-block-paragraph">La produzione segue un calendario flessibile, legato più al clima che alle date. I primi alpeggi iniziano tra fine maggio e giugno a quote più basse; a luglio e agosto si sale stabilmente sopra ai 2.000 metri, mentre tra fine agosto e settembre le mandrie ridiscendono progressivamente verso i pascoli iniziali, prima del rientro a valle. La <strong>stagione di alpeggio</strong> dura complessivamente circa 120 giorni. Tra fine agosto e inizio settembre, terminato il periodo minimo di stagionatura di 80 giorni, saranno disponibili le prime forme di Fontina DOP Alpeggio.</p>
<p class="wp-block-paragraph"><em>“Parliamo di una produzione limitata ma strategica: circa 70mila forme che rappresentano il valore più identitario della nostra DOP” </em>— sottolinea <strong>Fulvio Blanchet</strong>, Direttore del Consorzio Produttori e Tutela della DOP Fontina —<em> l’alpeggio è un sistema dinamico, capace di adattarsi anche a condizioni climatiche difficili. È qui che si misura la resilienza della nostra filiera e la capacità di coniugare tradizione, sostenibilità e qualità”.</em></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.agenfood.it/gastronomia/la-fontina-dop-dalpeggio-nel-pieno-della-stagione-la-montagna-torna-protagonista/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Agenfood</strong></a></p>
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		<item>
		<title>Turismo DOP: un’estate di vino, cultura e bellezza</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/turismo-dop-unestate-di-vino-cultura-e-bellezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:48:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per quest&#8217;anno si prospetta un&#8217;estate ricca di eventi legati al Turismo DOP. Protagonisti anche diversi Consorzi di Tutela presenti sul territorio Se “Canelli Città del Vino &#8211; Sparkling Canelli: Bollicine a Canelli” nelle storiche Cattedrali [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Per quest&#8217;anno si prospetta un&#8217;estate ricca di eventi legati al Turismo DOP. Protagonisti anche diversi Consorzi di Tutela presenti sul territorio</em></p>
<p>Se <strong>“Canelli Città del Vino &#8211; Sparkling Canelli: Bollicine a Canelli</strong>” nelle storiche Cattedrali Sotterranee di Canelli, Patrimonio Unesco, è un’occasione unica per degustare le amate bollicine made in Italy nella “culla” della spumantistica italiana, l’estate in <strong>Chianti Classico</strong> con il “Chianti Classico Fest”, tra arte, musica, teatro e vino nelle cantine e nei borghi del Gallo Nero, è un’autentica immersione nella bellezza del paesaggio-simbolo italiano.</p>
<p>Ma si va da “Müller Thurgau: Vino di Montagna” che celebra uno dei vini-simbolo del Trentino a Cembra e nella sua Valle, all’Abbazia di Novacella che apre le porte agli eno-appassionati dei vigneti storici in Valle Isarco in Alto Adige; da “Ein Prosit Summer Edition” a Tarvisio dove grandi chef interpretano le eccellenze gastronomiche del Friuli Venezia Giulia accompagnate dai vini friulani, a “Cinema Divino” che unisce vino &amp; cinema a Villa Bogdano 1880 a Lison di Portogruaro; da “Sorsi d’Autore” a Villa Bassi Rathgeb con lo storico dell’arte Jacopo Veneziani ed i vini Bottega, a “Percorsi di libertà.</p>
<p>Il coraggio di diventare protagoniste”, la rassegna culturale ideata da Matilde Poggi nella sua azienda Le Fraghe nella <strong>DOC Bardolino</strong>; dall’Alta Langa sfondo di “Buona Fortuna Ribelli”, la mostra d’arte contemporanea diffusa della Galleria Lunetta11 con opere di Alberto Burri, Alighiero Boetti, Mario Schifano, Salvo e molti altri grandi artisti, alla “Notte dei Rosati” al Castello di Moncalieri; da “Collisioni” ad Alba, il Festival Agrirock con l’Asti bollicina ufficiale e sul palco Alfa, Frah Quintale, Sayf e non solo, al “Monferrato on Stage” che unisce le eccellenze enogastronomiche Monferrato alla musica d’autore; dalla “Festa Artusiana” promossa da Casa Artusi a Forlimpopoli per celebrare l’eredità di Pellegrino Artusi, “padre” della cucina italiana, a “Tramonto DiVino”, il viaggio con i vini e le <strong>DOP dell’Emilia-Romagna</strong> in Riviera, nei borghi più autentici e nelle città d’arte della regione come Scandiano.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/dalle-cattedrali-sotterranee-di-canelli-al-chianti-classico-unestate-di-vino-cultura-e-bellezza_595444/" target="_blank" rel="noopener"><strong>WineNews</strong></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dazi e consumi in calo. Le Langhe tagliano il vino ma salvano il Barolo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dazi-e-consumi-in-calo-le-langhe-tagliano-il-vino-ma-salvano-il-barolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:33:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani di tutela riduce del 10% le rese di Nebbiolo e Barbera. I viticoltori preoccupati per le quotazioni delle uve sempre più basse Il Consorzio di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dazi-e-consumi-in-calo-le-langhe-tagliano-il-vino-ma-salvano-il-barolo/">Dazi e consumi in calo. Le Langhe tagliano il vino ma salvano il Barolo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani di tutela riduce del 10% le rese di Nebbiolo e Barbera. I viticoltori preoccupati per le quotazioni delle uve sempre più basse</em></p>
<p><strong>Il Consorzio di tutela riduce del 10% le rese di Nebbiolo e Barbera</strong>. I viticoltori preoccupati per le quotazioni delle uve sempre più basse Meno bottiglie di Langhe Nebbiolo e Barbera d&#8217;Alba da vendere sul mercato, stop a nuovi vigneti, promozione più efficace e ricerca di mercati alternativi agli Stati Uniti, gravati dai dazi e dal minore potere di spesa degli americani.</p>
<p><strong>Anche le blasonate Langhe fanno i conti con la crisi globale del vino</strong> e provano a rispondere al rischio sempre più concreto di arrivare alla prossima vendemmia con un eccesso di produzione e le cantine ancora mezze piene.</p>
<p>I produttori aderenti al Consorzio di tutela del Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani hanno <strong>approvato in assemblea una riduzione delle rese di due denominazioni più esposte al pericolo</strong>: il Langhe Nebbiolo Doc e la Barbera d&#8217;Alba Doc.</p>
<p>Per entrambi, è stata<strong> decisa a larghissima maggioranza una riduzione del 10% della resa</strong>, che per quest&#8217;anno scenderà a 90 quintali per ettaro, contro i 100 quintali previsti dal disciplinare. È <strong>ammesso un 20% di esubero, ma solo il 5% potrà essere utilizzato per produrre vino da tavola</strong>, mentre il resto dovrà essere obbligatoriamente destinato ad altri usi come succhi di frutta o distillazione.</p>
<p>«Abbiamo ottenuto quasi l&#8217;unanimità, la compagine sociale si è espressa con una visione chiara e coerente – è il commento del <strong>presidente del Consorzio, Sergio Germano</strong> -. In questo scenario, attuare una riduzione del potenziale produttivo è una misura utile per tenere sotto controllo l&#8217;offerta, senza interventi drastici. Non avrà effetti positivi nell&#8217;immediato, ma è un utile segnale di responsabilità da parte di noi produttori. Inoltre, si inserisce in un programma più ampio di gestione avviato in questi anni e che passa anche attraverso il controllo degli ettari vitati e la promozione».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.lastampa.it/economia/2026/07/02/news/dazi_e_consumi_in_calo_le_langhe_tagliano_il_vino_ma_salvano_il_barolo-15677280/" target="_blank" rel="noopener">La Stampa.it</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/dazi-e-consumi-in-calo-le-langhe-tagliano-il-vino-ma-salvano-il-barolo/">Dazi e consumi in calo. Le Langhe tagliano il vino ma salvano il Barolo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Limone di Siracusa IGP parla all’Europa: 260 milioni di contatti grazie a LemON</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-limone-di-siracusa-igp-parla-alleuropa-260-milioni-di-contatti-grazie-a-lemon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:10:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[ortofrutticoli e cereali]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=524823</guid>

					<description><![CDATA[<p>210 milioni i contatti da raggiungere entro marzo 2027, è questo l&#8217;obiettivo di LemOn, la campagna promozionale del Limone di Siracusa IGP cofinanziata dalla UE LemOn, la campagna triennale cofinanziata dall’Unione europea e dal Consorzio di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/il-limone-di-siracusa-igp-parla-alleuropa-260-milioni-di-contatti-grazie-a-lemon/">Il Limone di Siracusa IGP parla all’Europa: 260 milioni di contatti grazie a LemON</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>210 milioni i contatti da raggiungere entro marzo 2027, è questo l&#8217;obiettivo di LemOn, la campagna promozionale del Limone di Siracusa IGP cofinanziata dalla UE</em></p>
<p><strong>LemOn</strong>, la campagna triennale cofinanziata dall’Unione europea e dal Consorzio di promozione e tutela del <strong><a href="https://share.google/hJUVUa1HNI9lvppRm">Limone di Siracusa IGP</a></strong>, entra nell’ultimo anno di attività con risultati che superano in anticipo gli obiettivi previsti per l’intero triennio: 210 milioni i contatti da raggiungere entro marzo 2027. Dall’avvio dell’iniziativa, il progetto ha già intercettato oltre 260 milioni di utenti, coinvolgendo solo nel corso della seconda annualità 175 milioni di persone. Si tratta di un risultato record, nettamente superiore a quanto registrato nel primo anno.</p>
<p>Dal 2024 al 2027, il progetto promuove il Limone di Siracusa IGP e il suo sistema produttivo in Italia, Polonia e Romania, valorizzandone la qualità, l’origine certificata e il profondo legame con il territorio.</p>
<p>Tra le attività realizzate in questa seconda annualità di successo, la partecipazione ai principali appuntamenti fieristici nazionali e internazionali, nuove tappe del LemOn tour e campagne televisive e outdoor ad alto impatto. Dal 4 al 6 febbraio, il Limone di Siracusa IGP è stato protagonista di Fruit Logistica a Berlino, la principale fiera mondiale del settore ortofrutticolo, con uno stand dedicato e workshop formativi. 18 mila gli operatori del comparto raggiunti. Grande successo anche per le quattro tappe del LemOn Tour, che hanno coinvolto complessivamente più di 200 mila persone grazie alla presenza strategica a eventi di rilievo come Macfrut, Artigiano in Fiera e le Giornate FAI.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.agenfood.it/agricoltura/il-limone-di-siracusa-igp-parla-alleuropa-260-milioni-di-contatti-grazie-a-lemon/" target="_blank" rel="noopener">Agenfood.it</a></p>
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		<title>Dazi sul vino, denuncia del trade USA: senza import si vende meno anche il made in USA</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dazi-sul-vino-denuncia-del-trade-usa-senza-import-si-vende-meno-anche-il-made-in-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 07:48:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[DAZI]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[import]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Senza i vini importati, non riusciamo a vendere neppure quelli americani&#8221;. Appello anti-dazi del trade Usa. La lettera della Us Wine trade alliance al governo Trump spiega perché le tariffe sui vini esteri abbiano colpito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Senza i vini importati, non riusciamo a vendere neppure quelli americani&#8221;. Appello anti-dazi del trade Usa. La lettera della Us Wine trade alliance al governo Trump spiega perché le tariffe sui vini esteri abbiano colpito prima di tutto il business e il vino made in Usa</em></p>
<p>Appello della <strong>Us Wine trade alliance</strong> (Uswta) al rappresentante del Commercio degli Usa, <strong>Jamieson Greer</strong>, per <strong>esentare il settore vitivinicolo</strong> dai possibili dazi all’import che il governo statunitense sta valutando ai sensi della <strong>Sezione 301 del Trade Act del 1974</strong>. Si tratta di una delle strade alternative dell’amministrazione di Donald Trump che ha come obiettivo il mantenimento del sistema tariffario imposto da aprile 2025, a seguito della <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/attualita/stati-uniti-corte-suprema-boccia-dazi-trump/">clamorosa bocciatura arrivata per mano della Corte suprema</a>.</p>
<p>La <strong>lettera</strong> dell’associazione americana degli importatori e distributori arriva a pochi giorni dalla data di scadenza (6 luglio) per l’invio di osservazioni sull’avviso di indagine pubblicato il 2 giugno scorso sul <strong>Federal register</strong>, per una misura che potrebbe imporre <strong>tariffe tra 10% e 12,5 per cento</strong>. Il governo Trump, in particolare, ha messo sotto osservazione una <strong>sessantina di Paesi</strong> da cui gli Stati Uniti importano svariate tipologie di beni, che non rispetterebbero <strong>le regole e i diritti sul lavoro</strong>.</p>
<h4>La lettera del trade americano</h4>
<p>L’associazione che riunisce i distributori di vino ha ribadito la propri <strong>contrarietà ai dazi doganali</strong> sui vini in bottiglia chiedendo che i <strong>vini premium</strong> siano inseriti nella lista di <strong>esclusione</strong> (Allegato A) del provvedimento fiscale che dovrebbe introdurli.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>Fatturato da vini importati a volte tocca 60-70 per cento</h4>
<p><strong>Un’alta percentuale</strong> del nostro fatturato, <strong>a volte fino al 60-70%</strong>, deriva dalla vendita di vini d’importazione. Questo si spiega con l’elevata richiesta di una vasta gamma di etichette estere, sia con la più ampia varietà di vini importati, impossibile da ottenere dai produttori nazionali». <strong>Equilibrio, credibilità e varietà</strong> sono, secondo la Uswta, <strong>imprescindibili</strong> per il successo di un’azienda di importazione e distribuzione di vino. «Il nostro lavoro richiede un solido <strong>portafoglio di importazioni</strong> e, quando riusciamo, vendiamo <strong>più vino americano</strong>. Al momento, i dazi doganali – scrivono – stanno <strong>ostacolando</strong> questo sistema».</p>
<p><strong>In sostanza, i vini d’importazione aprono le porte ai buyer, creano un contesto che consente ai vini nazionali di trovare senso sugli scaffali o in una carta dei vini.</strong></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Gambero Rosso.it</strong></p>
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		<title>Prosciutto di San Daniele DOP: una serie video sulla sostenibilità della filiera</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/prosciutto-di-san-daniele-dop-una-serie-video-sulla-sostenibilita-della-filiera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 07:36:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[filiera agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele arriva con una serie sulla sostenibilità della filiera dal titolo &#8220;Succede solo a San Daniele&#8221; La filiera del Prosciutto di San Daniele DOP, dai sistemi di tracciabilità al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele arriva con una serie sulla sostenibilità della filiera dal titolo &#8220;Succede solo a San Daniele&#8221;</em></p>
<p>La filiera del<strong> Prosciutto di San Daniele DOP</strong>, dai sistemi di tracciabilità al recupero del sale esausto, passa attraverso <strong>nove brevi episodi video condotti da Lodovica Comello</strong>. L’artista friulana, originaria del borgo che dà il nome al celebre prosciutto DOP, è la protagonista di <strong>“Succede solo a San Daniele”</strong>, brand series del Consorzio dedicata ai processi che rendono sostenibile il comparto.</p>
<p>La serie affronta i tre pilastri della <strong>sostenibilità — ambiente, prodotto e persone</strong> — con un linguaggio che combina divulgazione e racconto. In ogni puntata Comello introduce il tema in camera e accompagna il pubblico negli incontri con gli ospiti del Consorzio, in un formato ispirato al mockumentary. Al centro ci sono il trattamento avanzato dei reflui industriali, la riduzione sistematica degli sprechi, l’economia circolare, la valorizzazione del capitale umano e la tracciabilità totale del prodotto, oltre alla preparazione dei Tagliolini alla San Daniele.</p>
<p>“Raccontare la sostenibilità vuol dire prima di tutto spiegare un contesto, non limitarsi a enunciare un principio. Il Prosciutto di San Daniele non è solo un prosciutto: è il risultato di un territorio, di una filiera tracciata, di scelte concrete che vanno dal trattamento delle acque reflue al recupero del sale esausto in un’ottica di economia circolare.”, commenta <strong>Mario Emilio Cichetti, direttore generale del Consorzio del Prosciutto di San Daniele,</strong> “Uno strumento narrativo come questo format, capace di portare quei temi fuori dal perimetro degli addetti ai lavori senza perdere valore, risponde esattamente a questa esigenza”.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://foodybev.com/associazioni-enti-e-consorzi/2026/06/30/prosciutto-di-san-daniele-dop-una-serie-video-sulla-sostenibilita-della-filiera/" target="_blank" rel="noopener"><strong>FoodyBev.com</strong></a></p>
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		<title>Nasce il Consorzio del Nizza DOP, nuovo capitolo per il Monferrato</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nasce-il-consorzio-del-nizza-dop-nuovo-capitolo-per-il-monferrato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 07:27:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CDA]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Ministero dell’Agricoltura riconosce ufficialmente il Consorzio di tutela della denominazione Nizza DOP. Stefano Chiarlo confermato presidente Nasce ufficialmente il Consorzio del Nizza DOCG. Con decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, datato 22 giugno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Ministero dell’Agricoltura riconosce ufficialmente il Consorzio di tutela della denominazione Nizza DOP. Stefano Chiarlo confermato presidente</em></p>
<p>Nasce ufficialmente il <strong>Consorzio del Nizza DOCG</strong>. Con decreto del <strong>Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste</strong>, datato <strong>22 giugno 2026</strong>, la denominazione compie un passaggio decisivo nel proprio percorso di crescita, dotandosi di un Consorzio di tutela con funzioni di promozione, valorizzazione e protezione.</p>
<p>Il riconoscimento segna l’evoluzione dell’<strong><a href="https://ilnizza.net/it/">Associazione Produttori del Nizza</a></strong>, fondata nel 2002, e apre un nuovo capitolo per una delle espressioni più identitarie del Monferrato. Grazie al raggiungimento dei requisiti di rappresentatività previsti dalla normativa, il nuovo Consorzio potrà operare con efficacia <strong>erga omnes</strong>, estendendo la propria attività a beneficio dell’intera denominazione.</p>
<h4>Il Consorzio del Nizza DOCG riconosciuto dal Ministero</h4>
<p>Il nuovo <strong>Consorzio del Nizza DOCG</strong> avrà sede a <strong>Nizza Monferrato</strong>, in via Gobetti 5. Alla presidenza è stato confermato <strong>Stefano Chiarlo</strong>, dell’azienda Michele Chiarlo, affiancato dai vicepresidenti <strong>Gianni Bertolino</strong>, di Tenuta Olim Bauda, e <strong>Daniele Chiappone</strong>, di Erede di Chiappone Armando.</p>
<p>Il Consiglio di Amministrazione è composto da <strong>Francesca Bava</strong> di Bava, <strong>Gianmario Cerutti</strong> di Coppo, <strong>Clementina Cossetti</strong> di Cossetti Vini, <strong>Claudio Da Casto</strong> di Da Casto Duilio, <strong>Mauro Damerio</strong> di Damerio, <strong>Alessandro Durio</strong> di Durio Adriano, <strong>Bruno Fortunato</strong> di Cantina Sociale Tre Secoli, <strong>Stefano Gagliardo</strong> di Tenute Garetto, <strong>Susanna Galandrino</strong> di La Gironda, <strong>Lorenzo Giordano</strong> di Cantina Sociale Vinchio Vaglio, <strong>Gianluca Morino</strong> di Cascina Garitina e <strong>Diego Rodella</strong> di Cantina Sociale di Nizza Monferrato.</p>
<p>“Questo traguardo corona il sogno di un’associazione nata quasi venticinque anni fa, ma con radici profondissime e una comunità di produttori fortemente coesa”, dichiara <strong>Stefano Chiarlo</strong>, presidente del Consorzio del Nizza DOCG.</p>
<p>“Il nostro primo ringraziamento va alle istituzioni per il costante supporto ricevuto, ma il grazie più grande è rivolto ai produttori: a chi ha creduto nel progetto fin dal primo giorno e a tutti coloro che hanno scelto di unirsi a noi nel corso degli anni. Il Consorzio del Nizza DOCG rappresenta una tappa fondamentale di un percorso di crescita e ambizione di cui siamo profondamente orgogliosi”.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.igrandivini.com/news/nasce-consorzio-nizza-docg-monferrato/" target="_blank" rel="noopener">I Grandi Vini.com</a></strong></p>
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		<title>Made in Italy a tavola, il nostro formaggio sconfigge i dazi USA</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/made-in-italy-a-tavola-il-nostro-formaggio-sconfigge-i-dazi-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 06:38:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Altri prodotti dell'allegato I del Trattato]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[INTERNAZIONALIZZAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al Fancy Food Show oltre 300 aziende per sfidare i dazi USA. Parmigiano Reggiano DOP punta a raddoppiare l’export. Più in difficoltà vino e salumi C’è tutto il sapore dell’Italia a New York, in questi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Al Fancy Food Show oltre 300 aziende per sfidare i dazi USA. Parmigiano Reggiano DOP punta a raddoppiare l’export. Più in difficoltà vino e salumi</em></p>
<p>C’è tutto il sapore dell’Italia a New York, in questi giorni. Formaggi, pasta, salumi, olio extravergine d’oliva, conserve, prodotti da forno, dolci, salse, aceti e specialità gourmet. <a href="https://www.qualivita.it/news/lagroalimentare-italiano-in-forza-negli-usa-per-non-perdere-posizioni-sul-mercato-usa/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Oltre 300 aziende dello stivale sono volate nella grande mela per il Summer Fancy Food Show</strong></a>, considerato il principale appuntamento per gli addetti ai lavori del Nord America; una fiera che ha preso il via domenica mattina, al Javits Center, nella sua 70esima edizione dedicata al settore specialty food &amp; beverage. Un luogo per mettere a contatto migliaia di buyer, importatori, distributori e professionisti a un anno dall’introduzione dei dazi, con le difficoltà del cambio euro/dollaro, ma forti del recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.</p>
<p><strong> Ma il mercato americano resta il principale sbocco commerciale dell’export</strong> per la maggior parte delle aziende italiane che sono arrivate qui con la speranza di scavallare il periodo di difficoltà: <strong>-12,8% per il comparto agrifood nei primi quattro mesi dell’anno</strong>, secondo l’Ice. Con importanti eccezioni: bene il formaggio, mentre faticano i salumi e il vino, che ha subito il contraccolpo più grave.</p>
<p>I produttori e le aziende italiane non si sono perse d’animo e stanno cercando di fronteggiare questo periodo di incertezza. Girando tra gli stand di questa enorme fiera il sentimento principale è quello dell’<strong>ottimismo</strong>.</p>
<p>«Il mercato tiene, il nostro prodotto è ovunque in America», sottolineano orgogliosi i rappresentanti del <strong>Consorzio dell’Aceto Balsamico di Modena</strong>, mentre cercano di insegnare agli stranieri che si fermano da loro la differenza tra il prodotto originale e le imitazioni: tra gli scaffali dei supermercati di New York hanno comprato una manciata di bottigliette ‘italian sounding’. “Premium balsamico stile Modena” si legge sull’etichetta, ma all’interno nulla che somigli a quello vero.</p>
<p>Anche i <strong>salumi</strong> contano si scavallare quest’anno complesso, consapevoli che «gli ingredienti puliti fanno la differenza» e il cibo italiano è ancora riconosciuto come genuino, soprattutto negli States. Una strategia che allo stand Veroni (storica azienda con sede a Correggio di Reggio Emilia), ora passata a una proprietà dell’Ohio) si declina in una sola regola: «Continuare a produrre in Italia, con la nostra qualità e la nostra manodopera, senza scorciatoie. Poi in Usa tagliamo e confezioniamo il prodotto, perché resti più fresco».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>QN &#8211; Il Giorno</strong></p>
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