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	<title>CSQA &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>CSQA &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>CSQA incorpora le attività di certificazione regolamentata di Check Fruit: salgono a 98 le filiere a Indicazione Geografica controllate</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/csqa-incorpora-le-attivita-di-certificazione-regolamentata-di-check-fruit-salgono-a-98-le-filiere-a-indicazione-geografica-controllate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 07:35:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’operazione rafforza la leadership di CSQA e amplia ulteriormente le competenze nel comparto ortofrutticolo DOP IGP. Il Ministero dell&#8217;Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste (Masaf) ha autorizzato CSQA a svolgere i controlli sulle Indicazioni Geografiche precedentemente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’operazione rafforza la leadership di CSQA e amplia ulteriormente le competenze nel comparto ortofrutticolo DOP IGP.</em></p>
<p>Il <strong>Ministero dell&#8217;Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste (Masaf) </strong>ha autorizzato <strong>CSQA</strong> a svolgere i controlli sulle Indicazioni Geografiche precedentemente affidate all’organismo Check Fruit, a seguito dell’acquisizione del ramo d&#8217;azienda dedicato alle attività di certificazione regolamentata e volontaria di Check Fruit. Con il nuovo decreto ministeriale, entrato in vigore il 1° luglio, CSQA viene delegato al controllo di dieci nuove DOP e IGP, tutte appartenenti al comparto ortofrutticolo.</p>
<p>Con questa nuova autorizzazione, CSQA arriva a controllare complessivamente <strong>98 Indicazioni Geografiche</strong> in numerose categorie di prodotto, su un totale nazionale di 334 DOP, IGP e STG nel solo comparto agroalimentare. Un dato che conferma il ruolo centrale dell&#8217;Organismo nella certificazione dei prodotti a Indicazione Geografica. Eccellenze distribuite in <strong>15 regioni italiane</strong>, che coinvolgono oltre <strong>19.000 operatori</strong>, per un valore alla produzione di <strong>5,03 miliardi di euro</strong>, pari al <strong>52%</strong> del valore complessivo del comparto <strong>food DOP IGP STG italiano</strong>.</p>
<p>Tra le nuove produzioni affidate a CSQA figurano eccellenze ortofrutticole di assoluto rilievo per il patrimonio agroalimentare nazionale: <strong>Arancia Rossa di Sicilia IGP</strong>, <strong>Mele del Trentino IGP</strong>, <strong>Patata di Bologna DOP</strong>, <strong>Pera dell&#8217;Emilia Romagna IGP</strong>, <strong>Clementine di Calabria IGP</strong>, <strong>Marrone di Castel del Rio IGP</strong>, <strong>Scalogno di Romagna IGP</strong>, <strong>Asparago Verde di Altedo IGP</strong>, <strong>Asparago di Cantello IGP</strong> e <strong>Ficodindia di San Cono DOP</strong>.</p>
<p>Anche nello specifico <strong>comparto ortofrutta DOP IGP</strong>, CSQA conferma il primato con <strong>45 filiere DOP e IGP</strong> controllate su un totale di 129 a livello nazionale. Le filiere certificate sono distribuite in <strong>10 regioni italiane</strong>, coinvolgono circa<strong> 9.000 operatori</strong> e rappresentano il <strong>39% </strong>del valore complessivo del comparto ortofrutticolo italiano a Indicazione Geografica.</p>
<p>Questa autorizzazione rappresenta un&#8217;ulteriore tappa nel percorso di crescita di CSQA e valorizza un patrimonio di competenze costruito in oltre trentacinque anni di attività al servizio delle filiere agroalimentari certificate italiane e dei territori di origine che ne sono espressione. Oggi CSQA rappresenta infatti il punto di riferimento nazionale per il sistema delle Indicazioni Geografiche, contribuendo quotidianamente a garantire la <strong>conformità ai disciplinari di produzione</strong>, la <strong>tutela dei produttori</strong> e la <strong>fiducia dei consumatori</strong>, attraverso un <strong>sistema di controlli indipendente</strong> e riconosciuto dalle istituzioni.</p>
<p>“<em>L’autorizzazione rappresenta un passaggio molto importante</em>” – sottolinea <strong>Maria Chiara Ferrarese</strong>, <strong>Direttrice Generale e AD di CSQA</strong>. “<em>Per noi questa operazione è prima di tutto una responsabilità. Significa mettere a disposizione delle filiere le competenze tecniche, il rigore e l’indipendenza necessari a tutelare le produzioni certificate, i produttori e i consumatori. La fiducia confermata dai Consorzi e dagli operatori coinvolti rafforza il nostro impegno a garantire un sistema di controllo autorevole, credibile e vicino ai territori. Le Indicazioni Geografiche sono un asset strategico per la competitività del Made in Italy e il loro sistema di garanzia deve essere in grado di evolvere insieme alle filiere. Per questo continueremo a investire nelle competenze, nell’innovazione e nella digitalizzazione dei processi di controllo, sviluppando strumenti sempre più efficaci ed efficienti, capaci di rispondere alle nuove esigenze di tracciabilità, trasparenza e valorizzazione delle produzioni certificate. L’obiettivo è contribuire a rendere il sistema delle certificazioni sempre più solido, moderno e adeguato alle sfide future dell’agroalimentare italiano”.</em></p>
<p>Fonte: <strong>CSQA</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/07/20260716_CS_CSQA-CHECK-FRUIT.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Follina, progetto pilota di un percorso di certificazione per imprese agrituristiche</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/follina-progetto-pilota-di-un-percorso-di-certificazione-per-imprese-agrituristiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 10:09:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Follina (TV). Turismo: Un progetto pilota per la nuova certificazione di sostenibilità degli agriturismi Terranostra Campagna Amica con i docenti i tecnici del CSQA Ha preso il via un progetto pilota per la realizzazione di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Follina (TV). Turismo: Un progetto pilota per la nuova certificazione di sostenibilità degli agriturismi Terranostra Campagna Amica con i docenti i tecnici del CSQA</em></p>
<p>Ha preso il via un <strong>progetto pilota per la realizzazione di una nuova certificazione per la sostenibilità dell&#8217;accoglienza agrituristica</strong> che vede protagoniste un gruppo di imprese agrituristiche operanti nel <strong>territorio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene patrimonio Unesco</strong>.</p>
<p>Il percorso, che si tiene in un agriturismo di Follina, ha <strong>come docenti i tecnici del Csqa</strong>, in collaborazione con Terranostra e Coldiretti Veneto e Treviso. Sono sette le strutture aderenti al progetto, tutte associate a Terranostra. Obiettivo: implementare gli standard specifici previsti dalla certificazione di sostenibilità per le strutture ricettive, secondo la norma internazionale Iso 21401:2019.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;Azione</strong></p>
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		<title>Una filiera a emissioni zero per MartinoRossi</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/una-filiera-a-emissioni-zero-per-martinorossi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 09:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MartinoRossi presenta il camion 100% elettrico per il trasporto di energy+. Filiera a emissioni zero certificato da CSQA. Il sottoprodotto è ricavato della lavorazione del mais per le energie rinnovabili Si è tenuto i giorni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>MartinoRossi presenta il camion 100% elettrico per il trasporto di energy+. Filiera a emissioni zero certificato da CSQA. Il sottoprodotto è ricavato della lavorazione del mais per le energie rinnovabili</em></p>
<p>Si è tenuto i giorni scorsi, <strong>presso la sede di MartinoRossi a Malagnino</strong>, l&#8217;evento di <strong>presentazione del nuovo veicolo di ultima generazione</strong>, completamente elettrico, dedicato esclusivamente al trasporto a emissioni zero dello sfarinato Energy+, il sottoprodotto della lavorazione del mais che l&#8217;azienda conferisce agli impianti di biometano.</p>
<h4>Il camion elettrico: trasporto a emissioni zero</h4>
<p><strong>Il veicolo 100% elettrico</strong> è operativo tra lo stabilimento di Cremona e gli impianti di trasformazione delle biomasse: circa un migliaio di viaggi l&#8217;anno, con una media di tre consegne al giorno. Ogni chilometro percorso emette solo 77 g di CO2 per tonnellata e grazie all&#8217;alimentazione elettrica e alla ricarica serale tramite impianto fotovoltaico, le consegne avvengono a emissioni zero. Questa logistica sostenibile consente di abbattere significativamente le emissioni di CO2, rendendo il trasporto del sottoprodotto non solo efficiente, ma anche totalmente rispettoso dell&#8217;ambiente. Il mezzo è stato brandizzato, diventando così un racconto itinerante del progetto e dei suoi valori, visibile sulle strade del territorio. <strong>A certificare la qualità di questo percorso è CSQA</strong>, che ha riconosciuto l&#8217;Energy+ come prodotto a basso impatto ambientale: una validazione esterna che rafforza ciò che i numeri già raccontano.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Mondo Padano</strong></p>
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		<item>
		<title>Eau di muffe nobili e spezie con l&#8217;ispettore delle DOP, intervista a Marco Gasparotto (CSQA)</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/eau-di-muffe-nobili-e-spezie-con-lispettore-delle-dop-intervista-a-marco-gasparotto-csqa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2026 10:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella vita di prima difendeva animali in via d&#8217;estinzione in Cambogia. Oggi Marco Gasparotto (CSQA) sorveglia l&#8217;applicazione dei disciplinari della tripletta d&#8217;oro coppasalame-pancetta. E dice: «Non siamo lì per punire, ma per tutelare l&#8217;eccellenza» Piacenza, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nella vita di prima difendeva animali in via d&#8217;estinzione in Cambogia. Oggi Marco Gasparotto (CSQA) sorveglia l&#8217;applicazione dei disciplinari della tripletta d&#8217;oro coppasalame-pancetta. E dice: «Non siamo lì per punire, ma per tutelare l&#8217;eccellenza»</em></p>
<p>Piacenza, pranzo della domenica. Tovaglia buona, attesa per l&#8217;antipasto, lo zio porta trionfante in tavola un bel salame. In quel preciso istante, gli occhi della famiglia si girano verso Marco Gasparotto: tocca a lui, per investitura, impugnare il coltello. Ma l&#8217;affettatore ufficiale non sa cosa siano i convenevoli: «Se il salume non è come dovrebbe, se la stagionatura è sbagliata o la speziatura è fuori asse, lo dico senza troppi problemi. A caval donato, in questo caso, guardo eccome in bocca: non lo mangio solo perché è un regalo dei parenti. Che ormai mi conoscono e sanno che sono la loro spina nel fianco».</p>
<p>Non è insolenza, bensì deformazione professionale: <strong>Gasparotto, 44 anni, è infatti un ispettore delle Indicazioni geografiche per Csqa</strong>, l&#8217;organismo di certificazione terzo che sorveglia l&#8217;applicazione dei disciplinari di produzione per il Consorzio di tutela. In pratica, è l&#8217;uomo che garantisce che la <strong>tripletta d&#8217;oro piacentina coppa-pancetta-salame</strong>, che gioca di diritto nella Champions League dei salumi, rispetti i requisiti e sia sempre all&#8217;altezza del suo nome.</p>
<p>Il Portfolio incontra il cacciatore di dettagli tra gli aromi di cantina, per capire cosa si nasconda dietro la <strong>certificazione della</strong> <strong>Dop</strong>, e scopre che la strada che porta ai salumifici nostrani, per Gasparotto, è passata da rotte decisamente più esotiche. Laureato in medicina veterinaria a Padova, prima di entrare nel mondo della certificazione nel 2013 ha vissuto per due anni in Cambogia, come veterinario di frontiera in un centro di recupero per la fauna selvatica.</p>
<p>«Lì assistevo animali in via d&#8217;estinzione: scimmie, coccodrilli, elefanti. Era il mio sogno, una vita avventurosa, ma per esigenze personali sono rientrato in Italia. Trovavo però la routine dell&#8217;ambulatorio per cani e gatti un po&#8217; noiosa, ho cercato qualcosa che mantenesse l&#8217;approccio scientifico e il lavoro sul campo».</p>
<p>Cogliere l&#8217;opportunità in Csqa è stato naturale: in fondo, dalle specie protette ai prodotti protetti il passo è breve, si tratta sempre di tutelare un patrimonio che, se non difeso, rischia di scomparire.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Libertà</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Montasio DOP, CSQA confermato certificatore filiera da 6mila tonnellate</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/montasio-dop-csqa-confermato-certificatore-filiera-da-6mila-tonnellate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 07:16:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
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		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;importante filiera del formaggio Montasio DOP, divisa tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, può contare su 95 mln di euro di valore al consumo e 767 operatori L’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;importante filiera del formaggio Montasio DOP, divisa tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, può contare su 95 mln di euro di valore al consumo e 767 operatori</em></p>
<p>L’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi (Icqrf) dei prodotti agroalimentari del Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste (Masaf) ha rinnovato, con Decreto Ministeriale, l’autorizzazione a <strong>CSQA</strong> per lo svolgimento delle attività di controllo sulla <strong>Denominazione di Origine Protetta Montasio</strong> per i prossimi tre anni.</p>
<p>Nato nel XIII secolo, quando i monaci dell’Abbazia di Moggio Udinese codificarono e affinarono le tecniche di produzione del formaggio dell’omonimo altipiano, il Montasio DOP può oggi contare su una filiera che esprime circa <strong>6.000 tonnellate di produzione certificata</strong> e coinvolge <strong>767</strong> <strong>operatori</strong>, in grado di generare 53 milioni di euro di valore alla produzione, pari a <strong>95 milioni di euro</strong> di valore al consumo.</p>
<p>Dal 1984 il <strong><a href="https://www.qualivita.it/news/rif_organizzazione/353775/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio per la Tutela</a> del Formaggio Montasio</strong> salvaguardia e valorizza questa eccellenza del patrimonio agroalimentare italiano, investendo anche sulla formazione, la cultura della DOP e dell’alimentazione consapevole.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>La scelta di riconfermare CSQA è dettata dalla volontà di mantenere uno standard di tutela della filiera elevato, come afferma <strong>Valentino Pivetta, Presidente del Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio</strong>: <em>“Il rinnovo della fiducia a CSQA è il proseguimento naturale di un percorso costruito negli anni”.</em></p>
<p><em>«Il rinnovo dell&#8217;autorizzazione ministeriale rappresenta per CSQA un importante<strong> conferma della competenza, dell&#8217;imparzialità e del rigore con cui svolgiamo la nostra attività di controllo</strong> a tutela delle Indicazioni Geografiche italiane. Il Montasio DOP è un prodotto che racchiude storia, tradizione e valore economico per i territori del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, oltre a rappresentare un patrimonio di conoscenze e professionalità che merita di essere salvaguardato.</em><em><strong>Attraverso un sistema di controlli efficace e trasparente, continuiamo a garantire la conformità della filiera al disciplinare di produzione,</strong> contribuendo a rafforzare la fiducia dei consumatori e a sostenere la competitività di una delle eccellenze del Made in Italy agroalimentare.» </em>ha dichiarato <strong>Maria Chiara Ferrarese, Direttrice Generale e Amministratrice Delegata di CSQA.</strong></p>
<p>Fonte: <a href="https://askanews.it/2026/06/16/montasio-dop-csqa-confermato-certificatore-filiera-da-6mila-tonn/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Askanews</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/montasio-dop-csqa-confermato-certificatore-filiera-da-6mila-tonnellate/">Montasio DOP, CSQA confermato certificatore filiera da 6mila tonnellate</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Montasio DOP: una filiera da 95 milioni al consumo e 767 operatori</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/montasio-dop-una-filiera-da-95-milioni-al-consumo-e-767-operatori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Geronimo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 07:59:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[CONTROLLI]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.qualivita.it/?p=523564</guid>

					<description><![CDATA[<p>CSQA confermato per effettuare i controlli sulle 6.000 tonnellate della filiera certificata del Montasio DOP L’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi (ICQRF) dei prodotti agroalimentari del Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/montasio-dop-una-filiera-da-95-milioni-al-consumo-e-767-operatori/">Montasio DOP: una filiera da 95 milioni al consumo e 767 operatori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>CSQA confermato per effettuare i controlli sulle 6.000 tonnellate della filiera certificata</em> del Montasio DOP</p>
<p>L’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi (ICQRF) dei prodotti agroalimentari del Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste (MASAF) ha rinnovato, con Decreto Ministeriale, l’autorizzazione a CSQA per lo svolgimento delle attività di controllo sulla <strong>Denominazione di Origine Protetta Montasio</strong> per i prossimi tre anni.</p>
<p>Nato nel XIII secolo, quando i monaci dell’Abbazia di Moggio Udinese codificarono e affinarono le tecniche di produzione del formaggio dell’omonimo altipiano, il Montasio DOP può oggi contare su una filiera che esprime circa <strong>6.000 tonnellate</strong> di produzione certificata e coinvolge <strong>767 operatori</strong>, in grado di generare <strong>53 milioni di euro</strong> di valore alla produzione, pari a <strong>95 milioni di euro</strong> di valore al consumo (dati Rapporto Ismea-Qualivita 2025).</p>
<p>La filiera DOP risulta rappresentativa sia per il <strong>Friuli Venezia Giulia</strong>, dove si colloca al secondo posto nel comparto <strong>Cibo DOP e IGP</strong> per valore alla produzione, all’interno del paniere regionale dell’agroalimentare certificato che genera complessivamente <strong>436 milioni</strong> di euro, sia per il <strong>Veneto</strong>, dove occupa il terzo posto tra i prodotti food DOP e in un sistema dal valore complessivo di <strong>537 milioni di euro</strong> (dati Rapporto Ismea-Qualivita 2025).</p>
<p>Dal 1984 il <strong>Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio</strong> salvaguardia e valorizza questa eccellenza del patrimonio agroalimentare italiano, espressione della tradizione casearia del Friuli Venezia Giulia e del Veneto Orientale. Accanto alla valorizzazione delle sue qualità nutrizionali, confermate da recenti studi scientifici, il Consorzio investe sulla formazione, promuovendo la cultura della DOP e dell’alimentazione consapevole.</p>
<p>Parallelamente, il Consorzio punta a rafforzare la presenza del Montasio DOP nei mercati internazionali, con particolare attenzione ad Austria, Svizzera, Regno Unito, USA e Giappone, anche attraverso programmi europei di promozione e iniziative di co-marketing. Sul fronte della ricerca, è stato avviato un importante studio presso Veneto Agricoltura per validare ulteriormente la sicurezza del processo produttivo, rafforzando l&#8217;affidabilità del prodotto e la sua competitività sui mercati nazionali ed esteri.</p>
<p>La scelta di riconfermare CSQA è dettata dalla volontà di mantenere uno standard di tutela della filiera elevato, come afferma <strong>Valentino Pivetta</strong>, Presidente del Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio: “Il rinnovo della fiducia a CSQA è il proseguimento naturale di un percorso costruito negli anni”.</p>
<p>«<em>Il rinnovo dell&#8217;autorizzazione ministeriale rappresenta per CSQA un importante conferma della competenza, dell&#8217;imparzialità e del rigore con cui svolgiamo la nostra attività di controllo a tutela delle Indicazioni Geografiche italiane. Il Montasio DOP è un prodotto che racchiude storia, tradizione e valore economico per i territori del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, oltre a rappresentare un patrimonio di conoscenze e professionalità che merita di essere salvaguardato. Attraverso un sistema di controlli efficace e trasparente, continuiamo a garantire la conformità della filiera al disciplinare di produzione, contribuendo a rafforzare la fiducia dei consumatori e a sostenere la competitività di una delle eccellenze del Made in Italy agroalimentare</em>.» ha dichiarato <strong>Maria Chiara Ferrarese</strong>, Direttrice Generale e Amministratrice Delegata di CSQA.</p>
<p>Il Montasio DOP conferma il valore del portfolio di prodotti DOP IGP certificato da CSQA, che conta ad oggi <strong>86 Indicazioni Geografiche</strong>: un dato che sottolinea la volontà di accompagnare lo sviluppo delle filiere agroalimentari di qualità, simbolo del made in Italy e della <strong>vocazione dei territori</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.qualigeo.eu/prodotto-qualigeo/montasio-dop/">&gt; CONSULTA LA SCHEDA DEL MONTASIO DOP &lt;&lt;</a></strong></p>
<p>Fonte: <strong>CSQA</strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2026/06/20260616_MONTASIO-DOP_CSQA.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></p>
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		<title>Bresaola della Valtellina IGP: un anno in crescita per il valore al consumo</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/bresaola-della-valtellina-igp-un-anno-in-crescita-per-il-valore-al-consumo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 10:21:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A conti fatti, il comparto valtellinese nel corso del &#8217;25. Scenario internazionale complesso: produzione in calo ma le esportazioni volano, soprattutto in Medio Oriente Produzione in calo e valore al consumo in crescita. Il comparto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>A conti fatti, il comparto valtellinese nel corso del &#8217;25. Scenario internazionale complesso: produzione in calo ma le esportazioni volano, soprattutto in Medio Oriente</em></p>
<p>Produzione in calo e valore al consumo in crescita. <strong>Il comparto della Bresaola della Valtellina Igp chiude così il 2025,</strong> confermando capacità di tenuta in uno scenario economico complesso, caratterizzato da costi produttivi in aumento, difficoltà di approvvigionamento della materia prima e crescenti tensioni nel commercio internazionale. Nonostante la contrazione della produzione, il settore registra infatti anche una significativa accelerazione delle esportazioni, soprattutto verso i mercati extraeuropei.</p>
<h4>I dati</h4>
<p>A dirlo sono i dati diffusi dal Consorzio di tutelabresaola della Valtellina. <strong>Le 13 aziende certificate dall&#8217;organismo di controllo Csqa</strong> hanno prodotto nel corso del 202511.947 tonnellate di prodotto, con una <strong>flessione del 5,47% rispetto al 2024</strong>. Un calo che non ha però impedito al comparto di accrescere il proprio valore economico, salito a 502 milioni di euro: + 4,6% rispetto al 2024. Un risultato che testimoniala solidità di una delle eccellenze agroalimentari più rappresentative della provincia di Sondrio e dell&#8217;intera Lombardia, capace di mantenere la propria competitività anche in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni dei mercati.</p>
<p><strong>A trainare la crescita è stato soprattutto l&#8217;export</strong>. Nel 2025 sono state esportate 836 tonnellate di Bresaola della Valtellina Igp, con un incremento del 32,34% rispetto all&#8217;anno precedente. La quota maggiore continua a essere destinata ai Paesi dell&#8217;Unione europea, che assorbono il 64% delle esportazioni complessive e registrano una crescita del 17%.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Provincia di Lecco</strong></p>
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		<title>Rivoluzione continua: l&#8217;importanza delle certificazioni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/rivoluzione-continua-limportanza-delle-certificazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 10:07:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[AGROALIMENTARE]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[food safety]]></category>
		<category><![CDATA[packaging]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I packaging nel settore alimentare ha un valore che va ben al di là della conservazione e protezione del contenuto: è uno strumento chiave per la tracciabilità e l&#8217;etichettatura dei prodotti, una fonte di informazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>I packaging nel settore alimentare ha un valore che va ben al di là della conservazione e protezione del contenuto: è uno strumento chiave per la tracciabilità e l&#8217;etichettatura dei prodotti, una fonte di informazione per i consumatori e un ottimo mezzo di marketing. Ma è sempre più anche un veicolo di fiducia e sostenibilità, capace di andare incontro alle crescenti esigenze di autenticità e responsabilità del mercato alimentare. L&#8217;importanza dei termini di conservazione e scadenza in etichetta e la rivoluzione in arrivo con il Regolamento Europeo sono stati al centro di una sessione ad hoc durante l&#8217;ultima edizione di AlimentiPiù, il Convegno digitale di Scienza e Tecnologia Alimentare organizzato da Edra Edizioni, un incontro che ha dedicato spazio anche agli aspetti etici e al ruolo delle certificazioni.</em></p>
<p>[&#8230;]</p>
<h4>L&#8217;importanza delle certificazioni</h4>
<p>In tema di gestione dei materiali di imballaggio, le certificazioni legate alla sicurezza alimentare svolgono un ruolo fondamentale e sono un prerequisito per ottenere la qualifica di fornitore nel mondo della grande distribuzione: quindi, sebbene siano volontarie diventano di fatto obbligatorie per operare in questi ambiti. <strong>Giulio Battistella, Responsabile Tecnico di CSQA</strong>, l&#8217;organismo di certificazione. sicurezza e qualità agroalimentare ha ricordato come l&#8217;Italia abbia una leadership europea come qualità delle certificazioni e capacità di innovazione delle tematiche legate al food. Le principali certificazioni sono GFSI &#8211; Global Food Safety Initiative. che a livello internazionale stabilisce gli standard globali per la sicurezza alimentare lungo tutta la catena di approvvigionamento.</p>
<p><strong>Le tre più note e affermate sono IFS Food, BRCGS Food e FSSC 2200</strong>. Ad accomunarle è l&#8217;impostazione che punta non solo alla sicurezza alimentare ma anche a definire i requisiti gestionali che diano garanzie qualitative, prestazionali, di autenticità contro le frodi e anche di supporto per adempiere agli obblighi normativi! legali. Vale la pena ricordare. come evidenziato da Battistella che, se è vero che queste certificazioni a volte vengano adottate in maniera strumentale per poter lavorare in GDO. tuttavia la loro adozione e implementazione crea un percorso virtuoso, un metodo di lavoro che porta vantaggi reali, non solo in termini di riduzione degli incidenti e dei costì, ma come miglioramento della cultura della sicurezza alimentare da parte dell&#8217;azienda e di chi ci lavora.</p>
<h4>IFS Food</h4>
<p>È la certificazione più diffusa; ha uno standard privato sviluppato in ambito GDO europea di matrice tedesca e ha come obiettivo la sicurezza alimentare eia qualità dei processi e dei prodotti. È applicabile a tutte le industrie che trasformano o confezionano prodotti alimentari, con occhio attento anche alle specifiche delle Private label.</p>
<h4>BRCGS Food</h4>
<p>È un&#8217;altra certificazione privata sviluppata sempre in ambito GDO ma di &#8220;scuola inglese&#8221;, e ha come obiettivo la sicurezza alimentare, il controllo dei processi e dei prodotti, con un approccio basato sulla valutazione del rischio su tutta la filiera. È applicabile a tutte le industrie che trasformano o confezionano prodotti alimentari.</p>
<h4>FSSC 22000</h4>
<p>È uno standard indipendente (della Fondazione FSSC, non a scopo di lucro) e si basa su normativa standard ISO. Permette l&#8217;adozione di un protocollo di gestione sistematica dei PRP, concentrato sulle reali criticità del settore. Ha un approccio di filiera e quindi adatto a diverse realtà: allevamento, mangimi, alimenti, packaging, ecc.).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Produzione &amp; Igiene Alimenti</strong></p>
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		<title>LIFE Svolta Blu per promuovere il risparmio e la conservazione dell&#8217;acqua</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/life-svolta-blu-per-promuovere-il-risparmio-e-la-conservazione-dellacqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 10:03:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[crediti idrici]]></category>
		<category><![CDATA[risorse idriche]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto LIFE Svolta Blu è finanziato dal sub-programma Climate Governance and Information del programma LIFE dell&#8217;Unione Europea. Con il contratto numero 101157983 &#8211; LIFE23-GIC-IT-LI FESVOLTABLU. I punti di vista e le opinioni espresse sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il progetto LIFE Svolta Blu è finanziato dal sub-programma Climate Governance and Information del programma LIFE dell&#8217;Unione Europea. Con il contratto numero 101157983 &#8211; LIFE23-GIC-IT-LI FESVOLTABLU. I punti di vista e le opinioni espresse sono esclusivamente degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell&#8217;Unione Europea o del CINEA. Né l&#8217;Unione Europea né il CINEA possono essere ritenuti responsabili.</em></p>
<p>II progetto LIFE Svolta Blu (LIFE23-GIC-IT-Life SVOLTA BLU), avviato nell&#8217;ottobre 2024 con una durata prevista di 40 mesi e un budget di oltre 2 milioni di euro, rappresenta una risposta concreta alla crescente vulnerabilità idrica del territorio vicentino. Coordinato da Viacqua, il progetto si avvale di un partenariato multidisciplinare costituito da ANBI Veneto, Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, Fondazione Palazzo Festari Intesa Programmatica d&#8217;Area Alto Vicentino, Università degli Studi di Padova con i suoi dipartimenti ICEA (Ingegneria Civile Edile e Ambientale) e TESAF (Territorio e Sistemi Agro-Forestali) e CSQA.</p>
<h4>Gli obiettivi</h4>
<p>L&#8217;obiettivo è quello di sviluppare e verificare un approccio innovativo per sensibilizzare imprese e cittadini sulla gestione sostenibile dell&#8217;acqua e remunerare in modo concreto ed efficace interventi di risparmio, ripristino e conservazione idrica. Il progetto intende sviluppare la creazione di un sistema di crediti in cui gli utilizzatori dell&#8217;acqua (industriali, agricoli e domestici) possano contribuire volontariamente alla gestione efficiente delle risorse idriche. Ispirandosi al modello dei crediti di carbonio, il progetto mira a implementare un sistema di &#8220;crediti blu,&#8221; dove chi riduce la propria impronta idrica può collaborare con chi investe in azioni di risparmio e tutela dell&#8217;acqua, garantendo equità, trasparenza ed economicità.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Servizi a Rete</strong></p>
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		<title>Csqa cresce tra transizione ambientale e certificazioni</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/csqa-cresce-tra-transizione-ambientale-e-certificazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 05:17:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CSQA punta indica tra le aree strategiche sostenibilità, crediti di carbonio in agricoltura e innovazione digitale e i ricavi crescono do oltre il 6% rispetto agli obiettivi Sostenibilità, benessere animale e innovazione digitale spingono la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>CSQA punta indica tra le aree strategiche sostenibilità, crediti di carbonio in agricoltura e innovazione digitale e i ricavi crescono do oltre il 6% rispetto agli obiettivi</em></p>
<p><strong>Sostenibilità, benessere animale e innovazione digitale spingono la crescita di Csqa nel 2025</strong> e consolidano il ruolo dell’organismo nel settore della certificazione agroalimentare. I risultati della società che fa capo all’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario indicano un incremento dei ricavi e un rafforzamento delle attività legate agli schemi regolamentati, in particolare nei comparti dei bioliquidi, dei biocarburanti e delle certificazioni connesse alla trasparenza richiesta da imprese e istituzioni.</p>
<p>Nel 2025 i <strong>ricavi complessivi hanno raggiunto 37,4 milioni di euro</strong>, con una crescita del 6,36% rispetto agli obiettivi di piano. A sostenere il risultato sono stati soprattutto gli ambiti in cui l’Autorità competente ha definito obblighi e tempistiche di certificazione, come Sqnba e i sistemi dedicati a bioliquidi e biocarburanti, assieme allo sviluppo dei servizi legati alla sostenibilità e alla digitalizzazione.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Milano Finanza</strong></p>
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