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	<title>Altri articoli :: Prodotti DOP IGP STG :: Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
	<lastBuildDate>Mon, 26 Oct 2026 16:47:07 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Altri articoli :: Prodotti DOP IGP STG :: Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Osservatorio Ricerca IG &#8211; Consortium 2026/03</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/osservatorio-ricerca-ig-consortium-2026-03/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 10:19:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[RICERCAIG]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un database globale georeferenziato censisce 177 IG dell’olio d’oliva in 12 Paesi, a supporto degli studi su sostenibilità e resilienza olivicola. In Perù ed Ecuador le IG sono viste come leve per i mercati esteri, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/osservatorio-ricerca-ig-consortium-2026-03/">Osservatorio Ricerca IG &#8211; Consortium 2026/03</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un database globale georeferenziato censisce 177 IG dell’olio d’oliva in 12 Paesi, a supporto degli studi su sostenibilità e resilienza olivicola. In Perù ed Ecuador le IG sono viste come leve per i mercati esteri, ma spesso scollegate dalle esigenze locali. L’Università di Bari mostra come la governance collettiva possa tutelare la biodiversità, pur tra disciplinari rigidi e oneri amministrativi. L’Università di Padova, sul Prosciutto Veneto Berico-Euganeo, rileva come familiarità, acquisti e disponibilità a pagare calino con la distanza dalla zona di produzione, mentre un secondo studio dello stesso ateneo individua in collaborazione, fiducia e capitale sociale i motori dell’azione collettiva nelle piccole IG. Una revisione sistematica collega le IG agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile ONU e in Catalogna le interviste agli enti di gestione ne evidenziano il ruolo per comunità rurali e ambiente. Infine, un modello della Technical University of Munich mostra come le politiche IG spostino quote di mercato verso le imprese più produttive.</p>
<h4>GLI STUDI DELL&#8217;OSSERVATORIO</h4>
<p><strong>Un database globale delle Indicazioni Geografiche dell’olio d’oliva e delle loro proprietà</strong><br />
S. Candiago, T. Marsoner, S. Tscholl, H. Fraga</p>
<p>ABSTRACT. Le Indicazioni Geografiche rappresentano uno strumento fondamentale per la valorizzazione della qualità, dell’identità territoriale e della sostenibilità delle produzioni agroalimentari. Nel settore olivicolo, le caratteristiche dell’olio derivano dall’interazione tra varietà, condizioni ambientali, pratiche agronomiche e tradizioni produttive. Tuttavia, mancava un database globale capace di integrare in modo standardizzato le informazioni territoriali, agronomiche e qualitative associate agli oli di oliva a Indicazione Geografica. Lo studio presenta un database globale delle Indicazioni Geografiche dell’olio di oliva, costruito attraverso la raccolta e la standardizzazione dei dati contenuti nei disciplinari ufficiali di produzione. Sono state considerate 177 Indicazioni Geografiche distribuite in 12 Paesi di Europa, Africa, Asia e Sud America. La disponibilità di dati standardizzati e georeferenziati permette di supportare studi sugli effetti dei cambiamenti climatici, sulla resilienza dei sistemi olivicoli e sulla sostenibilità delle produzioni tradizionali. Il database può quindi rappresentare uno strumento utile per ricercatori, decisori pubblici e operatori della filiera, favorendo una maggiore comprensione del ruolo delle Indicazioni Geografiche nella valorizzazione e conservazione dei territori olivicoli.</p>
<p>INFORMAZIONI<br />
Ente di ricerca: University of Bayreuth (Germania) e Institute for Alpine Environment, Bolzano<br />
Anno: 2025<br />
Pubblicato: Frontiers in Sustainable Food Systems Volume 9 &#8211; 2025<br />
Link: https://doi.org/10.3389/fsufs.2025.1641032<br />
Parole chiave: Olive grove, global change, agricultural production, extra virgin olive oil, food quality policy</p>
<p><strong>Una ricetta (europea) per l’America Latina? Spunti da cinque Indicazioni Geografiche agroalimentari in Perù ed Ecuador</strong><br />
R. Boga</p>
<p>ABSTRACT. Le IG per i prodotti agroalimentari, sviluppate in Europa, stanno acquisendo maggiore importanza a livello globale, in virtù del loro potenziale come strumenti di sviluppo rurale. La ricerca accademica ha dedicato scarsa attenzione alla loro capacità di soddisfare gli obiettivi concreti degli stakeholder che le utilizzano in altri contesti, come l’America Latina. L’articolo analizza cinque casi studio di designazioni IG, tre in Perù e due in Ecuador. Adotta un metodo qualitativo incentrato sulla raccolta di dati tramite interviste semi-strutturate con diversi attori, mostrando che tali designazioni sono apprezzate principalmente come strumenti di accesso ai mercati internazionali. Tuttavia, i risultati indicano anche altri obiettivi, in particolare il contributo che possono apportare alla differenziazione del prodotto e all’empowerment dei produttori lungo la filiera agroalimentare. L’articolo individua però una serie di ostacoli che impediscono il raggiungimento di tali aspettative, tra cui la mancanza di allineamento con la filiera e le esigenze del mercato, e le molteplici scale a cui un’IG deve essere gestita. Inoltre, è evidente che le Indicazioni Geografiche vengono spesso concesse senza tenere in considerazione gli obiettivi e le aspettative degli attori locali.</p>
<p>INFORMAZIONI<br />
Ente di ricerca: Universidade de Santiago de Compostela (Spagna)<br />
Anno: 2025<br />
Pubblicato: Journal of Rural Studies, Volume 119<br />
Link: https://doi.org/10.1016/j.jrurstud.2025.103788<br />
Parole chiave: Local food systems; Relocalisation; Product qualification; Marketing; Food supply chain; Intellectual property</p>
<p><strong>Indicazioni Geografiche e biodiversità: una panoramica delle sfide normative e delle prospettive critiche</strong><br />
D. Cristallo</p>
<p>ABSTRACT. Le Indicazioni Geografiche collegano l’identità culturale e la conservazione della biodiversità, integrando risorse e pratiche locali nelle specifiche di prodotto regolamentate. Questo documento esamina il potenziale delle IG per la tutela di razze e varietà vegetali tradizionali, in particolare alla luce del nuovo Regolamento UE 2024/1143. Valorizzando il “terroir”, le IG possono incentivare gli agricoltori a preservare le risorse tradizionali, contribuendo così a contrastare l’erosione genetica e la standardizzazione industriale. Le strutture di governance collettiva, come i gruppi di produttori, possono promuovere la condivisione delle conoscenze e un processo decisionale equo, garantendo che la continuità culturale sia in linea con gli obiettivi ecologici. Tuttavia, permangono diverse sfide: specifiche rigide possono soffocare l’innovazione, le procedure amministrative possono scoraggiare i piccoli produttori e gli squilibri di potere possono limitare la partecipazione inclusiva. Le recenti riforme legislative, che pongono l’accento su sostenibilità, trasparenza e digitalizzazione, rafforzano la capacità del sistema delle Indicazioni Geografiche di integrare pratiche rispettose della biodiversità. In conclusione, sebbene le Indicazioni Geografiche non siano una panacea, il loro orientamento collettivo e territoriale le rende strumenti promettenti per coniugare la redditività economica con la tutela dell’ambiente.</p>
<p>INFORMAZIONI<br />
Ente di ricerca: Università degli Studi di Bari<br />
Anno: 2025<br />
Pubblicato: New Medit, Mediterranean Journal of Economics, Agriculture, Environment and Food, 2025 n. 3 special issue<br />
Link: https://doi.org/10.30682/nm2503e<br />
Parole chiave: Geographical Indications, Biodiversity, Producer groups, Sustainability, market rules, territory</p>
<p><strong>Analisi spaziale dell’Indicazione Geografica: il caso del mercato geografico rilevante incentrato sulla zona di produzione</strong><br />
L. Galletto</p>
<p>ABSTRACT. Questo studio propone una metodologia per definire il mercato geografico rilevante (RGM) per un’Indicazione Geografica centrata sulla sua zona di produzione. Il modello si ispira al modello spaziale della rendita fondiaria di von Thünen e presuppone che diverse variabili legate al consumatore diminuiscano all’aumentare della distanza dall’area di produzione. Il modello viene applicato a un prodotto italiano a IG, il Prosciutto Veneto Berico-Euganeo, utilizzando i dati di un’indagine condotta su 563 consumatori situati a diverse distanze dalla zona di produzione. Otto ipotesi vengono formulate e testate utilizzando il test di Cochran-Mantel-Haenszel per le variabili categoriche e la regressione lineare per le variabili continue. I risultati confermano la validità del modello, dimostrando un gradiente per le variabili testate in relazione alla distanza dalla zona di produzione dell’IG. Il principale contributo di questa ricerca risiede nel suo approccio innovativo alla definizione del mercato geografico rilevante (RGM) per un’Indicazione Geografica Protetta con un mercato incentrato sulla zona di produzione. Fornisce spunti preziosi per i produttori e gli operatori, consentendo loro di sviluppare strategie di marketing efficaci e personalizzate in base alle diverse distanze e direzioni dalla zona di produzione.</p>
<p>INFORMAZIONI<br />
Ente di ricerca: Università di Padova<br />
Anno: 2025<br />
Pubblicato: Italian Review of Agricultural Economy Vol. 80 n. 2 (2025)<br />
Link: https://doi.org/10.36253/rea-15652<br />
Parole chiave: Geographical Indication, distance, relevant geographical market, willingness to pay</p>
<p><strong>Analisi del ruolo delle azioni collettive nelle Indicazioni Geografiche agroalimentari registrate e qualificate su piccola scala attraverso una revisione sistematica della letteratura</strong><br />
F. Fasano, F. Pagliacci</p>
<p>ABSTRACT. Le Indicazioni Geografiche tutelano e valorizzano i prodotti agroalimentari la cui qualità, reputazione o caratteristiche sono legate a una specifica origine geografica. Oltre alla tutela legale e alla qualità del prodotto, le Indicazioni Geografiche dipendono da una governance collettiva, sia in termini di organizzazione dei produttori che di coordinamento delle parti interessate. Sebbene il loro impatto economico e sullo sviluppo rurale sia stato ampiamente studiato, minore attenzione è stata dedicata ai meccanismi di azione collettiva che plasmano le Indicazioni Geografiche agroalimentari registrate e qualificate su piccola scala. Utilizzando una revisione sistematica della letteratura secondo la metodologia PRISMA, lo studio analizza i principali fattori che influenzano l’azione collettiva nel contesto delle Indicazioni Geografiche. La revisione individua cinque fattori: la collaborazione tra le parti interessate; le relazioni dirette tra i produttori; la fiducia e il capitale sociale; la certificazione dell’Indicazione Geografica come obiettivo e le caratteristiche socio-demografiche delle parti interessate. I risultati evidenziano che l’azione collettiva dipende dall’interazione tra fattori relazionali, organizzativi e istituzionali. Concentrandosi su scenari su piccola scala, lo studio fornisce una sintesi teoricamente fondata dell’azione collettiva nelle Indicazioni Geografiche agroalimentari registrate e qualificate.</p>
<p>INFORMAZIONI<br />
Ente di ricerca: Università di Padova<br />
Anno: 2026<br />
Pubblicato: Agricultural and Food Economics, Volume 14, 60 (2026)<br />
Link: https://doi.org/10.1186/s40100-026-00501-x<br />
Parole chiave: Small-scale Gis, Qualifying Gis, Collective actions, Literature review</p>
<p><strong>Mappatura della sostenibilità dei prodotti a Indicazione Geografica: una revisione sistematica della letteratura</strong><br />
R. Nirosha, J. Paul Mansingh</p>
<p>ABSTRACT. Questa revisione si propone di analizzare e visualizzare il contributo significativo dei prodotti con Indicazione Geografica alla sostenibilità. Gli articoli di ricerca inclusi in questo studio sono stati reperiti dai database Scopus e Web of Science, e il framework PRISMA (Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses) è stato applicato alla revisione sistematica degli articoli di qualità. Lo studio conduce un’analisi bibliometrica e TCCM (Teoria, Contesto, Caratteristiche e Metodologia) scientifica completa nel tempo. Il principale contributo di questi studi consiste nel fornire opportunità per lo sviluppo delle economie locali, la conservazione del patrimonio culturale e la promozione di pratiche agricole sostenibili attraverso la conservazione della biodiversità, contribuendo alla sostenibilità economica, sociale e ambientale. È stato sviluppato un quadro concettuale che mostra come la registrazione delle IG si colleghi alla sostenibilità e contribuisca agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Inoltre, la sostenibilità delle Indicazioni Geografiche è un campo emergente; è necessario approfondire la ricerca in questo ambito. Vengono proposti alcuni spunti per future direzioni di ricerca al fine di far progredire questo settore, in particolare per contribuire agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.</p>
<p>INFORMAZIONI<br />
Ente di ricerca: Vellore Institute of Technology (India)<br />
Anno: 2025<br />
Pubblicato: Discover Sustainability 6, 549<br />
Link: https://doi.org/10.1007/s43621-025-01332-4<br />
Parole chiave: Geographical Indications, Sustainability, TCCM</p>
<p><strong>Indicazioni Geografiche e legami rurali: ruoli narrativi in Catalogna</strong><br />
E. Castelló</p>
<p><strong>ABSTRACT</strong>. L’articolo esplora come le organizzazioni di Indicazione Geografica (OIG) interpretano e spiegano le Indicazioni Geografiche come strumento per promuovere le attività agricole e zootecniche, migliorare le comunità rurali e accrescere i valori della sostenibilità. La ricerca si è concentrata sul contesto della Catalogna (Spagna), dove operano 23 DOP e IGP per una vasta gamma di prodotti alimentari. Lo studio ha condotto una ricerca qualitativa attraverso interviste a 26 rappresentanti e professionisti riguardo alle loro attività, ai valori e alle modalità con cui affrontano le sfide attuali nel settore primario. In questo contesto, le OIG hanno articolato una narrazione in ambito economico, sottolineando le relazioni con i mercati (prezzi, promozione, commercializzazione, qualità del prodotto), ma hanno anche commentato in modo significativo le iniziative socioculturali in una serie di aspetti legati alle comunità rurali (storia e memoria, impegno territoriale, ricambio generazionale), includendo anche le problematiche ambientali (cambiamenti climatici, altre specie o paesaggi). Esplora la possibilità di considerare le IG come sistemi che interagiscono con agenti umani e non umani nelle aree rurali. L’attenzione rivolta alle narrazioni e all’autoriflessione delle OIG ha contribuito a comprendere il ruolo delle IG come motori del dinamismo territoriale e della resilienza rurale.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI</strong><br />
Ente di ricerca: Universitat Rovira i Virgili (Spagna)<br />
Anno: 2026<br />
Pubblicato: Geoforum Vol.174<br />
Link: https://doi.org/10.1016/j.geoforum.2026.104699<br />
Parole chiave: Geographical indications; Rural communities; Sustainable production; Rural development; Food narratives; Posthuman ruralities</p>
<p><strong>Indicazioni Geografiche nei mercati internazionali: politica, produttività e commercio</strong><br />
J. Rackl, L. Menapace</p>
<p>ABSTRACT. Le Indicazioni Geografiche rivestono un’importanza crescente nei mercati agroalimentari globali e negli accordi commerciali, eppure la letteratura economica non dispone di un modello strutturale di economia aperta per analizzare come le politiche relative alle IG influenzino le esportazioni, la produttività e il benessere. Per colmare questa lacuna, sviluppiamo un modello di equilibrio generale del commercio internazionale che cattura le caratteristiche essenziali della produzione e delle politiche relative alle IG sia nei mercati nazionali che internazionali. Le caratteristiche della produzione includono la qualità artigianale dei prodotti IG e la cultura collettiva dei produttori di IG. Le politiche relative alle IG si concentrano sui quadri istituzionali e sul sostegno finanziario per la gestione collettiva delle IG, nonché sulla protezione amministrativa del marchio IG. Attraverso simulazioni, analizziamo l’impatto delle politiche relative alle IG sulle decisioni di produzione, sul comportamento di esportazione e sull’allocazione delle quote di mercato nei settori IG e non IG. Individua le politiche relative alle IG nazionali e internazionali che massimizzano il benessere e svela un nuovo meccanismo per i benefici in termini di benessere nei mercati internazionali. Il lavoro offre una base strutturale per future ricerche empiriche sul ruolo delle politiche di IG nel plasmare il comportamento delle esportazioni e la produttività nei mercati agroalimentari globali.</p>
<p>INFORMAZIONI<br />
Ente di ricerca: Technical University of Munich (Germania)<br />
Anno: 2025<br />
Pubblicato: American Journal of Agricultural Economics, Volume108, Issue4<br />
Link: https://doi.org/10.1111/ajae.70027<br />
Parole chiave: Geographical indications; global agri-food markets; export; international trade; GI policies</p>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2026-03/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 32 &#8211; 2026/03</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/10/Osservatorio-Ricerca-IG_Consortium32.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;OSSERVATORIO COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/osservatorio-ricerca-ig-consortium-2026-03/">Osservatorio Ricerca IG &#8211; Consortium 2026/03</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Presentato alla stampa &#8220;Piacenza 1714&#8221; il quarto panino della linea Origini Edition</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/piacenza-1714-rassegna-stampa-30-settembre-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 04:43:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Origini Edition]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Piacenza 1714 è stato presentato il 29 settembre 2026, presso Palazzo Farnese a Piacenza, alla quale hanno partecipato: Katia Tarasconi, Sindaco di Piacenza, Alessio Mammi, Assessore agricoltura dell’Emilia-Romagna, Luca D’Alba, GM Italy F&#38;B di Avolta, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/piacenza-1714-rassegna-stampa-30-settembre-2026/">Presentato alla stampa &#8220;Piacenza 1714&#8221; il quarto panino della linea Origini Edition</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Piacenza 1714</strong> è stato presentato il 29 settembre 2026, presso Palazzo Farnese a Piacenza, alla quale hanno partecipato: Katia Tarasconi, Sindaco di Piacenza, Alessio Mammi, Assessore agricoltura dell’Emilia-Romagna, Luca D’Alba, GM Italy F&amp;B di Avolta, Mauro Rosati, Direttore Fondazione Qualivita, Cesare Baldrighi, Presidente Origin Italia insieme a Consorzio  tutela Salumi DOP Piacentini, Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena e Consorzio tutela Formaggio Asiago DOP.</p>
<div  class='avia-button-wrap avia-button-center  avia-builder-el-0  avia-builder-el-no-sibling ' ><a href='https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/09/20260930_Piacenza-1714_Rassegna-stampa.pdf'  class='avia-button   avia-icon_select-no avia-color-dark avia-size-medium avia-position-center'  target="_blank"   ><span class='avia_iconbox_title' >SCARICA LA RASSEGNA STAMPA COMPLETA</span></a></div>
<p><strong>Autogrill</strong>, leader della ristorazione per chi viaggia e parte di Avolta, <strong>presenta Piacenza 1714</strong>, la <strong>nuova proposta del progetto Origini Edition </strong>che celebra la <strong>Coppa Piacentina DOP</strong>, l’<strong>Asiago DOP Fresco </strong>e l’<strong>Aceto Balsamico di Modena IGP</strong>, accompagnati da crema di carciofi e songino.</p>
<p>Origini Edition è un percorso a lungo termine con cui Autogrill, parte di Avolta, avvicina le produzioni italiane certificate e i Consorzi ai viaggiatori sulle principali tratte stradali</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/piacenza-1714-rassegna-stampa-30-settembre-2026/">Presentato alla stampa &#8220;Piacenza 1714&#8221; il quarto panino della linea Origini Edition</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Qualivita rinnova il Comitato Scientifico: la ricerca italiana raccoglie la sfida globale sulla Dop economy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/qualivita-rinnova-il-comitato-scientifico-la-ricerca-italiana-raccoglie-la-sfida-globale-sulla-dop-economy-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 14:29:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/news/qualivita-rinnova-il-comitato-scientifico-la-ricerca-italiana-raccoglie-la-sfida-globale-sulla-dop-economy-2/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Qualivita rinnova il Comitato Scientifico La ricerca italiana raccoglie la sfida globale sulla Dop economy Un gruppo multidisciplinare per sviluppare conoscenze scientifiche e rafforzare il sistema globale delle Indicazioni Geografiche La Fondazione Qualivita ha rinnovato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/qualivita-rinnova-il-comitato-scientifico-la-ricerca-italiana-raccoglie-la-sfida-globale-sulla-dop-economy-2/">Qualivita rinnova il Comitato Scientifico: la ricerca italiana raccoglie la sfida globale sulla Dop economy</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Slide-home-COMITATO-SCIENTIFICO-QUALIVITA-1-scaled.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="adapt-img aligncenter wp-image-526340" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/Slide-home-COMITATO-SCIENTIFICO-QUALIVITA-1-scaled.jpg" alt="" width="560" height="117" /></a></p>
<h1 style="text-align: center;"><strong> Qualivita rinnova il Comitato Scientifico </strong></h1>
<h1 style="text-align: center;"><strong>La ricerca italiana raccoglie la sfida globale sulla Dop economy</strong></h1>
<h4 style="text-align: center;"><em>Un gruppo multidisciplinare per sviluppare conoscenze scientifiche e rafforzare il sistema globale delle Indicazioni Geografiche</em></h4>
<p>La Fondazione Qualivita ha rinnovato per il triennio 2026-2028 il proprio Comitato Scientifico, affidandone la presidenza a <strong>Paolo De Castro</strong>, economista agrario, già Ministro delle Politiche agricole e parlamentare europeo.</p>
<p>Il <strong>nuovo Comitato</strong> riunisce personalità provenienti dal <strong>mondo accademico</strong>, dalla <strong>ricerca</strong>, dalle <strong>professioni</strong> e dalla gestione dei <strong>Consorzi di tutela</strong>, mettendo insieme competenze giuridiche, economiche, sociali, ambientali e manageriali. Una composizione multidisciplinare pensata per interpretare in modo organico l’evoluzione delle Indicazioni Geografiche e accompagnare le nuove responsabilità affidate alle filiere DOP e IGP.</p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/CS-Qualivita-2026-scaled.jpg"><img decoding="async" class="adapt-img wp-image-526438 aligncenter" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/CS-Qualivita-2026-scaled.jpg" alt="" width="560" height="315" /></a></p>
<p>Negli ultimi anni, infatti, il sistema delle Indicazioni Geografiche ha progressivamente ampliato la propria dimensione. Accanto alla tutela giuridica delle denominazioni e alla valorizzazione economica delle produzioni si sono affermati nuovi ambiti di intervento: <strong>sostenibilità</strong>, <strong>sviluppo rurale</strong>, <strong>innovazione</strong>, <strong>turismo</strong>, <strong>cultura</strong>, <strong>formazione</strong>, <strong>gestione dell’offerta</strong> e <strong>coesione delle comunità locali</strong>.</p>
<p>Questa evoluzione ha trovato una sintesi nel concetto di <strong>Dop economy</strong>, il neologismo introdotto dalla Fondazione Qualivita nel 2018 ed entrato successivamente nel lessico Treccani per descrivere l’insieme dei valori economici, sociali, culturali e territoriali generati dalle produzioni DOP e IGP. Partendo dall’esperienza maturata dal sistema italiano, la Fondazione Qualivita intende promuovere una nuova stagione della <strong>ricerca scientifica sulle Indicazioni Geografiche</strong>, capace di coinvolgere università, istituzioni, gruppi di produttori e centri di ricerca a <strong>livello internazionale</strong>.</p>
<p>Il Comitato Scientifico sarà chiamato a contribuire alla definizione delle principali linee di studio della Fondazione, favorendo un approccio interdisciplinare e una maggiore <strong>integrazione tra il sapere accademico e le esperienze sviluppate sul campo dai Consorzi</strong> <strong>di tutela</strong> <strong>e dalle imprese</strong> delle filiere DOP e IGP.</p>
<p>Tra gli obiettivi strategici rientra la realizzazione dell’<em><strong>Handbook of Research on Geographical Indications and the Dop economy</strong></em>, un manuale internazionale destinato al mondo accademico e scientifico. Il progetto intende costruire un nuovo quadro teorico e metodologico per analizzare le Indicazioni Geografiche non soltanto come strumenti di proprietà intellettuale, ma come veri e propri modelli di sviluppo territoriale, organizzazione delle filiere e produzione di valore condiviso.</p>
<p>“Vogliamo rafforzare il dialogo tra la ricerca scientifica, le filiere DOP e IGP e il patrimonio di competenze maturato nel tempo dai Consorzi di tutela&#8221;, dichiara Cesare Mazzetti, presidente della Fondazione Qualivita”, dichiara <strong>Cesare Mazzetti, presidente della Fondazione Qualivita</strong>. “L’Italia rappresenta già un punto di riferimento internazionale nella gestione delle Indicazioni Geografiche e deve consolidare questo ruolo anche sul piano della conoscenza, dell’innovazione e della ricerca. La collaborazione sviluppata negli anni con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e, in particolare, con ISMEA, CREA e il mondo universitario può contribuire alla costruzione di una vera diplomazia scientifica delle Indicazioni Geografiche: una rete internazionale fondata sulla condivisione delle conoscenze, sul confronto tra sistemi e sulla cooperazione tra Paesi, capace di rafforzare il modello europeo e la tutela delle IG a livello globale”.</p>
<p>“La pluralità delle personalità e delle competenze presenti nel nuovo Comitato rappresenta un importante valore aggiunto per tutto il sistema delle DOP e IGP”, afferma <strong>Paolo De Castro, presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Qualivita</strong>. “La riforma europea e le norme approvate negli ultimi anni costituiscono un punto di partenza per una nuova fase delle Indicazioni Geografiche. In questa transizione il contributo della ricerca sarà fondamentale per comprendere i cambiamenti, valutarne gli effetti e fornire alle istituzioni e alle filiere strumenti adeguati per affrontare le sfide future”.</p>
<p>Con il rinnovo del Comitato Scientifico, la <strong>Fondazione Qualivita</strong> rafforza quindi la propria <strong>funzione di collegamento tra conoscenza, istituzioni e sistema produttivo</strong>, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una cultura scientifica globale sulle Indicazioni Geografiche e sulla Dop economy.</p>
<h4><u>ELENCO DEI COMPONENTI DEL COMITATO SCIENTIFICO QUALIVITA</u></h4>
<p><u>PRESIDENTE </u></p>
<p><strong>De Castro Paolo</strong></p>
<p><u>ESPERTI DI SETTORE </u></p>
<p><strong>Baroni Anna Lisa</strong>, Avvocato esperto di diritto internazionale – <strong>Berni Stefano</strong>, Direttore, Consorzio di Tutela Grana Padano DOP – <strong>Cichetti Mario</strong>, Direttore Consorzio del Prosciutto di San Daniele DOP – <strong>Cotarella Riccardo</strong>, Presidente Assoenologi – <strong>D’Archi Lorenzo</strong>, RINA Head of Italy Food – <strong>Deserti Riccardo</strong>, Direttore, Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano DOP – <strong>Fanti Stefano</strong>, Direttore, Consorzio del Prosciutto di Parma DOP – <strong>Ferrarese Maria Chiara</strong>, Direttrice CSQA Certificazioni – <strong>Gentile Antonio</strong>, Responsabile sviluppo prodotti, tecnologie e innovazione, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – <strong>Giavi Luca</strong>, Direttore Consorzio di Tutela della DOC Prosecco – <strong>Gorelli Gabriele</strong>, Master of Wine – <strong>Soavi Sergio</strong>, Esperto di GDO e prodotti tipici – <strong>Trifiletti Filippo</strong>, Esperto Accredia.</p>
<p><u>MONDO ACCADEMICO </u></p>
<p><strong>Adinolfi Felice</strong>, Professore ordinario Università di Bologna – <strong>Albisinni Ferdinando</strong>, Professore emerito Universitas Mercatorum – <strong>Berti Fabio</strong>, Professore ordinario Università degli Studi di Siena – <strong>Bochicchio Franco</strong>, Professore ordinario Università degli Studi di Genova – <strong>Bonetti Enrico</strong>, Professore ordinario Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli – <strong>Bray Massimo</strong>, Direttore generale Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani – <strong>Cavicchi Alessio</strong>, Professore ordinario Università di Pisa – <strong>Di Lauro Alessandra</strong>, Professoressa ordinaria Università di Pisa – <strong>Finotto Vladi,</strong> Professore associato Università Ca’ Foscari Venezia – <strong>Fornari Edoardo</strong>, Professore ordinario Università Cattolica del Sacro Cuore – <strong>Frascarelli Angelo</strong>, Professore associato Università degli Studi di Perugia – <strong>Frontoni Emanuele</strong>, Professore ordinario Università degli Studi di Macerata – <strong>Guidi Lucia</strong>, Professoressa ordinaria Università di Pisa – <strong>Mattiacci Alberto</strong>, Professore ordinario Sapienza Università di Roma – <strong>Mauracher Christine</strong> Professoressa ordinaria Università Ca’ Foscari Venezia – <strong>Montanari Massimo</strong>, Professore emerito Università di Bologna – <strong>Mundula Luigi</strong>, Professore associato Università per Stranieri di Perugia – <strong>Pagliacci Francesco</strong>, Professore associato Università degli Studi di Padova – <strong>Pratesi Carlo Alberto</strong>, Professore ordinario Università degli Studi Roma Tre – <strong>Riccaboni Angelo</strong>, Professore ordinario Università degli Studi di Siena.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span class="es-button-border" style="background: #ffffff; border-radius: 0px; width: auto; border: 2px solid #000000; padding: 10px 0px 10px 0px;"><a class="es-button" style="text-decoration: none; font-family: karla, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 14px; color: #000000; border-style: solid; border-color: #ffffff; border-width: 5px 30px 5px 30px; background: #ffffff; border-radius: 0px; font-weight: bold; font-style: normal; line-height: 15px; width: auto; text-align: center;" href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/COMITATO-SCIENTIFICO-QUALIVITA-2026-2028.pdf" target="_blank" rel="noopener"> SCARICA IL COMITATO SCIENTIFICO FONDAZIONE QUALIVITA </a></span></p>
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		<title>Vi racconto perché ho scritto La filosofia della Dop economy</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vi-racconto-perche-ho-scritto-la-filosofia-della-dop-economy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 13:58:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[CONSORTIUM]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[filosofiaDopeconomy]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un saggio con la prefazione di Umberto Galimberti per leggere nelle Indicazioni Geografiche una delle forme più mature dell’Italia contemporanea di Mauro Rosati Prima di parlare del libro, sento il bisogno di fare due premesse [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/vi-racconto-perche-ho-scritto-la-filosofia-della-dop-economy/">Vi racconto perché ho scritto La filosofia della Dop economy</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un saggio con la prefazione di Umberto Galimberti per leggere nelle Indicazioni Geografiche una delle forme più mature dell’Italia contemporanea</em></p>
<p><strong>di Mauro Rosati</strong></p>
<p>Prima di parlare del libro, sento il bisogno di fare due premesse che spiegano il senso profondo di questo lavoro. La prima guarda al futuro. Ho scelto di destinare i ricavi dei diritti d’autore all’associazione senegalese del Madd della Casamance IGP, perché questo libro non voleva nascere come un esercizio teorico chiuso in sé stesso. Voleva avere, fin dall’inizio, una direzione concreta. Voleva dire che riflettere sul valore del cibo, dei territori e delle comunità può anche tradursi in un gesto reale di cooperazione e responsabilità. La seconda premessa riguarda il tour di presentazione. Non lo considero una semplice sequenza di date, né un rituale promozionale legato all’uscita di un volume. Lo immagino come un progetto culturale diffuso, costruito nei territori, insieme ai Consorzi di tutela, alle università, alle istituzioni, ai giovani. Un cammino di confronto che prova a riportare al centro, con parole nuove, i temi del cibo, dell’agricoltura, dell’identità italiana.</p>
<p>La filosofia della Dop economy nasce da tre sorgenti che si intrecciano: dal Qualivita Festival, che per me è stato un luogo di pensiero; dalle esperienze personali, grazie a venticinque anni di incontri, osservazioni, dialoghi, errori, intuizioni; e dal lavoro di ricerca di Fondazione Qualivita, che in questo percorso ha costruito dati, conoscenza, metodo, visione. Per questo tengo a dire che La filosofia della Dop economy non è un libro astratto, né accademico e nemmeno un testo costruito a distanza dalla realtà. È un libro che nasce dentro il lavoro quotidiano, dentro il lungo attraversamento del sistema delle Indicazioni Geografiche italiane. E forse proprio per questo cerca meno di spiegare un meccanismo e più di restituire il significato di un’esperienza storica che ho visto crescere davanti ai miei occhi.</p>
<h4>Cosa racconta</h4>
<p>In fondo questo libro racconta gli ultimi venticinque anni dell’Italia. Il passaggio da un modello economico in cui il prestigio era affidato soprattutto a moda, a meccanica, a manifattura e, in parte, alla promessa della tecnologia, a un modello nel quale l’agroalimentare ha assunto un ruolo centrale. Per molto tempo il cibo italiano è stato considerato importante, ma non strategico. Oggi, invece, è uno dei settori decisivi dell’export, della reputazione internazionale, della tenuta economica e sociale dei territori. I numeri raccontano questo cambiamento. L’export agroalimentare passato dai 22 miliardi di euro all’inizio del Duemila a oltre 70 miliardi nel 2024, le Indicazioni Geografiche da circa 300 a quasi 900. Intanto altri comparti attraversano trasformazioni profonde, perdono base produttiva e faticano a consolidare filiere competitive su scala globale. Le IG invece hanno dato all’agroalimentare struttura, identità, riconoscibilità, e credibilità pubblica. Hanno permesso all’Italia di valorizzare ciò che possedeva di più radicato e irripetibile: il rapporto tra prodotti, territori e comunità. Per questo, quando parlo di Dop economy, parlo di una delle espressioni più evidenti del rinascimento agroalimentare italiano. Un rinascimento che ha riportato in superficie una cultura agricola rimasta in secondo piano durante il ciclo industriale del Novecento, restituendo centralità ai saperi territoriali, alle pratiche sedimentate nel tempo, alle tradizioni enogastronomiche che sembravano destinate a diventare semplici residui del passato. Come il Rinascimento storico riportò alla luce il patrimonio classico, così questo nuovo rinascimento agroalimentare ha rimesso al centro una parte essenziale dell’identità italiana.</p>
<h4>Perché la parola “filosofia”</h4>
<p>Ho usato questo termine perché il libro non parla soltanto di come si produce un cibo, ma di cosa quel cibo significa. Filosofia, per me, vuol dire cercare il senso delle cose, andare oltre la superficie dei fatti, mettere in relazione ciò che accade con i valori che lo sorreggono. E i valori che vedo nella Dop economy sono chiari: economia, cultura, identità, comunità, istituzione, democrazia. Quando un cibo tiene insieme memoria, paesaggio, lavoro, appartenenza, relazioni e futuro, allora usciamo dal campo dell’alimentazione. Entriamo in quello che potremmo chiamare filosofia civile del cibo. È questo che mi interessava mettere a fuoco. Alcuni cibi, soprattutto quelli legati ai territori, non sono soltanto cose da consumare. Sono realtà da comprendere.</p>
<h4>Il rapporto fra tradizione e Indicazioni Geografiche</h4>
<p>Il nodo storico delle Indicazioni Geografiche è qui. Per secoli il cibo ha avuto una funzione di sopravvivenza. Quando domina la scarsità, il suo valore è nutrire e garantire la vita. Ma quando la sopravvivenza è assicurata, cambia lo sguardo dell’uomo, diminuisce il peso del cibo come nutrimento e cresce l’importanza di valori come qualità, piacere, fiducia, memoria, identità. Il cibo smette di essere merce e diventa linguaggio, parlando alla cultura, alla comunità, al rapporto con i luoghi. Le IG nascono in questo passaggio. Danno forma all’idea che alcuni prodotti non valgano soltanto per le loro caratteristiche materiali, ma per il legame che custodiscono con territorio, storia e sapere collettivo. Ed è qui che compiono una grande operazione civile, restituendo dignità a territori, economie locali, comunità, culture materiali. Dicono che nel cibo non c’è soltanto mercato. C’è eredità, responsabilità, futuro.</p>
<h4>Tre operazioni storiche delle Indicazioni Geografiche</h4>
<p>Se dovessi riassumere le tre grandi operazioni storiche delle IG, direi questo: hanno trasformato prodotti nati poveri in prodotti ricchi, portando valore dove prima c’era marginalità; hanno preservato una parte della cultura italiana, salvando saperi, pratiche e memoria; hanno dato al cibo un valore simbolico pubblico, rendendo visibile e tutelabile il rapporto tra prodotto e territorio. In altre parole, hanno sottratto il cibo all’anonimato restituendolo alla storia e ai luoghi. Questo impone anche di chiarire il rapporto tra tradizione e contemporaneità. La tradizione conta non perché è antica, ma perché mostra coerenza nel tempo. Non basta dire che un prodotto esisteva secoli fa: ciò che conta è la continuità viva tra prodotto, territorio e comunità. I prodotti autentici attraversano le trasformazioni senza perdere il legame con le origini. Questa continuità, nelle DOP e nelle IGP, non è narrativa, è documentabile e verificabile. Archivi, paesaggi, documenti, opere d’arte, letteratura e pratiche agrarie raccontano una memoria concreta. Il riconoscimento DOP o IGP non inventa un’identità, la certifica quando esiste già. Mi piace pensare alla tradizione come a un fiume. L’acqua cambia continuamente, ma l’alveo resta. Nei prodotti DOP e IGP quell’alveo è il territorio, sono i saperi, sono le comunità. Per questo un’Indicazione Geografica non inventa una storia. Riconosce una continuità viva.</p>
<h4>La responsabilità che il libro ci affida</h4>
<p>Alla fine, però, la questione più importante riguarda il presente e il futuro. Viviamo un tempo di crisi complesse, e nessuno può pensare di affrontarle da solo. Servono sistemi maturi, servono istituzioni, imprese, cultura, comunità. Il cibo è uno di questi sistemi fondamentali, perché riguarda insieme economia, territorio, identità, relazioni quotidiane, qualità della vita. In questo senso, le Indicazioni Geografiche rappresentano un modello concreto, un sistema produttivo capace di tenere insieme qualità, responsabilità, cooperazione, impresa, territorio e persone. I Consorzi di tutela sono il cuore di questo modello; comunità organizzate che dimostrano, ogni giorno, che sviluppo e identità possono convivere, che il mercato può dialogare con la storia, che la competizione può accompagnare forme alte di cooperazione, che il valore economico, quando è ben costruito, può diventare anche valore civile. La lezione che affido a questo libro è, in fondo, molto semplice. Attraverso il sistema delle Indicazioni Geografiche possiamo essere parte attiva delle soluzioni ai problemi del nostro tempo. Ma c’è una condizione essenziale: non basta lavorare bene ciascuno per conto proprio. Bisogna muoversi nella stessa direzione, condividendo visione, responsabilità e senso del bene comune. Nessuno può spostare il mondo da solo. Ma quando persone, territori e istituzioni riconoscono valori comuni e scelgono di camminare insieme, anche il mondo, lentamente, comincia a muoversi.</p>
<p><em>A cura della redazione</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2026-01/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 2026 n°01</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/05/Consortium-30_Filosofia-della-Dop-economy_Rosati.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/vi-racconto-perche-ho-scritto-la-filosofia-della-dop-economy/">Vi racconto perché ho scritto La filosofia della Dop economy</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Speciale Forum &#8211; Mazzetti: 25 anni di impegno per la qualità alimentare</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-mazzetti-25-anni-di-impegno-per-la-qualita-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:50:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[ForumQualivita2025]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Qualivita2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>SALUTI ISTITUZIONALI. Cesare Mazzetti, Presidente Fondazione Qualivita: 25 anni di impegno per la qualità alimentare, un dialogo continuo per la crescita delle filiere IG Venticinque anni dopo la sua nascita a Siena, Qualivita rappresenta oggi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>SALUTI ISTITUZIONALI. Cesare Mazzetti, Presidente Fondazione Qualivita: 25 anni di impegno per la qualità alimentare, un dialogo continuo per la crescita delle filiere IG</em></p>
<p>Venticinque anni dopo la sua nascita a Siena, Qualivita rappresenta oggi uno dei punti di riferimento più autorevoli nel dibattito scientifico, istituzionale e culturale sulle Indicazioni Geografiche. Quella che alla fine degli anni Novanta appariva come una traiettoria ancora incerta — spesso relegata al perimetro della tradizione gastronomica — si è progressivamente affermata come un vero e proprio modello di sviluppo, capace di coniugare identità territoriale, valore economico e responsabilità sociale.</p>
<p>La storia di Qualivita si intreccia con l’evoluzione stessa della Dop economy: un sistema che ha richiesto fin dall’inizio studio, visione e capacità di costruire alleanze tra mondi diversi. Ricerca, divulgazione e promozione non sono stati elementi accessori, ma strumenti necessari per accompagnare la crescita di un comparto che oggi incide in modo strutturale sulle economie locali e sulle politiche europee. In questo percorso, Siena ha assunto il ruolo di laboratorio permanente, luogo simbolico e operativo in cui riflessione teorica e pratica istituzionale hanno trovato una sintesi efficace. I Forum Qualivita sulla Qualità Alimentare hanno rappresentato, in questo senso, un passaggio chiave.</p>
<p>Non semplici momenti celebrativi, ma spazi di confronto reale tra produttori, Consorzi, decisori pubblici e rappresentanti delle istituzioni europee. Qui si è costruito un dialogo continuo tra esigenze del mercato, tutela dei territori e quadro normativo, contribuendo a una crescita armonica del sistema delle Indicazioni Geografiche e alla diffusione di una cultura condivisa della qualità certificata. La dimensione europea e internazionale emerge come tratto distintivo di questo modello. Il coinvolgimento costante delle istituzioni comunitarie e la presenza, nel tempo, di reti e associazioni internazionali testimoniano come le Indicazioni Geografiche abbiano superato i confini nazionali per diventare un paradigma globale di protezione dei prodotti e dei territori. Un modello che trova applicazioni diverse nei vari Paesi, ma che condivide principi comuni: radicamento locale, riconoscibilità, tutela giuridica e valore economico duraturo. Oggi, nel quadro di un sistema ormai maturo, la riflessione si sposta sulle prospettive future.</p>
<p>La recente riforma del Regolamento europeo 2024/1143 segna un passaggio decisivo, riunendo in un unico impianto normativo i settori agroalimentare, vitivinicolo e degli spirits. Una scelta che rafforza la coerenza del sistema e ne amplia il potenziale competitivo, offrendo nuove opportunità sia sui mercati internazionali sia nelle economie locali. In questo scenario, diventa centrale la costruzione di una strategia condivisa.</p>
<p>Le Indicazioni Geografiche richiedono oggi non solo tutela, ma anche capacità di visione, coordinamento e ascolto. Qualivita si propone come spazio di sintesi e di elaborazione, un contenitore aperto in cui far confluire idee, esperienze e proposte, con l’obiettivo di accompagnare il sistema verso una nuova fase di sviluppo consapevole e sostenibile.</p>
<p>Il venticinquesimo anniversario della Fondazione, celebrato all’interno del Forum Europeo sulla Qualità Alimentare, non rappresenta dunque un punto di arrivo, ma un momento di rilancio. Un’occasione per rileggere il percorso compiuto e, soprattutto, per interrogarsi sul ruolo che le Indicazioni Geografiche possono continuare a svolgere nel rispondere alle sfide economiche, sociali e ambientali del presente.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-mazzetti-25-anni-di-impegno-per-la-qualita-alimentare/">Speciale Forum &#8211; Mazzetti: 25 anni di impegno per la qualità alimentare</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Speciale Forum &#8211; Rosati: le Indicazioni Geografiche per disegnare l’Europa dei territori</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-rosati-le-indicazioni-geografiche-per-disegnare-leuropa-dei-territori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[ForumQualivita2025]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Rosati]]></category>
		<category><![CDATA[Qualivita2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PRESENTAZIONE LIBRO VERDE. Mauro Rosati, Direttore Fondazione Qualivita: Le Indicazioni Geografiche non servono solo a fare economia: servono a disegnare l’Europa dei territori C’è una parola che negli ultimi anni è entrata con forza nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>PRESENTAZIONE LIBRO VERDE. Mauro Rosati, Direttore Fondazione Qualivita: Le Indicazioni Geografiche non servono solo a fare economia: servono a disegnare l’Europa dei territori</em></p>
<p>C’è una parola che negli ultimi anni è entrata con forza nel lessico europeo: qualità della vita. È diventata una priorità strategica, un criterio di politica pubblica, un orizzonte che misura la credibilità dell’Unione più delle dichiarazioni solenni. Ma se la qualità della vita è davvero la promessa europea, allora bisogna dirlo con chiarezza: passa anche — e in modo diretto — dal cibo locale, dalla sua autenticità, dalla sua capacità di generare lavoro, co­esione e senso.</p>
<p>È qui che le Indicazioni Geografiche smettono di essere un capitolo “di settore” e diventano un’architettura por­tante dell’Europa. Non un elemento identitario margi­nale, non un vezzo romantico per territori fortunati, ma un’infrastruttura economica e civile. I numeri lo raccon­tano senza retorica: un milione di imprese coinvolte, 80 miliardi di euro di valore, un sistema che tiene insieme radicamento territoriale e capacità di competere sui mer­cati globali. Le IG sono economia reale. Ma, soprattutto, sono un modo europeo di fare economia.</p>
<p>In un continente spesso in affanno quando si tratta di rincorrere le grandi transizioni del digitale e dell’intel­ligenza artificiale, la politica delle IG ha avuto un tratto sorprendente: è stata anticipatrice. Ha saputo costruire regole comuni, riconoscere il valore del territorio, di­fendere lo sviluppo rurale, trasformare la reputazione in bene collettivo. Lo ha fatto con gradualità normativa fino all’attuale regolamento, e con un’energia tipicamen­te europea: quella delle politiche che nascono dal basso. Come l’Erasmus, l’Indicazione Geografica è un progetto che unisce comunità, territori e nazioni diverse; una ri­sposta concreta all’industrializzazione che omologa, e alla perdita di valore locale che svuota i luoghi.</p>
<p>Da questa consapevolezza è nato il lavoro che abbiamo presentato a Siena: un vero “Libro Verde” delle Indicazio­ni Geografiche, frutto del confronto con imprese, Con­sorzi e mondo della ricerca. Non un documento astratto, ma un cassetto degli attrezzi per costruire un Piano d’A­zione europeo: fondato su evidenze scientifiche e su ol­tre 1.800 ricerche prodotte nell’ultimo decennio. L’idea è semplice e ambiziosa: se le IG sono una politica strategi­ca, allora devono essere accompagnate da una strategia altrettanto strategica, capace di guardare a governance, persone e lungo periodo.</p>
<p>Perché oggi il sistema IG non può accontentarsi di “fun­zionare”. Deve evolvere. Servono infrastrutture comuni, mercati aperti, lavoro di qualità, trasparenza, strumenti per stare dentro la complessità della contemporaneità: la rete, le città, le nuove generazioni, i dati, l’innovazione. E serve anche un turismo diverso: un turismo che valoriz­za senza consumare, che rafforza i territori invece di tra­sformarli in scenografie.</p>
<p>La direzione, in fondo, è politica prima ancora che econo­mica. Competitività, inclusione, sostenibilità: sono i tre assi che possono moltiplicare le “isole felici” europee, quei territori capaci di generare economia, coesione sociale e cultura. Ma l’obiettivo finale non è soltanto rafforzare le filiere DOP e IGP. È contribuire a un’Europa policentrica, fondata sui territori, sull’agricoltura e sull’identità dei luo­ghi. Un’Europa che costruisce qualità della vita attraverso il valore del cibo e del lavoro che lo rende possibile.<br />
Il Libro Verde, allora, non è un elenco di buone intenzioni.</p>
<p>È una proposta di metodo: mettere le IG al centro di un’i­dea d’Europa che non vive solo nelle capitali e nei grandi dossier industriali, ma anche nei paesaggi produttivi, nel­le comunità organizzate, nelle regole condivise che tra­sformano un nome geografico in un bene comune.</p>
<h4>Otto punti, una visione europea</h4>
<ol>
<li><strong>Governance dei territori:</strong>I Consorzi di tutela sono infrastrutture strategiche. Vanno rafforzati e armonizzati a livello europeo, valo­rizzando le esperienze più mature e garantendo a tutti i territori strumenti reali di gestione, tutela e sviluppo.</li>
<li><strong>Commercio internazionale: </strong>Le IG nascono nel multilateralismo. In un mondo attra­versato da migliaia di barriere, serve un’attenzione spe­cifica agli accordi commerciali per garantire circolazione dei prodotti e protezione effettiva delle denominazioni.</li>
<li><strong>Integrazione dei migranti: </strong>La qualità dei prodotti passa dalla qualità del lavoro. Con un lavoratore agricolo su quattro immigrato, i Consorzi possono essere protagonisti di integrazione, contratti dignitosi e riconoscimento del lavoro come parte della qualità.</li>
<li><strong>Misurazione e trasparenza: </strong>La qualità oggi si misura. Serve un sistema europeo condiviso di misurazione che garantisca trasparenza, comparabilità e credibilità verso cittadini, istituzioni e mercati.</li>
<li><strong>Ritorno nelle città: </strong>I consumi si decidono nei centri urbani. Le IG devono tornare nelle città con educazione, comunicazione e presenza, diventando leve di rigenerazione urbana e di dialogo tra città e campagne.</li>
<li><strong>Giovani e nuove generazioni: </strong>L’agricoltura invecchia e i consumi cambiano. Le IG sono più attrattive per i giovani: vanno sostenuti ri­cambio generazionale, occupazione qualificata e un vero “Erasmus delle IG” per scambi e contaminazioni.</li>
<li><strong>Intelligenza artificiale: </strong>L’IA è uno strumento strategico per tutela online, pre­visioni di mercato e gestione di filiere complesse. Oc­corrono investimenti mirati per rendere l’innovazione accessibile anche ai sistemi consortili.</li>
<li><strong>Turismo DOP: </strong>Un turismo sostenibile, intelligente, integrato. Se il 30% della spesa turistica in Europa è legata al cibo, serve un Turismo DOP governato, capace di valorizzare i territori senza replicare modelli di sovraffollamento e consumo.</li>
</ol>
<p>Le IG, in definitiva, non sono solo una politica agroalimen­tare. Sono un dispositivo europeo di equilibrio: tra mercato e comunità, tra globale e locale, tra innovazione e identità. E oggi, nel tempo delle transizioni e delle fratture, questa capacità di tenere insieme le cose non è un dettaglio: è la so­stanza stessa dell’idea europea</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-rosati-le-indicazioni-geografiche-per-disegnare-leuropa-dei-territori/">Speciale Forum &#8211; Rosati: le Indicazioni Geografiche per disegnare l’Europa dei territori</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Speciale Forum &#8211; Vittori: un’infrastruttura europea strategica, fatta di 3.800 IG</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-vittori-uninfrastruttura-europea-strategica-fatta-di-3-800-ig/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:48:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri articoli]]></category>
		<category><![CDATA[ForumQualivita2025]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Qualivita2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PRESENTAZIONE LIBRO VERDE. Massimo Vittori, Direttore oriGIn: &#8220;Le IG non devono più dimostrare di esistere, oggi devono essere difese, rafforzate e governate come un bene comune globale&#8221; Le IG sono ormai un’infrastruttura economica globale e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-vittori-uninfrastruttura-europea-strategica-fatta-di-3-800-ig/">Speciale Forum &#8211; Vittori: un’infrastruttura europea strategica, fatta di 3.800 IG</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>PRESENTAZIONE LIBRO VERDE. Massimo Vittori, Direttore oriGIn: &#8220;Le IG non devono più dimostrare di esistere, oggi devono essere difese, rafforzate e governate come un bene comune globale&#8221;</em></p>
<p>Le IG sono ormai un’infrastruttura economica globale e non più un elemento identitario relegato al folklore. I numeri lo di­mostrano con chiarezza: circa 3.800 IG riconosciute nell’Unio­ne Europea nei settori food, wine e spirits, destinate a crescere ulteriormente con l’ingresso delle IG artigianali e industriali. Ma la dimensione europea è solo una parte del quadro. In Asia si contano oltre 12.000 Indicazioni Geografiche, con una forte concentrazione in Cina; nelle Americhe, soprattutto in Ameri­ca Latina ma anche nel Nord del continente, il valore delle IG è riconosciuto e apprezzato da produttori e consumatori anche in assenza di un pieno riconoscimento istituzionale; in Africa, sebbene le IG registrate siano ancora poche, l’interesse dei produttori segnala un potenziale di sviluppo significativo.</p>
<p>Negli ultimi vent’anni, anche grazie alla spinta della Commis­sione europea, le Indicazioni Geografiche hanno acquisito un peso strategico crescente. Oggi rappresentano uno strumen­to capace di generare valore economico per i territori, garan­tendo una protezione legale robusta, una remunerazione più equa dei produttori primari, una tutela delle produzioni locali e un contributo concreto alla sostenibilità ambientale. Gli ef­fetti positivi si estendono inoltre al turismo e ad altri settori collegati, rafforzando l’attrattività complessiva dei territori.</p>
<p>Questo percorso di successo, tuttavia, non è privo di criticità. Le contraffazioni sono in aumento, anche in contesti tradizional­mente considerati sicuri. L’uso improprio delle IG come ingre­dienti, le violazioni legate al commercio online e la frammenta­zione dei sistemi di controllo evidenziano lacune ancora aperte.</p>
<p>Le Indicazioni Geografiche hanno prosperato in un contesto internazionale fondato sullo stato di diritto. Oggi questo presupposto è messo in discussione da accordi bilaterali che rischiano di indebolire i principi dell’Atto di Ginevra e di altri strumenti internazionali sottoscritti dall’Unione Europea. In questo scenario, il Libro Verde rappresenta un esercizio di riflessione strategica necessario: non per ottenere un nuovo riconoscimento delle IG, ormai pienamente mainstream, ma per consolidare e preservare il patrimonio costruito negli ul­timi vent’anni e riaffermare il ruolo dell’Europa come leader globale del sistema delle Indicazioni Geografiche.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-vittori-uninfrastruttura-europea-strategica-fatta-di-3-800-ig/">Speciale Forum &#8211; Vittori: un’infrastruttura europea strategica, fatta di 3.800 IG</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Speciale Forum &#8211; Beduschi: un Piano d’Azione per sostenere sviluppo rurale e IG</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-beduschi-un-piano-dazione-per-sostenere-sviluppo-rurale-e-ig/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:47:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Alessandro Beduschi, Presidente Arepo: Le Indicazioni Geografiche sono uno dei più potenti strumenti di sviluppo territoriale dell’Europa: ora servono politiche capaci di liberarne tutto il potenziale. La collaborazione [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-beduschi-un-piano-dazione-per-sostenere-sviluppo-rurale-e-ig/">Speciale Forum &#8211; Beduschi: un Piano d’Azione per sostenere sviluppo rurale e IG</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Alessandro Beduschi, Presidente Arepo: Le Indicazioni Geografiche sono uno dei più potenti strumenti di sviluppo territoriale dell’Europa: ora servono politiche capaci di liberarne tutto il potenziale.</em></p>
<p>La collaborazione strutturata tra AREPO, oriGIn e Fondazio­ne Qualivita si conferma un asse strategico per la protezio­ne e la valorizzazione dei prodotti a Indicazione Geografica. Fondata nel 2004, AREPO rappresenta oggi 35 regioni di otto Stati membri e raccoglie le istanze di oltre 800 asso­ciazioni di produttori, contribuendo in modo diretto alla politica europea della qualità. L’entrata in vigore del nuovo regolamento sulle IG ha segnato un avanzamento rilevan­te, ma la cornice strategica europea resta incompleta: la visione agricola della Commissione riconosce il confronto avviato a Bruxelles con produttori, istituzioni e stakeholder ha messo in evidenza buone pratiche e criticità quotidiane, rafforzando la richiesta di un Piano d’Azione Europeo fon­dato su dati, consultazioni e valutazione dell’attuazione del nuovo regolamento. La promozione europea rappresenta una prima leva concreta, grazie a risorse dedicate per cam­pagne informative nell’UE e nei Paesi terzi, ma restano prio­ritarie anche l’integrazione delle IG negli appalti pubblici e il rafforzamento dell’accesso alla qualità certificata.</p>
<p>Il legame tra IG e turismo sostenibile emerge come fattore chiave di sviluppo territoriale: ogni DOP e IGP racconta un paesaggio, una comunità e una cultura, generando valore che rimane nelle aree rurali. In questa prospettiva si inseri­sce la proposta di un’Expo itinerante delle eccellenze DOP e IGP, pensata per avvicinare cittadini e consumatori ai territori. Centrale resta il ricambio generazionale, condi­zione indispensabile per la continuità delle filiere, insieme alla necessità di evitare un indebolimento della PAC: senza un quadro normativo stabile e fondi dedicati, sviluppo ru­rale e IG rischiano di perdere forza competitiva e capacità di innovazione.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-beduschi-un-piano-dazione-per-sostenere-sviluppo-rurale-e-ig/">Speciale Forum &#8211; Beduschi: un Piano d’Azione per sostenere sviluppo rurale e IG</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Speciale Forum &#8211; Baldrighi: vivo ogni giorno il valore delle Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-baldrighi-vivo-ogni-giorno-il-valore-delle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:46:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Cesare Baldrighi, Presidente Origin Italia: I Consorzi sono nati e cresciuti con le loro forze: sono il cuore economico delle Indicazioni Geografiche e il primo presidio di tutela [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Cesare Baldrighi, Presidente Origin Italia: I Consorzi sono nati e cresciuti con le loro forze: sono il cuore economico delle Indicazioni Geografiche e il primo presidio di tutela dei territori.</em></p>
<p>Le Indicazioni Geografiche hanno un valore concreto, che partono dall’esperienza quotidiana degli agricoltori e degli allevatori. Questo punto di vista diretto conferma come le IG rappresentino un moltiplicatore di reddito per le imprese e un elemento strategico per l’export, come dimostrano gli 80 Consorzi di Origin Italia, capaci di ge­nerare complessivamente 10 miliardi di euro di fatturato.</p>
<p>Il nuovo regolamento europeo sulle IG mira a rafforza­re ulteriormente il ruolo dei gruppi di produttori, ma ha evidenziato anche che tali strutture operano da anni con risorse proprie, sostenendo investimenti, crescita e presidio del territorio. In questo quadro, gli accordi in­terprofessionali emergono come strumenti determinan­ti per la programmazione, la stabilità e la competitività delle filiere.</p>
<p>Guardando al futuro, si auspica l’applicazione dell’action plan europeo, capace di sostenere lo sviluppo dei grup­pi e di diffondere una maggiore conoscenza del sistema delle IG, sottolineando come una politica lungimirante possa incidere sulla vitalità economica delle aree rurali, spesso esposte al rischio di abbandono. Un impegno che può offrire nuove opportunità a produttori, territori e comunità locali.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-baldrighi-vivo-ogni-giorno-il-valore-delle-indicazioni-geografiche/">Speciale Forum &#8211; Baldrighi: vivo ogni giorno il valore delle Indicazioni Geografiche</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Speciale Forum &#8211; Deserti: Leader mondiali grazie alle Indicazioni Geografiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-deserti-leader-mondiali-grazie-alle-indicazioni-geografiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2026 11:45:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Riccardo Deserti, Presidente oriGIn: La nostra fragilità è anche la nostra forza: un patrimonio territoriale che coinvolge milioni di famiglie e che merita regole globali capaci di proteggerlo. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-deserti-leader-mondiali-grazie-alle-indicazioni-geografiche/">Speciale Forum &#8211; Deserti: Leader mondiali grazie alle Indicazioni Geografiche</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>IL FUTURO DELLA POLITICA EUROPEA DELLA QUALITÀ. Riccardo Deserti, Presidente oriGIn: La nostra fragilità è anche la nostra forza: un patrimonio territoriale che coinvolge milioni di famiglie e che merita regole globali capaci di proteggerlo.</em></p>
<p>Sottolineando come il contesto globale stia cambiando profondamente rispetto ai paradigmi degli ultimi 25 anni, si vuole introdurre una riflessione sulla dimensione inter­nazionale delle Indicazioni Geografiche. La globalizzazione regolata da principi condivisi lascia spazio a dinamiche ge­opolitiche, economiche e di potere che rendono più com­plesso il confronto per un sistema, quello delle IG, strut­turalmente fragile perché radicato in territori e comunità, privo della forza contrattuale delle grandi multinazionali.</p>
<p>I dati elaborati da oriGIn rivelano che le prime 30 IG mon­diali rappresentano oltre 80 miliardi di valore economico, gestiscono un milione di chilometri quadrati di territorio e coinvolgono direttamente o indirettamente più di 600 milioni di persone. Un sistema vulnerabile, ma capace di generare enorme ricchezza sociale, culturale ed econo­mica. Per questo la sfida politica centrale è costruire una rete globale di regole che favorisca uno sviluppo armoni­co, contrastando ogni deriva autarchica e consolidando la tutela del legame prodotto–territorio.</p>
<p>Molte aree geografiche – dall’Asia all’Africa, dal Sud Ame­rica ai Paesi anglosassoni – guardano con crescente inte­resse al modello IG. In questo contesto, la cooperazione in­ternazionale diventa una leva strategica, valorizzata anche dal prossimo congresso organizzato con EUIPO. L’Europa, pur affrontando difficoltà legate alla perdita di leadership in altri settori, resta leader mondiale nelle IG: un patrimo­nio economico, culturale e identitario che può diventare pilastro per rilanciare il progetto europeo in una chiave di cooperazione globale.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.qualivita.it/pubblicazioni/consortium-2025-04" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consortium 29 / N° 04/2025</strong></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qualivita.it/news/speciale-forum-deserti-leader-mondiali-grazie-alle-indicazioni-geografiche/">Speciale Forum &#8211; Deserti: Leader mondiali grazie alle Indicazioni Geografiche</a> proviene da <a href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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