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	<title>Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Presentato il XXI Osservatorio Nazionale del Turismo del Vino</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/presentato-il-xxi-osservatorio-nazionale-del-turismo-del-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 07:31:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[enoturismo]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Turismo DOP. È stato presentato a San Gimignano il XXI Osservatorio Nazionale del Turismo del Vino, realizzato dall&#8217;Associazione Nazionale Città del Vino in collaborazione con Nomisma e Wine Monitor: le denominazioni italiane evidenziano crescite superiori [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Turismo DOP. È stato presentato a San Gimignano il XXI Osservatorio Nazionale del Turismo del Vino, realizzato dall&#8217;Associazione Nazionale Città del Vino in collaborazione con Nomisma e Wine Monitor: le denominazioni italiane evidenziano crescite superiori alla media della stessa regione, con aumenti dei flussi turistici tre volte superiori rispetto al riferimento regionale.</em></p>
<p><em>L&#8217;appuntamento è stato promosso dall&#8217;amministrazione comunale, Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano e Associazione Nazionale Città del Vino, inserito <a href="https://www.radiosienatv.it/a-san-gimignano-la-presentazione-del-xxi-rapporto-dellosservatorio-nazionale-del-turismo-del-vino/" target="_blank" rel="noopener">all&#8217;interno delle Notti del Vino</a>.</em></p>
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<p><strong>Il fenomeno enoturistico</strong>, sia in termini di riconoscibilità della domanda sia in termini di sviluppo dell’offerta, è ampiamente conosciuto per il tramite dello storico di Rapporti dell’Osservatorio Nazionale del Turismo del Vino giunto ormai alla sua ventesima edizione. Vari i Rapporti che raccontano da cosa viene principalmente attratto l’enoturista (potere di spesa, attitudini e motivazioni in primis). Il Rapporto 2024 ci dice che continua a crescere il valore dell’enoturismo in Italia: oggi vale 2,9 miliardi di euro, contro i 2,5 del 2023 (+16%). La spesa media del turista del vino può arrivare fino a 400 euro, di cui 89 euro per l’acquisto del vino e 46 euro per la vendemmia turistica. Proprio la vendemmia turistica, regolamentata nel 2023 ed utilizzata solo dal 7% delle aziende, può dare un ulteriore impulso all’enoturismo insieme ai servizi e alle esperienze offerte dalle cantine. Nota dolente, il reperimento del personale (per il 76% delle aziende italiane, con una particolare difficoltà per le cantine del Nord-Est per l’83%) e una maggiore richiesta di formazione auspicata dal 79% delle cantine. È, in sintesi, quanto emerge, dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio nazionale del Turismo del Vino 2024, giunto alla 20esima edizione, curato da Nomisma Wine Monitor per conto dell’Associazione Nazionale Città del Vino.</p>
<h4>Scenario e valori legati all’enoturismo in Italia &#8211; le denominazioni italiane</h4>
<p>In uno scenario di mercato dominato dall’incertezza, dove l’export di vino italiano subisce un calo del 3,6% rispetto al 2024 e le vendite nella GDO italiana continuano a diminuire dopo i fasti vissuti con il lockdown collegato al Covid, quello che invece sembra andare in controtendenza sono gli arrivi di turisti stranieri in Italia che nel 2025 hanno raggiunto il record di 75 milioni di arrivi.</p>
<p>Tra i beneficiari di questo flusso ci sono sicuramente le cantine italiane, tanto che, andando a confrontare gli arrivi totali (sia di stranieri che di italiani) <strong>nel quinquennio 2019-2024 tra i comuni vinicoli di alcuni principali denominazioni (come la Valpolicella, Montalcino, Barolo, Franciacorta, la Valdobbiadene, Bolgheri e così via) si evidenziano crescite superiori alla media della stessa regione</strong>. Così ad esempio, se il Veneto (al netto di Venezia) ha visto una crescita degli arrivi nel periodo considerato dell’8,3%, quelli in Valdobbiadene sono aumentati del 26,5%, con punte fino al 36% nel caso degli stranieri. Ma lo stesso è accaduto in Lombardia, Toscana, Piemonte, Friuli e Sicilia.</p>
<div id="attachment_525237" style="width: 570px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/WineMonitor_Arrivi-turistici-denominazioni.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img aria-describedby="caption-attachment-525237" class="wp-image-525237 size-newsletter-galleria" src="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/WineMonitor_Arrivi-turistici-denominazioni-560x293.jpg" alt="Arrivi turistici delle principali denominazioni a vocazione turistica" width="560" height="293" /></a><p id="caption-attachment-525237" class="wp-caption-text">Arrivi di turisti per provenienza nei comuni* di alcune principali denominazioni di vino italiano (var &amp; 2024 vs 2019 e confronto con media regionale**)</p></div>
<p><strong>L’enoturismo si afferma quindi in maniera crescente come una leva di sviluppo per le imprese vinicole italiane</strong>: lo studio realizzato da Nomisma Wine Monitor per Unicredit e in collaborazione con Vinitaly e le Città del Vino su oltre 300 aziende italiane ha messo in luce un valore di fatturato per le stesse imprese di 3,1 miliardi di euro, equivalente al 21% del totale fatturato generato dal settore vitivinicolo in Italia Un contributo economico la cui valenza assume risvolti ancora più elevati nelle imprese medio-piccole, superando il 35% in quelle con fatturato inferiore al milione di euro che, nel contesto italiano, rappresentano il 70% delle imprese e che, anche per ragioni strutturali e di dimensione competitiva, sono le stesse che maggiormente soffrono delle incertezze collegate allo scenario di mercato.</p>
<p>[&#8230;]</p>
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		<title>La difficile lettura dei dati attuali del mercato del vino</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/la-difficile-lettura-dei-dati-attuali-del-mercato-del-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 08:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In un mercato prevalentemente caratterizzato da segni negativi, è difficile discernere tra problematiche congiunturali e strutturali. Durante l’ultimo Congresso di Assoenologi, tenutosi a Brescia il 24 e 25 novembre scorsi, è intervenuto anche Denis Pantini, responsabile di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="post-excerpt">
<p><em>In un mercato prevalentemente caratterizzato da segni negativi, è difficile discernere tra problematiche congiunturali e strutturali.</em></p>
</div>
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<p>Durante l’ultimo Congresso di <strong>Assoenologi</strong>, tenutosi a Brescia il 24 e 25 novembre scorsi, è intervenuto anche <strong>Denis Pantini, responsabile di Nomisma Wine Monitor</strong>, con una relazione sullo scenario attuale e le prospettive di mercato dei vini italiani.</p>
<p>I dati presentati da Pantini (relativi ai primi 9 mesi del 2023) erano in larga misura di segno negativo; basti citare il<strong> -9,1% dei nostri vini fermi nei primi 12 mercati mondiali, ma anche il -3,8% degli spumanti, </strong>che fino a poco tempo fa rappresentavano la categoria più performante.</p>
<p>Praticamente tutti i mercati vanno male, a partire dal più importante,<strong> gli Stati Uniti, che segnano una perdita del 9,1% in valore e del 13% in volume.</strong> La Germania potrebbe apparire un po’ migliore, ma se si considera l’aumento di uno striminzito 0,8% in volume che però perde il 5% in valore, ciò significa che si è importato qualcosa in più rispetto allo stesso periodo del 2022, ma a prezzi più bassi.</p>
<p>Pertanto, se dovessimo trovare qualche consolazione, potremmo dire che<strong> tutti i Paesi produttori ed esportatori stanno andando male </strong>(il cosiddetto “mal comune mezzo gaudio”) e noi, rispetto a loro, siamo messi leggermente meglio: infatti, rispetto al nostro -0,7% in valore, la Francia è al -1,3%, la Spagna al -3,8%, l’Australia al -16,5%, il Cile e il Sudafrica addirittura registrano cali superiori al 26%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
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<p>Fonte: <a href="https://www.winemeridian.com/approfondimenti/la-difficile-lettura-dei-dati-attuali-del-mercato-del-vino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Wine Meridian</strong></a></p>
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		<title>Vino: territorio, denominazione e brand decidono l’acquisto. Ma occhio al packaging</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-territorio-denominazione-e-brand-decidono-lacquisto-ma-occhio-al-packaging/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 07:01:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La ricerca di Nomisma Wine Monitor by Federvini. La marca famosa rassicura, DOP e IGP sono sinonimo di maggior qualità per l’85% di consumatori Il “marchio collettivo” del territorio, ovvero la denominazione, rappresentata dal nome [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La ricerca di Nomisma Wine Monitor by Federvini. La marca famosa rassicura, DOP e IGP sono sinonimo di maggior qualità per l’85% di consumatori</em></p>
<p>Il “marchio collettivo” del territorio, ovvero la denominazione, rappresentata dal nome e dal simbolo della DOC, della DOCG o della IGT, e le marche private dei produttori, che, nello stesso tempo, sorreggono e sono sorretti dal territorio che contribuiscono a costruire. Su questi due grandi asset, più che su altri, si formano le scelte di acquisto del vino da parte degli italiani, come emerge da una ricerca di <strong>Nomisma</strong> <strong>Wine</strong> <strong>Monitor</strong> by <strong>Federvini</strong>.</p>
<p>Perché se guardando alla risposta singola alla domanda su quali criteri si usano per scegliere il vino al di là del gusto personale, il <strong>24% indica la presenza del marchio DOC, DOCG o IGT,</strong> ed il 20% il territorio di produzione. Ma il 29% dei consumatori sono anche molto influenzati dalla marca della cantina, che se nota è conosciuta è capace di rassicurare il consumatore spesso davanti ad un offerta sconfinata e disorientate.</p>
<p>Due pilastri, il territorio ed il brand aziendale, che sono quelli su cui poggia il sistema vino italiano, con le sue decine e decine di denominazioni, e le sue centinaia e centinaia di aziende piccole e grandi, storiche e più giovani, che pur con mille difficoltà dovute alla complessità e alla ricchezza dell’offerta del vino italiano, hanno conquistato il mondo. Dall’indagine Nomisma, però, emerge come la <strong>DOP</strong> e <strong>IGP</strong> siano fondamentali nella percezione e nel valore. Perchè uno vino Dop o Igp, rispetto ad uno generico, per l’85% dei consumatori è di<b> maggior qualità,</b> per il 77% ha <strong>caratteristiche organolettiche migliori</strong>, per il 75% è garanzia della <strong>tracciabilità</strong> del processo produttivo, il 72% si sente rassicurato dai <strong>controlli</strong>, e per il 48% i vini a denominazione sono più <strong>rispettosi dell’ambiente</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://winenews.it/it/vino-territorio-denominazione-e-brand-aziendale-decidono-lacquisto-ma-occhio-al-packaging_498956/?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=winenews-1&amp;utm_content=la-prima" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Wine News</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vino-territorio-denominazione-e-brand-decidono-lacquisto-ma-occhio-al-packaging/">Vino: territorio, denominazione e brand decidono l’acquisto. Ma occhio al packaging</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il vino vede un anno record per le vendite all&#8217;estero</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-vino-vede-un-anno-record-per-le-vendite-allestero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Oct 2021 10:03:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;export avviato a superare la quota di sette miliardi, ma sul settore pesano ancora le chiusure di bar e ristoranti durante la pandemia Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, lo ha definito un &#8220;anno storico&#8221;, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;export avviato a superare la quota di sette miliardi, ma sul settore pesano ancora le chiusure di bar e ristoranti durante la pandemia</em></p>
<p>Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, lo ha definito un &#8220;<em>anno storico&#8221;</em>, questo 2021, in cui l&#8217;export italiano di vini dovrebbe sfondare il tetto dei 7 miliardi di euro. Un vero anno d&#8217;oro per il made in Italy, se si considera che l&#8217;agroalimentare in generale dovrebbe a sua volta superare la soglia dei 5o miliardi di esportazioni.</p>
<p>Dopo le sofferenze della pandemia, che ha fatto chiudere i bilanci 2020 delle cantine italiane a -4,1% (dati Mediobanca), i primi sei mesi del 2021 hanno registrato un rinnovato boom delle esportazioni italiane del 6% in volumi e addirittura del 16% in valore, raggiungendo quota 3,3 miliardi di euro. È con l&#8217;ottimismo di questi dati che domenica a Verona si aprirà il<a href="https://www.vinitaly.com/it/landing-special-edition/?gclid=CjwKCAjwybyJBhBwEiwAvz4G72F7owijOEEw34Ym45TILruvT9-yBr_VsIlWHjVILWVqk7gy4vlCaxoCULcQAvD_BwE" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> <strong>Vinitaly Special edition.</strong> </a></p>
<p>Una &#8220;<em>edizione speciale</em>&#8220;, appunto, volutamente chiamata così dagli organizzatori stessi per distinguerla dalla 54esima edizione del salone che per colpa della pandemia è saltata due volte, nel 2020 e nel 2021, e che si terrà regolarmente l&#8217;anno prossimo, dal io al 13 di aprile.</p>
<p>A partire dalla primavera, riaperture e &#8220;<em>revenge spending</em>&#8221; hanno tracciato dunque la via per un nuovo record delle vendite di vino italiano. Dopo un 2020 chiuso a 6,3 miliardi di euro, con una perdita a valore del 2,3% sul 2019, l&#8217;export made in Italy ha rialzato la testa. Secondo i dati dell&#8217;<strong>Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor</strong>, nei primi sette mesi del 2021 è cresciuta dell&#8217;il% la domanda di vino italiano nei primi 13 Paesi al inondo per import vinicolo, che da soli valgono i tre quarti del totale delle nostre esportazioni.</p>
<p>A riportare il segno più sono tutte le principali piazze, con Stati Uniti e Germania più vitali che mai con balzi rispettivamente del 9,5% (a 1,1 miliardi di euro) e del 9,9%, ma anche con Svizzera, Canada e soprattutto Russia e Cina che segnano incrementi a doppia cifra. Se i vini fermi sono andati bene, incassando una crescita del 10,5%, sono le bollicine ad aver messo a segno un vero exploit, grazie a un boom del 18% sui principali mercati esteri.</p>
<p>Diverso l&#8217;andamento del mercato interno. Stando ai dati Mediobanca-Sace-Ipsos, il 2020 dei maggiori produttori italiani di vino si è chiuso con il 4,3% di ricavi in meno. Secondo i dati Cia-Agricoltori italiani e Unione italiana vini, più sensibili anche all&#8217;andamento delle cantine più piccole, per colpa delle chiusure di bar e ristoranti il vino made in Italy ha perso circa un quarto del proprio business sul mercato interno. I picchi negativi registrati sul fronte della ristorazione sarebbero state pari a -4o%, quelli relativi alle enoteche a -23%.</p>
<p>Le perdite per il lungo stop al consumo fuori casa sono state in parte compensate da quello tra le mura domestiche, che l&#8217;anno scorso ha visto aumentare gli acquisti di vino nei supermercati del +12%. Il successo del canale Gdo continuerà anche quest&#8217;anno? Secondo la ricerca Iri che verrà presentata lunedì al Vinitaly, dopo il boom del 2020 le vendite di vini nei supermercati si stanno assestando: nei primi nove mesi del 2021 sono cresciute del 2% a volume e del 9,7% a valore. Ad aumentare sono in particolare le vendite delle bottiglie più blasonate come il Barolo (+42,8%) e Brunello di Montalcino (+41,5%).</p>
<p>Crescono anche gli acquisti di Lugana (+46%), di Sagrantino di Montefalco (+43%) di Vermentino (+25%) e di Valpolicella (+23%), mentre sembrano in calo quelli di Lambrusco (-6,7%), Barbera (-1o,6%%) e Bonarda (-4,9%). Secondo la ricerca Iri per Vinitaly, i vini a denominazione d&#8217;origine, nella classica bottiglia da 0,75 litri, continuano a performare molto bene: i DOP crescono del 4,8%a volume e del 10,8% a valore, quelli IGP del 3,6% a volume e del 8,1% a valore.</p>
<p>Le bollicine vendono più del vino, registrando un vero e proprio boom del 27%. Per quanto riguarda i prezzi, prosegue la tendenza degli ultimi anni verso una progressiva rivalutazione del valore del vino nella grande distribuzione: 3,9 euro a bottiglia il prezzo medio complessivo del vino, 5,6 euro a bottiglia quello delle bollicine, anche se &#8220;<em>la dinamica dei prezzi e delle promozioni assume una valenza importante in uno scenario di progressiva normalizzazione&#8221;, </em>ricorda Virgilio Romano<strong>,</strong> Business insight director di I<strong>ri.</strong></p>
<p><strong>Fonte: Il Sole 24 Ore</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/10/document17.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<item>
		<title>Usa e Germania spingono l&#8217;export e il vino tricolore sfida la Francia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/usa-e-germania-spingono-lexport-e-il-vino-tricolore-sfida-la-francia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2021 07:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Covid19]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vino, riparte la locomotiva Italia: gli scambi a livello mondiale tra domanda e offerta nei primi 7 mesi di quest&#8217;anno salgono del +10,3% sull&#8217;anno orribile del 2020 e si riportano in linea con i valori [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/usa-e-germania-spingono-lexport-e-il-vino-tricolore-sfida-la-francia/">Usa e Germania spingono l&#8217;export e il vino tricolore sfida la Francia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Vino, riparte la locomotiva Italia: gli scambi a livello mondiale tra domanda e offerta nei primi 7 mesi di quest&#8217;anno salgono del +10,3% sull&#8217;anno orribile del 2020 e si riportano in linea con i valori 2019</em></p>
<p>Ma le etichette del nostro Paese fanno ancora meglio: al confronto con il periodo pre-pandemico l&#8217;Italia ha registrato un incremento delle importazioni da Paesi esteri dell&#8217;8,5%, più del doppio della Francia, a+3,7%.</p>
<p>A trainare il mercato una maggior tenuta dell&#8217;export anche durante il lockdown e il boom di quest&#8217;anno. È l&#8217;istantanea elaborata dall&#8217;<a href="https://www.nomisma.it/servizi/osservatori/osservatori-di-mercato/wine-monitor/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor</a> alla vigilia della Vinitaly Special Edition frutto dell&#8217;analisi dei dati doganali nei primi 7 mesi di quest&#8217;anno presso i 13 principali mercati della domanda di vino, che rappresentano i tre quarti delle vendite enologiche del Bel Paese nel mondo.</p>
<p>&#8220;<em>La congiuntura relativa agli scambi mondiali è tornata positiva, e le nostre ricognizioni ci segnalano un vino tricolore in forte ascesa nelle principali piazze mondiali&#8221;</em>: Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere ha lo sguardo puntato dritto sul futuro.</p>
<p>Non serve più guardarsi indietro, allo scenario di perdite globali generate dalla pandemia. Il mondo si sta riaprendo, con grande gioia e grande voglia di condivdere momenti di socialità, di stare con amici e parenti. E il vino, che siano bollicine o vini di meditazione, gioca un ruolo chiave, forse anche più del cibo, in questa ritrovata euforia di vivere e del mercato.</p>
<p>Un mercato profondamente cambiato. Il lockdown prima, le riaperture poi ma con pratiche di sicurezza, hanno rivoluzionato gli stili di vita. E anche il modo di consumare, in primo luogo il vino. Ristoranti e hotel chiusi, come le enoteche, tutto insieme un sistema che rientra sotto l&#8217;ombrello Ho.RE.Ca, hanno inferto grandi perdite al settore. Perdite in parte compensate dalla Gdo che ha giocato un ruolo chiave durante la pandemia.</p>
<p>I consumi in casa sono lievitati. Addirittura negli Usa il lockdow ha ribaltato lo scenario dei consumi. Negli Usa, mercato fino a oggi principale per le vendite di vino italiano, il consumo di vini e alcolici avveniva principalmente fuori casa. A differenza che in Italia, dove comunque la bottiglia di prosecco, il bianco fresco e un rosso di qualità sono sempre in tavola.</p>
<p>Ecco, proprio il lockdown ha cambiato gli americani. Chiusi in casa si sono italianizzati. Hanno comprato in Gdo. O ancora di più online, per consumare dentro le mura domestiche quando fuori non si poteva stare. Un&#8217;abitudine che probabilmente non verrà persa, nonostante la voglia di ritrovarsi in comunità. Il risultato?</p>
<p>Le importazioni di vini italiani sono cresciute in Usa del 9,5%. &#8220;<em>Nei dodici principali mercati di sbocco per i nostri vini snocciola i dati Mantovani</em> &#8211;<em> il saldo positivo nei primi 7 mesi di quest&#8217;anno sullo stesso periodo 2019 sfiora il 9%, un incremento sul biennio più che doppio rispetto al competitor francese determinato anche da un fondamentale incremento del prezzo medio del prodotto made in Italy&#8221;</em>.</p>
<p>La crescita sul 2019, anno che ancora non soffriva del Covid, segna un grande successo. Se l&#8217;Italia vince sul bienno, la Francia vince il confronto del 2021 sul 2020: +30,6% Francia verso +11,1% italia. Si tratta di un &#8220;<em>rimbalzo tecnico</em>&#8220;, come dicono gli esperti, più forte rispetto al 2020 perché nell&#8217;anno scorso i vini francesi sono quelli che hanno sofferto di più per i dazi di Trump, la chiusura Ho.Re.Ca che ha penalizzato in particola modo Champagne e Fine Wine francesi.</p>
<p>Inoltre, la messa alla porta dei vini australiani in Cina sta premiando i cugini francesi, che possono vantare una grande presenza <em>&#8220;storica&#8221;</em> sul mercato asiatico. Con un incremento del 30,6% sul pari periodo dello scorso anno, è la Francia la regina del mercato nell&#8217;arco di un anno, una super performance, generata dalle pesantissime perdite accusate nel 2020.</p>
<p>Negli Usa, primo mercato mondiale per la domanda di vino, ripartono fortissimi gli ordini (+16%), complice soprattutto il ripristino delle scorte dei vini francesi (+45%). Tornando all&#8217;Italia, tutte le principali piazze estere vedono in ottima posizione il vino tricolore.</p>
<p>Stati Uniti e Germania più vitali che mai. In Germania le importazioni di vini italiani sono salite del 9,9%. Ma cresce anche il ventaglio dei mercati di riferimento, con gli altri Paesi che fanno registrare balzi rispettivamente del 9,5% (a 1,1 miliardi di euro) e del 9,9%. Svizzera, Canada e soprattutto Russia e Cina segnano incrementi in doppia cifra e fanno passare in secondo piano l&#8217;andamento lento degli ordini da Regno Unito (comunque stabile), e Giappone (-1,8%), su cui pesano i lunghi lockdown durati fino a 3 mesi fa e lo stop agli alcolici &#8220;<em>da asporto</em>&#8221; dopo le ore 20.</p>
<p>Il mercato, secondo le rilevazioni Uiv, Unione italiana vini, sta andando sempre più verso la cosiddetta&#8221;<em>premiumizzazione</em>&#8221; ovvero lo spostamento verso il segmento più alto di mercato, verso etichette e prezzi che consentono di accrescere i margini di guadagno e quindi la redditività, ovvero bottiglie a più lungo invecchiamento, oppure in confezioni sempre più eleganti e lussuose per spingere i prezzi verso l&#8217;alto.</p>
<p>I vini italiani in questa fase di transizione verso il premium hanno dalla loro il rapporto qualità-prezzo. Una prerogativa che sta premiando anche sul mercato secondario. Al Liv-ex, the London International Vintners Exchange, i Fine Wine italiani stanno registrando da diversi anni un record. Le etichette blasonate di Toscana e Piemonte, che finora avevano fatto da traino, hanno aperto le porte anche ad altre regionie e nuovi produttori. Aumenta la diversificazione e dagli Usa, come dalla Gran Bretagna e dall&#8217;Asia, i buyer e i consumatori hanno orientato le loro scelte sui vini d&#8217;eccellenza del nostro Paese.</p>
<p>La quota di mercato degli scambi è salita al 16% sullo scorso anno, un livello record. Dato che porta l&#8217;Italia al terzo posto per le categorie più trattate, dopo i Bordeaux e i Borgogna. Nel Liv-ex 1000, principale benchmark di questo settore, i vini italiani sono terzi anche per performance, in crescita del 12,2% sull&#8217;anno precedente.</p>
<p>Fonte: <strong>Affari&amp;Finanza</strong></p>
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		<title>Vino, un record storico per le vendite in Italia</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-un-record-storico-per-le-vendite-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Aug 2021 08:02:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riaperture e &#8220;revenge spending&#8221;, la spesa &#8220;di rivalsa&#8221; come reazione dopo la pandemia, determinano un nuovo record storico per le vendite di vino italiano nel primo semestre di quest&#8217;anno, con le importazioni segnalate in crescita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Riaperture e &#8220;revenge spending&#8221;, la spesa &#8220;di rivalsa&#8221; come reazione dopo la pandemia, determinano un nuovo <strong>record storico per le vendite di vino italiano</strong> nel primo semestre di quest&#8217;anno, con le importazioni segnalate in crescita del 7,1% sullo stesso periodo del 2020, e del 6,8% sul 2019, prima del Covid. Il dato emerge dall&#8217;<a href="https://www.nomisma.it/servizi/osservatori/osservatori-di-mercato/wine-monitor/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor</strong></a>, che ha elaborato gli ultimi dati doganali sulle importazioni dei 12 principali &#8220;buyer&#8221; mondiali, che assieme valgono circa i tre quarti del totale <strong>export made in Italy</strong>.</p>
<p>Si tratta dell&#8217;incremento più netto registrato negli ultimi anni, ma soprattutto controbilancia con gli interessi lo stop forzato del 2020. Tra i <strong>12 Paesi buyer</strong> di riferimento, la <strong>domanda globale di vino</strong> cresce nell&#8217;ultimo anno dell&#8217;8,1%, con la Francia che vola a +26,2%. Ma è l&#8217;Italia che prevale sulle principali piazze, con un +6,8%, a quasi 2,6 miliardi di euro, contro la Francia a +2% (3,3 miliardi) e le importazioni totali di vino ancora in terreno negativo (-1,7%, a quasi 10 miliardi).</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/08/20210827_RS_LASTAMPA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;ARTICOLO COMPLETO</a></p>
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		<title>I rossi piemontesi reggono l&#8217;urto del Covid, bene le DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/i-rossi-piemontesi-reggono-lurto-del-covid-bene-le-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Conti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2021 07:35:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[EXPORT]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I rossi piemontesi reggono l&#8217;urto del Covid e  a trascinare l&#8217;export ci pensano le DOP è quanto emerge dal dossier Wine Monitor di Nomisma Bene, o almeno meglio del previsto. Così si sono comportati i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I rossi piemontesi reggono l&#8217;urto del Covid e  a trascinare l&#8217;export ci pensano le DOP è quanto emerge dal dossier Wine Monitor di Nomisma</em></p>
<p>Bene, o almeno meglio del previsto. Così si sono comportati i vini piemontesi nel 2020, nonostante le incertezze e le difficoltà causate dalla pandemia. E sebbene l&#8217;emergenza Covid non accenni a mollare, anche i primi mesi del 2021 sembrano confermare un<strong> trend di sostanziale tenuta</strong>, pur con molti distinguo tra denominazioni, posizionamenti e mercati di riferimento. <strong>Il primo dato riguarda l&#8217;export, più in salute del mercato interno</strong>. Secondo le elaborazioni di Nomisma Wine Monitor <strong>nel 2020,</strong> <strong>il valore del vino piemontese esportato è aumentato del 2,6%</strong>, per un corrispettivo di 1,085 miliardi di euro.</p>
<p>Una performance che colloca il <strong>Piemonte al secondo posto nella classifica delle regioni italiane più vocate all&#8217;export</strong>, con una quota del 17%: <strong>meglio solo il</strong> <strong>Veneto</strong> con un valore di 2,2 miliardi di euro e una quota del 36%, mentre la <strong>Toscana è terza</strong> con 972 milioni e i115%. Ancora <strong>meglio hanno fatto i rossi piemontesi DOP</strong>, che hanno chiuso l`anno della pandemia a quasi 300 milioni di euro, in crescita a valore de15,8% sul 2019 e a volume del 6,6%.</p>
<p>Stabile il prezzo medio (-0,8%), a 9,68 euro al litro. Tra i mercati, in flessione il top buyer Usa (-1,6%), <strong>volano la domanda tedesca</strong> (+ 18,7%)<strong> e inglese</strong> ( + 7,3%), seconda e terza piazza di sbocco per le nostre bottiglie. Per i rossi DOP, Norvegia, Germania, Danimarca, Regno Unito, Svizzera e Svezia sono i paesi dove l`export è andato meglio, mentre Usa, Canada e Giappone hanno registrato un calo significativo.</p>
<p>Numeri che il responsabile di Nomisma Wine Monitor <strong>Denis Pantini</strong> ha illustrato ai produttori la scorsa settimana nel webinar &#8220;Scenari evolutivi e prospettive di mercato per i vini rossi piemontesi&#8221;: &#8220;Il covid &#8211; ha detto Pantini &#8211; lascia in eredità un nuovo modo di approcciare i mercati da parte delle imprese: da un lato emerge una multicanalità necessaria per cogliere le diverse opportunità derivanti da un consumatore diventato più infedele rispetto al passato. Dall&#8217;altro la necessità di diversificare i mercati di sbocco per ridurre i rischi, in un frangente in cui gli effetti economici da pandemia si rifletteranno sulle capacità di spesa dei consumatori e in particolare sui consumi divino&#8221;.</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa di Vercelli</strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2021/04/Image-1-1.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA COMPLETO</a></strong></p>
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		<title>Vinitaly &#8211; 54° edizione</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vinitaly-54-edizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2021 15:50:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Vini Aromatizzati]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La 54° edizione di Vinitaly, Salone Internazionale dei vini e distillati è posticipata al 10-13 aprile 2022. Il più grande salone mondiale dedicato al vino e ai distillati si conferma il punto di riferimento più [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La 54° edizione di Vinitaly, Salone Internazionale dei vini e distillati è posticipata al 10-13 aprile 2022.</em></p>
<p>Il più grande salone mondiale dedicato al<strong> vino e ai distillati</strong> si conferma il punto di riferimento più dinamico e qualificato per la promozione commerciale e culturale di questi prodotti sui mercati globali.</p>
<p>Tra le novità più attese, <strong>Micro Mega Wines &#8211; Micro Size, Mega Quality,</strong> la nuova iniziativa dedicata alle aziende con piccole produzioni ad alto tasso qualitativo, e il debutto degli orange wine nel padiglione International_Wine.</p>
<p>La<strong> Vinitaly Directory Official Catalogue &amp; Business Guide</strong> prosegue nel progetto di ampliamento delle lingue (da nove a undici) a disposizione dei buyer.</p>
<p><strong>Sol&amp;Agrifood</strong> diventa sempre più piattaforma di servizi a sostegno delle piccole e medie imprese: nasce l’area Xcellent Beers, dedicata alla birra artigianale, con degustazioni, momenti di formazione e incontri per operatori professionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Titolo dell&#8217;evento</strong>: Vinitaly &#8211; Salone internazionale dei Vini e dei Distillati</p>
<div class="event-descr">La 54° edizione di Vinitaly, Salone Internazionale dei vini e distillati è posticiapata al 10-13 aprile 2022. A Veronafiere il più grande salone mondiale dedicato al vino e ai distillati si conferma il punto di riferimento più dinamico e qualificato per la promozione commerciale e culturale di questi prodotti sui mercati globali.</div>
<p><strong>Luogo</strong>: Veronafiere<br />
<strong>Indirizzo</strong>: viale del Lavoro 8 &#8211; Verona</p>
<p><strong>Organizzazione</strong>: <em>Vinitaly, Ente Autonomo per le Fiere di Verona</em></p>
<p class="weburl"><strong>Sito web per approfondire</strong>: <a href="http://www.vinitaly.com/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">http://www.vinitaly.com</a></p>
<p class="weburl"><strong>Su Facebook</strong>: <a href="https://www.facebook.com/vinitalyofficial/" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">https://www.facebook.com/vinitalyof&#8230;</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.itinerarinelgusto.it/eventi/vinitaly-salone-internazionale-dei-vini-e-dei-distillati-4881" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Itinerari nel Gusto</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vinitaly-54-edizione/">Vinitaly &#8211; 54° edizione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>International summit &#8220;Il futuro del vino: visioni differenti, unica prospettiva&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/international-summit-il-futuro-del-vino-visioni-differenti-unica-prospettiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gennai]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2020 11:28:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[wine2wine Exhibition]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 21 novembre, dalle ore 10.30 alle ore 12.30, si terrà l’evento streaming &#8220;Il futuro del vino: visioni differenti, unica prospettiva &#8211; Scenari attuali e possibili sfide del prossimo decennio&#8220;, un summit internazionale per avvicinare aziende [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/international-summit-il-futuro-del-vino-visioni-differenti-unica-prospettiva/">International summit &#8220;Il futuro del vino: visioni differenti, unica prospettiva&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 21 novembre, dalle ore 10.30 alle ore 12.30, si terrà l’evento streaming &#8220;<strong>Il futuro del vino: visioni differenti, unica prospettiva</strong> &#8211; <strong>Scenari attuali e possibili sfide del prossimo decennio</strong>&#8220;, un summit internazionale per avvicinare aziende e buyer del vino ai mercati e alle nuove road map del consumo.</p>
<p>L’evento è promosso da <a href="https://www.veronafiere.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Veronafiere</a> e <a href="https://www.vinitaly.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vinitaly</a> per <a href="https://www.wine2wine.net/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Wine2Wine</a> e ha l’obiettivo di individuare e sviluppare nuove strategie e soluzioni a servizio del vino italiano, in una fase inedita di accelerazione globale.</p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<p>10.30 Saluto del presidente di Veronafiere <strong>Maurizio Danese</strong></p>
<p>10.40 Presentazione ricerca <a href="https://www.winemonitor.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Wine Monitor Nomisma</a> per Osservatorio Vinitaly</p>
<p>11.05 Intervento del Co-CEO Commercial Banking Western Europe UniCredit – <strong>Francesco Giordano</strong></p>
<p>11.10 Tavola rotonda: Come vedete il vino ed il suo futuro dal vostro angolo di mondo?</p>
<p>11.50 Intervento del direttore Ismea – <strong>Raffaele Borriello</strong></p>
<p>11.55 Intervento del presidente Ice – <strong>Carlo Ferro</strong></p>
<p>12.00 Il punto di vista dei produttori italiani</p>
<p>A chiudere i lavori la ministra delle politiche agricole <strong>Teresa Bellanova</strong></p>
<p>Modera: <strong>Gianluca Semprini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per partecipare all’evento è necessario registrarsi al seguente link: <a href="https://www.vinitaly.com/it/wine2wineexhibition/">https://www.vinitaly.com/it/wine2wineexhibition/</a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2020/11/International-Summit-Il_Futuro_del_Vino_PROGRAMMA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/international-summit-il-futuro-del-vino-visioni-differenti-unica-prospettiva/">International summit &#8220;Il futuro del vino: visioni differenti, unica prospettiva&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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