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	<title>Articoli Stampa &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Fri, 31 Jul 2026 07:45:34 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Articoli Stampa &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<item>
		<title>Il vino no e low alcol cavalca il trend della moderazione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-vino-no-e-low-alcol-cavalca-il-trend-della-moderazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:22:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CONSUMI]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[No-Lo]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo una ricerca della società di analisi del beverage alcolico, la domanda di no e low alcol cresce nei mercati chiave grazie a Gen Z e Millennial, ma sensibilità al prezzo e aspettative di gusto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Secondo una ricerca della società di analisi del beverage alcolico, la domanda di no e low alcol cresce nei mercati chiave grazie a Gen Z e Millennial, ma sensibilità al prezzo e aspettative di gusto e qualità potrebbero frenarne il potenziale.</em></p>
<p>I consumatori dei principali mercati mondiali del vino si avvicinano sempre di più ai prodotti no e low alcol, <strong>complice il trend ormai consolidato della moderazione e l&#8217;attenzione crescente verso salute e benessere</strong>. Secondo il report <strong><em>Opportunities in No- and Low-Alcohol Wine 2025</em> </strong>di <a href="https://www.theiwsr.com/" target="_blank" rel="noopener" data-cmp-ab="2"><strong>IWSR</strong></a>, la partecipazione e la frequenza di consumo continuano a crescere, soprattutto tra i winelover più giovani, facendo espandere il mercato del vino <a href="https://www.qualivita.it/argomento/no-lo/" target="_blank" rel="noopener">no/low</a> nei T8, gli otto mercati principali monitorati.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Tutti e otto i mercati hanno registrato una crescita dei volumi di vino no alcol nel periodo 2019-2024, con tassi di crescita medi annui (CAGR) che vanno dalla crescita a una cifra dei mercati più maturi &#8211; <strong>Francia</strong> (+4%), <strong>Germania</strong> (+9%) e <strong>Spagna</strong> (+6%) &#8211; a incrementi decisamente più marcati in <strong>Stati Uniti</strong> (+23%), <strong>Regno Unito</strong> (+15%), <strong>Australia</strong> (+18%), <strong>Canada</strong> (+27%) e <strong>Giappone</strong> (+26%).</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/iswr_nolo_dati_2025.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-526818" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/iswr_nolo_dati_2025.jpg" alt="" width="1200" height="800" /></a></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://vinonews24.it/2026/07/30/iwsr-il-vino-no-e-low-alcol-cavalca-il-trend-della-moderazione/" target="_blank" rel="noopener">VinoNews24.it</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Vino: sempre più enoturisti nella Champagne, alla scoperta di Maison blasonate e vignerons</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-sempre-piu-enoturisti-nella-champagne-alla-scoperta-di-maison-blasonate-e-vignerons/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[Strade del vino e dei sapori]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle colline patrimonio UNESCO alle profonde cave di gesso, un itinerario nel cuore della Champagne per scoprire il territorio dove nasce il vino simbolo della festa. È un viaggio emozionale quello che porta alla scoperta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-mrf-recirculation="Link article"><em>Dalle colline patrimonio UNESCO alle profonde cave di gesso, un itinerario nel cuore della Champagne per scoprire il territorio dove nasce il vino simbolo della festa.</em></p>
<p id="" class="art-text" data-mrf-recirculation="Link article">È un <strong>viaggio emozionale</strong> quello che porta alla scoperta della Champagne, la regione francese del Nord-Est che dalla città d’arte di Reims attraversa la valle della Marna, dove si produce il più blasonato dei vini. E se lo Champagne è un simbolo universale, di festa e opulenza, ‘la’ Champagne è meno conosciuta. Qui dove hanno sede le Maison più rinomate al mondo e dove i vignerons coltivano operosamente la loro terra argillosa, l’enoturismo è sorprendentemente un fenomeno abbastanza recente, se paragonato allo sviluppo che invece ha avuto in alcune delle più famose zone vitivinicole italiane. Dal 2015 Colline, case e produttori di Champagne sono riconosciuti Patrimonio dell’umanità dell’Unesco e oggi sempre più wine lovers e non solo visitano questa piccola ma ricchissima regione francese.</p>
<p id="" class="art-text" data-mrf-recirculation="Link article"><strong>Visitare una cantina</strong> che produce Champagne è un viaggio sensoriale all’interno di un patrimonio unico, dove ogni pietra racconta una storia e ogni bottiglia incarna l’eccellenza della casa che la produce. Vuol dire assistere al racconto di quel sapere che trasforma l’uva in vino e di quella ‘magia’ che in bottiglia fa nascere le bollicine. Si ripercorrono le tappe che dalla vigna portano al calice grazie al metodo cosiddetto ‘champenois’, proprio perché inventato per fare lo Champagne, e così si apprendono termini rigorosamente francesi come prise de mousse, liqueur d’expédition, remuage, dégorgement. Si attraversano bottaie, vinoteche, talvolta musei, e cave sotterranee dove le bottiglie restano distese per anni.</p>
<p data-mrf-recirculation="Link article">[&#8230;]</p>
<p data-mrf-recirculation="Link article"><em>“L’enoturismo, quindi, si sta sviluppando; è arrivato in ritardo qui rispetto ad altri paesi come l’Italia, nonostante la Route du Champagne esista da 72 anni, ma <strong>dal 2015 è cresciuto sette volte</strong>. Ci sono eventi che si tengono ogni anno e che attraggono sempre più visitatori. Ormai anche la Champagne è nella mappa dell’enoturismo e offre molte opportunità fra degustazioni, visite, biking etc. In Champagne la sensibilità verso l’enoturismo sta cambiando molto. L’enoturismo è agli albori nonostante lo Champagne sia internazionalmente apprezzato, perché prima si conosceva lo Champagne ma non la Champagne”</em>, spiega Anne Cabin Saint Marcel, un passato in Veuve Clicquot, oggi membro del consiglio scientifico dell’associazione Coteaux, Maisons et Caves de Champagne.</p>
<p data-mrf-recirculation="Link article">Fonte: <a href="https://www.adnkronos.com/lavoro/dati/vino-sempre-piu-enoturisti-nella-champagne-alla-scoperta-di-maison-blasonate-e-vignerons_7wESOxhZb6Q1jY9yWb8gJU" target="_blank" rel="noopener"><strong>AdnKronos</strong></a></p>
<p data-mrf-recirculation="Link article"><em>ph credits Sue Winston</em></p>
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		<title>Dall’esperienza del viaggio alla valorizzazione del territorio</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dallesperienza-del-viaggio-alla-valorizzazione-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 08:13:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Parlano di noi]]></category>
		<category><![CDATA[distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Origini Edition]]></category>
		<category><![CDATA[ristorazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I punti vendita Avolta e Autogrill diventano spazi espositivi diffusi per valorizzare i vini e le eccellenze DOP e IGP grazie alla partnership con Fondazione Qualivita e al progetto Origini Edition C&#8217;è un filo che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I punti vendita Avolta e Autogrill diventano spazi espositivi diffusi per valorizzare i vini e le eccellenze DOP e IGP grazie alla partnership con Fondazione Qualivita e al progetto Origini Edition</em></p>
<p>C&#8217;è un filo che unisce milioni di viaggiatori ogni giorno, dagli aeroporti alle autostrade, passando per stazioni ferroviarie e centri urbani. È quello costruito da <strong>Avolta</strong>, leader globale nel travel retail e nel food &amp; beverage, nato nel 2023 dall`integrazione tra Dufry, il maggiore retailer aeroportuale al mondo, e <strong>Autogrill</strong>, marchio che da oltre settant`anni accompagna gli spostamenti degli italiani.</p>
<p>Con circa <strong>5.100 punti vendita</strong> distribuiti in oltre 1.000 location, una presenza in 70 Paesi e 78.000 dipendenti, Avolta rappresenta oggi uno dei principali operatori internazionali nei servizi dedicati a chi viaggia.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Circa il<strong> 75% degli acquisti annuali di food &amp; beverage</strong>, destinati sia alla ristorazione sia al retail, proviene infatti da aziende che operano e producono in <strong>Italia</strong>. Una scelta che rafforza il legame con il territorio e contribuisce a sostenere il sistema economico nazionale.</p>
<p>La valorizzazione delle produzioni tipiche passa inoltre attraverso collaborazioni con partner istituzionali e realtà specializzate. Nei punti vendita Autogrill sono presenti oltre <strong>60 prodotti certificati</strong> <strong>DOP e IGP</strong> e altre denominazioni di qualità, espressione delle diverse tradizioni regionali. Tra le iniziative più significative dell&#8217;ultimo anno spicca “<strong>Origini Edition</strong>”, sviluppata insieme alla <strong>Fondazione <span class="highlight-word">Qualivita</span></strong> con il sostegno del Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e di Fipe, per promuovere lungo tutta la rete Autogrill le produzioni DOP e IGP italiane.</p>
<p>Un approccio che sintetizza la visione di Avolta: fare del viaggio non soltanto uno spostamento, ma un`esperienza capace di coniugare <strong>accoglienza</strong>, <strong>cultura</strong>, <strong>innovazione</strong> e <strong>valorizzazione</strong> delle <strong>eccellenze</strong> <strong>italiane</strong>.</p>
<p>Fonte: <strong>Avvenire</strong></p>
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		<item>
		<title>Regione Toscana e MASAF: rapida sinergia in difesa della Cinta Senese DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/regione-toscana-e-masaf-rapida-sinergia-in-difesa-della-cinta-senese-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 08:11:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Carni fresche]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[sistema IG]]></category>
		<category><![CDATA[TUTELA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP, MASAF e Regione Toscana hanno concordato delle modifiche temporanee al disciplinare con l&#8217;obiettivo di contenere la diffusione della peste suina africana che sta minacciando la denominazione Regione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP, MASAF e Regione Toscana hanno concordato delle modifiche temporanee al disciplinare con l&#8217;obiettivo di contenere la diffusione della peste suina africana che sta minacciando la denominazione</em></p>
<p><strong>Regione Toscana, Consorzio di tutela della Cinta Senese DOP e Masaf</strong> mettono a punto una strategia in stretta collaborazione per mettere rapidamente gli allevatori nelle condizioni di affrontare le conseguenze della diffusione della peste suina africana. La Giunta regionale ha infatti emesso il proprio parere e il Masaf il provvedimento che autorizza, in via temporanea, alcune <strong>modifiche al disciplinare della Cinta Senese DOP</strong>, rendendo possibile l’adeguamento degli allevamenti alle prescrizioni di biosicurezza rese necessarie dall’emergenza sanitaria, senza compromettere il futuro della denominazione. Un percorso avviato su iniziativa del Consorzio di tutela e sviluppato in tempi rapidissimi grazie alla piena collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti.</p>
<p>“La peste suina africana – spiega l’assessore regionale all’agricoltura<strong> Leonardo Marras</strong> – rappresenta <strong>una minaccia seria</strong> non soltanto per le singole aziende, ma <strong>per un patrimonio produttivo, ambientale e culturale</strong> che identifica la Toscana nel mondo. Per questo era necessario intervenire subito. La rapidità con cui siamo riusciti a costruire questa soluzione dimostra che quando istituzioni, organismi di tutela e amministrazioni lavorano nella stessa direzione è possibile dare risposte efficaci anche davanti a situazioni straordinarie”.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p><strong>Fonte: <a href="https://askanews.it/2026/07/29/r-toscana-e-masaf-rapida-sinergia-in-difesa-cinta-senese-dop/" target="_blank" rel="noopener">Askanews.it</a></strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cichetti, Consorzio Prosciutto di San Daniele: &#8220;La sostenibilità è parte della nostra costituzione&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cichetti-consorzio-prosciutto-di-san-daniele-la-sostenibilita-e-parte-della-nostra-costituzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:57:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tradizione, sostenibilità e proiezione internazionale per il vini del Consorzio del Prosciutto di San Daniele. A guidare uno dei Consorzi DOP più riconosciuti d&#8217;Italia è da anni la stessa figura: Mario Cichetti, Direttore Generale del [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cichetti-consorzio-prosciutto-di-san-daniele-la-sostenibilita-e-parte-della-nostra-costituzione/">Cichetti, Consorzio Prosciutto di San Daniele: &#8220;La sostenibilità è parte della nostra costituzione&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="flex flex-col gap-y-6 py-2 lg:py-3 px-4 lg:px-6">
<div data-testid="paragraph-content">
<div>
<div class="font-lato text-base-loose font-normal html-paragraph-content inline wrap-break-word" data-testid="paragraph-text">
<p><em>Tradizione, sostenibilità e proiezione internazionale per il vini del Consorzio del Prosciutto di San Daniele.</em></p>
<p>A guidare uno dei<strong> Consorzi DOP </strong>più riconosciuti d&#8217;Italia è da anni la stessa figura: <strong>Mario Cichetti</strong>, Direttore Generale del <strong>Consorzio del Prosciutto di San Daniele</strong>. Sotto il suo coordinamento, le 31 imprese che operano nel Comune di San Daniele del Friuli hanno consolidato una strategia che intreccia tradizione, sostenibilità e proiezione internazionale. Un punto sul presente e sull&#8217;orizzonte del Prosciutto di San Daniele DOP.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="flex flex-col gap-y-6 py-2 lg:py-3 px-4 lg:px-6">
<div data-testid="paragraph-content">
<div>
<h3 class="font-ui text-base-snug font-rti-semibold inline after:content-['_-_'] wrap-break-word" data-testid="paragraph-inline-title">La sostenibilità come scelta identitaria</h3>
<div class="font-lato text-base-loose font-normal html-paragraph-content inline wrap-break-word" data-testid="paragraph-text">
<p>Per Cichetti, la sostenibilità non è un capitolo recente del racconto del Consorzio, ma il fondamento stesso della sua identità. “È uno stimolo etico — spiega — ma è anche parte della nostra costituzione come associazione di produttori”.</p>
<p>Una constatazione che si traduce in pratiche operative concrete: la tutela del territorio, l&#8217;utilizzo corretto dell&#8217;energia e del gas, la formazione dei dipendenti, e soprattutto il presidio dell&#8217;ambito naturale di San Daniele.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="flex flex-col gap-y-6 py-2 lg:py-3 px-4 lg:px-6">
<div data-testid="paragraph-content">
<div>
<div class="font-lato text-base-loose font-normal html-paragraph-content inline wrap-break-word" data-testid="paragraph-text">
<p>Elementi che, ricorda il Direttore, “<strong>sono sempre stati cari al nostro sistema</strong>”, sedimentati nelle abitudini delle imprese consorziate ben prima che la parola sostenibilità diventasse di uso comune. “Abbiamo capito che quegli elementi che spontaneamente misuravamo e realizzavamo erano elementi di sostenibilità che abbiamo poi messo a sistema”.</p>
<div class="font-lato text-base-loose font-normal html-paragraph-content inline wrap-break-word" data-testid="paragraph-text">
<p> Tra i progetti più recenti, l&#8217;impianto inaugurato nel 2025 a Trasaghis è il più rappresentativo di questa filosofia. Il sale derivato dalla lavorazione del prosciutto, fino all&#8217;anno scorso conferito a impianti di smaltimento autorizzati, oggi viene rigenerato in uno stabilimento di proprietà del Consorzio e restituito al ciclo produttivo. “Abbiamo costruito un&#8217;impresa vera e propria — sintetizza <strong>Cichetti </strong>— che recupera il sale delle imprese, lo tratta, lo pulisce, lo rigenera e lo rende utile per altri utilizzi”. Il sale rigenerato viene oggi impiegato come antighiaccio sulle strade del Friuli-Venezia Giulia e nell&#8217;industria della conceria. “<strong>Quello che prima era un rifiuto diventa una materia prima per altri utilizzi</strong>”</p>
</div>
<p>Fonte: <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/na/prosciutto-san-daniele/cichetti-consorzio-san-daniele-la-sostenibilita-e-parte-della-nostra-costituzione-_114914717-202602k.shtml" target="_blank" rel="noopener"><strong>TGcom 24</strong></a></p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/cichetti-consorzio-prosciutto-di-san-daniele-la-sostenibilita-e-parte-della-nostra-costituzione/">Cichetti, Consorzio Prosciutto di San Daniele: &#8220;La sostenibilità è parte della nostra costituzione&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vendemmia 2026, i produttori italiani di vino: «Clima troppo incerto, quest&#8217;anno impossibile fare previsioni sui volumi»</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vendemmia-2026-i-produttori-italiani-di-vino-clima-troppo-incerto-questanno-impossibile-fare-previsioni-sui-volumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:48:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In una nota congiunta, Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv) fanno sapere che i dati sulla vendemmia dell&#8217; annata corrente saranno resi noti solo al termine della campagna vendemmiale. L&#8217;incertezza climatica colpisce anche il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vendemmia-2026-i-produttori-italiani-di-vino-clima-troppo-incerto-questanno-impossibile-fare-previsioni-sui-volumi/">Vendemmia 2026, i produttori italiani di vino: «Clima troppo incerto, quest&#8217;anno impossibile fare previsioni sui volumi»</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="summary-art is--brera-r is-mr-b-20 is-mr-t-20"><em>In una nota congiunta, Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv) fanno sapere che i dati sulla vendemmia dell&#8217; annata corrente saranno resi noti solo al termine della campagna vendemmiale.</em></p>
<p class="chapter-paragraph">L&#8217;incertezza climatica colpisce anche il mondo del<b> vino italiano</b>. Quest&#8217;anno &#8211; fanno sapere <b>Assoenologi</b>, <b>Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare</b> <b>(Ismea) </b>e <b>Unione italiana vini (Uiv)</b> &#8211; non si terrà la tradizionale conferenza stampa dedicata alle <b>previsioni sulla vendemmia</b>: impossibile, alla luce degli eventi meteorologici di queste settimane, fare previsioni esatte sui volumi di produzione per il 2026.</p>
<p class="chapter-paragraph">«La scelta &#8211; si legge in una nota congiunta &#8211; nasce dalla volontà di <b>fornire informazioni quanto più accurate e rappresentative possibile</b> dell’andamento della stagione. In un contesto caratterizzato da <b>condizioni climatiche sempre più variabili</b>, le stime effettuate prima della conclusione della raccolta possono risultare soggette a significative variazioni».</p>
<p class="chapter-paragraph">Per questi motivi, l&#8217;appuntamento è fissato direttamente per il<b> termine della vendemmia 2026. </b></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.corriere.it/cook/news/26_luglio_29/vendemmia-italia-vino-clima-967c895c-0dd4-4720-b7dc-2794479f1xlk.shtml" target="_blank" rel="noopener"><strong>Corriere.it</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vendemmia-2026-i-produttori-italiani-di-vino-clima-troppo-incerto-questanno-impossibile-fare-previsioni-sui-volumi/">Vendemmia 2026, i produttori italiani di vino: «Clima troppo incerto, quest&#8217;anno impossibile fare previsioni sui volumi»</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Cala l&#8217;export dei vini Dop europei nel primo quadrimestre, Italia -6,2%</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/cala-lexport-dei-vini-dop-europei-nel-primo-quadrimestre-italia-62/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:21:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[trend2026]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nomisma Wine Monitor sui vini Dop europei, perdite limitate per bianchi e spumanti giù molti rossi. Nessuno dei principali paesi esportatori di vini Dop europei chiude in positivo il primo quadrimestre 2026. Secondo il nuovo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nomisma Wine Monitor sui vini Dop europei, perdite limitate per bianchi e spumanti giù molti rossi.</em></p>
<p>Nessuno dei principali paesi esportatori di vini Dop europei chiude in positivo il primo quadrimestre 2026.</p>
<p>Secondo il nuovo Report di Nomisma Wine Monitor, rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente l&#8217;Italia perde il 6,2% a valore, la Francia il 3,4%, la Germania il 5,5%. Peggio di tutti la Spagna, con un -8,5%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Tra le singole denominazioni, partendo dagli spumanti, lo Champagne chiude i primi quattro mesi con volumi in crescita del 3%, ma il vero exploit è dei Cremant francesi con +19,4%. In Italia il <strong>Prosecco</strong> tiene, con un calo dello 0,8% nei volumi; l&#8217;<strong>Asti</strong> <strong>DOP</strong> prova invece il rimbalzo (+1% a volume) dopo un 2025 difficile, puntando anche sulla Cina, dove gli spumanti restano una nicchia ma crescono nei consumi.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>In <strong>Italia</strong> reggono <strong>Sicilia</strong> e <strong>Toscana</strong>, con l&#8217;export a valore rispettivamente a +2,8% e +3,3%. Segno negativo invece per il Riesling della Mosella, che crolla dell&#8217;11%, e per i bianchi veneti con quasi -4% sul quadrimestre dello scorso anno. Nel capitolo dei rossi, il più critico, gli aumenti sono minimi. La Borgogna si salva anche qui, con l&#8217;export a valore con quasi +3%, ma a fronte di un calo nei volumi della stessa entità.</p>
<p>Continua la crisi di Bordeaux che nei rossi segna -19% a valore e -8% a volume. Anche i<strong> rossi Dop italiani</strong> non brillano: Toscana e Veneto perdono oltre il 10% a valore, mentre il Piemonte contiene i danni (-2,5%) e cresce addirittura del 9% a volume.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino/2026/07/29/cala-lexport-dei-vini-dop-europei-nel-primo-quadrimestre-italia_574d29f3-49af-4225-b374-39fa3cb3797d.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ansa.it</strong></a></p>
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		<title>Crisi climatica, è record di anticipo per la vendemmia. Da Sicilia a Piemonte, la mappa del raccolto</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/crisi-climatica-e-record-di-anticipo-per-la-vendemmia-da-sicilia-a-piemonte-la-mappa-del-raccolto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:20:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamenti climatici]]></category>
		<category><![CDATA[Vendemmia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[volumi produttivi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla Sicilia all&#8217;Alta Langa, i vigneti d&#8217;Italia anticipano la vendemmia tra sfide climatiche e ottimismo sulla qualità Primi grappoli già pronti nel Trapanese, 7-10 giorni prima rispetto agli ultimi anni. Cotarella (Assoenologi e Comitato Scientifico [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dalla Sicilia all&#8217;Alta Langa, i vigneti d&#8217;Italia anticipano la vendemmia tra sfide climatiche e ottimismo sulla qualità</em></p>
<p id="p-rc_2ba8950e60107d1b-52" data-path-to-node="2"><span data-path-to-node="2,0"><strong>Primi grappoli</strong> già pronti nel Trapanese, 7-10 giorni prima rispetto agli ultimi anni. Cotarella (Assoenologi e Comitato Scientifico Qualivita): «Il raccolto è un progetto non più una festa, cambiano le tecniche di coltivazione dell&#8217;uva per garantire più ombra ai frutti»</span></p>
<p id="p-rc_2ba8950e60107d1b-53" data-path-to-node="3"><span data-path-to-node="3,0"><em>«Il vigneto è un laboratorio e la vendemmia un progetto, non più una festa»</em>. <strong>Riccardo Cotarella</strong>, presidente di Assoenologi sintetizza con questa immagine i cambiamenti che stanno caratterizzando il clima e di conseguenza i cicli della natura, in primis quello della vite. La conseguenza più tangibile è l&#8217;anticipo della vendemmia, già partita in Sicilia (in alcune aree a partire da una settimana fa) quando luglio non è ancora finito</span><span data-path-to-node="3,2">.</span></p>
<p id="p-rc_2ba8950e60107d1b-54" data-path-to-node="4"><span data-path-to-node="4,0">Un trend che si prepara a riscrivere il<strong> calendario della raccolta lungo tutta la Penisola</strong></span><span data-path-to-node="4,2">. Le prime uve sono già state staccate nel Trapanese, in alcune aree della Calabria, della Puglia e dell&#8217;Oltrepò Pavese</span><span data-path-to-node="4,4">. A seguire Franciacorta, Liguria e Alta Langa, già dai prossimi giorni</span><span data-path-to-node="4,6">. E dal Piemonte al tacco dello stivale, produttori ed enologi confermano un anticipo medio di circa una settimana/dieci giorni rispetto agli ultimi anni</span><span data-path-to-node="4,8">.</span></p>
<p id="p-rc_2ba8950e60107d1b-55" data-path-to-node="5"><span data-path-to-node="5,0">Se sulle <strong>quantità</strong> è ancora presto per sbilanciarsi, sulla qualità prevale l&#8217;ottimismo, grazie alle piogge invernali e primaverili che hanno ricostituito le riserve idriche in molte aree vitate</span><span data-path-to-node="5,2">.</span></p>
<p data-path-to-node="5">[&#8230;]</p>
<p data-path-to-node="5">Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
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		<title>La prima denominazione di vini naturali al mondo? Potrebbe arrivare dal Galles</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-prima-denominazione-di-vini-naturali-al-mondo-potrebbe-arrivare-dal-galles/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 08:02:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[BIOLOGICO]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’idea della prima IGP con vini naturali è di un gruppo di viticoltori gallesi che puntano su produzione nel territorio, trasparenza in etichetta, sostenibilità. La sostenibilità in vigna sembra essere un “modus operandi” sempre più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em> L’idea della prima IGP con vini naturali è di un gruppo di viticoltori gallesi che puntano su produzione nel territorio, trasparenza in etichetta, sostenibilità.</em></p>
<p><b>La sostenibilità </b>in vigna sembra essere un “modus operandi” sempre più presente nelle idee dei produttori, come si vede dall’ascesa delle superfici biologiche ma anche dall’interesse per i vini naturali, un fenomeno ancora di nicchia, ma con un interesse in crescita. Un panorama comunque in divenire e dove non mancano esempi virtuosi o progetti nuovi. In Italia, ad esempio, il <strong>Valdarno di Sopra DOP</strong>, in Toscana, i cui viticoltori del Consorzio sono già certificati biologici o in fase di conversione, sta da tempo lavorando per diventare la prima denominazione italiana interamente biologica per disciplinare.</p>
<p>E poi c’è anche chi, ai margini climatici estremi della viticoltura, come nel caso del <strong>Galles</strong>, sogna di aprire una nuova strada, diventando la patria della prima indicazione geografica di vino naturale al mondo. L’idea arriva dai produttori vinicoli gallesi.</p>
<p>Come riporta The Drink Business le norme proposte per la <strong>IGP del vino naturale</strong> del Galles escluderebbero l’uso di sostanze chimiche sintetiche, coadiuvanti tecnologici, additivi e lieviti industriali nella produzione del vino. Gli apporti di zolfo sarebbero limitati in quantità e consentiti solo durante l’imbottigliamento.</p>
<p>Per i vini, si parla di una <strong>produzione in Galles</strong> (l’attuale Igp per i vini gallesi consente che fino al 15% del vino sia prodotto con uve coltivate in Inghilterra; molti vini gallesi, inoltre, vengono prodotti in cantine inglesi) da uve fermentate spontaneamente coltivate nel Paese secondo pratiche biologiche su tenute certificate biologiche, rigenerative o biodinamiche.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/la-prima-denominazione-di-vini-naturali-al-mondo-potrebbe-arrivare-dal-galles_598001/" target="_blank" rel="noopener"><strong>WineNews</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/la-prima-denominazione-di-vini-naturali-al-mondo-potrebbe-arrivare-dal-galles/">La prima denominazione di vini naturali al mondo? Potrebbe arrivare dal Galles</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Nel futuro della DOP Friuli ci sono Ribolla gialla ferma e Rosato</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nel-futuro-della-dop-friuli-ci-sono-ribolla-gialla-ferma-e-rosato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 07:47:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È in corso la modifica del disciplinare da parte del Consorzio per inserire due nuove tipologie di vini nella DOP Friuli. Nel 2025 sono stati raccolti 317.000 quintali di uva su 3.500 ettari di vigneti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>È in corso la modifica del disciplinare da parte del Consorzio per inserire due nuove tipologie di vini nella DOP Friuli. Nel 2025 sono stati raccolti 317.000 quintali di uva su 3.500 ettari di vigneti per 23 mila bottiglie in totale, più del 40% del volume complessivo regionale.</em></p>
<p>Anche la <strong>Ribolla gialla</strong> &#8220;ferma&#8221; e il Rosato potranno presto essere commercializzati con l&#8217;etichetta della <strong>DOP Friuli</strong>. È la principale novità emersa a San Vito al Tagliamento dall&#8217;assemblea annuale del <strong>Consorzio di tutela</strong>, che ha annunciato l&#8217;avvio della fase conclusiva dell&#8217;iter per la modifica del disciplinare. Modifica che però, secondo le previsioni del presidente <strong>Stefano Trinco,</strong> difficilmente si concluderà in tempo utile per il &#8220;debutto&#8221; dei due nuovivini con la vendemmia 2026.</p>
<p>Doppia logica Se l&#8217;ingresso del <strong>Rosato</strong> punta a intercettare una delle tendenze più evidenti del mercato internazionale, estendendo la denominazione a un vino sempre più richiesto dalla grande distribuzione e dai mercati esteri, capace di garantire volumi importanti e di consolidare ruolo e numeri della Doc Friuli, la Ribolla Gialla ferma è un vitigno fortemente identitario del Friuli Venezia Giulia, che sta registrando negli ultimi anni un crescente interesse dei consumatori non solo nella versione spumantizzata, ma anche come vino fermo. Il suo inserimento nel disciplinare, oltre a guardare ai nuovi trend di consumo, punta al tempo stesso rafforzare il valore della denominazione attraverso uno dei vitigni più rappresentativi del vigneto Friuli.</p>
<p>Il debutto Già all&#8217;esame del ministero dell&#8217;Agricoltura, il <strong>nuovo disciplinare</strong> dovrà successivamente ottenere il via libera del Comitato nazionale vini, come anticipato in apertura, difficilmente consentiranno la commercializzazione del Rosato e della Ribolla ferma a marchio DOP Friuli già con l`annata 2026. <em>«Probabilmente», spiega Trinco, «il nuovo disciplinare non sarà pubblicato in tempo utile per questa vendemmia. Più realisticamente se ne riparlerà con quella del 2027, ma attendiamo fiduciosi notizie ufficiali dagli enti preposti»</em>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Messaggero Veneto</strong></p>
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