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	<title>Consumo responsabile &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Consumo responsabile &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<item>
		<title>Il Consorzio Chianti Classico lancia una campagna sul consumo responsabile</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-chianti-classico-lancia-una-campagna-sul-consumo-responsabile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aurora Rizzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 07:52:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo responsabile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chianti Classico DOP o l’elogio della moderazione: al via la nuova campagna del Consorzio sul consumo responsabile In anni recenti considerazioni salutistiche e maggiori restrizioni alla guida hanno instillato nel consumatore un saggio istinto alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Chianti Classico DOP o l’elogio della moderazione: al via la nuova campagna del Consorzio sul consumo responsabile<br />
</em></p>
<p>In anni recenti considerazioni salutistiche e maggiori restrizioni alla guida hanno instillato nel consumatore un saggio istinto alla moderazione nel consumo di alcolici, da non confondere o da non far sfociare in inutili allarmismi.</p>
<p>Se il buon vivere è la cifra della civiltà mediterranea, lo è anche la massima che fregiava il frontone del tempio di Apollo a Delfi, “mai troppo”, accanto al ben più celebre “Conosci te stesso”. Concedersi il piacere della gola (dei sensi?) con il giusto senso della misura è dunque un adagio che ci accompagna da millenni, insieme al consumo del vino.</p>
<p>L’idea di una <strong>nuova campagna di comunicazione</strong> è figlia proprio dell’indicazione dell’Unione Europea di accompagnare le attività promozionali sui prodotti vitivinicoli da essa finanziate con la dicitura “<strong>bevi responsabilmente</strong>”. Anziché ridurlo a mero disclaimer, <strong>il Consorzio Vino Chianti Classico ha voluto rendere centrale questo messaggio</strong>, costruendoci sopra un’intera campagna promozionale.</p>
<p>Lo spot video che funge da medium principale sembra infatti raccontare di una serata inspiegabilmente interrotta a metà: scene malinconiche della fine di una cena per due fuori casa, sul tavolo ormai solitario campeggia in primo piano una bottiglia di vino aperta e consumata per metà.</p>
<p>Ma, ecco il messaggio, perché lasciarci? Dopo un’esperienza fatta di condivisione, di gusto, di comunione di sensi, perché separarsi da quella bottiglia che così bene ci ha accompagnato durante la serata?</p>
<p>La soluzione, che suggerisce di non rinunciare a un modico calice di vino (Gallo Nero, ben s’intende), sta nel portare via con sé la bottiglia. Per facilitare l’operazione,<strong> a titolo gratuito saranno forniti ai ristoranti del territorio e a quelli della zona di Firenze e di Siena scatole da uno (le scatole Chianti Classico To Go) e un tappo brandizzato</strong>, per permettere ai propri clienti di indulgere senza esagerare durante la serata, ma piuttosto, portare via con sé per il prossimo futuro il prezioso liquido, frutto del lavoro e della passione dei viticoltori chiantigiani. Come direbbe un antico romano, prosit!</p>
<p><strong>La campagna è visualizzabile sulle principali piattaforme social</strong> (Facebook, Instagram e Youtube), sugli account consortili (@chianticlassico) e ha una pagina dedicata sul sito chianticlassico.com al seguente indirizzo: <a href="https://www.chianticlassico.com/marchio/campagne/perche-lasciarci/">https://www.chianticlassico.com/marchio/campagne/perche-lasciarci/</a>.</p>
<p>Fonte:<strong> <a href="https://www.chianticlassico.com/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Vino Chianti Classico</a></strong></p>
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		<title>Vino: quel ponte tra benessere e cultura</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-quel-ponte-tra-benessere-e-cultura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 08:33:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una ricerca del centro di Nutrizione Clinica all&#8217;Università del Molise ha analizzato il ruolo del vino nella dieta umana, dagli aspetti socio-culturali a quelli salutistici Dal Paleolitico alla dieta Mediterranea. Il vino ha una storia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una ricerca del centro di Nutrizione Clinica all&#8217;Università del Molise ha analizzato il ruolo del vino nella dieta umana, dagli aspetti socio-culturali a quelli salutistici</em></p>
<p>Dal Paleolitico alla dieta Mediterranea. <strong>Il vino ha una storia millenaria</strong> legata all&#8217;evoluzione umana eppure il suo ruolo, in positivo o in negativo, legato alla salute dell&#8217;uomo è un tema molto dibattuto da diversi anni.</p>
<p>E per questo che Signorvino ha chiesto una ricerca a<strong> Giovanni Scapagnini</strong>, medico e ricercatore, professore ordinario di Nutrizione Clinica all&#8217;Università del Molise. Ne è venuto fuori un lavoro che racconta il ruolo del vino nella Bibbia, che lo cita come dono che allieta il cuore dell&#8217;uomo, accostandolo ad olio e pane come segni di letizia e sostegno della vita. Nella tradizione ebraica, il Kiddush santifica il tempo di Shabbat proprio «su un calice di vino»; nel cristianesimo, pane e vino dell&#8217;Eucaristia vengono intesi come partecipazione reale al corpo e al sangue di Cristo. E poi parte l&#8217;analitica ricostruzione della funzione del vino all&#8217;interno dell&#8217;alimentazione.</p>
<p>Per esempio, Negli anni &#8217;90 alcuni ricercatori notarono che i francesi, pur consumando molti grassi saturi, presentavano bassi tassi di malattie cardiovascolari. Chiamarono questo fenomeno <strong>paradosso francese.</strong></p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;Economia &#8211; Corriere della Sera</strong></p>
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		<title>Presentato a Roma il nuovo Digital Responsible Service Training di Wine in Moderation</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/presentato-a-roma-il-nuovo-digital-responsible-service-training-di-wine-in-moderation/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 07:03:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[No-Lo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Digital Responsible Service Training. L&#8217;innovativa piattaforma di formazione online, promossa dai Coordinatori Nazionali (Consorzio Tutela Prosecco DOC, Federvini e UIV), è stata lanciata in occasione del WIM Day per formare i professionisti del vino al [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Digital Responsible Service Training. L&#8217;innovativa piattaforma di formazione online, promossa dai Coordinatori Nazionali (Consorzio Tutela Prosecco DOC, Federvini e UIV), è stata lanciata in occasione del WIM Day per formare i professionisti del vino al servizio responsabile</em></p>
<p>In occasione del <strong>Wine in Moderation Day</strong>, la giornata internazionale dedicata alla promozione del consumo responsabile del vino, è stato presentato oggi a Roma il nuovo corso di formazione online <strong>&#8220;Digital Responsible Service Training&#8221;</strong> ideato da Wine in Moderation (WIM) per fornire su scala internazionale, a operatori del settore quali personale di cantina o addetti del settore Horeca, conoscenze e strumenti essenziali all’erogazione di un servizio al pubblico fondato su presupposti di responsabilità.</p>
<p>La presentazione si è tenuta questa mattina presso la sede dell’Associazione Stampa Estera e ha visto la partecipazione dei tre Coordinatori Nazionali del programma Wine in Moderation: <strong>Federvini, Unione Italiana Vini (UIV) e Consorzio di Tutela Prosecco DOC.</strong></p>
<p>Il Digital Responsible Service Training è una piattaforma didattica digitale innovativa che promuove la moderazione e la responsabilità nel consumo, tutelando il consumatore e valorizzando il prodotto. Uno strumento che nasce dalla collaborazione tra le principali associazioni europee del settore, unite per diffondere conoscenza e consapevolezza tra i professionisti del vino.</p>
<p>Durante la conferenza stampa sono state illustrate le finalità e le modalità di accesso al corso digitale, risultato di tre anni di lavoro nell’ambito della strategia 2020-2025 di WIM, sottolineando le opportunità che questa piattaforma rappresenta per la diffusione di comportamenti consapevoli tra operatori e consumatori.</p>
<p>Il corso propone contenuti aggiornati, materiali multimediali e test interattivi per accompagnare gli operatori del settore in un percorso formativo volto a consolidare la cultura della moderazione e del servizio responsabile.</p>
<p>“<em>Con il lancio del Digital Responsible Service Training compiamo un ulteriore importante passo per promuovere la cultura del vino responsabile tra tutti i professionisti del settore –</em> ha commentato <strong>Sandro Sartor</strong>, presidente di Wine in Moderation <em>–. È un impegno condiviso che richiede un lavoro di squadra e una responsabilizzazione degli attori lungo l’intera filiera, dalle istituzioni alle imprese, fino agli operatori a contatto con il consumatore finale, per diffondere insieme il messaggio di equilibrio, consapevolezza e moderazione che rappresenta il principio cardine del consumo di vino</em>”.</p>
<p>I rappresentanti dei tre coordinatori nazionali in Italia &#8211; <strong>Alessandro Botter</strong>, Vicepresidente Consorzio di Tutela Prosecco DOC, <strong>Chiara Soldati</strong>, Presidente del Comitato CASA di Federvini, e <strong>Roberto Sarti</strong>, Coordinatore Tavolo Vino e Salute di Unione italiana vini &#8211; <strong>dichiarano congiuntamente</strong>: “<em>Difendere la distinzione tra consumo moderato e abuso è fondamentale per tutelare un modello di vita equilibrato e profondamente legato alla nostra cultura mediterranea</em>. <em>Per questo i tre enti, oltre a seguire e monitorare le iniziative legislative a livello internazionale ed europeo sul tema vino e salute, da sempre si impegnano a costruire ponti tra ricerca, istituzioni e filiera del vino. Questa iniziativa del Digital Responsible Service Training punta a colmare l’anello mancante tra filiera e consumatori</em>”.</p>
<p><strong>E aggiungono</strong>: “<em>Questo corso, dal chiaro respiro europeo, è il frutto di una collaborazione virtuosa tra associazioni dei principali Paesi produttori. Questa unione di intenti è fondamentale, perché intensifica la diffusione di un messaggio virtuoso. In qualità di coordinatori nazionali di WIM, sosteniamo con convinzione i princìpi di moderazione e responsabilità che sono un patrimonio distintivo della cultura alimentare italiana. Riconosciamo nella formazione uno strumento essenziale per accrescere la consapevolezza e la professionalità di chi opera nel mondo del vino, ma anche per diffondere questo nostro approccio equilibrato negli altri Paesi</em>”.</p>
<p>La formazione è progettata per sensibilizzare tutti i professionisti del settore (impiegati in cantine, ristoranti, wine bar, ecc.) sui temi cruciali del consumo moderato di vino, fornendo una panoramica completa e accessibile sul ruolo e sulle responsabilità degli operatori che include basi scientifiche, nozioni giuridiche, responsabilità sociali e buone pratiche.</p>
<p>Il corso si articola in nove moduli. Dopo una prima introduzione dedicata al legame tra vino, cultura e territorio, il programma affronta il rapporto tra vino e salute, approfondendo le linee guida sul consumo moderato e gli aspetti scientifici che lo sostengono. Segue un modulo dedicato al quadro giuridico, che illustra le principali normative nazionali e internazionali in materia di vendita e somministrazione di bevande alcoliche, e un altro sulla comunicazione responsabile, volto a spiegare come utilizzare messaggi e strumenti di autoregolamentazione coerenti con i principi etici del settore.</p>
<p>Ulteriori moduli si concentrano sulla creazione dell’ambiente giusto per favorire comportamenti equilibrati, sulle buone pratiche di servizio applicabili in cantine, ristoranti e wine bar, e sul corretto rapporto tra vino e cibo, inteso come espressione di equilibrio e misura. Vengono poi approfondite le modalità per organizzare degustazioni ed eventi enologici improntati alla responsabilità e, infine, le opportunità offerte dall’enoturismo sostenibile, con esempi di esperienze capaci di valorizzare insieme cultura, territorio e consapevolezza.</p>
<p>La piattaforma adatta i moduli formativi in base al profilo professionale dell&#8217;utente. Al completamento del percorso e al superamento dei relativi quiz, i partecipanti riceveranno un certificato di formazione ufficiale rilasciato da Wine in Moderation.</p>
<p>Durante la conferenza, i partecipanti hanno potuto ricevere codici di accesso gratuiti per sperimentare direttamente la piattaforma, che consente percorsi personalizzati in base al profilo professionale. Il Digital Responsible Service Training rappresenta un passo importante nella promozione di una cultura del vino fondata su conoscenza, rispetto e responsabilità, valori che da sempre ispirano l’azione di Wine in Moderation e dei suoi partner europei.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.prosecco.wine/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio Tutela Prosecco DOC</strong></a>, <a href="https://www.federvini.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Federvini</strong> </a>e <a href="https://www.unioneitalianavini.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>UIV</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/11/2025_11_06_CS_WIM_digital_training-UNIFICATO-1.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Un Chianti DOP tra 9 e 10 gradi alcolici. Il Consorzio pensa al low alcol</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/un-chianti-dop-tra-9-e-10-gradi-alcolici-il-consorzio-pensa-al-low-alcol/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Aug 2025 06:45:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo responsabile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La discussione sull&#8217;inserimento di una nuova versione low alcol nel disciplinare di produzione del Chianti DOP è iniziata. Il presidente Busi propone una sperimentazione &#8220;naturale&#8221;, senza l&#8217;uso di macchine per la dealcolazione. Ormai più di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La discussione sull&#8217;inserimento di una nuova versione low alcol nel disciplinare di produzione del Chianti DOP è iniziata. Il presidente Busi propone una sperimentazione &#8220;naturale&#8221;, senza l&#8217;uso di macchine per la dealcolazione.</em></p>
<p>Ormai più di dieci anni fa, nel <strong>2013</strong>, il Chianti Docg lanciò la <strong>campagna “bevilo fresco”</strong>. Iniziativa per quei tempi audace, che l’ente di tutela aveva pensato per <strong>destagionalizzare</strong> il consumo del celebre rosso toscano, con tanto di kit (un cappottino) per rinfrescare il vino e servirlo a <strong>16 gradi di</strong> temperatura, nel periodo estivo. Il distretto chiantigiano, evidentemente, non si è mai sottratto alla <strong>modernità</strong> e alle <strong>sperimentazioni</strong>. E non lo fa nemmeno in un periodo come quello attuale, particolarmente <a href="https://www.qualivita.it/news/consumo-del-vino-in-crisi-a-new-york-si-parla-di-apocalisse/">difficile per i vini rossi</a> già da qualche anno, in cui il trend del <a href="https://www.qualivita.it/news/effetto-genz-analcolici-e-low-alcol-trainano-il-business-dellaperitivo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>bere moderato</strong></a> si accompagna a una propensione dei consumatori a provare <strong>nuovi prodotti</strong>, più facili da bere e meno carichi. L’idea di un &#8220;Chianti low alcol&#8221; in <strong>versione più leggera</strong>, con grado alcolemico intorno a <strong>9-10 gradi</strong>, è sul tavolo del consiglio di amministrazione presieduto da <a href="https://www.qualivita.it/news/giovanni-busi-confermato-presidente-del-consorzio-vino-chianti/"><strong>Giovanni Busi</strong></a>.</p>
<h4>Il low alcol come opportunità commerciale</h4>
<p>«<strong>Di questo tema stiamo parlando</strong> all’interno della nostra variegata filiera, che comprende piccole e grandi aziende ma anche importanti cooperative e imbottigliatori. Non c’è niente di concreto sul fronte decisionale, per ora, ma come grande Doc rossa italiana <strong>non possiamo escludere</strong> questa <strong>opportunità</strong> commerciale», spiega il presidente Busi al <em>settimanale Tre Bicchieri</em> del Gambero Rosso. Un’idea che potrebbe aver bisogno del contributo di <strong>agronomi ed enologi</strong> esperti, e anche di qualche anno di tempo, per essere messa sul terreno e che, secondo Busi, dovrebbe portare a una <strong>modifica del disciplinare</strong> con l’aggiunta di una <strong>nuova tipologia</strong>, tra le altre già autorizzate. Oggi, il titolo alcolometrico volumico naturale minimo per il Chianti Docg è 10,5 per cento.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/vino/chianti-docg-bassa-gradazione-alcolica/?utm_term=Autofeed&amp;utm_campaign=fb-post&amp;utm_medium=Social&amp;utm_source=Facebook&amp;fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR5znA4B-NhLUWdOx16jfW5B3vODVaWD2ze9GNYpSm0fB3RizqDHmDnqDvh5yA_aem_X4pMYu1XxI9uIXrs_DXJ8Q#Echobox=1754498089" target="_blank" rel="noopener"><strong>Gambero Rosso.it</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/un-chianti-dop-tra-9-e-10-gradi-alcolici-il-consorzio-pensa-al-low-alcol/">Un Chianti DOP tra 9 e 10 gradi alcolici. Il Consorzio pensa al low alcol</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Consumi di vino in calo, il vino italiano rimane nelle botti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/consumi-di-vino-in-calo-il-vino-italiano-rimane-nelle-botti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 07:23:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Produzione vitivinicola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I consumi di vino diminuiscono per l&#8217;aumento dei prezzi e per le preoccupazioni sulla salute. Cotarella: &#8220;Si produce troppo, bisogna mettere un tetto&#8221;. Il bicchiere è troppo pieno. La vendemmia 2025 si preannuncia eccellente in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consumi-di-vino-in-calo-il-vino-italiano-rimane-nelle-botti/">Consumi di vino in calo, il vino italiano rimane nelle botti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I consumi di vino diminuiscono per l&#8217;aumento dei prezzi e per le preoccupazioni sulla salute. Cotarella: &#8220;Si produce troppo, bisogna mettere un tetto&#8221;.</em></p>
<p>Il bicchiere è troppo pieno. <a href="https://www.qualivita.it/news/franciacorta-dop-vendemmia-2025-qualita-e-quantita-promettenti-ed-export-7/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La vendemmia 2025 si preannuncia eccellente in Italia</strong></a>, ma i consumi di vino sono in calo e le vie dell&#8217;export restano irte di ostacoli. Se <strong>nel 1970 ogni italiano consumava vino per un equivalente di 16,6 litri di alcol, oggi siamo sotto ai 5</strong>, secondo l&#8217;Osservatorio Nazionale Alcol.</p>
<p>«<strong>Non siamo più una nazione mediterranea in senso classico</strong>» fa notare il suo presidente Emanuele Scafato, ricercatore dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità. «Al bicchiere di rosso ai pasti abbiamo sostituito l&#8217;happy hour».</p>
<p>Complici le due ultime annate prodighe di bacche, il vino rischia quindi di traboccare dalle botti. <strong>Nelle cantine italiane ne sono stipati 49,7 milioni di ettolitri</strong>, secondo i dati di Cantina Italia pubblicati dal ministero dell&#8217;Agricoltura. Sono <strong>in leggera maggioranza rossi</strong>, con una netta <strong>prevalenza dei non Doc</strong>. È una quantità che supera l&#8217;intera vendemmia del 2024, nella quale sono stati spremuti 44 milioni di ettolitri.</p>
<p>«Quest&#8217;anno ci aspettiamo circa il 10% in più di produzione. E speriamo di non andare oltre» si augura <strong>Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi</strong>. Lo scenario peggiore è quello della <strong>distillazione di crisi</strong>, praticata a più riprese negli ultimi anni con l&#8217;intervento di sovvenzioni pubbliche: il vino di minore qualità viene trasformato in alcol etilico per scopi non alimentari. Diversi disinfettanti usati ai tempi del Covid arrivavano in effetti dalle cantine, italiane ma anche francesi e spagnole.</p>
<p>In un mondo al contrario in cui gli enologi si augurano di avere meno uva e il vino diventa detergente, Cotarella arriva ad auspicare l&#8217;<strong>istituzione di quote di produzione</strong>: «Ogni denominazione dovrebbe fissare dei limiti. Non è irrealizzabile, il Consorzio dell&#8217;Orvieto DOC negli anni scorsi ha abbassato la resa dei suoi vitigni da 120 a 75 quintali per ettaro. Dovrebbe diventare pratica comune in tutta Italia. Lo impone il mercato. La stessa Francia quest&#8217;anno ha deciso di estirpare quasi 30 mila ettari di vigneti. E una misura che per un viticoltore ha il sapore del sacrilegio, fa capire la gravità della crisi».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.repubblica.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>La Repubblica</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/consumi-di-vino-in-calo-il-vino-italiano-rimane-nelle-botti/">Consumi di vino in calo, il vino italiano rimane nelle botti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<item>
		<title>Effetto GenZ: analcolici e low alcol trainano il business dell’aperitivo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/effetto-genz-analcolici-e-low-alcol-trainano-il-business-dellaperitivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 07:49:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Estate, il business dell’aperitivo trainato dagli analcolici: in Italia vale 4,5 miliardi. Effetto GenZ: il 61% dei consumatori ha optato per un aperitivo analcolico negli ultimi tre mesi Il mercato degli aperitivi in Italia continua [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Estate, il business dell’aperitivo trainato dagli analcolici: in Italia vale 4,5 miliardi. Effetto GenZ: il 61% dei consumatori ha optato per un aperitivo analcolico negli ultimi tre mesi</em></p>
<p>Il mercato degli aperitivi in Italia continua a dimostrarsi un settore solido e in crescita, ma anche in trasformazione verso un’esperienza gastronomica completa, dove il cibo diventa protagonista al pari del drink.</p>
<p>Secondo i dati della ricerca Cga by Niq presentata al <b>“World aperitivo day”, il giro d’affari dell’aperitivo vale in Italia 4,5 miliardi di euro</b>, evidenziando come questo rituale rappresenti ormai molto più di una semplice abitudine sociale.</p>
<p>L’analisi del consumo domestico rivela numeri interessanti: nella grande distribuzione organizzata, <strong>aperitivi classici e Vermouth</strong> raggiungono un fatturato di 200 milioni di euro, registrando rispettivamente un <strong>calo dello 0,5% e del 5,2% rispetto al 2024</strong>. Compensano questa flessione gli spumanti, gin e ready-to-drink che crescono del 4,2% in valore, toccando quota 813 milioni di euro. La crescita del segmento no e low alcol, però, è la tendenza più significativa del mercato.</p>
<p><strong>Il 61% dei consumatori ha optato per un aperitivo analcolico negli ultimi tre mesi</strong>, con il 15% che lo fa in via esclusiva. Questo cambiamento di paradigma sta spingendo le aziende a investire in proposte innovative: si registra un’<a href="https://www.qualivita.it/argomento/no-lo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>espansione dell’offerta beverage verso birre e vini 0% alcol</strong></a>, mocktail (bevanda analcolica che imita l’aspetto e il gusto di un cocktail tradizionale, senza l’uso di alcol, ndr) e ready-to-drink analcolici o a bassa gradazione alcolica, <strong><a href="https://www.qualivita.it/argomento/giovani/" target="_blank" rel="noopener">tutte proposte particolarmente apprezzate dalla Gen Z</a>.</strong></p>
<p>Anche dal punto di vista del consumatore finale emerge un quadro di <strong>fedeltà consolidata</strong> a questo rito tutto italiano: <strong>il 37% della popolazione ha consumato almeno un aperitivo negli ultimi tre mesi</strong>, con una crescita di un punto percentuale rispetto al 2023. Uno su due (51%) acquista prodotti per oltre 50 euro l’anno destinati all’aperitivo fatto in casa, confermando l’emergere di una categoria di consumatori sempre più attenti e sofisticati. Questa tendenza si traduce in una <strong>domanda più esigente in termini di qualità</strong>, <strong>prestando attenzione al km 0, alle certificazioni DOP</strong>, alla valorizzazione del territorio e alla cura nella preparazione che parte dalle materie prime.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/estate-business-dell-aperitivo-trainato-analcolici-italia-vale-45-miliardi-AHxSJfiB" target="_blank" rel="noopener"><strong>Il Sole 24 Ore</strong></a></p>
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		<title>Il Consorzio DOC Delle Venezie al fianco di Re.N.Is.A: promuovere la cultura del vino tra gli studenti</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-consorzio-doc-delle-venezie-al-fianco-di-re-n-is-a/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 07:45:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Progetto Impresa-Giovani-Futuro” organizzato da Consorzio DOC Delle Venezie e Re.N.Is.A. – Rete Nazionale Istituti Agrari per valorizzare la cultura del vino promuovendone un consumo responsabile e moderato, favorire la conoscenza del Pinot Grigio DOC Delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Progetto Impresa-Giovani-Futuro” organizzato da Consorzio DOC Delle Venezie e Re.N.Is.A. – Rete Nazionale Istituti Agrari per valorizzare la cultura del vino promuovendone un consumo responsabile e moderato, favorire la conoscenza del Pinot Grigio DOC Delle Venezie tra gli studenti e supportare l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro con un’attenzione particolare al settore vitivinicolo.</em></p>
<p>Si è tenuta ieri a Roma, presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, la conferenza stampa <strong>“</strong><strong>Progetto Impresa-Giovani-Futuro”</strong> organizzata da <strong>Consorzio DOC Delle Venezie </strong>e<strong> Re.N.Is.A. – Rete Nazionale Istituti Agrari</strong>. Un appuntamento voluto per presentare il protocollo d’intesa, siglato ufficialmente proprio a chiusura lavori, dal Consorzio e Re.N.Is.A. con l’obiettivo di valorizzare la cultura del vino promuovendone un consumo responsabile e moderato, favorire la conoscenza del Pinot Grigio DOC Delle Venezie tra gli studenti e supportare <a href="https://www.qualivita.it/argomento/giovani/" target="_blank" rel="noopener">l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro</a> con un’attenzione particolare al settore vitivinicolo.</p>
<p>L’incontro, moderato dal conduttore Rai Radio2 e Rai1 <strong>Nicola Prudente</strong>, ha visto la partecipazione di importanti rappresentanti delle politiche educative e dell’enologia nazionale: accanto al <strong>Presidente del Consorzio Albino Armani</strong> e al <strong>Presidente di Re.N.Is.A. Patrizia Marini</strong>, sono intervenuti <strong>Mario Caligiuri</strong>, Coordinatore Laboratorio Politiche Educative <strong>Eurispes</strong>, <strong>Nadia Frittella</strong>, Segretaria Generale di <strong>Wine in Moderation</strong> e <strong>Riccardo Cotarella</strong>, Presidente <strong>Assoenologi</strong>.</p>
<p>I lavori si sono aperti con i saluti del <strong>Sen. Luca De Carlo,</strong> Presidente della IX Commissione del Senato (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare): <em>“Oggi celebriamo il Made in Italy e con esso il valore di cibo e vino, simboli della nostra storia e cultura. Il protocollo tra Consorzio DOC Delle Venezie e Re.N.Is.A. è un’azione concreta che unisce tutela, promozione e coinvolgimento dei giovani. Serve puntare su formazione, comunicazione e innovazione per affrontare le sfide del settore agroalimentare e contrastare le fake news che da anni si abbattono sul mondo agricolo: è questa la strada per valorizzare davvero le nostre eccellenze”.</em> È intervenuto anche il <strong>Sen. Patrizio La Pietra</strong>, Sottosegretario di Stato per l&#8217;Agricoltura, la sovranità alimentare e le foreste, per aggiungere il suo applauso all’iniziativa che è stata siglata proprio nella <a href="https://www.qualivita.it/argomento/made-in-italy/" target="_blank" rel="noopener">Giornata nazionale del Made in Italy</a>: <em>“Questo convegno cade in una giornata importante, in cui celebriamo, tra gli altri, i prodotti agroalimentari che sono espressione autentica di tradizione, cultura e qualità. Il vino, tra questi, è uno dei simboli più rappresentativi e fortemente identitari del nostro Paese ed è quindi doveroso parlarne ai giovani per educarli ad una corretta percezione del suo valore culturale e qualitativo”.</em></p>
<p><em> </em>Ha preso poi la parola il Presidente del Consorzio <strong>Albino Armani con una panoramica sulle performance della denominazione Delle Venezie, che nel 2024 ha registrato un incremento del 3% nell’imbottigliato e del 8% nelle certificazioni </strong>per un totale di oltre 1,7 milioni di <strong>ettolitri confezionati. Armani ha poi proseguito illustrando i dettagli</strong> dell&#8217;accordo con Re.N.Is.A., grazie al quale il Consorzio si farà promotore di incontri con le istituzioni per affrontare e risolvere tematiche comuni, con un focus in particolare sul rafforzamento dei tirocini e dell’alternanza scuola/lavoro al fine di facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro vitivinicolo. “<em>Come Consorzio intendiamo porci come modello di responsabilità e innovazione, promuovendo il rinnovamento della filiera vitivinicola e il coinvolgimento nella stessa dei giovani, a partire dagli istituti agrari –</em> ha dichiarato Armani e ha continuato<em> </em><em>– Questa collaborazione avrà un importante impatto socio-economico, grazie alla formazione e all&#8217;inserimento delle nuove generazioni in ambito vitivinicolo e in particolare nella filiera del Pinot Grigio del Triveneto, e ci auguriamo che possa diventare un esempio replicabile in altre denominazioni nazionali, in un’ottica di sviluppo del settore e di valorizzazione della cultura vitivinicola. Riteniamo fondamentale avvicinare i ragazzi ai dibattiti normativi e politici, partendo da una formazione adeguata del corpo docente. Da qui nasce la nostra proposta di partecipazione e di condivisione dei contenuti e delle novità legislative e tecnologiche con il mondo degli istituti agrari, tematiche che oggi sono spesso trascurate o non sufficientemente approfondite. L’obiettivo è preparare le nuove generazioni a partecipare attivamente un domani ai tavoli decisionali che regolamentano il settore. Questioni come la riforma delle indicazioni geografiche approvata nel 2024, ad esempio, dovrebbero essere conosciute, divulgate e inserite nei programmi scolastici”.</em></p>
<p>Dopo una breve introduzione sul ruolo di Re.N.Is.A. nella promozione e diffusione di iniziative di formazione e sviluppo per il settore vitivinicolo,<strong> Patrizia Marini è quindi entrata nel merito degli aspetti tecnici </strong>dell&#8217;accordo con il Consorzio, impegnandosi a diffondere il protocollo sottoscritto con il Consorzio tra gli istituti della propria rete e facendosi anche promotrice di occasioni di confronto con le istituzioni per affrontare tematiche di interesse comune. “<em>Lavoreremo fianco a fianco con il Consorzio DOC Delle Venezie per ideare e sviluppare progetti che favoriscano l&#8217;incontro tra domanda e offerta di lavoro, con particolare attenzione ai tirocini formativi. L&#8217;obiettivo è rendere i giovani sempre più preparati e pronti ad inserirsi nel mondo professionale, grazie ad esperienze pratiche che rafforzino le competenze tecniche e favoriscano un avvicinamento al settore vitivinicolo. Sottolineo l’importanza fondamentale della formazione: oggi più che mai è indispensabile trasferire le norme e le dinamiche che regolano il comparto, come ha sottolineato il Presidente del Consorzio Armani. Con la firma del protocollo avviamo un percorso nuovo, una visione più vicina al mondo aziendale: Re.N.Is.A., con i suoi oltre 200 istituti presenti in 20 regioni, si impegna a diffondere sui canali ufficiali e presso ogni scuola il protocollo e tutte le azioni previste da questa importante intesa.</em> <em>Noi mettiamo a disposizione le nostre strutture, e il Consorzio mette in campo le proprie competenze: insieme possiamo creare una massa culturale capace di cambiare la visione collettiva delle scuole agrarie e del loro ruolo nel sistema economico e produttivo del Paese”.</em></p>
<p><strong>L’intervento di Mario Caligiuri si è concentrato sull’analisi </strong>del 2° Rapporto Nazionale sulla Scuola e l&#8217;Università pubblicato nel 2024 dall&#8217;istituto di ricerca Eurispes. Il Rapporto, che raccoglie le opinioni di quasi 5.000 docenti, dipinge un quadro critico del sistema educativo italiano, dovuto ad una combinazione di fattori tra cui l’eccessiva burocrazia del sistema. Nonostante l&#8217;Italia mostri risultati positivi in termini di autorevolezza nella ricerca scientifica, l’istruzione pubblica del nostro paese si trova a dover affrontare problemi strutturali che ne minano l&#8217;efficacia. “<em>Attraverso il 2° Rapporto Nazionale sulla Scuola e l’Università – </em>ha dichiarato il Professor Caligiuri<em> – emerge con chiarezza che l’educazione deve tornare ad essere il fulcro del dibattito pubblico e politico: tutto il resto viene dopo. Oggi più della metà del tempo degli insegnanti viene assorbito da pratiche burocratiche, sottraendo energie alla formazione e alla crescita dei giovani in un’epoca di rapida trasformazione.</em> <em>Stiamo affrontando il futuro con strumenti del passato: utilizziamo norme giuridiche che affondano le radici nel diritto romano, lentezze che si riflettono anche nell’assenza di una legge nazionale sull’intelligenza artificiale. Al contrario, Paesi come la Cina stanno già investendo massicciamente in questo ambito, integrando l’AI nei percorsi formativi per rispondere alle sfide del domani.</em> <em>Credo che concentrarsi sull&#8217;integrazione tra scuola, tecnologia e mondo del lavoro ormai non sia più rimandabile. Serve una visione più ampia, che metta insieme competenze digitali e sviluppo tecnologico senza però trascurare il valore del fattore umano.</em> <em>In questo senso, l’intesa tra il Consorzio DOC Delle Venezie e Re.N.Is.A. rappresenta un modello virtuoso: celebra il legame tra istruzione e impresa, valorizzando settori come l’agricoltura e la viticoltura, dove il lavoro umano è ancora centrale e insostituibile”.</em></p>
<p><strong>Nadia Frittella ha illustrato </strong>il ruolo di Wine in Moderation – il programma europeo di responsabilità sociale che sostiene un <a href="https://www.qualivita.it/argomento/consumo-responsabile/" target="_blank" rel="noopener">consumo di vino responsabile e moderato</a> – in relazione al protocollo d’intesa tra il Consorzio DOC delle Venezie e Re.N.Is.A.. Wine in Moderation, come parte di questo accordo, si impegna a promuovere la cultura del vino, con particolare attenzione alla filiera della DOC Delle Venezie e ai territori di produzione. Wine in Moderation, il Consorzio e Re.N.Is.A., inoltre, svilupperanno congiuntamente iniziative educative e culturali dedicate anche agli studenti, con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare sul settore vitivinicolo, sul consumo responsabile e moderato di vino nonché sulla cultura del vino come parte integrante della dieta mediterranea. Frittella ha commentato: “<em>Dallo scorso anno il Consorzio DOC delle Venezie ha aderito al movimento Wine in Moderation, rafforzando il nostro impegno sul territorio. L’educazione è sempre stata al centro del nostro programma di responsabilità sociale e oggi si arricchisce grazie al lancio della nostra prima formazione digitale sul servizio responsabile del vino. Un’iniziativa importante, che potrà essere valorizzata anche durante la terza edizione dell’International Wine in Moderation Day in programma il prossimo 8 novembre</em>”.</p>
<p><strong>La conferenza si è conclusa con l’intervento di </strong><strong>Riccardo Cotarella</strong>, che ha offerto il punto di vista degli enologi, sottolineando l’importanza di un ricambio generazionale competente, formato e motivato nel settore vitivinicolo per mantenere i livelli di eccellenza e per affrontare le sfide future. <em>“La presenza dei giovani è fondamentale per garantire innovazione e sostenibilità, assicurando che le tradizioni vinicole siano preservate e, al contempo, adattate alle sfide del mercato globale attuale – </em>ha spiegato Cotarella<em> – Solo così possiamo garantire un futuro prospero per l’agricoltura e l&#8217;enologia italiane. Ecco perché la formazione, anche attraverso progetti come quello siglato oggi, è un pilastro su cui dobbiamo puntare per una crescita sana della filiera vitivinicola italiana. Ai nostri tempi queste opportunità non esistevano, mancava un programma educativo strutturato: abbiamo imparato sul campo, con l’attaccamento alla terra, perché quel mestiere era – ed è – parte di noi. Siamo dentro un sistema bellissimo, il problema di oggi non sono i dazi o le dinamiche internazionali: i problemi sono interni, prima di tutto culturali. Esiste oggi un accanimento eccessivo nei confronti del vino, un prodotto che dovrebbe essere simbolo di convivialità e cultura, e che invece è spesso oggetto di campagne demonizzanti, che disinformano anziché educare al consumo moderato e consapevole. Dovremmo invece imparare a valorizzare maggiormente il nostro patrimonio vitivinicolo, che è unico al mondo”.</em></p>
<p>Fonte: <a href="https://dellevenezie.it/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio DOC delle Venezie</strong></a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2025/04/12.-CS-DOC-delle-Venezie_ChiusuraConferenza-RE.N.IS_.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO COMPLETO</a></p>
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		<title>&#8220;Vini DOP e IGP dealcolati? Mai dire mai&#8221;. Il parere di Consorzi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vini-dop-e-igp-dealcolati-mai-dire-mai-il-parere-di-consorzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Nov 2024 08:20:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nuovo decreto su no e low acol è stato accolto con favore dalle imprese vitivinicole. E ci sono anche denominazioni &#8211; dal Prosecco DOP al Chianti DOP &#8211; che guardano con curiosità al futuro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il nuovo decreto su no e low acol è stato accolto con favore dalle imprese vitivinicole. E ci sono anche denominazioni &#8211; dal Prosecco DOP al Chianti DOP &#8211; che guardano con curiosità al futuro</em></p>
<p>In attesa del decreto promesso dal ministro<strong> Francesco Lollobrigida</strong>, le cantine italiane provano a ragionare sull&#8217;<strong>opportunità</strong> offerta dai <strong>vini dealcolati</strong> e a basso contenuto alcolico (segmento no-low), che finalmente si potranno produrre anche in Italia. <a href="https://www.qualivita.it/news/masaf-presentato-il-nuovo-decreto-sul-vino-dealcolizzato/" target="_blank" rel="noopener">La scelta del Masaf</a> di presentare la bozza di testo alle associazioni di categoria porta a un altro livello il dibattito sulla categoria di vini, ammessi in Europa col Regolamento (Ue) 2021/2117.</p>
<p>Una buona fetta della <strong>grande distribuzione organizzata</strong> (gdo) si era già espressa poche settimane fa dalle colonne del settimanale Tre Bicchieri sulle possibilità per le imprese e per la distribuzione di intercettare il trend; e prima lo avevano fatto con insistenza importanti sigle del vitivinicolo come <strong>Unione italiana vini</strong>.</p>
<p>Al recente <strong>Simei</strong>, non si è parlato d&#8217;altro: la fila di operatori davanti alle macchine per la dealcolazione sono state una riprova. E anche il recente salone internazionale del vino sfuso (Wbwe) di Amsterdam ha dato ampio spazio ai cosiddetti prodotti <a href="https://www.qualivita.it/argomento/no-lo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>#<em>nolo</em></strong></a>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>I vantaggi concreti per il Prosecco DOP</h4>
<p>Non ci sono solo le cantine ma anche i Consorzi di tutela delle grandi Dop a osservare con attenzione questo importante cambiamento per il vino italiano. Il <strong>Consorzio della DOC Prosecco,</strong> guidato dal presidente <strong>Giancarlo Guidolin</strong> e diretto da <strong>Luca Giavi</strong>, intravede una valvola di sfogo per una parte delle migliaia di ettari di uva glera fuori dalla denominazione. Posto che sui dealcolati la battaglia si è «persa quando si è deciso di chiamarli vini sarebbe stato assurdo &#8211; spiega Guidolin &#8211; lasciare l&#8217;opportunità ad altri Paesi e non all&#8217;Italia. Per noi, in ogni modo, l&#8217;<strong>apertura ai dealcolati</strong> potrebbe essere una soluzione per quelle superfici che insistono sul territorio e che oggi sono<strong> escluse dal potenziale produttivo della DOC Prosecco</strong>». Quanto agli sbocchi di mercato, secondo il direttore Giavi, non si tratta tanto di geografia globale quanto di «crescita trasversale in relazione all&#8217;età di alcune generazioni. Inoltre, i dealcolati non ci appaiono in competizione col vino convenzionale. Se poi tale fenomeno continuerà è tutto da verificare». Difficile, infine, pensare oggi a un futuro <strong>Prosecco Dop dealcolato</strong> (il decreto non comprende le Dop), ma un Consorzio moderno come quello veneto-friulano non può escludere totalmente un&#8217;idea, un&#8217;utopia che sarebbe molto divisiva, che non è &#8211; si badi bene &#8211; oggetto di discussione in Cda: «In quel caso, dovremmo fare una profonda analisi, ma è chiaro che l&#8217;<strong>argomento non è in agenda</strong>». Chissà.</p>
<h4>Il Chianti DOP non chiude le porte</h4>
<p>Un&#8217;altra denominazione che per ora non è ammaliata dal mercato no-lo è il <strong>Chianti DOCG</strong>. Ma il presidente <strong>Giovanni Busi</strong>, che guida il Consorzio toscano, guarda avanti con un certo relativismo e con<strong> visione aperta</strong>: «In questo momento storico non vedo certamente un<strong> Chianti no-low alcol,</strong> ma non posso nemmeno dire che tra dieci o vent&#8217;anni non ci possa essere. Sicuramente &#8211; afferma &#8211; non farei mai una variazione al disciplinare per dire che oggi e per sempre non faremo vini no-low alcol». Il segmento, secondo l&#8217;imprenditore, è un nuovo <strong>spazio dove investire</strong>. «I mercati mondiali del vino si stanno allargando. Oggi, un produttore di vino che fa 300mila bottiglie ovviamente non può sobbarcarsi il costo di uno stabilimento per dealcolare, ma esistono alternative come il contoterzismo. Ed è giusto che tutto questo, come dice il decreto, avvenga in Italia e non si debba andare all&#8217;estero per realizzare tali prodotti». Il presidente Busi guarda poi ai mercati: «L&#8217;Italia è tra i primi esportatori negli Usa di vino no-low alcol. E li facciamo fare soprattutto in Francia. Altri mercati sono quelli di fede musulmana e poi c&#8217;è il <strong>Giappone</strong>, dove sta spopolando il <strong>vino in lattina</strong>. Il fenomeno mi era stato raccontato ma non ci credevo. Poi, ho girato alcuni supermercati a Tokyo: interi corridoi con tutti vini in lattina. Allora dico che nel mondo c&#8217;è spazio per tutti. L&#8217;Italia e le denominazioni devono mantenere la propria specificità ma in qualche modo dobbiamo anche <strong>adeguarci ai cambiamenti</strong>».</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.gamberorosso.it/notizie/notizie-vino/vini-doc-igt-dealcolati-parere-consorzi-cantine/" target="_blank" rel="noopener">Gambero Rosso.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/vini-dop-e-igp-dealcolati-mai-dire-mai-il-parere-di-consorzi/">&#8220;Vini DOP e IGP dealcolati? Mai dire mai&#8221;. Il parere di Consorzi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Wine in Moderation Day: soddisfazione dei Consorzi del Prosecco DOP e del Delle Venezie DOP</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/wine-in-moderation-day-soddisfazione-dei-consorzi-del-prosecco-dop-e-del-delle-venezie-dop/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marilena]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2024 07:31:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Consumo responsabile]]></category>
		<category><![CDATA[educazione alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La seconda edizione internazionale del Wine in Moderation Day, tenutasi l&#8217;8 novembre, è stata un grande successo: la campagna “The Greatest Wine? the one that you will remember.” (Il vino migliore? Quello che ricorderai) ha [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/wine-in-moderation-day-soddisfazione-dei-consorzi-del-prosecco-dop-e-del-delle-venezie-dop/">Wine in Moderation Day: soddisfazione dei Consorzi del Prosecco DOP e del Delle Venezie DOP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La seconda edizione internazionale del Wine in Moderation Day, tenutasi l&#8217;8 novembre, è stata un grande successo: la campagna “The Greatest Wine? the one that you will remember.” (Il vino migliore? Quello che ricorderai) ha sottolineato ancora una volta l&#8217;importanza di un consumo responsabile e moderato.</em></p>
<p>Quest&#8217;anno la campagna ha registrato un significativo aumento del coinvolgimento su varie piattaforme, con oltre 200 post, oltre 100 storie e migliaia di like sui social media, e una vasta gamma di attività ospitate in numerosi Paesi. La risposta dei consumatori, dei professionisti e dei media ha generato un grande fermento online, con innumerevoli articoli, post e discussioni che hanno amplificato il messaggio della moderazione e del consumo consapevole del vino.</p>
<p><strong>Sandro Sartor</strong>, presidente di Wine in Moderation, ha riflettuto sul successo ottenuto: “Siamo davvero compiaciuti della risposta a questa seconda edizione del Wine in Moderation Day. L&#8217;entusiasmo della comunità del vino, dei professionisti e dei consumatori conferma l&#8217;importanza del nostro messaggio: la moderazione e la responsabilità sono al centro della cultura del vino e dovrebbero essere sempre ricordate. È stato stimolante vedere così tante persone provenienti da paesi e settori diversi impegnarsi nella nostra campagna, e siamo entusiasti di continuare a costruire su questo successo negli anni a venire”.</p>
<p>Il commento di <strong>Giancarlo Guidolin</strong>, <strong>presidente del Consorzio di tutela della DOC Prosecco</strong>: &#8220;Le iniziative sviluppate nelle diverse zone del mondo si sono rivelate estremamente interessanti e coinvolgenti. Come Consorzio siamo determinati a continuare su questa strada: nel 2025 presenteremo nuove proposte che mirino a rafforzare il nostro percorso, partendo in primis dalle comunità del territorio della nostra Denominazione. Crediamo fermamente che il confronto continuativo tra gli enti associati a Wine in Moderation sia sempre fonte di nuovi spunti e idee che potranno recare un impatto positivo e duraturo.&#8221;</p>
<p><strong>Stefano Sequino, Direttore del Consorzio tutela vini DOC Delle Venezie</strong>, ha affermato: “Siamo entusiasti del successo di questa seconda edizione ed orgogliosi di affiancare Wine in Moderation nella promozione di un consumo responsabile. Crediamo che la condivisione di queste iniziative sia fondamentale per valorizzare e promuovere la cultura del vino nell’ambito della convivialità e di un’alimentazione sana ed equilibrata”.</p>
<p>Uno dei momenti salienti tra gli eventi della settimana è stata una speciale tavola rotonda tenutasi al Parlamento europeo il 6 novembre con il patrocinio Organisation of Vine and Wine. La tavola rotonda “Wine in Moderation Day &#8211; un&#8217;iniziativa e una campagna per ispirare un consumo moderato e responsabile” è stata tenuta dagli eurodeputati Esther Herranz Garcia e ha visto gli interventi di personalità di spicco come il Prof. Mladen Boban dell&#8217;Università di Spalato, che ha presentato le ultime scoperte scientifiche sul vino nell&#8217;ambito di uno stile di vita equilibrato, e Aline Bouchez, Senior Strategic Planner di BUZZMAN, che ha analizzato come comunicare efficacemente la moderazione alle nuove generazioni. La tavola rotonda ha riunito responsabili politici e stakeholder di tutta Europa, evidenziando l&#8217;importanza di un&#8217;informazione scientifica e di una comunicazione chiara per promuovere un consumo responsabile del vino. L&#8217;evento ha sottolineato il ruolo critico dell&#8217;educazione nella promozione del bere moderato ed è stato introdotto dal presidente del WiM Sandro Sartor, con osservazioni conclusive che hanno rafforzato il messaggio di un consumo responsabile.</p>
<p>Il Wine in Moderation Day è organizzato dall&#8217;Associazione WiM per celebrare la cultura e la storia del vino, incoraggiando al contempo i consumatori a godere del vino in modo responsabile. La campagna promuove la moderazione come valore fondamentale e i membri di tutto il mondo si impegnano a diffondere questo messaggio attraverso attività di comunicazione ed educative che durano tutto l&#8217;anno.<br />
Per maggiori informazioni sulla campagna, visitate la pagina web dedicata e scorrete i social media Instagram e LinkedIn. Per ulteriori informazioni sulle attività dei membri WiM, vi invitiamo a visitare la sezione notizie e a registrarvi alla newsletter mensile.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.prosecco.wine/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di tutela della DOC Prosecco</a> e <a href="https://dellevenezie.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio Tutela Vini DOC delle Venezie</a></strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/11/cs-Wim-Day-ITA-POST.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO DEL CONSORZIO DI TUTELA DELLA DOC PROSECCO</a></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/11/26.-CS-DOC-Delle-Venezie_Post-Press-Release-WiM-Day-13Nov24.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA DEL CONSORZIO TUTELA VINI DOC DELLE VENEZIE</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/wine-in-moderation-day-soddisfazione-dei-consorzi-del-prosecco-dop-e-del-delle-venezie-dop/">Wine in Moderation Day: soddisfazione dei Consorzi del Prosecco DOP e del Delle Venezie DOP</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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