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	<title>Cuneo &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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	<description>DOP IGP STG :: Prodotti agroalimentari e vitivinicoli IG</description>
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	<title>Cuneo &#8211; Fondazione Qualivita</title>
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		<title>Disciplinari Barolo DOP e Barbaresco DOP: i risultati della raccolta firme</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/disciplinari-barolo-dop-e-barbaresco-dop-i-risultati-della-raccolta-firme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2024 07:17:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentate dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani alcune proposte di modifica dei disciplinari Barolo DOP e Barbaresco DOP. Nei mesi precedenti il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentate dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani alcune proposte di modifica dei disciplinari Barolo DOP e Barbaresco DOP.</em></p>
<p>Nei mesi precedenti il <strong>Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani</strong> ha presentato alla base produttiva alcune <strong>proposte di modifica dei disciplinari Barolo DOP e Barbaresco DOP</strong>.</p>
<p>Le modifiche oggetto di proposta per poter essere approvate necessitavano di raggiungere l’avallo di produttori che rappresentassero contemporaneamente (come da normativa) almeno il 66 % della superficie totale dei vigneti iscritti alla denominazione e almeno il 51% della produzione imbottigliata (intesa come media) nell’ultimo biennio.</p>
<p>Di seguito le proposte di modifica dei disciplinari che sono state approvate da parte dei produttori con le relative percentuali. Le restanti modifiche proposte non hanno raggiunto il quorum previsto dalla normativa.</p>
<ul>
<li><strong>La limitazione della zona di imbottigliamento per Barolo e Barbaresco</strong> (che per legge deve coincidere con la zona di vinificazione), zona che nel disciplinare attuale non è prevista:</li>
</ul>
<p><em>Barolo: </em>per la superficie 71,15% e per l’imbottigliamento 66,95%</p>
<p><em>Barbaresco: </em>per la superficie 67,92 e per l’imbottigliamento 63,97%</p>
<ul>
<li><strong>Consentire l’utilizzo di grandi formati (superiori ai 6L) per Barbaresco</strong></li>
</ul>
<p>La modifica permette ai produttori di utilizzare formati di capacità superiore a 6 L e sino a 18 L anche per la vendita (attualmente è consentito l’utilizzo di questi formati solo per scopi promozionali), come avviene già per i vini confezionati in recipienti fino ai 6L.</p>
<p><em>Barbaresco: </em>per la superficie 67,22 e per l’imbottigliamento 65,23%</p>
<p><strong>Proseguirà ora l’iter legislativo necessario per rendere le modifiche attuative nei rispettivi disciplinari</strong>.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.langhevini.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/06/Nota-Stampa-19giu-24.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<item>
		<title>DOP e IGP, la provincia di Cuneo ai vertici nazionali per prodotti certificati</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/dop-e-igp-la-provincia-di-cuneo-ai-vertici-nazionali-per-prodotti-certificati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2024 07:42:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[#DopEconomy]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo DOP]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Enogastronomico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La provincia di Cuneo è quarta sul territorio italiano e prima su quello regionale per DOP e IGP, con 29 prodotti a Denominazione d&#8217;Origine, 11 nel cibo e 18 nel vino, e un valore economico [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La provincia di Cuneo è quarta sul territorio italiano e prima su quello regionale per DOP e IGP, con 29 prodotti a Denominazione d&#8217;Origine, 11 nel cibo e 18 nel vino, e un valore economico di 979 milioni di euro.</em></p>
<p>Il <a href="https://www.qualivita.it/rapporto-ismea-qualivita-2023/" target="_blank" rel="noopener">Rapporto 2023 Ismea-Qualivita </a>sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole certificate vede l&#8217;Italia sul gradino più alto del podio nel territorio dell&#8217;Unione Europea con <strong>853 prodotti DOP, IGP e STG</strong> (le Doc e le Docg del vino ricadono nel marchio DOP), davanti alla Francia con 713 e alla Spagna con 357.</p>
<p><strong>Il vino</strong> conta 527 certificazioni, <strong>il cibo</strong> 326. In totale nella UE i prodotti registrati sono 3.151. Il valore alla produzione nel nostro Paese dei prodotti a denominazione d&#8217;origine è di <strong>20,2 miliardi di euro</strong>, con un <strong>export di 11,6 miliardi</strong> di euro e 890 mila operatori.</p>
<p><strong>Il Piemonte</strong> è quarto in classifica a livello nazionale per impatto complessivo generato con <strong>84 prodotti certificati</strong> (24 nel cibo e 60 nel vino), un valore economico di 1.716 milioni di euro<br />
(354 milioni nel cibo e 1.362 milioni nel vino) e 12.871 occupati (3.972 nel cibo e 8.899 nel vino).</p>
<p><strong>La provincia di Cuneo</strong> <strong>è quarta sul territorio italiano</strong> e prima su quello regionale per impatto complessivo (29 prodotti a Denominazione d&#8217;Origine, 11 nel cibo e 18 nel vino), con un valore economico di 979 milioni di euro (207 milioni nel cibo e 772 milioni nel vino). &#8220;Le DOP e le IGP, che caratterizzano in modo distintivo i territori di origine, rappresentano un volano importante per la crescita competitiva dell&#8217;agroalimentare nazionale e per il <strong>rilancio del turismo enogastronomico</strong> del nostro Paese &#8211; dichiara <strong>Igor Varrone, direttore provinciale della Cia Cuneo</strong> -. La provincia di Cuneo è ai vertici italiani come produzioni certificati: un risultato di grande valore che di- mostra il rilevante impegno messo in campo dai nostri agricoltori per offrire ogni giorno ai consumatori prodotti di eccellenza&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Bisalta</strong></p>
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		<item>
		<title>[Lagnasco] Il Crudo di Cuneo DOP a Fruttinfiore di Lagnasco</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-crudo-di-cuneo-dop-a-fruttinfiore-di-lagnasco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 07:53:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti a base di carne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il prosciutto Crudo di Cuneo DOP sarà autentico mattatore tra le “mura di casa” in occasione della XXII edizione di Fruttinfiore, in programma a Lagnasco dal 5 al 7 aprile. La manifestazione è dedicata alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il prosciutto Crudo di Cuneo DOP sarà autentico mattatore tra le “mura di casa” in occasione della XXII edizione di Fruttinfiore, in programma a Lagnasco dal 5 al 7 aprile. La manifestazione è dedicata alla migliore produzione frutticola locale e ogni anno attira nel piccolo comune del Saluzzese oltre 40mila visitatori da tutto il Piemonte e non solo.</em></p>
<p>“Lagnasco è un po’ la ‘casa’ del prosciutto Crudo di Cuneo DOP &#8211; afferma <strong>Chiara Astesana, presidente del Consorzio di tutela e promozione del Crudo di Cuneo</strong> -. Nel paese, infatti, ha sede la Carni Dock, il primo e storico produttore del prosciutto Crudo di Cuneo. Qui è stato affinato e migliorato il metodo di produzione fino a raggiungere il risultato di un prodotto di alta qualità&#8221;.</p>
<p>&#8220;Fruttinfiore &#8211; prosegue Chiara Astesana &#8211; rappresenta un’occasione unica per il nostro Consorzio per far conoscere e apprezzare l’eccellenza del Crudo di Cuneo DOP ai tanti ospiti e turisti che arriveranno a Lagnasco. La kermesse costituisce un’ottima opportunità di promozione della nostra denominazione”.</p>
<p>Il prosciutto Crudo di Cuneo è realizzato, per quanto riguarda i prosciutti DOP, nell’ambito della <strong>filiera più corta d’Italia</strong>. Tutto il processo produttivo &#8211; nascita, svezzamento, ingrasso e macellazione dei suini &#8211; si compie all’interno un raggio d’azione inferiore ai 30 km.</p>
<p>La Carni Dock realizza le fasi della macellazione dei suini e del sezionamento delle carcasse, nonché la rifilatura, la salagione, il riposo e la stagionatura delle cosce nel medesimo stabilimento di Lagnasco. L’azienda, che ha fatto un grosso investimento nel suo stabilimento per la produzione del prosciutto, ha avviato la produzione nel 2012 ed ha dato il via alla commercializzazione nel 2014. Nel corso del 2022 ha iniziato la produzione del prosciutto Crudo di Cuneo DOP anche la Stagionatura Marchisio di Lurisia. Oggi sono pertanto due i produttori e la produzione annuale complessiva è di circa 17.000 prosciutti, ma la quantità prodotta è in netto incremento di anno in anno.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.prosciuttocrudodicuneo.it/it/home/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di tutela e promozione del Crudo di Cuneo</a></strong></p>
<p><strong><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/03/CRUDODOP_2024_CS02.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA IL COMUNICATO STAMPA</a></strong></p>
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		<item>
		<title>Il &#8220;Pollo dalle Langhe&#8221;, la filiera nata a Cherasco è un&#8217;eccellenza italiana</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/il-pollo-dalle-langhe-la-filiera-nata-a-cherasco-e-uneccellenza-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2024 10:19:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[CSQA]]></category>
		<category><![CDATA[benessere animale]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione]]></category>
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		<category><![CDATA[PMI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un prodotto di altissima qualità che dà subito l&#8217;idea della sua provenienza locale, evocativo di un territorio agricolo e di una bellezza unica. Il &#8220;Pollo dalle Langhe&#8221; della Ora Società Agricola nasce da un&#8217;intuizione dell&#8217;azienda [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un prodotto di altissima qualità che dà subito l&#8217;idea della sua provenienza locale, evocativo di un territorio agricolo e di una bellezza unica. Il &#8220;Pollo dalle Langhe&#8221; della Ora Società Agricola nasce da un&#8217;intuizione dell&#8217;azienda cheraschese.</em></p>
<p>Un prodotto di altissima qualità che dà subito l&#8217;idea della sua provenienza locale, evocativo di un territorio agricolo e di una bellezza unica. Il &#8220;<strong>Pollo dalle Langhe</strong>&#8221; della Ora Società Agricola nasce da un&#8217;intuizione dell&#8217;azienda cheraschese, che <strong>in 50 anni ha dato vita ad una filiera di eccellenza nazionale</strong>.</p>
<p>Quella specifica del &#8220;Pollo dalle Langhe&#8221; raggruppa una <strong>ventina di aziende agricole a gestione familiare</strong>, tra l&#8217;Albese e il Monregalese. Le <strong>piccole dimensioni</strong> e il distanziamento tra gli allevamenti permettono un <strong>ottimo controllo su biosicurezza aziendale e benessere animale</strong>.</p>
<p>Infatti la prevenzione, il mantenimento di densità ai limiti minimi di legge sono fondamentali per ottenere <strong>animali sani, resistenti e allevati senza l&#8217;utilizzo di antibiotici</strong>.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Tutto il percorso di certificazione dell&#8217;azienda parte da lontano. &#8220;Nel 2006 la <strong>Certificazione di filiera produttiva</strong> (IS0-22005 per i broiler) con l&#8217;<strong>organismo di certificazione CSQA</strong>, percorso che nel 2007 viene coronato da due certificazioni importantissime: <strong>BRC</strong> e <strong>IFS</strong>, sempre attestate da CSQA&#8221; ricorda Andrea Cugurra, responsabile dei servizi Controllo qualità, Prevenzione e protezione.</p>
<p>Nel febbraio 2017, poi, l&#8217;azienda consegue la Certificazione di filiera produttiva (IS0-22005 per i Riproduttori) e il continuo evolversi dei sistemi di etichettatura volontaria la porta, nel 2020, alla realizzazione di un disciplinare tecnico per le preparazioni senza uso di antibiotico (DTP 116).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa &#8211; Cuneo</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Inverno caldo, la pioggia non basta nelle Langhe: &#8220;Rete di invasi anche per le vigne&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/inverno-caldo-la-pioggia-non-basta-nelle-langhe-rete-di-invasi-anche-per-le-vigne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Feb 2024 08:33:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La poca pioggia non è bastata a recuperare le riserve idriche. I vignaioli: &#8220;In profondità il terreno è polvere&#8221; L&#8217;appello: &#8220;L&#8217;unica soluzione è una rete di invasi&#8221;. E a Monforte un gruppo di aziende studia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La poca pioggia non è bastata a recuperare le riserve idriche. I vignaioli: &#8220;In profondità il terreno è polvere&#8221; L&#8217;appello: &#8220;L&#8217;unica soluzione è una rete di invasi&#8221;. E a Monforte un gruppo di aziende studia un micro-bacino.</em></p>
<p>Pioggia attesa e benedetta. &#8220;Dicono che il segreto della felicità sia accontentarsi.&#8221; Osserva <strong>Paolo Boffa</strong>, presidente della cantina cooperativa Terre del Barolo, che riunisce oltre 300 soci viticoltori. &#8220;Dunque, accontentiamoci di ciò che sta arrivando dal cielo, sperando che continui ancora e aumenti di intensità&#8221;. Anche perché le <strong>vigne di Langa e Roero</strong> ne avevano proprio bisogno: mai viste le colline del vino avere così sete di acqua.</p>
<p>Ma tra i filari la calma è solo apparente. In <strong>assenza della neve</strong>, la <strong>poca pioggia</strong> che è scesa finora non è affatto bastata a recuperare le <strong>riserve idriche</strong> necessarie in profondità e i terreni sono ancora sofferenti.</p>
<p>Se non arriveranno altre perturbazioni o nevicate, la situazione in primavera sarà tutt&#8217;altro che rosea. &#8220;Basta dare un&#8217;occhiata dove si fanno gli scassi per impiantare nuovi vigneti. &#8211; dice Boffa &#8211; <strong>Il terreno in profondità non è solo asciutto, è addirittura polvere</strong>&#8220;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Il <strong>Consorzio del Barolo e Barbaresco</strong> ha messo sul tavolo una proposta che sta facendo molto discutere i produttori: l&#8217;<strong>eliminazione del divieto di impiantare vigneti di Nebbiolo atti a Barolo o Barbaresco nei versanti collinari esposti al Nord</strong>. &#8220;In funzione delle condizioni climatiche che stiamo sperimentando e per fronteggiarne gli effetti, proponiamo questa modifica così da iniziare a ipotizzare soluzioni e adattamenti a problematiche che sono sotto gli occhi di tutti.&#8221; spiega il <strong>Presidente Matteo Ascheri</strong> .</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>La Stampa &#8211; Cuneo</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Barolo DOP e Barbaresco DOP verso una profonda modifica dei disciplinari</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/barolo-dop-e-barbaresco-dop-verso-una-profonda-modifica-dei-disciplinari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2024 08:06:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Cda del Consorzio propone diverse novità che interessano le zone di produzione e imbottigliamento dei due grandi vini piemontesi. Ora i soci dovranno approvarle, con precise maggioranze basate sulle firme. I produttori dovranno votare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/barolo-dop-e-barbaresco-dop-verso-una-profonda-modifica-dei-disciplinari/">Barolo DOP e Barbaresco DOP verso una profonda modifica dei disciplinari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="size-18 anteprima-articolo-page pp"><em>Il Cda del Consorzio propone diverse novità che interessano le zone di produzione e imbottigliamento dei due grandi vini piemontesi. Ora i soci dovranno approvarle, con precise maggioranze basate sulle firme. I produttori dovranno votare anche alcune misure per arginare i cambiamenti climatici e affrontare meglio i mercati</em></p>
<p>Limitazione della <strong>zona di imbottigliamento</strong> di <strong>Barolo e Barbaresco</strong> alla zona di vinificazione, ma non solo. Tra le modifiche ai disciplinari dei due grandi vini rossi piemontesi varate dal cda del Consorzio di Tutela, ci sono anche &#8220;l&#8217;<strong>interscambiabilità</strong><strong> e reciprocità</strong> tra le due zone, per vinificazione e imbottigliamento, l&#8217;eliminazione del <strong>divieto di impiantare vigneti di Nebbiolo</strong> per Barolo o Barbaresco nei <strong>versanti collinari esposti al Nord, </strong>l&#8217;aggiunta delle <strong>menzioni comunali</strong> per la denominazione <strong>Barbaresco</strong> e l&#8217;apertura all&#8217;<strong>utilizzo</strong><strong> di grandi formati</strong>, superiori ai 6 litri per la vendita&#8221;.</p>
<p>Tutti aspetti molto delicati e tecnici, che stanno facendo discutere una base produttiva tra le più frastagliate del mondo del vino italiano, connotata dalla presenza di piccoli e piccolissimi produttori &#8220;tradizionali&#8221; (e &#8220;tradizionalisti&#8221;).</p>
<p><strong>Il Consorzio Barolo e Barbaresco: «Ultima parola ai produttori»</strong></p>
<p>Il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani ha diramato una nota proprio per precisare che le proposte di modifica votate dal Cda sono state &#8220;approvate per sentire le opinioni e <strong>confrontarsi con le idee dei produttori</strong>, unici titolari collettivi delle decisioni finali sui disciplinari di Barolo e Barbaresco che il Consorzio tutela&#8221;. Un modo esplicito per troncare sul nascere polemiche e strumentalizzazioni già agiatte in zona.</p>
<p>&#8220;Su questi punti e modifiche &#8211; precisa l&#8217;ente &#8211; saranno solamente i produttori a prendere una decisione, attraverso gli strumenti disponibili <strong>sulla base della legge, ovvero la raccolta firme</strong>: 66 % della superficie totale dei vigneti oggetto di dichiarazione produttiva e 51% della produzione imbottigliata nell&#8217;ultimo biennio&#8221;.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.italiaatavola.net/winemag/2024/1/26/barolo-barbaresco-verso-profonda-modifica-dei-disciplinari/102627/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Italiaatavola.it</strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/barolo-dop-e-barbaresco-dop-verso-una-profonda-modifica-dei-disciplinari/">Barolo DOP e Barbaresco DOP verso una profonda modifica dei disciplinari</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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		<title>Nessuna &#8220;bagarre&#8221; nel mondo del Barolo e Barbaresco</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/nessuna-bagarre-nel-mondo-del-barolo-e-barbaresco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2024 16:04:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[CDA]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentate dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani le modifiche dei disciplinari Barolo e Barbaresco approvate dal Cda, in attesa della decisione finale dei produttori. Nei giorni scorsi il Consorzio di Tutela [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentate dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani le modifiche dei disciplinari Barolo e Barbaresco approvate dal Cda, in attesa della decisione finale dei produttori.</em></p>
<p>Nei giorni scorsi il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani ha presentato al proprio mondo produttivo alcune proposte di modifica dei disciplinari Barolo e Barbaresco, approvate dal proprio CdA, per sentire le opinioni in merito e confrontarsi con le idee dei produttori, unici titolari collettivi delle decisioni finali sui disciplinari di Barolo e Barbaresco che il Consorzio tutela.</p>
<p>Su questi punti di modifica saranno solamente i produttori a prendere una decisione in merito attraverso gli strumenti che la legge dà disponibili ovvero la raccolta firme: 66 % della superficie totale dei vigneti oggetto di dichiarazione produttiva e 51% della produzione imbottigliata nell’ultimo biennio).</p>
<h5>Le modifiche dei disciplinari presentate sono di seguito riportate:</h5>
<ul>
<li><strong>la limitazione della zona di imbottigliamento per Barolo e Barbaresco</strong> <strong>(che per legge deve coincidere con la zona di vinificazione).</strong> Questa è una misura, la più urgente, che si rende necessaria proprio per la salvaguardia delle denominazioni, da un punto di vista tecnico e commerciale. I disciplinari essendo stati redatti negli anni ’60 non ponevano limitazioni all’imbottigliamento, come la stragrande maggioranza delle denominazioni Italiane, in quanto era impensabile all’epoca trasportare il vino a lunghe distanze mentre ora tale possiblità è ipoteticamente consentita in tutto il mondo. Il Consorzio ci tiene a precisare che questa è l’unica misura caldeggiata, per la sua importanza con connotati di urgenza e necessita.</li>
<li><strong>l’interscambiabilità e reciprocità tra le due zone &#8211; Barolo e Barbaresco- per la vinificazione e imbottigliamento.</strong> La modifica, qualora venisse approvata, consentirebbe di poter vinificare ed imbottigliare il Barolo nell’area di produzione del Barbaresco e nell’area di produzione del Barbaresco di poter vinificare ed imbottigliare il Barolo, con l’esclusione dei territori siti nella parte sinistra del fiume Tanaro. Si precisa che la zona di produzione delle uve rimane invariata per le due denominazioni, come prevista dal 1966.</li>
<li><strong>L’eliminazione del divieto di impiantare vigneti di Nebbiolo atti a Barolo o Barbaresco nei versanti collinari esposti al Nord.</strong> In funzione delle condizioni climatiche che stiamo sperimentando e per fronteggiarne gli effetti, si è proposta questa modifica così da iniziare a ipotizzare soluzioni e adattamenti a problematiche che sono sotto l’occhio di tutti. Si precisa che la superficie vitata di Barolo e Barbaresco è attualmente contingentata da bandi che regolano l’iscrizione alla denominazione e pertanto l’eventuale eliminazione dell’esclusione del versante Nord non implicherà in nessun modo l’aumento di tale superficie, ma fornirà solamente una possibilità agronomica in più per i produttori.</li>
<li><strong>Aggiunta delle menzioni comunali per la denominazione Barbaresco.</strong> La denominazione Barbaresco non prevede, a differenza del Barolo, tale possibilità e di conseguenza si chiederà di poterla introdurre così come lo è già per il Barolo.</li>
<li><strong>Consentire l’utilizzo di grandi formati (superiori ai 6L).</strong> Attualmente è consentito l’utilizzo di formati superiori ai 6lt solo per scopi promozionali, attraverso autorizzazione ministeriale e con esenzione di contrassegno e solo per cessione gratuita. La modifica permetterebbe ai produttori di utilizzare formati di capacità superiore e sino a 18 lt anche per la vendita, come avviena già per i vini confezionati in recipienti fino ai 6L.</li>
</ul>
<p>Fonte: <strong><a href="https://www.langhevini.it/" target="_blank" rel="noopener">Consorzio di tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani</a></strong></p>
<p><a href="https://www.qualivita.it/wp-content/uploads/2024/01/Nota-Stampa-Barolo-26gen-DEF.pdf">SCARICA LA NOTA</a></p>
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		<title>Vino, Ascheri: &#8220;Imbottigliare in zona scongiura frodi e gap fiscale nell&#8217;export USA&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/vino-ascheri-imbottigliare-in-zona-scongiura-frodi-e-gap-fiscale-nellexport-usa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 08:10:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[distribuzione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;intervista a Matteo Ascheri, Presidente Consorzio del Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani &#8220;Non c&#8217;è nessun allargamento della produzione. Chi lo teme non ha letto le nostre proposte&#8221;. Smentisce le letture allarmistiche e difende a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;intervista a Matteo Ascheri, Presidente Consorzio del Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani</em></p>
<p>&#8220;Non c&#8217;è nessun allargamento della produzione. Chi lo teme non ha letto le nostre proposte&#8221;. Smentisce le letture allarmistiche e difende a spada tratta il proprio operato il presidente del <strong>Consorzio del Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani</strong>, <strong>Matteo</strong> <strong>Ascheri</strong>.</p>
<p>&#8220;La libertà di imbottigliamento &#8211; spiega &#8211; risale a quando sono nate le nostre denominazioni, al 1963. All&#8217;epoca era più importante richiedere la vinificazione in zona che non l&#8217;imbottigliamento. Poi le cose sono cambiate&#8221;.</p>
<p><strong>In quale direzione?</strong></p>
<p>Negli Stati Uniti vige per le importazioni il Tree Tears System. Sistema a tre livelli con importatore, distributore e dettagliante. Con la possibilità a seconda dei diversi Stati di una tassazione differenziata.</p>
<p>In questo modo chi esporta il Barolo imbottigliato rischia di avere un maggior aggravio fiscale rispetto a chi esporta il vino sfuso che viene imbottigliato lì. In questo secondo caso, si saltano dei passaggi e si creano, a causa dell&#8217;imbottigliamento, condizioni competitive differenti tra produttori della stessa zona. Dobbiamo evitare che accada.</p>
<p><strong>Quindi è una misura legata agli USA?</strong></p>
<p>Gli USAa sono il nostro primo mercato estero. Per il resto, dai nostri dati emerge che viene attualmente imbottigliato fuori zona meno del 2% del nostro prodotto.</p>
<p><strong>Quindi non è un&#8217;esigenza legata alla necessità di fornire maggiori garanzie?</strong></p>
<p>Certo c&#8217;è anche questo aspetto. Secondo le nostre regole dovrebbe essere imbottigliato all&#8217;estero solo vino Docg certificato. Ma non sempre avviene e raramente riusciamo a intervenire. Dobbiamo ridurre queste zone d&#8217;ombra.</p>
<p><strong> Saranno garantiti i diritti degli imbottigliatori storici fuori zona?</strong></p>
<p>È previsto che saranno autorizzati in deroga tutti coloro che avranno imbottigliato Barolo e Barbaresco fuori zona per almeno due anni, anche non consecutivi, all`interno di un arco temporale dei cinque anni precedenti l&#8217;approvazione della misura a Bruxelles.</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>Il Sole 24 Ore</strong></p>
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		<title>Rivoluzione Barolo DOP: le nuove regole del &#8220;re dei vini&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/rivoluzione-barolo-dop-le-nuove-regole-del-re-dei-vini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Laschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 15:21:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[disciplinare]]></category>
		<category><![CDATA[GDO]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIAN SOUNDING]]></category>
		<category><![CDATA[MADE IN ITALY]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Stop al low cost e all&#8217;imbottigliamento fuori zona. Nelle Langhe si studia il futuro del simbolo del Piemonte. Il &#8220;re dei vini&#8221; regna sulla tavole di mezzo mondo ma non governa più a casa propria. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Stop al low cost e all&#8217;imbottigliamento fuori zona. Nelle Langhe si studia il futuro del simbolo del Piemonte.</em></p>
<p>Il &#8220;re dei vini&#8221; regna sulla tavole di mezzo mondo ma non governa più a casa propria. Barolo venduto a 10 euro in Autogrill; Barolo low cost imbottigliato in Svizzera (e si dice anche in Norvegia) che finisce sugli scaffali della GDO all&#8217;estero; produttori fuori zona per pochi passi che stampano etichette senza nome in polemica con la burocrazia; liti sul riconoscimento e il valore dei vari cru; acquisizioni (mal digerite) di storiche cantine da parte di multinazionali.</p>
<p>Il vaso di pandora del <strong>vino simbolo del Piemonte</strong> e del <strong>made in Italy</strong>, una filiera da 450 milioni di euro per un fazzoletto di terre ondulate che si stende per 353 ettari, si sta per riaprire. È presto per parlare di una nuova guerra del Barolo, come quella che negli anni Ottanta, contrappose i tradizionalisti ai modernisti, tra tempi di vinificazione e invecchiamento alla francese, in barrique. Ma di sicuro gli equilibri tra i 350 produttori stanno per cambiare.</p>
<p>Il prossimo anno <strong>Matteo Ascheri</strong>, il combattivo e anche divisivo <strong>presidente del consorzio del Barolo</strong> lascerà la carica che ha occupato per sei anni. In pole position per sostituirlo c&#8217;è Federico Scarzello, classe 1980, già presidente dell&#8217;Enoteca regionale del Barolo, e assessore del comune di Barolo, un profilo più &#8220;politico&#8221; e più vicino agli ingranaggi della burocrazia, rispetto a quello di Ascheri.</p>
<p>In ballo c&#8217;è il <strong>nuovo disciplinare del Barolo</strong>, la carta costituzionale del re dei vini, che regola ciò che si deve fare (38 mesi di invecchiamento in botte, la resa per ettaro, i comuni dove si può produrre) e cosa non si deve fare (altitudine non inferiore a 170 metri e non superiore a 540 metri, vietata la qualificazione diversa in etichetta).</p>
<p>[&#8230;]</p>
<p>Fonte: <strong>L&#8217;Economia Nordovest</strong></p>
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		<title>Peculiarità e gusto del Crudo di Cuneo DOP esaltano gli esperti a &#8220;Fattore Comune&#8221;</title>
		<link>https://www.qualivita.it/news/peculiarita-e-gusto-del-crudo-di-cuneo-dop-esaltano-gli-esperti-a-fattore-comune/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Burroni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Nov 2023 12:09:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ALIMENTAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Consorzi di tutela]]></category>
		<category><![CDATA[degustazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[INDICAZIONI GEOGRAFICHE]]></category>
		<category><![CDATA[PROMOZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[Salumi]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ospite della sesta edizione dell’evento anche il Consorzio di Tutela e Promozione della Dop cuneese C’era anche il Consorzio di Tutela e Promozione del Crudo di Cuneo venerdì 17 novembre al teatro comunale di Sori [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="post-head">
<div class="tmnf_excerpt">
<p><em>Ospite della sesta edizione dell’evento anche il Consorzio di Tutela e Promozione della Dop cuneese</em></p>
</div>
</div>
<p>C’era anche il <strong>Consorzio di Tutela e Promozione del Crudo di Cuneo</strong> venerdì 17 novembre al teatro comunale di <strong>Sori</strong> (Genova) ospite della sesta edizione di <strong>“Fattore Comune”</strong> <strong>– incontri fra DOP e IGP</strong>, evento dedicato alle eccellenze agroalimentari tutelate dall’<strong>Unione Europea</strong>. Fattore Comune ha voluto essere occasione per conoscere storie, passione, tradizioni, eventi ed iniziative che immediatamente rimandano ad un prodotto che è “identità gastronomica” di un territorio. L’occasione ha voluto essere presupposto di dialogo e conoscenza tra i produttori e le istituzioni preposte, per esaminare le problematiche inerenti la tutela, presentare i percorsi fatti, illustrare gli obiettivi colti e ipotizzare i piani futuri, l’appeal sul fenomeno del turismo gastronomico, nuove idee per la miglior promozione delle DOP e IGP. Non poteva mancare il prosciutto <strong>Crudo di Cuneo DOP</strong>, le cui peculiarità gastronomiche sono state illustrate dal direttore del Consorzio di tutela, Giovanni Battista Testa.</p>
<p>“L’evento – ha sottolineato <strong>Chiara Astesana</strong>, presidente del Consorzio di Tutela e Promozione del Crudo di Cuneo – ha accentuato l’attenzione sull’importanza di questi prodotti certificati – eccellenze agroalimentari protette dall’Unione Europea con i marchi DOP e IGP – che rendono famosi i luoghi da cui prendono origine creando positivi ritorni economici per i loro territori grazie anche al turismo enogastronomico che trainano. In particolare, il nostro prosciutto Crudo di Cuneo DOP è un prodotto di salumeria stagionato nell’area di produzione definita dal Disciplinare, un territorio che comprende la provincia di Cuneo, la provincia di Asti e 54 comuni della zona Sud della provincia di Torino”.</p>
<p>I Consorzi sono stati le vere star di Fattore Comune, con 10 tra DOP o IGP invitate. Sono intervenuti il direttore del consorzio Burrata d’Andria, Francesco Mennea, che ha svelato i segreti della Burrata di Andria IGP. Francesco di Iorio e Lorenzo Napoleoni hanno detto tutto del famoso <strong>Zafferano dell’Aquila DOP</strong>, Gianluigi Draghi si è soffermato sulle caratteristiche della <strong>Casciotta d’Urbino DOP</strong>; Stefano Ricagno ha raccontato come opera sul territorio di competenza il<strong> Consorzio Asti docg</strong>; Antonio Rossetti ha messo in evidenza le peculiarità dei <strong>salumi piacentini DOP</strong>, Filippo Rondelli ha parlato del Rossese di Dolceacqua doc mentre Giovanni Battista Testa ha solleticato i palati fini svelando, appunto, proprietà e segreti del prosciutto Crudo di Cuneo DOP. In serata, a Recco, nel ristorante La Manuelina, si è quindi svolto l’atteso momento delle degustazioni, con uno spazio dedicato anche al prosciutto Crudo di Cuneo DOP, con banco d’assaggio e degustazione del prodotto, andato letteralmente a ruba.</p>
<p>Il prosciutto Crudo di Cuneo DOP , oltre ad avere un ottimo <strong>apporto proteico</strong> (circa il 29%), può essere consumato senza preoccupazioni anche da chi è a regime <strong>ipocalorico</strong> in quanto i grassi di infiltrazione negli ultimi anni sono scesi dal 15-20% al 3-8% circa. Il prodotto, grazie all’ottimo contenuto proteico, al ridotto contenuto di sale e di colesterolo, nonché alla presenza di calcio, ferro, fosforo e magnesio è consigliabile alla popolazione di tutte le età: dai bambini agli anziani, passando anche dagli sportivi, merito del marcato contenuto di sali minerali. Il prosciutto crudo ha un alto coefficiente di digeribilità, attorno al 97%, quindi leggero<strong>.</strong></p>
<p>L’evento rientra nel progetto di azioni di comunicazione della denominazione Crudo di Cuneo DOP co-finanziato dalla Regione Piemonte, Fondi FEASR – PSR 2014-2020 – Misura 3.2.1 – Bando 1/2023_B – l’Europa investe per le zone rurali.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.autorivari.com/peculiarita-e-gusto-del-prosciutto-crudo-di-cuneo-hanno-esaltato-esperti-e-golosi-a-fattore-comune/?utm_source=mailpoet&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=bozza-consorzio-crudo-cuneo_116" target="_blank" rel="noopener"><strong>Consorzio di tutela e promozione del Crudo di Cuneo DOP </strong></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it/news/peculiarita-e-gusto-del-crudo-di-cuneo-dop-esaltano-gli-esperti-a-fattore-comune/">Peculiarità e gusto del Crudo di Cuneo DOP esaltano gli esperti a &#8220;Fattore Comune&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.qualivita.it">Fondazione Qualivita</a>.</p>
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